venerdì 20 ottobre 2017

Questo è un mondo in cui mai niente viene risolto.



Il Bollettino ha per titolo una citazione, ma davvero credi che sia solo una citazione?
Davvero credi che nelle “trame” di questi… prodotti, ci sia solo ed esclusivamente “fantasia”?
Di più, c’è “imitazione”
Viene, infatti, imitata (replicata e resa commerciale) la realtà manifesta “qua, così”; e più c’è del torbido, tanto più sembra far presa (a livello d'interesse commerciale). 
Questo modo di funzionare - per quanto risulti incomprensibile - è reale, ossia, significa qualcosa. 
Ha una certa portata che, nell’era globalizzata, vale a dire… essere capace giurisdizionalmente, ormai, di raggiungere il globo intero (potenzialmente). 
E, capirai che, con un simile palcoscenico a disposizione, infiltrare del valore aggiunto tra le pieghe della trama anche più dozzinale, equivale a permettere il passaggio di informazione sottile, relativa allo status quo “qua, così”. 
Chi si sta preoccupando di portare avanti una simile realtà?
Probabilmente, nessun3. Eppure, tant'è...
Nel senso che, potrebbe essere un fattore inconscio.
Immagina:
per essere sempre più “originali, brillanti, pungenti, interessanti, coinvolgenti, avvolgenti, attuali, etc.”… le trame necessitano sempre più di “individui che siano in grado di riportare l'imitazione della realtà 'qua così'…”.
Ergo, un certo tipo di “mente” trova lavoro in tal senso, poiché il suo prodotto “funziona”, in termini di botteghino (rientro sugli investimenti). 

Così, può passare un certo tipo di informazione, che non sembra avere nemmeno una genitorialità diretta, come staccata da tutt3 il “qua, così” e, dunque, solamente nel “qua, così” o, meglio, “qua”… avendo come una certa capacità di essere “ceppo resistente” al firewall ambientale AntiSistemico. 
Non avendo una origine fisica accertabile, dato che non sembra esistere nulla in tal senso, persino la trama sotto (alla) dominante risulta anestetizzata verso questo pericolo potenziale. 
Del resto, la medesima “trama” è sicura del far proprio, dal momento in cui la Massa intera è sotto ad incanto o, se preferisci, sotto all’effetto del proprio “peso”, agente in ogni modo sul contesto portante e centrale individuale, in maniera da deviarl3 costantemente e coerentemente al proprio progetto (intento). 


Nel “qua, così”, tuttavia, agisce, opera, esiste… anche la memoria frattale espansa (che “è” nessun3, nienteIl vuoto che pulsa, ma che non esiste. Guarda non caso, proprio come la compresenza gerarchica immanifesta dominante). 
Ciò è possibile, dato che la proiezione dell’intenzione avviene, “qua”, allo stesso modo, ossia, facendo riferimento al sistema operativo frattale espanso, che è “sensibile” alla guida (pilota) della grande concentrazione di massa giurisdizionale. 
Una eventualità che sfugge completamente alla “tua” attuale capacità di renderti conto ("sempre") della situazione nella quale “sei” da talmente tanto, da non risultare più nemmeno “reale”.
Allora (allora) tutt3 diventa una questione di punti di vista, non essendo ricordato il valore universale (assolut3).
Tutt3 è “relativo”, or dunque. Sì. Ma (ma)… a cosa (chi)?
Non è un dettaglio. Vero?
La “relatività” è un dato di fatto “qua, così”:
l’essere relativ3 (verso), è come ricordare di dipendere (conseguire) da…
E, seppure, hai sempre (sempre) tutto attorno a/in “te”, la prova di questo “essere divenut3 secondari rispetto a…”, contemporaneamente, non ci credi ad un livello tale (sufficiente) per giungere al culmine della scala della “sopportazione”, che non significa fare la rivoluzione armata, violenta, “vecchia maniera”, etc. 
No. Di più... che significa “fare la rivoluzionesostanziale, autentica, originale, etc.
Cioè, ricordare e ripristinare esattamente quel “ricordo”, che è memoria di te, la tua “scia”, la tua traccia, “è”… te, nell’esperienza di te. 
I “pensieri senza pensatore (teorizzati da Bion)”, sono molto di più rispetto a quello che ti sembrano “ora”. 


Essi identificano proprio l’esistenza di detta memoria (frattale espansa), che aleggia ovunque (nell’aria che respiri e che ti entra dentro, auto ispirando sempre e comunque) ed immancabilmente.
Tali pensieri non hanno una mente fisica, ma (ma) sono l’effetto di ciò che è già stat3 “qua”, prima dell’avvento AntiSistemico “è già success3”... 
Quindi, si tratta di due eventi (momenti) che puoi e deviricordare, dato che sono già accaduti, andando a far parte del correndo del ricordabile, del riferibile e del valore aggiunto (in termini di “saggezza”). 
Il detto “perseverare è diabolico” ti ispira proprio a far mente locale, relativamente al perché “qua, così” le cose possono solo trasformarsi, dal momento in cui il “cambiamento” è solo una definizione linguistica e non, di certo, un assoluto stato di diametrale sovrapposizione dello scenario “qua, così” vs “qua, altresì”. 
La “restaurazione” è un dogma, un assioma indimostrabile per ciò che significa rispetto al valore universale “giustizia (ad angolo giro)”, da cui fuori esce (si forgia e concretizza) il surrogato (la clonazione artificiale e “drogata”) della “giustizia uguale per tutt3”, con tutto ciò che riesci ancora a comprendere relativamente al “valore” di una simile massima, della quale si è ammantato il potere sottodominante, giungendo - alfine - a darti quello che desideravi ma (ma) non proprio funzionante per come l3 immaginavi


La “libertà” è sempre (sempre) stata certa, sino al momento in cui… non è apparsa la “gerarchia”:
una forma mentis ("idea") che ha avuto la portata di infiniti ordigni nucleari.
Ora, tuttavia, immagina “quando” quel momento “qua, così” è realmente esistito. 
Quando c’è stata autentica libertà
Devi ritornare, con il pensiero, all’età delle caverne. 
Anche se nemmeno quella era “libertà”, dato che le singolarità dipendevano dagli umori della “natura”. A meno che tu non creda al “è meglio un giorno da leoni, che mille da…”
Forse preferisci bruciare tutt3 in una sola notte, piuttosto che…
Be’, se la pensi in questa maniera, significa che non hai più nemmeno la “speranza”. Sei completamente “vint3” e nemmeno la preservazione del potenziale, riesce più a fare la differenza, perlomeno, in termini di… “sentire che…”. 
Eppure, la memoria frattale espansa continua a raggiungerti sempre (sempre), ispirando, caldeggiando, introducendo significato, etc. interconnettendo per sinestesia ogni senso ad ogni altro senso, elevando a potenza le possibilità di
Certo, è molto “sottile (se vuoi)” un simile agire (essere memoria). E, “qua, così”, non è per nulla semplice superare l’azione del firewall ambientale.  È vero. Ma (ma) questo Spazio (Potenziale) Solido… se (se) ha un senso, allora, è proprio questo:
aumentare tale “sensibilità”
portandola a livelli di realtà manifesta “qua, così”.
I “Personaggi in cerca di Autore” rimangono sempre tali, fino a quando non ritrovano il “senso (significato)” di ciò che continua a succedere in ogni modo ed in ogni senso.
L’individuo è sotto ad incanto.
È auto "auto" suddivis3. Ad esempio, una singolarità ha contemporaneamente una preferenza:
politica (o meno)
sportiva (o meno)
religiosa (o meno), etc.
È:
genitore (o meno)
occupat3 (o meno)
credente (o meno)
tifos3 (o meno), etc.
Le combinazioni costituiscono la "diversità", che non è quello che pensi, quando fa parte della strategia che auto suddivide.
Fai parte di forme organizzate anche quando queste non lo sembrano nemmeno
E, in ogni “caso”, tifi per qualcosa/qualcun3. 
Appartieni a… in maniere che sembrano “naturali”, ovverosia, senza poter decidere da te, dato che “è la legge”. 
Questo “essere” contemporaneamente… confonde le idee, il senso, ma (ma) conferisce e rinsalda l’appartenenza al tal “schieramento”, anche quando non hai idea di farne parte. 
Anche quando ti dicono di essere “complottista”, fai parte di qualcosa che va a ridefinire il tuo intento, trasformandolo in “tuo”, così come - te - diventi… “te ‘qua così’”.
Al fine di “auto” trasformarti in ciò, sei già stat3 “drogat3”.
Da cosa (chi)? Dal momento di “avvento (della) dominante”:
dal congiungimento della tua “linea”, ad un’altra, attraverso ciò che “è” un evento cardine (s-nodo) del potenziale
Capisci che se anche una sola individualità avesse le facoltà che immagini essere quelle di qualsiasi “Super…” dei fumetti, allora (allora) la dominante non potrebbe avere tutto questo “potere” che esattamente “qua, così” incarna. 
Nella sostanza, sotto alla dominante non c’è più alcuna “resistenza”.
Sì. Perché… “è già success3” e se “ora” è possibile argomentare tutto questo, allora (allora) significa che c’è una sola parte che “ha già” vinto “qua, così”.
Per intenderci meglio:
non è come raccontare la storia, ad esempio, dell’impero romano.
Di più:
è come non poter raccontare la storia dell’impero che non viene nemmeno registrato come tale
Sei dentro, infatti, ad una forma di impero. 
Ergo:
non lo puoi “descrivere”, perché ne fai parte

Al limite, puoi fare “pubblicità”, esaltare, evidenziare, celebrare, sostenere, lavorare per..., etc. ma (ma) non il/al contrario; nemmeno se sei all’opposizione, se fai la “rivoluzione”, se non la pensi allo stesso modo, se fai di tutto per mettere il bastone tra le ruote, etc.
Al calcolo del Pil, concorre tutt3.
Certo, tutto questo non “è” incarnare l’alternativa sostanziale, l’eccezione che non conferma la regola, il “cambiamento”, etc.
Tutto questo “è”:
comunque l3 metti
far sempre (sempre) parte di…
anche se non sai nemmeno che cosa significa.
Le parti sono “la parte”. La “commedia” è una tragedia (per l’essere umano) e, contemporaneamente, un/il “trionfo” per la dominante. 
Qualcosa che avviene senza che “tu” possa battere ciglio, dato che 1) “è già success3” e 2) avviene ancora ad un livello del significato (consapevolezza, esperienza, memoria) distaccato dal senso che conferisci agli eventi reali manifesti “qua, così”. 
Insomma, osservi le conseguenze
Tendi ad ignorare le cause. 
E anche se ti “elevi” verso le cause, ti sfugge completamente la ragione fondamentale (dominante), essendo “azione/reazione (re-azione)” l’altra faccia comune (non duale) della medaglia (ragione fondamentale).
In ogni “caso”, sei sempre (sempre) un passo indietro, rispetto a qualcosa (qualcun3) che ha il vantaggio costante di anticiparti regolarmente, dato che “è già success3”.
La “droga” può essere solo come pensi che sia (“è ‘qua così’”)?
Ci sono delle ricombinazioni di fattori, che sono ancora “droga”, solo che non lo credi, non lo immagini, non lo sai, non lo ricordi.
Anche se l3 puoi sempre (sempre) “intuire”, alias, “respirare d’assieme attraverso l’aria (che guarda non caso, è già inquinata)”.
Osserva i “segni”. Accorgiti. Auto decodifica da te, in te, per te (è una sana forma di egoismo, auto liberatori3, ed è “meglio che/di niente”).
La condizione “qua, così” è attraversata dalla caratteristica frattale espansa. Allora (allora) tu puoi agganciare questa corrente auto informazionale originale, facendo opera di ri “formulazione” di tutt3 ciò che accade, senza alcuna distinzione superficiale di senso apparente (convenzione). 
Tutt3 va demodulat3 e decodificat3, alla luce del valore universale “giustizia (ad angolo giro)”.
L’intreccio va sbrogliato, va “sciolto”.
E sei tu che lo puoi “fare”…
Perché ha smesso di predicare?...
Ero scoraggiato e poi bevevo troppo
Continuate a far finta che tutto vada bene perché vi basta avere qualcosa da onorare…
Ci sono donne e bambini che scompaiono. Nessuno ne sa niente quindi nessuno collega i casi
Stiamo navigando in acque torbide. Gli alligatori ci nuotano tutto interno e noi neanche lo sappiamo e sa perché? Perché non li vediamo
Tutti sanno di avere qualcosa che non va. È solo che non sanno che cosa sia…
Non esiste il perdono. Le persone hanno la memoria corta…
Questo è stato il primo. Il resto del campus gli è cresciuto intorno
Non predico più come facevo una volta. Ora mi concentro di più al nostro lascito ai fedeli. Cose come la beneficenza per la Polizia
Ho visto più anime perse in una bottiglia, che in battaglia…”.
True detective
Si sfrutta l’ignoranza. Si sfrutta la libertà. 
Nella condizione in cui sono precipitate “qua, così”, ivi ricomprese le singolarità umane (Human Bit).
Manca il “chi” sfrutta tutt3. Vero?
Sei sempre “lì”. Cioè, sei sempre “qua, così”…
Li riconosci gli anni migliori quando li stai vivendo?...
Oppure... li aspetti… e ti rendi conto che sono già passati?...
La sensazione che la vita ti sia scivolata tra le dita. Come se il futuro sia alle tue spalle. Come se fosse sempre stato alle tue spalle. Io mi sono ripulito ma forse non sono cambiato, non nel modo che mi serviva
L’infedeltà è un peccato, certo ma… il mio vero fallimento è stata la disattenzione. Lo capisco solo adesso…”.
True detective
A te, “italian3”, piace molto fare giustizia di quello che “è già success3”, ad esempio, ai nativi d’oltreoceano, riconoscendone l’avverso destino al quale sono andat3 incontro
Già. 
Guardi sempre “oltre”, ma… mai (mai) Oltre Orizzonte. 
Ti sei mai chiest3 “come è (già) avvenuta l’unità d’Italia”
Sì. Sai qualcosa, che al tempo della scuola hai dovuto studiare. 
Ma (ma) complessivamente la questione ti sfugge. 
Sii sincer3. 


È più “alla moda” ammantarsi (interessarsi) della storia più lontana, perché - invece - è più evidente.
Accorgiti. 
Certo, perché la stessa “solfa” è già successa anche alla tua latitudine, nella cosiddetta Italia (la “tua” Madre Patria). 
Del resto, le generazioni che susseguono, dimenticano tutt3 ciò che serve che dimentichino. E rimane, nella sostanza, solo la “gloria” depurata dalla “viltà”. 
Dunque, se (se) ti piace fare giustizia, trova il modo di guardare anche in “casa tua”
La “questione meridionale” attorno al 1860, ad esempio, che cosa significa ancora “oggi”? 
Chi erano i “briganti”? 
Può dipendere solo dal “chi” applica le definizioni, appropriandosi della facoltà unica di essere “bussola (riferimento, credo)”
Perché, allora, esiste differenza coi partigiani? 
Il giorno 8 settembre 1943, chi si ritrovava soldato italiano, improvvisamente, era anche contro il soldato tedesco (che sino al giorno prima, era un alleato) con la conseguenza che i partigiani furono chiamati terroristi (dal potere d’occupazione, nazista).
Tuttavia, significativamente, le persone agiscono in un certo modo, sempre (sempre) perché 1) costrette e per 2) difendere e difendersi da una profonda ingiustizia, che stanno subendo
Non ci può essere nessuna “definizione (di parte)” per descrivere ciò che rimane (ed “è”) una soverchieria, una strategia di prevaricazione, una ingiustizia universale che, poi, diventa una/la giustizia (di parte)
Al tempo dell’unificazione dell’Italia, avvenne un genocidio, uno sterminio di massa (per la verità, uno dei tanti), che i libri di storia (deviata) narrano in due righe, bollando tutt3 attraverso il marchio infamante del “grande brigantaggio”. 
E, così, la popolazione scolastica si beve tutt3, come se fosse 1) vero, 2) assoluto e 3) una noia mortale (dato che è un obbligo e la loro età è già troppo "oltre", per fare da sé la differenza).
Tutt3 quello che sai è perché “serve”
E nonostante puoi ancora “indagare” da te e, dunque, ricordare… questo implica la spiacevole sensazione che ci voglia troppa “fatica” e che, quindi, non hai mai il tempo per… 
Inoltre, “che cosa ci posso fare? Ormai ‘è già success3’. È qualcosa di troppo grande per me…”. 
Tutte scuse. 
Cioè, ecco l’effetto concreto dell’essere sotto ad incanto, sotto alla dominante, sotto all’effetto del “drogaggio” AntiSistemico “qua, così”. 
Sopra a tutto, se sei meridionale
come puoi “digerire” tutto ciò? 
E se non lo sei
come puoi permettere che la storia sia stata in un simile modo, deviata? 
In questo Spazio (Potenziale) Solido oggi doveva far parte di questo Bollettino, molta informazione relativa proprio a questo ambito, ma (ma)… il “peso” è stato troppo anche per la compresente “penna”
E per oggi, va così. 
Probabilmente, l’influsso AntiSistemico ha avuto la meglio anche sulla “ispirazione (Oltre Orizzonte)”. Ogni tanto, capita. Basta che sia come quella eccezione che conferma la regola
Viene riportata, però, la citazione “finale” che anche da sola è in grado di fare, significativamente, la differenza:

A migliaia questi uomini furono prima concentrati nei depositi di Napoli o nelle carceri, poi trasferiti nei depositi di Genova, Alessandria, Milano, per il decreto 20 gennaio 1861 che istituì "Depositi d'uffiziali d'ogni arma dello sciolto esercito delle Due Sicilie".
Poi furono istituiti due veri e propri campi di concentramento, uno a Fenestrelle ed un altro a San Maurizio.
Il forte di Fenestrelle era stato costruito da Vittorio Amedeo nei primi anni del 700, sulla sinistra del Chisone.
Più che un forte, era un insieme di forti, protetti da altissimi bastioni e uniti da una scala, scavata nella roccia, di quattromila gradini. Era una ciclopica cortina bastionata cui la naturale asperità dei luoghi e il rigore del clima conferivano un aspetto sinistro. Faceva tanto spavento come la relegazione in Siberia, ed ebbe a provarla il Cardinale Pacca prigioniero di Napoleone.
Non era più gradevole il campo impiantato nelle "lande di San Martino" presso Torino per la "rieducazione" dei militari sbandati, rieducazione che procedeva con metodi di inaudita crudeltà.
Così, in questi luoghi terribili i fratelli "liberati" venivano rieducati e tormentati dai fratelli "liberatori"!
Vi arrivavano, i "liberati", laceri, cenciosi, affamati, affaticati. Altre migliaia di "liberati" venivano confinati nelle isole, Gorgona, Capraia, Giglio, del tutto inospitali, all'Elba, Ponza, in Sardegna, nella Maremma malarica.
Fu "pulizia etnica", come si dice oggi con ipocrita neologismo.
In Parlamento si facevano molte polemiche, molte discussioni, anche aspre, ma nulla si diceva per questi infelici, neppure dai deputati meridionali, soggiogati dal mito sabaudo.
Solo Francesco Proto Carafa duca di Maddaloni gridava:
"Ma che dico di un governo che strappa dal seno delle famiglie tanti vecchi generali, tanti onorati ufficiali solo per il sospetto che nutrissero amore per il loro Re sventurato, e rilegagli a vivere nelle fortezze di Alessandria ed in altre inospiti terre del Piemonte... Sono essi trattati peggio che i galeotti. Perché il governo piemontese abbia a spiegar loro tanto lusso di crudeltà?
Perché abbia a torturare con la fame e con l'inerzia e la prigione uomini nati in Italia come noi?".
Ma della mozione presentata non fu autorizzata la pubblicazione negli Atti parlamentari, vietandosene la discussione in aula. Era la politica del silenzio!
Era la criminalizzazione del dissenso, il rifiuto di ammettere l'esistenza di valori diversi dai propri, il rifiuto di negare ai "liberati" di credere ancora nei valori in cui avevano creduto.
Si volle trarre pretesto dall'operato di autentici malfattori per confondere soldati, contadini, operai, braccianti, proscritti, sotto l'unica denominazione di "briganti", si accomunarono ai briganti i soldati di un esercito sconfitto e gli scontenti di una situazione nuova, con lo stesso nome di "reazionari"
Fu "Pulizia Etnica"? - Brigantaggio e Risorgimento - legittimisti e briganti tra i Borbone e i Savoia - Giovanni De Matteo A. GuidaLink 
C’è come esattamente questo “schema fisso” che ricircola nella storia (deviata) e un significato lo deve pur avere. 
No? 
Se (se) per “te”, tale evidenza non è mai quella che sostanzialmente ti smuove (motiva), allora… le “droghe” stanno lavorando alla perfezione nella/sulla “tua” persona.
Le singolarità sono ancora pronte a “fare”, ma (ma) questa volta la retro ingegneria AntiSistemica ha trovato il modo per auto disinnescare gli animi, vale a dire, il senso del valore universale “giustizia (ad angolo giro)”.
Lo puoi ricordare anche solo attraverso questa tipica espressione:
sono buon3 e car3, ma se mi schiacciano i piedi, allora non ci vedo più…”.
Ecco come hanno (già) fatto:
non avendo più, “tu”, l’evidenza (la dimostrazione dimostrabile a chiunque) di subire una profonda ingiustizia, allora, rimani “buon3 e car3 ‘qua così’”.
In “nome della libertà” sei sfruttat3 ed è sfruttata anche la libertà... perché nell’AntiSistema “non si butta via niente”.


Senza entrare nei dettagli, del resto già descritti nei precedenti numeri di Nazione Napoletana, è necessario ricordare le false vittorie di Garibaldi in Sicilia (dovute più ai tradimenti dei comandanti militari borbonici che all'eroismo garibaldino), le violenze, le rapine e gli assassini commessi dai garibaldini, soprattutto emblematici quelli di Bronte, di cui il Garibaldi fu il principale responsabile.
Da ricordare anche lo sbarco avvenuto in Sicilia, subito dopo quello dei "mille", di circa 22.000 soldati piemontesi fatti "disertare" e che l'unica vera battaglia fatta dai garibaldini fu quella sul Volturno, dove solo l'insipienza del comandante borbonico impedì che tutta quella teppaglia fosse spazzata via.
Del resto lo stesso savoiardo Vittorio Emanuele, subito dopo il presunto incontro di Teano, indica chiaramente qual era il personaggio, quando scrisse (in francese) al Cavour :
"... come avrete visto, ho liquidato rapidamente la sgradevolissima faccenda Garibaldi, sebbene, siatene certo, questo personaggio non è affatto docile, né così onesto come lo si dipinge e come voi stesso ritenete.
Il suo talento militare è molto modesto, come prova l'affare di Capua, e il male immenso che è stato commesso qui, ad esempio l'infame furto di tutto il danaro dell'erario, è da attribuirsi interamente a lui che s'è circondato di canaglie, ne ha eseguito i cattivi consigli e ha piombato questo infelice paese in una situazione spaventosa...".
E in ogni angolo delle Due Sicilie gli hanno fatto monumenti, dedicate piazze e strade...
Link 

Agli schizofrenici fucilatori di Duosiciliani non rimaneva dunque che rimandare a tempi più favorevoli (colonia di Eritrea) il compimento dei loro piani distruttivi della nazione duosiciliana che, per sopravvivere alle fucilazioni sommarie, ai lutti, alla pesantissima pressione fiscale, alle rapine, si era già incamminata sulla strada dell’emigrazione, cioè dell'autodeportazione, risolvendo così, senza rumore politico, il problema...
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Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2167