martedì 16 giugno 2015

Che cosa è... l'investire?


Da dove giunge l'ispirazione, dalla quale si (di)p(arte) l'idea?
Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico.
Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi?
Uomini d'affari, insegnanti, avvocati, falegnami... le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche.
Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo...
Morpheus
Ecco un buon “dis(corso)”. Ecco un’altra spira dell’(Anti)Sistema.
L’abitudine al "dirti, ormai, tutto… perché, così, tutto è disinnescato".
Quel sistema è nostro nemico (“nostro”? Di chi?).
Chi/cosa è… l’alternativa? Dove “è”? He He…
Se non sei tu, allora… “non esiste”. Capisci?
Se non sei uno di noi, sei uno di loro...
Morpheus

(Ap)punto! Che cosa (ri)vesti? In cosa t'investi?
È un’altra f(orma) di (di)pendenza.
Come credere… “nel Salvatore”.
Nel frat(tempo), di fatto, tu… che cosa fai?
(Pro)segui. Con(segui)… come se nulla fosse. In stand by
Sino al dimenticare, ogni volta (oblio, incanto, abitudine). Per, (al)fine, (s)cordare persino il motivo di tanta “attesa”.
Se non osservi tutto attra(verso) “lenti frattali (dal tuo terzo stato, “lato tuo”)”… allora, tutto rimane “opera della stessa mano/mente, che ti illude e (man)tiene disinnescato alla base”.
Anche l’industria "magica" del cinema, introduce in te “il senso, non com(preso), dell’attesa fine a se stessa”:
il “cambiare tutto per non cambiare niente”.
Allo stesso tempo, per frattalità espansa (nella sua versione di “memoria”)… tutto (p)rende un significato altro, che "dice tutto senza ammettere nulla"… visto che sei tu a colmare questa differenza, che av(viene) grazie al “tuo vuoto”.
Un vuoto ottenuto indiretta(mente), per progressiva opera di auto drenaggio nello stare “qua, così”.
Da te, in(fatti), si “(ri)cava tutto” (in continuazione, come dal “pozzo di san Patrizio).
      
(Ac)cade perché esiste la condizione di terzo stato, ossia, “magica” (nel senso di… im-possibile allo stesso tempo. "Abitudine e fantasia" unite insieme, diventano… qualunque possibile dal potenziale).

Come l’estrarre “conigli da cilindro”, oppure... questa realtà manifesta, tra le infinite possibili.


Ieri (ma, per la verità… non solo ieri), SPS si è espresso con una serie di espressioni simili a:
che cosa non sai?
Il “non” barrato, introduce - non solo grafica(mente) - una doppia valenza lessicale e sottile/psicologica:
  • obbliga a leggere e (ri)leggere la frase, “con e senza l’effetto del termine barrato”
  • sottolinea indiretta(mente) che “allo stesso tempo… sai e non sai”
  • inducendo una sostanziale (ri)flessione su quello che, in effetti, “sai o non sai” e/o “sai e non sai”.
In una simile (ri)combinazione di possibili “valori”, che puoi (ri)coprire o ai quali puoi “aderire”, emerge anche la sottile verità che tu “sia manipolato” (ma va?), sulle ali non manifeste di un potere omni(presente), che tende a plasmare te, il reale manifesto e, dunque, “quello che non sai”.
He He… Tanto per gradire, sulla medesima “intuizione”, leggi che cosa af(ferma) Noam Chomsky:
Io non sono uno di quelli che è stato deluso da Obama.
Perché...
Non mi aspettavo nulla da lui
Questi giochetti con la particella auto (an/ab)negante “non/non”, (de)scrivono una presa d’atto che esula persino dal giudizio.
(In)fatti, per scendere su un simile piano della “discussione critica”, oc(corre) astrarre la situazione auto descritta da Chomsky. Ma, facendo così, la logica (con)sequenziale alla quale la Massa si è abituata… cambia di “segno”, ossia:
pende dalla (p)arte di coloro che da grandi guerrafondai incalliti, trovano sempre il modo di “dividere e separare”.
Nel sostanziale “nulla di fatto (in movimento nella stasi)”, af(fermato) da Chomsky, lo stesso dice molto di più relativa(mente) a ciò che avrebbe potuto esprimere diretta(mente).
Egli “apre un vuoto”. Egli traccia una linea di de(marcazione) tra “lo status quo” e qualcosa che “esiste, anche se… non ti sembra mai possedere quella sufficiente ‘fisicità’, per destare la tua più autentica attenzione”.

Obama è “un opportunista”, Hillary Clinton non è diversa, solo “più militante”. Noam Chomsky.
Il presidente Barack Obama è un "opportunista" con politiche "terribili", ha dichiarato uno dei più importanti intellettuali del mondo, il linguista americano Noam Chomsky.
Il linguista è estremamente critico dell'uso dei droni in Medio Oriente e degli accordi commerciali segreti, il Tpp e il Ttip…
"Ho scritto su di lui prima delle primarie nel 2008, semplicemente usando la sua pagina web - il modo in cui si presentava - e mi è sembrato un opportunista ", ha detto Chomsky, aggiungendo che" le politiche delle quali Obama va più fiero sono terribili".
L'intellettuale non ha espresso alcun ottimismo per la prospettiva di una presidenza di Hillary Clinton. Alla domanda se vedeva qualche differenza con Obama, ha descritto il candidato presidenziale per il 2016, come simile ad Obama, "forse un po’ più militante".
Chomsky ha anche detto che era deluso dalle elezioni degli Stati Uniti in generale, dicendo che l'ultimo voto di novembre 2014 ha mostrato "un abbandono della fede in qualsiasi tipo di sistema democratico".
"La partecipazione al voto è stata al livello del 19° secolo, quando era limitata ai maschi bianchi possidenti".
Dopo aver criticato il sistema sanitario degli Stati Uniti, la politica di Israele e aver riflettuto su una serie di eventi storici del 20° secolo, tra cui la Grande Depressione, la seconda guerra mondiale e la presidenza di John F. Kennedy durante la crisi della guerra fredda, il padre della linguistica moderna è stato estremamente critico delle politiche militari di Obama in Medio Oriente.
L'utilizzo dei droni contro i capi jihadisti "ha sostanzialmente annullato il principio che è stato stabilito nella Magna Carta 800 anni fa. Il suo elemento principale è stata la creazione della presunzione di innocenza, ha spiegato Chomsky.
"Con la campagna dei droni, Obama ha sostanzialmente annullato questo principio designando ufficialmente una persona come colpevole se la Casa Bianca decide che un giorno potrebbe nuocerci", ha detto.
"Se qualsiasi altro paese facesse questo, come l'Iran, potremmo ritrovarci in una guerra nucleare ", ha aggiunto.
Parlando della polemica dietro il Trans-Pacific Partnership (Tpp) e il suo gemello Ttip, negoziati in gran segreto dall'amministrazione Obama, Chomsky ha detto che l'accordo non è come lo si presenta pubblicamente.
"Si chiama accordo di libero scambio, ma non lo è", ha detto Chomsky. I dettagli sono disponibili per il pubblico dal momento che come tutti gli altri accordi che non sono accordi di libero scambio, si tratta di accordi per i diritti degli investitori".
"L'idea è che l'amministrazione Obama voglia concludere l'accordo senza discussione pubblica", ha aggiunto Chomsky.
Link
  • semplicemente usando la sua pagina web - il modo in cui si presentava (analogia frattale, ossia, il modo di decodificare la compresenza virale ed ubiqua della frattalità espansa)
  • si chiama accordo di libero scambio, ma non lo è (apparente democrazia, nonché... status quo)
  • si tratta di accordi per i diritti degli investitori (chi sono gli... investitori e su cosa "puntano"? Tu e loro come siete col-legati?)
  • presunzione di innocenza… Con la campagna dei droni, Obama ha sostanzialmente annullato questo principio designando ufficialmente una persona come colpevole se la Casa Bianca decide che un giorno potrebbe nuocerci

Ed il “nuovo”, cosa pro(mette)?
Usa 2016, Jeb Bush: l'America merita di meglio, mi candido.
"Il partito adesso alla Casa Bianca non vuole cambiamenti e vuole mantenere il potere, andare avanti sotto un nome diverso con lo stesso programma" ma "io e voi sappiamo che l'America merita di meglio".
Così il repubblicano Jeb Bush, ex governatore della Florida, parlando a Miami nel discorso con cui ha annunciato ufficialmente la sua candidatura alla Casa Bianca per il 2016.
"Non voglio vedere altri quattro anni che non riesco a immaginare con questo tipo di leadership" allora "chiedo cosa dobbiamo fare?
La Domanda per me è cosa farò io e io ho deciso:
sono candidato alla presidenza degli Stati Uniti d'America", ha affermato.
"Ci hanno offerto un'agenda progressista che conteneva tutto meno che progresso", ha proseguito Jeb Bush continuando ad attaccare la presidenza democratica.
"Abbiamo avuto uno Stato sempre più disciplinare, un aumento di tasse per la classe media e l'esercito che in questo momento ha difficoltà economiche", ha detto ancora.
Poi la promessa:
"Ci riprenderemo in mano il futuro e ci metteremo in piedi".
E ha aggiunto:
"Faremo in modo che le opportunità siano per tutti. Ci riprenderemo Washington, che tornerà a essere dalla parte giusta, cioè quella che promuove libertà per tutti gli americani"…
Link
I Bush: una dinastia al potere (come si sono comportati i suoi illustri predecessori, una volta arrivati al potere? Come tutti gli altri, conseguendo nel solco dell'aratro).
Come liquido che (s)corre lungo l’inclinazione del territorio.
Hai letto bene, in regime di “campagna elettorale”, che cosa – ogni candidato – si può per(mettere)di dir(e/ti)?
  • il partito adesso alla Casa Bianca non vuole cambiamenti e vuole mantenere il potere, andare avanti sotto un nome diverso con lo stesso programma
  • ci hanno offerto un'agenda progressista che conteneva tutto meno che progresso
  • ci riprenderemo in mano il futuro e ci metteremo in piedi
  • ci riprenderemo Washington, che tornerà a essere dalla parte giusta, cioè quella che promuove libertà per tutti gli americani
Pensa se a pronunciare simili "epiteti" fosse stato, ad esempio, un leader di una potenza straniera. Apriti o cielo! (In)vece, se certe verità vengono espresse in sede di "campagna elettorale", allora va tutto bene così.

Perchè... "in guerra tutto è lecito". Prima, però, (oc)corre "spegnere la Massa", ossia... far(l)e credere che è stato tutto solo un brutto sogno (He He)... Per spegnere la Massa è sufficiente accendere la "Tv" (Media).
Leggi “per bene”. Nel “vuoto dello spot elettorale”, tutto sembra (con)sentito. Perché è la Massa che, poi, andrà al voto. E, dunque, è la Massa che devi (con)vincere e… circuire (ancora una volta). È la Massa che dimentica facil(mente). Per cui, “c’è sempre spazio disponibile… per essere conquistato ancora una volta”.
Un simile non risultato si ot(tiene) man(tenendo) la Massa a “bagnomaria nel catino di reale attuale”. Cioè, in un sostanziale “brodo primordiale” capace di annullare ogni impulso altro. Attra(verso) l’alimentazione, l’aria, l’acqua, le abitudini… l’ambiente in toto, la Massa è “tenuta in Vita, nella versione di sé… più comoda all’(Anti)Sistema”.
Le “campagne elettorali” a che servono, allora? Beh, a (con)ferire l’idea che ci sia:
  • concorrenza tra i candidati
  • diritto di voto
  • scelta
  • alternativa
  • democrazia
  • libertà, etc.
(In)somma, servono a (sos)tenere l’attualità infrastrutturale dello status quo, sostanzial(mente) accettando(lo) per tacito (con)senso.

(Ri)fletti anche solo su questo (s)punto:
  1. negli ultimi 26 anni
  2. ben tre rappresentanti della stessa famiglia
  3. hanno (con)corso alla massima carica presidenziale degli Usa.
Due di loro hanno governato la Nazione per 12 anni (su 26).
Il terzo si app(resta) a provarci ancora…
È “normale”? Un Paese di oltre 300 milioni di persone non (ri)esce a “produrre nuovi campioni”?
Op(pure), in realtà, la f(orma) a piano inclinato del reale manifesto, obbliga e non (per)mette?
Il grande “potere” accumulato dai Bush, negli ultimi 100 anni, è al di là di ogni aspettativa. E non si tratta di possedimenti in denaro o terre, bensì… proprio della sostanza del “potere”:
una “cambiale aperta” con gli interi Usa.

La sostanziale introduzione nei "vasi comunicanti" della struttura (im)portante del Paese.
Qualcosa che… non è di(versa) da una “intossicazione virale”.
Qualcosa che… non è (di)versa da una “intossicazione del sangue”…
E la cosa “devastante” è che… “non esiste alternativa manifesta”.
Non ai Bush, ma al potere del Dominio, che ispira le (p)arti a recitare una commedia dal senso finale già (de)scritto tra le righe e senza effettiva possibilità di fallire.
La concorrenza non esiste. I candidati portano tutti quanti “acqua al mulino (Anti)Sistemico del Nucleo Primo”.
Dopo il segno di “spunta” della Nike, arriva il “Jeb!”.

Senza cognome, in alcuni casi, è "meglio" (anche se la famiglia... "spinge comunque", ma dietro le quinte). Il cognome, in questo caso, è sempre sottinteso. A che serve dichiararlo, quando ti conoscono già tutti?
Come terzo membro della sua famiglia a cercare di fare il suo ingresso alla Casa Bianca, il 62enne porterà nella corsa presidenziale un cognome che è stato esaltato e criticato; ingombrante, senza dubbio.
Per questo, Bush userà un logo sobrio, già usato nella sua campagna elettorale persa nel 1994 per diventare governatore, che esclude il suo cognome e punta su un semplice "Jeb!"…
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Un logo sobrio… che esclude il suo cognome (quando il proprio “marchio” è meglio lasciarlo da parte. Qualcosa che nonostante tutto, “è e rimane”, perché il passato non è mai veramente “passato”.).
Anche su Israele - tema caro al Grand Old Party - Bush ha assicurato al partito che "ricostruirà la vitale amicizia. Che inizierà con lo stare dalla parte del coraggioso e democratico stato di Israele"…
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Questa verità, la Massa vuole vera(mente) sentirsela dire?
A quanto pare, sì… visto che "Jeb" l’ha evidenziato.
Che cosa significa? Una sola cosa:
che la Massa è sotto ad ipnosi collettiva.

L’Onu rilascia una “lista della vergogna” sui diritti dei bambini, Israele non incluso.
Le Nazioni Unite hanno rilasciato una “lista della vergogna” che racchiude coloro che hanno violato i diritti dei bambini, ma non hanno incluso Israele, malgrado la protesta per la morte di più di 500 bambini nella guerra di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia Infopal…
(Il segretario generale, Ban Ki-moon) ha però deciso che la lista dell’anno scorso sarebbe rimasta invariata, ma aggiunge di “essere profondamente allarmato” dalle “gravi violazioni subite dai bambini in seguito alle operazioni militari messe in atto da Israele nel 2014”.
“L’inaccettabile e inaudito impatto delle violenze sui bambini nel 2014 suscita gravi preoccupazioni sul rispetto delle legge umanitaria internazionale da parte di Israele, in particolare i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione nell’attacco, e il rispetto per la legge internazionale dei diritti umani, in particolare in relazione all’uso della forza”, ha affermato.
Almeno 561 bambini (557 palestinesi, 4 israeliani) sono stati uccisi e 4271 sono rimasti feriti (4249 palestinesi, 22 israeliani) l’anno scorso.
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Perchè Israele cova tanta rabbia? Per quello che ha subito?
Israele segue un Dio tanto iracondo, "che non dimentica mai"?
Israele non ha imparato nulla da/in tutto questo tempo? Da tutti questi morti?
Israele si è sostituito al "boia"?
Cosa c’è di “coraggioso” e di “democratico” 1) nella conduzione "politico/militare" dello stato di Israele, da questa prospettiva e 2) nell'uccidere bambini?
Per quanto tempo, Israele, potrà contare sul sostanziale nulla di fatto internazionale, per ciò che è accaduto nel secondo conflitto mondiale?
Per quanto tempo “reggerà questo scudo umano”?
Uno scudo che protegge “spade acuminate”, sguainate ed inferte sugli altri… per una “difesa del territorio e del proprio lignaggio” sopra a tutto e a tutti.


Hamas respinge rapporto Israele su offensiva 2014: capovolge le realtà.
Il movimento della resistenza islamico palestinese respinge il rapporto pubblicato da Israele sull'ultima offensiva dello scorso anno sulla Striscia assediata.
Il portavoce Sami Abu Zuhri, in una dichiarazione scritta, ha affermato che le conclusioni di Israele vengono respinte. "Si tratta dei soliti tentativi dell'occupante di modificare l'immagine e capovolgere i fatti".
Secondo il portavoce, "il rapporto mostra che Israele non ha commesso crimini di guerra contro la gente e che i palestinesi sono i criminali... Sta anticipando il rilascio dei risultati dell'indagine Onu sui crimini di guerra".
Ha aggiunto che "diffondere il rapporto non consentirà all'occupante di nascondere i crimini di guerra israeliani, commessi davanti alle macchine fotografiche dei giornalisti".
L'entità sionista ha accusato spudoratamente la Resistenza palestinese di essersi nascosta dietro ai civili nel corso di operazioni in quartieri fittamente abitati di Gaza.
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  • si tratta dei soliti tentativi dell'occupante di modificare l'immagine e capovolgere i fatti
  • diffondere il rapporto non consentirà all'occupante di nascondere i crimini di guerra israeliani, commessi davanti alle macchine fotografiche dei giornalisti:
crimini di guerra israeliani, commessi davanti alle macchine fotografiche dei giornalisti (una... poesia).
Ciò che nel caso del 11 settembre 2001 (la prova più "inconfutabile" di ciò che è successo, è proprio la riprova mediatica diffusa a livello internazionale. No? He He) valse per con(vincere) l’opinione pubblica Mondiale ad aprire le porte “all’invasione a norma di legge… di territori Sovrani, colpiti dall’onda di ritorno di armi non convenzionali, anche se… da sempre utilizzate”.
Netanyahu: nessun crimine di guerra a Gaza. Rapporto Onu? Una perdita di tempo.
Israele non ha commesso crimini di guerra a Gaza. Ad affermarlo Benjamin Netanyahu alla vigilia della pubblicazione a fine giugno del rapporto dell'Onu su aggressione sionista nell'enclave palestinese, luglio-agosto 2014.
"Leggere il rapporto dell'Onu sul conflitto a Gaza è una perdita di tempo, le sue conclusioni erano già scritte prima ancora che cominciassero le verifiche", ha affermato il falco prima di una riunione di gabinetto.
Intanto anche l'esercito israeliano ha giustificato definendo "legale" e "legittima", l'offensiva dell'anno scorso su Gaza.
"Gli attacchi contro civili o postazioni civili sono stati effettuati solo quando c'era la ragionevole certezza che rappresentassero obiettivi militari o che stessero direttamente partecipando alle ostilità".
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  • anche l'esercito israeliano ha giustificato definendo "legale" e "legittima", l'offensiva dell'anno scorso su Gaza (beh… quando chiedi all’oste, se è buona la sua birra, che cosa pensi che ti risponderà?).
Queste schermaglie di (p)arte, amplificate dai Media e dalle recitazioni degli "opposti"… ti lasciano sempre nella sostanziale (in)capacità di “capire” e di farti una “tua idea”.
Nel frat(tempo), “tutto (s)corre” e passa via, insieme alla “tua” memoria, drenata per/da quel che basta per (di)staccarti dal “senso di ciò che (av)viene”.

Uccidere può essere lecito? Per “legittima difesa”... si può sos(tenere).
Ma… perché una persona ti attacca? Per de(rubarti) di qualcosa. Per porre rimedio ad un presunto torto subito... Per il passato.
Perché il reale manifesto è sotto al controllo, in leva, per “legge del minimo” e per sostanziale (com)presenza della frattalità espansa, ad “immagine e somiglianza” del Dominio.
In Guerra “tutto è lecito”?
Bangladesh: Ex ministro condannato a morte per crimini di guerra del 1971.
Una sezione di Appello della Corte suprema del Bangladesh ha confermato a Dacca la condanna a morte per crimini di guerra commessi durante la guerra di indipendenza del 1971...
Link
Si direbbe di no, visto che di tanto in tanto… qualcuno viene condannato.
Eppure, la risposta è in(vece)… “sì”. Perché la “giustizia” giunge sempre “dopo” ed armeggia in luogo di… amministrare.
Malgrado la condanna delle Nazioni Unite per le violazioni dei diritti umani esse fallirono nel trovare una soluzione politica alla controversia prima dello scoppio della guerra
Gli Stati Uniti chiesero, il 12 dicembre, una nuova convocazione del Consiglio di Sicurezza, tuttavia la guerra finì prima che la convocazione si concretizzasse in una risoluzione ed in misure che non fossero meramente accademiche.
La passività dell'Onu rispetto alla crisi nel Bengala fu ampiamente criticata, il conflitto inoltre dimostrò la lentezza delle decisioni, che fu proprio la causa del fallimento di ogni azione risolutiva nei confronti del problema
Link
Uccidere, a distanza di 44 anni, "sto tipo", equivale al ristabilire la giustizia, oppure, significa che la "giustizia ha sempre un prezzo da pagare"?

E se, sì; a chi va tale pagamento? Agli "investitori"?.
Un (ri)tardo “necessario” (tuttavia la guerra finì prima che la convocazione si concretizzasse in una risoluzione ed in misure che non fossero meramente accademiche…) per la continuazione dello status quo:
  • il conflitto inoltre dimostrò la lentezza delle decisioni
  • che fu proprio la causa del fallimento di ogni azione risolutiva nei confronti del problema

 
Qualcosa che si nutre di tutt(o/i), nonostante tutt(o/i) pens(a/ano) di interpretare “solo” la propria (p)arte.
Qualcosa che muove tutto, come la propria (con)seguenza non manifesta ma sempre ubiqua e rilevante.
Per 24 anni il territorio era stato oggetto di uno strano destino, quello disegnato a tavolino dai negoziatori britannici che nelle ultime, convulse settimane prima di lasciare al proprio destino l’India, la loro "perla" dell’impero, incendiata dalle tensioni e divisa territorialmente, avevano delineato confini impossibili tenendo solo conto della preponderanza religiosa della popolazione…
Passata l’euforia dell’indipendenza e dell’acquisizione di una identità distinta dall’India sì, ma altrettanto duale all’interno del nuovo Stato, con i primi sintomi di insofferenza le regioni orientali diventarono di fatto colonie su cui imporre leggi e scelte elaborate a 1.600 chilometri di distanza. Con la forza, se necessario…
Dieci milioni di profughi, che nel tempo diventeranno anche strumento di tensione con la confinante India, saranno solo il risultato finale di un conflitto senza esclusione di colpi, il maggiore in termini di vittime, rifugiati, influsso sulla popolazione e sul territorio dalla Seconda Guerra mondiale.
Quello che la storia non racconta, in un difficile bilanciamento tra i massacri descritti con dovizia sui libri di testo del neonato Bangladesh ancora oggi, e la realtà che fu di sofferenza di più popoli, è una verità che va emergendo a quattro decadi di distanza.
A chiederla, sono la storia e le società civili dei paesi coinvolti nel conflitto; a portarla avanti, in modo non sempre specchiato, le autorità che hanno riscoperto come sofferenze antiche e antichi rancori possano oggi coprire mancanze e promesse tradite.
Link
  • per 24 anni il territorio era stato oggetto di uno strano destino, quello disegnato a tavolino dai negoziatori britannici
  • passata l’euforia dell’indipendenza e dell’acquisizione di una identità distinta dall’India sì, ma altrettanto duale all’interno del nuovo Stato
  • dieci milioni di profughi, che nel tempo diventeranno anche strumento di tensione
  • quello che la storia non racconta
Anzi:
quello che la storia non racconta…
Che cosa c’è da “capire” in qualsiasi situazione “politica” internazionale?
Beh… quello che non c’è da capire!
Ossia, il continuare a non accorgersi che… la “regia è unica (ma non a livello complottistico, bensì, già da ora, anzi, da “sempre”).
Il Dominio costituisce un impero senza necessità di vessilli al vento.
Perché è, ap(punto) l'unico ed il solo. Per cui, a che serve ostentare all’interno del Pianeta, l’esistenza dell’impero?
Soprattutto se… l’impero è sor(retto) proprio dalla non consapevolezza dell’intero genere umano!
Dal non (ri)cordare.
Dal “fare dopo quello che potresti fare ora”.
Dal “fare ora quello che ti sembra sempre più importante, perché soggetto a scadenza ciclica temporale, nonché per sostanziale imposizione abitudinaria e per esigenza di sopravvivenza”…
Resta alta la tensione fra Italia e Francia sul tema dei migranti con duecento stranieri fermi a Ventimiglia perché la polizia francese controlla il confine.
Il ministro francese dell'Interno Cazeneuve oggi getta benzina sul fuoco accusando l'Italia di non fare abbastanza.
"Bisogna che l'Italia accetti di creare dei centri per distinguere i migranti economici irregolari dai rifugiati.
La Francia non ha bloccato le frontiere, sostiene il ministro, anche se i migranti "non devono passare" perché è l'Italia che deve farsene carico.
Bisogna rispettare le regole di Schengen".
Ci troviamo di fronte a un fenomeno migratorio di una nuova portata, dice ancora il ministro. Ma non bisogna generalizzare. "Molti migranti economici irregolari che vengono dall'Africa Occidentale e non sono dunque oggetto di persecuzioni. Non possiamo accoglierli, dobbiamo riaccompagnarli alla frontiera"…
Link
  • la polizia francese controlla il confine
  • bisogna che l'Italia accetti di creare dei centri per distinguere i migranti economici irregolari dai rifugiati. La Francia non ha bloccato le frontiere, sostiene il ministro, anche se i migranti "non devono passare" perché è l'Italia che deve farsene carico. Bisogna rispettare le regole di Schengen"…
Non c’è che dire:
è un “bel” loop.
Un… rompi(capo) che, regolar(mente), eviti di affrontare diretta(mente), per via del “mal di testa” che pro(cura) anche il solo sostare per pochi minuti.
Non per via del problema raccontato in prima pagina, quanto per il quadro d’insieme, che rende tutto sfuggevole e tentacolare.
Che cosa (s)muove l’attenzione dei “grandi capitali”?
L’interesse a moltiplicarli:
  • in fretta, per l’intero arco del (ri)flesso umano deviato
  • nel tempo, per l’intero “spettro” del Dominio.
Qualcosa che si (ri)traduce nello status quo, in una sostanza che non cambia mai, per il gio(g)o delle p(arti) che, di fatto, con(corre) - per intero - al sostentamento dell’interesse maggiore del Dominio:
  • la questione temporale
  • relativa al proprio auto (man)tenimento in “eterno… qua, così”.
Bce, Corte Ue: programma Omt compatibile con diritto comunitario.
Il programma Omt annunciato dalla Bce nel 2012 è compatibile con il diritto comunitario. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell'Ue, secondo cui "il programma di acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario non eccede i poteri della Bce".
Link
Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell'Ue (ah! Beh, allora…).
Tutto a posto, dunque.
Fsi (Cdp) punta su alimentare, aziende si apriranno al capitale.
Il Fondo Strategico Italiano (controllato da Cdp) è pronto a valutare investimenti nel settore alimentare italiano, anche in aziende al di sotto dei 300 milioni di ricavi, in presenza di progetti interessanti, come accaduto con l'azienda di Cremonini Inalca.
È quanto ha detto Maurizio Tamagnini, AD di Fsi, nel corso di un convegno a Expo.
"L'alimentare è un settore di alta priorità per noi, per questo abbiamo aperto un dialogo con varie aziende. Speriamo di poter concretizzare questo, così come abbiamo fatto con altre situazioni", ha detto Tamagnini, sottolineando che da aprile 2014 il settore è stato definito strategico e quindi il Fondo può investire anche in aziende sotto 300 milioni di fatturato…
Tamagnini ha infine concluso che "limiti all'investimento non ne abbiamo. Dipende da quanti progetti ci vengono presentati con le caratteristiche di crescita importante che rispetti l'equilibrio finanziario.
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  • l'equilibrio finanziario (non è quello che "ti viene da pensare")
  • limiti all'investimento non ne abbiamo
  • pronto a valutare investimenti nel settore alimentare italiano
  • l'alimentare è un settore di alta priorità
  • il settore è stato definito strategico…


Investire nel settore alimentare… che cosa significa?
Visto che gli investitori (che diventano, poi, creditori… come ad esempio i “lupi” che ora attanagliano la Grecia, paventando “aiuti” in luogo di “prestiti ad alto tasso d’interesse”. Interessi tanto alti che, in seguito, il Paese perde la propria Sovranità. Dovendo accettare per forza di cose che i “lupi” entrino in casa per decidere il da farsi a livello di “futuro/destino”, ormai, piegato ad una forza che non sembra quella che è. Un vero e proprio “investimento”, del quale nessuno prende mai “la targa”).
 
Davide Nebuloni 
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