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giovedì 14 settembre 2017

Storia del deviato ma non della deviazione.



L’umanità intera (e non la “sua” storia, che è solamente il racconto deviato, ma non è il racconto della “sua” deviazione, inteso come “perché, in che modo, quando, dove, etc.”… l’elemento portante, compresente, manifesto... ed immanifesto per quanto riguarda la consapevolezza umana, ha già potuto deviarne assolutamente il relativo “passo, futuro, destino, orbita, etc.”) procede nel cono d’ombra di una “eclisse” sotto (alla) dominante.
Ombra che si è condensata nel tempo chimico...
La conseguenza (ed il modo, lente, focale, prospettiva, strategia, piano, etc. sotto dominante) è il “qua, così”
Che cosa è il “qua, così”? 
È l’essere “qua” viv3, sopravvivendo “così”… come puoi misurare tranquillamente anche da te, sulla tua pelle (facendo finta di nulla, per abitudine e manifesta auto impotenza, a/di fronte a qualcosa che è qualcun3 di assolutamente non pres3 in seria considerazione come, ad esempio, merita l’alta considerazione globale collegabile ad una pandemia). 
Questo solco d’aratro AntiSistemico (la negazione dell’utopia “come dovrebbe essere”, Sistema) è l’ombra che caratterizza ed avvolge interamente il cammino, sul posto, dell’umanità intera. 
L’ombra è, però, la proiezione di un corpo fisico che, allora, esiste anch’esso da qualche parte “qua, così” (a Filtro di Semplificazione attivo, ossia, evitando di allargare a dismisura la cerchia auto investigativa. Per intenderci, omettendo ogni ambito collegato agli alieni, ai fantasmi, al metafisico, etc. Infatti, essendo la caratteristica ambientale frattale espansa, l’informazione c’è sempre, essendo l’ambiente stesso una memoria indelebile globale). 

venerdì 13 gennaio 2017

Cancellare la memoria.



Per farti accettare determinate “cose (stati)”, vieni indott3 a credere che “sia tutto oro quello che riluce”. 
Questo perché “sei conosciut3”. Il “tuo” funzionamento è (già) noto. 
È il ricordo di ciò, a non essere noto (ma solamente a te e ad ogni individuo nella tua stessa situazione “qua, così”). 
Qualcosa che emerge, in coloro che devono “operare” in un certo momento, solo per il tempo esatto richiesto da quel “momento”. Poi, la memoria si auto cancella… anche in ess3, non visto che “il lavoro è inconscio” e, come tale, lo deve rimanere, al fine di essere perfetto sotto ad ogni punto di vista, ad eccezione dell’unico che conta sostanzialmente per te:
il tuo.
Per questo motivo, appunto, il “lavoro” è – e deve – rimanere… inconscio.
Il “lavoro” è tutto quello che fai, quando richiesto, con l’obiettivo di contribuire a mantenere la realtà manifesta… “qua, così”.
Qualcosa che nemmeno tendi ad immaginare, tanto è arcigna la tenuta AntiSistemica dell’intenzione dominante (che si avvale dell’umanità o, meglio, del resto dell’umanità, come se fosse il proprio “personale domestico”)…
C’è come una “interferenza”, assieme all'aria da respirare (obbligatoriamente). 
Un manto di oblio, un cancellino “naturale”, un panno imbevuto di etere, un intervento costante a “cielo aperto”.
E quello che stai pensando, ora… se giudicato (risultante) pericoloso per il paradigma “qua, così”, viene immediatamente rimosso e cancellato (eliminato, terminato, dimenticato, etc.).
Questo è “troppo, per te”? Non importa quello che stai pensando anche a tal riguardo. Non importa perché è “già successo” e continuerà a succedere ad “immagine e somiglianza” di ciò che “è già successo”:
come puoi, forse, notare
il riflesso non giunge ad evidenziare la dominante
se non attraverso la caratteristica ambientale simbolica sostanziale frattale espansa
qualcosa che, tuttavia, ti devi ricordare che esiste (nonostante tutto).

mercoledì 7 dicembre 2016

Trasformi la ripetizione in scorrimento. Così dimentichi…



La “storia”, ti dicono, si ripete. Ossia, “tende a”… ripetersi (ciclicamente). 
Una “storia” che, quindi, sembra lasciare esattamente (sostanzialmente) tutto “com'è”, rivestendo di apparenza e, persino, di “poesia”, il “cambiamento” (che non è possibile “qua, così”, per via del primo principio della termodinamica).
Tutto si trasforma… (passando da una forma all'altra)”.
Che cosa succede se… metti insieme (e "riunisci i puntini"), con un altro famoso “motto”?
Tutto scorre…”.
Ok. Che cosa si ricompone? Qualcosa di casuale? Uno scherzo della natura? 
Oppure, avviene qualche decodifica della realtà manifesta, alla luce (ombra) di quella potenziale (nella quale tu sei, sostanzialmente, ancora e sempre “te stess3”, al di là del momento di “è già successo” e della compresenza, immanifesta, dominante)… Questo. Vero?
La storia si ripete (ciclicità, status quo, controllo, “radiografia” frattale espansa della ragione fondamentale dominante).
Tutto si trasforma (apparenza, delimitazione circolare, causalità ed effetto derivanti da ciò che imprime “rotazione, senso, direzione, etc.”).
Tutto scorre (nella fissità di ciò che rimane immutabile, poiché inosservato, lo scorrere è defluire nella corrente, in “tondo”, impotentemente… poiché senza accortezza né consapevolezza).
Mentre “tutto… scorre, si trasforma, ripetendosi”:
è il loop by dominante
è come osservare con una punta di ritardo, l’aria che si muove al passaggio del treno, arrivando dopo il passaggio del treno
è il dimenticare ciclico e strategico

giovedì 3 novembre 2016

Dima e contenuto.




Si dice che “sei liber3 di fare come meglio credi”.
Davvero? 
Allora, sei liber3 di non studiare, ma ne pagherai le conseguenze, quando “crescerai, nel mondo del lavoro”.
Sei liber3, così, di studiare.
Liber3 di scegliere quale “indirizzo” prendere (tra quelli disponibili), dopo essere andat3 alla “scuola dell’obbligo (per ben otto anni)”.
Di quale libertà sei “dotat3 ‘qua, così’”?
Di quel grado di autonomia, che si lascia al pollame, alle “galline felici”… libere di uscire dalla gabbia, per entrare nel più vasto territorio, delineato da un confine artificiale oppure naturale (l’inizio del bosco, l’argine di un fiume, di un canale, di un campo, etc.).
Pensi che questa “libertà”, si esaurisca con questi due esempi in croce? No. Vero?
Infatti, è totale quello che osservi o non osservi, ossia, “fa a meno della tua viva attenzione (è sufficiente che tu partecipi, non importa come, anziimporta, ed è molto meglio “lato tuo/umanità, dominat3”, che tu sia sempre meno consci3 di quello che succede, ti accade, si sviluppa ed espande nella realtà manifesta “qua, così”).
L’ingrediente base – per l’auto sostentamento dello status quo AntiSistemico - è proprio quello che tu sia sufficientemente distaccat3 dalla centralità di quello che continua a “svilupparsi” convenzionalmente, nell'auto convenzione/convinzione che/di
La caratteristica ambientale, globale, è – nonostante ogni parere “libero” altro – quella frattale espansa. 
Ossia, leggiti Mandelbrot (per introdurti nel discorso) e, poi, SPS (per approfondirlo e renderlo, così, estremamente… concreto, reale, intelligente, logico e puntuto).

giovedì 22 settembre 2016

Fuoco alla polveri.



Chi/cosa sta immaginando tutto questo?
Al di là di tutto, persino della metafora... chi/cosa riesci, ancora, ad immaginare? Al massimo giungi ad una "causa", ma... non più, raggiungi la ragione fondamentale (se non investendola dell'etichetta irraggiungibile "Dio", non capendone nemmeno la portata frattale espansa).
In SPS, il riferimento all'immaginazione è sostanziale, concreto, agibile, percorribile, calpestabile, auto sostenibile, certo, etc. pur facendo riferimento, anche, all'immaginazione (fiaba) convenzionalmente disinnescata "qua, così" e raccontata solo agli infanti.
Quando “smarrisci la tua memoria (causalmente e senza, ovviamente, saperlo)”, rimani come un libro – ritornato bianco – alla mercé di quei “principi”, orientati a “riscrivere tutto”
  
Così, ciò che è il tuo “è già successo”, ritorna esattamente da dove era provenuto, ossia: nel potenziale.
In qualcosa di sempre possibile ma, dipendente dall’intenzione avente sufficiente “potere” per disgelare o per, default, mantenere l’eterno inverno (che tutto conserva, in attesa di una primavera orientante il carico informativo, auto compresente).
Nel potenziale esiste già tutto. Senza alcun limite. Senza nessuna censura. Tutto già “perfettamente immaginabile”. Tutto disponibile, se solo ricordi la modalità per la relativa “estrazione”.
È, questo, un discorso tanto astruso, per te e per la tua prospettiva?
Certo che no. Ma… SPS (Io) a chi mi sto rivolgendo, ora “qua, così”?
A Te o a… “Te”? 
  

lunedì 29 agosto 2016

Fai.



Guida elettronica (loop, frattale espanso. Domanda: “chi/cosa guida cosa/chi?”) = permetterti di continuare ad usare gli smartphone (la tecnologia), in maniera possessiva, mentre alla tua sicurezza (apparente, fisica)” ci pensa la tecnologia…
 
Sono trascorsi, praticamente, sette anni... da quando SPS non esisteva ancora.
Il classico “ciclo”, insomma.
Quel numero “7”, tradizionalmente ritrovabile ovunque, dalle note, ai colori, ai giorni settimanali, etc. Il “settenario”, che qualche anno fa permise l’emergere della consapevolezza di “ritrovarsi perfettamente (da una prospettiva dominante), in una realtà ordinaria e manifesta ‘qua così’ a polarizzazione (caratteristica) AntiSistemica”…

  Il settenario. Ovvero, la legge del sette e le sue applicazioni - Ing. Carlo Splendore (emersione dell’AntiSistema, in SPS)...
Ora, personalmente, si è concluso (si sta concludendo) il primo “step”:
  • l’accorgersi.
        

martedì 16 agosto 2016

Votare non è autentica scelta, in assenza di alternativa.


"Strategia dominante e delegazione frattale espansa" = terra riformazione
Nella dualità "scegli". Nella tri-unità (centralmente), "determini":
  1. da passiv3
  2. ad attiv3
  3. a proattiv3.
Nell’AntiSistema (la “tua” realtà manifesta, “qua, così”) by dominante (la compresenza, non manifesta e ragione fondamentale della “forma artificiale” sociale, naturale), tu non scegli ma ti adegui, poiché – nella presunta scelta – sostanzialmente non cambia nulla, nella “direzione” impressa al bastimento (carico) umano, ivi trasportato.
Sia che tu scelga quest3 o quell3, la “direzione” rimarrà sempre la stessa:
  • direzione = senso, lato, verso, rotta, via, etc.
  • direzione = parte “relativa a (quindi, assoluta se... dominante)”
  • direzione = comando, regia, amministrazione, etc.
  
La Massa (non solo Usa) è, ciclicamente, chiamata a decidere tra due contendenti (che alla fine "si danno la mano" e anche se non lo fanno - in un certo contesto è giudicato come molto antidemocratico - non importa) che sono sostanzialmente la stessa “cosa”.
L’elezione del Presidente Usa è, a livello simbolico frattale espanso, uno dei segnali - e delle prove più tangibili - che “tu non hai nessuna facoltà di scelta ‘qua così’”.
  

mercoledì 10 agosto 2016

Correggi il tiro.


La prospettiva che "vede tutto". Anche gli aerei in volo...
In SPS (attraverso SPS/Me), ormai, si è ”fatta largo (aperta)” una prospettiva centrale (con a cuore la “giustizia naturale per chiunque, chiunque inclus3”.
Quel tipo di giustizia che ti aspetteresti di ritrovare, osservando il mondo con occhi giusti, ossia, attraverso l’idonea prospettiva/aspettativa, sterilizzata da ogni e qualsiasi forma di “interesse personale”) “lato tuo/umanità, centrale”.
Qualcosa che rileva e decodifica, attentamente, tutto quello che succede… ponendolo alla luce di una realtà manifesta sostanzialmente “preda di un ordine di potere compresente e non manifesto”.
La ragione fondamentale a/per tutto quello che “qua, così”, accade, continuando a succedere dal “momento di ‘è già successo’”.
 
Questa “discendenza” è il frutto, derivante dunque dal “seme”:
  • frutto che rigenera in continuazione, “nuovo seme”
  • sempre lo stesso che, solamente, si auto rinnova attraverso il conseguire della Massa, resa come inerte, inerme, sotto ad incanto.
SPS denuncia le motivazioni alle fondamenta dell’ingiustizia “qua, così”.
Di quello “stato di cose (realtà manifesta)” che abitudinariamente, ormai, hai riassunto ed elevato (indirettamente) a “stato di normalità”, mandando giù quello che era un “boccone troppo amaro, per essere vero”.
Tu preferisci “far finta di niente”, poiché la schermatura AntiSistemica è troppo spessa, per essere trapassata (anche se non lo sai). Ergo:
  • il “tuo” preferire
è, di più
  • un lasciarti andare nella/alla corrente dello/nello status quo.
   

giovedì 16 giugno 2016

Sotto dominare da dominati: il principio della malattia, che introduce alla condizione di In Comunione (se…).


Non ci si accorge mai di essere dipendenti fino a quando non si decide di testa propria di voler smettere di fare qualcosa e si scopre che non è la testa a condurre il gioco…”.
Sugar Blues - William Dufty
Quando la “malattia” diventa convenzionale, la sanità che cosa riguardase non la preservazione dello stato di malattia?
Ecco, allora, l’ospedalizzazione della società, la cui età media “cresce” proprio come il business, che contribuisce a “mantenere in vita”. Cosa viene, prima? Se non osservi “lato tuo, centrale”, dalla tua ottica dimensionale, la prospettiva risente – ancora una volta – del grado e possesso, convenzionale “qua, così”.
Al fine di non disperderti – non tanto in te, quanto nello status quo – necessiti di un centro, al/dal quale “appartenere”. E cosa c’è, di meglio, che/se non il “tuo centro, centrale, centralmente lato tuo, centrale”?
  
A chi/cosa appartieni… se non a te stesso/a? 
Un simile “termine”, infatti, delinea uno stato in qualche modo distaccato da te, come se la “tradizione (derivante dall’uso quotidiano)” annunciasse tra le righe, e tra i significati sedimentati nel tempo... dalle strategie dominanti e sottodominanti, proprio qualcosa che ti “è già accaduto”:
  • il distacco da una parte “solida (ma resa eterea, poiché, dimenticata)”, di te
  • te, che rimani convinto/a, di conseguenza, di essere solo la punta di un iceberg, che non riesci più a percepire.
Il potenziale, tuttavia, è sempre del tutto intatto, per cui… ad esempio, la funzione religiosa porta all’emersione... la simbologia divina che, a livello frattale espanso (lato memoria centrale) narra ancora di te e del tuo stato “uno e trino” e del “padre, che è nei cieli (mentre tu sei “qua, così”, sulla terra)”.
Ogni valenza divina è riferita a te, nella misura in cui...
       

giovedì 25 febbraio 2016

Nella sostanza, il contenuto.


 
In molte "trame da/di film", non capisci l’evoluzione della storia (il... come si sviscera dopo un “colpo di scena molto cervellotico”), “i perché”… ma, non ti sforzi nemmeno di capire “se è vero”, perché il ritmo incalza, la pressione aumenta e, sopra a tutto, “nulla avviene per caso (compreso il "tuo" conseguire in... fiducia)”.
Infatti, ricorda sempre che c’è una regia, che non vedi.
Un controllo che ha previsto tutto.
E la regia è solo uno dei livelli in gioco, che prendono decisioni “per te” (per il tuo auto intrattenimento). Dei fattori causali che hanno interesse ad operare così, perché ogni livello risponde a quello “superiore”, al quale la dipendenza (gerarchia) ricollega sempre.
Ogni livello? Sì, fino ad un certo punto, “dove” accade che le “cose” iniziano a rendersi dubbiose, fumose, evanescenti, profonde e non alla luce solare (interramento).
Una “zona” off-limits, per te. Qualcosa che delimita “qualcosa”.

Te ne accorgi? Segui a ritroso la “catena” (qualsiasi… catena). Prima o poi non riesci più a “spiegartela”, perché “le acque si agitano”, oppure, “le acque sono talmente calme, da confondersi col cielo”.
  

lunedì 15 febbraio 2016

Apparire.



Perché, in SPS, viene utilizzato il termine “AntiSistema”?
Perché, dalla prospettiva di SPS, è semplice accorgersi che “il reale manifesto” è come ribaltato, rispetto a quel tipo di realtà “sostenibile, in termini di equilibrio morale”.
Infatti, “qua, così, i… valori, si sono trasformati in avere, lasciando lo spessore dell’essenza al di là della soglia della manifestazione/attenzione”,
Ergo, come puoi ancora aderire alla indicazione, relativamente al Mondo emerso, di Sistema? Lo puoi fare solo senon ne comprendi la sostanza, ma – solo – ti limiti ad aderirvi per abitudine ed assenza di alternativa.
SPS, utilizza la propria lente frattale espansa, che inverte l'esistente in quanto “manifestazione reale”, ottenendo – appunto – l’esatta “misura (peso, valenza, significato)” di ciò che scambi per l’unico tipo di possibilità applicabile alla solida realtà di ogni giorno.
“Qua, così”… è tutto al contrario, dal punto di vista della “moralità”, dove per morale s’intende “giustizia, onestà... in ogni tipo di rapporto tra esseri manifesti”.
A livello frattale espanso, tutto ciò è regola, per cuiil grado di ingiustizia, viene rappresentato (emerge) ovunque.
Ma, bada bene, non sei mai in presenza di una mancanza di equilibrio, perché – questo – esiste sempre “lato, prospettiva dominante”.
Ossia, l’AntiSistema è un perfetto modello d’insieme “reale manifesto”, in stato di equilibrio dominante…
Lo squilibrio riguarda te, la Massa, semmai. Ma questo è insignificante, rispetto al Dominio, che si fonda e si regge proprio su una simile asimmetria, perfettamente simmetrica.
   

mercoledì 10 febbraio 2016

Il labirintico status quo (5)


Azione torsionale, per la formazione dell'apparente "infinito".
La storia umana, raccontata ufficialmente (ossia, deviandola), è una “vicenda di sangue”.
Ad ogni livello sociale, è sempre stato il sangue a scorrere a fiumi.
Ed, ogni livello, si è replicato nell’altro, senza fine di continuità, ordinatamente ma... senza darlo a vedere.
In maniera tale da (anche quando "vedi"), prendere sempre un abbaglio, eleggendolo a dogma, di caso in caso.
Una replica che si serve della dimenticanza – frutto del sopravvivere “senza memoria” – al fine di esercitare “il proprio interesse (costituito dal concetto unilaterale della “proprietà privata”, derivante da qualcosa “che si sente dentro, e che non riesci più ad interpretare per quello che è: sovranità centrale nativa”).
Qualcosa, dunque, sfrutta qualcosa d’altro, in quanto “qua, così”:
  • qualcosa “ha di più”
e
  • qualcosa “ha di meno”
ma
  • non come te lo potresti anche, tutto sommato, aspettare. No. In una maniera oltremodo “ingiusta”, dove… qualcosa ha tutto e qualcosa non ha nulla.
Questo “qualcosa” è, nella sostanza, “qualcuno” – a Filtro di Semplificazione attivo.
Nella gerarchia (nel livellamento), ogni strato/stato/Stato… riproduce sempre (sempre):
  • un “doppio e sovrapposto (parallelo ombra)… segnale portante (banda di scorrimento)”.
      

mercoledì 13 gennaio 2016

Sperare e disperare, fissa lo status quo.


 
Ci sono “aspetti storici”, appartenenti ad un passato già disinnescato (vista la estrema lontananza dal presente, nel quale lo status quo ha sufficientemente camuffato se stesso da “nuovo”, per risultare ormai apparentemente altra cosa, rispetto a ciò che l’analisi logica del passato denuncia apertamente) e che, proprio per questo, possono emergere per passare in rassegna (pubblica sfilata) al “tuo” giudizio, previo passaggio e trattamento per “mano critica, censoria e preventiva, altrui”.
Questi “aspetti storici” ti sembrano sempre legati ad “altri tempi”, ormai superati da quell’onda di “progresso, sviluppo e civiltà”, che riconosci al presente (la stessa cosa che è sempre accaduta, anche quando – un esempio – venne adottata la modalità della tortura e della morte violenta in pubblico, durante l’intero periodo della “santa inquisizione”).
E questo tuo gongolare, relativamente allo “stato dell’attualità che ti amministra perché ci sei completamente dentro, poiché riverso/a dentro”, non è altro che il poter osservare – finalmente libero/a da ostacoli, molto spesso, “ufficiali (segreto di stato)” – qualcosa che regolarmente si è abbattuto sulla società intera, per diverse decine se noncentinaia di anni, senza che la Massa potesse esprimersi sulla relativa liceità (giustizia sostanziale), visto che non è mai stata, la Massa, a decidere di “propria sponte”.
Finalmente, quando non può più “fare male allo status quo”, emerge un intero processo storico deviato (sempre senza apparato “radicale”, ovvio. Come l’erba gramigna, strappata bruscamente dalla terra, senza accorgersi che “l’erba non finisce con l’erba apparente stessa, ma prosegue non vista sotto alla coltre della terra”). 
 
Ormai va di moda. No? Ti dicono “tutto” relativamente a… E te lo dicono in grande e sfrontata differita, quando ormai non esiste più la generazione che ha vissuto quella “esperienza”. Un “ritardo” che sta diventando sempre più “piccolo”, tuttavia, visto che di tanto in tanto emergono “scandali abbastanza recenti (come quello relativo al Vaticano, ad esempio)”.
Una svolta nella prassi, che non nega quella principale (il grande ritardo post disinnesco/reset: ciò che è già successo), che rientra nel più generico ambito del “grande numero di frecce al proprio arco”. Una strategia o, meglio, una variazione sul tema
Una sfumatura. L’ennesimo dubbio instillato dentro, visto che agli scandali "ti ci puoi addirittura… abituare (altra strategia)".
   

venerdì 8 gennaio 2016

Gerarchia.

 

Come è possibile che “tutto risulti ordinato (secondo “trattati”)”?
Sia a “nord, che a sud, che a est, che a ovest” (e cambiando, di volta in volta, la prospettiva… a partire dal proprio nord, sud, est, ovest, non cambia mai questa “regolazione naturale”).
L’essere umano, sembra, non conoscere altra forma di organizzazione che non sia gerarchica.
Non a caso, di fatti, la forma piramidale è sparsa un po’ dappertutto, sul “dorso del Pianeta”. Piramidi risultano anche sul fondo degli oceani attuali, insabbiate e sepolte per terra, semi interrate e scambiate addirittura per colline e/o montagne.
Il significato originale (più vero, del vero… che è sempre mezzo vero “qua, così”) è da ritrovarsi nella rilettura frattale espansa, a capo della "attuale" situazione sociale Planetaria
È solo osservando attraverso (per mezzo di) “lenti frattali espanse”, che ti appare una visione più sensata, “orientata”, calata nell’autentico verso (senso) da cui, tra l’altro e soprattutto, dipende.
L’inerzia “spinge da un centro dominante, verso ogni altra possibile direzione, apparente e non apparente”...
  

martedì 22 dicembre 2015

Il “risveglio della forza” è subordinato alla tua consapevolezza.


 
Che cosa “abbiamo” nella saga Star Wars, che si ripete in continuazione?
La serie dei vari imperi “oscuri”, in auto successione, che s’intrecciano alla vicenda della Repubblica, il tutto in chiave “espansa”, ovvero, galattica.
Il tutto ambientato in un tempo “fuori dal tempo convenzionale”, ossia, senza agganci apparenti/diretti alla “tua” realtà manifesta “qua, così”…
"Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana"...
Guerre stellari… è una saga cinematografica creata da George Lucas… La trama, scritta nei primi anni settanta… I primi tre film furono prodotti dal 1977 al 1983 e formarono la cosiddetta trilogia originale, composta da:
Episodio IV, Episodio V, Episodio VI…
Link
Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...”, che cosa significa?
È la continuazione ridondante di “C’era una volta…”; di quell'incipit per ogni “buona storia/fiaba” che si rispetti.
Dunque, nella trama ideale di Star Wars, c’è qualcosa di riferibile allo status quo ambientale, nel quale “sei”?
C’è una critica? C’è una polemica?
Che cosa c’è… se c’è qualcosa?
  

giovedì 6 agosto 2015

Verso la rottamazione (e oltre).



Spesso SPS “muove” in ambito economico/finanziario (speculativo), perché… la frattalità spira molto forte a quel livello (un po’ come nell’ambito informatico).
Ci sono settori del "sociale" che, meglio di altri, rendono immediata(mente) l’idea del “cosa ci sia che non va e del come accorgersi”, in quanto che:
  • l’analogia settoriale “a valle”, con quella totale “a monte”
  • è molto ma molto marcata.
È il famoso “ad immagine e somiglianza” di…
Il nesso non lineare (ragione wireless) che esiste tra:
  • la fonte radioattiva (non manifesta, origine)
  • la radioattività (con)seguente (il vettore “mezzo” portante, la frattalità espansa)
e
  • lo stato di “malattia” (status quo), registrato/abitato dagli esseri viventi giurisdizional(mente) “(ri)coperti/interessati” (gli effetti collaterali relativi all’origine “insabbiata”).

Da "cosa" (s)fuggi?
Quando insegneranno “frattalità espansa” nelle scuole, e una simile “seconda vista” sarà naturale come la gravità, allora sarà impossibile continuare a “non vedere” la causa, che sprigiona se stessa per tutto l’ambiente.

È il "problema" che (ri)circola virual(mente)...
Il pesce puzza dalla testa”, sì… ma, esatta(mente), dove si trova questa “testa” (che marcisce)?
   

martedì 16 giugno 2015

Che cosa è... l'investire?


Da dove giunge l'ispirazione, dalla quale si (di)p(arte) l'idea?
Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico.
Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi?
Uomini d'affari, insegnanti, avvocati, falegnami... le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche.
Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo...
Morpheus
Ecco un buon “dis(corso)”. Ecco un’altra spira dell’(Anti)Sistema.
L’abitudine al "dirti, ormai, tutto… perché, così, tutto è disinnescato".
Quel sistema è nostro nemico (“nostro”? Di chi?).
Chi/cosa è… l’alternativa? Dove “è”? He He…
Se non sei tu, allora… “non esiste”. Capisci?
Se non sei uno di noi, sei uno di loro...
Morpheus

(Ap)punto! Che cosa (ri)vesti? In cosa t'investi?
È un’altra f(orma) di (di)pendenza.
Come credere… “nel Salvatore”.
Nel frat(tempo), di fatto, tu… che cosa fai?
(Pro)segui. Con(segui)… come se nulla fosse. In stand by
Sino al dimenticare, ogni volta (oblio, incanto, abitudine). Per, (al)fine, (s)cordare persino il motivo di tanta “attesa”.
Se non osservi tutto attra(verso) “lenti frattali (dal tuo terzo stato, “lato tuo”)”… allora, tutto rimane “opera della stessa mano/mente, che ti illude e (man)tiene disinnescato alla base”.
Anche l’industria "magica" del cinema, introduce in te “il senso, non com(preso), dell’attesa fine a se stessa”:
il “cambiare tutto per non cambiare niente”.
Allo stesso tempo, per frattalità espansa (nella sua versione di “memoria”)… tutto (p)rende un significato altro, che "dice tutto senza ammettere nulla"… visto che sei tu a colmare questa differenza, che av(viene) grazie al “tuo vuoto”.
Un vuoto ottenuto indiretta(mente), per progressiva opera di auto drenaggio nello stare “qua, così”.
Da te, in(fatti), si “(ri)cava tutto” (in continuazione, come dal “pozzo di san Patrizio).
      

giovedì 11 giugno 2015

Cosa è geniale, nel loop?


Genio è... (in)clinazione: Verso dove/cosa? Verso la... (di)pendenza.
Da cosa sei ®aggiunto/a, mentre vivi la “tua” esperienza?
Da onde. Da segnali. Da “annunci”, che ti trovano. Da radio programmazione. Da radioattività. Da… molti aspetti non manifesti. 

Qualcosa che (auto)av(viene),  fintanto che... continui a guardare alla realtà, solo con gli occhi dell’abitudine.
L’abitudine è una “riduzione della portata della prospettiva”. Il vedere dalla toppa della serratura, piuttosto che… dalla porta aperta.
Ciò che viaggia sino a (e con) te, ovunque, molto spesso non lo (p)rendi in considerazione, appunto, perché invisibile. Questo non significa che, tutta(via), non esiste… come puoi tranquilla(mente) appurare, ad esempio, con la corrente elettrica (che accende “magicamente” la lampadina nel tuo salotto di casa).
Quindi, “c’è abitudine ed abitudine” e c’è, sopra a tutto, “autorizzazione all’abitudine e/o vice(versa)”, ossia… c’è una regolamentazione, per "legge", di ciò che sei “spinto/a a credere (e, dunque, a vedere/ricordare)” e ciò che, (in)vece, è necessario (e ovvio) per il tuo “bene” e per quello dei tuoi simili.
Quale interesse spinge, a sua volta, la (ri)formulazione della “legge”?
Quale è il “bene comune”?
E, se esiste il bene comune, allora deve esistere anche il “bene privato”. No?
(In)fatti, la “proprietà privata” è qualcosa che si è andata, via via, sempre più intensificando… dal momento in cui è risultata protetta e tutelata proprio dalla legge stessa (scritta per il “bene comune”, ma… a partire da quello privato).
È un loop. Sei in un loop. Ed, il loop, è caratterizzato da una sostanziale “mancanza di memoria” progressiva, relativa alla sua (in te, tua) origine/installazione/implementazione.
Mancando l’origine (il perché)… manca anche la causa, che quindi “(pro)cede, da oltre le quinte del visibile”.
L’inabissarsi dell’inizio (origine, sorgente, alfa) cor(risponde) all’inabissamento della memoria pregressa, dell’esperienza accumulata nel tempo e nelle vicissitudini trascorse (che molto probabilmente avevano anche insegnato qualcosa, relativamente ad un certo passato).
Da una "crescita" nel tempo, si passa – allora – all’esatto contrario (dal punto prospettico comune, umano):
alla stasi o all’involuzione del grado di “Sovranità”, che era abitudine di un certo tempo e, ora, solo frutto di fantasia.
   

martedì 19 maggio 2015

Parlar chiaro.



Le ultime parole famose: "L'Italia non prenderà iniziativa alcuna di operazioni militari". I Media sempre "conquistati" dal potere di turno.

Ogni potere viene da Dio. Fino a che te lo concede, non hai motivo di preoccuparti…”.
Leviathan
Beh, “qua, così” ci vuole proprio un bel “He He”. Perché? Perché “la gamba l’è tacà al pè” (“la gamba è attaccata al piede”), ossia:
“è così”
“è naturale”
“è ovvio”.
Solo che, “quello che è ovvio per te, non è detto che lo sia anche per gli altri”.
Quindi, nonostante che “la gamba è attaccata al piede” (verità unica ed incontrovertibile) ogni umano continua a vedere le cose in una maniera propria e, se fosse sempre vero in questo senso… andrebbe anche bene, tuttavia, questa “diversità” della/nella prospettiva... non (cor)risponde af(fatto) al comportamento d’insieme (uno per uno), che continua a (ri)modellare “da fermo”… la realtà (ri)emersa che, per(tanto), non cambia mai perché non può mai cambiare nella sostanza.
Pensa:
  • ognuno la vede a modo proprio
  • ognuno è impotente di fronte allo status quo
  • ognuno (con)segue, seppure “di(verso)” (loop).

Si è mai vista una guerra "senza iniziativa alcuna di operazioni militari"?
C’è un collo di bottiglia che ®accoglie tutta la differenza e la normalizza, come un filtro unico, autorizzato a farlo.
Chi/che cosa autorizza un simile comportamento generale?
Qualcosa che “fuori(esce) dal corso della storia deviata, nel tempo (ri)tenuto unico di uno scorrimento obbligato all’interno di qualcosa, che non viene più registrato da nessuno o, forse, solo dai 'matti'”.
Il “parlar chiaro” è una preziosità. Un dono. Un talento.