martedì 7 ottobre 2014

Ma a che serve? (1)


La Tasi… "ce la siamo ritrovata e riguarda i Comuni". Ma dall'anno prossimo - promette - ci sarà un meccanismo che darà ai Comuni la possibilità di una tassa locale "di cui sarà responsabile il sindaco. Una sola tassa, non 47 mascherate", osserva. Si partirà dal 2015, "ci sarà - rimarca il Capo dell'esecutivo - un'unica tassa, secca, chiara"…
Matteo Renzi
Chi raggiunge i “palazzi del potere”, con buona probabilità incarna una parte realmente intenzionata a “fare bene” (dal punto prospettico della Massa), tuttavia, gli accade “qualcosa” – una volta entrato a “farne parte” – tanto ché… dopo qualche tempo, continua a “funzionare bene” ma assumendo il punto prospettico di un sottopotere del Nucleo Primo.
In questa maniera è possibile conferire la possibilità apparente di evolvere e progredire, ad un insieme sociale (libero arbitrio, democrazia, sviluppo, etc.), senza in realtà mai tenerlo concretamente al “timone del vascello nazionale”.
In ciò, è ovvio che l’individuo non è nemmeno al timone del proprio vascello
Se non tieni in considerazione l’esistenza e la (com)presenza di un simile potere (per Filtro di Semplificazione, ritenuto umano, come quello del Nucleo Primo), allora non puoi proprio (ri)comprendere come funziona questa realtà 3d, percepita come unica e senza alternativa (paradigma). Senza che tutte le carte siano girate sul tavolo… ti limiti a (con)seguire a qualcosa che nemmeno (ri)tieni possibile ma, comunque, esistente quanto te.
Se preferisci mettere una “x” (incognita) al posto del nome “Nucleo Primo”, e se ciò ti conferisce maggiore “equilibrio” (visto che la portata energetica relativa all’espressione certa di un “nome”, reca con sé una maggiore intensificazione dell’evidenza e, dunque, del dover prendere seriamente in considerazione di “fare qualcosa in tal senso” o ridestarsi/agire in maniera diversa, espandendo le possibilità previste in sede di algoritmo usuale di regolazione della società d’individui) ben venga anche questa ulteriore “facilitazione”; tutto, purché ti muova finalmente da questa inerzia, (con)seguente all’insediamento di qualcosa in un dato tempo del Pianeta Terra 3d.



Ci fu, l’ultima volta, un episodio tragico per il Globo intero: qualcosa lo scosse da cima a fondo e, con sé, anche l’intero “carico” (umani compresi).
Era, quella, un epoca nella quale si viveva in maniera molto diversa rispetto ad “oggi”; non è ancora dato sapersi/(ri)cordarsi con esattezza ma, ad esempio, affidandosi anche solo superficialmente alla “Cronaca dell’Akasha” di Rudolf Steiner, ti puoi fare una minima idea, sufficiente per farti aggiungere dei piccoli tasselli, alternativi, a tutto quello che sai “perché te lo hanno riferito”.
Anche l’opera di Steiner, allora, può (ri)entrare in un simile spaccato visionario del controllo… vero, ma… SPS (Io) sceglie (Analogia Frattale) tra ciò che percepisce come meno filtrato e, dunque, più utile per “farsi un’idea diversa, di quello che sembra corrispondere a verità, solo perché collima con lo status quo”.

Necessiti, infatti, di “un altro punto prospettico dal quale poter (ri)osservare meglio la realtà 3d”.
Abbiamo visto, ieri, come il concetto di algoritmo (entro il quale ti "muovi", anche se non ti sembra affatto... perchè ti viene "applicato"), definito da Turing, sia piuttosto risolto nella sua delimitazione (rigido e circoscritto) e pressoché auto negante ogni altro concetto “creativo” e più conformante alla cosiddetta “natura umana”:
  • i passi costituenti devono essere "elementari", ovvero non ulteriormente scomponibili (atomicità)
  • i passi costituenti devono essere interpretabili in modo diretto e univoco dall'esecutore, sia esso umano o artificiale (non ambiguità)
  • l'algoritmo deve essere composto da un numero finito di passi e richiedere una quantità finita di dati in ingresso (finitezza)
  • l'esecuzione deve avere termine dopo un tempo finito (terminazione)
  • l'esecuzione deve portare a un risultato univoco (effettività)
  • a ogni passo, il successivo deve essere uno e uno solo, ben determinato (determinismo)...
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Questa (ri)definizione la puoi prendere proattivamente (utile per te) solo se la (ri)consideri a livello frattale, nello stesso modo in cui SPS (Io) ha applicato il Filtro di Semplificazione a qualcosa di troppo vasto per essere (ri)compreso, a questo livello della tua "presenza consapevole e sovrana".
Se... "leggi Turing" da questa prospettiva, puoi (ri)cavare anche valore aggiunto per te, altrimenti, ti limiterai a conoscere quella monodirezione tendente all'auto accerchiamento, tipica di ogni modello di controllo emanato in questa versione della realtà 3d by Nucleo Primo. 

Tutto ciò, usualmente, ti delimita...
L’invasione dell’Europa, da parte di Usa e Urss, comunemente conosciuta come “seconda guerra mondiale”, non ha solo significato l’invasione e la conquista via terra ma, anche, l’imprinting relativo ad un “futuro” che, prima, rischiava di prendere ben altra direzione (gli inizi del 1900 sono, infatti, molto simili ad un balzo quantico della possibilità in ogni campo dello scibile).
La società di quel tempo conobbe le potenzialità relative all’apertura della mente, (ri)configurata attraverso una chiave intelligente, che poteva anche far percorrere alla società una via diversa rispetto a quella pianificata/(ri)servata ad essa da parte del Nucleo Primo.
La scintilla di fine 1800 innescò un moto che, in seguito, necessitò di un intervento (in)diretto, molto simile a quello chirurgico, al fine di asportare tutto ciò che “non serviva dal punto prospettico dell’interesse del Nucleo Primo”.
In realtà, ciò che visse quella società – anche se per poco tempo e anche solo a livello di potenziale (Tesla, ad esempio, poteva davvero liberare il Pianeta dalla dipendenza/fame energetica) – servì al Nucleo Primo per prepararla al livello attuale di “sopportazione tecnologica”, ossia, all’essere pronta per gestire la “rivoluzione” che l’avrebbe colpita a partire dalla (ri)definizione delle città, dal dopo guerra in poi (post anni 40).
Senza una simile apertura e preparazione preventiva della società, passando dalle due guerre, al fine di eliminare il surplus derivante dall’espansione dei primi decenni del 1900, la stessa società costituita da individui pulsanti, avrebbe avuto maggiori difficoltà ad accettare, così passivamente, tutto ciò che sarebbe giunto in seguito, in rappresentanza di un futuro già scritto tra le righe dal Nucleo Primo.

Le "definizioni iniziali" (ricordate come indelebili) del pensiero logico di Turing, servivano appunto nella loro forma originale (parziale) e, non certamente, nella loro (ri)definizione successiva... auto operata dallo stesso Turing; motivo per il quale gli venne dedicato quell’attenzione particolare (la conosceremo nel prossimo articolo) improvvisa ed estremamente funzionale, che lo indusse a togliersi la Vita così giovane e pieno di (im)possibilità (evidentemente sgradite alla compresenza del Nucleo Primo).

 
Le (ri)definizioni del proprio pensiero, infatti, potevano espandere troppo i limiti imposti (ispirati) in precedenza e necessari affinché il pensiero umano rimanesse vincolato all’interno dei margini del proprio auto controllo (in)diretto, gettando le basi ideologiche, frattali e morfologiche, per la futura espansione della tecnologia senza fili (wireless), ossia, la traccia frattale più evidente dell’esistenza del controllo "distaccato" dell’umano, da parte di un altro umano (a Filtro di Semplificazione attivo).
Ci sono sempre (con)seguenze, per qualsiasi mot(t)o dell’atteggiamento umano. Il controllo (in)diretto in ogni sua forma, segna sempre la realtà 3d… 
La Tasi… ce la siamo ritrovata...
Matteo Renzi  
Non solo a causa della volontà dei controllati ma anche dell’intenzione dei controllori (ombra e luce, la dualità stessa è una conseguenza, visto che - invece - gli stati di base sono tre, ma il terzo risulta velato artificialmente dall’applicazione e dal credo nei confronti del paradigma in auge).
La Commissione europea ha ufficializzato l'avvio di una procedura d'infrazione contro il Regno Unito per le etichette "a semaforo" sugli alimenti...
Il ministro dell'Agricoltura, Mario Martina, aveva parlato di "un modello che stravolge completamente il giudizio sulle cose"
Link
Pur non avendo scelta autentica, ogni vicissitudine è una esperienza e, come tale, permette di arricchirsi in ogni caso, se… si è in grado di (ri)osservare frattalmente le situazioni attraverso una prospettiva a tutto tondo, che evita di impantanarsi nelle strette del giudizio fine a se stesso.

Quindi, anche dall’ultima citazione soprariportata non hai che da imparare qualcosa:
un modello che stravolge completamente il giudizio sulle cose…
Ergo… (in)direttamente, puoi ricavare che:
  • vedi le cose in un certo modo
  • le cose possono essere viste in più modi
  • ciò che pensi su una cosa è, dunque, parziale e tu… in realtà non sai granché su quella cosa, solo perché “pensi di sapere tutto su di lei”
Ciò che (ri)assumi come realtà 3d tutt’attorno a te, è solo la risultante di un “gioco d’effetti” che plasma la realtà del colore che “ti attendi di vedere”
Ciò significa che sei perlomeno un (co)Creatore.
Pensa, tuttavia, se esistesse (ed esiste) un potere in grado di controllarti a “monte”, magari, a livello inconscio (non locale) mentre ti illude di ragionare a livello "deterministico":
che cosa diventeresti? Che cosa sei divenuto?
Beh… qualcosa di molto simile ad un “proiettore di realtà”.

Il Nucleo Primo ti fa questo, (ri)configurandoti dentro e trasformando la mente in un ricevitore passivo e (ri)passivante
E la luce fu. Lo specchio magico, che strappa un villaggio al buio.
Con tre specchi giganti sulla collina, il folle sogno maturato 100 anni fa da un industriale norvegese diventa realtà:
portare i raggi nel sole nel suo villaggio di Rjukan, altrimenti costretto dalle montagne circostanti a sei mesi di buio invernale.
Sofisticata evoluzione del modello già sperimentato sette anni fa dal comune piemontese di Viganella, il sistema regala alla piazza del villaggio un riflesso di intensità pari quasi all’originale, su una superficie di circa 600 metri quadrati.
Controllati da un computer intelligente, gli schermi seguono il sole per non perderne un solo raggio.
“È importante poter beneficiare del sole anche durante il periodo invernale – dice Oysten Haugan, coordinatore del progetto. Qui rischiamo di non vederlo per mesi, ma la gente lo reclama. Grazie a questi specchi, catturiamo i raggi solari e li portiamo in piazza. È un’idea folle, ma funziona e piace a tutti”…
Strappata all’ombra, la vallata ha pochi giorni fa entusiasticamente accolto l’iniziativa, affollando la piazza di Rjukan, sulle note di “Let the Sunshine In”.
“Sono tutti entusiasti – racconta ancora Haugan -, la considerano un’ottima idea. Ora che abbiamo il sole in piazza, la gente viene in massa, scatta fotografie e… si gode in modo diverso le sue giornate”.
Da 450 metri di altezza, i tre specchi accompagnano ora vita e panorami di questo piccolo villaggio, regalando ai suoi abitanti il rivoluzionario piacere del sole d’inverno.
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La prospettiva cambia perchè non è “unica”; sembra una frase fatta e senza senso perchè ovvia, ma non prendi mai seriamente in considerazione la “portata” di questa scoperta dell’acqua calda.
Ora, perché dovrebbe essere unica la “focale” attraverso la quale (ri)osservi la realtà 3d?
Come dici? Non è vero che la “tua” realtà è fissa? See… il cambiare di posto alla polvere, che poi (ri)cade, soffiando in superficie, equivale a cambiare tutto per non cambiare niente.
Gli agi che hai a disposizione “oggi”, che cosa ti hanno tolto, relativamente a “ieri”?
Lascia perdere le solite evidenze, relative alla distruzione della natura o dal suo allontanamento da te; che altro?

Te lo sussurra lievemente SPS:
ti hanno tolto il tuo futuro, lasciandoti solo il “tuo” futuro.
Che differenza sostanziale possono fare l’apertura e la chiusura di virgolette attorno ad un “termine”.

È tutto circoscritto; compreso il tuo “libero arbitrio”.
Tu sei libero nella misura in cui, (ri)esci a (ri)pensarti libero!
 
Per cui… che cosa hai veramente "smarrito"?

La domanda è retorica; ognuno elabori la propria risposta più o meno convenzionale.
Il museo dei microbi.
Ad Amsterdam ha aperto il primo zoo interattivo dedicato ai microbi:
virus, funghi, batteri e non solo che popolano una dimensione invisibile ad occhio nudo.
Una video installazione mostra quanti batteri vivono su un telefono cellulare. La luce blu indica la presenza di batteri.
Una delle sezioni più interessanti è il body scanner che aiuta i visitatori a capire quanti microrganismi si nascondano nel loro corpo e a loro insaputa. Il visitatore può scegliere una parte del suo corpo sul display e ottenere le informazioni sul numero medio e il tipo di microrganismi o batteri presenti in quella regione.
In queste immagini accelerate la muffa si allunga per trovare il nutrimento che le serve.
Haig Balian, creatore di Micropia:
"Questo museo è dedicato al mondo invisibile. Due terzi dell’intero mondo naturale del pianeta è invisibile. Se si vuole renderlo visibile ci si dovrà rendere conto che un essere umano ha con se circa due chilogrammi di microrganismi e batteri. La metà dell’ossigeno che usiamo in questo mondo è fatto da batteri, e quando si comprende che si hanno 10 volte più microrganismi nel corpo che le cellule del corpo bisogna arrendersi all’evidenza:
anche noi facciamo parte di quel mondo invisibile"…
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  • due terzi dell’intero mondo naturale del pianeta è invisibile
  • se si vuole renderlo visibile ci si dovrà rendere conto che
  • anche noi facciamo parte di quel mondo invisibile 
  • la muffa si allunga per trovare il nutrimento che le serve...
La “catena alimentare” (che esiste solo all'interno del paradigma basato sulla sopravvivenza e sulla scarsità delle risorse) non inizia e non finisce dal/con l’umano, lasciandolo al di fuori. Ok? 
Chiediti che cosa si energizza (si alimenta) quando dal catino impazzito di uno stadio, si diffonde quell’esplosione di emozioni diverse, che tu (ri)assumi come “tifo”.
Il tifo è una malattia infettiva, così com’è virale lo sport nella sua accezione esterna di… tifo(so).

Come (ri)assumi ciò che ti circonda? Secondo quale "algoritmo" lo decodifichi e lo mantieni stabile all’interno degli attuali “confini”? Perché non vedi e non senti oltre ad un determinato range frequenziale?
 
Vedi, da questo punto prospettico, non importa capire da dove giunga o sia iniziato il "tutto o una cosa" e… perché; importa accorgersi di certe limitazioni che, come degli adattamenti, ti hanno costretto a (ri)assumerti diversamente rispetto a come potresti “funzionare”.
Il caso non esiste. Dunque?
Perché funzioni così… parzialmente? Il motivo è lo stesso per il quale al di fuori di te (ri)osservi solo parzialità.
Il Doppio Specchio ti permette di by passare l’immobilismo, derivante dal "non sapere" o dal "non (ri)cordare", permettendoti invece di poterti agganciare a ciò che è evidente da subito:
che funzioni in maniera limitata
ed inaccettabile
perché solo un adattamento
rispetto a ciò che sei.
Ok?
Perché accettare lo status quo?
Perché non dovresti "volare"?
Forse solo perché supponi di non averne bisogno!
E così sia. E così… “è”.
 
(Ri)corda: sei un (co)Creatore, per cui realizzi ciò che intendi.
Il tuo “motore di composizione” è, però, sotto ad un controllo che reputi (im)possibile, solo perché non (ri)tieni “utile” (per chi/cosa?) permetterti di (ri)osservare meglio, ciò che osservi usualmente…
Dov’è l’utilità dell’accorgerti del Nucleo Primo? A che cosa serve? 
Non credi, forse, che qualsiasi potere esista, tutto sommato, ti permette di “sopravvivere”?
Ecco la fonte della tua auto limitazione… sei tu e quello in cui credi.
Infatti, immagini il mago con la bacchetta magica in mano, ossia, non immagini “te con il tuo auto potere”.
La separazione umana ha permesso la creazione delle lingue, ognuna derivante da un mix ambientale di pressione sulle usanze dei vari popoli. Se tutti i popoli sono dotati di una lingua, allora, significa che:
l’imprinting iniziale era basato sulla necessità di una lingua (ai tempi, unica)
il programma del paradigma in auge (ri)elabora le 3d, prendendo in causa l’umano nella sua espansione linguistica, costringendolo ad un auto adattamento superficiale, annichilente il potere di comunicazione “telepatico”, esponendolo al “rischio/necessità” di uno sviluppo tecnologico, compensante il vuoto telepatico, attraverso la creazione di analoghi dispositivi artificiali, prestanti il fianco al controllo (in)diretto, da parte di un ordine di potere che si è smesso di (ri)osservare.
Credo che ad ogni lingua corrisponda una particolare maniera di vedere il mondo.
Parlare una certa lingua significa avere un modo diverso di analizzare e interpretare il mondo rispetto a chi ne parla un’altra.
Anche quando si tratta di lingue strettamente imparentate tra loro, come lo spagnolo e il portoghese, per cui se ne parli una capisci piuttosto bene anche l’altra, si tratta comunque di due mondi diversi, due mentalità distinte.
Nel mio caso, avendo imparato altre lingue ed essendo stato sempre circondato da molte lingue, non potrei davvero sceglierne una sola, perché vorrebbe dire rinunciare alla possibilità di vedere il mondo in un modo diverso.
Anzi, non in un solo modo diverso, ma in molti modi diversi. Almeno per me personalmente, essere monolingue sarebbe un modo molto triste e noioso di vedere il mondo, mi farebbe sentire più solo. Ci sono così tanti vantaggi nell’imparare un’altra lingua che davvero non riesco a trovare un solo motivo per non farlo
Matthew Youlden
Tutto è "verità frattale" (solo da saper cogliere) e tutto rischia, alfine, di divenire "dipendenza".
  • almeno per me personalmente, essere monolingue sarebbe un modo molto triste e noioso di vedere il mondo, mi farebbe sentire più solo
  • non potrei davvero sceglierne una sola, perché vorrebbe dire rinunciare alla possibilità di vedere il mondo in un modo diverso...
Se "essere monolingue" significa parlare l'unica vera lingua che "esiste"... va bene ugualmente, no? La lingua "frattale" è unica, per certi versi, perchè libera tutto dalle sue multiple facciate apparenti, (ri)colorando il tutto (liberando) della sua valenza frattale comune, avio trasportata al di là di ogni interferenza possibile ed immaginabile (Turing stesso lo ha dimostrato, ad esempio, riparametrando ogni genere di ostacolo, verso quell'unica verità racchiusa dalle chiavi segrete, dalle combinazioni dei rotori, dalle crittografie più disparate, etc., che i nazisti utilizzavano per comunicare tra di loro senza ritenuta possibilità di essere ricompresi).

Matthew Youlden parla con disinvoltura nove lingue e se la cava in almeno altre dieci. Lavoriamo nello stesso ufficio a Berlino e regolarmente mi capita di sentirlo passare da una lingua all’altra come un camaleonte che cambia colore.
È talmente poliglotta che fino a poco fa non sapevo nemmeno che l’inglese (britannico) fosse la sua madrelingua. Quando ho confessato a Matthew che stavo facendo fatica a imparare anche solo una lingua, lui mi ha dato alcuni consigli che si sono rivelati utilissimi
  1. dovete sapere perché lo state facendo...
  2. immergetevi...
  3. trovate un partner...
  4. tenete vivo l’interesse...
  5. divertitevi imparando...
  6. tornate bambini...
  7. fatevi avanti ed osate di più...
  8. ascoltate...
  9. osservate chi parla la lingua...
  10. parlate da soli...
  • (consiglio extra) rilassatevi!
  • ma a che serve?...
Questo elenco è come “universale”; se lo (ri)comprendi a livello frattale, allora viene buono come una sorta di “dima”, utile per qualsiasi tuo problema.
Il punto (1) è l’ingresso nel circuito (a che serve?):
se hai un blocco a quel livello e ragioni unidirezionalmente, allora… ti arresterai quasi subito; il tuo “motore di composizione” necessita di “benzina”, ossia, di “senso”.
Ora, pensa a ciò che (ri)fiuti di prendere in considerazione:
che... il Nucleo Primo esiste.
Se lo (ri)fiuti, significa che:
lo “continui a… fiutare”, ossia, lo percepisci.
Omettendolo dalla scena 3d, tutto rimane “curvato (d)alla sua (com)presenza”, anche se non lo accetti di vedere, dando luogo ad un(o) (s)vantaggio.
Ossia:
“sia che tu dica di farcela sia che tu dica di non farcela in ogni caso avrai ragione”
Henry Ford
Sia che tu lo vedi, sia che tu non lo vedi, in ogni caso, il Nucleo Primo esiste.


Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com