martedì 9 giugno 2015

Sono sempre esseri umani.


Pawel Kuczynski
Chi ha sognato questa realtà (ri)emersa? Chi ha "(di)steso al vento"... la propria intenzione? Chi ha dato f(orma) al manifesto?
Per (de)scrivere intera(mente) l’articolo di oggi, oc(corre) il tempo per l’estensione di un intero testo… a “libro” (non è detto che SPS, non lo farà…). Qualcosa che non è possibile fare solo nello spazio di "oggi".

Ma non è un problema, vista la caratteristica frattale, insita nel tutto...

L’esperienza di/in SPS, rende “capaci”, ossia… aumenta per “valore aggiunto”, l’emersione di ciò che giace nel (pro)fondo di ogni umano (in quanto memoria collettiva acquisita ed ancorata)… a livello di “conoscenza implicita” (acquisita precedentemente, rispetto a “questo tempo”).
Qualcosa che… “non esiste, ma c’è” (come il Nucleo Primo).
A partire dall'affermazione che "noi sappiamo più di quanto sappiamo dire" lo studioso ungherese (Michael Polanyi) riconosce l'esistenza di due dimensioni interdipendenti della conoscenza, nel senso che la dimensione esplicita della conoscenza si accompagna o si fonda sempre su una dimensione tacita precedentemente interiorizzata.
Nonostante la conoscenza possa essere opportunamente articolata e spiegata, la dimensione esplicita include sempre anche quella implicita...
  • la dimensione esplicita della conoscenza si accompagna o si fonda sempre su una dimensione tacita precedentemente interiorizzata (una condizione di memoria precedente; quindi, anche un trauma e ciò che è venuto prima e non è stato del tutto cancellato)
  • la dimensione esplicita include sempre anche quella implicita (la frattalità è ubiqua).
Che cosa è già successo? Non lo (ri)cordi. Vero? Ti av(vali) di "libri di storia"... di un sapere raccontato da altri, per te. Ma non è mai la stessa cosa... Il "cosa è successo" fa la differenza, rispetto alla condizione di "trauma/shock = deviazione della memoria" e di "pre(cedente) status quo = memoria d'esperienza".
Passi, così, da una conoscenza diretta (esperienza) ad una conoscenza (in)diretta (racconto storico), comunque... sempre (ri)uniti a livello di "memoria". 
Qualcosa che si può, anche, sfruttare ad hoc, per via della sua stratificazione che, nel reale manifesto, equivale a:

sovrapposizione per sintonizzazione al segnale (im)portante del Dominio (abitudine, oblio, reset).
   
Ci sono giorni caratterizzati da una maggiore consapevolezza, sensibilità, accortezza, etc. Questo è “uno di quelli”.
Però, quando c’è particolare “vena/apertura”… immediata(mente) si presenta il confronto con la “colonna del sapere presente”, che come una immane e vorace Manhattan (smisurata in altezza ed opprimente per “peso specifico”) assale e rende “docili”; ad un simile punto, sembra difficile procedere ed, (in)fatti, usual(mente) si tende solo a… “cedere”, ossia, all'essere "a favore di (pro)... cedere".
È, dunque, già nell'atteggiamento verbale (termini), che è implicito ciò che accade e (ri)ac(cade).


Accorgersi del dove/come si “vive”, implica anche il (ri)cordare in maniera coerente, l’esserci, il rimanere “sul pezzo” (proprio terzo stato).
Accorgersi è… "rendersi conto", anche a scapito dello status quo (che così bene calza a pennello, mettendo sempre da parte ogni buon proposito, che preveda in un certo senso la “scardinatura” di qualche piccola/grande abitudine), che... ti sei come “addormentato sugli 'allori'”.
La “morale” ti porta sempre a credere che… questi “allori” siano il frutto di qualcosa che avanza, nel tempo, e che solita(mente) credi essere “il cammino sovrano comune dell’umanità” (evoluzione); come se… oltre all’umano “addormentato” non ci sia altro
Come se… la condizione di “addormentamento” sia normale.
Come se… fosse naturale tutto ciò che è “qua, così”.
Come se… fossi tu, per opera dei tuoi antenati (He He), ad avere decretato al reale manifesto, una simile “(f)orma”.
Eb(bene), renditi conto che tutto (ri)sente della (com)presenza del Dominio.

E che il Dominio non è avvertito da nessuna (p)arte (parti... che si limitano a recitare secondo copione preassegnato in molte maniere, una delle quali è per ispirazione; qualcosa che, nel passato, era guarda caso… raffigurata come entità animata e “viva”, nonché dotata di una forma simile a quella umana).
Nel piano reale (ri)emerso, manca perlomeno un attore principale; ossia, il Dominio (Nucleo Primo), è “solo” (com)presente, (ri)uscendo in tal modo ad agire sul “(com)presente”... in maniera del tutto non rilevata, anche se rilevante.
Così, tutto “scivola” lungo il piano inclinato (di-pendenza), che collega al “futuro/destino”; un punto di ®accolta, che attende fermo e sicuro del “far proprio”.
Il futuro non lo raggiungi mai, quindi, il futuro è un mezzo vettore auto tracciante un cammino/meta/target.


È come impostare un gps, con il punto di partenza e quello di arrivo, tappa dopo tappa… senza mai accorgersi che… “non si arriva mai da nessuna parte” e che “si è sempre in viaggio, perfetta(mente) sul cammino preimpostato”.
Il futuro è (de)scritto, così, in tutto quello che fai o, meglio, che “segui”.
Il futuro è immateriale, ossia, è scollegato dalla tua diretta visione, lasciando tutta una serie di implicazioni, che ti rendono suo (di)pendente.
È dal presente che passi sempre. E… presente e futuro collimano, anche se sfasati temporal(mente), in quanto ché… ogni particella di presente è stata (“è”) anche un (pre)cedente intervallo/target di futuro.
È come osservare la luce che (pro)viene dalle stelle:
la sua visione diretta ti annuncia un presente che è, in realtà, già accaduto e che giunge solo ora sino a te ("trapassandoti").
Questa differita, rispecchiata dalla “natura” (una tecnologia d’insieme), è sempre (ri)ferita alla condizione umana (in quanto grande presenza di massa), ma dal punto prospettico del Dominio (in quanto grande concentrazione di massa). 

È la frattalità espansa che la (ri)produce:
la legge, strumento e memoria (che puoi usare e/o “essere usato/a”).
La condizione frattale espansa è molto simile al concetto di terzo stato:
  • allo stesso tempo accade questo e quello
in luogo di
  • questo
oppure
  • quello.
I tre stati avvengono allo stesso tempo (dando luogo a qualcosa di "nuovo/(di)verso"). Sempre. Anche se tu non lo sai, se non te ne accorgi, se te ne freghi o lo ignori.
In un modo o nell’altro, (ri)entri nella (ri)formulazione temporale del reale manifesto, in quanto “funzione ordinata lineare e complessa, virtuale e reale, immaginaria, astratta, concreta, vera e falsa”… di qualcosa che ti sfugge, solo perché sei tu a renderti ad(atto/a) alla sfuggevolezza (in realtà, in questa realtà manifesta, perchè ti sei aperto/a e ti sei arreso/a alla... sfuggevolezza).

Questo “essere tu, a”… vale sino ad un certo punto, dal momento in cui… il Dominio è diventato “qua, così… il Dominio”.
È in questa (f)orma di reale manifesto (status quo), che il Dominio può auto imperare secondo le condizioni migliori... dalla propria prospettiva d’interesse.
La "fatica" che fai per inquadrarlo ad hoc, non è casuale, e deriva dal fatto che è dubbia l'origine. Non (ri)esci a metterla a fuoco. (In)oltre, "per te" tutto ciò è come irrisolvibile e anche il solo ammtterlo come possibile, ti rende il sonno molto agitato.
Per cui, è molto meglio così... ignorando(lo).
Cambiando la f(orma), cambia tutto… anche il Dominio.
Ora, cambiare per cambiare… “serve sempre e solo” allo status quo.
Per cui, il cambiamento non è più qualcosa che “deve avvenire o avviene”, bensì… qualcosa che “è”. Qualcosa che non necessita di regole, di statuti, di leggi, di ordini, di un senso tipica(mente) di deja-vu.
Sì, perché hai vera(mente) già “visto di tutto” (ri)accadere più e più volte (anche se non lo rammenti).
Il cambiamento è una trappola, dalla prospettiva auto organizzata ed auto organizzante… a loop, che non cambia nulla nella sostanza, ma che cambia tutto solo per quanto (ri)guarda la disposizione della “polvere sulle superfici”.
Il termine “cambiamento” è un germoglio di una radice, che è sempre la stessa “messa in scena”.

(Ri)Conosciti… vale a dire: (ri)corda chi sei.
È una questione di memoria e quando (ri)cordi, allora, non stai cambiando ma sei cambiato/a... subito. Senza impedimento alcuno. Senza tempo “tra i piedi”.
È in “real time”, che succede.
E non serve nemmeno una Vita (impronta)ta allo studio assoluto di qualsiasi “cosa, già (de)scritta da altri, che sono sempre il Dominio sotto ad altro aspetto (in)conscio”…
Sei cosparso/a di frattalità. Vivi nella frattalità e di frattalità.
Tutto “parla” e ti indica più direzioni. Quale scegli? Quella che ti ha “sedotto/a” e non certo quella che “ti attende paziente(mente)”.
La frattalità è anche uno strumento, ossia, la puoi “usare per terra (ri)formare una intera e potenziale forma di reale da manifestare”, ma è anche “legge e memoria”:
  • legge = esiste nella sua caratterizzazione originale, neutra, “parlante”
  • memoria = in essa e per essa è depositata la “storia di ogni momento umano”.
È una questione di consultazione, interfacciamento, intenzione e… (de)codifica.
Ricezione e (ri)lettura:
che cosa “capisci”?
(Di)pende dalla tua “configurazione attuale”, anche se… qualcosa in/di te “è ancora capace di ricevere su tutte le bande di frequenza”.

L’informazione "si deposita" e va ad aggiornare la tua memoria tacita; qualcosa che è in grado di dare luogo a manifestazioni organiche, psicosomatiche, psicologiche, intuitive, talentuose, virtuose o vorticanti, etc.
Qualcosa che, come forse capisci, ti rende (de)centrato se… rimani “sordo”, rispetto alla portata maggiore del segnale “neutro” della frattalità espansa.
La “malattia” si manifesta nel momento in cui, il carico informativo frattale ti obbliga e ti stimola, unendo gli estremi in un “solo ambito”, che la mente “qua, così… (ri)configurata” non è in grado di tradurre in altro modo, se non in quello (Anti)Sistemico ed unico ormai (ri)conosciuto.
La frattalità “lavora su ampio spettro e portata”. Porta sino a te il proprio carico informazionale, aperto a ventaglio e teorica(mente) (pre)disposto a/per  qualsiasi manifestazione del potenziale.
Per meglio capire il concetto… è come se tu fossi una radio, dalla capacità di sintonizzarsi su tutte le stazioni trasmettenti, allo stesso tempo. Ma, che per qualche motivo legato all’abitudine (incanto), sei obbligato 1) a rimanere collegato su una sola stazione alla volta, 2) a rimanere collegato sempre alla stessa stazione e 3) anche se sei convinto/a di… fare “radio zapping”.
Devi sempre avere presente che:
  • sintonizzarsi su tutte le stazioni radio, allo stesso istante
non è
  • sintonizzarsi potenzial(mente) su tutte le stazioni radio, una alla volta.
Ecco; la frattalità equivale all’essere sempre sintonizzato/a su tutto lo spettro del potenziale, allo stesso tempo. E quando è così, ogni decodifica fornisce sempre il medesimo risultato, la stessa verità nello stesso ordine di frequenza e grandezza (ottava).
È come il messaggio augurale del Papa, (ri)trasmesso a frequenze unificate, in ogni lingua del Mondo; in maniera tale da permettere a qualsiasi umano, che capisca anche solo il proprio idioma, di essere comunque raggiunto dall’informazione in real time e (ri)tradotta ad hoc, al fine di essere (ri)com(presa) da chiunque.
Lo “sforzo” non esiste, da p(arte) del singolo… perché per via “naturale”, è raggiunto selettiva(mente) dal tipo di traduzione “certa”, in grado di unificare gli estremi in rice trasmissione.
Ora, il messaggio del Papa, è un esempio. (In)fatti, la trasmissione viaggia in una sola direzione, senza la possibilità esplicita di “risposta del fedele” (se non per "emulazione auto indotta").
Ergo, è una capacità filtrata dall’(Anti)Sistema. Ma, comunque, l’esempio è in grado di essere capito anche in termini di descrizione della frattalità.
Frattale è qualsiasi “cosa” e qualsiasi (pre)disposizione, fatto, vicissitudine, accadimento, episodio, storia, credo, sapere, etc.
Tutto (ri)sente della (com)presenza della grande concentrazione di massa (Dominio).
(Ri)leggere il reale manifesto alla luce ubiqua e “sempre vera” della frattalità, com(porta) la grande “pulizia” del proprio “canale”. Ossia, (pre)vede che tu “ci sia, in coerenza… con il tuo intento”.
Se ciò non si auto realizza, tu sei sempre e comunque “in coerenza… ma, non con il tuo intento”, per cui… la frattalità ti raggiungerà ugual(mente) (perché legge) ma, parlerà una lingua per/a te sconosciuta, che si memorizzerà sulla tua “pelle”, creando il potenziale, l’humus, per la condizione di malattia, invecchiamento e morte.
La coerenza è la capacità di auto connessione al segnale frattale (im)portante. La coerenza è sempre presente. Ma, la coerenza, (ri)guarda quale tipo di “segnale”?
Con quale “stazione” sei in contatto/ascolto?
Ogni “radio” è capace di sintonizzarsi, coerente(mente) alla propria (pre)disposizione costruttiva. E ogni radio, dunque, può connettersi ed essere raggiunta da qualsiasi canale in trasmissione…
Il Nucleo Primo impera, senza manifestazione diretta… ma solo “frattale”.
Se non te ne accorgi, “sei sempre qua, così”.
Schiavo/a di qualcosa che “non esiste, solo perché te lo fa opportuna(mente) credere”.

La verità emerge: così gli Stati Uniti hanno favorito l'ascesa dell'Isis in Siria e Iraq. Dal Guardian.
L'Occidente era disposto a tollerare la creazione di una sorta di "stato islamico" in Siria e Iraq.
La guerra al terrore, la campagna senza fine lanciata 14 anni fa da George Bush, sta sperimentando delle contorsioni sempre più grottesche.
Lunedì il processo a Londra di un uomo svedese, Bherlin Gildo, accusato di terrorismo in Siria, è venuto meno dopo che è diventato chiaro che i servizi segreti britannici stavano armando gli stessi gruppi ribelli che l'imputato è stato accusato di sostenere. Lo riporta il Guardian.
L'accusa ha abbandonato il caso, a quanto pare per evitare di mettere in imbarazzo i servizi di intelligence.
La difesa ha sostenuto che andare avanti con il processo sarebbe stato un "affronto alla giustizia" dal momento che c'erano un sacco di prove sul coinvolgimento dello Stato britannico che stava fornendo "ampio supporto" all'opposizione siriana armata.
Che non include solo "l'assistenza non letale" di cui si vanta il governo (tra cui giubbotti antiproiettile e veicoli militari), ma la formazione, il supporto logistico e la fornitura segreta di "armi su vasta scala".
Secondo alcune informazioni trapelate l'Mi6 avrebbe cooperato con la Cia per trasferire armi dagli arsenali libici ai ribelli siriani nel 2012 dopo la caduta del regime di Gheddafi.
Chiaramente, l'assurdità di mandare qualcuno in prigione per aver fatto quello che i ministri e i loro funzionari della sicurezza avevano deciso era troppo.
Ma è solo l'ultimo di una serie di casi…
Link
Tutto raf(figura) a livello frattale, quello che ti succede.
Il caso non esiste e “Tutto è vero” (Prima legge di SPS). 
Per oggi, SPS non prende nemmeno in considerazione di iniziare l’articolo “che si era ri(pro)posto”. Domani si (ri)parte da ciò che “non è stato (de)scritto oggi”. A partire da queste due immagini, “(ri)vedute e corrette”.


 Lo schema classico, in SPS... diventa...



Il suggerimento verità, che ti viene passato da/in SPS è:

  • il consolidato è solo messa in scena
  • per il tuo auto (in)trattenimento.
Il sapere, la cultura, la scienza, il credo, la tradizione, etc. sono solo facciate artificiali e deviate, rispetto alla grande apertura del potenziale.
La “cupola” è il Dominio.
Ossia, la formazione umana al comando del reale manifesto.
Calma! Non c’è da distruggere nulla. C’è solo da accorgersi…
C’è da farsi qualche domanda…
C’è da (ri)cordare…
Non c’è da costruire nulla, da progettare nulla, da mettersi d’accordo su nulla… perchè la verità è "parlante e mette tutti d'accordo"...

(Ri)cordando, (Ri)conoscendoti… tutto succede in automatico.
Nel senso che… a quel punto nascono nuovi punti di unione e di reale.
Una volta “accorto/a”, inizi il processo di (ri)cordo. Una volta “(ri)ac(cordato/a)”… il reale manifesto si diversifica.
Non c’è attesa
Non c’è cambiamento…
C’è scelta autentica, sostenibile, possibile, percorribile.
C’è alternativa sostanziale…
Non c’è necessità di un progetto, di denaro, di esperti, di multinazionali, di Stati, di eserciti, di città di cemento, di tecnologia incomprensibile, di religioni, di divisione, di forza, di cultura, di apparenza, etc.
È semplice(mente) tutto (di)verso, rispetto ad “ora”.
Il momento presente si aggancia/connette ad un punto di futuro “altro”.
Il passato emerge, al di là del punto di deviazione.
La memoria (ri)porta alla luce “ciò che è già accaduto”.
Ma non c’è spazio per l’odio, la vendetta, la faida familiare, il risentimento, etc.
Perché tutto ciò “serve” ad un padrone che “non è più (com)presente nel piano attuale del reale (con)seguente al tuo ‘essere ed esserci’”.
È morto? Hai commesso una strage? He He… nessuno muore mai dav(vero).
La Vita è… eternità.
E tutto ciò può anche essere o diventare una… maledizione, se “ci sei, ma senza esserci”.
La Vita è potenziale, aperto a tutto.
L’arte di “essere” è proprio quella di (man)tenere il potenziale emerso, nella fascia sostenibile alla Vita stessa, nel rispetto pieno di ogni “valore e possibilità centrali”.
Gli stremi della scala, possono tranquillamente rimanere dove sono, ossia:
lontani dal reale manifesto appena (de)scritto da/in SPS.
Utopia? Chimera? Fantascienza?

He He… Come meglio credi, anche se… “ciò che lasci, viene sempre (ri)com(preso)”.
Non sei solo/a. E… non sei mai da solo/a.
Gli umani sono molto di più e molti di più, rispetto a qualunque credo (Anti)Sistemico.
Noi sappiamo più di quanto sappiamo dire…”.
The Tacit Dimension - Michael Polanyi
Nella nostra epoca s’incarnano una quantità innumerevole di persone prive di io, che in realtà non sono esseri umani.
Questa è una verità terribile.
Le vediamo intorno a noi ma non sono incarnazioni di un io, sono inserite nell’ereditarietà fisica, ricevono un corpo eterico e un corpo astrale, sono in un certo senso interiormente equipaggiate di una coscienza arimanica.
Se non le si osserva con attenzione, dall’esterno sembrano esseri umani, ma non sono esseri umani nel vero senso della parola.
Questa è una verità terribile, ma è qualcosa che esiste, è una realtà”.
Rudolf Steiner
In realtà non sono esseri umani…” (questa descrizione è opera della "dima" della forma del... razzismo).

Errato; sono esseri umani che “vorticano in loop, sempre attorno allo stesso centro (Anti)Sistemico, ciclando tra nascita e morte, resi senza più direzione nè memoria… se non quella (pre)tracciata dal solco dell’aratro del Dominio”.
Senza “Io”, diventi se… “sei qua, così” oltre ad un tempo sufficiente, per drenarti via e sostituirti con un palliativo “servo dello status quo”.
Non “senza Io”, ma “senza essenza/centro (terzo stato)”.

(Ri)corda, però, che il concetto frattale di “memoria”, significa che “nulla va mai perduto per sempre”.

C’è solo una sostituzione dell’indice, tramite il quale credi di inquadrare tutto.


C’è, (in)somma, una deviazione in corso d’opera. Qualcosa che è già successo.


Qualcosa, però, di non definitivo. Evita di (de)cadere nel terrore; in qualsiasi f(orma) di terrore.
Accorgiti.
(Ri)corda.
(Ri)conosciti.
 
Davide Nebuloni 
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