mercoledì 17 giugno 2015

Il reale manifesto è (in) un’area di memoria (l’inverso della democrazia).


Una (f)orma di reale, "come una memoria che schiaccia".
C’è così tanto da “(de)scrivere”, per (com)provare 1) l’esistenza del Dominio, 2) l’esistenza della frattalità espansa, 3) l’esistenza delle “circuiterie” (la tecnologia sottostante al reale manifesto), 4) l’esistenza della “causa prima”, 5) l’esistenza dell’Oltre Orizzonte, 6) l’esistenza della tua “vera natura”, 7) l’esistenza, dunque, della “deviazione rispetto a…”, 8) etc., etc., etc. … 
Anche se basta solo la "frattalità" (un "senso" che evidentemente si è rinsecchito, in te... visto che "guardi alla gravità", senza vedere la sottostante, sostanziale, frattalità espansa).
Dunque, per evidenziare “che cosa”? He He:
quella sorta di “inganno apparente”, che gioca alla “fisica materiale della manifestazione”.
Qualcosa della quale “non puoi dubitare… perché, reale”.
Se entri nel dettaglio o a “piè pari”, diretta(mente), sulla questione… emerge all’istante che:
  • il "reale" può essere manifesto e/o potenziale.
Il "reale potenziale" è ancora nella sua sede “virtuale”, ossia, possibile se
Il "reale manifesto" è, in(vece), nella sua sede “fisica”, ossia, (ri)emersa
Quale differenza c’è – a livello sostanziale – tra il singolo tipo di reale “fisico” e le infinite gradazioni di reale “possibile, ma… virtuale”?
C’è una “scelta” alla base di questa (ri)proiezione nello scenario unico della "manifestazione per il reale".
Ma, la scelta, “qua, così” è ormai diventata “elitaria”, ossia a “collo di bottiglia”... perché (di)pende dalla “minoranza organizzata (che detiene il potere e che impedisce, di fatto, la propria perdita di potere… bloccando il potere altrui).
Da dove si compie questa “scelta”? Beh… “qua, così”… da “qua, non così” (terzo stato proprio; condizione "annacquata", ma sempre compresente all’interno del paradigma, che difende se stesso da tutto il resto).
Anche in assenza di un “qua, così”, la scelta si compie in base a criteri che tengono sempre e comunque conto della formazione di una grande concentrazione di massa, in maniera tale che la legge/strumento/memoria della frattalità espansa, possa “sentire e replicare, nello scenario neutro emerso”, l’immagine del “nucleo di potere, in proiezione sullo spazio (pre)disposto per la trasmissione della versione di/del reale inerente/(con)seguente”…
Ergo, la condizione reale/programmata/nativa… che com(porta) sempre la formazione di un reale manifesto, è quella "sensibilità delle circuiterie"... verso la necessaria formazione della grande concentrazione di massa. Ma, (ri)corda che:
la grande concentrazione di massa è, anche, la (com)presenza centrale, Sovrana, in equilibrio dal proprio terzo stato –  “lato proprio” – del singolo individuo, capace di permeare tutto attraverso se stesso, la propria unità di base, “uno/a solo/a con se stesso/a”…
    
Qualcosa che "porta fuori", a livello frattale, la figura “classica” dell’imperatore, del dittatore, del… Dio? Mhm... non solo, nel potenziale. (Anche se, lungo lo status quo, sì!).

Una f(orma) ben distinta ed univoca di… “amministrazione unica dell’amministrabile”.
Qualcosa che il per(corso) storico deviato dell’umanità, (ri)corda da sempre…
Nell’analizzare, accorgendosi, questa configurazione tecnologica - sotto(stante) alla comparsa di un piano reale “organizzato ad immagine e somiglianza di…” – è ovvio che persino SPS “mette se stesso in quello che osserva”. Per ovviare a ciò (a questo auto filtro involontario) SPS ha inteso di limitarsi al “ricevere” la descrizione della (f)orma del reale manifesto e potenziale.
Così, assumendo una configurazione che, nel frat(tempo), è sempre più “(ri)pulita da tutto ciò che (ri)sente del ‘qua, così’”, SPS è sempre più canale di ricezione senza “angoli nè calcare”.
La domanda successiva è, allora, questa:
  • chi trasmette?
  • da chi/che cosa giunge il segnale che riceve SPS?
He He.
Eb(bene), non è questa la giusta prospettiva dalla quale “pontificare”.
Queste domande implicano - "qua, così" - delle risposte "già scritte" e mettono ancora in luce “la stessa fonte (Anti)Sistemica che intrat(tiene)”.
Non c’è una causa esterna ed una interna, perché la “causa… ‘qua, così’ è sempre la stessa”, ossia, il Dominio... che ha libero accesso a tutto, “fantasia e (im)possibile” (ri)com(presi).
Chi trasmette… sei ancora tu.
Sei tu che hai, però, necessità di (com)provare che esista qualcosa all’esterno di te (che sia, così, autorevole per…). Ok?
Chiama tutto ciò come “sincronicità”. Ossia, quel “vento che ti favorisce sempre” (senza essere un effetto degli Dei) quando sei nel tuo terzo stato, “lato tuo”.
La sincronicità è una corrente apparente(mente) esterna a te, ma che in realtà… (di)pende da te.
Se tu non (ri)assumi la configurazione “originale”, la sincronicità - tutta(via) - (p)rende a (s)correre attra(verso) il canale a piano inclinato del reale manifesto “qua, così”, che imprime al tutto manifesto la propria f(orma).
(In)fatti, “ciò che lasci, viene (ri)preso”.
Da chi/che cosa? Dallo status quo, cioè, dal Dominio in auge.

A tal pro, è utile (ri)conoscere – a livello frattale (ossia, in maniera rappresentativa e non certo… “monumentale”) – la storia della vicenda umana relativa all’emersione della “democrazia”.
Basta poco per farsi l’idea “corretta” di qualsiasi ambito/cosa/individuo.

Ad esempio, “se ti lasci (s)correre, unita(mente) a te stesso/a, mentre sei nel tuo terzo stato ‘lato tuo’”… la sincronicità ti porta verso “porti sicuri”, relativa(mente) a qualsiasi risposta in attesa della tua domanda e/o vice(versa) (non importa più, segnatamente ad un simile tua configurazione propria).
Questo tuo essereattr(attore/attrice)”, questo magnetismo sostanziale… è (con)fermato dall’esigua rappresentanza, in natura, dei magneti naturali… seppure, ci si creda o no, in natura tutto è magnetico.
Il problema è quando questo “tutto” (dis)perde il proprio magnetismo e acquista una “magnetizzazione auto indotta” (ossia, che credi di “avere fatto tutto da solo/a”).
La grande concentrazione di massa è un potente “magnete” (certamente ancora più vicino al proprio stato nativo – naturale - rispetto alla tua perdita di potenziale).
La magnetizzazione del piano reale manifesto, che passa da neutro a (ri)polarizzato, è l’opera che il Dominio imprime senza la necessità di essere manifesto. È, di fatto, sufficiente essere e man(tenersi) in proiezione su… affinché la realtà (ri)assuma una configurazione ad hoc, ossia, “ad immagine e somiglianza”.
Ergo, anche quando il Dominio “non si vede”, visto che comunque “esiste”, lo puoi vedere attra(verso) la f(orma) che (ri)assume il reale manifesto. Lo puoi vedere, allora, per mezzo della “visione frattale”.
Visto che la frattalità espansa è, oltre che “legge e strumento”, anche “memoria” (data la sua neutralità nativa o… di sfondo).

Il tuo "status" attuale.
La storia della democrazia (come qualsiasi “storia riemersa mentre sei ‘qua, così’”) (ri)porta questa verità, visto che… (ri)sente di questa verità.
Di quale verità?
Che esiste il Dominio, seppure tu non lo (ri)esca più a vedere.
Chiediti, però: “perché ho più sensi, sviluppati in me?”.
Proprio perché, in questa maniera, puoi “vedere… in molti modi, (di)versi”. He He…
Breve(mente), allora… segui questo flusso, che SPS riceve e dif(fonde) e con(divide).
Qualcosa che è... una vera e propria “lavorazione del tuo… metallo grezzo”.

"Ieri"...

E "oggi". Al di là dell'apparenza, che cosa è rimasto immutato nel tempo? Lo status quo, La sostanza del reale manifesto. La realtà dei fatti. L'area di memoria Globale. La (f)orma impressa nel/al tutto. Il disinnesco totale...
Nata intorno al 400 a.C. durante la I era di Pericle, l’Ecclesia, (dal latino “ecclesía”, che risale al greco “ekklēsía”, significa assemblea), era l’Assemblea dei cittadini, presente con diversità strutturali, funzionali e nominative, stesse in tutte le antiche città Greche.
Nei regimi democratici comprendeva tutti i cittadini; nei regimi oligarchici la partecipazione all'ecclesia era subordinata a un certo censo, per lo più quello oligarchico, o addirittura alla nascita...
La democrazia diretta è quella forma di democrazia nella quale anche i cittadini possono, nel rispetto delle regole previste, esercitare il potere legislativo...

La democrazia diretta quindi è quel sistema legislativo nel quale nessun organo dello Stato detiene il potere legislativo in forma monopolistica

Altre forme, specifiche, di democrazia vengono a volte confuse con la democrazia diretta. Queste sono: la "democrazia partecipativa", la "democrazia deliberativa".

La "democrazia partecipativa" consiste negli strumenti utili a raccogliere pareri ed opinioni che forniscono informazioni stimolando la collaborazione tra cittadini e rappresentanti, ma di per sé questa forma di democrazia non contempla strumenti per attribuire potere legislativo ai cittadini.
La "democrazia deliberativa" raccoglie gli strumenti per realizzare il consenso tra persone di pareri ed interessi differenti.
Queste altre forme di democrazia, con loro specifici strumenti e mezzi applicativi, possono eventualmente affiancare la democrazia diretta che resta definita dagli strumenti legislativi elencati precedentemente…
A dire il vero, questo regime "democratico" era molto diverso dall'accezione che gli diamo oggi. Infatti, i requisiti per essere "cittadini" erano:
  • libero;
  • di famiglia ateniese;
  • di sesso maschile;
  • maggiorenne (cioè aver compiuto i 18 anni).
Dunque gli schiavi, le donne e gli "stranieri" non potevano votare...
In pratica, solo il 10 % della popolazione ateniese aveva diritti politici, gli altri non erano considerati "cittadini" (non facevano parte della demos)…
Il tema della "democrazia diretta" riprende vigore nell'illuminismo. Jean-Jacques Rousseau descrive la democrazia diretta come la sola forma di governo con la quale il popolo sovrano esprime la volontà generale.
Rousseau pone particolarmente l'accento sull'infedeltà dei rappresentanti eletti e sul concetto "degradante" della delega politica ("..nel quale la specie umana è degradata e il nome di uomo è disonorato..."…
Futuro della democrazia diretta.
Il dibattito e l'idea di applicare regimi democratici più radicali non ha mai avuto termine. A tutt'oggi, diversi teorici, politici e cittadini percepiscono una crisi di base nei regimi democratici rappresentativi, giudicati inadeguati (afflitti da conflitti d'interesse se non corrotti), pertanto spingono verso nuove forme di democrazia diretta.
Per questo si stanno sviluppando nuovi strumenti, come il bilancio partecipativo o le iniziative popolari destinate all'espulsione degli eletti (prima del termine del mandato).
Infine, mentre in passato l'applicazione della democrazia diretta "pura" era (per ovvi motivi pratici) ostacolata dalle dimensioni degli Stati, oggi, il discorso si è riaperto grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie telematiche:
grazie alla diffusione dei computer e di Internet, sì è palesata la seria possibilità tecnica di gestire un grande "parlamento virtuale", per tutti gli aventi diritto (e-democracy)…
Link
Come puoi constatare, sei sempre alle prese con lo stesso tipo di "impiccio". Sempre lo stesso. Le "soluzioni" sono, allo stesso modo, dei palliativi... per continuare lungo la stessa via, maturando però un senso di "evoluzione", nel quale cullarsi in oblio.


Democrazia diretta, dunque? Sembra qualcosa di “buono”. No?

La Costituzione è il "contenitore" (la forma che decreta i "limiti").
Eppure, senza essere pessimista nè realista ma, così come "sei", non ti aspetti che anche tutto ciò (ri)senta della (com)presenza del Dominio, per mezzo del suo potente influsso su/in/nel tutto?
Non senti "puzza di bruciato"?
La Svizzera sembra un buon esempio di “democrazia diretta”.
Come la democrazia diretta si è sviluppata nel corso dei decenni.
La democrazia diretta fa parte dell’identità svizzera, al pari della neutralità e del federalismo. Il numero di oggetti sottoposti al voto popolare è considerevolmente aumentato dagli anni 1970...
Campioni del mondo delle urne, i cittadini svizzeri possono partecipare direttamente al processo decisionale politico esprimendosi in media quattro volte all’anno su temi diversi...
L’iniziativa popolare, introdotta nella Costituzione nel 1891, permette ai cittadini di proporre modifiche costituzionali, introducendo nuove disposizioni oppure modificando o abrogando disposizioni esistenti.
Affinché un’iniziativa sia sottoposta al verdetto delle urne, i suoi promotori devono raccogliere 100'000 firme di cittadini aventi diritto di voto e depositarle presso la Cancelleria federale entro 18 mesi
Link
App(rofondisci) tu, se lo (ri)tieni. Allo stesso link, sopra (ri)portato, c’è molto materiale. Ma fai attenzione a non “affogarci (d)entro”. (Man)tieniti leggero/a e a “volo radente”, senza mai, in(vece), mettere radici.

 
Ma, prima, leggi anche qua sotto:
Negli ultimi anni il numero e il tasso di successo delle iniziative popolari sono nettamente aumentati. Tuttavia un’iniziativa accettata dal popolo non viene quasi mai realizzata secondo la volontà del suo promotore. Se non si vuole che il più importante strumento della democrazia diretta svizzera perda legittimità è necessario introdurre riforme urgenti, mirate da un lato a rafforzarne l’efficacia, dall’altro a proteggerla dagli abusi...
L’iniziativa popolare, pilastro principale della democrazia diretta svizzera, si è allontanata dalla sua funzione originaria di strumento di opposizione dei cittadini.
Oggi essa è utilizzata sempre più quale strumento di campagna elettorale di alcuni partiti di governo o come metodo promozionale per le rivendicazioni di gruppi d’interesse molto specifici.
Le probabilità di successo delle iniziative popolari sono migliorate in modo considerevole nel corso degli ultimi anni. Mentre in 110 anni, dal 1891 al 2001, su 145 iniziative popolari in votazione ne sono state accettate solo 12, soltanto dal 2002 ne sono invece state approvate 10 (su un totale di 53 proposte).
Malgrado ciò, di tutte le iniziative accettate, una soltanto è stata attuata secondo l’auspicio del suo ideatore.
Ciò comporta un rischio che non va sottovalutato:
quanto più spesso i cittadini costatano che solo raramente un’iniziativa è realizzata in modo completo, tanto più saranno tentati di sostenere in modo sconsiderato iniziative radicali. Così l’iniziativa popolare perderebbe la sua efficacia concreta, continuando però a rappresentare una costante fonte di instabilità istituzionale.
Grazie all’introduzione di riforme modeste ma efficaci, l’utilizzo dell’iniziativa popolare potrebbe essere meglio strutturato al fine di migliorare la qualità e la legittimità delle decisioni. Tali riforme, applicabili sia singolarmente sia nel loro insieme, dovrebbero contribuire a rafforzare i diritti popolari nella loro essenza originaria.
  1. Esame della validità da parte della Cancelleria federale prima della raccolta delle firme: oggi l’esame della validità giuridica delle iniziative popolari viene effettuato dal Parlamento, che si trova però in un conflitto d’interessi permanente. Per quanto riguarda il controllo, la Cancelleria federale potrebbe fornire una valutazione più severa e indipendente ancora prima della raccolta delle firme.
  2. Aumento del numero di firme necessarie: nella sua forma attuale l’iniziativa popolare ha come obiettivo una modifica della Costituzione. Una restrizione a livello di contenuti quindi non avrebbe senso. La soglia quantitativa di firme necessarie per l’inoltro di un’iniziativa dovrebbe però essere aumentata da 100‘000 a 210‘000 (ovvero il 4% di tutti gli aventi diritto al voto).
  3. Referendum sulla legge d’applicazione: la fase di concretizzazione giuridica di un’iniziativa popolare accettata è spesso oggetto di manovre tattiche. Un referendum obbligatorio in merito a tale legislazione renderebbe obsoleti tali giochetti, poiché anche in questo processo l’ultima parola spetterebbe ai cittadini. In questo modo potrebbero essere dissipati anche tutti i dubbi relativi al "rispetto della volontà popolare".
  4. Introduzione dell’iniziativa legislativa: la costituzionalità di molte iniziative popolari oggi è ambigua. Pertanto, le iniziative che comprendono proposte conformi alla Costituzione dovrebbero poter essere formulate direttamente sul piano legislativo. A livello cantonale l’iniziativa legislativa è in vigore da oltre cent’anni. Il numero di firme necessarie per poter inoltrare un’iniziativa legislativa federale dovrebbe ammontare al 2% degli aventi diritto al voto. Questa soglia, pari a 105’000 firme, corrisponde quasi a quella oggi richiesta per un’iniziativa costituzionale.
  5. Una sola iniziativa popolare ammessa per ogni votazione: quando più iniziative sono contemporaneamente sottoposte alla votazione popolare aumenta il rischio che si voti in modo relativamente disinformato su singole proposte, il cui dibattito è stato meno intenso rispetto ad altre. L’obbligo di sottoporre al voto una sola iniziativa popolare per giorno di votazione migliorerebbe l’informazione ai cittadini, e così anche la serietà del dibattito politico.
Queste proposte di riforma non rappresentano una limitazione della democrazia diretta, bensì una concentrazione e una differenziazione. Il potenziamento della forza vincolante dell’iniziativa e della qualità delle proposte non può che aumentare la fiducia accordata a questo strumento da parte dei cittadini e di tutti gli altri attori politici.
Link
SPS non aggiunge null’altro. (In)tanto, è tutto già così chiaro.
La Svizzera è, da molto tempo, un asset del potere d’oltreoceano (di fatto). Non ti sembra vero, ma... il fatto che "non sembra", non significa nulla, relativa(mente) alla sostanza dei fatti.

Ragnatela storico/devia(ta/nte).

(Di)pendenza dal piano inclinato del reale manifesto, per opera "incisoria" del Dominio.

Che fine hanno fatto talune pro(poste) popolari, raccolte con milioni di firme? Ad esempio, la richiesta di abbassare il trattamento economico dei politici...

La "visione generale" è una copia di quello che ac(cade) nel Mondo. Lo vedi già dalla/nella (f)orma, che è tutto intricato, sus(seguente), interlacciato e, dunque, caotico ma organizzato ad hoc... proprio per "essere così".

Ognuno "è in diritto di dire la sua". Ma, alla fine - nella sostanza - ognuno (con)segue senza poter real(mente) fare nulla... perchè, ormai, sembra normale.
Ha sempre fatto molto “comodo” (la forma della Svizzera), come area di parcheggio e transizione serrata dai regolamenti nazionali ed internazionali, che hanno sempre finto di “non vedere/non sapere”.
E il potere d’oltreoceano, come del resto… qualsiasi potere apparente (ri)emerso nello scacchiere Globale, è sempre una emanazione (permesso/a) del Dominio, che “illude, per dividere ed imperare”.
La democrazia è un nobile concetto, che attinge/emerge dal serbatoio del "potenziale" ma, che – per ormai ovvi motivi “frattali… di ®appresentanza” – è stata "solo che… disinnescata all’origine" del Dominio stesso.
Il quale ti fa solo “fiutare quel buon profumo”, per (al)fine fartelo (ri)fiutare, pro(curandoti) quel rigetto utile solo ed esclusiva(mente) alla prosecuzione indisturbata dello status quo.

Solco dell'aratro e "semina".
Chi, "oggi", non prova del (ri)sentimento nei confronti della “politica” e, dunque, evita di andare a votare per mancanza di fiducia e, nella sostanza, per manifesta resa ed impotente (com)presenza?
Ecco il “tuo” (ri)fiuto del potenziale!
Hai l’impressione di fare da te, ciò che – in(vece) – ti caratterizza radio (attiva)mente, ma non sei tu.
Il disinnesco è totale.
Anche per quanto (ri)guarda la “tua” memoria.
Chiediti: “che cosa è il reale manifesto?”.
Non solo: “che cosa è la memoria?”.
Sono la stessa cosa!
Che cosa (ri)cordi? Che cosa non sai?

La mente illusa, s’illude e lavora per (man)tenere, (con)seguire e (per)seguire… tutto ciò che gli sembra “normale/logico”.
Il reale manifesto “sembra così”, ma solo se lo osservi dalla prospettiva del Dominio. Per questo, tu sei stato “invaso/a e conquistato/a”… in primis.
Con quali “occhi”, ora… vedi?

Il frattale… è, anche, questo:
Ibm inaugura a Milano il nuovo data center da 50 mln di euro.
Una capienza di 11mila server, una potenza di 2,8 megawatt e un investimento di oltre 50 milioni di euro.
Queste le caratteristiche del nuovo data center che Ibm inaugura oggi a Milano. Un sistema per il cloud basato su infrastruttura SoftLayer che punta a sostenere la crescita di ogni tipo di organizzazione, dalla pubblica amministrazione alle imprese, includendo anche le startup.
"Si tratta - spiega Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia - di una nuova tecnologia abilitante che permette a istituzioni e aziende di poter essere al passo con i trend tecnologici più importanti in questo momento".
Per l'azienda, la realizzazione della struttura, situata in un'area tra Cornaredo e Settimo Milanese, "rappresenta l'impegno finanziario e tecnologico di una multinazionale che ha fiducia nelle potenzialità del Paese e vuole favorire l’aggregazione di un intero ecosistema di cui l’innovazione ha bisogno"...
Grande attenzione anche alla sicurezza e alla protezione dei dati:
"Il nostro data center, che - puntualizza Ciniero - non è virtuale, ma fisico, rispetta tutti i requisiti di sicurezza, in modo particolare per la Pubblica amministrazione, che ha la necessità che i dati siano residenti in Italia".
Questa struttura, assicura il manager, "per concezione e caratteristiche, servirà ad abilitare nuovi modelli di business per la competitività e la crescita, favorendo nel contempo l'internazionalizzazione delle aziende".
Nel primo trimestre 2015, il fatturato cloud di Ibm ha registrato una crescita del 75% rispetto allo stesso periodo di dodici mesi prima. Nel 2014, il giro d’affari nel settore si è attestato a 7 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, Ibm ha messo a disposizione 1,2 miliardi di dollari per favorire lo sviluppo del network. Alla piattaforma cloud di Ibm si affidano 30mila clienti in tutto il mondo.
Link
Una gigantesca “area di memoria”, regola la realtà che (ri)conosci come unica e senza alternativa sostanziale.
Come si giunge a tutto questo? SPS lo ha (de)scritto più e più volte.
E, ora, trova la strada verso quello che rimane di te, anche in questo modo…
Buona “lettura”.
Esistono “ingredienti/sostanze (necessità)” che sono, anche, infrastrutturali; cioè, che sono ormai vissuti e giudicati – a livello abitudinario (necessario) – come “di base (quanto basta)”.
Ad esempio:
zucchero, olio, sale… sono ingredienti cardinali (che vanno sempre e un po’ dappertutto).
Ma, questa realtà non esiste solo in ambito della “preparazione del cibo”.
Esiste sempre… un po’ dapper(tutto), ad ogni gradazione di latitudine della “giornata di 24 ore umana”.
L’utilitaria, i vestiti, la necessità stessa di alimentarsi… sono altrettanti "ingredienti cardinali" intessuti al vivere quotidiano.
Da questa prospettiva, or(dunque), è sempre più chiaro che… la società è composta da gerarchie, non solo per quanto (ri)guarda il ceto, il tipo di lavoro, la mansione, il lignaggio, il capitale proprio, etc., ma ad ogni livello del “fare/essere”.
Ossia, se ti accingi ad eseguire una qualsiasi “lavorazione, preparazione, attività”… hai certa(mente) “a che fare con” una multi stratificazione gerarchica, per ordine di importanza, presenza, rilievo, uso, funzione, causa effetto, etc. di qualsiasi ingrediente, azione, pensiero, ripetizione, atto, sostanza, strumento, etc. che, per ogni motivo possibile ed immaginabile, “sei tenuto/a ad usare”.
Ciò, mette in evidenza delle precise caratteristiche ricorsive, incise nel piano reale manifesto:
  • una livellazione di qualsiasi ambito
  • (d)entro al quale esiste
  • una livellazione di qualsiasi “cosa”…
  • per classificazione di caratteristica.
C’è, (in)somma, una serie di “strumenti” e una serie di “ingredienti”. C’è una serie di “azioni strumentali” e una serie di “azioni ingredienti” e una serie di “azioni materiali (che hanno a che fare con i diversi tipi di materiali).

Area di memoria (esperienza, loop).
Se, ad esempio, devi unire le varie (p)arti, per formare (costruire) un mobile di legno, ti occorrono gli “strumenti”:
  • gli attrezzi per lavorare (martello, colla, chiodi, seghetto, bolla, etc.)
  • l’abilità per poter lavorare (esperienza, conoscenza, memoria, talento, manualità, etc.)
  • la bussola per concepire il lavoro (intenzione di, obiettivo, idee chiare, strategia, istruzioni, etc.)
  • il materiale sul quale lavorare (pannelli di legno, listelli, cerniere, pomelli, etc.)
  • un luogo dove lavorare (box, cantina, casa, etc.)
  • lo spazio disponibile ad accogliere il lavoro finito (locale predestinato, destinazione d’uso, etc.)
  • le “varie ed eventuali” per la continuazione del lavoro, nonostante tutto ciò che può accadere (cerotti, bende, alcool disinfettante, stracci, scopa, aspirapolvere, pattumiera, etc.)
  • un luogo di accoglienza, dove svolgere il lavoro, a norma di legge (casa di proprietà, in affitto, in regola con le norme sociali e i permessi di varia natura, abitabile, registrata, etc.)
  • etc., etc., etc.
Questa vera propria classificazione per livelli e gerarchia, significa che esistono “materiali/sostanze/predisposizioni”, che vengono sempre prima di altro/i e che, in qualche maniera, se “vengono meno”… sono in grado di influenzare/bloccare tutto il resto della “catena d’eventi in scala di successione” (controllo in leva, legge del minimo).

Allo stesso modo, funzioni tu e funziona la società intera.
Non solo nel caso della “lavorazione dei cibi”, la “lavorazione” conosce più tempi:
  • la preparazione dei terreni (concimazione, uso della chimica, trattamento delle sementi, etc.)
  • la raccolta delle materie prime ed il loro stoccaggio e trasporto
  • la lavorazione industriale (pre processi di vendita, insaccamento, packaging, etc.)
  • la grande distribuzione sino al raggiungimento del singolo punto vendita
  • il tuo acquisto e la tua lavorazione finale, prima dell’atto del nutrirti (preparazione culinaria, esposizione al calore, al microonde, conservazione in frigorifero o freezer, etc.)
  • l'ingestione e la digestione, etc.

Tutto questo (ri)ac(cade) sotto all’egida della legge, della conoscenza ed autorizzazione da p(arte) di "chi ne sa più di te" (gli esperti, i nutrizionisti, i dietologi, gli avvocati, le Autorità, etc.).
Per cui, quando ti siedi a tavola per, final(mente), poter degustare il tuo bel piatto pronto, che cosa concludi e che cosa inizi?
Concludi l’iter che conduce sino a te, il “tuo” cibo.
Inizi l’iter che lo introduce in te.
L’intera filiera, prima dell’atto del “mangiare”, è sotto(posta) al controllo esterno ed altrui, che "garantisce per te", che quello che introduci nel tuo organismo è “sano”, perché… certificato a norma di legge.
Ergo, il “tuo” esterno si (p)rende delle precise responsabilità, anche per quanto (ri)guarda te, la tua salute e, dunque, il tuo destino.
Responsabilità solo annunciate sulla “carta” (in realtà, qualcosa di perfettamente ordinato, dalla prospettiva del Dominio).
Intenzioni “elettorali”, a cui non seguono – tutta(via) – equivalenti azioni sul piano della risposta, allorquando viene (di)mostrato che, il tal modo autorizzato di fare… conduceva regolar(mente) a... "ammalarsi".
Esistono le assicurazioni ed il modello “bonus/malus”, che testimonia che la “testa è sempre tenuta a pagare per il proprio ruolo svolto, nel caso le proprie azioni abbiano causato dei danni ad altri simili”.
Le reazioni che avvengono “tra le righe” della chimica e tutto ciò che (ri)guarda l’energia vitale di qualsiasi “entità” nata e cresciuta sul Pianeta, di/in questo reale manifesto… sono del tutto non esposte “in etichetta” e non sono tenute in considerazione, quindi, in “sede legale”... allorquando un "danno/effetto" si scatena a livello sociale.
Il modello di controllo in auge è sull’esempio della “politica”, ambito caratterizzato da una sostanziale immunità, sotto ad ogni punto di vista.
I ruoli amministrativi, solo chiari in teoria, vengono meno – di fatto – quando “scoppia il/un caso scottante” che, in maniera evidente solo uscendo dalle righe della legge, prende in considerazione come “pietra dello scandalo” il politico di turno, il quale è immerso in un modello d’insieme tendente al rendere sempre poco chiaro quello che, (in)vece, deve sempre essere “sopra alla righe”.
Il ruolo (ri)coperto da qualsiasi persona, che si (pre)occupa degli altri – per “lavoro” – (ri)chiede la massima responsabilità, che se “viene meno” – dunque – deve portare ad una serie di “conclusioni… in linea e coerenza con l’ac(caduto)”.
Esatta(mente) quello che “non succede, da sempre”.
Il fatto psichico P è una somma di due fattori: uno interno e uno esterno.
P = I + E... (I è... "l'incognita non misurabile direttamente...")...
L'autoeducazione - Maria Montessori 
Il “fiume politico” s’espande, alimentando tutto, come una nefasta (con)seguenza “qua, così”.
Le re(azioni) che av(vengono) al di sotto del piano della (ri)comprensione umana (Massa), permessa dal “ciò che (ri)corda e dal… ciò che non può fare, non (ri)cordando”… sono (man)tenute nel mistero e non rese pubbliche, sino al momento in cui “sono, per certi versi, superate e dunque sostituite con altre, ancora più sottili”.
Quando lo scandalo “scoppia”, lo fa all’esterno… sulla Massa.
A quel punto, gli organi sociali intervengono, “ognuno per la propria p(arte)”, entrando di fatto anche "in concorrenza apparente" e sviluppando forze che nell’insieme… assumono le valenze di un sostanziale nulla di fatto.

Questo (ri)ac(cade) puntual(mente)… perché, non esiste l’intenzione di ap(portare) nessun cambiamento alla sostanza che regola lo status quo, dal quale le singole (p)arti ricavano il proprio destino, certa(mente) migliore rispetto a quello della Massa amministrata…
L’esigenza del “denaro” (potere, futuro, agio) pre(determina) – come una dima – la (f)orma del sociale, che diventa solo un altro gradino "più sotto", rispetto alla scala gerarchica del reale manifesto.
Nel trading... la gran massa degli indicatori tecnici, forniti ai singoli trader – in qualità dell’ottimo funzionamento delle piattaforme evolutive di contrattazione – (ri)entrano nella innata concezione profonda, che di fatto disinnesca tutto d’insieme, facendo (de)cadere le proprietà degli strumenti, forniti nei reami sottili del tempo e dell’ovvio svantaggio di essere (pre)vedibili, proprio per via dell’esistenza fonda(mentale) del tempo stesso.
La stessa cosa accade a livello di cottura dei cibi, che... una volta portati oltre ai 100 gradi… av(vengono) reazioni chimiche sottili, che portano alla formazione di sostanze dannose per l’organismo umano.
Quindi, se hai a disposizione una vastissima gamma di cibi, dalle qualità di(verse) e dalle combinazioni infinite, se poi tutto ciò passa dalle “forche caudine” della cottura “tradizionale”… allora tutto è disinnescato alla base.
Come in un... collo di bottiglia o nei film/realtà:
Dove il numero non conta più niente”…
Un anello per domarli e nel buio incatenarli”…
Non c’è differenza alcuna tra “la cottura dei cibi”, “la cottura dei trader”, la “cottura della Massa”. He He…
Si tratta sempre del medesimo principio di “c(o/a)ttura… in leva”.
Qualcosa che av(viene) sempre “tra le righe”.
Con il tuo “tacito (con)senso”…


Per mancanza di alternativa, scelta sostanziale, possibilità evidente e, dunque, per mancanza di “forza, credo, ispirazione, etc.”.
Tutto funziona così. Anche il Mondo dello sport. Ad esempio, nello sport di squadra più noto… come il Calcio, non esiste un concetto di “malus”, ma solo di “bonus”.
Se va bene, guadagni di più.
Se va male, guadagni il pattuito (anche se…). E, solita(mente)… il pattuito è uno stipendio molto ma molto elevato, per gli standard “altr(u)i).
Non solo. Il ruolo dei sindacati, nel tempo della loro diffusione all’interno delle maglie sociali del lavoro, ha piallato progressiva(mente) il panorama disponibile dal consueto tipo di orizzonte, posto davanti ad un tipo di sguardo convenzionale, costituito da simil disperazione…
Il motto alla moda è divenuto “poco, ma per tutti.
Mandando a pallino la meritocrazia, che anche per quanto (ri)guarda l’ambito statale… è diventata una pura e cruda utopia, visto che nella sostanza dello status quo… gli animi “mettono radici”, rinunciando quasi senza accorgersene a tutto ciò che non cor(risponde) più alla visione accomodata dell’avere “trovato lavoro, nella pancia del grande genitore che, presumibil(mente), non morrà mai”.
C’è una logica nella logica, che ti ap(pare).
Qualcosa di sfuggevole.
Qualcosa che “te ne devi accorgere”.
È, anche, quello che già sospetti sempre, perché troppo evidente, ma… allo stesso tempo, non è quello… perché, se fosse quello, tu saresti già “in piazza”, quando in tempi tras(corsi)… "le genti" avevano a che fare con un modello di potere molto più diretto (ancora più diretto).
Se “tanto ti dà tanto”… anche per sola logica di sopravvivenza, allora… “lotterai per… il tuo futuro”.
Ossia, se l’invasore cammina con le armi imbracciate, per le vie del “tuo” Paese, limitando fisica(mente) la tua libertà… è palese che “è così”. Ma se, (in)vece, l’invasore compie tutto... rimanendo nell’ombra (come le reazioni chimiche che avvengono “tra le righe della sostanza”, all’aumento della temperatura)?
La formazione dell’acrilammide, ad esempio, “disinnesca tutto, di fatto”, anche se… non te ne accorgi diretta(mente).
Temperatura elevata e tempi di cottura lunghi danno origine ad una rosolatura e quindi a questa sostanza che rende appetitosi i cibi…”...

Il cibo assume un colore ed un sapore “appetitoso” (come la più antica delle strategie).
Ma… "nulla (di abitudinario, nell'incanto)" ti fa (pre)a(agire) che… allo stesso tempo, la sostanza che rende il cibo appetitoso è, anche e sopra a tutto, “pericolosa per te e per il tuo destino”…
L’esperto, allora, (inter)viene. Ma… perché lo fa solo dopo “decenni”?
L’acrilammide è una sostanza chimica che si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alta temperatura.
È probabile che l’acrilammide sia presente negli alimenti sin da quando l’uomo inventò la cottura.
Si forma per lo più a partire da alcuni zuccheri e da un aminoacido (soprattutto un aminoacido chiamato asparagina) che sono naturalmente presenti in molti alimenti.
La principale reazione chimica che ne è la causa è nota come “reazione di Maillard”, la stessa reazione chimica che conferisce ai cibi l’aspetto abbrustolito e li rende più gustosi.
L’acrilammide ha inoltre diffusi impieghi non alimentari in ambito industriale ed è presente nel fumo di tabacco...
Link
È probabile che l’acrilammide sia presente negli alimenti sin da quando l’uomo inventò la cottura
 

He He… 


Quindi, in un simile re(a/gi)me, “che cosa è diventato, progressiva(mente), l’essere umano”?
Se ti senti, nel potenziale, "altro"... rispetto a quello che in questa realtà manifesta “sei/vedi”, è perché di fatto “sei altro”. Ciò che “sei”, lo sei sempre ma… nella localizzazione attuale, sei come “auto limitato”. Da chi/cosa e come/perché. Dove? In  che modo?
SPS te lo sta annunciando, in varie fasi, da oltre cinque anni.
La tua "(de)gradazione" (dal punto prospettico del potenziale) (pro)cede, (con)segue, (per)segue, suc(cede)… ad ogni livello; anche a quei livelli che non (ri)conosci più, ma… “che sai esistere”, come ad esempio:
  • i livelli chimici
  • i livelli molecolari
  • i livelli subatomici
  • i livelli energetici, etc.
Pensi che tutto ciò non ti (ri)guardi? Pensi che esistano, ma… “che non è nulla di serio”?
Non pensi che “in leva”, il controllo “tra le righe”... possa comandare a cascata ogni altro livello (con)seguente, visto che sei in un piano reale manifesto di natura gerarchica, (di)pendente, inclinata verso…, (pre)ordinata, (pre)vista, etc.?
No?
Il solo intendere, anche senza “sapere come”, che il Dna abbia in sé la “tua” (ri)programmazione interiore e, dunque, esteriore… che cosa significa in soldoni puri?
Significa che... ne (di)pendi.
Significa che… ne sei succube, visto che non (ri)cordi come programmare da te il “tuo” Dna.
Sei stato/a progressiva(mente) s(vuotato/a), drenato/a… e riempito/a d’altro.
Un succedaneo dall’in(dubbio) valore “altro, rispetto a…”.
Lo “sai” e anche molto bene, visto che frattal(mente) “sai che”… ad esempio, dai tempi dei tuoi nonni, non esistono più i “sapori di una volta”. È un esempio, ma è un esempio ad alto valore aggiunto… se lo (p)rendi in causa secondo la qualità frattale del significato e della simbologia avio trasportata “radio attiva(mente)”.
Le mele di oggi? Ah. Rispetto a quelle di 100 anni fa, non sanno di niente.
In(oltre) contengono molto più inquinante e... (con)servante, in quanto che, lo status quo tende ad auto (man)tenersi "qua, così".
Ma, un momento… vuoi proprio vedere che, allora, è questo inquinante che
He He. Sei continuativa(mente) messo/a “fuori strada”. Segui sempre gli effetti e mai le cause, sino ad arrivare alla… “causa”.
Gli inquinanti sono una causaO sono, piuttosto, un effetto?
Chi “sparge” gli inquinanti dapper(tutto) e da sempre?
Non basta. Chi lo per(mette)?
Non basta. Chi lo intende?
Ecco… e perché?
Ecco (che cosa? Lo sai...).
La "lotta fra poveri" è totale e (ri)guarda tutte le classi apparenti, formate proprio per “dividere e separare”.
E per nascondere nel “fumo delle contese”, la causa del Dominio.
Il “terzo che gode”.
Lo vedi, questo Dominio, nel “tuo” reale manifesto “qua, così”?
No. Vero?
Lo vedi solo se… ti "accendi con fare frattale". Allora, sì che lo vedi. Perché è pratica(mente) dapper(tutto).
Le tracce frattali (ri)conducono inesorabil(mente) alla "sorgente".
Funziona, cioè, all’(in)verso… rispetto al solito (rispetto al “quando non vedi/senti”).
Senza visione frattale, tutto (s)corre via dalla sorgente.
Con la visione frattale, tutto (s)corre verso la sorgente.
Le due modalità non vanno ad alterare il senso di scorrimento del/nel reale manifesto, che rimane tale sino a quando non compare sullo scenario di (ri)proiezione sul reale manifesto, un’altra grande concentrazione di massa, come quella del Domino in auge (Nucleo Primo).
Ci sono onde di propagazione, che (ri)collegano il tutto, a livello sottile… dal quale (ri)p(arte) tutto, di (con)seguenza.
Queste onde le puoi vedere, d’insieme (non una alla volta) solo se te ne accorgi.
Quando ne sei conscio/a, il tuo complesso si “aggiorna”.
È, questo, un cambiamento? A livello lessicale, sì.
Ma a livello di sostanza, no.
È un  semplice (ri)cordare e, dunque, (ri)tornare a/verso… ciò che già “sei”.
(Ri)Conosci(ti)…
(Ri)Corda(ti)…
Altrimenti, in questa “tua” ri(f)orma ("qua, così") sei tu l’evocato. Sei tu…
ciò che letteralmente trattiene l'Anticristo dal manifestarsi pienamente”…
Il potere che frena: la rimozione del Katechon
Link
L’(Anti)Cristo è, nel paradigma post "ultima era glaciale", l’ambiente "(Anti)Sistemico del Dominio", ossia, l'un(in)verso rispetto a ciò che "sei" (quando ti riconosci come essenza Sovrana o "Sistema").

Il Dominio è:
  • la (com)presenza
  • ubiqua
  • non manifesta
  • che trat(tiene) tutto “qua, così”
  • a “propria immagine e somiglianza”.
  • per “natura frattale espansa”…
La “tua” realtà di (ri)ferimento.

In tutto ciò, l'unica caratteristica "democratica" è la frattalità espansa, nella sua versione di "memoria".
 
Senza la tua grande concentrazione di massa, la realtà mani(festa)... è, quell'area di memoria che (in)verte la tua aspettativa originale (ovvio, dimenticata anch'essa nel tempo abitudinario "qua, così"), in maniera tale che:
"non sai più nulla, nè rispetto a quello che vuoi, nè rispetto a quello che non vuoi".


  
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com


2 commenti:

  1. Ciao Davide.
    Oggi ho visto Tomorrowland e... se guardato con fare frattale ha davvero ottimi spunti!
    Inoltre volevo chiederti se avessi poi trovato qualcosa sul Psych-K di Lipton e per finire, sono un pò di giorni che questa cosa mi frulla intesta: se nel termine "Dominio" inverto
    due semplici vocali esce la parola "Dimonio"... ;-)
    A ppresto
    Fabio

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    Risposte
    1. Caro Fabio, bene... lo devo ancora vedere. Ti ringrazio per la "sveglia" :)

      Sul Psych non mi è giunto nulla di nuovo e l'ho persino dimenticato; segno che per ora "non fa per me".

      Sincronicità.

      Il "Dimonio" è il "Demonio" nonchè il "Demanio" (leggi in Wikipedia il significato, nella prima riga, così come è descritto)... Lo Stato.

      Ma lo Stato è il Popolo. Oppure, no? He He...

      App-arenza è inganno e, lo sai che... al Demonio piace ingannare.

      Un Demonio molto ma molto... "umano" :)

      Nel giro di loop, è "preso dentro" il genere umano...

      Grazie ancora e a presto.

      Serenità.

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