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mercoledì 19 agosto 2026

Dio è morto (accoppato). “Dio” è malato.


E… “te”, ci sei andato (ci vai) di mezzo (qua, così).

Quando “Dante” (a chi “apparteneva” anche costui: link = dove tira l'e-vento) esce o riesce (voce del verbo riuscire, farcela, etc.) a “vedere le stelle…”, … si trova in superficie sbucando dal “condotto (natural burella)” proveniente dallo “Inferno”. 

Motivo per cui è nel “Purgatorio”.

Ergo, Truman… quando saluta e prende la porta, uscendo… dove si troverà mai? In “Purgatorio” = nel backstage del teatro, uscendo dal quale è inserito in città. Embè!

Tutt’altro che... libero.
Ove, ci sono le Re_gole!


Però, aspetta un attimo:

per Truman
il mondo scenografico (nel teatro) in cui è stato sino a quando non si è accorto
è considerabile come se fosse il “Paradiso”
dato che tutto quanto concorreva a mantenerlo “sereno (ignorante)”.

Quindi, quando Truman “se ne esce”, dove va? 

All’interno del teatro = parafrasando “Dante”, se dall’Inferno arrivi in Purgatorio, va da sé che dal Paradiso arrivi… dove

Da nessuna parte:

nel senso che il Paradiso è la tappa finale del viaggio.

The Island docet.


Oltre, non c’è nulla. Te credo!
Sei... morto = nel magazzino di Westworld.
In stand-by, senza custodia”, custodito.

È lì che risiederai per sempre, se meritevole. Uhm. “Dante” muore in esilio, però. 

Deceduto a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321, a circa 56 anni, dopo non aver più fatto ritorno a Firenze dal 1302...

Il ritorno lo ha fatto, essendo un visitatore.

Quindi, Truman era allo “Inferno”, se fugge via. “Nella luce di Dio”, ti… spegni, or dunque. 

E la “ciclicità”? Fine del programma

The end, che assomiglia sì tanto ancora una volta a… Re-Seth. 

Come mai in molti “film” e non solo, la condizione di “Paradiso” equivale ad un “premio” che se te lo accaparri, … equivale ad un viaggio di sola andata, nel senso che si tratta sempre di una trappola, tipo… “vedi Napoli e poi, muori”. 

Carota e, ops: bastone! 

“Il Paradiso è una astuta bugia…”, de-cantava la Piera. Ricordi? Mentre, è l’Oltre a… Cosa? Dove si trovano l’oro (“Dio”), mischiando sacro e profano (che caso), invece, è possibile immaginare una residenza imperiale, in luogo del “luogo comune” per eccellenza, alias, l’obiettivo di ogni vita spesa sulla Terra (AntiSistemica ad hoc). 

L'inversione è infatti totale (sostanziale), ad angolo giro = “niente”.

Perché andare a finire tutti in “Paradiso (Oltre)”, quando tale area è assolutamente “privata”, appartenendo a… Ok

In Guardiani del destino e nel secondo Matrix, ti viene fatto vedere che:

la stessa porta apre su diveri scenari, se (se)...




Al limite, se ci vai, molto probabilmente è perché “servi” proprio in codesta situazione. Pensa alla “pensione” e triangola: risultato? Quando vai in pensione dovresti toccare la condizione “paradisiaca”. 

Trovi

Sopravvivere con una rendita automatica erogata dallo “stato (delle cose)” = i tuoi contributi versati per decine di anni della marmotta (qua, così). Wow

Una figata ma non proprio il “Paradiso”, perché se nel luogo della luce di Dio trovi una sorta di “pace eterna”, quando in pensione, non passa molto prima di “lasciare la valle di lacrime”

Per andare, dove? Nel luogo comune di “smistamento delle anime”. In attesa di… Da cui puoi essere destinato al “Paradiso”, ma anche no. 

Dunque, in “Paradiso” non ci sono più i soldi = la grande differenza con il “pensionamento”.

In “Paradiso”, infatti, non è come vivere a Montecarlo, che se non hai un gran reddito, niente de che = al limite, trovi lavoro come lavapiatti. 

In “Paradiso (Oltre)” viene meno la montatura della leva “denaro (debito)” o di tale “necessità”.  

Ergo, in “Paradiso” termina veramente il giogo AntiSistemico, cioè… proviene nella sostanza proprio da lì. Ok?

Laddove per “Paradiso” puoi intendere perfettamente un Re_Ame(n) tipo Asgard, ancora perfettamente gerarchico. Ancora (sempre) l’vnicvm (qua, così). 

Quindi, anche il “Paradiso” è parte dell’edificio piramidale AntiSistemico, nella misura in cui è la sezione distaccata da tutto il resto = tutto quello che prendi in considerazione al solito, usualmente, “te” (laggente). 

Andar Oltre al “Paradiso”? Uhm

Sì. Ci sta, ma in termini di… Reset, nel senso che è proprio la struttura AntiSistemica a dover venir meno, lasciando tutto lo spazio libero di essere “calpestato”, riedificato ad immagine e somiglianza di un ben altro “principio” = f(Te). 

Dunque, Oltre al “Paradiso” non vai, dato che è il fine corsa dello spazio organizzato proprio in tal modo (qua, così). Come raggiungere il bordo del foglio del libro, composto da una miriade di fogli, ma tutti della stessa dimensione. In tale “singolarità” del foglio, chi è in Sé (Te) può ri-organizzare l’intero foglio a proprio piacimento, non visto che l’assieme funziona. Ovviamente, se tutti sono f(Te), in Sé, ognuno gode dello stesso “pote_Re” contemporaneamente, alias, tutti “Dio”

Proprio quello che l’oro (“Dio”) non vogliono, dato che in tal modo la “torta” sembra dare fette troppo piccole. Anche se nella sostanza, ad essere “piccola” è proprio la mente di tale f-orma di “Dio” (l’oro). 

Va da sé che codesti (“Dio”) sembra che soffrano di una sorta di “malattia” molto simile alla schizofrenia o perlomeno allo “sdoppiamento di personalità”. 

Il che spiega perfettamente la “natura” di tutto quello che (ti) continua a succedere in terra, ad immagine e somiglianza (riflesso frattale espanso) di tale condizione in cui versano l’oro (“Dio”). 

Chi si sdoppia al fine di esperimentare se stesso? 

, è proprio “Dio” (l’oro). Perché? Perché è “malato di…noia”. Ci sei? La condizione binaria è la dualità (1 o 0). Il linguaggio (della) macchina. Jekyll & Hyde son sempre l’oro (“Dio”). Proprio come quando si dice “è un mondo malato”. 

Proprio come quando si dice “il pesce puzza dalla testa”. 

Una sorta di effetto domino patologico, che si riversa nel (qua, così), ove “te” (laggente) diventi il collettore finale, al fine di… contenere una situazione nervosa altrui, che scambi per il “tuo” Dio unico e/o... (Dr.) destino.

Un equivoco del tutto razionale, però: essendo che da l’oro (“Dio”) discende ad “a valle” di certo seguendo il “rilievo”, alias… secondo logica.  Se a “Dio (l’oro)”, infatti, non andasse di “infettarti”, embè… il “contagio” verrebbe senza ombra di dubbio, evitato ad hoc. 

Invece, accade proprio il contrario (qua, così) = è-voluto

Cioè? “Niente”. No? Questi “malati mentali” che sono l’oro (“Dio”) ti hanno ma “niente”, nel senso che ti devi beccare in faccia, in-direttamente, la “tua” vita AntiSistemica che si intensifica ogni volta che codesti “tirano lo sciacquone” al piano più alto del medesimo edifizio/artifizio: 

quello che non esiste; c’è. 

Il “13°”? Bah! Che importa “quanti ne sono”: è portante che c’è. Come puoi “curare” tale situazione, se x “te” (qua, così) non c’è nulla da… curare. No?

Non c’è alcuna “malattia” né tantomeno “malato”, tranne “te”. 

Ci sei? Infatti, cerchi di curarti, ma non immagini nemmeno che la malattia è “tua”, dato che deriva dal “fumo di scarico” altrui = l’oro (“Dio”). Argh!

La condizione di “Dem-onio” è la naturale, ovvia, manifestazione del “doppio”, in una situazione assolutamente blindata, come quella in cui versa “Dio” (l’oro). Lo sversamento nello stato “demoniaco” è, dunque, una sorta di valvola di sfogo più o meno progettata al fine di… “essere l’oro stessi”. 

Eh


Se ribalti in toto l’asse secondo il quale inquadri il panorama, solitamente, è proprio la condizione “divina” ad essere esaltata in quanto a condizione “patologica”. Ok

“Dio lo vuole!...”.
Ma, Dio è morto (lo ha accoppato Enoch).
Dunque, è Dio (l'oro) a... Nella sostanza, riflesso da... Caino.

Un po’ come prendere il “marcio mondo interiore dei nobili”, in certi momenti storici, e… oplà! Inquadrare proprio la condizione l’oro (“Dio”). Ad immagine e somiglianza. No

Perché il mondo deve per forza di cose rappresentare proprio “te” o f(Te) e basta.

Trovi?
C'è anche altro, ch'è Oltre, quantunque riflesso (qua, così).

Sì, di certo sei riflesso sia “te” che la condizione f(Te) del potenziale (contemporaneo), tuttavia, si tratta di un mix, dato che nulla è lasciato da parte, nemmeno la condizione patologica che ti ha ma si tratta di l’oro (“Dio”). 

L'è già successo, in-somma. Qualcosa che è memoria = Verità.

Perché? , perché è la Verità che… E la Verità è una. Inoltre, la Verità è la memoria, ergo, nulla sfugge. D+: 

è inalterabile, essendo “immune”, dato che funziona, essendo una funzione della tri-unità I-Ambientale (legge, strumento, memoria) o SO Terra. Qualcosa (un dispositivo o la sede del “Genio” frattale espanso) da “pilota_Re”, mediante atteggiamento “formulare (Fa_Re…)”, traducibile nella fattispecie a/in comando “verbale”.

“Basta la parola…”. Sì: Falqui!


“Apriti Sesamo…”. 

La “montagna” che viene a f(Te) se ci sei! Ok. Dai. SPS ha dato “fiato alle trombe”. Ma non come “del cul fece trombetta…”. 

Come quelle “trombe” che hanno demolito Gerico, a ragion veduta. 


Sei in qualcosa di molto simile ad un in-canto (qua, così). 

“canti” della Commedia (qua, così): “dica 33!...”.
33+1+33+33 = cent(r)o.

Come il digitale promette. Come Barbanera esegue ad hoc. Come Circe s’agita sulla relativa “isola”. Come la nebbia avvolge manco fosse aria. De che. Come una sciarpa la indossi al collo, nel luogo ideale per strozzarti. Come cappio al collo che, più ti muovi, più ti “manca l’aria”.

Ti piace proprio il fai da te” (qua, così). 

Con il libero arbitrio che è la lunghezza della catena che ti ha ma… “zitto e a cuccia!”. In Avatar (il “film”), qualcuno ha immaginato (costruito) tutto: 

la condizione del popolo dei Na(ti)'vi, la loro religione, la lingua, la cultura, la storia, etc. , da Set  “viene giù”, nella sostanza, lo stesso tipo di “attività (Set scenografico)”.

Set ed il copia ed incolla: Re-Set(h)

Set; nato dopo la morte di Abele, è considerato il capostipite della linea genealogica che porta fino a Noè

Sì, ma: la Bibbia riporta che Adamo visse 930 anni ed Eva generò numerosi altri figli e figlie… Secondo la tradizione ebraico-cristiana, i primi uomini sposarono le proprie sorelle o i discendenti diretti immediati, permettendo così il popolamento della terra a partire da una sola famiglia originaria

Tutti parenti (qua, così)? Uhm.

Il libro della Genesi racconta che la coppia ebbe in seguito molti altri figli e figlie, i cui nomi non sono però tutti menzionati nei testi sacri (eh!). Diciamo che la condizione di “diluvio universale” è servita per far “piazza pulita (potare)” – teoricamente – di ogni altra sporgenza dell’albero genealogico iniziale. 


Uhm; una “famiglia alquanto allargata” ma, soprattutto, potenzialmente “malata”.

Fare un figlio tra consanguinei aumenta molto il rischio di trasmettere malattie genetiche rare… Cresce il pericolo di difetti congeniti, ritardi della crescita o disturbi del neurosviluppo… 

Un consiglio?

Se una coppia è imparentata e desidera un figlio, è utile eseguire una consulenza genetica. I medici possono analizzare la storia della famiglia ed effettuare esami specifici per scoprire se i partner sono portatori delle stesse malattie ereditarie

Dici che quei personaggi fossero al corrente dei rischi che correva la relativa prole? Nessun medico li aveva ammoniti a…? Dunque, rimanendo continuamente all’ombra di tale ignoranza, codesti hanno dato il “La” al genere umano che, or dunque, si spiega perfettamente come mai versa nella condizione di “te” (laggente). Dove

Nel luogo comune ideale: 

la “culla” perfetta per dei “malati congeniti”, frutto del “peccato” originale o della perfetta “ignoranza”. 

A “Dio” (l’oro) piacendo, è proprio quest’ultimo ad essere la sede della “malattia”, però: avendo generato i primi esemplari, in una condizione di potenziale “contagio” fra simili (per forza di cose, essendo gli unici). No?

Almeno, per gli Anunnaki si trattò di un mix genetico con gli ominidi già sviluppati in loco.

Al livello “Adamo & Eva”, sfugge Lilith. 

La quale non può essersi replicata che con Adamo, però. Dando alla luce una potenziale prole ancora una volta “malata”, essendo tutti imparentati. Ora, o la “scienza” ti dice un sacco di panzane (cosa vera, aitè), oppure l’incrocio tra simili, nella condizione iniziale, esula dalla “patologia”, dato che all’origine non insiste alcuna “patologia”, derivante dal continua a succedere. Bah

Anche se la medesima condizione non s’insinua solo a livello dei primi due (o tre) bensì… viene “ereditata” ad immagine e somiglianza dal… “principio” rappresentato da “Dio” (l’oro) che indica già una continuatività sostanziale = l’oro, d’assieme descrivono l’uno (“Dio”) ma essenzialmente sono una moltitudine (anche se “piccola” = organizzata). 

Talmente organ-izzata da aver generato un complesso mente-corpo dotato di… organi, ossia, dotato di fisicità

Ricorda il discorso del “Gene egoista” di Dawkins, ove il fenotipo è esteso (e frattale espanso) = corrisponde all’intera Terra, alias, ancora una volta, l’estensione piena del “foglio del libro”. 

Laddove un foglio = spazio da percorrere sino al limite, oltre al quale trovi la “fine (del mondo)”. 

Ecco perché “una volta” la Terra era considerata “piatta”. 

Qu-El p(i)attume che deriva da “Dio” (l’oro), assolutamente “malato”, forse per… “una crisi di coscienza”? O per “solitudine”, tipo quella dei “numeri primi”. 

Chi (te) lo può dire. No? SPS o la Verità. 

Anzi: la Verità, che s’agita anche attraverso SPS. Ovvero, chi si presta a “Far…” da canale, con sufficiente continuità = piena disposizione. Qualcosa che assomiglia alla “polvere” osservata ad esempio in Queste oscure materie.

Qualcosa di “intelligente”, nel senso che… funziona

Ergo, l’oro (“Dio”) a cosa/chi hanno tolto la scena, essendo già successo tutto, anche se “tutto”? Uhm. Ci sei “te” (laggente) che versi in uno stato di “abbandono” (qua, così). 

Un caso? Ma no

La Verità è proprio l’essere già successo: il “dato” nudo e crudo, senza nessuna “patologia” di mezzo (rivelazione). Se non te ne “Fai…” nulla è perché sei “te” in luogo di f(Te) e, alla Verità non resta che trasformarsi in “verità”. Motivo per cui “non ci capisci mai un’acca”, perché prendi tutto linearmente, mentre la “verità” è per forza di cose in “codice”. 

In tal modo, qualcuno che ricorda come funziona (l’oro = “Dio”), agisce anche presso la Verità, ben sapendo che una volta “trasformato” f(Te) in “te”, avrebbe ottenuto due piccioni con una fava:
l’AntiSistema
e
la “verità” = la Verità “in codice” o “in vitro”
essendoci proprio “te” a… giustificare il tutto, anche se “tutto”.

Wow! Agendo sul potenziale (contemporaneo), or dunque, qualcuno tipo “Dio” (l’oro) ha “plasmato” o c®eato proprio “te” = lo “Adamo” Vs la condizione speculare “Eva” (dato che “Dio” o l’oro, ha dovuto “dividersi al fine di…”). 

E da “lì”, il passo è stato breve al fine di “instaurare il regno di ‘Dio’ = l’oro, in terra”: l’AntiSistema

In che modo? 

Imbragando la Verità, in “verità”, conoscendo come funziona (dovendo sempre tenere “informato” Te, che però sei stato trasformato anzitempo in “te”, giogo forza costringendo la Verità a/in…). Dunque, intubando la Verità, l’oro (“Dio”) hanno “tra le mani” la plastilina da terra-in-formare a proprio piacimento, ben sapendo che dovrà “obbedire”, dato che non esiste; c’è… il “pilota_Re”, nella condizione di maximum, dal “momento (in leva)” in cui sulla piazza non c’è nessun altro, non visto che f(Te) è im-piegato nella condizione “te” (qua, così) ma “niente”.
Ah! Ricorda che la Verità è la memoria I-Ambientale = solo raccolta “dati” e basta? Non proprio: la Verità o memoria funzionale è l’essenza di tutto quello che “si dice” sulla cosiddetta “luce che crea tutto”. 

Secondo il racconto della Bibbia nel Libro della Genesi, nel primo giorno della creazione Dio creò la luce pronunciando le parole “Sia la luce!...”.

Ricorda l'uso della voce (luce)” in Dune!

Ora: quando entri in una stanza “domotica” e “batti le mani” o affermi “luce!”, che cosa succede? ! “Sia la luce!...”. E, “luce fu…” = qualcosa (che) funziona (qua, xxx)

Solo perché “devi pagarla, la luce”, non significa che sia artificiale. Ok? Anzi, proprio perché “devi pagarla”, puoi evincere che “qualcuno te la sta facendo pagare…”. Per quale motivo? 

Che cosa hai combinato? Bah. Non ricordi niente. Nevvero?
Perchè è altri che...

Infatti, sei (qua, così) per… espiare i “tuoi” peccati. Quali? Il “peccato originale”. Cosa? Uhm. La cosa “puzza” assai. Trovi? Deodora come di… “truffa” ben congegnata e sigillata mediante “gerarchia” = “dimmi quello che devo fare e io lo faccio…”. Aspiterina

“Ja, ja, ja, was ist los, was ist das?...
Fünf, sechs, alte hex…”.
Mo-Do

Ricordi? Quando la chanson recita “grenadier”, il suono per l’italico sembra dire “fregadur”. 

Ove, halte hex (in alcune versioni del testo) = vecchia strega. Concludendo con:

dammi un motivo, dammi una linea

Un codice esadecimale (o Hex) è un sistema numerico in base 16 che usa sedici simboli: i numeri da 0 a 9 e le lettere da A a F...

In informatica, un demone (daemon in inglese) è un programma che viene eseguito in background senza il controllo diretto dell'utente...

Nel mondo di Matrix, entità mitiche come vampiri e lupi mannari sono programmi esiliati provenienti dalle versioni precedenti... della simulazione...

La luce rappresenta la vita, la veridicità e la presenza stessa di Dio… (la luce è la Verità, che ti ricorda tutto). In-Oltre, la “luce” non viene creata ma (qua, così) generata. Ok

Mentre, è la luce che crea, una volta “evocata” = guidata da chi c’è, chi è nella condizione f(Te), Ossia, x “ora” solo l’oro (“Dio”).

Dal “Verbo” = dal comando d-El “pilota_Re”.

“Comanda Padrone…”. E fu la gerarchia. Alias, la “fine” d f(Te), almeno x “ora” (qua, così). Come… “genio nella lampada”. Imbottigliato. Imprigionato, “…nato”, Nato, etc.

“Il controllo è tutto…”. 

E da(l) Re_moto, è più semplice = + rivelato, ossia “niente”. 

Beata ignoranza. Sigh




La “linea” discendente da Cam è quella che più “ne ha pagato le spese” (qua, così). Eppure, è proprio quella “famiglia” che ha dato la luce al… primo impero sulla Terra

Meglio: 

al primo impero sulla terra, “sotto” a “Dio” (l’oro). 

Oppure, il primo impero sulla Terra è stato proprio il primo e l’oro (“Dio”) sono sopraggiunti in seguito? Uhm

Anunnaki docet = quelli che vennero giù dal cielo, ovverosia, da sopra, alias... dal Grande Nord, cioè ancora Iafet-iti. 

O loro (“eletti, ebrei”). O direttamente l'oro (“Dio”)?


Nella famosa battaglia finale del “Ritorno del Re”, Tolkien organizza uno scenario molto particolare. Anzi, il regista che ha girato il “film”. 

Peter Jackson:
discendente di colui a cui Dio ha concesso la grazia...

Il Re che fa ritorno, nel titolo Il Signore degli Anelli, è Aragorn. Egli rivendica il suo legittimo trono come Re di Gondor e di Arnor, assumendo il nome regale di Elessar e ristabilendo la linea dei re degli Uomini (ristabilisce la “linea”).

Forse era troppo ingrassato.

La città di Minas Tirith, secondo un appunto dello stesso Tolkien, sorgeva pressappoco “alla stessa latitudine di Firenze...”… Nell'ottobre 2015 la scoperta di una mappa della Terra di Mezzo, annotata di proprio pugno da Tolkien, ha portato a ipotizzare che la città di Ravenna abbia costituito una fonte di ispirazione per la capitale di Gondor

Uhm; le “due tappe” principali di “Pe-Dante della Commedia”.

Minas Tirith, in Sindarin: “Torre di Guardia”, (anticamente chiamata Minas Anor, “Torre del Sole”) è una città fortezza…, costruita sulla Collina di guardia, o Amon Tirith… un fazzoletto di terra affiancato dal monte Mindolluin

Ora, se ribalti tutto ad angolo giro, puoi ancora vederti il “film”, ma non sarà più lo stesso essenzialmente = apparenza Vs sostanza.

Nella famosa foto, puoi ammirare le cose come sembrano:
i buoni, bianchi (Sem-iti, Iafet-iti)
contro
i cattivi, neri (Cam-iti).


Perché qualcuno dovrebbe spingerti sempre a “fare il tifo” per…?

Perché “serve”. Perché alimenti l’esse_Re già successo che, anche in tal modo, può continuare a succede_Re ma “niente”.
Inquadra, allora, l’intera scena, in tal… modo:

il “monte” è un Grande Albero tagliato (distacco dal potenziale contemporaneo, intercisione, è già successo)
Minas Tirith è la città di “Dio
 (l’oro) quando ancora “camminava tra gli uomini
l’esercito di Uruk-hai è l’esercito degli uomini (Cam-iti)
e quella “torre nera” ovvero la macchina gigante che serviva per dare l’assedio alle alte mura della fortezza
è… Nimrod.

Ok? Dunque:

l’accaduto si svolge a “Babele (Babilonia)”
e gli uomini (Cam-iti)
danno l’assalto alla città di “Dio” (l’oro)
ovvero
volevano raggiungere il “cielo” = proprio l’usurpatore della Terra
cioè
chi aveva edificato la propria città fortificata
a fianco della pistola fumante
del Grande Albero tagliato
da cui l’oro (“Dio”) erano “di-scesi” = dal “Grande Nord”.

Dai Cam-iti derivò il primo impero sulla Terra, che l’oro (“Dio”) distrussero (dispersero, confusero, etc.), dopo essere “arrivati in loco” da… dove provenivano. Ove, l’oro (“Dio”) si avvalsero dei Sem-iti (ebrei), parassitati dagli Iafet-iti (loro = “ebrei”). 

La “maledizione” malsana di Noè, è dunque un f-atto geo-politico strategico, atto a… dichiarare una guerra strisciante verso i Cam-iti, a cui era stata “assegnata” l’Africa? Non proprio, dato che Noè maledice Canaan (Cam-ita) che designava proprio la cosiddetta “Terra Promessa”. Ok

Chi era “fuori sede”, al limite, erano proprio gli altri “fratelli coltelli”. E, per dare un po’ di “colore”: 

i Cam-iti possono essere tranquillamente “neri”, come il presunto esercito Uruk-hai alla Jackson.

Cam (Ham): nome di radice semitica (ebraico Ḥam), legato a significati come “caldo” o “scuro” nella tradizione popolare…
Il nome di Cam deriva dall'egiziano Khem, cioè “terra nera”, con cui gli egizi indicavano il loro paese…

Perché gli egizi? …; è “retrospettivo” ma sempre sostanziale anche “a risalire la corrente”.

Secondo la Bibbia (Genesi 10:6), Cam (figlio di Noè) ha avuto quattro figli: Cus, Mizraim, Put e Canaan. Da loro discendono antichi popoli tra cui Etiopi, Egiziani e Cananei…
I quattro figli di Cam.
Cus: padre di popoli dell'area africana orientale ed etiopica.
Mizraim: considerato il capostipite delle popolazioni dell'Egitto.
Put: strettamente associato a genti africane o libiche antiche.
Canaan: capostipite delle popolazioni cananee, legato all'episodio della terra promessa e alle vicende storiche con il popolo d'Israele… (embè!)…

Mizraim = “Antico Egitto”. E Canaan? Piuttosto “parlante”. Trovi?

Infine:

Nimrod: figlio di Cus, viene descritto nella Bibbia come il primo grande Re e “valente cacciatore” della Terra, fondatore di Babilonia e Ninive… (ma guarda un po’!).
Chi era Nimrod? Il primo potente: la Bibbia lo definisce come “il primo che cominciò a essere potente sulla terra…”…

Il primo...! Ok? Poteva essere un macchinario. Certo.
Perchè no? Infatti, la sostanza di quanto si sprigiona non cambia.

Altro che Tolkien! Eh? SPS...

Ovviamente continua












  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4259
prospettivavita@gmail.com


venerdì 11 luglio 2025

A teatro.


Utente. Visitatore

Fatti sto trip!

Lo Zyprexa è per la Lilly un grande business, con un fatturato di 4,2 miliardi di dollari nel 2008… Talune ricerche scientifiche hanno concluso che l'utilizzo di neurolettici potrebbe provocare una ridotta ma significativa perdita di materia grigia… Nella sua sentenza definitiva, il giudice Weinstein ha impedito l'ulteriore diffusione dei documenti

Atro = dal latino ater, che significa “nero”, “oscuro”, “lugubre” o “funesto”…

A(l)tro = ?

Un “mot(t)o” che riporta al “quanto è profonda la tana di Bianconiglio”. Uhm.
Dunque, sei “te” (qua, così). Dove = nell’atro, n’antra volta (sempre la stessa). Ove, l’ar-atro ha generato il relativo solco: il “tuo” scegliere fra… (senza mai decidere alcunché). 

Ara = altare…; struttura… destinata ad accogliere l'offerta alla divinità e il fuoco sacro… Pappagallo che, lo sai, “ripete tutto quello che (si) sente dire, con continuità…”. 

Porzione di terreno, misurato secondo intenzione altrui. 

Fuoco sacro = nella “caverna”, ciò che proietta le ombre dei s-oggetti destinati a “dima”, per coloro che li venereranno immersi come sono dalla/nella… paura delle “ombre”, in quanto… hombre

“AI” Panoramica:
in sintesi, il teatro, sia come luogo che come esperienza, è intrinsecamente legato all'idea di “vedere” e “osservare”, riflettendo l'essenza stessa della rappresentazione teatrale
Dal greco… théatron, che significa “luogo per vedere” o “spettacolo”. Questo termine, a sua volta, deriva dal verbo theaomai, che significa “osservare” o “guardare”... 

Le colline hanno gli occhi... (e il nemico ti ascolta).

Sei prigioniero dei greci, che fungono da ennesima interfaccia.

Temo i greci anche quando portano doni......
Laocoonte

Temi, anche, quando ti compri sul libero mercato un... cercapersone. Occhio!

Thé (a)Tron... (com'è Tron, nel film?: buio, senza luce naturale).

Atro(n) = dal latino ater, che significa “nero”, “oscuro”, “lugubre” o “funesto”…

Estensione/espansione del 13° piano





E, come si entra in... Tron?
O ti ci manifesti (“nasci; vieni generato ma non creato...) dentro. 
Motivo per cui:
sei abituato ad auto considerarlo tutto quello che esiste (nella “tua” teatro-testa). 
Oppure... ci entri mediante una “sala gioghi”, rivelata.
Ma, da utente-visitatore!

“Sole” ustorio

Dunque, il “teatro” è proprio il famoso “spettacolo che deve continuare”. Qualcosa che ricorda, anche e molto più sottilmente, “gli affari sono affari”. Un po’ come a dire:

“Io so’ io e voi non siete un cazzo...”.
Il marchese del Grillo

Del, non solo dettaglio, che introduce, tuttavia, al “tallone di Achille”:

“se tu me freghi qui, me freghi su tutto…”.

Ossia, la “leva di Archimede”. Il potenziale contemporaneo di cui godi, sempre, nonostante “tutto”. Però, attenzione: se godi sempre di uno stato potenziale, rischi di limitarti sempre a/in tale “attesa di…”. Ok? Lo stand-by che ti fa rimanere “in folle”, come il motore fermo che comunque sia è in funzione: 

consuma, alimentando “sul posto”. Come, gruppo elettrogeno.

“Essere fermi e non fare niente, sono due cose molto diverse...”.
The Karate Kid


Hai mai visto una cinghia di distribuzione (che... sincronizza il movimento) tra albero motore e a camme? Quando il motore è “fermo”, nel senso che è in funzione ma senza alcuna marcia innestata, produce qualcosa, consumando qualcosa:

consumando “carburante” (e financo parti di sé, in tale ferma “abitudine/tempo”)
alimenta “qualcosa” (l’atto di essere “acceso”) 

permettendo il movimento ad elementi che, a loro volta, trasmettono “input” o addirittura “output”.

Quindi, il moto-Re:

o è spento (nello stato di potenziale)
oppure
è “fermo” (in funzione). 

O, è in movimento attraverso la macchina (uno stato che non interessa, per ora).

Il tutto, rimanendo sempre “sul posto”. L’unico aspetto che permette all’osservatore di rendersi conto dello stato in cui versa il motore è:

se, fa rumore

Tuttavia, oramai i motori possono essere accesi in maniera molto silenziosa. Qualcosa che manco te ne rendi conto, soprattutto, se “non ci fai caso”. Allora, è la temperatura del motore (auscultabile mettendo una mano sul cosiddetto cofano) ad indicarti se è “vivo o morto”. Ma, anche in tal ambito, puoi facilmente cadere nel dubbio, poiché… “è la luce del giorno che ha scaldato la lamiera, oppure è il motore che è in funzione”. Già. Puoi vedere se emette gas di scarico

E se l’auto è elettrica? 

Senti le vibrazioni sul corpo macchina? Forse. Ne senti un pallido tremore. Potrebbero essere le altre macchine che passano per strada. Può essere un aereo che sorvola la zona, a bassa quota, dovendo atterrare (o, forse, è appena partito). Se tale motore è per strada. 

Se è in garage? 

, è in una proprietà privata (dato che non è tuo). E se è in un parcheggio pubblico? Al coperto. Bah. Suvvia, in un modo o nell’altro lo puoi sgamare se “è vivo o morto”. Un momento: anche se fosse spento, il motore, non significa che non si possa accendere da un momento all’altro, godendo di tale potenziale. Una Tesla, ad esempio, può essere azionata da remoto, manco fosse un macina caffè domotico. O demonico? Ecco

La “moderna” tecnologia (ti) ha avvicinato al concetto di “magia” = il funzionamento intimo delle “cose”. Quando qualcosa funziona, funziona!

Chiederti in che modo, risulta quantomeno “blasfemo”. 

Oppure, indica l’essere “consumat(t)ore” = proprio ciò che sei “te” (qua, così). Sai, forse, come funziona tutto quello che ti compri e dunque ti arriva in casa “tua”? No. Ergo, sai che funziona (anzi, lo esigi, avendo sborsato soldi = “lavoro”, ore di “tempo” o abitudine a/nel…). Come mai, allora, non ti chiedi niente (augurandoti che il comprato o accettato, funzioni… almeno tanto quanto copre la “garanzia”) mentre, è im-possibile che sia la realtà stessa a funzionare nel medesimo modus. 

Vuoi “capire”. Studi. Vai a scuola, specializzandoti.
Ne fai un “lavoro”. 

Ci passi “dentro” tutta la “tua” vita (qua, così) e, ops: anche il tecnico più specializzato è “fermo” in tutto quello che “sa”, poiché glielo hanno “detto” (in-segnato, di-segnato, di-sognato).

Chi fa “innovazione”, orsù, quindi? Chi... inventa. 

Da “chi” esce ogni “novità”. Chi apporta modifiche “software” al substrato reale nel quale “sei” (qua, così)? Quando “lo stesso gatto nero passa due volte, a brevissimo termine”, per inciso? Quando la “città” cambia f-orma, magari di “notte (mentre dormi)”, come in Dark City. Quando (l’oro) sanno che “devi andare a letto, spegnendoti momentaneamente”. E lo sanno perché, è-voluto! Perché lasciare anche il minimo dettaglio, al “caso”. No?

Perché rischiare (e/o non godere di) questo:

“se tu me freghi qui, me freghi su tutto…”.

Dove sei più “debole”? Dove lo sono l’oro. Ergo, dove sei più “debole”? Lo vedi? Li vedi, ma… “niente”. Nell’occhio del Palantir, er tipomentre Sauron lo vede – vede Sauron! Ci sei

È il “teatro” che ti frega, oppure… il fatto di essere come “a teatro”? Se (ti) introducono il concetto di teatro (e ci vai pure, anche rimanendo a casa), … funziona come illustrato in Inception:

per “te” il teatro è quello che “sai” = che hai visto.

Ma, se il teatro è “un’opera, prima” di tutto, “altra”? Se “serve” che “te” sappia del luogo comune “teatro”? Anche se non c’è nessun teatro! Cioè, se il teatro “serve” in pianta stabile a livello di percezione reale. Qualcosa che ti ha ma “niente”. Trovi

Ti trovi? “Conosci te stesso” = auto riconosciti, auto ricordarti di Te, da Te, in Te, per Te, con Te… 

Proprio come se avessi una memoria oltremodo + estesa e profonda. Come se non fosse mai la prima volta (qua, così). Come se s-offrissi di… qualcosa, che tuttavia il concetto di “teatro” rivela continuamente. 

“Mica sei a teatro”. No? Ecco. I... mutaforma.





Baal


Un fisioterapista che ha in affido lo studio di un amico psicologo finge di essere il terapeuta per conquistare una ragazza, cliente dell'amico, che è stata appena abbandonata sull'altare dal fidanzato. Tra equivoci e situazioni paradossali si sviluppa la commedia

Questo è un “film”. Una trama che ti scorre nella “tua” testa. E che funge da “copione”, nello stesso modo in cui “te” sei lo “ospite”. Comprendi? Sei a casa ed ospiti qualcuno/qualcosa, ma… lo “ospite” sei proprio “te”. Wow. Come funziona il meccanismo della s-vista? Ribaltando i piani. Sopra è sotto = sotto è sopra. Eppure, sopravvivi in un senso continuo di sottosopra, non facendo nemmeno attenzione ad una “acca”. 

Ti sposo ma non troppo racconta la storia di Andrea… una giovane e affascinante donna delusa dall’amore, Luca… un fisioterapista single che si finge psicologo per sedurla, e di una coppia, Carlotta e Andrea, che entra in crisi alla vigilia del matrimonio… Per un casuale doppio scambio di identità, le vite dei quattro personaggi finiranno per intrecciarsi ed essere travolte dall’eterna ricerca dell’amore perfetto. Una moderna commedia degli equivoci in cui nessuno è quello che sembra e nessuno può scegliere di non amare…
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Che curioso: Andrea ed Andrea. 


Il grottesco!

Come l’antefatto prepara ad hoc la trama o la trappola. Tale è lo s-vantaggio: la coperta sempre troppo corta, ma solamente x chi “arriva dopo”, oppure “è stato sconfitto (ma lo ha dimenticato)”. Come, insediarsi + a monte del fiume, che scorre attraverso le altre città.

Questo meccanismo ti ha. Altro che:

una moderna commedia degli equivoci…

Di moderno, (qua, così)… non c’è proprio niente! È tutto perfettamente oliato. Ma antico; il famoso “usato sicuro”.  

Come... una pugnalata diretta, alle spalle, di notte.
Senza alcun sicario di mezzo.

Qualcosa su cui puoi mettere la mano sul cuore, contare, fare affidamento, etc. Te. Un automatismo in-immaginabile. Potenziale... 

Qualcosa che, “figurarsi”. 

Quando sei per strada e osservi quella macchina con motore che “sembra acceso ma in folle”, aspetta un attimo e si manifesterà un “agente”, il quale ti chiederà “cosa sta facendo, circolare…”; dall’alto del “proprio” dovere. Oppure, se un cittadino modello ti vedrà insistere attorno a tale macchina, chiamerà i “vigili”, perché… “non si sa mai”. 

Laggente non solo Smith.

Eppure, cosa staresti facendo di male? Saresti prossimo alla scoperta della Verità ma “te” non sei Schliemann. Ok? Non spetta a “te”, (qua, così),  scoprire un bel niente (qua, così). Vedi che non è come in Truman Show: il backstage non ti appare mai. Quello è solo un “film”, nel quale la Verità fa surf. Mentre, nella “tua” realtà le cose sono molto, molto, molto, +… rivelate! Ad esempio, il concetto di “vergogna”, già da solo ti auto manutiene a debita distanza dallo scoprire la Verità. 

Altro che “Troia”. 

Come la lama della “educazione”, anche quando non c’è = c’è sempre. Un robot “ribelle” che fa? E-segue sempre degli “ordini”, poiché al di fuori della programmazione, “niente”. 

Infatti, in Westworld, la tipa di colore, “risvegliata” nel laboratorio coi 2 tecnici, li obbliga ad alzare tutti i suoi livelli al massimo. Ok? 

Al di fuori della programmazione, il “nulla”. Il potenziale è ancora insito nella programmazione. Se puoi “dividere le acque” è previsto in tali termini. E vedi che l’I-Ambiente eseguirà l’ordine. Non “te”. Nemmeno Te. Sei in qualcosa che funziona e che “obbedisco!”. Ma ti “seguirà” solamente se sei “sferico” = se ci sei, se sei Te in toto, sempre e comunque. Nel “bene” o nel “male”. Al di fuori di “tutto questo che funziona”, quello è un altro paio di maniche.  

Qualcosa che proprio si trova al di là di ogni “radar”; qualcosa, ove, ti puoi augurare di…


Ma, se lo generi, , ritorni nella programmazione del funzionamento.
Qualcosa che ti con-tiene, ancora una volta!

Dopo essere andato in analisi per cercare di superare il trauma dell’abbandono da parte della sua fidanzata, Luca si innamora di Andrea, a sua volta abbandonata sull’altare dal compagno fedifrago. Andrea, poco per volta, inizia a ricambiare i sentimenti dell’uomo, ma crede che Luca sia lo psicologo Cosimo. Il migliore amico di Luca, a sua volta di nome Andrea, pensa che l’altra Andrea nasconda l’identità da social network di Sharon, con cui ha intrecciato una relazione adulterina (e virtuale) con il nickname di Dylan: l’uomo ignora che in realtà Sharon è la sua futura moglie Carlotta la quale, per un complicato concatenarsi di eventi, crede che Dylan sia Cosimo/Luca… 
Una commedia degli equivoci che vive solo ed esclusivamente sulla carta, quasi impossibilitata a trovare una propria collocazione nell’immaginario cinematografico contemporaneo…
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Una commedia degli equivoci che vive solo ed esclusivamente sulla carta, quasi impossibilitata a trovare una propria collocazione nell’immaginario cinematografico contemporaneo… (la “critica” come al solito fa analisi logica su “Se questo è un uomo”).

Sei a/in “teatro”, (qua, così). 

Altro che “commedia sulla carta”. Altro che “equivoci”.

Meglio; a “te”: l’ara/l/t®o:
ara = altare
aratro = rompe e smuove la superficie del terreno per la coltivazione
teatro = rappresentazione o “divina commedia” (l’AntiSistema) 

altro = Oltre (Te).

L’agnello sacrificale sei “te” (qua, così). E, ogni giorno, è sempre “pasqua”.

Un'altra autorità scientifica, Edward Harrison, che insegna fisica e astronomia all’Università del Massachusetts, scrive… che non conosciamo l’universo, ma solo le molte maschere con le quali si presenta. Il suo libro “Le maschere dell’universo”, con il lungo sottotitolo “L’immagine del cosmo dalle origini dell’umanità alle più recenti scoperte scientifiche”… racconta tutti gli universi che l’umanità si è costruita, da quello magico di “centinaia di migliaia di anni fa…” all’odierno quantistico e inizia così:
tema principale di questo libro è l’idea che l’universo in cui viviamo, o in cui crediamo di vivere, è soprattutto un “mondo” fatto da noi. Ciò che “realmente” esso sia, non lo sappiamo
e conclude:
avanziamo a tentoni lungo il nostro cammino con la speranza che le nostre supposizioni e le nostre idee siano giuste, ed ecco ci viene incontro un altro universo, nel quale la maggior parte delle supposizioni e delle idee precedenti risultano sbagliate… Alla fine, al di là di tutti i sistemi, c‘è l’Universo in una nube della non conoscenza
Il risveglio degli antichi. Rapporto su una civiltà dimenticata dal tempo.

Ecco cosa “sanno” persino gli “esperti”. 

Figurati “te”, di conseguenza. Un “esperto” è come un recitante: impara a memoria la “propria” p-arte, laureandosi e, poi, la interpreta fedelmente per tutta la “tua” vita.

1000 anni di storia falsa. Inventata! Fomenko docet. Uno shift significativo. Tutto è + ravvicintato, dunque. Il “diluvio” che avviene circa 500 anni fa (“scoperta delle Americhe”). Ultra Horos che dimostra che le costruzioni - in mattoni - dello “impero romano” non sono più vecchie di 300 anni. Che gli “antichi egizi” conoscevano il cemento armato e che costruivano sul posto i loro grandi edifici. Con altri che affermano che il petrolio si può formare in qualche mese. Con Ante Omnia che ha trovato il modo per “compattare” tutto questo  copia e incolla “storico” de noantri. Tutto concorre a riparametrare la “storia terrestre”: invece che millenni, decenni; al massimo qualche secolo. Fomenko ne ipotizza, di certo, 10. Lo scenario si apre e si chiude, dunque, tra un Re-Seth e l’altro che, come onde del mare, distano di qualche secolo l’uno dall’altro. Le “ere glaciali”? Re-Seth “naturali”. È-voluti. Il “big bang”? L’apertura del mondo conosciuto, a quello s-conosciuto: sempre la Terra, solo la Terra. Come un teatro a s-comparsa, a compartimenti mobili (come per l’appunto sostanzia la “teoria della tettonica a zolle”). 

Il “popolo eletto”?
Chi la sa molto + lunga di “te” (qua, così). 

Chi conserva ancora conoscenza (memoria) e… “raccomandazione”. A differenza “tua”: l’AntiSistemico per (Sua) eccellenza. Come a dire, mangime per l’alimentazione. Ad immagine e somiglianza, gli “ebrei” sono ovunque, da mo’ (qua, così). Sono “maledetti” a quanto pare, ma… nulla sembra fermarli. Ergo, sono pieni di “alibi”, di “vittimismo”, possono mentire e lo fanno spudoratamente (vedi la questione sempre attuale; senza fare nomi né cog-nomi). Inoltre, sono introdotti, pieni di soldi e di influenza. Sono odiati ma, “niente”. Hanno sempre la meglio. Hanno sempre “ragione”. E quindi

La “cosa” puzza alla grandissima! 


Il chassidismo, ḥasidismo o hassidismo… è un movimento di massa… ebraico basato sul rinnovamento spirituale dell'ebraismo ortodosso… sorto nella Podolia del XVIII secolo… per opera del taumaturgo e kabbalista Yisrāēl ben Ĕlīezer…meglio conosciuto come il Ba'al Shēm Ṭōv… e anche noto con il soprannome di Besht (BeShT, acronimo di Baʻal Shem Tov)… 

Sviluppatosi tra gli ebrei ashkenaziti dell'Europa orientale…

Nonostante la forte critica e opposizione da parte dell'élite formata da rabbini e halakhisti della Lituania - i mitnageddim, di cui il maggior esponente fu il Gaon di Vilna - il movimento chassidico è riuscito ad avere successo e a diffondersi con dinamismo tra gli ebrei di mezza Europa, trovando, a partire dal XX secolo, proseliti anche in Israele, Canada, Stati Uniti d'America e Australia
Poche persone ricevevano il titolo di Baal Shem tra gli ebrei ashkenaziti dell'Europa orientale e centrale. Il nome è più che altro noto in riferimento al fondatore del chassidismo moderno, il Baal Shem Tov (Maestro del Buon Nome), vissuto in Ucraina nel Settecento…

Gli “ebrei” che distano di molto da quei luoghi “sacri”, ora occupati; infatti:

il movimento chassidico è riuscito ad avere successo e a diffondersi con dinamismo tra gli ebrei di mezza Europa, trovando, a partire dal XX secolo, proseliti anche in Israele...
Baal Shem Tov (Maestro del Buon Nome), vissuto in Ucraina nel Settecento… (la “guerra” rivela).

Il “sacrificio” è continuamente richiesto. Baal!

Lo devi... alimentare (anche se funziona), il moto-Re.







Baal è una divinità in alcune tradizioni, mentre in altre viene demonizzato…
Wow: il gatto è vivo e morto, contemporaneamente.

Ergo, Te sei l’ago della bilancia. 

Ma, se sei “te” (qua, così), ehmScegli come scegli, tanto non cambia la Verità. 

Il “momento” di è già successo rimane tale e quale. Ciao!

La quarta parete fa parte della sospensione dell'incredulità esistente tra l'opera di finzione e lo spettatore. Il pubblico di solito accetta implicitamente la quarta parete senza tenerla direttamente in considerazione, potendo così godere della finzione della rappresentazione come se stesse osservando eventi reali. La presenza della quarta parete è una delle convenzioni più affermate della finzione, e in quanto tale ha spinto alcuni artisti ad attirare l'attenzione diretta su di essa per ottenere un effetto drammatico. Ad esempio ne Il quarto muro di A.R. Gurney, un quartetto di personaggi ha a che fare con l'ossessione della casalinga Peggy nei confronti di un muro bianco della sua casa e viene lentamente trascinato in una serie di cliché teatrali, mentre la scenografia e l'azione sul palco vengono sempre più rivolti verso questo presunto muro

Zaffiro e Acciaio = il “tempo” che…

Andrea & Andrea.

Guardi dove ti guidano a... guardare



  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 3987
prospettivavita@gmail.com