martedì 31 ottobre 2017

Un cesto pieno elevato a zero diventa un cesto vuoto, poiché svuotato.



Che posto è questo?
Non lo so: sei arrivato prima tu”.
True detective
Che posto è, questo? È il “qua (così)”. 
L’AntiSistema: la negazione del Sistema.
Il reame senza vessilli sotto (alla) dominante:
della dominante (la compresenza gerarchica immanifesta, la grande concentrazione di massa giurisdizionale planetaria, il principio virale della “malattia”, l’inversione di fase, etc.)…
Scimmie forti, insieme…”.
The War - Il pianeta delle scimmie
La Massa è disunita “qua (così)”, data la strategia dominante. 
Ergo:
“serve” che la Massa sia e rimanga disunita.
Di converso (allora) “serve” che la Massa sia e rimanga unita:
ribalta gli opposti, poiché c’è un sottile “filo (trasparente)” che l3 unisce sostanzialmente.
La distanza è una vibrazione, non è fisica (quella fisica è apparenza, come del resto dimostra lo sviluppo della tecnologia wireless).
Quella storia del passato. Di non negarlo. Lasciare che sia parte di te.
Già…”.
True detective
Il “passato” è sempre (sempre) “parte di te”, solo che non lo sai perché non lo ricordi. 

lunedì 30 ottobre 2017

Tra il nesso e la sua dimostrazione, c’è di mezzo il mare.



Che cosa (chi) ti sfugge se sempre “qua (così)”?
Il nesso causale, fra il significato (di ciò che continua a succedere sostanzialmente) e la ragione fondamentale (il “è già success3”, l’avvento della dominante). 
Mentre, in questo “caso”, di/in mezzo ci sei tu (nell’AntiSistema… “tu”), che ne fai le spese a scapito tuo. 
Quando una piccola quantità di “materia (intenzione)” è in grado di determinare “a valle” una valanga di conseguenze
Quando c’è una di-pendenza, ossia, quando esiste differenza di potenziale tra le parti, divise gerarchicamente in: 
“a monte” ed “a valle”. 
Con un simile funzionare, che è permesso dalle leggi fisiche globali. 
Qualcosa (qualcun3) di indubitabile, tanto sembra inarrivabile quel processo. 
Quando Leonardo da Vinci (ti dicono che…) annotava nei suoi “diari (appunti)” la fonte della propria “ispirazione”, identificandola nella (con la) “natura”che cosa stava sostanzialmente affermando

venerdì 27 ottobre 2017

Ogni “tua” abitudine personalizza anche il cosmo, come la matita col foglio.



L’isola che non c’è… è un sogno, da cui non ci si risveglia mai. Ne hai mai fatto uno? Un incubo terrificante che tu sai non essere vero. Il tuo sonno è così pesante. Così profondo. Così delizioso. Che non ce la fai a svegliarti. Sei immerso nel sonno. Fai sogni lenti. Immerso in un soffice mare, nero… è la morte… La morte che ti sussurra. È quella la fine… per molti di noi…”.
Pan
Per darti l’impressione del tempo, che passa e trasforma tutt3, ti è già stat3 dat3 il (concetto di)tempo; le pellicole dei film si sgranano, le mode si alternano, i “gusti“ tendono a seguire la ciclicità imposta (come una strategia sempre troppo “a monte” per accorgertene), c’è… inflazione ed obsolescenza (programmata), il passo della “tecnologia” impone dei ritmi che rendono persino il passato recente… il passato remoto, le vite s’interrompono (tutte quelle che “conosci”, senza eccezione alcuna)
Ora, che puoi rivedere nel “tempo”, attraverso giornali, Tv, fotografie e video… non puoi non giungere da te alla conclusione che:
esiste il tempo, data l’evidente diversità da “allora”.

giovedì 26 ottobre 2017

Infinite sfumature di un solo colore.



Il “è già success3” è qualcosa che continua a succedere (sinonimo di qualcun3 che continua a succedere a se stess3), per cui, ti puoi ricordare del momento (di ancoraggio al) “passato”, anche decodificando significativamente il compresente, che deriva proprio da “lì”, da un simile luogo comune.
Qualcosa/qualcun3, che la concezione lineare di “tempo”, non ti permette di “fare”, dato che non ti sembra “logic3”
Il tempo è una astrazione, di parte (del significato) e, dunque, parte della sceneggiatura reale manifesta...
Una “equazione”, che è – di più – assimilabile alla funzione del “dispositivo (‘tecnologico’)”, dell’apparato, del kit, della forma mentale più adiacente e contigua relativamente all’interesse sotto (alla) dominante (il “punto, momento, fare” che esiste e funge da “leva”)…
Tutto ciò non “ti sembra”, perché non puoi dimostrarl3 a nessun3 “qua (così)”. 
Il che, se (se) ti rendi conto, non equivale a dire che “è fals3”. 

mercoledì 25 ottobre 2017

Altissime percentuali indicano la dominante: ecco il perché della democrazia.



Attraverso la democrazia, puoi governare (in leva) con molto meno della maggioranza assoluta, conservando ugualmente l’equivalenza di una “monarchia (Dominio sede della dominante)”. 
Questa strategia, messa in atto al fine di “ammodernare” la realtà manifesta “qua (così)” e rivelarsi ancora maggiormente (utilizzando al contempo gli stessi “poteri” ma aumentati esponenzialmente, attraverso lo sviluppo tecnologico), corrisponde a quella “diluizione omeopatica” del significato (sostanza, valenza, valore aggiunto, quintessenza), che non scema d’intensità nonostante l’apparenza dell’essere più “equamente (ubiquamente)” redistribuit3. 
Insomma, il Re è estremamente esposto alla “furia” massiva (evidentemente - ma, non evidentemente - per via della propria “politica”). 
Mentre, il “Re” all’interno della democrazia, si diluisce tanto da non risultare più, pur continuando ad esserci (governando in altro modo). 
Oppure, credi che il Re sia una figura retrò, appartenente al passato, e dunque fisicamente, politicamente e socialmente defunt3
Suvvia. 
Le sue “proprietà” rimangono tali, anche “dopo”.
Solitamente, questo lignaggio sa molto bene come auto conservarsi nel “qua (così)”, dato che è una “Rete” intricatissima di interessi (in cui il Re "è" e "fa" la sua parte)...
Questo posto è costruito su una fittissima rete d’interessi…”.
True detective

martedì 24 ottobre 2017

Al centro portante del significato. Al di là di ogni necessità di trasformazione e cambiamento.



Al mondo, seppure “qua (così)”, ci sono già tutti gli “strumenti” per accorgerti dell’autentica e sostanziale “forma”, che gli è stata data e che, dunque, il “mondo” ha dovuto prendere; ovvio che, chi ha una simile “influenza (potere)” non sei tu. 
È, altrettanto ovvio che, il “chi” continua a riecheggiare nell’ambiente globale, seppure non abbia alcuna intenzione di venire ad emersione (dato che è “sommers3”) - in ogni “caso” - la sua “opera” lascia continuamente segni, tracce, indicazioni utili a… risalire la corrente sino “a monte”, etc. 
Certamente è così, perché esiste (c’è) un “marchio” su/in questo mondo. E, come tale, ogni marchio lascia sempre (sempre) il “segno”
Questa evidenza è, però, nel significato di ciò che continua a succedere, non visto che “si tratta di una memoria (quella originale frattale espansa)”.
Se (se), all’opposto, credi di cercare le “prove” per “dimostrare” che… (la realtà manifesta “qua, così” è ingiusta e, quindi, cerchi una tale colpevole compresenza)… allora (allora) “campa cavallo”, qualora decidessi di provare e dimostrare ciò, attraverso la strumentazione “offerta” dalla legge AntiSistemica.
Ed eccoti a quella sorta di paradosso logico, che si auto ricava “riunendo i puntini”, alias:
al mondo, seppure “qua (così)”, ci sono già tutti gli “strumenti” per accorgerti
campa cavallo”, qualora decidessi di provare e dimostrare ciò, attraverso la strumentazione “offerta” dalla legge

lunedì 23 ottobre 2017

Qualcosa che è qualcun3, che è qualcosa, che è…



Il tempo è un cerchio piatto…”.
True detective
Con la “scusa” della trama da film, qualcosa/qualcun3 ti dice qualcosa, che devi decodificare “nel nome del significato…”. 
Perché non è cambiato niente, da quando avevi l’usurpatore in casa.
Quando pensi che le cose abbiano iniziato a cambiare di nuovo?...
Quello che volevo cercare di capire è che cosa vuoi comunicarci. Quale è il messaggio?
Non c’è nessun messaggio. Questa sono io…
Chi diavolo l’ha detto che devi capire. Perché dovresti?...”.
True detective
Già:
 “perché dovresti” capire (ricordare, accorgerti)?
E, poi, esattamente “di cosa (chi)”? 
Bè, della ragione fondamentale
Di nuovo: 
“e che cosa (chi) è”? 
Del motivo attraverso il quale, sei (ed esiste il…) “qua (così)”. 
Ti anticipo:
“che cosa è il ‘qua così’”?
È la realtà manifesta che (ne) consegue
L’esito, l’effetto collaterale, la “dipendenza”, il “a valle”, etc. 
“Ma, esiste una sola realtà. Prendere o lasciare”. 
No, davvero: 
sei portat3 a credere che sia solo... che “così (qua)”. 
Ma (ma), adeguandoti a questo pensiero virale, non fai altro che “vendere la tua anima” al peggiore offerente, che assume per intero – come una proprietà privata – il globo (la realtà manifesta, il “qua”), facendone a propria “immagine e somiglianza”… il “così”.

venerdì 20 ottobre 2017

Questo è un mondo in cui mai niente viene risolto.



Il Bollettino ha per titolo una citazione, ma davvero credi che sia solo una citazione?
Davvero credi che nelle “trame” di questi… prodotti, ci sia solo ed esclusivamente “fantasia”?
Di più, c’è “imitazione”
Viene, infatti, imitata (replicata e resa commerciale) la realtà manifesta “qua, così”; e più c’è del torbido, tanto più sembra far presa (a livello d'interesse commerciale). 
Questo modo di funzionare - per quanto risulti incomprensibile - è reale, ossia, significa qualcosa. 
Ha una certa portata che, nell’era globalizzata, vale a dire… essere capace giurisdizionalmente, ormai, di raggiungere il globo intero (potenzialmente). 
E, capirai che, con un simile palcoscenico a disposizione, infiltrare del valore aggiunto tra le pieghe della trama anche più dozzinale, equivale a permettere il passaggio di informazione sottile, relativa allo status quo “qua, così”. 
Chi si sta preoccupando di portare avanti una simile realtà?
Probabilmente, nessun3. Eppure, tant'è...
Nel senso che, potrebbe essere un fattore inconscio.
Immagina:
per essere sempre più “originali, brillanti, pungenti, interessanti, coinvolgenti, avvolgenti, attuali, etc.”… le trame necessitano sempre più di “individui che siano in grado di riportare l'imitazione della realtà 'qua così'…”.
Ergo, un certo tipo di “mente” trova lavoro in tal senso, poiché il suo prodotto “funziona”, in termini di botteghino (rientro sugli investimenti). 

giovedì 19 ottobre 2017

L’Arte della guerra è arrivare a renderla simile alla pace ed alla libertà.



Il collo di bottiglia mentale è un “problema” se (se) il processo delle informazioni è di tipo sequenziale, lineare, temporale. 
Quando, in/per un dato “punto” devono passare - insieme - infiniti dati e sfumature e… l’abitudine del passaggio è (in) una logica che in un certo qual modo (senso) costituisce la prima ragione (intreccio) del… problema (problema... che è, e rimane, tale, dalla prospettiva della eccezione che non intende confermare la regola, ovverosia, che non intende essere/divenire “parte della nave”, assimilat3, disassemblat3 e ri assemblat3, etc.). 
Il “problema” non è il numero dei “pensieri (idee)” che devono passare da… ma (ma) il modo attraverso il quale li processi tutti quanti d’assieme, essendo - la mente - un dispositivo adatto a/per qualsiasi “modello computazionale”, anche quello che “ora” non ti sembra esistere nemmeno.
Esistono algoritmi in grado di “semplificare” operazioni che richiedono, tradizionalmente (sino a quel “punto”), una infinità di pazienza (attesa, vuoto). Logiche altre che esistono all’ombra di ciò che emerge come “normale”
In questo Spazio (Potenziale) Solido è emersa la “logica” AntiSistemica. Non solo:
al fine di accorgersi dell’AntiSistema
si è sviluppata (ritrovata) l’analogia frattale espansa “formulare”
senza per/con questo averl3 prima studiata o messa a punto, dato che - invece - si è “solo” trattato di metterla a “fuoco”, ossia, di assumere una certa auto configurazione (atteggiamento) dettat3 da intuizione, sensibilità, epica… singolare.

mercoledì 18 ottobre 2017

Accorgiti a qualsiasi livello ma accorgiti.



Quale “è” il significato delle “cose”, di/nel tutt3 ciò che accade? 
E, “chi”… c’è immancabilmente “dietro (oltre, al velo dell’apparenza che è fisica, quindi, assolutamente insospettabile se… la parte che osserva, la Massa, è abituata a non vedere logicamente altr3 che non sia nella convenzione la… convenzione). 
Il significato è “in Dio”? 
No. Semmai, è “Dio” ad essere il simulacro del simbolosignificato di quello che succede = ragione fondamentale attraverso la quale, tutt3 continua a succedere”. 
Dio è:
luogo comune
simbolo
del sostanziale “è già success3”
ossia
della compresenza gerarchica immanifesta dominante.
“Dio” è, dunque, la memoria logica (“credo”) del significato di ciò che ti caratterizza “qua, così”:
te ne accorgi, tuttavia, se (se) diventi un tutt’uno con l’atteggiamento “formulare”, che è sempre (sempre) in grado di mantenere il focus al livello maximo
quello, appunto, dominante.


martedì 17 ottobre 2017

Fai di esserci.



E il Lossia è interprete di Zeus, suo padre…”.
Eumenidi 1-34 / Eschilo
Da che “mondo… è, mondo”, è sempre (sempre) esistita la “figura oracolare”, ovviamente, sotto a molteplici aspetti, vesti ed ambiti “diversi”...
il frutto della lotta continua tra sottodominanti, sotto (alla) dominante.
Ciò che, seppure “travestit3”, è rimast3 sempre tale è, quindi, il significato di detta costante che, nel durante (“ora”), è stat3 dimenticat3 dalla Massa, proprio in tal – sostanziale - “senso”.
L’interprete di “Zeus...” è qualcosa o qualcun3?
Come al solito, “è” entrambe le soluzioni.
Anche se è il livello di espressione che delimita ed evidenzia:
qualcosa è… il “mezzo” attraverso il quale avviene l’interpretazione
qualcun3 è… il “vettore” attraverso il quale avviene l’interpretazione.
Qualcosa è il sistema operativo frattale espanso (la “App”).
Qualcun3 è la singolarità umana (Human Bit).
Ma (ma) esiste tutta una possibilità di intreccio, di garbuglio, di ricorsività di/in tutt3 ciò che rimane, continua, avanza, esiste, consiste, sussiste, consegue, etc. tale per cui, qualcosa diventa anche qualcun3 e viceversa, come nello scambiarsi i panni vestiti, le identità, la memoria, il senso. 
È in un simile guazzabuglio che sei, “qua, così”. 

lunedì 16 ottobre 2017

Il valore lineare preserva l’universalità.


L’energia della tua mente è quello che vogliono…”.
La Torre Nera
Quindi che cosa è che vogliono (chi… lo vuole)?”:
la tua “attenzione”.
Quella “frequenza”, nella quale puoi sopravvivere in luogo di… vivere (esistere attraverso il tuo lignaggio sovrano potenziale); qualcosa che equivale ad una “deviazione”, respirata come se “nulla fosse già success3”. 
Come qualcun3 di “già” dimenticat3.
“Mort3 e sepolt3”? Per nulla affatto. Al contrario:
mai stat3, “qua, così”, tanto… viv3.
Non è per questo che perdiamo: perché tutti hanno smesso di credere?
Finché le tenebre sono tra noi…”.
La Torre nera
Le “tenebre” sono il… “male”, che è “che cosa (chi) ‘qua così’”?
Il “lieto” fine (di ogni film, romanzo, fiaba, etc.) salva ogni volta il “qua, così”:
te ne rendi conto?

venerdì 13 ottobre 2017

Anche saltando di palo in frasca, c’è e rimane sempre “il” senso.



Tutta l’umanità (almeno al 99 per cento) è da considerare come “una” sottodominante
L’uno per cento (la parte di rimanenza che non è il binomio dominante/Dominio) è come fagocitat3 all’interno di questo “assieme”, che non riesce a ricordare di andare a costituire, data l’ampia caratteristica di “diversità, usi e costumi, tradizioni, lingue diverse, etc.”. 
Infatti, la comunanza sostanziale (il sottile trait d’union che esiste e collega tutt3) è riferit3 – significativamente e funzionalmente – all’utilizzo globale (seppure riconosciuto diversamente) di stesse 1) forme di pagamento (economia), 2) forme di culto (religione), 3) forme di “Dio” (divinità) e 4) forme di “credo” (gerarchia)… 
L’intera umanità è in una condizione di “sotto (alla) dominanza”. 
Ergo, “è... ‘qua così’”:
una sola sottodominante
che esiste in quanto riunione di singolarità
che, dunque, vanno a costituirla
anche se
non esiste, ma c’è
L’umanità stessa rientra in una simile “panoramica”:
avendo la medesima base infrastrutturale frattale espansa
così come
la materia
costituita (emergente nella realtà manifesta) da particelle
talmente piccole da essere infinitesimali
ossia che
sembrano non esserci, ma esistono

giovedì 12 ottobre 2017

Se il tempo non è quello a cui pensi…



Hai riportato indietro delle cose.
La terapia ha funzionato, allora.
Cose che sarebbero dovute restare sepolte nel passato…
La mente dimentica cose per una ragione”.
Rememory
Tutt3 si trasforma”. 
E... il “tempo” sembra essere il protagonista di una simile funzione.
Ma (ma) può essere la ragione fondamentale della trasformazione, una catena di montaggio calcolata solo per il movimento che esegue il “nastro trasportatore”?
È lo spostamento, il motivo per il quale avviene un certo tipo di funzionamento
Oppure, è più logico che il “nastro (tempo)” sia solo una parte del tutt3? 
Se avviene lo spostamento, può anche avvenire la “lavorazione (trasformazione)”, così che ogni “ingranaggio (sezione del programma)” possa trovare quelle condizioni utili al movimentarsi (qualcosa che i vari sensori rimangono in attesa di… rilevare). 
Il “tempo”, dunque, è solo – tanto per cambiare – il vertice emerso dell’iceberg (al contrario della ragione fondamentale, dominante, che è il vertice nascosto dell’edificio pseudo piramidale dello stesso “iceberg”). 
Quindi hai a che fare, “qua, così”, con qualcosa che complessivamente (non) risulta rovesciat3, al contrario. 
Qualcosa che funziona, dunque, in un simile modo


mercoledì 11 ottobre 2017

Intelligenza: di quale “tipo”?



C’è come l’impressione di “dover scalare una montagna (altissima ed imponente)”. Nel “fare” cosa? Nel trovare il modo di mettere ordine tra i pensieri, le idee, l’intenzione e… tutto quello che si “sente” dentro, in profondità, laddove non ci sono più pensieri, idee, intenzione, etc. bensì… “immagini”:
il “sentire di/che…” è, infatti, qualcosa che esula da ogni tipo di classificazione. 
Anzi, che la tradizionale forma di classificazione “qua, così”, imprigiona, non appena recinta - attraverso la propria “legge” - il “significato” che (deve avere) “ha”, persino, il tal “stato d’animo”
Per questo motivo, non c’è più universalmente un accordo significativo relativamente al termine “intelligenza”. La scienza (deviata), ovviamente, ha già detto la propria ma (ma) anche tale “comunità” è auto suddivisa, allorquando va a definire la “parola” intelligenza. 
Un atto “dovuto” che, per il semplice motivo di sussistere, rende l’oggetto di studio (attenzione, classificazione, riduzione, etc.) alla mercé dell’osservazione (di/in parte), che ha la pretesa di inquadrare la situazione, andando a conferirle il proprio “colore”
Non appena si “ordina” uno stato di fatto, secondo una certa inclinazione, lo stesso stato di fatto si trasforma di/in conseguenza:
quando, all’opposto, questo non succede?