martedì 24 ottobre 2017

Al centro portante del significato. Al di là di ogni necessità di trasformazione e cambiamento.



Al mondo, seppure “qua (così)”, ci sono già tutti gli “strumenti” per accorgerti dell’autentica e sostanziale “forma”, che gli è stata data e che, dunque, il “mondo” ha dovuto prendere; ovvio che, chi ha una simile “influenza (potere)” non sei tu. 
È, altrettanto ovvio che, il “chi” continua a riecheggiare nell’ambiente globale, seppure non abbia alcuna intenzione di venire ad emersione (dato che è “sommers3”) - in ogni “caso” - la sua “opera” lascia continuamente segni, tracce, indicazioni utili a… risalire la corrente sino “a monte”, etc. 
Certamente è così, perché esiste (c’è) un “marchio” su/in questo mondo. E, come tale, ogni marchio lascia sempre (sempre) il “segno”
Questa evidenza è, però, nel significato di ciò che continua a succedere, non visto che “si tratta di una memoria (quella originale frattale espansa)”.
Se (se), all’opposto, credi di cercare le “prove” per “dimostrare” che… (la realtà manifesta “qua, così” è ingiusta e, quindi, cerchi una tale colpevole compresenza)… allora (allora) “campa cavallo”, qualora decidessi di provare e dimostrare ciò, attraverso la strumentazione “offerta” dalla legge AntiSistemica.
Ed eccoti a quella sorta di paradosso logico, che si auto ricava “riunendo i puntini”, alias:
al mondo, seppure “qua (così)”, ci sono già tutti gli “strumenti” per accorgerti
campa cavallo”, qualora decidessi di provare e dimostrare ciò, attraverso la strumentazione “offerta” dalla legge

Che cosa (chi) significa = 1) “tutt3 è relativ3”. 2) “la relatività è una deriva”. 3) “la derivazione è una causa”. 4) “la causa è una compresenza”. 5) “la compresenza è immanifesta”. 6) “l’immanifestazione è gerarchica”. 7) “la gerarchia è una strategia”. 8) “la strategia è la ragione fondamentale”. 9) “la ragione fondamentale è ubiqua”. 10) “l’ubiquità descrive la dominante”…


Questo Spazio (Potenziale) Solido, ti sottopone la/alla “questione” frattale espansa, dominante e singolarità umana, alla luce di un’assolut3 “fermo immagine”, alias:
il valore “formulare” universale
ciò che “è” e rimane tale, a prescindere da quale che sia la tua (“tua”) prospettiva e/o la tua (“tua”) relatività verso “cosa/chi”…
Il valore universale è come il Sole: 
c’è sempre, anche se ci sono “nuvole (perturbazioni)”. 
Ciò che simboleggia, anche, l’immagine di “Dio”, ad esempio (un significato che è globale, fisso, univoco, etc. persino attraverso la presunta “diversità”, che tende a prendere in considerazione il valore assoluto per quello relativo… al potere locale, che se ne avvantaggia, a scapito della “tua” capacità di accorgerti del valore simbolico, del significatoche non cambia mai, a prescindere dagli “usi e costumi” e dalla deviazione standard “qua, così”). 
Il valore universale è, ad esempio, la giustizia (ad angolo giro):
come puoi ammettere diverse forme di “giustizia”?
Non l3 ammetti? Ti sbagli, perché “al mondo” c’è giustizia e giustizia. E tu sei “del” mondo… 

A prescindere da “te”, le cose continuano a succedere nella esatta “vecchia” maniera (nonostante il suffragio universale, la Costituzione, la libertà, la giustizia uguale per tutt3, la difesa dei diritti, etc.). 
Le Istituzioni “servono” assolutamente
Ma (ma) non è mai (mai) chiaro (a) “chi” servono e a “cosa” servono, più significativamente
Di primo acchito, infatti, ti sembrano cariche di valenza storica “positiva (i ‘sacrifici’ di coloro che hanno dato la propria vita per…)”. 
Poi, scrutando meglio tra i dettagli – della/nella sostanza di ciò che accade “nuovamente” – sembrano cariche di una valenza altra “negativa (cambiano i musicisti ma la musica è sempre la stessa)”. 
Vero? Solitamente, questo genere di “critica” la manifesti in ogni situazione di stacco, maggior relax, pausa caffè: 
quando ti senti un po’ più liber3 di… 
Poi, devi riprendere esattamente da dove avevi lasciato e quindi, “buonanotte ai suonatori”. 
Quando sei a casa “tua”, tra amici e/o amiche, lontano dal posto di lavoro e sufficientemente “idone3 a vomitare sentenze”… ti lasci andare e “spari ad alzo zero su tutt3”, andando a fare di tutta l’erba un fascio
E non accorgendoti che 1) se ti continua a venire una rabbia simile, significa che 2) qualcosa non va e, dunque, 3) cosa pensi di “fare” al fine di…? 
Ciò che succede non è per volontà divina. 
Non l'hai autorizzat3, tu, un simile funzionare d’assieme che ti coinvolge “naturalmente”, senza possibilità altra di “scelta non convenzionale”. 
Certo, puoi sempre decidere di auto distaccarti da un simile “mondo”, ma (ma) quale è il “prezzo” da pagare?
Ricordi che il “qua (così)” deriva dal Modello Far West?
Osserva alla storia (deviata)”:
è tutto “lì”, pront3 ad essere decodificato significativamente
Anche se è il riferimento universale “formulare”, a “mancare”, ossia, a non essere più nemmeno immaginat3.
È il riferimento al valore assoluto, che è già venut3 meno. 
Per cui, “ora”, tutt3 è relativo… “a”. 
Per “fede”, credi… che questa relatività sia dovuta al “tuo” Dio.
Ma (ma), così come “credi di avere fede, ‘tu’” – allo stesso modo – contemporaneamente, la stessa situazione si ripete, poiché si è auto replicata, ovunque (nel) “qua (così)”.
Sì, perché lo “spazio” è unico ed è partizionato univocamente. Fai attenzione, tuttavia, perché… anche se non credi in (alcun) “Dio”, allora (allora) credi nel “valore” della scienza, della logica… nel “tuo” valore (Ego), etc.
E, non credere – dunque – che la situazione sia differente sostanzialmente, dal momento in cui… sia la “logica”, che “Dio” hanno la medesima matrice “auto ispirante ed ispirante (viralmente)”.
Relativismo come dittatura del razionalismo…”.
Benedetto XVI
Questa espressione è… “biforcuta”, nel senso che ha (ed indica) molte “vie”. Pertanto, è qualcosa che può servire sempre (sempre) per auto confermare il “qua (così)”, anche sa ha il potenziale significativo per indicare “altr3”:
relativismo = l’essere relativ3 (dipendent3, conseguent3, schiav3) a (verso, senso)
come dittatura = dipendenza, conseguenza, schiavitù, etc. assolut3
del razionalismo = della “logica, scienza, paradigma”… sotto (alla) dominante.
Una massima, un luogo comune che fa tendenza anche quando non lo sembra (quante volte “è già success3” che, un “nuovo” Concilio ha preso come spunto un’espressione pronunciata decenni, se non secoli prima, da una qualche persona che era “parcheggiata” in attesa di... venire utile, dopo essere venuta meno, ossia, dal momento in cui non poteva più opporsi alla strumentalizzazione a posteriori?). 
Tutta questa “produzione” non è mai (mai) dimenticata autenticamente, nemmeno dal potere AntiSistemico, perché “può sempre venire buon3”.
Per “fare” che?
Per riattuare la strategia del “cambiamento insostanziale (quello che lascia tutt3 esattamente come lo ha ritrovat3 ‘qua così’”).
Tutt3 fa brodo…”. 
Ed ogni “dibattito” serve per alimentare le fiamme della caldaia “qua (così)”, non visto che… il dibattito è fine a se stess3, ossia, “serve” allo stesso modo l3 stess3 padron3.
Tutt3 si trasforma…”. 
Come (come) puoi, infatti, credere che – ad esempio – i fatti relativi al 1992 (Tangentopoli, Mani Pulite) “cambiarono” (per sempre) l’Italia? 
Si trattò di autentico cambiamento? (No)...
Oppure (oppure), di più, si trattò solamente di una trasformazione di qualcosa che evidentemente aveva fatto il proprio tempo e, dunque, la parete pubblica del palazzo del potere necessitava di una ritinteggiata? (Sì)...
Questa verità. No? 
Lo sai che “è” così. Lo sanno tutt3. Persino i “sassi”. 

Eppure, non ti sembra di poter mai (mai) intervenire, dato che i rapporti di forze in giogo sono, per così dire, sproporzionati (a livello di organizzazione). 
Certo, se no... a quale altro livello? 
Al livello sotto (alla) dominante non può essere che “così”.
Il che, però, significa allora che ti puoi accorgere persino del “chi”, ha organizzato tutto ciò, ossia, puoi ricordare la compresenza gerarchica immanifesta (della) dominante “qua (così)”. 
Certo, la dominante dove Diavolo la puoi trovare? 
Sei punto a capo. Vero? È come essere Don Chisciotte “contro i mulini a vento”. E te ne guardi bene dall'interpretarne i panni (la parte)...
Anche se, ad una simile “luce”, le cose mutano d’aspetto (nonostante non sai ugualmente “che pesci pigliare”)
Accorgiti di ciò. 
Di questo “cambiamento” interno ed interiore (che non sai come definire né ricollocare, ma che ugualmente percepisci come del tutto autentic3, veritier3, pur3 ed… assolut3). 
Qualcosa di/in te, di cui senti che ti puoi fidare.
Ergo:
tempo al tempo (ma “senza aspettare tempo”).
Accorgiti e Ricorda. Poi, “Fai…”. 
Che cosa? La rivoluzione
All’evidenza di questa disorganizzazione, post babelica, della Massa (e, non, delle masse)non ti conviene proprio, a meno che detta rivoluzione sia qualcosa che si attua attraverso una forma diversa dell’emancipazione, ossia, della “maturità del/nel ricordo di te”. 

La Massa è un solo insieme
Infatti, parli di umanità (al singolare). 
L’auto suddivisione della Massa è una strategia iniziale, mai venuta meno. Qualcosa che “è già success3” e continua a succedere, attraverso la “lotta civile” fra sottodominanti, sotto (alla) dominante. 
Attraverso ogni “dibattito” che cela ogni interesse “privato” e (ma) spacciato per pubblico, da cui deriva l’idea dello “Stato” e non al/il contrario: 
essendo il “riferimento massivo”
conseguente all’intento
che lo ha ispirato e, dunque, permesso.
Ha affermato Benedetto XVI riferendosi alla temperie culturale della Francia post-rivoluzionaria, oggi “si registra in molti ambienti una sorta di ‘dittatura del relativismo’”.
Razionalismo e relativismo sarebbero “risposte inadeguate alla giusta domanda dell’uomo di usare a pieno della propria ragione come elemento distintivo e costitutivo della propria identità”.
Il razionalismo sarebbe “in realtà distante dal soddisfare gli autentici bisogni dell’uomo e quindi, in definitiva, non vivibilee avrebbe in particolare trasformato in “una dea” la ragione, poiché “non tenne conto dei limiti umani e pretese di elevare la sola ragione a misura di tutte le cose”.
Il relativismo invece “mortifica la ragione, perché di fatto arriva ad affermare che l’essere umano non può conoscere nulla con certezza al di là del campo scientifico positivo”…
Link 
il razionalismo sarebbe “in realtà distante dal soddisfare gli autentici bisogni dell’uomo e quindi, in definitiva, non vivibile
e avrebbe in particolare trasformato in “una dea” la ragione poiché “non tenne conto dei limiti umani e pretese di elevare la sola ragione a misura di tutte le cose
il relativismo invece “mortifica la ragione, perché di fatto arriva ad affermare che l’essere umano non può conoscere nulla con certezza al di là del campo scientifico positivo”…
È vero. 
Anche se dipende dalla “tua” prospettiva, per cui, è ancora falso (la percentuale di verità è frattale espansa e va colta attraverso l’atteggiamento “formulare”).
Il valore universale è sempre (sempre) al di là di qualsiasi “necessità” di dibattito e del dibattere stesso (un’altra forma di dipendenza, che maschera e rivela lo status quo AntiSistemico).
La “Chiesa”, del resto, è esperta nel caratterizzare la globalità col medesimo tratto relativistico, nel momento in cui “ipotizza” la figura divina (una forma di assolutezza relativistica) e, poi, la spalma ovunque “qua (così)”. 
Ergo: 
il pensiero di Benedetto XVI “gli si ritorce contro”, pur conservando tratti di verità riferita all’assolutezza della giustizia ad angolo giro (universale e “formulare” e, non, divina).
La denotazione di “divinità” è una forma di 1) ignoranza, 2) sottomissione, 3) adulazione (interesse di parte), che implica l’esistenza alle “tue” fondamenta della 4) paura (della “divinità”).
Lo stesso sito, dal quale è stata tratta questa citazione, ammonisce in questa maniera ed in questo senso:
questa pagina è stata pubblicata più di otto anni fa: i contenuti potrebbero non essere più accurati
“Ora”, in sede di relatività e valore assolut3, già da sola – questa espressione – ti dice tutt3. 
Infatti, come può essere che nella trasformazione chimica (del tempo), possa cambiare anche il significato?
Può essere solo se… si tratta la realtà manifesta “qua (così)”, senza accorgersi di esserne possedut3.
Questo Spazio (Potenziale) Solido esiste da otto anni pieni, il che significa che – proprio otto anni fa – iniziava a manifestarsi:
in questo senso
quei Bollettini “possono non essere più accurati…”
ma (ma)
non per questo, il significato (portante e centrale) è cambiato, poichè... universale.
Perché, allora, un simile cappello introduttivo? 
Per dovere, solerzia, perizia, attenzione, scrupolo, etc. E, certamente, va bene. 
Tuttavia, non è a questo livello d’attenzione che va messo a fuoco ma (ma)... a livello frattale espanso, traspare l’idea che quei “pensieri” possono essere, nel frattempo, mutati (anche diametralmente), ossia, in attesa della dipartita della singolarità, ancora influente a suo modo di vedere, la stessa è come in “stand by”, in attesa di essere strumentalizzat3, poi. 
Il che significa che esiste un altro tipo di “rullo compressore (oltre a quello che ‘lavora violentemente’ tutte quelle aree del globo, che hanno ancora la necessità di essere riconvertite al valore AntiSistemico)”, che riveste i panni della “censura”, del filtro di autorizzazione, della partecipazione e conglobazione nell’Albo Professionale, di Categoria, della gerarchia, del diritto pubblico alla luce di quello privato, etc.
Della opinabilità di qualsiasi espressione, idea, concetto, teoria, filosofia, intenzione, etc. che non sia quella relativa all’assolut3 dominante.
Come puoi “dimostrare” questo senso unico, applicato alla realtà manifesta “qua (così)”?
Partendo dall’osservazione, e dalla presa in esame coerente, dei fatti che si avvicendano nella “tua” realtà di ogni giorno. Ad esempio:
la realtà aumentata, che cosa (chi) “è”?
che cosa (chi) significa?
a cosa (chi) coincide?
Se (se) eviti di “andare al sodo”, evitando di appartenere ogni volta alla tal situazione (particolarmente attrattiva), allora (allora) non caverai mai un ragno dal buco, perché… nulla è per caso e, dunque, tutt3 succede esattamente per un motivo (ragione) fondamentale che “qua (così)” – guarda non caso – tende completamente a sfuggire (per auto camaleontismo, ossia, strategia: il “caso che non esiste” vale in/per ogni situazione, anche per accorgerti di un simile agire/essere e, dunque, di detta compresenza).
Il teorema di Bayes… viene impiegato per calcolare la probabilità di una causa che ha scatenato l'evento verificato
Link 
Tale “teorema” è piuttosto complesso (è per “sol3 addett3 ai lavori”), ergo, non te ne fai nulla e pertanto non lo puoi usare, come fa la “scienza” di per sé, per applicarlo alla/nella dimostrazione del “fenomeno” dominante. 
Eppure, il riferimento continua ad esistere (anche se non ti sembra di poterlo nemmeno comprendere, per via della sua contro intuibilitàOssia, quella caratteristica più sfuggevole, sulla quale – per altro – la scienza deviata ha costruito intere branche del “sapere e fare”), per cui puoi comunque prenderne atto a livello significativo e, da “lì”, andare oltre nella dimostrazione, in questo modo:
auto configurandoti, senza alcuna altra pretesa, se non quella di credere e, dunque, vedere (auto ricavare)… la compresenza dominante.
Credere per vedere, o, vedere per credere?
Non importa:
le singolarità, d’assieme, funzionano ad ogni “latitudine della possibilità (potenziale)”
Un “testo (pensiero)” che nel durante non risulta più accurato, se (se) ha del significato universale “formulare”, comunque lo conserva ed emana (come una sorta di radioattività).
Viceversa, è un “testo (pensiero)” relativo, ossia, una sorta di tinteggiatura che vale per una o qualche “stagione” e, poi, viene sovrascritt3, alias, trasformat3 in… altr3?
Non proprio, anche in questo ambito, è il significato che rimane:
il significato relativo al riferimento assoluto “qua (così)” dominante
che
il significato relativo al riferimento assoluto universale “formulare”
mette sempre (sempre) in evidenza (auto focus)…
Per esempio si può calcolare la probabilità che una certa persona soffra della malattia per cui ha eseguito il test diagnostico (nel caso in cui questo sia risultato negativo) o viceversa non sia affetta da tale malattia (nel caso in cui il test sia risultato positivo), conoscendo la frequenza con cui si presenta la malattia e la percentuale di efficacia del test diagnostico
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Questa è una “trappola”, nel senso che tutt3 converge attorno alla presa in esame della “verità (malattia)”. 
Tutt3 ruota attorno al concetto di “malattia”, secondo cui:
puoi essere o non essere (per “ora”) affett3 da una simile implicazione
che ha la pretesa di riscrivere il sintomo, alla luce di una causa scientifica (del tutto incomprensibile per te)
continuando ad ignorare “lo schema (significato)”, che riconnette alla ragione fondamentale dominante ed alla tua ragione d'esistenza (potenziale)...
Formalmente il teorema di Bayes è valido in tutte le interpretazioni della probabilità.
In ogni caso, l'importanza di questo teorema per la statistica è tale che la divisione tra le due scuole (statistica bayesiana e statistica frequentista) nasce dall'interpretazione che si dà al teorema stesso
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Fai attenzione (allo schema, ed alla realtà… babelic3):
formalmente il teorema di Bayes è valido in tutte le interpretazioni della probabilità
in ogni caso, l'importanza di questo teorema per la statistica è tale che la divisione tra le due scuolenasce dall'interpretazione che si dà al teorema stesso…
La relatività è, in questa sede, data dall'interpretazione che si dà... ma (ma) dal momento in cui, sei in una gerarchia (che ti auto configura e, dunque, che ti auto delimita), di conseguenza… l'interpretazione che dai è “tua” e non tua. 
L’acqua segue sempre (sempre) il declivio, lungo una sola direzione (quella univoca nella differenza di potenziale)…
Ognun3 cerca di portare l’acqua al proprio mulino, attraverso metodi artificiali, che sfatano il “mito” della natura ed il rilievo naturale.
Considerando un insieme di alternativeche partizionano lo spazio degli eventi… si trova la seguente espressione per la probabilità condizionata…
Intuitivamente, il teorema descrive il modo in cui le opinioni nell'osservare A siano arricchite dall'aver osservato l'evento E
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Lo “spazio (‘qua’)” è partizionato, ma (ma) rimane un solo ed unico… Spazio (Sostanza).
Intuitivamente, il teorema descrive il modo in cui le opinioni nell'osservare A siano arricchite dall'aver osservato l'evento E (“E” ti ispira costantemente, così che “A” deriva e risulta, dunque, relativ3… auto conferendo l’idea, dunque, che debba necessariamente esistere “Dio” e non la ragione fondamentale dominante, che è indicata dal tutt3, anche se non intende lasciare alcuna traccia, ma lascia comunque il proprio “marchio” frattale espanso).
I filtri bayesiani sono uno strumento utilizzato per combattere lo spam che deve il suo funzionamento proprio al teorema di Bayes.
Un filtro bayesiano fa uso di un classificatore bayesiano per riconoscere se una certa sequenza di simboli (come una parola) si presenta spesso nei messaggi di spam, quindi applica l'inferenza bayesiana per calcolare la probabilità che un determinato messaggio sia spam
Link 
Ecco la “censura” contro intuitiva:
i filtri bayesiani sono uno strumento utilizzato per combattere lo spam
che deve il suo funzionamento proprio al teorema di Bayes
Il teorema si chiama così in onore del reverendo Thomas Bayes (1702–1761), il quale studiò come calcolare una distribuzione per il parametro di una distribuzione binomiale. Un suo amico, Richard Price, pubblicò il lavoro nel 1763, dopo la morte di Bayes, nell'articolo Essay Towards Solving a Problem in the Doctrine of Chances.
Alcuni anni dopo (nel 1774) viene formulato da Pierre Simon Laplace che probabilmente non era a conoscenza del lavoro di Bayes.
Una ricerca da parte di un professore di statistica (Stigler, 1982) sembrerebbe suggerire che il teorema di Bayes sia stato scoperto da Nicholas Saunderson anni prima di Bayes.
Link 
L’ispirazione non è selettiva. 
Scende a pioggia, ubiquamente, come quei “pensieri senza pensatore... (Bion)” in attesa dei “personaggi in cerca d’autore”, che accoglieranno l’idea di…
Nulla viene mai (mai) scoperto o inventato:
si tratta, di più, di ricordo, processo, memoria, “è già success3”.
Gb, ministro: jihadisti britannici dell'Isis devono essere uccisi.
"L'unico modo" di affrontare i jihadisti britannici dello Stato islamico (Isis) è "in quasi tutti i casi" ucciderli.
Parola del ministro britannico per lo Sviluppo internazionale, Rory Stewart.
In un'intervista alla Bbc, Stewart ha detto che quanti si sono convertiti al cosiddetto Stato islamico credono in "una dottrina piena di odio" e hanno tradito qualsiasi forma di fedeltà al Regno Unito.
Per cui devono aspettarsi di essere uccisi a causa del "grave pericolo" che rappresentano per la sicurezza del Paese.
Un portavoce del governo ha detto che le parole di Stewart rispecchiano quanto dichiarato di recente dal ministro della Difesa britannico, Michael Fallon, secondo cui i jihadisti britannici presenti in Siria e in Iraq sono "un legittimo bersaglio" che potrebbero trovarsi sulla "traiettoria di un missile della Raf o della Usaf".
Parole pronunciate dopo la morte di una reclutatrice britannica dell'Isis, Sally-Anne Jones, uccisa lo scorso giugno in un attacco di un drone americano. Il capo dell'intelligence ha rivelato il mese scorso che oltre 130 britannici che si erano uniti all'Isis sono morti.
Link 
Questa è la “realtà” nella quale sei “qua (così)”:
quale cambiamento è intercorso dal tempo che fu?
Nessuno. “Tutt3 si trasforma…”.
Incendi, Coldiretti: triplicati i boschi in fiamme nel 2017
"Per ricostituire i boschi andati in fiamme… ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all'ambiente, all'economia, al lavoro e al turismo…".
Link 
danni... all'economia, al lavoro e al turismo… non sono reali, bensì, sonio ("è") realtà aumentata (o impoverita) "qua (così)".
Gli incendi sono dovuti alla particolare stagionalità anomala?
Questo è l’alibi. 
Qualcosa che il teorema di Bayes non può dimostrare è, ad esempio, la dolosità dovuta all’interesse privato, del tutto distaccato dalla mano di col3i che ha appiccato il rogo, data la mazzetta che c’è di mezzo e la sostanziale estraneità dai fatti, della mente che l’ha autorizzata (sommers3).
L'economia sommersa in Italia vale 208 miliardi di euro: il 14% del Pil
Link 
Come può essere calcolat3 qualcosa che “è sommers3?
Significativamente, ti viene ricordat3 che è un velo d’apparenza tutt3 quello in cui (devi) credere.
Se (se) vai al significato, sei (sei) nel significato:
al di là di ogni mancanza di accuratezza “chimic3 (auto trasformante)”.
“Fai… che rimani al centro portante del significato. Al di là di ogni necessità di trasformazione e cambiamento…”.
    
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2169

2 commenti:

  1. Ciao Davide, grazie per la risposta al commento di lunedì :-)

    Sono andato su wikipedia cercando "Il mondo sommerso" ecco qua: "...Eppure il romanzo di Ballard è più complesso di quel che sembra a prima vista. La chiave per la comprensione del suo significato si trova quando si capisce che Ballard usa il mondo post-apocalittico della vicenda per rispecchiare i desideri determinati nei personaggi principali dall'inconscio collettivo. Un tema che passa in tutta l'opera di Ballard è l'idea che gli esseri umani costruiscono il mondo che li circonda come riflesso delle loro pulsioni inconsce. Nel Mondo sommerso, comunque, una catastrofe naturale fa sì che il mondo reale si trasformi in un paesaggio onirico, causando il regresso mentale dei personaggi principali, Bodkin e Kerans."
    C'è tutt3, praticaMente, anche qui.

    Si vede bene solo con il Cuore.
    L’essenziale [quindi (anche) la dominante] è invisibile agli occhi.

    Antoine De Saint-Exupéry

    Un abbraccio

    Fabio

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    Risposte
    1. Caro Fabio, ormai ho agganciato un segnale portante altro, che necessita - al fine di andare Oltre Orizzonte - del "credo" assoluto; qualcosa che sempre più spesso significa... che tutt3 è un feedback per te. Difficile a credersi, ma (ma)... è un cardine da attraversare. Quasi un salto nel buio... L'ambiente è, appunto, un'eco, una risposta, un riflesso, etc.
      Grazie di cuore.
      Un grande abbraccione.
      Serenità

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