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venerdì 29 agosto 2025

Formiche ed affinità.


“Se alcune vite formano un cerchio perfetto, altre assumono delle forme che non possiamo prevedere né comprendere appieno… Forse alcuni scrivono la storia della propria vita creandola giorno per giorno, ma altri sembra che abbiano già la vita conformata e pianificata, perfetta, come un cerchio…”.
Le parole che non ti ho detto

“Io vorrei aiutarla ma non posso, io vorrei dirle di portare una copia della sua polizza a Norma Wilcox al... Norma Wilcox… W-i-l-c-o-x, al terzo piano, ma non posso. Inoltre non posso consigliarle di presentare un modulo WS2475 all'ufficio legale del secondo piano e non mi aspetterei di essere contattato al più presto per un risarcimento. Vorrei aiutarla, ma non c'è niente che posso fare...”.
Gli Incredibili

Le formiche: soldatini, spesso “ubriachi”. 

Hai provato ad osservare, non l’assieme che sembra una macchina perfetta (dal tanto che c’è movimento, anche se non si capisce a che serve, anche se lo immagini poiché lo “sai”, dato che te lo hanno detto che “le formiche lavorano sempre”) quanto la singolarità. Uhm. E, nemmeno, quando un elemento si trascina un bel “pezzo di briciola” (nemmeno l’intera briciola, anche se ce la possono fare); piuttosto, quando quel singolo organismo corre spedito lungo una traiettoria che sembra di-segnata wireless

il flusso che viene “su” Vs quello che va “giù”. Wow

Qualcosa che assomiglia ad un’autostrada con tanto di regole non de-scritte (se non “dentro”, a livello di mente alveare o Comunità Borg) e, chissà, magari con la “Polizia” che vigila da qualche p-arte, assopita, o ancora rivelandosi appena oltre a qualche “autovelox”. Bah

Dunque, si diceva di quella formica che viaggia risolutamente per “strada” e, ops

un momento, perché sembra aver “bevuto troppo”? 

Perché “sbanda” rischiando il collasso con il flusso contrario? Perché – accidenti – ritorna indietro, così… senza aver prima completato il senso dell’andata o del ritorno? Ah! Forse fa parte del “personale addetto ai lavori”, nel senso che è “uscita” per soccorrere qualche simile in difficoltà? 

Non sembra, perché non ne ha la “ufficialità”: con sé non ha nessuno “attrezzo del mestiere”. Inoltre, non c’è nessuno da aiutare o qualcuno che sembra avere bisogno di tale pseudo intervento. Dunque

Che (si) fa? 

Questa formica che cosa sostanzia. Che te dice, tra le righe. Perché un’ape dovrebbe perdere il senso dell’orientamento? Se ne dicono tante. Te ne dicono un sacco ed una sporta, tanto che poi c®edi di sapere tutto, tutto, ma proprio “tutto”. Eh, quanti danni ha fatto (anche) Quark e compagnia similare. 

Gli “umani”: sempre a giudicare. 

Sempre a sostenere assiomi impartiti dalla “Regina”. Così diversi, eppure così “diversi” = identici nella sostanza che li guida ma “niente”. Quella formichina non è impazzita, bensì ti rappresenta: sembra come pro-cedere manco fosse ubriaca. Va avanti ed indietro senza senso, avendolo tra le righe: frattalità da espandere attraverso l’atteggiamento. Un messaggio naturale. La Verità. Altro che gli sms

Lo vedi com’è?

La singolarità è, anche, un mezzo vettore (per la Verità, che funziona). Lo stesso vale per… tutto. Anche per “te”. Persino per Te (ovunque sia Te) o la tua “anima”, il potenziale che non esiste; c’è (proprio come l’oro e l’AntiSistema ed il “momento” di è già successo). 

“Sì ma, quale verità?” continui ad obiettare. 

E, SPS, continua a dirti, “la Verità è una”, proprio come Te, anche se ora sei “te” (qua, così) = proprio quel soldatino ubriaco che la formichina ti “rimanda indietro” mediante il suo atteggiamento mentre la guardi o non la guardi (alla formica non interessa, perché funziona così; e poi, “te” sei così grande che probabilmente per un organismo così piccolo magari manco ci sei, anche se ti muovi rischiando ogni volta di schiacciarla sbadatamente). 

Se una formica viene travolta da “te”, uhmè come se un’onda immane dell’oceano ti “abbattesse”. Magari, è come “morire d’infarto” oppure scomparire nella giungla o perdersi fra le montagne. Chissà. 

La formica “alticcia” ti rappresenta. “Ma come?”. 

Ma sì. Lascia “Fare…”. Cosa vuoi sapere, “te” (qua, così), che sei proprio come l’ultima ruota del carro: quella che “serve”; “te” che sei come il “fermaporta”, il “segnaposto”, lo “usciere”, lo “omino dell’acqua”, etc. 

Più che sul/nel “Globo”, sembri un dipendente stanco di/della “Glovo”.



A “n-orma di legge”, il nuovo “schiavo” in-dipendente. 

Ancora una volta, la singolarità che (ti) riflette sostanzialmente. Non il dito! Ma la “Luna”. Ok

Glovo sarà la Cavalcata della tua Vita!
Se sei qui, è perché stai cercando un giro emozionante. Una corsa che alimenterà le tue ambizioni di assumere una nuova sfida e allungarti oltre la tua zona di comfort. Consegneremo una cultura alternativa costruita sul talento, dove lavoriamo per amplificare l'impatto su milioni di persone, aprendo insieme la strada da seguire. Quindi, pronto a prendere il volante e fare questo The Ride of Your Life?...
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Essere una forza per il bene
Bilanciare la redditività con lo scopo sociale non è facile. Ma preoccuparsi del nostro impatto è nel Dna di Glovo
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Cominci a “comprendere (sostanziare)” il comportamento di quella formichina “fuori di testa”? Vedi che la osservi solamente se te ne accorgi, nell’assieme “ordinato”. Cioè, se ti “fermi un attimo”, prestando seria attenzione. Sì, come fanno anche gli operatori di Quark, ma… non proprio mediante quel “Fare…”. Non stai lavorando quando osservi attentamente. Non immagini di poterci “ricavare qualcosa”. Ci sei

Ecco come la “cultura del denaro (e dello sforzo)” ha imp®egnato la “tua” testa (qua, così). Ogni volta che potresti renderti utile in maniera sostanzialmente alternativa, il “tuo” processo cerebrale (diciamo così) ti auto orienta costantemente sulla modalità “nord magnetico” = profitto, alias, approfittarti di ogni situazione, persino quando intendi fare del bene ma venendo continuamente re-indirizzato al fare del “bene” = il male che non esiste; c’è. E se te lo dice anche “San Paolo”, … 

La “Lettera ai Romani” ha mai ricevuto una “risposta”? 

Paolo esprime la sua incapacità di fare il bene che desidera, perché il peccato che abita in lui lo spinge a fare ciò che detesta, rendendolo schiavo di una legge del peccato che non può controllare con la sola forza di volontà…

Matrix ti ha. El Voladores ti ha dato la sua “mente”. Strategia. “Il peccato che abita in me…”. È già successo. Il l’oro-scopo. Ciò che non esiste; c’è. L’AntiSistema ma “niente”.  

Andrà tutto bene? Af-fidati

“Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto…”.

Te credo: sei come… obbligato in solido (qua, così), anche se… “non è vero, è vero!”. Il lato oscuro della forza è quello dello “sforzo continuo” che è con “te”, nell’AntiSistema che al-fine che (ti) fa? 

Ti strema e “muori”; ogni volta è sempre la stessa, proprio il “momento” iniziale è quello che è già successo e che continua a succedere essenzialmente = in maniera tale che manco te ne rendi conto, perfettamente ar-reso al “tuo” destino de noantri. 
C’è un certo “appeso” che ti guarda da una miriade di luoghi non solo comuni: “Gesù”, ch’è risorto dopo tre giorni, ma… “niente”: per “te” è sempre in croce. Perché? Perché ti “fissi” in tal modo, anche se sei solo “c®edente ma non praticante”, anche se “non te ne importa nulla” però… lo sai chi è “quello in croce”; inoltre, sai che è “sempre in croce”. No

E se lo sai, lo sei. 

“Ma che cazzo di proverbio è? 
Non è un proverbio: è la vita…”.
Chiedimi se sono felice

“Fuori dal letto?...”. Lavori

Taluni lavorano anche nel letto. Il “Pil” non guarda in faccia e niente e nessuno. Macina tutto. E, fra le righe, indovina? Sostanzia. Però, “te” sei sempre troppo impegnato per… Quindi, “niente”. Infatti, mica lo fermi qualcosa ch’è qualcuno, se lo ignori, chiudi gli occhi, non ci pensi, pensi positivo, preghi, te ne freghi, pensi diversamente, etc. etc. etc.

Pensare diversamente è “buono”? Uhm. Ti fa + figo?

Ricordi il famoso motto Apple:
“think different”.

Bella roba (a meno che ne estrapoli il significato o Verità). 



“Dio” c'è





Uno “slogan” non è mai vero, essendo “vero”. Dunque, la decodifica del “dato” (la Verità, comunque “dentro”) la ottieni se 1- te ne accorgi sostanzialmente e 2- “Fai…” qualcosa di coerente con il punto 1. 

Fra 1 e 2 intercorre la sfericità dell’esserci, da cui sprigioni Te, ma guarda un po’. Ecco come, or dunque, da una qualsivoglia versione di “te” (qua, così), ottieni sempre di ritorna-Re a Te (qua, xxx) o meglio (xxx, xxx) oppure (Te, Te). Augh!

Capo “formica impazzita” ha parlato. E così ha detto. 

“Fatti non foste a viver come bruti…”. E, nemmeno, per seguire la “cono-scienza” AntiSistemica (l’oro). Oppure, sì? Se vai Oltre, persino, alla “c®eazione”, dribbli pure “Dante”, che ti descrive in tale processo “ombra (selva oscura)” come se il “Paradiso” fosse inarrivabile (troppa luce, per “Dio”: abbassate un po’ le luci!). 

Cosa ti devi “meritare”? 

Cosa, se ti è già successo di tutto e soprattutto… d+. Dai!

“Ti dimenticherai presto di me, vero?
Ogni giorno…”.
Le parole che non ti ho detto


Servo della... Glovo

  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4021
prospettivavita@gmail.com


giovedì 28 agosto 2025

Un qualcosa periodico.


AntiSistema periodico

Che fa? Si auto ripete, “fuori e dentro”, alias, sia fisicamente che nella sostanza.

Ma, quando questo “qualcosa” è…qualcuno, di conseguenza si tratta di un “serial killer”. Perché, diversamente, non si manifesta direttamente e perché “te” continui a morire all’interno di tale Re-Ame(n). No

Quando questo qualcuno si rivela, diventa “qualcuno”. 

“Dio”. El “Diab(o)lo”. Per chi? , per “te”. E chi sei “te”? Sei la “tua” pallida ombra: l’hombre di Te, che rimani appeso al chiodo (del potenziale). 

Non è che “non ci sei più”; esisti e dunque sopravvivi. E basta!

Ma, “da qualche p-arte”, è Te che permette tutto questo… “te” (qua, così). Come se Te fossi una miniera da cui estrarre tutto quello che “serve” (l’oro). Altro che. Ove, l’estratto speciale (la l’oro Grande Opera) sei proprio “te”: il Golem, l’Eichmann, il servo perfetto = l’ingranaggio che ignora di esserlo, pensando ed immaginando esattamente al contrario o ad angolo giro. 

Eccerto; perché quando qualcosa è “qualcuno”, è qualcuno che occorre identificare. Qualcuno che si ammanta di ogni “Ben di Dio” che, ad esempio, la “scienza” - l’ennesimo firewall AntiSistemico causale – permette ad hoc ma “niente”. 

Risultato

L’AntiSistema. Se preferisci, essendo più “concepibile”, Aushwitz. 

Ma non Gaza. Vero?

Ok? “Ora”, dato che stai assistendo a Gaza, uhm… mentre continua – al contempo - la novella del “mai più un altro genocidio”, bah 

Ci sei? Non servono altre parole. Quindi?
Quando hanno senso i due pesi e due misure...

All’opera non esiste ma c’è la relativa (assoluta) “regia”. Qualcuno che lo permette, non visto che coincide con il proprio scopo, in qualcosa dove persino il caso non è mai lasciato al caso. È ovvio che sei “te” che lo permetti, nella sostanza; se “te” fossi Te, ti saresti accorto. Ergo, sei in qualcosa che avviene solamente quando Te sei stato auto “trasformato” in “te” (qua, così). Ecco il consueto fuoco fatuo o “dilemma”:

è nato prima l’uovo o la gallina…

Questa è la “logica” che ti ha nell’AntiSistema = l’AntiSistema (l’oro) stesso. Quella lineare, che non ti permette mai di rivolgerti alla ragione fondamentale, né di sostanziare la realtà che rimane solamente da acquisire in quanto tale e quale (l’AntiSistema: il paradigma rivelato). 

Mentre è non linearmente che continua a succedere l’im-possibile (potenziale) è già successo. Quel “momento” messo a fruttare in leva, continuamente (qua, così), ossia, all’interno di ciò che è sia alimentazione che riproduzione dell’evento cardine o “Big Bang” de noantri. Dunque, “te” ti manifesti direttamente (qua, così), essendo una “costola” di Te, che fungi da… “Adamo per Eva”. Ma sì; mischia tutto insieme, tanto c’è sempre (la) Verità. 

Come la metti, la metti, essa è sempre Verità. Come un gatto che può cadere da ogni altezza ma “cade sempre in piedi”. Il ninja perfetto. O, meglio, l’ennesimo riflesso frattale espanso. Anzi, il consueto riflesso che dovrebbe essere espanso frattalmente (sostanziato) da… chi? 

Se la Verità (ti) riporta (sempre) il “dato”, perché l’AntiSistema non crolla? Perché ci sei “te” a prendere continuamente lucciole per lanterne, ri-edificando senza soluzione di continuità l’AntiSistema; come se “lavorassi in fabbrica” ma “da casa”, wireless attraverso la “tua” vita (qua, così). 

Ma sì: il Modello Truman Show; quello totale nel quale ci sei dentro ma… ti viene sempre da considerare in primis ch’è “naturale” o, ovvio, oppure “come se fossi orfano dell’alternativa sostanziale”, di certo, in maniera è-voluta. Per forza di cose, c’è premeditazione in tutto ciò. No?

Infatti, “Dio crea”. Ergo

Fa le cose a caso? Suvvia. Hai tutto sul “piatto”: ma non te ne avvedi. Proprio come se fossi nel classico e non solo proverbiale, “incanto”. In questo Bollettino, SPS (il sottoscritto) “si chiede” = ti chiede (anche se è una “domanda”, avendolo già constatato a pieno):

“la più grande storia” o l’AntiSistema (l’oro)
“non ti prende”
poiché (ti) già preso (ti ha, infatti).

Ecco; la non linearità in azione. Qualcosa di “parlante”, tuttavia, preferisci vederti il Signore degli A(g)nelli. A tal pro; causalmente, che “fine stanno facendo gli Agnelli”:

vengono sacrificati sull’altare degli El-Kan. 

Agnelli per... leoni. 

Una “galassia” in rotta di collisione con un’altra, sempre sottodomino ma “ad immagine e somiglianza” con ciò che non esiste ma c’è. Dov’è finita la Fiat? E la Juventus? Com’è che c’è un processo aperto, per quanto concerne una certa “eredità”, che potrebbe variare l’assetto della “proprietà”, ma… “niente”. Al solito: in casa del ladro, impari a rubare (soprattutto se ti imp®egni, se cedi al “lato oscuro della forza”). 

SPS non “buca lo schermo” perché…:

“che vuoi; fare i soldi facili, da casa, senza fare niente”.

Avere “successo” ove è già successo, cosa significa. Una diversa successione. Trovi? Una questione di “controllo” = potere. Sì, proprio quel potere che ti permette di… potere. Altro che i soldi e/o quant’altro. 

Dal 2009:
può essere una questione di soldi y successo facile? Bah

Mai sentito parlare di “qualcosa di più grande”? Ogni individuo è dotato di qualcosa di speciale; qualcosa che viene portato via, continuamente. In che modo? Essendo già successo, è “ora” che si continua ad auto ripetere nella sostanza. È in quella singolare “particella” che sei auto intrappolato (qua, così). 

Il sistema periodico è il quinto libro pubblicato da Primo Levi. Si tratta di una raccolta di racconti edita nel 1975… La vita dell'autore vista attraverso il caleidoscopio della chimica










Ancora frattalità espansa; pardon: valore aggiunto da espandere frattalmente (nella sostanza, sostanziare). Qualcosa che necessita, però, di Te. Te che, guarda non caso, sei “te” nell’AntiSistema Vs l’AntiSistema che ti ha ma “niente”. Nel doppio specchio ti auto dis-perdi. 

Te ne avvedi, finalmente? 

SPS prende tutto quello che (ti) gravita dentro ed intorno:

facendo di tutta l’erba il solito “fascio” = l’è già successo che s-piega tutto.

Intendi “chiudere definitivamente ogni anello aperto” in termini di… “domande ataviche senza risposta alcuna”?

Me! No? 

L’atteggiamento è il perno: l’essere “formulare” ri-formula tutto quanto mediante il proprio “Fare…”, risolvendo una volta per tutte non ogni questione, bensì, la… questione costantemente aperta, come una ferita suppurata. Non ti accorgi del “pus” che si accumula in seguito alla “infezione”. No

Vedi che è la “tua” vita quel… “pus”.

Mentre la “infezione” son l’oro, che non esistono anche se ci sono (provocando il “tuo” malessere oramai cronico o “naturale). 

SPS non “buca lo schermo” perché… non è-voluto!

“Il narratore prende ciò che narra dall’esperienza – dalla propria o da quella che gli è stata riferita – e lo trasforma in esperienza di quelli che ascoltano la sua storia…”.
Walter Benjamin

Ecco SPS. Ma…

Per quanto mostruoso o stravagante o grottesco o fantascientifico sia l’oggetto della narrazione, chi ascolta sente che quel racconto lo riguarda

Ecco Te. Ma…

Il vecchio marinaio, che ha vissuto in prima persona un evento tragico, è spinto dalla necessità di liberarsi di quella esperienza angosciante affidandola attraverso il racconto a qualcuno, non importa chi…

Ecco la Verità, in azione, mentre “surfa” anche attraverso SPS.

La narrazione del marinaio non solo funziona, perché ottiene ascolto dal suo interlocutore, ma riesce a tal punto efficace che al termine del racconto il giovane… “andò via come uno stordito, abbandonato dal senno: uomo più triste e più saggio si levò l’indomani…”…

Ecco quello che ti dovrebbe succedere dopo 16 anni di SPS, se fossi Te. Ma

In ogni caso il narratore è persona “di consiglio” per chi lo ascolta…
Primo Levi narratore e Il sistema periodico - Fabio Magro

Ecco quello che non ritieni essere SPS, essendo “te” (qua, così), però.

“Mi(ni)stero risolto”.

Urgi Te, affinché… Nevvero? Altrimenti, son sempre “dolori” (qua, così). Cioè? , “niente de che”. Tipo, “Io son stufa eh. Guarda che mi sono stufata. Sempre io e te, te e io. Che barba che noia, che noia che barba... Buona notte…”. Ricordi

Lo dovresti poiché è “storia di ogni giorno”, nell’AntiSistema che:
si ripete periodicamente
non linearmente
ad angolo giro
ma “niente”.

“La nobiltà dell'uomo, acquisita in cento secoli di prove e di errori, era consistita nel farsi signore della materia, e io mi ero iscritto a Chimica perché a questa nobiltà mi volevo mantenere fedele. Vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere l'universo e noi stessi: e quindi il Sistema Periodico di Mendeleev... era una poesia….”.
Il sistema periodico, Ferro – Primo Levi

Ecco quando “prendi il solito granchio”. Quando scambi “qualcuno” per qualcosa. Quando c®edi di essere nella “storia naturale dell’uomo”. Una questione di “scimmie” mai troppo cresciute. Manco fossero… bonsai = un organismo “sotto controllo nativo”. 

Infatti, gli “anglo-sassoni” o “inglesi” ad un certo punto lo premiano:

il 19 ottobre 2006 la Royal Institution del Regno Unito scelse quest'opera come il miglior libro di scienza mai scritto… La struttura della raccolta ha ispirato Grande romanzo europeo di Koen Peeters, in cui gli elementi periodici sono sostituiti dalle capitali europee. La stessa opera di Levi viene citata all'interno del romanzo.

Ci sei? La “trama” è unica; meglio: una ragnatela o rete. Ed, il “riconoscimento” è postumo: “circolare, circolare, non c’è nulla da vedere…”. 

Indifferente nella differita (qua, così). 

Quando sei su una nave “in mezzo al mare”, dopo aver pagato il biglietto ed esserti “imbarcato”, chi guida il mezzo. Ecco la stessa situazione nella quale “sei” (qua, così). Tutto si ripete perché Te lo permetti. Anzi, tutto si ripete perché è già successo che Te sei diventato “te” (qua, così).

“Gli elementi periodici sono sostituiti dalle capitali europee…”.

Sei stato “atomizzato” e poi disperso nell’aria, terra-in-formando la Terra ch’è si è trasformata in design AntiSistemico: tale è la macch-in-azione (l’oro). 

E tale è la “fissa” SPS. 

Mentre, sempre tale è la “tua” condizione di auto sopravvivente in luogo di esserci. 

Tale e quale, è lo “show”. 

Un “qualcosa” di periodico ove i “personaggi sono sempre in cerca di autore”, nel senso che non l’immaginano nemmeno, se non attraverso metafore che sfuggono persino a “sé”. 

Marx consacra il “lavoro”. Levi la “chimica”. 

Ingranaggi ad hoc…





  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4020
prospettivavita@gmail.com


mercoledì 27 agosto 2025

Com’è che ti fregano sempre.


Mono poli(o)

, la “parola cardine” è proprio quel quasi in-significante “sempre”. Sempre, significa “è già successo e continua a succedere”. Un po’ come aver avuto un “incidente” ed ora essere (sempre) in coma, indotto:

ridotto ad un vegetale
sotto controllo altrui
in-cosciente.

Mettitelo in testa: è già successo quel “momento” che, messo a fruttare in leva, bon. La frittata è fatta. Il dado è ex-tratto. Rien ne va plus. Non plus ultra. Quando sei arrivato”.  

Ossia, “niente y Nessuno” ti ha (qua, così).

Sei in una strategia coi controfiocchi. Osserva “meglio” una qualsivoglia, ad esempio, “ammiraglia” di una classica “casa di costruzioni automobilistica”. Come ti sembra. Com’è. In generale èperfetta. Sì, ma non di quel tipo di perfezione che ti aspetti (più spendi meglio spendi); piuttosto, è “perfetta” nel senso sostanziale del “dato” che (te lo) indica:

indica la “perfezione” = ciò che non esiste; c’è. 

Al solito, nevvero. Ma “non vedi” quanto sono accurati, nel replicare quel “modello”, coloro che ne riflettono essenzialmente la sostanza, alias, la com-presenza “ombra”, la rivelazione (qua, così). Come ti spieghi, al di là del processo di “ri-produzione” industriale e dell’accuratezza e professionalità di chi vi lavora “dentro”, il tal prodotto che “te” manco se ti impegni tutta la vita riusciresti a comprendere quanto ci sia dentro in termini di… “impatto” e, dunque, riflessione frattale espansa. 

Sì, non si capisce un’acca. 

Che è, del resto, proprio quel che sai relativamente a l’oro e ad ogni relatività inerente. Mentre, di contralto/contrasto, c®edi di “sapere tutto”! Boom. Preso in castagna alla grande, pensando ed immaginando esattamente al/il contrario.

Un esempio? Uhm:

“evoluzione” = è-voluto (da l’oro)
“decidere” = scegliere sempre fra…
“libertà y democrazia” = lunghezza della “corda”…

No? Ci sei? Sempre, è la “parola chiave”, poiché significa che è già successo. Cosa? A chi? Le tue “domande” sono le solite, come la “risposta (Verità)” che giunge continuamente, ma a “te” nulla tange in tal senso. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire; ma, aitè, “ci senti benissimo” – in termini di udito e di relativo organo – motivo per cui persino il non solo proverbio “va a farsi benedire” sostanzialmente. 

Il significato; sì: ne sei al corrente, cioè sai che esiste un significato, così come la morale, etc. etc. etc. Tuttavia, sei sempre “fermo” con le 4 frecce lungo la via: del resto sei nel coma auto indotto, nella situazione del “vegetale”. 

Il controllo è tutto. Immaginalo, all-ora.








Osserva meglio il tipo in bombetta! Con il... bastone del pote-Re.

Ergo, sei Te ad essere in tal “posizione (coma indotto)”, da cui (l’oro) estraggono tutto quello che “serve” all’AntiSistema = allo scopo assoluto

Il l’oro-scopo! 

Sei in qualcosa dove “in giro” esiste di tutto ma soprattutto “molto altro”, la cui “gravità” è contrassegnata precipuamente, nello specifico o, meglio, nella sostanza. Ovvio, la Verità è in un “dato” modo. Motivo per cui, essendo “te” (qua, così) e non Te (che sei l’appeso), è la “verità” ad auto manutenerti “informato”; quindi, è a “te” demandato di “decodificare l’informazione”. Un po’ come a dire “ciaone”, prendendo “te (l’et = l’alienato)” continuamente “granchi”. 

Te, sei stato auto “trasformato” (qua, così), by il l’oro “effetto gravitazionale” in-diretto, non lineare, ubiquo, in leva, da remoto, etc. etc. etc. in “eT”, ossia, ad angolo giro (non è successo “niente”) in “et”, che riflesso diventa “te”. 

Ove, eT è il famigerato anello di congiunzione.

Infatti:

da Te a “te” v’è perlomeno unangolo giro” 

l'eT (il ribaltone)
ossia
la strategia perfetta
quella che 
non esiste (x “te”) anche se c’è (come l’oro e l’AntiSistema).

“Casa dolce casa”.

Nel (qua, così) non sei mai a casa tua, poiché essendo “te” sei di conseguenza sempre a casa l’oro. Anche quando la casa è tua, è “tua”. Anche con tanto di “contratto” persino “a norma di legge”. Il fatto che ti possa essere espropriata la “tua” casa, non ti dice proprio niente, essenzialmente? Certo; per motivi “superiori”, qualcuno viene da “te” e ti liquida la “tua” casa, al valore di mercato. Sic

Te la pagano. Non te la stanno rubando. Vero

Ma, soprattutto, cosa diamine significa, non è “cosa vuol dire?”. Ti trovi? Il significato è, guarda non caso, proprio e sempre… Oltre. E, in tal modo, ti può essere fornita continuamente persino la Verità o la “verità”, in-tanto x “te” è sempre notta buia, anche se con-vinto del contrario. Wow

Si rimane sempre sbalorditi al cospetto di una simileenormità”.

La Creazione è un Cerchio. Un Cerchio è formato da tanti Cerchi. Sfere, spirali, elissi, anelli. Lo Spazio si curva, le galassie girano, le stelle e i pianeti ruotano seguendo delle orbite. Dalla nostra Terra che ruota, guardiamo un Universo che gira. Giriamo e giriamo, nella nostra danza circolare senza fine. Quando ci ritroviamo insieme in un Cerchio, ci sentiamo al posto giusto e in armonia con la nostra natura. Quando siamo in Cerchio, è come tornare a casa e quando cominciamo a farne esperienza, a relazionarci in Cerchio, condividendo i pensieri, le emozioni, i sogni, le decisioni, il lavoro, il gioco e la creatività, ci rendiamo conto che rende la nostra vita più ricca, appagante e piena. Dato che è naturale per gli esseri umani, essere affettuosi e premurosi quando sono liberi dalla coercizione e dal dominio, l’energia che anima il Cerchio è l’amore…
“La Via del Cerchio” - Manitonquat

Ma che bello! Vero? “Che bello, che bello, che bello…”. 



Si vede il marsupio?

Oppure, lo preferisci così; allo stato grezzo...

Peccato, dunque, che “senza chiavi di attivazione”, … non te ne “Fai…” niente a livello sostanziale. Cioè, la cosiddetta “alternativa sostanziale” non può mai emergere ma soprattutto radicarsi, essendo il (qua, così) costantemente “al comando delle operazioni”, non visto che l’I-Ambiente è in tal modo schierato, schermato...

L’atteggiamento è il “Fare…”, mediante il quale ti di-mostri x quello che sei, potenzialmente. Senza “attivazione”, però, è sempre tutto “fra virgolette”, come “sparare a salve” o con una “pistola giocattolo”. O, ancora, come essere una tigre a cui sono stati levati denti e artigli… 

Dunque, il “dato” è sempre vero, anche quando “vero”. Il problema è ciò che (ti) è già successo, però. Quello che rende ogni volta il “dato”, un soprammobile, oppure la consueta “falsa pista” da imparare a memoria e per-seguire con-vinti di…, e invece “niente”. 

Ora, “Fai…” attenzione a…
“la Via del Cerchio fa parte delle Istruzioni Originali dell'umanità…”.

Del resto, se sei stato “creato”. No? Avrai anche delle “istruzioni”, come in ogni “programma strutturato che omette/allude, però, al livello del linguaggio macchina”. Vedi che “schiacciare un tasto segreto e ritornare alle istruzioni originali di fabbrica”, non ti conviene (non è che non puoi). Poiché, andresti a confermare tutto quello che “sei (qua, così). Ergo? Le “istruzioni originali” sono quelle post è già successo. 

E mettili questi “puntini sulle i”, una volta per tutte!

La “tavola rotonda” di Re Artù? Uhm. Se ti rivedi il non solo “film”, ti accorgerai che è sempre il Re a decidere, anche se tutti siedono “come pari” senza darsi le spalle, perfettamente “ascoltati”. 

Piuttosto, auto disinnescati. 

Il Re e relativa “c(o)orte”. Pensa, inoltre, che questi sono solo i “Bravi”. Figurati, “te” di conseguenza come sei messo (qua, così), Oltre ad essere (qua, così): “te” = laggente non solo Smith. 

La “parola in leva” è… sempre

Rivediti meglio persino il giogo d-El… Monopoly(o). 






  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4019
prospettivavita@gmail.com