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mercoledì 26 luglio 2017

Tra i dubbi, la certezza.



Sei in una realtà manifesta che “viaggia” a più velocità; infatti, sopravvivi nei dubbi (tra teorie, futuro, “resurrezione” e destino) ma (ma) ti auto alimenti di certezze “fisiche”, ormai, quasi esclusivamente derivanti dal campo della tecnologia (la punta dell’iceberg della scienza deviata e del significato sotto dominante). 
S-oggettività, insomma.
Qualcosa che è tuo ma (ma) anche “tuo”, ossia, conseguente:
un mix “sensazionale” che non governi, avendo smarrito proprio il “senso” di tutto ciò che ti auto accade (la particella “auto” indica una sorta di automatismo post implementazione del “qua, così”, del paradigma, dello status quo avente – all’opposto dei “tuoi” dubbi – una specifica funzione, certezza, scopo, destinazione d’uso, pari all’interesse che puoi rilevare da/in qualsiasi ambito economico, finanziario, speculativo “qua, così”. 
Qualcosa che deriva senza ombra di dubbio da una “sorgente ‘a monte’”. E, quindi, qualcosa che ha una “genitorialità” del tutto immanifesta, per ragioni collegate allo stesso tipo di interesse, ossia:
controllare la forma reale manifesta “qua, così”, automaticamente, come se… fosse tutto naturale).

mercoledì 19 luglio 2017

Non ricordare o avere già dimenticato? Questo è il problema.



Non è mai successo. E alla fine ci crederai anche tu…”.
Manhattan
Sei, “qua, così”, nel vortice, nelle sue spire; nel loop, nella sua “rieducazione”; nel tempo, nel suo tipico adescamento. 
Sei nella “seduzione” più completa (qualcosa che il mondo femminile, ad honorem, ti ricorda ogni istante. Perché l’esempio clou proviene dal mondo femminile? Perché, il mondo è maschile e sono i suoi gusti, tendenze e preferenze ad avere la meglio e a determinare gli standard). 
Non potendo avere nulla, di tuo (per via della “necessità” del denaro), ricorri a qualsiasi strategia pur di “avverare” ogni desiderio. 
E, nel fare ciò, metti alla stessa stregua, oggetti e soggetti, ossia, svilisci ancora maggiormente la “tua” opera.
Del resto, quali capisaldi hai “di fronte a te”?
Prevenendo la tua reazione e l’ovvia presa di distanza, sappi che nulla di ciò che costituisce un tuo valore morale corrisponde a verità (se non per quell'unico aspetto che prevede ciò, in termini universali e, quindi, regolarmente già dimenticati poiché auto definiti, nel tempo “qua, così”, utopici nonché da fessacchiotti: gli affari sono affari)…

giovedì 13 luglio 2017

A volte.



A volte, sempre più spesso, in questo spazio (potenziale) c’è la piena intuizione del significato di una “notizia” – di ciò che una notizia ha, in sé, al suo livello più profondo, ossia, frattale espanso – tuttavia, nella fase di scrittura del testo, esistono numerose interferenze (“correnti parassite”) che decadono – appesantendo - fissandosi in una decodifica intermedia, “cogliendo l’attimo (al contrario o, correttamente, dipende dalla prospettiva)”. 
Tutto questo succede nella mente. 
Se (se) invece, la trattazione accade al di fuori della "mente ordinaria", allora, l’intuizione può sopravvivere e sussistere anche all’interno del processo mentale, così, “mixato”.
Quindi, l’inconscio utilizza tutto se stesso, al fine di interferire coi processi consci (“io sono”, “io intendo”), e per fiaccarlo opportunamente occorre far sì che l’ispirazione e l’intuizione non si separino dal resto della trattazione/decodifica. A tal pro, la “zona” più libera per poter riuscire a… è quella depotenziante il firewall inconscio, ossia:
un tipo di pensiero “animico”
esterno (come esterna – astratta - è l’intuizione e l’ispirazione)…
Dove cogli lo “spunto, lì devi rimanere”. 

mercoledì 12 luglio 2017

L’auto manifestazione.



La pace significa solo che non cambierà nulla. L’aiuterò, perché lei farà in modo che non cambierà nulla”.
Civiltà perduta
Laddove servono soldi per “fare qualsiasi cosa”, l’innovazione passa attraverso un autentico collo di bottiglia “legale”
Qualcosa che, nel tempo, diventa una maglia, una rete, una infrastruttura che riconosci “naturale”, così come definisci allo stesso modo una foresta, un paesaggio, un fiume, etc. 
Diventa “normale” il dipendere da… man mano che la comunità si allontana dal momento “zero”, dal “è già successo” e la memoria si diluisce attorno ai capisaldi della stessa, che non corrispondono alla prospettiva massiva ma, piuttosto, a quella “di parte (sotto dominante)”…
Nei prossimi anni si assisterà a una ulteriore concentrazione della ricchezza finanziaria
La ricchezza finanziaria privata continua a correre in tutto il mondo…
L'aumento della ricchezza privata è generalizzato in termini geografici
Link 
È logico: 
chi più ne ha, più ne vuole…”. 
E il meccanismo funziona in leva: 
se possiedi "uno", puoi esporti per molte volte di più e realizzare risultati in leva, in ogni “caso”, sia che il tal soggetto “vince o perde”, perché – comunque vada – ciò che perde non va mai perduto nel senso letterale del termine... e va ad aumentare altra ricchezza privata, non visto che non esiste altra possibilità "qua, così".

giovedì 29 giugno 2017

Significativamente (3).



Se uno lancia un sasso, il fatto costituisce reato. Se vengono lanciati mille sassi, diventa un'azione politica. Se si dà fuoco a una macchina, il fatto costituisce reato. Se invece si bruciano centinaia di macchine, diventa un'azione politica.
La protesta è quando dico che una cosa non mi sta bene.
Resistenza è quando faccio in modo che quello che adesso non mi piace non succeda più”.
Ulrike Marie Meinhof
Equando l’azione politica diventa Colpo di Stato
È un’azione militare, ossia, qualcosa che agisce al di fuori di qualsiasi legge ma che, in seguito, pretende che la Massa continui a far finta di nulla, osservando la legge (trasformazione)
Protesta, resistenza, etc. sono forme di “fare”, che “qua, così” mettono in relazione il “fatto” che esiste il potere realizzato ed il potenziale irrealizzato, il tutto all'insegna della giustizia di parte
Altrimenti, se la giustizia fosse quello che esattamente “è”, ossia, un valore universale (ad angolo giro)... non potrebbe esistere alcun tipo di “reazione (malessere)”.
Dunque, per ovviare a ciò (alla “resistenza”) – senza che cambi nulla, nella sostanza – il “potere” che cosa ha già realizzato

martedì 27 giugno 2017

Significativamente (1).



“Hai voluto la bicicletta? Allora… pedala!”. 
Il “motto” intende in questa maniera. Ossia, nella convenzione “scientifica”, anche il luogo comune ne prende spunto, forgiandosi di conseguenza, in quanto “usualità del/nel linguaggio”. 
L’espressione ha più piani di lettura e di valenza, tuttavia – a parte la “filosofia” – è significativa in termini di “moto, energia, movimento, carburante, etc.”. 
Una simile lessico non avrebbe avuto efficacia, se all’interno di una realtà manifesta – ad esempio – organizzata sull'esistenza del moto perpetuo, perché – a parte la “filosofia” – la bicicletta avrebbe goduto di una simile proprietà. 
È vero, anche, che la bicicletta, nell'esempio “morale (l’hai voluto tu. Ora datti da fare!)”, in questione, è stata scelta proprio come mezzo azionato con la forza delle gambe umane, infatti, la metafora non regge se si prende come riferimento la “motocicletta”, che è – già – una forma di “automatismo (a parte il discorso, dipendenza dal carburante, il veicolo funziona automaticamente)”. 
Ergo; l’automatismo comporta “assenza di ‘forza di volontà’ umana”, mentre, il meccanismo “servo alimentato” dipende proprio dalla caratteristica “forza umana”, utilizzata come motore unico. 
La scelta della bicicletta, come luogo comune per il significato morale, agganciato, risente del passato umano, della storia della tecnica e della Fisica e – dunque – è la conseguenza delle varie tappe che hanno “trasportato” il sapere scientifico e l’umanità stessa, da epoca in epoca, di valenza in valenza, e di memoria in memoria. 

martedì 13 giugno 2017

Oye como va…



Oye como va mi ritmo
Bueno pa gosar mulata…”.
Tito Puente/Carlos Santana
Questo articolatissimo testo è della famosa “ballata”, che tanto ha fatto smuovere energia, sin dagli anni ’60, del secolo scorso. Sai quale è la traduzione? Questa:
Senti come va il mio ritmo
buono per gustare le mulatte”.
Ovvio che c’è una “vaga” allusione alla sessualità, lì dentro. E non ci vuole molta fantasia per decodificare cosa significhi “il mio ritmo”. Vero
Il “timbro” stesso della musica è di quelli da farti comprendere già tutto, prima ancora di pensarci
È qualcosa che intuisci e che “fai tu3”, così, di per sé… essendo agganciato in qualche modo alla “natura umana”, che sembra essere una conseguenza proprio dell’atto sessuale. 
Anche se - ormai lo sanno tutt3 - la vita umana può essere concepita in vitro, ossia, in laboratorio… con buona pace del “ritmo” e dell’eventuale "divertimento" e/o romanticismo, che accompagna – come una orchestra speciale – eventi di questo calibro.
Il linguaggio è, quindi, quasi da “bar”; la sede del luogo comune più tipico per trascorrere del tempo tra “amici” che non se le mandano a dire. 
C’è anche un altro “stile” da notare; una impronta di genere. Ovvio:
quella (“dominante”) maschile:
buono per gustare le mulatte

giovedì 8 giugno 2017

Col cerino acceso in mano.



C’è qualcosa da “capire”, in ciò che “non sei interessat3 a capire”
Sì… Oltre a quello che c’è da ricordare (da “accorgerti”), c’è – anche – il “perché non sei interessato a farlo”. 
La questione è reale, ed è dentro alla realtà manifesta “qua, così”…
Compartimentazione.
Non mi hanno mai mostrato un organigramma.
L’esercito non vuole che si sappia chi è l’incaricato…”.
Manhattan
Il disinteresse è “tuo”, quanto lo è – ad esempio – il “sapere quanti anni ha una delle lune di Giove”: non te ne frega niente. Ma c’è qualcun3 interessato a saperlo. E questa conoscenza, poi, diventa “tua”, ossia, viene divulgata proporzionalmente al livello di opportunità dell’informazione stessa, nei confronti della “sicurezza (quieto vivere, ordine pubblico, etc.)”, il che incarna l’interesse dominante (che ha tutto l’interesse a far si che “squadra che vince non si cambia”). 
Morale della questione:
non sei disinteressat3; sei sottopost3 ad interferenza, deviazione, possessione, etc.
In quale forma? In quella che prevede, nel tempo, l’installazione della App “auto”, che rende automatiche tutte queste “funzioni (scaricate dalla ‘Rete Mentale Inconscia’: quella sorta di Area 51, che è il ‘tuo’ inconscio – nel conscio – sede dello spazio per sol3 ‘addett3 ai lavori’, ricavata dentro a/di te).
In maniera tale da, rendere interferenza, deviazione, possessione… auto interferenza, auto deviazione, auto possessione.
Ho bisogno di parlare con il suo capo. Sono il numero G11…
Deve rivolgersi al responsabile… del progetto.
Sì, ma chi è?
Non ci ho mai parlato di persona. So che…”.
Manhattan

giovedì 1 giugno 2017

Non c’è punto di domanda, perché non è una domanda.


Ciò che deve accadere, accade sempre”.
Billions
Ricorda che esiste una sola “riflessione” degna di nota (sostanziale), in una fase – come questa (“qua, così”) – nella quale sopravvivi e 1) lo sai poiché lo affermano, ma 2) non te ne rendi mai sufficientemente conto, sino a sentirl3 nelle tue profondità più viscerali:
che cosa significa (non c’è punto di domanda, non essendo una domanda)
tutt3 ciò che accade
quest3 e quell3…
Ogni s-oggetto (situazione) ha un solo significato, a livello fondamentale (seppure ti appaia sempre stratificat3, data la “complessità apparente” ed interferente). Quello:
simbolico
sostanziale
frattale espanso.
Sai quale “è”? Quello che deriva, in quanto diretta conseguenza, dell’atto fondamentale (ragione) “a monte” della realtà manifesta “qua, così”. Ciò che dipende unicamente da… 
Dove questa “particella di provenienza” descrive “per forza di cose”… un “chi”:
una esatta, precisa, univoca, certa, chiara, etc. persona (la quale, poi, auto descrive una organizzazione a cascata, a discendere).
Non a caso, il “vertice” ha posto solo per una singolarità.
Che cosa significa. Ricorda:
questa è la configurazione da auto mantenere sempre. La “lente” che ti permette (sempre) di accorgerti, ricordare e… fare (riuscire a…).

martedì 23 maggio 2017

Remi sempre nella direzione sbagliata, a favore di corrente.



Ci stanno rendendo pro-ciclici”.
Luigi Spaventa
L'atteggiamento pro-ciclico è quello di chi rema sempre nella direzione sbagliata…”.
Warren Mosler
La massima “il trend è tuo amico”, comporta che tu lo segua. 
Ora… farlo in una sessione di trading speculativo, non è la cosa più semplice (poiché comporta l’avere trovato una “miniera d’oro”), ma (ma) detto comportamento (in ogni ambito, compreso il trading), invece, è quanto di più auspicato (previsto) dalla sotto-dominante (poiché è come organizzare una festa ed attendere un gran numero di partecipanti).
Senza invitat3 (che rispondono concretamente), la "festa" fallisce nel proprio intento:
festeggiare? Divertirsi. No (al livello che conta).
Quale, allora?
Nonostante le spese, creare un indotto e realizzare un interesse
il proprio (il "motivo della festa").
Dunque. Il “pifferaio magico” ha sempre un gran seguito, dato che è necessario
Perché, allora, non generare robot che assolvano allo stesso “compito”, senza per/con questo “potenzialmente” rompere le uova nel paniere? Tempo al tempo...
Perché 1) l’umanità è al tempo stesso, già, un organismo artificiale, infatti 2) si narra di una certa “creazione” e 3) qualsiasi organismo artificiale, nel tempo, viene sviluppato indirettamente ad un livello tale da iniziare a “percepire in maniera diversa, rispetto alla programmazione”.
Ossia, 4) a percepire l'esatto grado di realtà manifesta, sostanziale, nella quale "è/sei" (memoria frattale espansa, che esclude la possibilità di Dio, ma non quella della dominante, in quanto origine della "rigenerazione - generat3, non creat3").

giovedì 27 aprile 2017

Come in un grafico.



Stai mentendo.
Perché dici questo?
Perché è quello che fanno i grandi”.
Outcast
Quale verità più “espansa (al/nel mondo)”…
Il Bambino è padre dell'Uomo...”.
William Wordsworth
Ciò che “diventi”, lo devi alla “forma” che prendi da “piccol3”
Un concetto che “fa a botte” con quello, superiore, di “essere”. 
Qualcosa che “è già successo” e che “è”. 
Qualcosa che “diventa” solo in seguito, ma che viene riassunto in sé in quanto “ancora da succedere”.
La questione temporale è tutta “lì”.
E, ovvio, se (se) te ne accorgi “formularmente”, allora, il tempo non sembra più quello che è “qua, così”.
Le “cose” – è come se – fossero già avvenute, per intero.
Quindi, il “cammino della vita” che cosa è?
È un deragliamento. È un dirottamento. È una trappola. È… un rapimento, “da un luogo comune, ad un altro”.
In questa maniera, si resetta tutt3. E può essere introdotto il concetto (Dio) di tempo e tutto quello che ne consegue…

venerdì 14 aprile 2017

Primo Articolo della Costituzione Universale.



È già successo”.
Che cosa (chi)?
Ad esempio, che gli Usa hanno utilizzato testate atomiche, al fine di porre “fine” alla Seconda Guerra Mondiale.
Ossia, da quel “momento (in leva)”, la percezione di realtà manifesta non è più stata come “prima di…”.
Ogni, "inevitabile", guerra successiva, infatti, ha ormai incarnato quel tipo, esatto, di già “successo”.
In che modo?
Rispecchiando, e la potenza atomica (posseduta, oggi, non solo dagli Usa), e quella sorta di adattamento (finzione, recitazione) a cui le parti in giogo hanno dovuto – per forza di cose – dare luogo a procedere. 
Certo, perché – dopo l’atomica – quale senso avrebbero tutte le altre guerre, se non quell'unica direzione molto simile all'auto distruzione di massa? 
Dopo l’atomica, il deserto. Oppure, molto più strategicamente (oppure, maliziosamente), le guerre successive a quel “momento”, sono state tutte più “soft”. 
Se ci pensi bene, le potenze globali sono giunte ad un "compromesso", tale da 1) non permettere di superare l’apparente necessità della guerra, 2) continuando, ad un livello intermedio, a fare la guerra, 3) decidendo multilateralmente il non utilizzo alle armi più “deleterie”, ossia 4) in grado di far apparire la guerra, per quello che esattamente “è”: una distruzione reciproca (qualcosa che riguarda tutt3 e che “qua, così”, se non si inasprisce ad un livello massimo, di non ritorno, allora può dare luogo alla inevitabile ricostruzione successiva, fonte e meta di questo tipo di business sottodominante).

giovedì 23 marzo 2017

Ogni invenzione è sempre fondata (anche la “bufala”).



Un’astronave aliena non è mai atterrata sulla Terra, ma gli esperti e le istituzioni che si occupano di questo evento, senza precedentisono tutti veri”.
The visit - Un incontro ravvicinato
Immagina…
Un periodo nel quale “stai bene (la salute sembra, senti, non mancarti). E, all'interno di quel periodo “stai male (ti manca qualcosa. La ‘libertà’?)”. Per cui, sei depress3, pur “stando bene”.
Un periodo nel quale “stai male (soffri per qualcosa. Ad esempio, un mal di denti ed il fastidio di doverti recare da un dentista). E all'interno di quel periodo “stai bene ('acquisti' qualcosa. Lo ‘ricordi’, quando il dentista ti toglie sia il fastidio che il dolore, anche se non è ancora finita lì)”. Per cui, sei felice, pur “stando male”.
Un periodo nel quale devi, puoi, desideri, intendi, dipendi, vuoi, credi, etc. fare qualcosa ma (ma) tutto ciò viene sempre “dopo” ad altr3, che non riesci mai (mai) a mettere sufficientemente a fuoco (ricordare). Per cui, sei depress3 e felice “allo stesso tempo (può capitare, come può capitare anche uno solo dei due stati, alternativamente)”.
Un periodo nel quale “ti dicono” del tal ritrovamento, scoperta, ricerca, studio, invenzione, soluzione, etc. ma (ma) il tuo ruolo sembra sempre essere secondario (utilizzante, consumante e consumat3) rispetto a quel livello dell’esperienza di vita. Per cui (ancora una volta) sei depress3 e felice “allo stesso tempo (può capitare, come può capitare anche uno solo dei due stati, alternativamente)”.
Hai immaginato?
Sei riuscit3 a…? Non sei riuscit3?
Sai, non dovresti sforzarti troppo. Perché, "queste" sono una sola condizione:
la condizione “questa ‘qua così’”.

lunedì 13 marzo 2017

“È (potenziale)”.



Senza consapevolezza, rimani esattamente “qua, così”, nella “tua” parte. 
Già. Ma... di quale consapevolezza si tratta?
Sì, perché… è sempre di una consapevolezza che si tratta. 
Infatti, non è possibile non avere consapevolezza.
Semmai, la differenza “è” nel tipo di consapevolezza, dal momento in cui… la sedimentazione dell’informazione, non la cancella mai del tutto (potenzialmente).
La condizione di realtà manifesta “qua, così” e di realtà potenziale, equivale – nella sostanza – alla compresenza auto deviante, immanifesta, dominante (“è già successo”) ed alla compresenza di ciò che “già sei”.
Il tutto, "mixato" ed orientato a 1) manifestare l’intenzione dominante, 2) manifestare la condizione potenziale, 3) manifestare la memoria frattale espansa (la traccia, il registro, l’informazione ambientale a tuttotondo, fedele, originale, autentica, etc. al di là di ogni tipo di deviazione, interferenza, effetto collaterale, ragione fondamentale, dualità azione/reazione, etc.) e 4) allo stesso tempo, ma più miopicamente, al/il contrario (condizione "qua, così")...
Come a dire che, allo stesso tempo, in ogni possibile configurazione ambientale di realtà manifesta, la natura infrastrutturale della caratteristica frattale espansa risulta (“è”) inalienabile, ma (ma)… la distinzione tra le parti (dominante e dominat3) è in grado di convincere tutto ciò che abita “a valle”
Fermo restando la copertura globale della memoria frattale espansa che, conseguentemente, “c’è ma non esiste e/o viceversa (la medesima situazione che ammanta la dominante)”.
Cosa genera (ispirandola), dunque, la concezione “astratta” della eggregora?

lunedì 6 febbraio 2017

La spersonalizzazione della singolarità osservante.




L’osservazione non è solamente un atto passivo (infatti, che cosa è la creazione, se non osservazione a tuttotondo?).
Non è il semplice guardare. È, anche di più.
È, ad esempio, interesse (la creazione "è"... interesse).
Qualcosa che risente, appunto, di una personalizzazione (nella forma gerarchica del paradigma). Qualcosa che “giunge indirettamente dall'alto”: 
dalla compresenza immanifesta dominante (dal vertice distaccato, dell’edificio reale manifesto).
Questo avviene dal momento in cui “è potenziale (possibile)”.
Ma non è un valore assoluto, sganciato dal tipo di forma di potere, applicato alla realtà da manifestare e che, dunque, si manifesta (a livello di grande concentrazione di massa, giurisdizionale, dominante).
Non è scritto da nessuna parte che qualsiasi “legge (fenomeno)”, implementat3 nella realtà manifesta “ad immagine e somiglianza”, sia un valore assoluto.
Qualsiasi “dispositivo” di questa entità, risulta reale (e si manifesta ad hoc) nella misura in cui esprime e raffigura, nella sostanza, l’Autorità massima compresente nello stesso “piano” da controllare, poiché controllabile e per questo motivo, allora, controllato.
Qualsiasi “legge” è un optional (e lo comprendi meglio, osservando le leggi sociali umane):
qualcosa che descrive una “relazione”
sia indiretta che diretta
causale
con la ragione fondamentale
“a monte” di tutt3 “qua, così”.