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martedì 19 settembre 2017

Manu, Menés, Minos, Manas, Mente…



A capo del “qua, così” c’è una versione della mente, di parte, “sotto” (alla) dominante.
Mente che consegue ad un “programma”. Programma che necessita di programmazione, denaro, potere, analisi, progetto, idea, ispirazione, intenzione… 
Quando assisti all'ennesimo selfie, da parte della tal "bellezza", chi ha scattato la foto, dato che l'immagine rappresenta il soggetto mentre si scatta la foto?


Se (se) la parte più “a monte” di detta catena di distribuzione In-Organica risulta immanifesta, che cosa “fai”? Credi di/in
C’è tutto, lì. È l’unica prova della nostra esistenza”.
What happened to Monday?
Quando tutt3 sarà solo nel “cloud”, e qualcun3 staccherà la “spina”, l’umanità perdere del tutto la memoria, nuovamente (nel giro di poche generazioni).
Quando “Monday” non è solo il nome di un giorno della settimana? Quando Monday designa una persona, un essere vivente dimenticato dal… mondo intero. 
In questo “film”, i primi minuti riassumo lo “schema fisso” che ruota – come un ciclone tropicale – “sopra” alla realtà manifesta “qua, così”. 

venerdì 15 settembre 2017

L’equilibrio talmente profondo ed approfondito da risultare persino di parte.



Gurdjieff è una delle più enigmatiche e soggioganti figure che abbiano traversato questo secolo. 
Per molti, incontrarlo volle dire “cambiare la vita”... E molti furono anche i suoi nemici e denigratori, che videro in lui soltanto un mistificatore dai pericolosi poteri. 
Quando Gurdjieff arrivò in Francia, nel 1922, accompagnato da un piccolo gruppo di seguaci, già lo precedevano disparate leggende
A Parigi, in breve tempo... si cominciò a parlare di lui come di un maestro inaudito e sconcertante, che insegnava innanzitutto - con l'ausilio di tecniche che sembravano collegate ad antichissime dottrine orientali — a risvegliarsi da una vita di automi addormentati
Tale, infatti, egli giudicava la vita normale degli occidentali...
Con Incontri con uomini straordinari, pubblicato postumo nel 1960, Gurdjieff non ci introduce soltanto al suo insegnamento, ma solleva il velo sulla sua vita precedente all'arrivo in Francia. 
Per lui, comunque, come per i sapienti antichi, velare e svelare sono lo stesso gesto, sicché tutto si troverà in queste memorie salvo un taglio di esattezza documentaria:
questi ricordi... sono per Gurdjieff innanzitutto uno strumento per iniziare il lettore alle sue dottrine, per sottoporlo a una serie di chocs e di paradossi che possono orientarlo verso il risveglio…
Incontri con uomini straordinari - Georges Ivanovic Gurdjieff

Tra il 1887 e il 1907 forma un gruppo chiamato "Cercatori della verità", compie numerosi viaggi in Medio Oriente, in India, che lo portano dall'Asia Centrale fino al Tibet...
Il motivo (o la suggestione) che lo spinge a continuare il suo pellegrinaggio per vent'anni è la ricerca di una misteriosa "Confraternita di Sarmoung", ipoteticamente sviluppatesi nel 2500 a.C. in Babilonia, di cui aveva trovato un riferimento nel 1886.
Egli conduce anche ricerche di antichi documenti egizi…
Gurdjieff racconta (in modo romanzato e metaforico) questo periodo della sua vita nel romanzo autobiografico Incontri con uomini straordinari da cui, nel 1978, il regista Peter Brook ricaverà l'omonimo film…
L'insegnamento fondamentale di Gurdjieff è che la vita umana è ordinariamente vissuta in uno stato di veglia apparente prossimo al sogno; e per trascendere lo stato di sonno elaborò uno specifico metodo per ottenere un livello superiore di vitalità.
Le sue tecniche non sono affidate a libri e vengono ancor oggi impartite da discepoli qualificati della sua Scuola
Link 
Tu... cosa sai, di tuo? Niente. Se non tutto ciò che intuisci, “senti”, provi sulla tua “pelle” e porti sulla tua “schiena”: 
la tua esperienza forma il tuo ricordo, la tua memoria (che, poi, tramanderai in ogni modo ai posteri). 

martedì 5 settembre 2017

Principio e anello di congiunzione organico (1).


 
Con questo Bollettino inizia una disamina frattale espansa molto (molto) particolare. Si potrebbe dire, una “evoluzione”, uno “step di crescita”, un passo in… “avanti”, etc. 
O, forse, più semplicemente, il raggiungimento/congiungimento di una consapevolezza altra (né migliore, né peggiore, tuttavia diversa da "prima", perlomeno in qualcosa che occorre proprio mettere a fuoco, poiché causale, centrale e portante). 
L’intuizione non viene da sola; quando non è un fulmine a ciel sereno, è il risultato di un certo “cammino (inclinazione)”.
La prosecuzione lungo la “via”. 
L’oltrepassare una “curva”, con la relativa espansione della prospettiva (ciò che “non risultava”, prima). 
Quindi, la “crescita” non è un fenomeno unico, ma (ma) di più, è un iter che sfocia nella conferma di quello che si “fa (pensi e fai, in coerenza)”.
Qualcosa che può essere scambiat3 anche per altro, quando la crescita è all’interno del paradigma AntiSistemico, e la consapevolezza è pressoché azzerata (alias, è anch’essa AntiSistemica e “tu” sei, quindi, solo l’ennesima sottodominante). 

lunedì 4 settembre 2017

Quello strano “tuo” atteggiamento platonico.



Senza “Rete”, senza “segnale”, senza “connessione”… sei senza “informazione”. Ignori quello che “è già successo”. Ignori ogni dibattito in corso. Ignori persino “che tempo farà più tardi”. 
Senza Internet, ormai, sei tagliat3 fuori dalla “diretta”. 
Eppure, per millenni l’umanità ha vissuto senza. 
Quindi, credi davvero che l’evoluzione tecnologica costituisca della autentica e sostanziale differenza (cambiamento, evoluzione), rispetto a ciò che sembra essere stata la normalità precedente? 
“Qua, così” vengono ricordate delle “rivoluzioni” praticamente in ogni ambito dello scibile. Qualcosa che ha comportato un “miglioramento”. 
Dalla tradizione orale, a quella disegnata, scritta, stampata, digitalizzata, trasmessa, etc. l’informazione è sempre stata (ed “è”) trattata come asset di scambio basilare: 
una questione di memoria collettiva, dalla quale deriva l’esperienza... che comporta l’imparare dal passato, senza più decadere nei passi falsi già compiuti.
Ora, se (se) tutto questo corrisponde all’unico grado di autenticità... allora, perché – all’inverso – la storia dell’umanità è (sempre stata) una vicenda d’ingiustizia (giustizia di parte)? 
Quindi, quale differenza ha comportato la conservazione della storia stessa?
Come mai, complessivamente, l’umanità non ha imparato nulla, prendendo atto (ricordando) da ciò che “è già successo”?
Perseverare è… diabolico. Vero?

venerdì 4 agosto 2017

Tutto al momento giusto. Ma da quale prospettiva?




Hai presente cosa è il “problem solving”?
Il problem solving (locuzione inglese che può essere tradotta in italiano come risoluzione di un problema) è un'attività del pensiero che un organismo o un dispositivo di intelligenza artificiale mettono in atto per raggiungere una condizione desiderata a partire da una condizione data
Il problem solving indica più propriamente l'insieme dei processi atti ad analizzare, affrontare e risolvere positivamente situazioni problematiche.
Gaetano Kanizsa propone una definizione di problema secondo la quale:
un problema sorge quando un essere vivente, motivato a raggiungere una meta, non può farlo in forma automatica o meccanica, cioè mediante un’attività istintiva o attraverso un comportamento appreso…”…
Questo termine sta ad indicare la situazione psicologica nella quale si viene a trovare una persona quando, in conformità ad una varietà di dati e di richieste, deve affrontare un problema…
Link 
È una “situazione psicologica” favorita dallo status quo qua, così (che è qualcosa che ti impedisce, ostacolandoti sempre, di…)”. 

giovedì 3 agosto 2017

Sei sempre in salita.



In Childhood’s end (prima puntata) puoi meglio comprendere come “Dio e Gesù” siano due esseri “diversi (distinti e separati)”. Altro che trinità.
Poco importa che Dio abbia l’apparenza del Diavolo… 
E lo Spirito Santo? 
È quella linea d’intesa (corrente), che s’instaura tra la polarità, e che assume una certa valenza ad “immagine e somiglianza”. 
Ovvio, Dio (il nome è un contenitore generico “buono per ogni stagione”) e Gesù (il nome non tragga in inganno, poiché, ad ogni latitudine il nome cambia, ma non la sostanza di ciò va in scena ogni volta) incarnano “valori (interesse)” gerarchici differenti e, dunque, diversa appartenenza
Non ci vuole molto ad accorgersi, data la differenza di potenziale che caratterizza “i due”. 
Piuttosto, la “strana coppia” rassomiglia, di più, a qualcosa del tipo
“mandante e mandatario (eletto)”, l’Innominato ed il Bravo, etc. 
La loro è una catena di distribuzione. 

mercoledì 2 agosto 2017

Sulla carta.



Sulla carta”… non è un trattato né un saggio, bensì èciò che sai esistere (solo) ‘sulla carta’, in quanto a giustizia, diritto, uguaglianza, sovranità, etc.”. 
Qualcosa che "rispetto ad un certo passato", sembra molto migliore, per cui "ti va bene".
Il peso della storia (deviata) inciso, per compressione (che fa rima con s-oppressione), sui documenti che regolano – come lancette di un orologio invisibile – l'animo ed il “tuo” tempo “qua, così”. 

La Costituzione, compresente in gran parte degli Stati del mondo, è uno di questi meccanismi che così tanto, la Massa, ha lottato per alfine “avere”. 
Regole che valgono per tutt3, nonché, convenzioni “liberamente interpretabili” che, da un lato, illudono la “gente” e, dall’altro, servono per raggirarla “alla moda”.
Nulla è più pericoloso di un'idea, quando è l'unica che abbiamo…”.
Émile-Auguste Chartier

lunedì 31 luglio 2017

Il senso dell’elemento mancante.



Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso.
Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno:
“questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”.
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?
E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?
Ma bada a te e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita:
le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli.
Il giorno in cui sei comparso davanti al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il Signore mi disse:
“radunami il popolo e io farò loro udire le mie parole, perché imparino a temermi per tutti i giorni della loro vita sulla terra, e le insegnino ai loro figli”…
Deuteronomio
Se (se) decodifichi “formularmente”, ti accorgerai del “disequilibrio (equilibrio di parte)” che esisteva “allora”, così come “ora”. 
Qualcosa che riguarda il possesso, il controllo, la guerra, lo sterminio, la supremazia, la dominazione.
In… qualcosa che riguarda la religione, lo spirito, etc. ossia, il “profano nel sacro, che diventa a sua volta profano (profanato, invaso, conquistato, posseduto, etc.)”. 

mercoledì 26 luglio 2017

Tra i dubbi, la certezza.



Sei in una realtà manifesta che “viaggia” a più velocità; infatti, sopravvivi nei dubbi (tra teorie, futuro, “resurrezione” e destino) ma (ma) ti auto alimenti di certezze “fisiche”, ormai, quasi esclusivamente derivanti dal campo della tecnologia (la punta dell’iceberg della scienza deviata e del significato sotto dominante). 
S-oggettività, insomma.
Qualcosa che è tuo ma (ma) anche “tuo”, ossia, conseguente:
un mix “sensazionale” che non governi, avendo smarrito proprio il “senso” di tutto ciò che ti auto accade (la particella “auto” indica una sorta di automatismo post implementazione del “qua, così”, del paradigma, dello status quo avente – all’opposto dei “tuoi” dubbi – una specifica funzione, certezza, scopo, destinazione d’uso, pari all’interesse che puoi rilevare da/in qualsiasi ambito economico, finanziario, speculativo “qua, così”. 
Qualcosa che deriva senza ombra di dubbio da una “sorgente ‘a monte’”. E, quindi, qualcosa che ha una “genitorialità” del tutto immanifesta, per ragioni collegate allo stesso tipo di interesse, ossia:
controllare la forma reale manifesta “qua, così”, automaticamente, come se… fosse tutto naturale).

mercoledì 19 luglio 2017

Non ricordare o avere già dimenticato? Questo è il problema.



Non è mai successo. E alla fine ci crederai anche tu…”.
Manhattan
Sei, “qua, così”, nel vortice, nelle sue spire; nel loop, nella sua “rieducazione”; nel tempo, nel suo tipico adescamento. 
Sei nella “seduzione” più completa (qualcosa che il mondo femminile, ad honorem, ti ricorda ogni istante. Perché l’esempio clou proviene dal mondo femminile? Perché, il mondo è maschile e sono i suoi gusti, tendenze e preferenze ad avere la meglio e a determinare gli standard). 
Non potendo avere nulla, di tuo (per via della “necessità” del denaro), ricorri a qualsiasi strategia pur di “avverare” ogni desiderio. 
E, nel fare ciò, metti alla stessa stregua, oggetti e soggetti, ossia, svilisci ancora maggiormente la “tua” opera.
Del resto, quali capisaldi hai “di fronte a te”?
Prevenendo la tua reazione e l’ovvia presa di distanza, sappi che nulla di ciò che costituisce un tuo valore morale corrisponde a verità (se non per quell'unico aspetto che prevede ciò, in termini universali e, quindi, regolarmente già dimenticati poiché auto definiti, nel tempo “qua, così”, utopici nonché da fessacchiotti: gli affari sono affari)…

giovedì 13 luglio 2017

A volte.



A volte, sempre più spesso, in questo spazio (potenziale) c’è la piena intuizione del significato di una “notizia” – di ciò che una notizia ha, in sé, al suo livello più profondo, ossia, frattale espanso – tuttavia, nella fase di scrittura del testo, esistono numerose interferenze (“correnti parassite”) che decadono – appesantendo - fissandosi in una decodifica intermedia, “cogliendo l’attimo (al contrario o, correttamente, dipende dalla prospettiva)”. 
Tutto questo succede nella mente. 
Se (se) invece, la trattazione accade al di fuori della "mente ordinaria", allora, l’intuizione può sopravvivere e sussistere anche all’interno del processo mentale, così, “mixato”.
Quindi, l’inconscio utilizza tutto se stesso, al fine di interferire coi processi consci (“io sono”, “io intendo”), e per fiaccarlo opportunamente occorre far sì che l’ispirazione e l’intuizione non si separino dal resto della trattazione/decodifica. A tal pro, la “zona” più libera per poter riuscire a… è quella depotenziante il firewall inconscio, ossia:
un tipo di pensiero “animico”
esterno (come esterna – astratta - è l’intuizione e l’ispirazione)…
Dove cogli lo “spunto, lì devi rimanere”. 

mercoledì 12 luglio 2017

L’auto manifestazione.



La pace significa solo che non cambierà nulla. L’aiuterò, perché lei farà in modo che non cambierà nulla”.
Civiltà perduta
Laddove servono soldi per “fare qualsiasi cosa”, l’innovazione passa attraverso un autentico collo di bottiglia “legale”
Qualcosa che, nel tempo, diventa una maglia, una rete, una infrastruttura che riconosci “naturale”, così come definisci allo stesso modo una foresta, un paesaggio, un fiume, etc. 
Diventa “normale” il dipendere da… man mano che la comunità si allontana dal momento “zero”, dal “è già successo” e la memoria si diluisce attorno ai capisaldi della stessa, che non corrispondono alla prospettiva massiva ma, piuttosto, a quella “di parte (sotto dominante)”…
Nei prossimi anni si assisterà a una ulteriore concentrazione della ricchezza finanziaria
La ricchezza finanziaria privata continua a correre in tutto il mondo…
L'aumento della ricchezza privata è generalizzato in termini geografici
Link 
È logico: 
chi più ne ha, più ne vuole…”. 
E il meccanismo funziona in leva: 
se possiedi "uno", puoi esporti per molte volte di più e realizzare risultati in leva, in ogni “caso”, sia che il tal soggetto “vince o perde”, perché – comunque vada – ciò che perde non va mai perduto nel senso letterale del termine... e va ad aumentare altra ricchezza privata, non visto che non esiste altra possibilità "qua, così".

giovedì 29 giugno 2017

Significativamente (3).



Se uno lancia un sasso, il fatto costituisce reato. Se vengono lanciati mille sassi, diventa un'azione politica. Se si dà fuoco a una macchina, il fatto costituisce reato. Se invece si bruciano centinaia di macchine, diventa un'azione politica.
La protesta è quando dico che una cosa non mi sta bene.
Resistenza è quando faccio in modo che quello che adesso non mi piace non succeda più”.
Ulrike Marie Meinhof
Equando l’azione politica diventa Colpo di Stato
È un’azione militare, ossia, qualcosa che agisce al di fuori di qualsiasi legge ma che, in seguito, pretende che la Massa continui a far finta di nulla, osservando la legge (trasformazione)
Protesta, resistenza, etc. sono forme di “fare”, che “qua, così” mettono in relazione il “fatto” che esiste il potere realizzato ed il potenziale irrealizzato, il tutto all'insegna della giustizia di parte
Altrimenti, se la giustizia fosse quello che esattamente “è”, ossia, un valore universale (ad angolo giro)... non potrebbe esistere alcun tipo di “reazione (malessere)”.
Dunque, per ovviare a ciò (alla “resistenza”) – senza che cambi nulla, nella sostanza – il “potere” che cosa ha già realizzato

martedì 27 giugno 2017

Significativamente (1).



“Hai voluto la bicicletta? Allora… pedala!”. 
Il “motto” intende in questa maniera. Ossia, nella convenzione “scientifica”, anche il luogo comune ne prende spunto, forgiandosi di conseguenza, in quanto “usualità del/nel linguaggio”. 
L’espressione ha più piani di lettura e di valenza, tuttavia – a parte la “filosofia” – è significativa in termini di “moto, energia, movimento, carburante, etc.”. 
Una simile lessico non avrebbe avuto efficacia, se all’interno di una realtà manifesta – ad esempio – organizzata sull'esistenza del moto perpetuo, perché – a parte la “filosofia” – la bicicletta avrebbe goduto di una simile proprietà. 
È vero, anche, che la bicicletta, nell'esempio “morale (l’hai voluto tu. Ora datti da fare!)”, in questione, è stata scelta proprio come mezzo azionato con la forza delle gambe umane, infatti, la metafora non regge se si prende come riferimento la “motocicletta”, che è – già – una forma di “automatismo (a parte il discorso, dipendenza dal carburante, il veicolo funziona automaticamente)”. 
Ergo; l’automatismo comporta “assenza di ‘forza di volontà’ umana”, mentre, il meccanismo “servo alimentato” dipende proprio dalla caratteristica “forza umana”, utilizzata come motore unico. 
La scelta della bicicletta, come luogo comune per il significato morale, agganciato, risente del passato umano, della storia della tecnica e della Fisica e – dunque – è la conseguenza delle varie tappe che hanno “trasportato” il sapere scientifico e l’umanità stessa, da epoca in epoca, di valenza in valenza, e di memoria in memoria. 

martedì 13 giugno 2017

Oye como va…



Oye como va mi ritmo
Bueno pa gosar mulata…”.
Tito Puente/Carlos Santana
Questo articolatissimo testo è della famosa “ballata”, che tanto ha fatto smuovere energia, sin dagli anni ’60, del secolo scorso. Sai quale è la traduzione? Questa:
Senti come va il mio ritmo
buono per gustare le mulatte”.
Ovvio che c’è una “vaga” allusione alla sessualità, lì dentro. E non ci vuole molta fantasia per decodificare cosa significhi “il mio ritmo”. Vero
Il “timbro” stesso della musica è di quelli da farti comprendere già tutto, prima ancora di pensarci
È qualcosa che intuisci e che “fai tu3”, così, di per sé… essendo agganciato in qualche modo alla “natura umana”, che sembra essere una conseguenza proprio dell’atto sessuale. 
Anche se - ormai lo sanno tutt3 - la vita umana può essere concepita in vitro, ossia, in laboratorio… con buona pace del “ritmo” e dell’eventuale "divertimento" e/o romanticismo, che accompagna – come una orchestra speciale – eventi di questo calibro.
Il linguaggio è, quindi, quasi da “bar”; la sede del luogo comune più tipico per trascorrere del tempo tra “amici” che non se le mandano a dire. 
C’è anche un altro “stile” da notare; una impronta di genere. Ovvio:
quella (“dominante”) maschile:
buono per gustare le mulatte

giovedì 8 giugno 2017

Col cerino acceso in mano.



C’è qualcosa da “capire”, in ciò che “non sei interessat3 a capire”
Sì… Oltre a quello che c’è da ricordare (da “accorgerti”), c’è – anche – il “perché non sei interessato a farlo”. 
La questione è reale, ed è dentro alla realtà manifesta “qua, così”…
Compartimentazione.
Non mi hanno mai mostrato un organigramma.
L’esercito non vuole che si sappia chi è l’incaricato…”.
Manhattan
Il disinteresse è “tuo”, quanto lo è – ad esempio – il “sapere quanti anni ha una delle lune di Giove”: non te ne frega niente. Ma c’è qualcun3 interessato a saperlo. E questa conoscenza, poi, diventa “tua”, ossia, viene divulgata proporzionalmente al livello di opportunità dell’informazione stessa, nei confronti della “sicurezza (quieto vivere, ordine pubblico, etc.)”, il che incarna l’interesse dominante (che ha tutto l’interesse a far si che “squadra che vince non si cambia”). 
Morale della questione:
non sei disinteressat3; sei sottopost3 ad interferenza, deviazione, possessione, etc.
In quale forma? In quella che prevede, nel tempo, l’installazione della App “auto”, che rende automatiche tutte queste “funzioni (scaricate dalla ‘Rete Mentale Inconscia’: quella sorta di Area 51, che è il ‘tuo’ inconscio – nel conscio – sede dello spazio per sol3 ‘addett3 ai lavori’, ricavata dentro a/di te).
In maniera tale da, rendere interferenza, deviazione, possessione… auto interferenza, auto deviazione, auto possessione.
Ho bisogno di parlare con il suo capo. Sono il numero G11…
Deve rivolgersi al responsabile… del progetto.
Sì, ma chi è?
Non ci ho mai parlato di persona. So che…”.
Manhattan