lunedì 15 giugno 2015

La natura delle cose.


Evoluzione, alias... progettazione (creazione Business & Control).
Che cosa non sai? Quello che non ignori, quello che non credi di sapere, quello che non ti hanno detto, quello che non hai letto, quello che non (ri)cordi, etc.
Quindi… che cosa non sai? He He...
Tutto. Niente. Un… “mix” tra gli estremi della scala, nella quale “sei” (perchè ti "misura").
Qualcosa che “va bene ‘qua, così’”, visto che nulla ac(cade) per caso.
Ciò che non “serve”. Ciò che (man)tiene la sempre attuale f(orma) del reale manifesto, dello status quo.
Che altro “serve” che tu non sappia?
Nota bene come le "domande, poste in questi termini" (alla SPS), siano dubbie ma, anche, aperte a qualsiasi interpretazione/risposta di (p)arte (parti che rientrano sempre negli stessi parametri imposti dalla domanda medesima o “cane che si morde la coda”).
Quali risposte puoi dare? Con quale certezza? Secondo quale prassi, protocollo, abitudine, credo?
Beh, renditi conto che le tue risposte giungono sempre in ritardo, perché disinnescate alla base. E, anche quando si sviluppano, un insieme di “leggi” le/ti rendono come… auto immunizzato/a (ossia, depotenziato/a), in termini di “incisione nel piano del reale (ri)emerso… a ‘norma di legge’”.
Legge che ti (pre)cede sempre e che è scritta da altri, rispetto a te ma – anche – rispetto a chiunque tu (ri)conosca in quanto tuo/a conoscente, amico/a, parente, etc.
Sì, alcune persone possono annoverare, tra le proprie “cerchie” più o meno larghe, certi personaggi introdotti nell’ambito della politica & affini, ma… stai pur certo/a che, non sono mai costoro a decidere diretta(mente) (di proprio "pugno") anche per te, per mezzo delle stesse leggi... delle quali ambiscono credersi genitori e che, nella sostanza, sono solo "sterile compiacenza"… e sempre… (con)seguenza (per via del disinnesco alla base di tutti).
   
Anche dal punto prospettico del “politico/esperto di turno”… la “natura delle cose” sbiadisce progressiva(mente). Questa categoria di umani è, forse, più vicina al “buco nero”, dal/nel quale av(viene) l’atto della creazione/distruzione delle “cose”, anche se – alla fin fine – nessun umano "qua, così"  è mai vera(mente) “vicino” ma, solo e sempre… d(entro) a.
Stando all’interno, non ti accorgi più, nel tempo, che sei “in... qualcosa”.
E, poi, ci sono i termini dell’interfaccia comune del linguaggio.
Termini che vengono forgiati anch’essi al di (d)entro di… senza più – progressiva(mente) – sapere di essere (con)tenuti in qualcosa.
Come si forma la “conosc(i)enza”?
E che cos’è?


Apprendere coll’intelletto a prima giunta l’essere, la ragione, il vero delle cose; avere idea, notizia di chicchessia, acquistata per mezzo de’ sensi, dell’intelletto o della memoria.
Sinonimo di Comprendere, Sapere, Accorgersi, Discernere…
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Memoria… Accorgersi… (forme di “conoscenza”).
(Ri)cordare è, dunque, accedere alla memoria. Ma… “memoria che cosa è?”.
A cosa accedi. Per cosa ti accen(d)i?
Che cosa (ri)cordi?
Di cosa ti accorgi?
L’accorgersi è una “chiave di attivazione”.
Ma... puoi accorgerti senza memoria? Puoi “avere memoria” senza accorgerti?
Da questa prospettiva, non (ri)esci… dal loop della mente (ri)configurata “qua, così”.
Ma, se inizi ad “ordinare il loop”, s’evidenzia il groviglio ma, anche, qualcosa che non è più solo “ordinato groviglio” (apparente, auto intrattenente, etc.).
Se uno dei due “estremi” non ti sembra mai altro e solo che “un termine abitudinario del linguaggio” (contribuendo, così, indirettamente a renderlo come tale e, dunque, al disinnescarlo ulteriormente), allora inizia a (ri)pensare ad ogni “consuetudine”, come a qualcosa che “non (ri)cordi più a fondo, nella sostanza”
Questo non è mettere tutto in dubbio, non credere a nulla, vivere da eremita sui monti solitari, etc.
No, questo è… (ri)cordare. E per (per)seguire il ri(cordo), ci devi lavorare “sopra”.

Devi per(mettere) il fluire, essere affine al ritorno della memoria.
E… stai pure certo che… qualcosa non te lo (con)sente. Lo status quo, ovvio, che cosa ricava da un simile “cambiamento o… trasposizione di fase del segnale (im)portante”?
Perché dovrebbe accon(sentire)?
In cambio di cosa, poi? Del nulla? Del “tuo nulla”!
Tu, per il Dominio, sei un “vuoto… da (ri)empire”. Una opportunità da cogliere. Un sacco magico da portare sulle spalle, desiderando di tutto e di più (ma per sé).
Ogni umano è un potenziale di Dominio. Ma non di questo Dominio, emerso “qua, così”.
Ogni umano è “pericoloso”, dunque… se non sotto al “controllo”.
Così, come è pericoloso un ordigno nucleare.
Oppure, no? He He… Il non (ri)cordare com(porta) ogni dubbio possibile ed immaginabile. E sai come (ri)uscirne? Contando cieca(mente) sul livello auto informativo, che soprag(giunge) dalla frattalità espansa.
La legge/strumento/memoria, alias:
tutto.
La frattalità espansa è, allo stesso tempo:
  1. ogni estremo di ogni scala (strumento)
  2. le scale e gli estremi (legge)
  3. tutto ciò che è (d)entro alle scale e agli estremi (memoria).
(Di)pende, dunque, da come la “leggi”.
Se con te al centro Sovrano, allora diventa “sincronicità”.
Se con te al centro (di)pendente, allora diventa “status quo” (loop).

Quando tutto è sincronico con te (condizione Sovrana “lato proprio”)… allora, tutto ti indica – anche – la (ri)uscita dal loop.
E, nel loop (altro)... ma con condizione centrale Sovrana (propria), il loop trasmuta progressiva(mente) (a Narnia avviene il “disgelo”, ad esempio).
Questa è una condizione per la (ri)uscita dal loop, standoci ancora (d)entro, ma con ben altra fattezza di reale manifesto (sostanza)...
È “qua, ma non così” che compi la tua “grande opera”.
Non c’è altro da r-aggiungere; nemmeno la famosa “terra promessa”, che -sem(mai) - (in)fatti, è sempre stata delineata all’interno/sul Pianeta.
Tutto quello che ti “porta via da qua” è sempre e solo “illusione, disinnesco, status quo”.
Nel Mondo ma non del Mondo”. Ok?
(Ri)conosci(ti).
La “natura delle cose” è dubbia, se accetti tacita(mente) di accettarla così, come te la passano/(de)scrivono.
In questa maniera, ti (pos)poni rispetto a tutto ciò che, non evidente(mente), ti anticipa sempre.
Come sono state (de)scritte le “cose”? Beh… tu non lo sai, perché ti limiti a “bere dalle fonti, che sgorgano in città, ormai”.
Il De rerum natura ("Sulla natura delle cose" o anche semplicemente "Sulla natura") è un poema didascalico latino di natura epico-filosofica, scritto da Tito Lucrezio Caro nel I secolo a.C.; è composto di sei libri raggruppati in tre diadi.
In questo poema il filosofo e poeta latino si fa portavoce delle teorie epicuree riguardo alla realtà della natura e al ruolo dell'uomo in un universo atomistico, materialistico e meccanicistico:
si tratta di un richiamo alla responsabilità personale, e di un incitamento al genere umano affinché prenda coscienza della realtà, nella quale gli uomini sin dalla nascita sono vittime di passioni che non riescono a comprendere
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Un incitamento al genere umano affinché prenda coscienza della realtà, nella quale gli uomini sin dalla nascita sono vittime di passioni che non riescono a comprendere

Se (p)rendi coscienza della realtà, senza discernere il/nel "potenziale"... lo perdi, ossia, lo... dimentichi.
Il manoscritto venne riscoperto nel 1417 in un monastero tedesco, non meglio precisato, dall'umanista Poggio Bracciolini…
Su Lucrezio, l'autore del poema, si sa molto poco. San Girolamo, nel Chronicon, afferma relativamente all'anno 94 a.C.:
"Nasce il poeta Tito Lucrezio che, divenuto folle per un filtro d'amore, dopo aver scritto negli intervalli della pazzia alcuni libri di cui Cicerone curò poi la pubblicazione, morì suicida nel quarantaquattresimo anno d'età".
Sofronio Eusebio Girolamo, Chronicon, anno 94 a.C.
Indicando nel 94 a.C. l'anno di nascita del poeta, intorno al 50 andrebbe collocata la data di morte. Esiste però anche un'ipotesi alternativa:
Elio Donato ci informa che Lucrezio sarebbe morto quando Virgilio, sotto il consolato di Pompeo e Crasso (55 a.C.), assunse la toga virile. In questo caso dovremmo allora pensare a un arco di vita compreso fra il 98 e il 55 circa.
Non si conoscono altre informazioni riguardo a Lucrezio - che rimane probabilmente in disparte rispetto all'ambiente culturale romano:
l'unica citazione dell'epoca relativa a Lucrezio è in una lettera di Cicerone al fratello Quinto nel febbraio del 54, dove parla in qualità di futuro editore dell'opera lucreziana (a conferma dunque della seconda ipotesi di datazione della morte):
"L'opera poetica di Lucrezio è proprio come mi scrivi:
rivela uno splendido ingegno, ma anche notevole abilità artistica"…
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Lucreazio aveva proprio il "physique du role", affinché potesse essere (ri)dipinto, tempo ad(dietro), ad "immagine e somiglianza di...".
  • non si conoscono altre informazioni riguardo a Lucrezio 
  • che rimane probabilmente in disparte rispetto all'ambiente culturale romano
  • l'unica citazione dell'epoca relativa a Lucrezio è in una lettera di Cicerone al fratello Quinto nel febbraio del 54
  • rivela uno splendido ingegno, ma anche notevole abilità artistica…
Il personaggio si prestava molto bene a fungere da "arca". Chi, al tempo, poteva dubitare della versione "di comodo"? Era tal(mente) (s)conosciuto e dimenticato.
Che cosa, dunque, non sai, relativa(mente) a detta “fonte”... (ri)portata dal Bracciolini, "del qual sai, allo stesso modo, molto poco?".
Brama di potere, avidità di ricchezze, guerre hanno causato paure d’ogni tipo, fino ad una degenerazione della società
Quinto libro...

Lucrezio vuole dimostrare che la peste non è espressione dell’ira divina ma è un fatto naturale; tant’è vero che il morbo colpisce indifferentemente tutti, sia i timorosi, che si sono tenuti lontani dagli ammalati, sia coloro che invece hanno recato soccorso.
Per rafforzare questo concetto, delle cause naturali piuttosto che divine della peste, rappresenta l’immagine dei santuari degli Dèi pieni di cadaveri…
Sesto libro...

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Oltre a non sapere, a non avere certezza, relativa(mente) alla fonte ed alla “sotto fonte”… emerge:
  • una degenerazione della società (già al tempo di Lucrezio, oppure a quello di Bracciolini, o "da sempre")
  • una paura generalizzata che rende il reale manifesto, estrema(mente) “invadibile e conquistabile… da quel potere che più amministra la forza, in quanto ‘conosc(i)enza, (ri)cordo, memoria’”.
Come le “cose” acquistano una “seconda natura”? He He…
  • ment®e tu “perdi la memoria”, aprendo(ti) al vuoto interiore
e
  • ment®e il Dominio lo riempie progressiva(mente) d’altro, di utile alla propria “trama”.
Giovanni Francesco Poggio Bracciolini, nome umanistico Poggius Florentinus, (Terranuova, 11 febbraio 1380 – Firenze, 30 ottobre 1459), è stato un umanista e storico italiano.
È ricordato per aver rimesso in circolazione, sottraendoli a secoli di oblio, diversi capolavori della letteratura latina; su tutti, il noto autore latino Quintiliano…
Per mantenersi iniziò a lavorare come copista. Sviluppò una calligrafia molto apprezzata, tanto che il suo nome giunse a personaggi in vista…
In conseguenza dei suoi incarichi nella Curia romana, Poggio ebbe l'opportunità di effettuare molte ricerche nelle biblioteche dei monasteri delle aree vicine a Costanza (San Gallo, Reichenau, Cluny), nelle quali riscoprì molte opere dell'antichità. In Germania si sapeva che le abbazie ed i conventi contenessero opere latine, ma nessuno le aveva trascritte né diffuse.
Divennero così note agli umanisti…
Un altro grande ritrovamento attribuito a Poggio è il De rerum natura di Lucrezio. L'opera fu reperita in un monastero tedesco (Poggio tenne segreto il nome della località) nel 1417.
La copia dello scrivano di Bracciolini fu immediatamente trascritta dall'umanista Niccolò Niccoli, amico di Poggio.
Queste due copie rimasero la fonte di tutte le edizioni di Lucrezio apparse nei secoli XV-XVI…
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  • per mantenersi iniziò a lavorare come copista
  • divennero così note agli umanisti
  • Poggio tenne segreto il nome della località
  • immediatamente trascritta dall'umanista Niccolò Niccoli, amico di Poggio
  • queste due copie rimasero la fonte di tutte le edizioni di Lucrezio apparse nei secoli XV-XVI…
Non ti sembra che “ci sia tutto”?
La “deviazione” è reale. Basta solo accorgersi.
Qualsiasi scienziato, che sostenga di sapere che gli Ogm sono sicuri, o ignora la storia della scienza o sta mentendo deliberatamente. Nessuno sa quali saranno gli effetti a lungo termine”…
David Suzuki

Nessuno? Mhm. Il Dominio sì. Altrimenti, avresti conosciuto un altro "trattamento" (status quo).

Termini, definizioni... (pre)venzione, (con)seguenza.
Mangi cibi Ogm senza saperlo – Ecco la lista e i rischi
I rischi per la salute possono essere enormi e non c'è nessuno strudio sugli effetti a lungo termine nell'uomo.
Numerosi test su animali da laboratorio hanno osservato lo sviluppo di tumori e malattie nelle cavie, ma gli interessi economici sono troppo grandi.
Gli ogm si trasfericono nel sangue.
Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica PLoS ONE ha rilevato che la farina di grano Ogm è pienamente in grado di trasferire i loro geni geneticamente modificati direttamente nel flusso sanguigno di chi li mangia causando gravi condizioni infiammatorie, adenoma e cancro colorettale.
Cade il mito che gli alimenti transgenici agiscono sul corpo nello stesso modo come alimenti naturali.
Gli Ogm sono nel piatto senza che te ne sei accorto.
Con la normativa europea introdotta nel 2004, tutti i prodotti contenenti Ogm fino allo 0.9% non lo devono dichiarare.
Inoltre latte, carne, uova e formaggi derivanti da animali che sono stati nutriti con Ogm non devono riportarlo in etichetta.
Come vedi l’informazione è tutt’altro che trasparente.
Spesso quando la percentuale supera lo 0.9% non troviamo Ogm tra gli ingredienti, ma semplicemente sigle del tipo “amido modificato” che sembra qualcosa di normale per nascondere una realtà agghiacciante.
Alta incidenza di tumori.
Un team di ricerca dell’Università di Caen, che in uno studio recentemente pubblicato mette sotto accusa due prodotti targati Monsanto:
un certo tipo di mais Ogm (la variante NK603) e l’erbicida Roundup (usato nelle coltivazioni Ogm).
Secondo gli studiosi, topi nutriti per tutta la vita con questi prodotti avrebbero sviluppato, rispetto a cavie alimentate altrimenti, squilibri ormonali, un’alta incidenza di tumori e danni a fegato e reni.
La lista dei marchi che usano Ogm.
Greenpeace Russia affonda il colpo sugli Ogm e sulle aziende che ne fanno un utilizzo sistematico e pubblica un nuovo studio affermando che le indagini non possono uniformare i mercati, ma segnalano la tendenza della produzione di catene e aziende.
Per ciò che riguarda il mercato, già nel 2000 Greenpeace Russia affermava:
“di trenta prodotti che sono stati scelti per l’analisi il 30% contiene Ogm”.
Ecco la lista di operatori del mercato alimentare, che sono soliti utilizzare Ogm per la realizzazione dei loro prodotti...
Che cosa c’è nel “piatto” che ti (pre)pari  seguendo le istruzioni sotto (f)orma di abitudine, tradizione, senso?
Chi “progetta”? Chi ha memoria. Ossia, il solo Dominio. Gli esperti si muovono per "auto ispirazione"... Qualcosa di molto "sottile".
Tu, non lo sai
La potenza delle "macchine" resa commerciale "oggi", equivale a ciò che un certo livello del potere possedeva "ieri". Qualcosa che il Dominio possiede "da sempre", ma nella fase molto più avanzata di quello che ti aspetti "ora" e che ti viene (pre)annunciato per "domani".

Ergo, sei sempre in un collo di bottiglia strategico.

Hp presenta il computer senza fili che calcola 640TBs di dati in un miliardesimo di secondo.
L’ultima invenzione della macchina HP che potrebbe rivoluzionare il mondo informatico.
Secondo HP, la macchina non è un server, workstation, PC, dispositivo o telefono, ma una fusione di tutte queste cose.
È progettato per essere in grado di far fronte alle masse di dati prodotti da Internet of Things, che è il concetto di una futura rete progettata per collegare una varietà di oggetti e gadget.
Per gestire questa raffica di informazioni occorre utilizzare cluster di nuclei specializzati in contrapposizione ad un piccolo numero di nuclei generalizzati. Il tutto è connesso insieme tramite un sistema fotonico basato sul silicio anziché di fili di rame tradizionali, aumentando la velocità del sistema riducendo il fabbisogno energetico. Inoltre, la tecnologia offre memristors che sono resistenze che sono in grado di memorizzare le informazioni anche dopo la perdita di potenza.
Il risultato è un sistema sei volte più potente dei server esistenti che richiede ottanta volte meno energia.
Secondo HP, la macchina può gestire 160 petabyte di dati in soli 250 nanosecondi.
E, per di più, questa tecnologia non è solo per i grandi supercomputer, ma potrebbe essere utilizzata in piccoli dispositivi come smartphone e computer portatili.
Durante un discorso determinato a Discover, lo chief technology officer Martin Fink ha spiegato che se è possibile ridurre la tecnologia, gli smartphone potrebbero essere fabbricati con 100 terabyte di memoria...
HP prevede una varietà di applicazioni future di questa tecnologia in numerosi contesti diversi, dal business al farmaco.
Ad esempio, potrebbe essere possibile per i medici confrontarsi i sintomi o il Dna dei pazienti in tutto il mondo in un istante e senza violare la privacy, migliorandone gli esiti di salute.
Anche se questo è uno sviluppo emozionante, purtroppo... i primi dispositivi equipaggiati con la macchina non emergeranno fino al 2018.
Link
Ti immagini, ad esempio, Fifa/Pes 2030? He He… Wow, chissà che spettacolo. Vero?
La simulazione di(viene) sempre più simile a… “te”.
Ma, allora, tu che cosa “sei”?
Una macchina super perfezionata?
E, poi, che cosa intendi per “te stesso”? Per “te”!
A quale “gio(c/g)o” giochi?
Senza memoria è, ormai, difficile da… sapere.
L’unica certezza è costituita dalla ubiqua (com)presenza della frattalità espansa, che può anche agire da “scintilla” per l’accensione del tuo motore principale.
E, (in)fatti (e all'inverso, guarda caso)… la frattalità espansa (il classico “frattale”) è considerata alla stregua di un “disegno che si ripete”, una figura bizzarra dal dubbio uso concreto.
Il suo disinnesco è strutturale.

Oceano umano e... onde.

Perché essa è la “chiave… per accorgersi” (tutto, con una simile "vista", lascia tracce).
E tutto il resto, vien da sé... (ri)com(presa) la "natura delle cose"...

  
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com