martedì 29 settembre 2026

Patriota.


“In piedi patrioti alle armi. Impegnatevi…”.

Ricordi? Il testo è “di uno” che ti dava dello “stupido, scemo, imbecille…”. E, “te” che facevi/fai? Andavi/vai a comprare la sua musica. Andavi ai suoi concerti. Perché? Bè, probabilmente perché non ti reputi “uno di quelli che l’artista prendeva di mira o denunziava”. Vero?  

Sì, ti senti diverso, “te”. Boom! 

“Quante stupide galline che si azzuffano per niente…”: 

“te” (laggente non solo Smith).

“La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi 
non viene dalle stelle… 
Alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena. 
Potete stare a galla 
e non è colpa mia se esistono carnefici 
se esiste l'imbecillità 
se le panchine sono piene di gente che sta male…”.
Up patriots to arms – Franco Battiato

Battiato ha usato il termine “patriota”, agganciandolo “ottocentescamente” alle armi. Ma ne’ “La voce del padrone” ha abbracciato il lato “commerciale” della professione. Uhm.


“La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi, non viene dalle stelle…” = le “stelle” esistono ma non ci sono, ergo, la “fantasia dei popoli…” è ispirata da chi non esiste; c’è.

Da chi ti è sempre d-avanti almeno di un “passo”, nel senso del paradosso di Achille e la tartaruga. Alias, un “vantaggio” è e rimane sempre lo stesso “vantaggio”. Qualcosa che è già successo, se non viene fermato, continua a succede_Re ma “niente” = l’AntiSistema ti ha, però hai sempre “bisogno delle prove”. 

Chi (ti) parla, or dunque (qua, così). No? 

Chi ti “ispira a…”. Perché sostanzialmente non decidi nulla. Perché sei “libero” solo all’interno di un recinto. Non sono domande, per inciso. Sono riflessioni financo Verità. 

“Miei fratelli d’armi
ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo
ma viviamo in diversi…
Ogni uomo è destinato a morire
ed è scritto nelle stelle e
in ogni linea sul vostro palmo della mano
che siamo davvero folli a fare le guerre
sulla pelle dei nostri fratelli d’armi…”.
Brothers in arms – Dire Straits

Sei in “grave difficoltà” (qua, così). Tanto che, ehm… ne sei avvezzo. Sei abituato, pronto. 

Rispondi sempre “presente!”. 

Ma, senza accorgerti essenzialmente. Come se fossi all’inferno, però “niente di serio…”. Ricordi? 

“Miei fratelli d’armi, ci sono tanti mondi differenti, tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo, ma viviamo in diversi…”:

chi ti “ispira” (qua, così)? 












“Noi abbiamo un solo mondo, ma viviamo in diversi…”. Ok?


In che modo “uno” può avere “un solo mondo…”, ma “vivere in diversi…”. Bè, ad esempio ma causalmente, quando sei “Dio” = l’oro. Quando ti puoi “esercitare” mediante le caratteristiche conferite a Dio. Le solite, dai. Quelle che la non solo tecnologia ha svelato oramai anche al grande pubblico (a “te”, laggente). 

Avatar docet. Dune docet. Star Wars docet. 

Un “pianeta natale” Vs la colonizzazione del resto o del “prossimo”. Di chi si tratta, dunque? Chi ti ha intubato nell’AntiSistema, nel quale dirige in toto l’intera orchestrazione. Il “digitale” a cosa ammonta, nella sostanza? 

Ed il cosiddetto “metaverso”?

La pianta labirintica è stata espansa, allargata, ampliata, resa ancora più “profonda”, etc. Mentre, il “patriota” è scomparso dalla scena, forse perché è lo “spettacolo” che s'è cambiato di/la scenografia. 

Dr. Ford docet. 




L'esperienza del Triennio repubblicano (1796-1799) rappresenta un momento di profonda frattura e rigenerazione politica per l'Italia. In questo brevissimo arco di tempo, l'arrivo delle armate napoleoniche provocò il crollo degli antichi Stati assolutisti e la nascita delle Repubbliche giacobine (come la Cisalpina, la Romana e la Napoletana), trasformando radicalmente il linguaggio e l'orizzonte concettuale della penisola. Il termine “patriota” divenne il fulcro di questa trasformazione, assumendo una forza e un'ambiguità del tutto nuove.
L'ambiguità e l'abuso del termine.
Prima del 1796, “patria” indicava spesso semplicemente la propria città natale o lo Stato regionale di appartenenza. Con la rivoluzione, il termine si politicizzò rapidamente, ma i suoi confini rimasero fluidi e fumosi per diversi motivi…
Eterogeneità ideologica: sotto la stessa etichetta di “patriota” convivevano figure moderate (favorevoli a riforme graduali e allineate alle direttive francesi) e radicali o giacobini democratici (che sognavano l'unità d'Italia, l'uguaglianza sociale profonda e la piena indipendenza da Parigi).
Opportunismo politico: con il cambio di regime, molti esponenti della vecchia nobiltà o della borghesia si proclamarono “patrioti” solo per conservare i propri privilegi o per fare carriera all'interno delle nuove istituzioni repubblicane, inflazionando e svuotando di significato la parola.
La dipendenza dalla Francia: per le masse contadine e i reazionari, il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore).
Un catalizzatore di energie senza precedenti.
Nonostante le sue contraddizioni, la parola “patriota” ebbe una straordinaria forza mitopoietica e mobilitante. Funzionò come un potente catalizzatore di energie politiche e sociali perché…
Creò una nuova identità collettiva: per la prima volta, superando il vecchio particolarismo regionale, un gruppo dirigente diffuso in tutta la penisola si riconobbe sotto un unico ideale. Il patriota non combatteva più per il proprio re o per il proprio campanile, ma per la rigenerazione della società.
Introdusse il concetto di “Nazione” moderna: il termine legò indissolubilmente la libertà individuale alla sovranità popolare e all'idea di un'Italia unita, o quantomeno confederata. I dibattiti del Triennio (si pensi al celebre concorso del 1796 su “Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d'Italia”) posero le basi teoriche del futuro Risorgimento.
Mobilitò lo spazio pubblico: essere patrioti significava partecipare alla vita politica attiva. Le energie si riversarono nella redazione di giornali, nella stesura di costituzioni, nella nascita dei club politici, nei teatri e nella creazione di simboli (come l'adozione del tricolore).
In sintesi, sebbene l'esperienza del Triennio si sia conclusa tragicamente con la restaurazione del 1799 e le feroci repressioni (come quella della Repubblica Napoletana), il concetto di “patriota” smise di essere una vaga astrazione letteraria. Diventò il motore di un'azione politica concreta, lasciando un'eredità ideale che avrebbe alimentato le lotte carbonare e risorgimentali dei decenni successivi…

Ok? Cotto, bollito, mangiato e digerito. Ops.

Per le masse contadine... il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore)…

Vedi che sono proprio le “masse contadine” che vedono le cose come stanno nella sostanza, seppure sempre esposte, alla mercé, del “sapere” Vs la “ignoranza”. Come da sempre va in onda (qua, così) fra “chi porta il progresso” e “chi se lo deve fare andare bene a forza”. 

Conquistadores Vs... conquistati. 




Gli Iafet-iti sono gli “ebrei”. Ok? 

Tutto il mondo è Iafet-ita, ma a livello di “alta gerarchia”. Di certo, non a livello di popolo = “te” (laggente). 

L’vnicvm ti ha da un certo “livello”, mentre al di sotto giunge “solo” l’eco, il comando, la delegazione, l’ordine, l’ispirazione, il “verbo”, il “futuro”, il “destino”, etc. etc. etc. 

Quando si dice “mira in alto”. No? 

“Punta al bersaglio grosso…”, ti lascia sempre per strada, in mutande, ad auto rimirarti da “te” in “te” (qua, così). Mentre, il “bersaglio grosso” in termini sostanziali è sempre tale “alta gerarchia” da cui si espande il co-ordinamento sulle “terre promesse” AntiSistemiche. 

In qualcosa ove è già successo anche tutto quello che “ti aspetti”. S-vantaggio. Ci sei? Cos’è un vantaggio se non si può abbattere sulla maggioranza in ombra. A chi giova, altrimenti. A che “serve”, se non ci sei “te” (qua, così). 

Se non c’è il (qua, così), alias, sia la “scena del delitto” che la “pistola fumante”. Il colpevole è il “maggior-domo”. Trovi?

Ed ora, “non c’è trucco, non c’è inganno…”, chi erano (sono) i “giacobini”, in termini di controllo da “a monte” = essenzialmente?

Gli Ebrei nei club dei Giacobini durante la rivoluzione francese del 1789… 
Zosa Szajkowski and D. L.
Link

Nella pagina che puoi non solo leggere online, noterai che gli ebrei sono sempre... la vittima predestinata. Peccato che sono gli “ebrei” a sfuggirti continuamente, essendo Oltre a quello che (ti) sembra, usualmente. Loro (“eletti”) agiscono in funzione l’oro (“Dio”), ad immagine e somiglianza, da un “vantaggio” che non viene mai meno, dal momento in cui esisti “te” (qua, così). Qualcuno ti può “passare” ogni sorta di “sapere”, or dunque. Ergo:

“la fantasia dei popoli che è giunta fino a noi
non viene dalle stelle…”.

È “ispirata” (qua, così).

Pro-viene da…


“Gli ebrei avrebbero dovuto diventare dei francesi, dei tedeschi, degli italiani...”.

Modello Hyksos. Ricordi? Risultato?

Sebbene abbia origini ebraiche, Sheinbaum si professa laica e mantiene un certo distacco istituzionale nei confronti del Cattolicesimo, affrontando le complesse dinamiche religiose del Messico con un approccio basato sulla separazione tra Stato e Chiesa…

Lo “vedi”? Ci sei? 

Infiltrazione sostanziale = “darti” la gerarchia, governandola dai “livelli superiori”. Ossia, una minoranza organizzata Vs il “resto del mondo” (qua, così). 

“L’interpretazione del passato diviene una profezia retrospettiva che lo rappresenta come una preparazione significativa del futuro…”.
Lowith Karl

Come in Dune: chi conosce il passato può prevedere il futuro...
Come per Malanga, quando cita la Derivata di Fourier.
Perché la solita “storia” si ripete? Perché è tutto frattale, da espandere però nella sostanza. Già (ti) è successo. Lo “vedi” (sostanzi) dal ciò che continua a…, ma al solito (qua, così), “niente”.



Una razza che... non si è mai estinta... = i Cain-iti.
I trans-umani o ibridizzati (con la tecnologia/conoscenza).

Il resoconto di un misterioso colloquio tra Sigismondo Arquer, insigne geografo cagliaritano condannato a morte dall'inquisizione e arso vivo nel 1571, e Onofrio Panvinio, priore agostiniano, avvenuto nel carcere di Toledo nel 1567, viene alla luce per caso nel corso di una ricerca condotta dall'autore. Arquer rivela che la civiltà che aveva popolato la terra prima dell'inizio della storia era stata in grado di elaborare conoscenze matematiche e astronomiche capaci di calcolare con precisione terribili eventi cataclismatici che si ripetono ciclicamente. Gli intervalli tra una distruzione e l'altra segnano e caratterizzano la società. Sostituendo lo spazio come dimensione da dividere, il tempo è in grado di determinare profondamente il destino dell'umanità e la sua profonda arcana conoscenza è il frutto proibito di cui parla la Genesi. Le influenze del tempo sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia, vengono utilizzate per soggiogare la società, incanalandola su binari predefiniti, grazie a un intervento progressivo nei processi formativi della cultura e delle idee in cui le coscienze vengono forgiate seguendo la traccia di una complicata architettura sociale, legata a precise sequenze temporali, collegate a congiunzioni astrali e a fenomeni geodinamici e magnetici…
“Il tempo della fine” – Sigismondo Panvini

Le influenze… sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia…:

ossia
Cain-iti (“conoscenza massonica”)
Vs
la “Arca” (diluvio universale)
nelle “terre promesse” = la “terra di mezzo” (qua, così).

Gli Iafet-iti sono loro (“eletti”). I Cain-iti sono l’oro (“Dio”).

Tutto il resto è “noia” ma soprattutto, potenziale (contemporaneo). Se vuoi, “speranza”. Ok? 

Ma se “sei morto dentro”, hai voglia a... di-sperare.

“Il termine ‘storia’, non trova nella lingua ebraica altro equivalente che ‘toledoth’: generazioni’…  Il calendario… segna l’inizio della storia…”.
Il tempo della fine – Sigismondo Panvini

“L'operazione degli Harkonnen è avvenuta all'improvviso. Senza dichiarazione di guerra...”.

Uhm. A chi “assomigliano”?




“E l'imperatore che ha detto? Niente... la sua inerzia mi è difficile da accettare... Mio padre è sempre stato guidato da calcoli di potere... La voce da un altro mondo...”.
Dune

El Bar-one. Il grande baro!

“Miei fratelli d’armi
ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo
ma viviamo in diversi…”.
Dire Straits

Che… dire? 

Per le masse contadine… il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore)…
Ora che non sei più nemmeno “massa contadina”, sei completamente auto esposto a tale “e-vento”: 

quello AntiSistemico che nemmeno registri, avverti, accusi, “senti”, etc. 

Figurati quanto disti dal sostanzia_Re. 

Patriota = ripotata (participio passato femminile singolare del verbo ripotare, che significa sottoporre una pianta a una nuova potatura…).

Ma anche, piratato = contraffatto, hackerato, craccato, abusivo…

E, senza “i”, bè…: tarpato! 

Il “verbo” è al passato ma “qualcosa che non cambia”, f-issato al (qua, così), con “te” come più valente “legame covalente”, in grado di auto manutenere fisso e stabile lo “arcano maggiore”. 

“I nostri obiettivi si misurano in secoli...”:
o in alcune traduzioni “in generazioni...”...
Una delle frasi più celebri pronunciate dall'Ordine Bene Gesserit, in Dune...
Quando la “Uè!” verrà percepita come... patria, dalle nuove ri/de-generazioni?

Ciao!

“O mia terra natia: per me il destino ha deciso che io sia sepolto dove nessuno a me caro potrà versare le sue lacrime...”.
Ugo Foscolo
Pur sapendo che le illusioni non hanno un fondamento razionale o trascendente, l'uomo non può farne a meno. Esse spingono ad agire, lottare e sperare. Le principali illusioni foscoliane. Le illusioni si incarnano in grandi ideali civili e morali...
La patria e la libertà: ideali politici per cui vale la pena battersi...














  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4288
prospettivavita@gmail.com


lunedì 28 settembre 2026

Anagramma.


Risulta esserci un'unica parola con queste lettere: 

anagramma, che quindi non ha anagrammi…

Uhm. Anagramma, non ha anagrammi, se non anagramma. 

Singolare! 

Immagina, allora: costo. Costo, quali anagrammi “ha”? Tra gli altri (pochi) c’è… costo. Nel senso che costo ha almeno un’altra “o”, la quale permette di formare un anagramma “s-muovendo almeno una lettera”. 

Anche anagramma è tale. 

Dunque, è qualcosa che si muove “internamente”, lasciando invariato lo “esterno” o… significato/sostanza. 

Qualcosa di inamovibile, or dunque.


Qualcosa che è o, meglio, c’è. Sì, rimane una “parola”. Un “termine” usato o da utilizzare al fine di esprimerti attraverso la “lingua”. Lingua che è contemporaneamente sia essa stessa un “termine” che l’apparato fisico appartenente al corpo umano. 

Una duplice situazione che coincide in/con un singolar risultato: 

la “parola”, il “verbo”, l’incipit dell’azione, etc. 

L’ordine, il comando vocale capace di… 


Quindi, facendo propria la “tesi” di Dawkins (Il gene egoista), il fenotipo esteso frattale espanso va a delineare, designare, inquadrare e non solo a teorizzare… il “castoro” che ha progressivamente auto modellato l’intero ambiente, financo se stesso, al fine di… Cosa? 

Sopravvivere e basta? Uhm.

Difficile a credersi, quando una simile “potenza” è all’opera, potendo smuovere anche le montagne. Di fatti, dallo “uomo primitivo”, che sopravviveva di stenti, allo “uomo moderno” che sopravvive nell’eccesso, è inscritto qualcosa (un “dato”) che porta d-avanti una particella fondamentale a cui “attaccarti” di modo che risalti la Verità di tale “sopravvivenza” (qua, così): 

del quanto il “castoro” non si è limitato alla “diga di legni sul fiume”, bensì… quando è la totalità oramai ad appartenere al “castoro”. 

Il processo è simile a quello che porta ad utilizzare tutto il foglio bianco, disponibile, scrivendo o disegnandovi “dentro”. 


“Funflation”: è un termine reale di mercato che descrive la tendenza dei consumatori a continuare a spendere cifre elevate per concerti, viaggi e hobby (esperienze e intrattenimento) nonostante l'inflazione e l'aumento dei costi…

La “tendenza”. Di chi? Dei “consumatori”. Dove? In un “reale mercato”. A far che? A… “spendere”… Cosa? Denaro. Cioè? 

Una “ghiandola” che secerne qualcosa. 

Meglio, qualcosa che è secreto da una “ghiandola”. Laddove, predetta “ghiandola” è all’apparenza una “banca centrale” = qualcosa di incaricato di… 

Da chi? “C’era una volta…” il Re. 

Che ora è una entità, non meglio descritta dal “Governo”: 

individui che vengono “eletti” dal… popolo, durante una e-lezione.

“Dai molti, l’uno…”. No? E, di grazia, come con-vinci l’elettorato a votarti? Ecco che, ancora una volta, chi controlla i candidati, vince sempre senza nemmeno dover apparire. 

Questo introduce il concetto di è già successo. 

Ed, ovviamente, quello di (qua, così) o AntiSistema. Or dunque, un luogo comune che ha senso o trova senso solamente se esisti “te” = l’auto trasformata d f(Te), che sei/è sede del potenziale (contemporaneo). 

Dunque: come “legami atomici”, che necessitano di “energia” per non spezzarsi = stare insieme, che cosa occorre per 1- il passaggio da f(Te) a “te” (qua, così) ed, all’opposto, per il “Ritorno del Re” = da “te” (qua, così) a f(Te). Quindi?

Diciamo, appunto, “energia”.

Ora, nell’AntiSistema l’energia ha sempre un… costo. 

Coast to coast… = da costa a costa… Andata e ritorno. Persino “Caronte” ti fa pagare il “biglietto”. No? Un costo è una spesa che devi sostenere per…

Dove? Nell’AntiSistema. Ergo?

Ovunque, non avendo più in “te” nessuna spinta in termini di alternativa sostanziale. Ossia, sei ove “tutto fa brodo”. Sì, ma… non nel solo senso unico (qua, così). Bensì, anche Oltre: 

proprio dove a “te” non viene mai da “guardare”. 

Quando “fai di tutta l’erba un fascio…”? Quando sei alle prese con la Verità. Non solo quando sei nell’AntiSistema. Adesso, ri-assumi il termine “costo” con… sacrificio. Ci sei?

Il passaggio del testimone porta a tralasciare il luogo comune principe, “denaro”, a favore della “fatica per…” ottenere un risultato. Sì, ancora “guadagnare qualcosa, spendendo qualcosa”. Ma, è molto più sottile, se (se) vai in “profondità”:

costo = sacrificio, cioè, “Fare…” qualcosa. 

Vuoi lo “additivo secreto”? Ecco quanto:

aggiungici dell’ego
ergo
f(Te).

Eh! Proprio così, anche se (qua, così). La sede del potenziale (contemporaneo) è la “sala operativa” dell’intero processo ed in quanto tale fonte di Ego:

“Ego te absolvo…” è una locuzione in lingua latina che significa letteralmente “Io ti assolvo…”.

L’Ego è assolto. Anzi: si auto assolve. Ma, quando è già successo qualcosa di singolare, che tende ad imporre Sé all’inter(n)o, l’ego si dissolve, ad eccezione di quello che ha “c®eato” = ri/de-generato lo spazio ad hoc ma “niente”.

Quindi, l’Ego “ci vuole”, nella misura in cui anche il “colesterolo è buono”, in un ambito duale che ha “spaccato il capello in quattro” = Babele docet.
Laddove Babele descrive la stessa strategia ma (ma) predisposta su due fronti:

la prossimità = “Dio” che deve smontare in fretta un/il pericolo
il lungo termine = “Dio” che si adopera per, avendo già lavorato ai fianchi il pericolo derivante dalla “prossimità”. 

Ossia, breve e lungo termine. Il che ti porta a/in:
una derivazione del “futuro”
nel quale
la “risoluzione di prossimità” ha comportato l’infiltrazione, il tradimento, etc. di ciò che era coeso = “parlava la stessa lingua e si capiva perfettamente, ovvero, era organizzato come un solo corpo avente lo stesso obiettivo…”
mentre
la “risoluzione di lungo termine” ha comportato la destinazione d’uso (qua, così). Iafet-iti by Cain-ismo = loro (
“eletti”) y l'oro (“Dio”).

Il d l’oro-scopo! L’è-voluto. Ricordi?

Sei passato dunque dal “costo” = sacrificio, ossia, adoperarti per…, al “costo” economico, finanziario, speculativo del moto_Re “denaro/lavoro (debito, peccato)” = qualcosa che ti ha ma… “lo devi dimostrare, provandolo…”.


In “sogno”, ora è sopraggiunto un termine di paragone, utile per renderti conto di “a che punto sei (qua, così) rispetto all’Oltre” = da “te” a f(Te), ove il “miracolo” è all’ordine del giorno. Un “costo” che non è quindi tale, essendo il “processo” che ti riporta in sede, presso f(Te), da cui puoi auto proiettarti in quanto tale e non “tale e quale show”. Ok?

Ecco il termine di paragone o “chiave per l’auto identificazione”:

il “costo” è di 7 milioni (Bovis).

Laddove, usualmente, se arrivi a 6500 (Bovis) è già tanto!

Ok? A quanto disti da f(Te) se “te” (qua, così)? Ora hai modo di avere un termine di paragone, confronto, scala di… 

Quando sei “a 6500”, sei un individuo sano. Uhm. 

Sì, ma… assolutamente distante dal “punto di auto innesco”, utile per far sì che il “Genio” frattale espanso o I-Ambiente (legge, strumento, memoria) o “quello che vuoi”… ti “veda”. E, di conseguenza, ti tenga in considerazione, tipo: “comanda padrone…”. 

Sì, perché la “Terra” è qualcosa che funziona. 

Ed è qualcosa di “intelligente” in tal senso. Una “tecnologia” per l’auto terra-in-formazione della macch-in-azione (qua, xxx). 

Addirittura per il (xxx, xxx). 

Cioè, quando arrivi in un luogo “selvaggio, primitivo” o, meglio, ancora da plasmare e, oplà… mediante tale dispositivo puoi co-ordinare ad immagine e somiglianza del tuo desiderata, l’ambientazione in toto dello spazio da “colorare” ad hoc. 

Quando puoi delega_Re alla/nella gerarchia (vnicvm), così da decide_Re tutto l’ad “a valle”.

Sì, “magia”. Sì, “energia”. Sì, ma anche no!

Essendo funzionamento, tecnologia, predisposizione a… Qualcosa che mette quindi in luce, ben altro, potendo speculare l’Oltre: qualcosa che non esiste; c’è. E, conseguentemente, anzi… per forza di cose, qualcuno che non esiste; c’è. 

Ora, poni seria attenzione a questo non solo pensiero:

le “terre promesse” o “Terra” (qua, così) = il “globo terracqueo” by la… Cgi “Nasa”
una volta delineate o “scoperte/svelate” per quanto concerne il loro dispositivo d’uso
bè
possono ancora rivelare l’AntiSistema sostanziale
alias
qualcosa che è (to)tale = lo hai portato ad emersione essenziale
eppure
se non viene meno è perché, sempre per forza di cose
è già passato di fase = ad esempio ma causalmente è a livello (di/del) “digitale”.

Ok? Senza rimanere con il cerino spento in mano, occorre switchare or dunque non appena la “variazione sul tema” lo richiede. Tipo, “doppio gatto nero” in/di Matrix = qualcosa è stato cambiato a livello di codice, seppure il codice stesso rimanga tale, quindi, il codice è la “scala che permette il processo (ad ogni livello)”. 

Riprendi il termine di “costo” e, anagrammandolo, arriva a… “scoto”. 

Chi? Indica storicamente un membro degli Scoti, un'antica popolazione celtica originaria dell'Irlanda che nel IV secolo d.C. invase la Caledonia (dando poi il nome alla Scozia). In senso letterario, il termine può anche significare scozzese…

Ma… nell'ottica della storiografia sacra e tradizionale dell'epoca, gli Scoti e tutti gli altri popoli celtici d'Europa venivano formalmente classificati all'interno della stirpe iafetica…

Ok? Iafet-iti = loro (“eletti”). La solita storia (qua, così). Dunque, “costo” non è scoto, scozzese, bensì… deve interessare altro, tipo:

Dottor Sottile (qualcosa/qualcuno di “sottile” = rivelato, astuto, penetrante, scaltro, ingegnoso, fine, etc.). 
Giovanni Duns Scoto, conosciuto anche con l'epiteto di Doctor Subtilis (Duns, 1265/1266 – Colonia, 8 novembre 1308), è stato un filosofo e teologo scozzese…

Un… francescano... Uhm...

Duns Scoto è conosciuto come il filosofo dell'haecceitas, termine derivato dal latino haec (che sottintende res, cioè letteralmente “questa cosa”), ossia della “questità”, dell'essere individuato, grazie al quale un determinato oggetto o ente risulta essere “questo qui e non altro”, in un preciso spazio e momento: 

hic et nunc, cioè qui e ora…

New age docet. Auto perdizione (qua, così).
Un po' come il codice fiscale. No?

Chi (ti) ha de-scritto “questa cosa...”. Uhm. La “questità” contraria alla “moltezza”. Ci sei?

Quindi, “te” (qua, così) Vs f(Te).
La differenza di potenziale, da cui auto ricavare quello che “serve” l'oro y loro.




In tutti gli uomini, ad esempio, è visibile la comune umanità, ma cos'è che fa di quest'uomo Socrate la sua singolare costituzione unica, la sua haecceitas? Se l'umanità è la sostanza comune e identica in tutti gli uomini, in che modo poi ogni singolo uomo acquista la sua singolarità inconfondibile rispetto a tutti gli altri?...

Il “tablet” visto in Westworld può “dirti molto”, sostanzialmente.

Il persiano Avicenna aveva ricondotto quest'individuazione alla presenza della materia, che nell'aristotelismo tomistico diventa materia signata, nel senso di una materia configurata in modo particolare…

Lo Adamo, ad esempio.

Ad hoc ma “niente”: qualcuno in grado di… (non visto che è rimasto l’unico a ricordare come si “Fa…”). 

La sede potenziale del c®eato_Re (qua, così). 

Duns Scoto ritiene invece che l'individuazione non dipenda né dalla materia, che di per sé è indistinta, quindi incapace di produrre distinzione e diversità, né dalla forma, che come sostanza è prima di ogni individualità, ma che questa si realizzi tramite l'insieme di materia e forma come approdo finale, come attualità piena e compiuta dell'individuo singolare, unico e irripetibile perché diverso da tutti gli altri della stessa specie…

Qualcuno che “serve”, or dunque. In qualcosa ove è già successo tutto, anche se è “tutto”, per via del potenziale (contemporaneo). Una “dima/adamo” da cui auto ricavare la “biodiversità” (qua, così). 

Alias, ad immagine e somiglianza non tanto di “Uno”, quanto… di ciò che tale “Uno” pensa, immagina, desidera, elabora, sviscera, co-ordina, stimola, ispira, decide, etc. etc. etc. 

L’essere “tutti diversi” ma sostanzialmente un unico “gregge”, comporta che al fine di rimanere tale (ab urbe condita)… gli individui debbano tutti pensare in maniera “diversa” = sostanzialmente tutti portanti l’acqua allo stesso “mulino”. Quindi, “tutti diversi” = un solo gruppo addomesticato = tutti pensanti in maniera “propria”. 

Ossia, una triplice chiusura blindata (qua, così). 

Ecco “Babele”. Lo vedi? Prova ad organizzare, in siffatto modo, qualcosa che possa ambire a “raggiungere Dio”! La “torre” andrà in pezzi ancora prima di… provarci.

Semplicemente, “non ti metterai mai d’accordo con nessuno”. 

Nessun “nuovo accordo” potrà mai manifestarsi (qua, così). La classica tabula rasa. Lo s-vuoto che fa da contraltare al “niente” = ciò che ti ha non visto che è già successo ma, ehm… “niente”. 

No? Molto ma molto, “sottile”. 

Qualcosa che devi “sentire”, Oltre che “accusare”. 

Gli autori hanno improvvisamente scoperto che gli algoritmi delle piattaforme non sono impostati sulla qualità delle informazioni, ma sul mantenimento dell'attenzione - e quindi promuovono intenzionalmente contenuti negativi, emotivi, conflittuali. Di conseguenza, i cittadini sono sempre meno in grado di concordare fatti comuni...
Ry-Bar
Link

L'esperienza del Triennio repubblicano in Italia (1796-99) aveva reso il termine 
“patriota” qualcosa di non ben definito, a tratti abusato, ma “capace di catalizzare energie come nessun'altra definizione di quell'epoca...”...

“Pensi quindi sei…”? Come no. Vallo a dire alla “IA”, allora. Sei “diverso” da tutti gli altri? Certo, ma (ma) in termini di “servizio” = guarda tra le macchine, quanti tipi proliferano contemporaneamente; ognuno avendo il “proprio” perché. 

Uno scavatore è impiegato per… Uno scaldabagno, per altro. 

Macchine. Ok? Ora, dallo “Adamo” è stata ricavata “Eva”. Perché il transumanesimo, nella fase apripista “globalista”, afferma che non c’è differenza tra “uomo e donna”, trascinando tale connubio nell’ibridizzazione con la macchina? Quando tutto nasce da una singola_Re “idea”, bè… poi vi ritorna, progressivamente. 

Lo vedi ad esempio ma causalmente con il denaro, che partendo dalla “sua” invenzione (una idea) sta ritornano in sede = nel “digitale”. Ok? 

Idea Vs pensiero = (meta)fisica Vs digitale. 

Non è sbagliato, anche se dà fastidio, per via dell’abitudine. A livello f(Te), ognuno è sede del potenziale, ch’è contemporaneo = per chiunque allo stesso modo. Dove la vedi la differenza, quindi, se tutti i livelli vengono portati al massimo? 

Tutti “Dio” contemporaneamente. 

Bè, la differenza consisterà, quindi, nel “come Dio, di volta in volta, auto caratterizzerà il proprio ideale di reale”. Nel contenuto la differenza. Ma non nella sostanza che permette di giungere al contenuto, sede della “differenza”. 

Come a dire che “tutte le strade portano a Roma”, ma in senso espanso. “Dio” tenderà a manifestarsi nella propria creazione = ecco la sede della “differenza”. Ma “Dio” è dotato dello stesso potenziale, quando ognuno è “Dio” contemporaneamente = nessuna differenza sostanziale, se non nella manifestazione, il che comporta che lo stato di “tutti Dio” è libero di/da… Ok? 

Quello è il punto (da) 7 milioni di… “Bovis”.
Di certo, non di Usd. Ci sei?

L'haecceitas diventa in definitiva un limite che la ragione umana non può esplorare: la filosofia arriva a determinare l'individuazione come principio, ma non può indagare razionalmente perché il singolo individuo sia così e non diversamente. Parlando delle idee platoniche, ad esempio, il filosofo nota come fra due copie di uno stesso oggetto, quali possono essere due libri uguali, la filosofia non può dire nulla, se non che si trovano in due spazi e/o tempi diversi…
Per Scoto… non si può parlare dell'essere ricorrendo a delle analogie, perché l'essere in quanto tale è univoco e indeterminato…
Riguardo al problema scolastico dell'esistenza di Dio, Scoto ne dà una dimostrazione tra le più articolate, basata sui seguenti passi:… 
l'esistenza di un Primo agente a monte di una catena di effetti;
l'esistenza di un Fine ultimo per ogni azione;
l'esistenza di un Ente massimamente perfetto;
che soltanto una tipologia di Ente può avere le tre proprietà precedenti;
che un tale Ente è necessariamente infinito...
La complessità del reale, divenendo oggetto di studio sistematico, dà luogo inevitabilmente a tutta una serie di scienze diversificate…

Tombola! Divide et impera...

Ecco “Babele”, ancora una volta! Molto ma molto “sottile”. Hai voglia a “studiare” se (se) non ti accorgi sostanzialmente che (ti) è già successo. Un “pensiero”, quello del Dottor Sottile, intriso di Verità (che non può essere altro che la Verità, anche quando “verità”) ma che a “te” risuona diversamente, prendendo tutto “alla lettera”, anche quando fai “filosofia”. 

E se non ti interessa, non importa perché il “sottile” (qua, così)… impazza. 

“L'intera storia sulla presunta volontà della Russia di invadere l'Europa è una fantasia. Tuttavia, ci sono persone nel dibattito europeo che ci credono. Questo può essere in parte interpretato da un punto di vista psichiatrico: ci sono individui paranoici. Il problema è che alcuni di loro ricoprono posizioni di potere…”.
Emmanuel Todd

La (solita) “storia” (qua, così) si ripete. 

Quando? Sempre. Dove? Nell’AntiSistema, ergo, l’AntiSistema c’è! 

Ove, sei a 1076 volte da f(Te) (se sei una persona “sana”).
Quando si dice... andare a mille!

Questo è il “costo” = la “distanza” da f(Te), nell’AntiSistema o dall’AntiSistema.
Mentre, se assumi il “costo” in termini lineari, bè… ne assapori “solo” che il… tossico, il veleno. Ecco perché la stessa “porta” si può aprire e ti può “aprire”, su/in scenari (potenziale) diversi. Ok? 

Labirinto, caleidoscopio, scegliere sempre fra… in luogo di decide_Re, il cui anagramma è… decide_Re. 






















  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4287
prospettivavita@gmail.com