giovedì 16 ottobre 2014

Verso cosa tendi?


Germania: collocato Schatz a due anni a tasso dello -0,06%, domanda in calo.
L’Agenzia del debito tedesca oggi ha collocato 3,294 miliardi di euro di Schatz… a due anni. Il rendimento medio di assegnazione si è attestato a -0,06% rispetto al -0,07% dell’asta di titoli biennali del mese scorso. Il rapporto di copertura (bid-to-cover) è stato di 1,7 volte dalle 2,3 precedenti.

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Il bid to cover ratio (rapporto di copertura) è un coefficiente che indica la differenza tra domanda ed offerta in un collocamento di titoli obbligazionari. Ad esempio se un Paese offre in asta un miliardi di titoli di Stato e la domanda degli investitori ammonta a 1,5 miliardi, il bid to cover è di 1,5 volte. Il rapporto di copertura è, insieme al tasso di interesse, uno dei principali indicatori sull’esito di un’asta…
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Tu sei portato a credere, dunque, che:
una domanda superiore all’offerta (di 1,7 volte) si è “affrettata ad accaparrarsi un simile affare (non certo del secolo viste le cadenze di queste aste), addirittura giungendo a pagare di tasca propria un interesse negativo, pur di non perdersi questo attimo fuggente”
Il dilemma più grande nel quale ora, invece, ti (ri)trovi tu è:
se piangere o ridere (forse entrambe le cose).
Procedendo su questa “linea”, sei portato a credere in questa “verità”, pur già sapendo che:
la “domanda degli investitori” in una situazione di tassi negativi non può assolutamente (ri)guardare ai privati (come te. Tu lo faresti?), bensì, è certamente campo d’azione per gli istituti bancari, sotto a varie altre diciture, che sono costretti a partecipare (1) vista l’appartenenza all’Unione Europea (2) vista la partecipazione all’(Anti)Sistema (dal quale dipende il loro business) (3) visto il comune interesse di (com)partecipate e di tutto ciò che deriva, in termini di propria sopravvivenza finanziaria (parco d’interesse privato).

Ergo: “come ti senti, così… schiacciato, tra quello che sai per tua (in)diretta esperienza e quello che sai perché ti hanno detto che…”?
Come ti poni nei confronti dei giorni che, a prescindere da quello che "pensi", trascorrono tutti esattamente lungo la medesima direzione (pre)tracciata nei libri di storia deviata (passato)?

Tu, in tutto ciò… “che senso hai”?


Come (ri)entri in una simile situazione d’insieme che, generalmente, tende a (ri)tagliarti fuori senza mai effettivamente fartelo troppo insistentemente capire?


Beh… tu (ri)entri perché, in realtà, non hai nessuna possibilità di (ri)uscire… Tu puoi “liberamente pensare, immaginare, fare e disfare” ma… sempre in un modo reso passivo, anticipato da un insieme di poteri che ti hanno già (pre)visto in questi esatti comportamenti, “usi e costumi”.
Perchè... "tu vali" ma "(con)segui"…
SPS è troppo esagerato, pessimista e foriero di cattive notizie? Oh, quanto mi dispiace. Scusami, non intendevo farti del male.
Accidenti! Che razza di screanzato che sono…
Che vuoi farci. Sono fatto così! Prendere o lasciare, insomma. Il “telecomando” è in mano tua, no? Non leggere SPS. È facile. Sin troppo facile… visto che, analogamente, non sei capace di non sintonizzarti sulle frequenze di questa realtà 3d, tanto “bislacca” e tanto (in)utile per te, quanto senza alternativa apparente emersa.
Voglio dire:
tu puoi decidere di leggere o no, SPS, ma non puoi decidere di staccarti da questo paradigma? Bah… c’è qualcosa che non quadra, perché “SPS è una realtà alternativa, che tu (ri)esci a cancellare” ma “non (ri)esci, poi, ad agire nello stesso modo, allorquando devi/puoi farlo anche con il solito "tran tran", che ti regola e veicola usualmente”.



Certo, non puoi mettere a confronto realtà tanto diverse, per peso specifico, vero? Non puoi paragonare “una formica allo stivale che la calpesta” (Loki).
E, invece, sì che lo puoi fare. È per Analogia Frattale che lo puoi e devi fare.
La diluizione omeopatica lo dimostra; anche a livelli infinitesimali di principio curativo, il principio è sempre esistente e disponibile all’interno della “soluzione”.

Ma, non per questo, devi abituarti ad ingoiare “veleno” ogni giorno, visto che sai che – alla fine – così ti abituerai a qualsiasi “trattamento”. C’è modo e modo di vivere e chiunque crede in un sistema esistenziale caratterizzato dalla “felicità e serenità” (termini un po’ vaghi, entro cui subentrano dettagli che fanno, in seguito, la differenza. Ad esempio, non specificare i “canoni” della propria serenità, ti lascia aperto a qualsiasi tipo di tentazione/corruzione/Ego. Ergo: la tua felicità può corrispondere alla infelicità di qualcun altro, auto esistente da qualche altra parte, non necessariamente alla tua “vista” e, si sa, che occhio non vede e cuor non duole).
In quale maniera intendi essere “felice”? Senza le “idee chiare” che cosa rischi di “dare alla luce” e realizzare? A cosa sei disposto a cedere? Sin dove sei disposto ad arrivare? Quale è il tuo “prezzo”? Valgono qualcosa, per te, i famosi e nozionali “valori di condotta umana”?
Vale qualcosa per te l’etica, la morale, la giustizia?
 
Il “non fare agli altri, quello che gli altri vorresti non facessero a te”? Questa sorta di (pre)venzione, vale anche per te? Il “sii il comportamento che vuoi vedere avvenire nel Mondo”, vale anche per te?
 
Sei coerente con ciò che supponi esistere da qualche parte (d)entro di te?

Oppure, "tiri fuori" certi argomenti, occasionalmente, come un mago estrae dal cilindro il coniglio, quando si esibisce davanti al pubblico?
SPS non ti fa la predica. SPS non è un “prete”. SPS non ti confessa…
SPS è “solo” una sorta di “Grillo parlante”. Tutto qua.
Qualcosa che puoi ignorare facilmente.
Qualcosa di “e(s)terno”, che puoi lasciare fuori dalla tua “porta”, con la facilità attraverso la quale “cambi canali alla tv”. Questa è la "tua" libertà!
SPS: qualcosa che è sempre (com)presente nell/all’aria e che, ogni giorno e soprattutto – quel giorno, che ne avrai bisogno/necessità – potrai (ri)trovare sempre "appena fuori dalla tua porta", sicuro di poter contare su un simile campo di esperienza amichevole ed “a(i)uto diluito/a nell’aria”. Qualcosa che diventa reale, nel momento in cui “lo desideri e lo concedi”
Qualcosa in grado di assisterti ad un livello alto/profondo di te, in te.

Un esempio, una luce, un faro, la lanterna, il filo, che… (ri)trovi sempre teso tra te e te e le 3d… Qualcosa che può anche cambiare “idea” ma che non può mai “tradire se stesso”.
Insomma, quello che si dice essere un “archetipo”.
SPS lo (ri)trovi tracciato anche nel cielo stellato (osserva bene) e, in caso di copertura nuvolosa, lo (ri)trovi ancora persino in/su quella superficie vaporosa, ma non certamente meno pericolosa di un “pugno nell’occhio”. Il segnale di SPS non ha la forma immaginaria del pipistrello di Batman, bensì, ha la forma di quello che meglio credi.
Per questo… c’è sempre. Una forma alla quale puoi accedere in ogni occasione, anche solo osservando il soffitto di casa tua, della tua stanza, della galera o di un ospedale, etc.
SPS c’è sempre ed è ovunque. È nell’aria e in un singolo pensiero, nell’idea e a livello immaginifico, in un profumo, sapore, aroma, gusto, etc.
Non per “non farne più a meno” ma… per “poterlo (ri)trovare sempre, quando più è utile”…
Una sorta di “Radio Maria”. He He He… (per carità).
 
Avevo trovato molto "materiale", questa mattina ma… questo “incipit” ha impegnato molto tempo, per cui… facciamo così:
decido un titolo per questo articolo e gli metto, a fianco, un bel (1)… in maniera tale, domani, di poterlo (ri)prendere. Ok? Anche se… domani dovrei pubblicare il “Programma” di SPS. Bah… è stata una settimana molto particolare, guarda caso, per cui ci sono stati dei problemi diciamo “logistici”, che mi hanno impedito di essere sufficientemente “lucido”, al fine di mettere a punto ciò che ho già messo a punto a livello “interiore”. Vedrò domani il da farsi
Posso sempre mettere la seconda parte di questo articolo, magari, lunedì prossimo, in maniera tale da rompere anche la (con)sequenzialità tradizionale di una progressione numerica che, probabilmente, “ti aspetti”.

(Ri)corda sempre che SPS ti permette di fare una “ginnastica” molto particolare, attraverso stadi di provocazione del tuo campo energetico, (ri)assunto in questa forma ridotta nell’(Anti)Sistema (in ciò che ritrovi nelle 3d e a cui partecipi per “tacito assenso”).
 
Dunque: 
ciò che sai, perché ti sembra di sapere, non è ciò che sai, perché deriva da una tua esperienza diretta.
Il primo caso è una derivazione artificiale, di natura (pre)ordinata, secondo il modello di potere dominante (paradigma). Il secondo caso “scrive” qualcosa di potenzialmente nuovo nella realtà nella quale (ri)stagni. In questo caso, tu impari veramente qualcosa da tutto ciò che “ti accade”.
Ma non è detto ugualmente che… “serva a cambiare la realtà circostante”. La cronaca della storia deviata è stracolma di casi simili, che hanno fatto tutti la stessa fine, ossia, quella del “topo”.
Sai che cosa accade al “topo”? 
Viene preso nella trappola, immobilizzato attraverso una serie intelligente di stratagemmi ed, infine, ucciso.
Il topo quale “pericolo” ti sembra portare? Quello delle “malattie”, no?
Per cui, giustamente, te ne preoccupi.
Ma, forse, non è che – a prescindere da tutto – principalmente, “ti fa solo schifo”?
Non è che lo ammazzeresti, così, anche solo per “sport”?


Eppure, i topolini hanno un musetto che in altri casi (criceti, cavie, etc.) non esiti a definire “carini”, accettando addirittura di tenerli in casa, nella gabbietta con la famosa “ruota”, per la grazia ed il divertimento dei bimbi.

Sono le “pantegane” che ti fanno orrore? Certo! Chi non si (ri)trova una pantegana, oggigiorno, nella propria casa? See… tu rispondi e (con)segui a segnali divenuti “ancestrali” (input, programma, incantesimo), che ti mantengono in uno stato mentale deviato.
Agenti in grado di penetrare nel codice genetico, per farsi trasportare nativamente da individuo e a individuo…
Quale migliore strategia, inarrivabile perché non vista, al fine di mantenersi sempre “sulla cresta dell’onda”?
 
Che cosa sai? Quello che “ti dicono” ma… “facendoti credere che è farina del tuo sacco”. Altrettanto abile strategia. Anzi… sempre la stessa ma frattalmente (re)distribuita nel tutto 3d. 
Il (r)aggiro è sempre stato di moda, anche se non te ne sai mai accorto… 
Anche se lo sai ma, per qualche motivo, non (ri)esci quasi a farne a meno, continuando a cascarci, a (ri)caderci… perché, ogni volta, le situazioni ti sembrano diverse e tu sembri sempre lo stesso, che ci (ri)cade.
Di che cosa ti sta parlando, SPS?
Forse, non comprendi nemmeno l’Anima del discorso di SPS. È possibile anche questo…
In che senso “(ri)cadi”?
Dove “(ri)cadi”?
Che cosa significa “(ri)cadere”?
Suvvia: guardati attorno
Perché tu e gli altri siete insoddisfatti, infelici, stressati, sempre stanchi, depressi, dubbiosi, in cerca di altro, etc. vivendo in questa forma di esistenza 3d?

Capirai solo dopo la pubblicazione del “Programma”, che in realtà tu (e in te) scavi (è scavato) un “solco. Tempo al tempo
Ti sembra sempre di vivere in una fase di “finalmente uscita dalla crisi” ma, chissà per quale motivo, ciò non (av)viene mai, lasciandoti costantemente preda dei consueti incubi ad occhi aperti. Accade così... da sempre.
Se non ti sembra di essere così o di non capire o di non (ri)entrare in un simile contesto, è solo perché “sei un illuso”. Forse il potere finanziario della tua famiglia sembra proteggerti dalla “crisi” ma, sappi, che essa non è inerente alla sola componente “denaro”. L’(Anti)Sistema ti (pre)tende ad un livello di crisi globale, intaccandoti ad ogni livello.
In maniera tale, comunque, da averti perlomeno in una crisi, alla volta.
Potrà essere in un ambito, piuttosto che in un altro ma, se ti osservi a fondo, sei sempre in “crisi”

La “classe di mezzo”, quella che sorregge i fili (Anti)Sistemici del Nucleo Primo, sta un po’ meglio rispetto all’abisso degli altri, anche se “per qualche motivo, non sta mai veramente bene”.
Deve, infatti, rispondere a proprie “caratteristiche” tali da riparametrare tutto ad altre lunghezze/latitudini dell’essenza.

Forse, potrai non (ri)conoscere una “crisi di coscienza”, anche se… solo per questo, ella non ti interesserà. Potrai registrare una certa “noia” in tutto ciò che puoi fare ed essere, attraverso il privilegio del tuo tenore di Vita; potrai non trovare un’Anima gemella, in grado di riscaldarti il cuore, etc. 
Ogni “scusante” è buona per essere sempre in “crisi”, senza nemmeno sapere di esserlo e negandolo in continuazione.
Perché deve accadere sistematicamente questo?
Perché tu devi generare “qualcosa” (al più alto livello è “una forma d’onda”), che serve ed è utile (interesse) per qualcuno/qualcosa d’altro.
 
Pena il generale disinteresse nella tua “persona”.
  • se cerchi un posto di lavoro e nessuno ti assume, che cosa ti accade di/in conseguenza?
  • se il tuo sentimento non è (ri)cambiato, che cosa ti accade di/in conseguenza?
  • se lavori in un posto sgradevole, che cosa ti accade di/in conseguenza?
  • se sei costretto a fare qualcosa, che cosa ti accade di/in conseguenza?
Bla. Bla. Bla… (ecco quello che giunge sino a te).

Parole senza significato alcuno, oltre alla tua solita decodifica priva di ogni altro valore, oltre a quello che supponi di capire/sapere perché sei convinto di/che…

Questo chiacchiericcio è aria fritta, rumore di fondo, un fastidio da eliminare al più presto, per la tua usuale forma di captazione ambientale. Ma non è una colpa che devi (ri)assumere in te. È meglio credere e sapere che “sei in uno stato di possessione” e che “tutto quello che compi, lo esegui come può fare un robot, programmato per obbedire”, piuttosto che “agire secondo propria intenzione”.
Una dimensione, quella “propria”, che è stata letteralmente cancellata dal tuo orizzonte degli aventi; persino a livello immaginifico. Eppure… dove vai e dove ti rifugi, quando sei in particolari stati d’animo molto pesanti?
Da dove nasce un certo tipo di “speranza”?
 
L’Oltre Orizzonte è reale, tanto quanto l’Orizzonte, se lo consideri come un limite artificiale dello scenario 3d, che ti sembra unicamente disponibile…

In un simile contesto… che cosa “cambia” autenticamente?

Nulla, che il Nucleo Primo non autorizzi preventivamente.
Qualcosa che, in questa tua forma, ora, stenti a credere. Qualcosa che non (ri)esci ad immaginare e, dunque, a prendere nemmeno in lontana considerazione.
Tutto sembra finito e confinato “qua”, in queste 3d dove tutto sembra essere già stato “inventato”.
 
Dove tutto sembra già essere stato compiuto e dove tutto non sembra avere necessità del tuo apporto più profondo ma, “solo”, del tuo apporto lavorativo (in)diretto (compartecipazione passiva).
La schiavitù ti sembra (ti dicono) essere stata abolita ma, vivere così, è ancora essere schiavi.
Anzi… è essere schiavi senza più saperlo o registrarlo, limitandosi a vivere come schiavi “nella sostanza”, anche se non “nella constatazione diretta 3d”.
È come vivere con le “fette di salame sugli occhi… della coscienza”.
A lamentarsi sono buoni tutti, perseguendo un interesse di sopravvivenza (a vario livello).

A dichiarare il cambiamento sono buoni tutti, perseguendo l’interesse di mantenere lo stesso paradigma di provenienza (a prescindere, ormai, se si vive bene o male)…
Banche, Patuelli: 26/10 giorno importante, in atto rivoluzione bancaria.
Il 26 ottobre, giorno in cui sono attesi i risultati degli stress test e degli asset quality review della Bce, sarà "un giorno molto importante per il mondo, non solo per l'Europa, perché con criteri molto rigidi sarà misurata la solidità delle principali banche europee.
E poi gli esami continueranno, anche per le banche di dimensioni meno rilevanti. Stiamo vivendo una vera rivoluzione bancaria in Europa".
Lo ha affermato il presidente dell'Abi Antonio Patuelli incontrando i giornalisti al termine della riunione dell'esecutivo dell'associazione a Milano.
Per le banche italiane, inoltre, il risultato dei test della Bce "può non essere uniforme - ha spiegato Patuelli - ma ci saranno risultati differenziati".
"Sarà come il giorno della pagelle - ha aggiunto - e confidiamo che le pagelle siano le migliori, però - ha proseguito - abbiamo la consapevolezza che lo Stato italiano non è intervenuto in questi anni con propri fondi a sostegno delle banche. D'ora in poi avremo regole identiche per tutti, ma negli anni passati non è stato così".
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Le banche hanno bisogno di “sostegno”? Essendo esse “centrali a tutto”, come possono avere autentico bisogno di un sostegno?
 
Lo Stato dovrebbe “finanziarle” e non lo ha fatto? Beh… le banche hanno comunque trovato aiuto a livello europeo, no? E ad aiutarle è stata un’altra banca: quella “centrale”. 
Inventare denaro e poi trasformarlo (leva, lavoro altrui) in “solidi beni” è un’opera di alchimia finanziaria e non solo.
Necessita della “centralità” del rito, che deve divenire ufficialmente (ri)conosciuto e (ri)conoscibile dalla Massa, che deve poter fare affidamento e deve poter contare su una simile (com)presenza.
Il tempo trascorso a creare questa “fiducia” corrisponde ad un “primo tempo” che, ora, ti sembra di ricordare o di avere sentito/letto da qualche parte, relativamente ad un (in)certo passato, caratterizzato da un mo(n)do diverso e più “giusto”.
Questo “tempo” è l’investimento che il modello bancario ha accettato di dedicarti, al fine di poter poi godere della tua attenzione e della tua accondiscendenza, senza alternativa alcuna apparente (costrizione, collo di bottiglia, controllo a monte, prevenzione).

Leggi la vicenda di questa “agenzia del debito” e pensa allo stesso termine, che hai letto in apertura del presente articolo: “l’Agenzia del debito tedesca…”.
Solo perché è scritto con la “A” maiuscola, è da (ri)tenersi migliore/diversa da quelle agenzie (con la “a” minuscola) che falliscono miseramente, approfittandosi della situazione di eterna crisi nella quale versa la Massa?
Vivere a debito è diventato normale.

Un vero e proprio assurdo che sembra, invece, inattaccabile... visto che non hai una vera alternativa, alla luce del fatto che “devi mangiare ogni giorno e anche più volte al giorno” (dipendenza e derivazione. Conseguenza).
Agenzia Debiti, la doppia beffa.
Il fallimento della debt agency più chiacchierata degli ultimi mesi rischia di mettere in ginocchio molte famiglie italiane, che in alcuni casi hanno sborsato migliaia di euro per far chiudere un debito o evitare un pignoramento. E ora si prospetta anche l'incubo disoccupazione per oltre 200 dipendenti…
Doveva aiutare i consumatori a chiudere i debiti con banche, finanziarie ed Equitalia. Invece è stata proprio Agenzia Debiti a portare i libri in tribunale. Un paradosso che farebbe sorridere, se non fosse che il fallimento della debt agency più chiacchierata degli ultimi mesi rischia di mettere in ginocchio molte famiglie italiane…
30 gennaio 2013
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Creditori o debitori? Ora la palla passa al tribunale di Milano. Il prossimo appuntamento è fissato per il 24 aprile, quando si terrà l'udienza di verifica dei crediti.
Ma c'è un altro paradosso:
ad oggi i consumatori rimasti con il cerino in mano non hanno alcun diritto. Anzi, sono debitori anziché creditori di Agenzia Debiti. Perché hanno firmato un contratto che li ha impegnati a versare una somma in cambio di un servizio
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Sei stanco di essere (r)aggirato a "norma di legge"?
Beh… che cosa puoi “fare”? Se ti guardi attorno, ti sembra di non poter fare “nulla”…
 
Ma, ti chiedo, è veramente così? È possibile che ti sia convinto che questo “filtro” sia realmente tutto ciò che esiste. Sì
Se è stato “inventato e messo in scena” è solo grazie al fatto che tu hai aderito (in qualche modo lo hai fatto). Gli hai dato continuazione ed energia: la tua energia.
Ti sembra davvero che in un insieme infinito di possibilità, questa sia l’unica? 
Suvvia… è un modello dei tanti, che permette a qualcuno di controllare tutti gli altri.
C’è un interesse nel mantenere tutto ciò attivo e tu, contemporaneamente, “passivo” (sotto al controllo).
 
Lo percepisci? Se “”, allora occorre che tu faccia davvero “qualcosa”. Se “no”, allora va da sé che è tutto a posto così (e ti lamenti come si lamenta un dannato nel girone infernale di competenza).

Questa “cosa” è solo un faccia che può assumere il tutto. È persino logico.
Il “Programma” di SPS, che prossimamente verrà pubblicato su questa “frequenza”… (ri)assume la possibilità di manifestare una nuova dimensione in questa dimensione centrale, illuminata e proiettata dal dispositivo che permette la concretizzazione nello scenario 3d (lavagna di proiezione esperienziale).
Per quanto ti sembrerà “assurdo”, lo sarà solo se lo confronterai con l’attuale modello 3d di “assurdità”, recepito come usuale, abitudinario, convenzionale, etc. 
È solo per questo motivo che un simile assurdo non viene scambiato con nessun'altra forma di assurdo.
Ossia, sei sotto ad un controllo (in)diretto, basato sulla legge dell’auto conservazione a qualsiasi costo.
Una forma di (ri)programmazione via paura, basata sulla legge del minimo e regolata sulla continua "mancanza", nonché sul controllo a monte di ogni risorsa (soprattutto decretando una scarsità ufficiale, "scommettendo" su tutto e controllando le risorse artificialmente più scarse. Leva, collo di bottiglia, scatole cinesi, etc.).

Breccia di Porta Pia.    
Da chi fu “liberata” Roma, nel 1870? Oggi, chi (ri)siede ancora nel cuore di Roma? Che cosa è cambiato?
La presa di Roma (20 settembre 1870), nota anche come breccia di porta Pia, fu l'episodio del Risorgimento che sancì l'annessione di Roma al Regno d'Italia, decretando la fine dello Stato Pontificio quale entità storico-politica e un momento di profonda rivoluzione nella gestione del potere temporale da parte dei papi…
Poco dopo Cavour affermò in parlamento che riteneva "necessaria Roma all'Italia", e che prima o poi Roma sarebbe stata la capitale, ma che per far questo era necessario il consenso della Francia.
Sperava che l'Europa tutta sarebbe stata convinta dell'importanza della separazione tra potere spirituale e potere temporale, e quindi riaffermò il principio di "libera Chiesa in libero Stato".
Cavour già nell'aprile scrisse al principe Napoleone per convincere l'Imperatore a togliere da Roma il presidio francese che lì si trovava
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Oggi si chiede alla Unione Europea (un potere privato); ieri si chiedeva alla Francia (all'imperatore: un altro potere privato).
Napoleone III di Francia, nato Carlo Luigi Napoleone Bonaparte (Parigi, 20 aprile 1808 – Chislehurst, 9 gennaio 1873), figlio terzogenito del re d'Olanda Luigi Bonaparte (fratello di Napoleone Bonaparte) e di Ortensia di Beauharnais, fu presidente della Repubblica francese dal 1848 al 1852 e Imperatore dei Francesi dal 1852 al 1870
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Questo nuovo “imperatore” come andò al trono? Cosa inaugurò? A cosa diede continuazione?
 
Se leggi la prossima citazione, potrai notare come “non sia mai cambiato nulla”, rispetto all’eterna particella di “oggi” (adesso, ora, presente).
Secondo Impero francese.
Per Secondo Impero francese si intende il regime bonapartista di Napoleone III instaurato in Francia dal 1852 al 1870, tra la Seconda e la Terza Repubblica…
Dopo il colpo di stato del 2 dicembre 1851 che mise fine alla Seconda Repubblica, Napoleone III emanò il 14 gennaio 1852 la nuova costituzione.
Fortemente antiparlamentare, essa restaurava esplicitamente l'impero napoleonico ed era largamente ispirata alla costituzione napoleonica dell'anno VIII:
tutto il potere esecutivo era concentrato nello Stato, impersonato dall'Imperatore.
Era l'Imperatore che nominava i componenti degli organi dell'esecutivo, Consiglio di Stato e Senato, unici titolari della potestà legislativa.
Il parlamento era eletto a suffragio universale, ma non aveva alcun diritto d'iniziativa, in quanto le leggi erano tutte proposte dall'esecutivo.
La nuova costituzione fu sancita dal plebiscito del 21 novembre 1852, con il quale la Francia conferì il potere supremo e il titolo di imperatore a Napoleone III, quasi all'unanimità (i "si" furono 7.824.000, i "no" 253.000, le astensioni - che erano la linea della sinistra - 2 milioni).
L'autoritarismo.
Napoleone III sosteneva che la funzione dell'impero era di guidare il popolo, sul piano interno verso la giustizia, e all'estero verso la pace, riportando in vita il legame carismatico con i francesi che aveva contraddistinto l'impero di Napoleone Bonaparte.
Nei fatti, la prima fase del secondo impero fu fortemente autoritaria, contrassegnata dalla repressione dell'opposizione - in particolare di quella liberale - e da un fortissimo intervento sulla stampa, sulla politica scolastica (soppressione dell'insegnamento della filosofia nei licei, aumento dei poteri disciplinari dell'amministrazione scolastica), e su ogni altra espressione di autonomia popolare.
Il suffragio universale fu governato, oltre che dall'azione dei prefetti, da abili aggiustamenti dei distretti elettorali, finalizzati - in provincia - ad annegare il voto liberale nella massa conservatrice del voto rurale.
La stampa venne assoggettata ad un sistema di cauzioni monetarie (depositi a titolo di garanzia di buona condotta) e di "avvertimenti", cioè richieste da parte dell'autorità di sospendere la pubblicazione di certi articoli, pena la sospensione o la soppressione del giornale. Anche i libri furono assoggettati a censura.
Sul piano del controllo individuale, fu istituito un sistema di sorveglianza poliziesca degli individui sospetti, che ebbe un incremento parossistico dopo l'attentato di Felice Orsini nel 1858, che servì da pretesto per aumentare la severità del regime con la Legge di sicurezza generale, che consentiva l'internamento, l'esilio o la deportazione, senza processo, di ogni persona sospetta.
Gli arricchimenti.
Il silenzio della libertà fu coperto da un gran rumore di feste e di celebrazioni (e anche di grandi lavori), con il supporto della grande finanza, della grande industria e della grande proprietà terriera (nonché del clero, fortemente legato all'imperatrice Eugenia).
Il successo del dispotismo imperiale, come di qualsiasi altro, era legato alla prosperità materiale, che, sola, poteva seppellire qualunque ubbìa rivoluzionaria. Grande spazio ebbero, quindi, i piaceri materiali, la bella vita, l'accumulazione di grandi fortune il cui esempio non dava scandalo, ma anzi nutriva le speranze di molti.
Grazie alla garanzia di ordine sociale fornita dal nuovo regime al capitalismo montante, la Francia conobbe in quegli anni uno straordinario sviluppo economico:
la parola d'ordine "Enrichissez-vous!" ("Arricchitevi!") lanciata da Guizot nel 1848, continuò a mantenere nel nuovo regime tutta la propria forza, e anzi l'accrebbe.
Tra il 1852 e il 1857 la cultura positivista fece miracoli:
nacquero istituti di credito, sei grandi compagnie ferroviarie, i cantieri del Barone Haussmann che cambiarono il volto di Parigi ricostruendone circa il 60%.
La furia speculativa era alimentata dall'arrivo dell'oro californiano e australiano, e i consumi furono sostenuti dalla generale caduta dei prezzi del periodo 1856-1860.
Lo sviluppo economico generale spingeva all'abbattimento delle barriere tariffarie, come era già accaduto in Inghilterra, e la libertà dei commerci diveniva obiettivo ideologico almeno quanto economico.
Era il trionfo di una borghesia che, sollevata dalla politica grazie al dispotismo imperiale, poteva celebrare ottimisticamente i propri fasti, come fece con l'Esposizione universale di Parigi del 1855…
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Il "moderno" è molto molto simile al "passato". E... "squadra che vince, non si cambia"...

Per oggi “finisce qua”.
SPS deve trovare spazio in/su qualcosa di molto più risonante. Che ne dici di un quotidiano a tiratura nazionale? See… vero?
Perché no! Dico io.

C’è una rivoluzione in corso? Se è vero… allora SPS deve (ri)trovarsi in prima fila.
 
Tu che cosa puoi fare in merito?

Te ne importa qualcosa?

Guardi al dito che indica la Luna o alla… Luna?
Guarda a ciò che permette alla Luna di rimanere lì, dove si (ri)trova.
Guarda all’Oltre Orizzonte…
Guarda alla (im)possibilità di cambiare la sostanza di questa realtà 3d, tanto bislacca eppure estremamente funzionale, verso qualcosa che ti sfugge come un branco di pesciolini, che ti nuotano attorno ai piedi ma che, quando tenti di afferrare, scompaiono attraverso la velocità della luce o della velocità appena sufficiente per bypassare la tua presenza, tanto ingombrante quanto necessaria per mantenere al loro posto le colonne dell’attuale forma di Universo 3d.
Il Re è morto. Viva il Re… (sì.. ma che due palle).
Se non sei tu a “eleggerlo”, perché il Re è sempre lo stesso, anche quando cambia generazione?
Come è accaduto che tu non conti più nulla?
Ma… in definitiva, te ne sei perlomeno “accorto”?

Che “lingua” parli? Che “lingua” intendi? Cosa capisci relativamente a tutto ciò? Dove sei? Chi sei? Che cosa vuoi? Da dove arrivi? Dove vai?
Non lo sai.


E, allora, chiediti almeno:
“verso cosa… tendi”?
Ecco… una simile "inerzia" corrisponde al tuo attuale “destino”

Lo puoi misurare anzitempo e non puoi dire che “non sapevi”. Davvero, non puoi più sostenere questa tesi assurda.
Comunque, “la legge non ammette ignoranza”.
He He He (un bel loop, non c’è che dire).

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com