giovedì 26 ottobre 2017

Infinite sfumature di un solo colore.



Il “è già success3” è qualcosa che continua a succedere (sinonimo di qualcun3 che continua a succedere a se stess3), per cui, ti puoi ricordare del momento (di ancoraggio al) “passato”, anche decodificando significativamente il compresente, che deriva proprio da “lì”, da un simile luogo comune.
Qualcosa/qualcun3, che la concezione lineare di “tempo”, non ti permette di “fare”, dato che non ti sembra “logic3”
Il tempo è una astrazione, di parte (del significato) e, dunque, parte della sceneggiatura reale manifesta...
Una “equazione”, che è – di più – assimilabile alla funzione del “dispositivo (‘tecnologico’)”, dell’apparato, del kit, della forma mentale più adiacente e contigua relativamente all’interesse sotto (alla) dominante (il “punto, momento, fare” che esiste e funge da “leva”)…
Tutto ciò non “ti sembra”, perché non puoi dimostrarl3 a nessun3 “qua (così)”. 
Il che, se (se) ti rendi conto, non equivale a dire che “è fals3”. 

Data la “necessità” della dimostrazione, comprovazione, secondo la norma AntiSistemica (legge, convenzione), di conseguenza “la verità assoluta non è più tale, ma sottoposta alla ‘censura/filtro’ del paradigma in corso d’opera, che devia tutt3 di quel tanto che basta (serve) per... continuare come se niente fosse (tanto, da lì a poco, tendi a dimenticare)…”.
Ma noi sappiamo già cos’è. È la fine del mondo.
Questa è la convinzione comune. Ma io sono convinto che all’origine del mito del Ragnarok, ci sia stato un evento del tutto reale. Qualcosa che è accaduto. Qualcosa di così significativo che ha cambiato il corso della mitologia norrena…”.
Il mistero di Ragnarok
Il “è già success3” emette onde gravitazionali, a partire da un “punto”, che la concezione di tempo ti evita, guarda non caso, di prendere in “seria (coerente)” considerazione. 
Questa polarizzazione equivale ad un comando post ipnotico, che auto mantiene livellata la “consapevolezza” massiva, facendo sembrare “normale” il sopravvivere “qua (così)” e non facendo aspirare a null’altr3 che non sia, sempre (sempre) prassi AntiSistemica:
il diritto del/al lavoro
la necessità del denaro
il fare carriera
la propria casa e famiglia
la paura per il futuro
l’unica certezza della morte, etc.
Una “lama” di tristezza in(de)finita, se agganci questo segnale portante e lo moltiplichi per sette miliardi di volte e per miliardi di vite già passate per la (trasformate dalla)... “morte”. 
Qualcosa/qualcun3 che crea, alla distanza (e trasmette in ogni modo), depressione, ansia, tremore, etc. per quanto riguarda la propria sovranità assoluta. 
L’abitudine all’ammalarsi, all’auto consumarsi e “finire in ambasce”, nell’angoscia, nell’affanno esistenziale che assume tutti i contorni di una lotta, di una guerra, di una corsa, etc. a “sopravvivere” sempre e solo (nel) “qua (così)”, ossia, in qualcosa che non puoi mai mettere concretamente in dubbio, dato che “non è previsto (dato che esiste un interesse superiore alla ‘intenzione’ che riesce a scaturire da te, nello stato in cui sei nell’etern3 ‘ora’)”…
Uniamoci, amiamoci,l’Unione, e l’amoreRivelano ai PopoliLe vie del Signore;Giuriamo far liberoIl suolo natìo:Uniti per DioChi vincer ci può?Stringiamci a coorteSiam pronti alla morteL’Italia chiamò…
Inno di Mameli
Mameli era un mazziniano convinto e in questa strofa interpreta il disegno politico del fondatore della “Giovine Italia”:
quello di arrivare, attraverso l’unione di tutti gli Stati italiani, alla realizzazione della repubblica
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La repubblica (dal latino: res publica, cosa pubblica) è una forma di governo di uno Stato
La Repubblica, per gli antichi, non era altro che l'interesse per il bene della collettività, per la polis, lo Stato
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La decisione dell'annessione immediata ed incondizionata delle Due Sicilie allo Stato sardo fu fortemente voluta dal conte di Cavour, che, spaventato dalla prospettiva di un'affermazione democratico-popolare e repubblicana nei territori conquistati da Garibaldi, fece di tutto affinché la spedizione dei Mille non scivolasse verso…
I governi della nuova Italia furono ben lontani dall'assicurare la realizzazione di quegli ideali di unità della patria e di eguaglianza dei cittadini adombrati dall'idealismo di Giuseppe Mazzini e della generazione protagonista delle lotte risorgimentali
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Serve sempre la “teoria”, essendo all’origine dell’arte del “mutamento (tutt3 si trasforma)”. 
Ergo, “serve” sempre (sempre) il lignaggio espert3 (teoric3) al fine di influenzare gerarchicamente le menti più pronte ad accogliere detta motivazione, spinta, etc. e dare luogo alla tal “corrente

In maniera tale, in seguito, di giungere ad interessare la Massa che, in ultima istanza, sarà la forza (pratica) che agirà nel nome della teoria, ossia, di un intento “di parte (privat3)” spacciato per luogo comune (ideale) auto fortificato dall’interpretazione diretta della situazione reale manifesta “qua (così)” che, agli occhi della Massa, non risulta per quella che “è”:
una sceneggiata molto (molto) efficace
tanto da farti mancare persino il “pane quotidiano (la molla di spinta più potente che possa esistere)”…
Famo sta sceneggiata...”.
Claudio Lotito
Secondo te, quando alla Massa manca il “pane” e, dunque, si ribella d’assieme… contemporaneamente, è mossa anche da idealida pretese politiche (politica che maschera interesse privato, di parte, che non ha nulla a che vedere con la classe politica, essendo il vertice distaccato dal resto dell’edificio visibile pubblicamente)”? 
Quando la Massa ha “fame”, scatena l’Inferno sulla Terra. 
Una potenza ineguagliabile, dato il gran numero (che l’equazione per lo sfruttamento collettivo ha messo in conto, al fine di rendere auto sostenibile, in ogni senso, l’ambiente similmente concepito e realizzato fedelmente).
Ricordi “la Milano da bere”? Ecco
La Terra è una torta infinita, ossia, che puoi continuare perpetuamente a sfruttare, inscenando – ogni volta (ciclicamente) – una “rivoluzione” pianificata ad hoc. 

Un tipo di funzionamento che riporta sempre (sempre) al “così” attraverso il “qua”, in quanto spazio comune destinato a contenere la “tua” esperienza.
Qualcosa che non cambierebbe (e non cambierà) nemmeno spostandosi (colonizzando) su un altro pianeta (che non sei nemmeno sicur3 che esista, dato che ogni proiezioni spaziale è frutto della “lente” dell’occhio tecnologico e, quindi, passibile di realtà aumentata/impoverita)…
L’interesse per la “cosa (bene)” pubblic3, che cosa “è”? 
Capisci che la definizione è troppo generica ed… astratta, per risultare esaustiva, ossia, assoluta ed universale? 
Infatti, se da un lato puoi “capire” che c’è una grande attenzione al “bene comune (pubblico)”, dall’altro lato non riesci ad accorgerti che il “bene comune (privato)” è proprio l’oggetto del desiderio AntiSistemico:
del resto, l’equazione messa a punto “qua (così)” necessita della Massa
al fine di poter continuare a “funzionare”
attraverso il “momento di auto sostenibilità”
che ricorda molto da vicino l’alimentazione continua di una caldaia a carbone (Massa).
Una simile “mente (pensante)” ristagna in un ambito del potenziale, nel quale evidentemente è decadut3 nella cecità più assoluta, costituendo quel fulcro incancrenito da una tale “povertà prospettica”, molto simile allo stato d’animo che si viene ad accumulare allorquando una singolarità passa la vita nella propria solitudine, tanto asfittica in termini di portata esistenziale universale
Ristagnare in ciò, equivale ad esporsi ad una “malattia”, che corrisponde al “marchio” della dominante, avente la capacità di utilizzare detta “depressione” trasformandola in una “forza determinante”, utile allo scopo virale di… influenzare tutt3, di conseguenza:
quest3 non è null’altr3 che… il Dominio (sede della dominante)
la “caratura” della grande concentrazione di massa “qua (così)”.
Immagina:
il potere dell’intermediari3
che non è interessat3, seriamente, a considerare ciò che intermedia (che cosa succede realmente)
ma, di più
è interessat3 solo ed esclusivamente ad incassare la propria parte
salvo, poi
una volta dismessi i panni di lavoro, fare parte della stessa realtà che ha contribuito a rendere manifesta, non rendendosi nemmeno conto di cosa (chi) ha fatto le veci
Immagina:
lo Stato è incredibilmente indebitat3
ma, nel mezzo
esiste sia chi chiede l’elemosina, sia chi la fa, sia chi non la fa (e potrebbe trasformare quell'individuo nel suo esatto opposto)
cioè
esiste una differenza sostanziale tra “famiglie”
quindi
che cosa (chi) “è”, significativamente, il “debito”?
Se lo Stato fosse autenticamente una unica “barca comune”, allora la situazione di profondo debito andrebbe ad intaccare chiunque, nella stessa condizione di fondo. 
Invece, “qua (così)” non è vero, data la differenza sostanziale delle “famiglie”…
Se (se) espandi la stessa situazione, ti rendi conto che quando una azienda è tanto indebitata da non riuscire più ad andare avanti (a pagare le rate continue di debito), la stessa deve chiudere, fallendo
Ok? Perché, allora, lo Stato non fallisce? 
Nel passato, più e più volte, degli Stati sono falliti per, poi, da lì a poco… risorgere dalle proprie ceneri, dato che un simile tipo di “fallimento” è sempre (sempre) molto interessante per coloro che conoscono (avendola organizzata preventivamente) la grande opportunità che fornisce una simile situazione (occasione). 
Lo Stato ristagna in una condizione fittizia, che è quella “contabile”: 
in uno schema fisso, che nulla a che vedere con lo Stato stesso, essendo una mira altra che s’insinua tra le righe del dispositivo comune “Stato”. 
Un modello per attirare la Massa e convincerla che/di… in maniera tale, poi, da continuare ad averne il controllo indiretto (da dentro, interiore), ossia, non dimostrabile attraverso il “canone” convenzionale storico (deviato) “qua (così)”… 

Deutsche Bank chiude III trimestre con utili in rialzo del 153%.
Deutsche Bank ha chiuso il terzo trimestre con un utile più che raddoppiato a 647 milioni di euro, in rialzo del 153% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La maggior banca tedesca ha anche superato le attese degli analisti, comunicando di proseguire la sua battaglia nella ristrutturazione delle sue attività europee.
Link 
Decodifica “formularmente (significativamente)”:
proseguire la sua battaglia nella ristrutturazione delle sue attività europee (l’interesse è al proprio “utile”; la “ristrutturazione” comporta tutto quello che serve al fine del perseguimento esclusivo del proprio “interesse”).
La banca è dentro allo Stato. E lo Stato funziona “grazie” alla banca:
un connubio virale talmente intrecciato
da non risultare più nemmeno evidente per quello che “è”
ossia
una circonvenzione di incapacità di intendere e volere (massiv3)
il risultato dell’opera “naturale” AntiSistemica (incanto).
Fai attenzione…
Bankitalia: banche aumentino la redditività, tagliare i costi.
Le banche italiane devono aumentare la redditività, riducendo i costi e migliorando l'efficienza.
Lo ha sottolineato il capo della Vigilanza della Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo, secondo cui gli istituti di credito italiani "si trovano davanti a sfide impegnative, non dissimili ma più pressanti rispetto a quelle fronteggiate da altri paesi. La redditività rimane bassa. Un aumento dell'avversione al rischio degli investitori, in un contesto caratterizzato da elevata incertezza, potrebbe rendere più difficile e oneroso l'accesso al mercato dei capitali, proprio nel momento in cui viene richiesta la costruzione di una significativa capacità di assorbimento delle perdite, a tutela della stabilità dei singoli intermediari e del sistema nel suo complesso...
È quindi essenziale... che le banche sfruttino l'attuale contesto macroeconomico favorevole ponendosi obiettivi lungimiranti:
non solo quello di cancellare l'eredità della crisi, ma anche quello di recuperare un adeguato livello di redditività per remunerare adeguatamente il capitale...
Questo potrà avvenire... proseguendo e intensificando le azioni volte a ridurre i costi operativi e a innalzare i livelli di efficienza e di produttività; rafforzando le strutture aziendali e adottando forme efficaci di governo societario; ricercando le aggregazioni necessarie per superare i vincoli posti dalle dimensioni; investendo nelle nuove tecnologie, anche per affrontare le sfide connesse con i forti cambiamenti in atto nella struttura del mercato e nelle esigenze della clientela...".
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Questa è una autentica “dichiarazione di guerra (fredda)”:
è quindi essenzialeche le banche sfruttino l'attuale contesto macroeconomico favorevole ponendosi obiettivi lungimiranti: non solo quello di cancellare l'eredità della crisi, ma anche quello di recuperare un adeguato livello di redditività per remunerare adeguatamente il capitale… Questo potrà avvenire… proseguendo e intensificando le azioni volte a ridurre i costi operativi e a innalzare i livelli di efficienza e di produttività; rafforzando le strutture aziendali e adottando forme efficaci di governo societario; ricercando le aggregazioni necessarie per superare i vincoli posti dalle dimensioni; investendo nelle nuove tecnologie, anche per affrontare le sfide connesse con i forti cambiamenti in atto nella struttura del mercato e nelle esigenze della clientela…".
Hai compreso e, dunque, ricordato il “è già success3”?

Quando (se) decodifichi “formularmente” queste espressioni, ti accorgi dell’intento che si ammanta di modernità, sviluppo, tecnologia, legge, giustizia, diritto, uguaglianza, evoluzione, storia, scienza, religione, etc.
La banca è sempre in “guerra”, solo che “tu” non te ne rendi conto, per cui non ti rimane altro che, puntualmente, ogni volta ripagare il “conto (la rata di debito, la ‘tua’ parte eterna di balzello)”…
E, ovviamente, “non solo di banca” si tratta (dato che è uno schema fisso, derivante dal modello AntiSistemico).
Fatturazioni a 28 giorni: in arrivo una legge e rimborsi per gli utenti?...
Un guadagno extra di un miliardo di euro.
È quanto, secondo il Garante, ottengono le compagnie telefoniche grazie alla fatturazione a 28 giorni introdotta negli ultimi mesi rispetto a quella classica mensile.
La bolletta ogni quattro settimane, infatti, significa una bolletta in più l’anno e una maggior difficoltà per i clienti di capire quanto pagano. Ma ora il governo vuole rimettere le cose a posto, anche se non è ancora chiaro se per i cittadini qualcosa cambierà davvero…
La proposta di modifica stabilisce che le bollette siano “su base mensile o multipli”. E ha l’appoggio del Ministro Calenda, con il Mise che ha dichiarato che “la fatturazione a 28 giorni rappresenta una pratica commerciale scorretta che verrà esplicitamente vietata attraverso appositi strumenti legislativi nelle prossime settimane...”.
Con tanti ma, però
“I contratti di fornitura nei servizi di pubblica utilità prevedono la cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione dei servizi, ad esclusione di quelli promozionali a carattere temporaneo o stagionale, su base mensile o suoi multipli...” scrive l’onorevole Alessia Morani.
E le compagnie telefoniche?
All’apparenza sono pronte a tornare sui propri passi, ma di fatto sembrano non voler rinunciare a quel ricco gettito extra.
Da quel che scrive Repubblica, infatti, le compagnie Tlc sono pronte a tornare alla fatturazione mensile visto le crescenti polemiche, ma vorrebbero far scattare degli aumenti tariffari per il 2018 in concomitanza con il ritorno alle 12 bollette, in modo da spalmare gli stessi incassi annui su meno fatture ma senza perdere introiti per i loro conti economici.
Insomma, si torna a pagare mensilmente, ma si pagherebbe di più.
Non solo, perché le aziende temono che, di fronte agli aumenti, i clienti possano cambiare compagnia, con una corsa al ribasso. Ed ecco che, dunque, chiedono al governo una sorta di periodo di moratoria sulla possibilità dei clienti di recedere dai contratti.
Tradotto:
si tornerebbe a 12 bollette, ma se le compagnie alzano i prezzi agli utenti sarà vietato rescindere gratuitamente il contratto.
Link 
Insomma, si torna a pagare mensilmente, ma si pagherebbe di più
Tradotto: si tornerebbe a 12 bollette, ma se le compagnie alzano i prezzi agli utenti sarà vietato rescindere gratuitamente il contratto.
Te lo stanno dicendo chiaro e proprio. 
Chi decide, non sei tu. Tu devi, semmai, solo pagare...
“Ora”, prova ad inserirti in questo “ambito”, che ti riguarda. Hai, forse, qualche probabilità di entrare nel merito del “dibattito” e di essere “ascoltat3”?
No. La Massa è "troppa (tanta)" per avere riconosciuta una simile facoltà. Ovviamente, si tratta di un inganno.
Hai, forse, qualche probabilità... se non attraverso le associazioni di categoria che, come il sindacato, “difendono il proprio interesse (ossia, la propria capacità perpetua di intermediazione, garantendo proprio la ‘tenuta sociale’ seppure insostenibile dal punto di vista della universalità ‘formulare’ del valore significativo che continua ad auto succedersi se sempre ‘qua così’)”…
Ergo: 
hai qualche “diritto universale (‘formulare’)” riconosciuto (ricordato) in questa versione della realtà manifesta?
Godi della tua sovranità assoluta?
No
È una questione di “purezza (del/nel significato)”:
nell’AntiSistema vige il marchio (della, sotto alla) dominante. Qualcosa/qualcun3 che non ricordi, ma che esiste e c’è:
la ragione fondamentale.
Arriva l'Indice di Vulnerabilità per valutare l'economia.
Le Agenzie di rating sono troppo severe con l'Italia e stanno penalizzando la nostra economia?
E ancora:
quali sono stati i costi-benefici dell'euro per il nostro Paese?
Sono due delle domande cui cerca di dare risposta uno studio prodotto dalla Fondazione David Hume, guidata dal professor Luca Ricolfi, che ha elaborato un nuovo sistema per la misurazione dello stato di salute dei conti pubblici delle economie avanzate, chiamato Indice di Vulnerabilità Strutturale (Indice Vs)…
Link 
L'equazione dell'innovativo indice… contempla parametri come il debito pubblico detenuto da investitori stranieri, l'inflazione e la competitività del Paese, eliminando dal calcolo indicatori di scarso impatto come il deficit pubblico…..
Link 
Contemporaneamente, la possibilità di elaborare nuovi “indici”, ti indica la possibilità di rielaborare tutto quello che “sai ‘qua così’”
Cioè, dipende da come valuti (“percepisci”) le cose, la vita, tutt3… ciò che, poi, ti sembra “normale” e, dunque, “difendibile”…
Questo Spazio (Potenziale) Solido, si offre e ti offre la possibilità di assumere la qualità e la valenza del Benchmark, ossia:
del riferimento comune massivo
realtà manifesta “qua (così)” vs realtà manifesta “qua (altresì)”
giustizia di parte vs giustizia universale “formulare”
i “tuoi” diritti (a parole) vs i tuoi diritti (sostanzialmente).
L’Indice di Riferimento Massivo “è”, dunque, quello che ti permette di accorgerti, che ti permette di ricordare, che ti permette di “riuscire”… 
Il resto rimane ed “è”, la conseguenza di questo processo “mnemonico”, che rimette al centro portante il valore universale “formulare” della giustizia ad angolo giro, indipendente da ogni prospettiva (parte)
Celeberrimo è il caso dei dialoghi tra Einstein e Bohr avvenuti tra gli anni '20 e '30 del secolo scorso, in cui i due hanno dibattuto ampiamente uno dei principi base della nuova teoria, il dualismo onda-corpuscolo.
Secondo questo principio, ogni particella elementare presenta comportamenti che sono tipici sia delle onde, per esempio possono interferire, che dei corpuscoli, ovvero vengono rivelati come un unico oggetto microscopico localizzato nello spazio.
Non è possibile però concepire un esperimento in cui entrambi i tratti si osservano contemporaneamente, e per questo motivo ci si può porre la domanda se sia la configurazione sperimentale a causare il comportamento ondulatorio o corpuscolare delle particelle.
Questo ha portato John Wheeler alla fine degli anni '70 ad introdurre l'idea di esperimento a scelta ritardata (Wheeler's delayed-choice experiment), vale a dire un esperimento la cui configurazione viene scelta solo dopo che la particella ha iniziato ad interagire con gli strumenti che lo compongono, ovvero solo dopo che la particella abbia definito le sue caratteristiche ondulatorie o corpuscolari entrando nell'apparato.
L'interpretazione classica di questo esperimento porta ad "una strana inversione del normale ordine del tempo", in cui una certa azione, come la scelta della configurazione dell'apparato, condiziona la decisione che la particella aveva già preso nel suo passato, portando ad una apparente violazione del principio di causa-effetto.
Se si guarda allo stesso esperimento con occhi puramente quantistici invece il paradosso si risolve, perché la particella mantiene la sua duplice natura di onda-corpuscolo per tutto il tempo dell'esperimento:
la particella è descritta da una funzione d'onda quantistica, e che si comporta analogamente ad un'onda prima di essere rivelata, quando assume le caratteristiche corpuscolari…
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Tale “natura (dualistica)” è possibile dal momento in cui:
la dominante (onda) non è più avvertita massivamente
mentre
il Dominio (particella) è sede fisica dell’onda.
A cascata, tutt3 ha assunto questo “comportamento”
Se (se) ti rendi conto della situazione nella quale sei “qua (così)”, inizi a dare una “spallata” a questa dualistica forma di (non) apparenza, che rivela il significato di ciò che continua a succedere, sulla scorta del “è già success3”…
Le “leggi della natura (o dell’universo)” sono una conseguenza.
Non sono la ragione fondamentale. Non sono immutabili...
E la scienza (che è deviata anch’essa per lo stesso motivo) va a studiare il funzionamento di/in qualcosa che funziona così, solo perché riflette la situazione sotto (alla) dominante. 
In tutt3 ciò, tali “vettori” si comportano come da copione inconscio ed automaticamente automatizzat3, confermando la versione ufficiale che serve per continuare come se niente fosse a non considerare la realtà manifesta dalla universalità “formulare” del tuo diritto sovrano assoluto di… esistere nel pieno della tua “facoltà di essere umano senziente e creativ3”.
Osserva come sono sempre (sempre) andate le “cose ‘qua così nel solco dell’aratro AntiSistemico (mai rilevato dopo il momento di ‘è già success3’)”.

Questo è lo schema fisso che riecheggia perpetuamente, in qualcosa che lo permette.
Il Regno delle Due Sicilie fu uno Stato sovrano dell'Europa meridionale esistito tra il dicembre 1816 e il febbraio 1861, ovvero dalla Restaurazione all'Unità d'Italia.
Prima della Rivoluzione francese del 1789 e delle successive campagne napoleoniche, la dinastia dei Borbone regnava negli stessi territori, ma questi risultavano divisi nel Regno di Napoli e nel Regno di Sicilia (ad eccezione dell'isola di Malta che il regno di Sicilia concesse nel 1531 come feudo perenne al Sovrano Militare Ordine di Malta).
Un anno dopo il congresso di Vienna e con il Trattato di Casalanza, il sovrano Borbone che prima d'allora assumeva in sé la corona napoletana (al di qua del Faro) come Ferdinando IV, e quella siciliana (al di là del Faro) come Ferdinando III, riunì in un'unica entità statuale il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia, attraverso la Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie dell'8 dicembre 1816, a quasi 400 anni dalla prima proclamazione del Regno Utriusque Siciliae da parte di Alfonso il Magnanimo.
Inizialmente la capitale era Palermo (secolare sede del Parlamento Siciliano), ma già l’anno successivo (1817) fu spostata a Napoli...
Palermo continuò ad essere considerata "città capitale" dell'isola di Sicilia...
Ebbe fine con la firma dell'armistizio e la resa di Francesco II il 17 febbraio 1861 e con la proclamazione del Regno d'Italia il 21 febbraio dello stesso anno
Link 
Ancora prima:
Ferdinando, rifugiatosi per la seconda volta a Palermo nel 1806 a causa dell'invasione francese, trovò un'atmosfera tutt'altro che festosa, non volendo il popolo siciliano sottostare al suo predominio
Link 
Un solo “marchio”, con due diversi “nomi”:
la politica di assolutismo riformistico condotta dal governo napoletano del Medici portò inoltre all'effettiva unificazione delle province napoletane con quelle siciliane.
Dopo il congresso di Vienna ed il trattato di Casalanza (20 maggio 1815), l'8 dicembre 1816, Ferdinando IV riunì in un unico Stato i regni di Napoli e di Sicilia con la denominazione di Regno delle Due Sicilie, abbandonando per sé il nome di Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia ed assumendo quello di Ferdinando I delle Due Sicilie.
Tale atto ebbe, tra l'altro, la conseguenza di privare di fatto la Sicilia della Costituzione promulgata dallo stesso Ferdinando nel 1812…
Sino al Congresso di Vienna il Regno di Sicilia, rappresentato dal Parlamento siciliano, aveva mantenuto una propria indipendenza, nonostante l'unione personale (ovvero unico re per due regni) con il Regno di Napoli.
L'atto di unificazione venne visto dalla classe politica e nobiliare siciliana come un affronto verso quello che ininterrottamente, e da circa 600 anni, era stato un regno indipendente a tutti gli effetti...
Quasi immediatamente ebbe inizio una campagna anti-borbonica, accompagnata da una propaganda dell'identità siciliana, soprattutto per azione delle élite aristocratiche di Palermo. Anche la capitale del nuovo regno fu spostata a Napoli, mentre il principe Francesco diventava Luogotenente generale di Sicilia…
Link 
Ferdinando I di Borbone (Ferdinando Antonio Pasquale Giovanni Nepomuceno Serafino Gennaro Benedetto; Napoli, 12 gennaio 1751 – Napoli, 4 gennaio 1825) è stato re di Napoli dal 1759 al 1799, dal 1799 al 1806 e dal 1815 al 1816 con il nome di Ferdinando IV di Napoli, nonché re di Sicilia dal 1759 al 1816 con il nome di Ferdinando III di Sicilia.
Dopo questa data, con il Congresso di Vienna e con l'unificazione delle due monarchie nel Regno delle Due Sicilie, fu sovrano di tale regno dal 1816 al 1825 con il nome di Ferdinando I delle Due Sicilie.
Ferdinando è il primo sovrano nato nel Regno della casata dei Borbone di Napoli, ma terzo Borbone a regnare sulle Due Sicilie dopo il padre Carlo di Borbone (primo Borbone a regnare sulle Due Sicilie indipendenti), nato a Madrid nel 1716, e il nonno Filippo V di Spagna, nato nel castello di Versailles nel 1683.
Il suo regno, durato oltre sessantacinque anni, è uno dei più lunghi nella storia Italiana degli Stati Preunitari Italiani ed è al 43° posto nella classifica dei regni più lunghi della storia
Link 
“Nomi” celebrativi diversi, per rimarcare un territorio unico, sotto ad un unico potere (dominante)
Per quanto, ancora, hai intenzione di continuare a permettere tutto ciò (che si è solamente trasformat3)?
“Fai…”.
   
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2171

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