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venerdì 24 marzo 2017

Uno specchio reale, di riflesso.



Non ci pensate ma - in generale - gli esseri umani nascono crescono e muoiono. È così. ma se, invece, quando invecchiamo, diventassimo una crisalide?...
Perché gli animali, mutano…”.
Vampire
Amon-Ra. Uno dei grandi Dei. Il primo “Colui che si nasconde”. L’originario… Principe serpente. Fu chiamato così non perché possedesse caratteristiche da rettile. Ma per la sua capacità di rinascere (come un serpente che cambia pelle). Una vita eterna. Una vita perpetua. Resa possibile grazie alle anime, di cui si alimentava”.
Penny Dreadful
Trovare due citazioni, tanto distaccate ma sostanzialmente "identiche", di questo calibro "convergente", nel giro di qualche ora, è qualcosa di completamente causale, notevole e degno di ogni attenzione
Perché “è successo”?
Ritenendo il caso (caos) qualcosa che ha tempo, spazio e luogo… “solo se (solo se) è previsto”, di conseguenza… “non è già successo per caso”. 
Ma, quale “è” il senso più compiuto?
Ecco che, allora, oltre 2000 Bollettini (di/in preparazione) e, sopra a tutto, oltre 7 anni di tempo sempre più dedicato (e, circa, 5 anni sotto altra forma di apprendimento), in questo momento vengono opportunamente utili in tal “senso”:
il titolo del compresente Bollettino (una “valvola di sfogo”, quotidian3)
rappresenta la quintessenza sovra agente nel “qua, così” (e, di certo, in qualsiasi forma di “qua”, essendo la caratteristica infrastrutturale, “a monte”, sempre la medesima)
così, come, un artista ritrae il paesaggio che vede – e – il paesaggio si riflette nell’opera che l’artista “fa”
ma
riportando informazione ambientale (“è già successo”) al livello incarnato e rappresentato, ovviamente, dall’artista.

giovedì 23 marzo 2017

Ogni invenzione è sempre fondata (anche la “bufala”).



Un’astronave aliena non è mai atterrata sulla Terra, ma gli esperti e le istituzioni che si occupano di questo evento, senza precedentisono tutti veri”.
The visit - Un incontro ravvicinato
Immagina…
Un periodo nel quale “stai bene (la salute sembra, senti, non mancarti). E, all'interno di quel periodo “stai male (ti manca qualcosa. La ‘libertà’?)”. Per cui, sei depress3, pur “stando bene”.
Un periodo nel quale “stai male (soffri per qualcosa. Ad esempio, un mal di denti ed il fastidio di doverti recare da un dentista). E all'interno di quel periodo “stai bene ('acquisti' qualcosa. Lo ‘ricordi’, quando il dentista ti toglie sia il fastidio che il dolore, anche se non è ancora finita lì)”. Per cui, sei felice, pur “stando male”.
Un periodo nel quale devi, puoi, desideri, intendi, dipendi, vuoi, credi, etc. fare qualcosa ma (ma) tutto ciò viene sempre “dopo” ad altr3, che non riesci mai (mai) a mettere sufficientemente a fuoco (ricordare). Per cui, sei depress3 e felice “allo stesso tempo (può capitare, come può capitare anche uno solo dei due stati, alternativamente)”.
Un periodo nel quale “ti dicono” del tal ritrovamento, scoperta, ricerca, studio, invenzione, soluzione, etc. ma (ma) il tuo ruolo sembra sempre essere secondario (utilizzante, consumante e consumat3) rispetto a quel livello dell’esperienza di vita. Per cui (ancora una volta) sei depress3 e felice “allo stesso tempo (può capitare, come può capitare anche uno solo dei due stati, alternativamente)”.
Hai immaginato?
Sei riuscit3 a…? Non sei riuscit3?
Sai, non dovresti sforzarti troppo. Perché, "queste" sono una sola condizione:
la condizione “questa ‘qua così’”.

mercoledì 22 marzo 2017

La priorità.



L'Italia è il secondo paese industriale in Europa… nonostante il deficit di competitività… Per mantenere questa posizione è necessario mettere l'economia nelle priorità del paese… e questa necessità… è una questione politica…”.
Vincenzo Boccia 
La “priorità” è già economica, essendo l’economia una forma d’interesse e, l’interesse, la questione prioritaria “qua, così”:
non a caso, infatti, la compresenza immanifesta dominante è interessata a far sì che “tutto si trasformi (senza mai cambiare nella sostanza)”. 
E, quest3, non èuna questione politica”. 
Semmai, la politica è quest3
Una politica che giunge da “chissà dove, quando, come e perché”. 
Senza parlare, poi, del “cosa (chi)” ne regge le redini, il timone, il volante o la cloche.
Eppure, nonostante tutt3, il genere umano “va avanti”, senza mai riuscire ad interrompere una “marcia sul posto”, che non lascia scampo a nulla in termini di alternativa sostanziale.
È giunto il momento di “fermare” questa macchina, perché la perfezione è proprio di questo mondo “qua, così”, non essendo stat3 lasciato nulla al caso (ma)... te ricompres3. Ossia:
la tua origine “è”, perfetta
perlomeno in termini di reale potenziale
seppure
lo hai dimenticato
non visto che
la strategia dominante te lo ha già fatt3 dimenticare (seppure esiste ancora).

martedì 21 marzo 2017

Le conseguenze della forma.



Stiamo entrando in una fase in cui la conoscenza di noi stessi e dell’ambiente, va oltre la nostra capacità di comprensione”.
Kong
Questa è una interferenza
Che cosa (chi) c’è bisogno di comprendere, se non il tipo (dima) di “forma”, nel quale sei (e “ti ha”, conseguentemente)?
Ossia, una volta chiarito (per sempre) che “sei nel ‘qua, così’ = AntiSistema by compresenza immanifesta dominante (la ragione fondamentale)”, di converso, tutto il resto dell’attività di pensiero (memoria ed esperienza) riguarda solo il “prenderne le misure, mediante auto distacco dal relativo segnale portante, attraverso l’idea/intenzione di ritornare a manifestare, pienamente, una realtà a propria ‘immagine e somiglianza attraverso una configurazione, atteggiamento, by la ‘formula’”.
Che altro.
Il resto è solo inganno. Anzi: auto inganno.
Non apparenza, perché – sostanzialmente – l’apparenza non esiste (ma c'è a livello di simbolismo) quando diventa fisica (reale manifesta).
L’apparenza rimane, allora, quella che "è", ossia, una disquisizione filosofica che “qua, così” serve per l’auto manutenzione del relativo assoluto status quo, senza causa (né, quindi, ragione fondamentale), lasciando sempre ed ogni volta, la Massa alle prese con qualcosa che “non può comprovare nemmeno a se stessa”.
Un auto distacco, pur rimanendoci dentro perfettamente.
Questo "dubbio" erode dalle fondamenta e permette le infiltrazioni, che hanno permesso l’avvento del momento di “è già successo”.
Questa è una realtà che prende tutt3, “ricolorando causalmente”.
Tanto è vero che:
Senza uniformi e senza guerra, diventò mio fratello…”.
Kong

lunedì 20 marzo 2017

Automatismi.



Che cosa (chi) è “automatic3 ‘qua così’”? 
Tutto ciò che diventa filo AntiSistemico, dato che lo è – anche – l’AntiSistema stesso (“generato, non creato” dalla compresenza immanifesta dominante, previa compressione in/per delegazione frattale espansa sul sistema operativo frattale espanso).
La grande concentrazione di massa, giurisdizionalmente in grado di interessare l’intera globalità planetaria, ha già avuto, dunque, la meglio su ogni e qualsiasi altr3 tipo di realtà potenziale (ferm3 restando, questa possibilità, sempre del tutto probabile).
La sopravvivenza dimostra di avere radici profonde in ogni anima… La sopravvivenza è profondamente radicata in ogni essere viventeLa natura stessa combatte ogni giorno per la propria sopravvivenza
Mostrandoci a volte dei paesaggi incredibili che sono il frutto di migliaia di anni di lotte per poter restare viva… La natura ci impone anche delle scelte difficili… Ogni essere vivente vive secondo le sue regole. Questo è l’equilibrio perfetto…
L’amore per gli altri esseri umani. L’amore per la propria famiglia. L’amore per la propria patria… Passeranno altre centinaia di anni e smetteremo di amare anche la natura”.
Onore e lealtà
La sopravvivenza è un automatismo dipendente, poiché conseguente. 
La natura è un automatismo infrastrutturale.
Questo (“qua, così”) equilibrio perfetto, lo “è”, sostanzialmente.
Smettere di “amare tutto questo” non è, poi, così tanto male. Perché, l’amare qualcosa di tanto "meschino", è qualcosa di diabolico… come, ad esempio, il provare dolore dalla sofferenza altrui e/o dalla propria.
Non è, dunque, proprio normale.
Se lo intendi, al massimo è solo che “male”:
incanto, possessione
controllo wireless, in leva, non locale, globale
automatismo…

venerdì 17 marzo 2017

Una concreta illusione.



Le definizioni più stagionate (quelle, per intenderci, che finiscono nell'enciclopedia, nel dizionario, nel linguaggio ed, infine, nella mente delle persone)”, sono come dei “delimitatori di frequenza”:
circoscrivono, mentre descrivono il “territorio”.
E tu, di questa vera e propria tecnologia, te ne nutri ad ogni istante della “tua” vita “qua, così”, senza saperlo (ma, tanto, non serve che tu lo sappia, perché – in questa modalità – funziona molto ma molto "meglio", al fine di auto preservare il paradigma sempre attuale, reale manifesto)…
Ovvio che, se (se) esiste una certa tecnologia, allora deve (deve) esistere anche il motivo, il perché, la ragione fondamentale... attraverso la quale si è manifesta la tal tecnologia (che rivela strategia e, dunque, interesse).
Ma, di questa “origine” – “qua così” – non sembra esserci traccia e tu non sembri conservarne memoria:
quale “migliore” strategia.
L3 comprendi? L3 ricordi? L3 deduci? L3 ricavi per contrasto? 
Te ne accorgi, insomma?
Elaborando il riflesso della Massa, in termini di "feedback a questo spazio (potenziale)", la risposta è solo che:
no.
Infatti, lo sai che sei sempre (sempre) misurabile.
Vero?
Anche il “tuo” stare ferm3, non è un fare niente. Anche il “tuo” non fare niente, non è stare ferm3.
In ogni “caso”, c’è sempre un feedback:
volente o nolente
quantunque, ovunque e comunque
e questo vale per… chiunque (non solo “qua, così”).
Ma (ma), in prospettiva e soprattutto “in leva”, quel “poco” che dimostra feedback, vale tanto quanto un “fattore esponenziale”. Ergo:
“poco”
elevato esponenzialmente
“è”
un potere enorme…

giovedì 16 marzo 2017

La frequenza della “formula”.



Noi non siamo in guerra. Noi siamo in pericolo”.
xXx - Il ritorno di Xander Cage

  
La frequenza è una grandezza che riguarda fenomeni periodici o processi ripetitivi.
In fisica la frequenza di un fenomeno che presenta un andamento costituito da eventi che nel tempo si ripetono identici o quasi identici, viene data dal numero degli eventi che vengono ripetuti in una data unità di tempo…
Link 
Questo “termine” è convenzionalmente utilizzato nell'ambito tecnologico, ma:
è una grandezza che riguarda fenomeni periodici o processi ripetitivi... (un fenomeno che presenta un andamento costituito da eventi che nel tempo si ripetono identici o quasi identici...).
La tecnologia “mette in mostra (usa)” un simile luogo comune. 
Anche se il “fenomeno” è molto più vasto ed espandibile a livello di simbolismo sostanziale frattale espanso. 
Dunque, la tecnologia interviene in qualcosa che è universale ed, in tempi diversi, consequenziale alla tecnologia stessa, non visto che “quando si narra di ‘creazione’, è di un livello tecnologico che si tratta”.
“Qua, così” la vita è stata “creata” da una fonte non ben ricordata; qualcosa che è confluit3 nell'immagine di Dio e/o qualcosa che viene agganciat3 alle teorie della scienza deviata:
due modi di “vedere la realtà manifesta ‘mondo’”, che sottintendono ad una sola verità, dal momento in cui… la creazione è “un3”, se per creazione s’intende e si prende in considerazione il “momento iniziale ‘a monte’ e fondamentale”.

mercoledì 15 marzo 2017

Nessun paradosso.



Si tratta, quindi, di una misura “largamente universalistica” e andrebbe in direzione “dell’equità” perché supererebbe l’attuale “paradosso del nostro welfare che non copre la fasce più povere, il lavoro autonomo e gli incapienti”…
Link 
“Qua, così” non esiste, in nessun “caso”, alcun paradosso. 
Semmai, è intuibile solo il più retorico:
Senza responsabili apparenti. Anzi, solo con responsabili apparenti…”.
Paradosso di SPS
Questa sottile “osservazione” è un mondo nel mondo, nonché un modo nel modo. 
Se hai necessità di chiariment3... non ti è chiara la “teoria” espressa da/in questo spazio (potenziale). Nell'occasione, puoi sempre chiedere un approfondimento (dato che i “canali” non mancano e sono sempre aperti, condivisi e disponibili).
Dunque, quando il “caso non esiste (poiché, nulla è lasciato al caso)”, di conseguenzanon esiste nemmeno nessun paradosso, nella sostanzialità “qua, così”. 
Il paradosso appare solo quando l’osservazione viene condotta (“è”) da una portante centrale (ad esempio) by la “formula”, che evidenzia e rileva il Paradosso di SPS (qualcosa che prende tutt3 in considerazione; compresenza immanifesta dominante e giustizia ad angolo giro ricomprese).

martedì 14 marzo 2017

L’intonaco che si stacca è una opportunità.



Tutti hanno una ragione per svegliarsi al mattino”.
Goliath
Quante persone starebbero molto volentieri a letto, al mattino, dato che la “ragione per svegliarsi” è, nella sostanza, una vera e propria palla al piede
Molte. Troppe.
Il che significa, concretamente, che il “qua, così” si riveste d’apparenza:
di solida, lucida, consapevole (strategica) apparenza.
Un po’ come continuare a sostenere che a Napoli c’è sempre il sole, ad esempio.
Perché esistono “correnti”, in grado di ispirare e sospingere, inerzialmente e gravitazionalmente, la Massa
È “normale”? 
In un certo senso, lo “è”.
Infatti, anche nella forma migliore di realtà manifesta (secondo quello che “tendi” a pensare), quella esatta stessa condizione è il frutto di un orientamento e di tutto ciò che lo ha permesso, conseguito, realizzato, concepito, autorizzato, etc.). 
È, insomma, come se tu vivessi in uno scenario adatto a manifestare, potenzialmente, qualsiasi tipo di configurazione impossibile e non immaginabile (oltre al più abbordabile concetto di possibile ed immaginabile).
Nulla è precluso.
E le “correnti” dimostrano ad ogni gradazione di sensibilità, che in atto c’è sempre un orientamento, una compressione, un “sogno auto ispirante l’umanità”, etc.
Che c’è, altresì, un senso unico che si diparte da una ragione fondamentale (che nell'immaginario collettivo, a parte gli usi e costumi, è sempre lo stessa: la compresenza immanifesta di Dio, in qualsiasi veste venga concepito ed “esposto al pubblico”).

  

lunedì 13 marzo 2017

“È (potenziale)”.



Senza consapevolezza, rimani esattamente “qua, così”, nella “tua” parte. 
Già. Ma... di quale consapevolezza si tratta?
Sì, perché… è sempre di una consapevolezza che si tratta. 
Infatti, non è possibile non avere consapevolezza.
Semmai, la differenza “è” nel tipo di consapevolezza, dal momento in cui… la sedimentazione dell’informazione, non la cancella mai del tutto (potenzialmente).
La condizione di realtà manifesta “qua, così” e di realtà potenziale, equivale – nella sostanza – alla compresenza auto deviante, immanifesta, dominante (“è già successo”) ed alla compresenza di ciò che “già sei”.
Il tutto, "mixato" ed orientato a 1) manifestare l’intenzione dominante, 2) manifestare la condizione potenziale, 3) manifestare la memoria frattale espansa (la traccia, il registro, l’informazione ambientale a tuttotondo, fedele, originale, autentica, etc. al di là di ogni tipo di deviazione, interferenza, effetto collaterale, ragione fondamentale, dualità azione/reazione, etc.) e 4) allo stesso tempo, ma più miopicamente, al/il contrario (condizione "qua, così")...
Come a dire che, allo stesso tempo, in ogni possibile configurazione ambientale di realtà manifesta, la natura infrastrutturale della caratteristica frattale espansa risulta (“è”) inalienabile, ma (ma)… la distinzione tra le parti (dominante e dominat3) è in grado di convincere tutto ciò che abita “a valle”
Fermo restando la copertura globale della memoria frattale espansa che, conseguentemente, “c’è ma non esiste e/o viceversa (la medesima situazione che ammanta la dominante)”.
Cosa genera (ispirandola), dunque, la concezione “astratta” della eggregora?

venerdì 10 marzo 2017

Mai paura.



Cooperare, collaborare, partecipare, interagire, coadiuvare, "come meglio credi", etc. “è” un preciso atteggiamento
Questo spazio (potenziale) emana segnale, anche, di questo tipo. Perché, il tempo è sempre più prossimo, in quanto il grado di preparazione, del sottoscritto, è sempre più completo, ampio, espanso, "pronto".
Per questo motivo, organizzare qualsiasi evento pubblico – prima che sia venuto questo “momento” – è solo da irresponsabili e megalomani approfittatori
In un incontro con il pubblico, occorre lasciare del “valore aggiunto (in alternativa sostanziale, sostenibile realmente, facente la differenza)”
Qualcosa che lascia il “segno”.
Qualcosa che si ricorda a fondo.
Qualcosa di semplice, pur essendo magari “complessità”.
E tutto questo non si improvvisa dal giorno alla sera, né tantomeno in “soli” otto anni di teorizzazione, coerente, costante e lungimirante. Le idee devono essere solo che chiare, nitide, sempre sintonizzate finemente, precise, univoche.
E ogni (ogni) possibilità di interferenza deve essere risolvibile, ancora prima che compaia. L’anticipo è vantaggio e strategia funzionale (diretta)…

giovedì 9 marzo 2017

Il miglior termine è una immagine storica.



È ovvio che ti senta in diritto. È una prerogativa di chiunque, oggigiorno…”.
Goliath
Una “prerogativa” del tutto apparente. 
Qualcosa che ti pone direttamente nella situazione di pretendere un posto di lavoro che, nella “crisi”, equivale a prendere la prima cosa che viene (perché ne “dipendi”).
Qualcosa che non sai, esattamente, com'è iniziat3
Ma, qualcosa, che sai esattamente di non aver fatto iniziare, direttamente, tu.
Qualcosa che non ha mai fine, se è vero che ha già “consumato tutti i tuoi avi, sino all'inizio dell’albero genealogico “qua, così”.
Da qualche parte, in qualche momento, ad un certo punto (Big Bang) è iniziat3 e non ha più smesso di succedere, inerzialmente, gravitazionalmente, nel piano inclinato reale manifesto “qua, così”.
I giovani non sono così curiosi, da fare domande…”.
Goliath
Non se lo possono permettere, quando sono nella fase iniziale della “loro” carriera ed hanno necessità della “spinta” necessaria e sufficiente a/per…
Così, 1) si prestano e 2) vengono usat3, 3) salvo diventare “ad immagine e somiglianza” di coloro che l3 usano.
Quando possono, allora, “essere curios3”, gli intrecci sottili degli anni trascorsi “qua, così” non rendono una simile pratica, “consigliabile”. E certe “curiosità”, costano troppo per “valerne la pena”.