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venerdì 3 novembre 2017

La Terza e Quarta legge di SPS.



Significare… da “signum (segno)”… e “ficare per facere (fare)”… far conoscere altrui alcuna cosa con segni, ma nell’uso questi segni sono per lo più le parole.
Dimostrare, esprimere, palesare, fare intendere, mandare a dire…
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Segnare, fare segno, etc. che cosa significa
Cosa/chi viene chiamat3 in causa? 
“Qua (così)” sei abituat3 ad una certa linearità della/nella “tua” logica, che a sua volta dipende dallo schema fisso (paradigma) ambientale (usi e costumi, tradizione, convenzione, legge, etc.). 
Il che, tradott3, ti porta come a ricircolare in un modello, del/nel quale non hai nemmeno l’idea di esser e far parte; ciò che ha sempre (sempre) comportato la guerra e il coinvolgimento della Massa per poterla chiamare tale (guerra). 
Pensa a quella guerra, dichiarata fra due Stati (il lignaggio che è al rispettivo comando), che non può verificarsi poiché la Massa non vi partecipa, lasciandola confinata al livello che l’ha immaginata (intesa). 

martedì 12 settembre 2017

I due perni ed il riflesso te/“te”.



Per “fare surf” devi sempre stare sulla cresta dell’onda.
In realtà, i surfisti non cavalcano l’onda – così come si cavalca un cavallo, standogli sopra – ma (ma) la anticipano, precedono... per quanto riguarda proprio la “cresta dell’onda”.
Stanno nella sua “pancia”, piuttosto:
davanti. 
Nel filo, nel “ricciolo”, nella linea orizzontale che prosegue lungo la verticale. 
Ora, analizzando a livello frattale espanso (sostanziale, significativo) questo incedere, questo passo, puoi meglio focalizzare sull’atteggiamento che, tali sportiv3, hanno sviluppato “facendo esperienza diretta e indiretta”
Quale? 
Quello “stare dentro all’onda” al fine di… cavalcarla il più a “lungo” possibile, sfruttandone la forza e, dunque, la corrente... che la rende possibile e manifesta. 
Anche in un simile “caso”, detta “potenza” è - e rimane - del tutto immanifesta e tutto ciò che “vedi (e misuri)” è l’apparenza fisica dell’onda: 
della quale, il significato “cosa significa” scompare del tutto, di fronte all’evento che matura quando l’onda s’abbatte lungo la costa, formando rivoli arricciati d’acqua, non più costituita da gocce bensì da striature, filamenti artistici, grovigli conseguenti alla legge fisica, sotto ondulazioni dell’onda portante. 
Qualcosa che va a caratterizzare una giornata “mossa e ondosa”. 
Qualcosa che solitamente s’immagina accompagnat3 anche da un cielo ad hoc, dal vento, dai colori del panorama e degli animi sempre alla moda. 

venerdì 1 settembre 2017

Bisogna ripristinare le condizioni per avere la fiducia…



Pur non avendo dati oggettivi, diretti, puoi sempre farti un’idea (intuire) del come vadano le cose in ogni ambito del “qua, così”; lo “schema” è, infatti, fisso.
È sempre lo stesso che ricircola (come, del resto, al “è già successo” continuano ad auto succedersi le “cose, ad immagine e somiglianza”). 
Se preferisci, è il famigerato “causa effetto, azione reazione” o, molto meglio, “ragione fondamentale (compresenza immanifesta sotto dominante), dipendenza/conseguenza (loop, interesse)”. 
Dunque... se (se) osservi i cosiddetti “Vip”, una grande percentuale di ess3 – prima o poi – rientra nell’ambito dell’evasione fiscale. 
Che cosa significa = eludono il controllo? No
Fanno i “furbi”. Ci “marciano”.
È diverso, poiché, è il “controllo” a permetterlo, nella sostanza
Dal momento in cui, se lo volessero autenticamente, le Istituzioni sarebbero in grado di risolvere una volta per tutte l’annoso “problema”.
Evasione, vietato indagare: dimezzati gli accertamenti...
Link 
Di conseguenza, questa situazione è “permessa (tollerata)”
Perché?
Perché 1) crea auto suddivisione, 2) crea depressione, 3) crea impotenza, 4) crea auto depotenziamento ed, allo stesso tempo, rabbia/emulazione nella Massa che, si ritrova sempre alle prese con dei modelli “inversi” da osservare (ed imitare), rispetto ai “valori universali”… che un atteggiamento “formulare” – ben sostenuto e calibrato – potrebbe tranquillamente andare a "mettere in scena (ricordare)", anche se “qua, così”. 

mercoledì 30 agosto 2017

Nel potenziale ogni persona è anche un tiranno.



Esistono classifiche che incrociano i dati statistici con quelli relativi all'economia e allo stile di vita:
una buona alimentazione è sempre alla base di tutto, ma ha il suo peso anche la ricchezza del paese, la possibilità di accedere alle cure per tutti e la qualità generale della vita.
Ad esempio in Lussemburgo, paese piccolo e ricchissimo, l'aspettativa di vita è intorno agli 81 anni: si arriva agli 81,5 nel Regno Unito, grazie ad un sistema sanitario molto efficiente
Il Giappone è secondo in classifica, grazie alla ricchezza e all'accesso alle cure mediche, mentre la medaglia d'oro va ad Hong Kong, dove l'aspettativa di vita è di 83 anni e mezzo.
Link 
Come “ti metto davanti alla notizia che serve per enfatizzare certe caratteristiche, senza fartelo capire?”:
classifiche (dei confronti sfuggevoli)
che incrociano i dati statistici (di parte e in parte)
con quelli relativi all'economia e allo stile di vita (ecco il pernorelativi all'economia, da cui dipende lo stile di vita)
una buona alimentazione è sempre alla base di tutto (per l’economia devi mangiare sempre, per comprare sempre)
ma ha il suo peso anche la ricchezza del paese, la possibilità di accedere alle cure per tutti e la qualità generale della vita (quindi, ti dicono: se non hai denaro, non puoi curarti, per cui muori prima. È questa la qualità della “tua” vita?)
ad esempio in Lussemburgo, paese piccolo e ricchissimo, l'aspettativa di vita è intorno agli 81 anni: si arriva agli 81,5 nel Regno Unito, grazie ad un sistema sanitario molto efficiente (è un esempio mirato: un sistema sanitario molto efficiente… ti fa vivere di più e meglio. Meglio? Mhm: la società moderna è pressoché ospedalizzata, uno stato di cura “eterna”, il che significa che "qua, così" sei sempre ammalat3)
il Giappone è secondo in classifica, grazie alla ricchezza e all'accesso alle cure mediche (grazie alla ricchezza e all'accesso alle cure mediche: allora, vivere nella “natura”, lontano dalle città, è qualcosa di molto, molto, “stupido”. Vero?).

mercoledì 9 agosto 2017

Fai leva sul tabù.



Ecco come la vita entra in rapporto con la morte nell’essere medesimo; si tratta di uno scambio fra l’elemento vivente portato verso l’esistenza ed un elemento che tende verso la morte e costantemente interviene”.
Rudolf Steiner 
Se (se) la morte è un tabù, regolarmente da rimandare (evitare) più in là possibile – evitando, così, di comprenderne il significato portante (se non attraverso il “credo” religioso/scientifico deviat3, altrui) – la vita, è ormai certo, è possibile essere ottenuta in vitro (deducendo che essa sia artificiale e, non solo ottenibile artificialmente). 
Del resto, anche la morte può essere ottenuta “artificialmente”… Tuttavia (ma) anche in questo “caso”, la questione viene generalmente trattata, ed assume la valenza e i contorni, del tabù.
In una società umana un tabù… è una forte proibizione (o interdizione), relativa ad una certa area di comportamenti e consuetudini, dichiarata "sacra e proibita". Infrangere un tabù è solitamente considerata cosa ripugnante e degna di biasimo da parte della comunità
Quando una certa azione o abitudine è classificata come tabù, essa viene proibita, vengono istituite proibizioni e interdizioni riguardanti la sfera di attività che la riguardano. Alcune di esse sono sanzionate dalla legge con pene severe, altre provocano imbarazzo, vergogna e sono oggetto di insulti…
I tabù possono avere varie funzioni e spesso accade che essi rimangano in effetto anche quando i motivi originali che li avevano ispirati non sussistono più. Per questo motivo alcuni sostengono che i tabù aiutano a scoprire la storia di una società quando non ci sono altri documenti a testimoniarla.
I tabù a volte sono talmente forti da coprire anche le stesse discussioni che li riguardano, col risultato che, a volte, in queste discussioni, invece di nominarli esplicitamente, si ricorre a termini edulcorati (eufemismi) oppure alla semplice sostituzione del termine con altro più o meno equivalente…
Link 
Attenendosi a questa “definizione”, ossia… accostandoti in maniera dipendente dalla definizione stessa (come se tu non sapessi nulla a tal riguardo), succede che ti limiti a prenderne atto

giovedì 22 giugno 2017

Il “significato” (5).



La coerenza è un atteggiamento
Si può pensare che sia una “qualità”, in qualche modo, dispersa nell’aria. Che qualcun3 respira, mentre, qualcun altr3, no. Cioè, si può pensare alla coerenza come a qualcosa di casuale, di stranamente meritori3, di assegnat3 da dinamiche sconosciute e da logiche quantomeno misteriose. 
Invece, sostanzialmente, la coerenza “è”… uno stato proprio interiore, a livello universale (potenziale).
Qualche “rigo di codice”, di programmazione? Qualche configurazione neuronale o lascito ereditario genetico? Il frutto dell’esperienza tua, “tua” e consanguinea? La conseguenza interna di una compressione esterna? 
Perché (quando) una persona è definibile come “coerente”?
In seguito a quali azioni? Secondo quale prospettiva? Attraverso quale “morale (riferimento)”? 
È la distanza temporale, tra il “detto e fatto”, che permette di delineare sostanzialmente la figura altrui
È il proprio comportamento (“fatto”) nell'atteggiamento coerente con il “detto”, che ricava “per contrasto” il rilievo della in-coerenza. 
Ma, come al solito, “qua, così” una persona può essere – allo stesso tempo – coerente ed incoerente, rispetto ad una serie infinita di “valori (riferimenti)”. 
       

giovedì 8 giugno 2017

Col cerino acceso in mano.



C’è qualcosa da “capire”, in ciò che “non sei interessat3 a capire”
Sì… Oltre a quello che c’è da ricordare (da “accorgerti”), c’è – anche – il “perché non sei interessato a farlo”. 
La questione è reale, ed è dentro alla realtà manifesta “qua, così”…
Compartimentazione.
Non mi hanno mai mostrato un organigramma.
L’esercito non vuole che si sappia chi è l’incaricato…”.
Manhattan
Il disinteresse è “tuo”, quanto lo è – ad esempio – il “sapere quanti anni ha una delle lune di Giove”: non te ne frega niente. Ma c’è qualcun3 interessato a saperlo. E questa conoscenza, poi, diventa “tua”, ossia, viene divulgata proporzionalmente al livello di opportunità dell’informazione stessa, nei confronti della “sicurezza (quieto vivere, ordine pubblico, etc.)”, il che incarna l’interesse dominante (che ha tutto l’interesse a far si che “squadra che vince non si cambia”). 
Morale della questione:
non sei disinteressat3; sei sottopost3 ad interferenza, deviazione, possessione, etc.
In quale forma? In quella che prevede, nel tempo, l’installazione della App “auto”, che rende automatiche tutte queste “funzioni (scaricate dalla ‘Rete Mentale Inconscia’: quella sorta di Area 51, che è il ‘tuo’ inconscio – nel conscio – sede dello spazio per sol3 ‘addett3 ai lavori’, ricavata dentro a/di te).
In maniera tale da, rendere interferenza, deviazione, possessione… auto interferenza, auto deviazione, auto possessione.
Ho bisogno di parlare con il suo capo. Sono il numero G11…
Deve rivolgersi al responsabile… del progetto.
Sì, ma chi è?
Non ci ho mai parlato di persona. So che…”.
Manhattan

giovedì 18 maggio 2017

In medio stat virtus.



“Qua, così” sei senza una parte di te
Sei senza una parte, più generale e generica, se preferisci.
Sei, quindi, con un vuoto, dentro, riempito d’altro. Sei senza memoria relativa all’assoluto momento di “è già successo”.
Hai dimenticato il “trauma”…
L'obiettivo viene lucidamente formulato:
ottenere per la logica lo stesso rigore della geometria...
Con finissima sensibilità assiomatica Saccheri raggiunge pienamente lo scopo, prima impiegando, tra gli altri, un assioma del tutto plausibile, ma, diremmo noi, "extra-logico"; poi riuscendo a eliminarlo con un elegante procedimento deduttivo (la via nobilior).
Una pari lucidità è dispiegata nel trattamento del problema delle definizioni, anche in questo caso con un salto di livello rispetto a ogni trattazione precedente.
Ma l'opera, forse troppo audace negli scopi e nei metodi, dopo l'iniziale diffusione e varie ristampe nei primi anni, misteriosamente non fu più utilizzata, sembra, dallo stesso autore e fu riproposta solo postuma come affettuoso omaggio di allievi...
Logica dimostrativa - Gerolamo Saccheri
Dopo che Giovanni Vailati, in un celebre saggio del 1903, richiamò l’attenzione sulla Logica demonstrativa di Gerolamo Saccheri, quest’opera fu ben presto avvolta da una sorta di "aura mitica".
Per lungo tempo, la rarità del testo e il ruolo peculiare che in esso era attribuito alla regola logica della cosiddetta consequentia mirabilis, ne fecero un’opera di culto, che molti menzionavano ma che pochissimi avevano letto.
In quest’edizione, per la prima volta, si situa la Logica demonstrativa nel contesto storico-culturale che le fu proprio, mettendo in rilievo i suoi legami con la tradizione logica del tempo, finora in gran parte inesplorata.
Il testo tradotto in italiano è ampiamente commentato e corredato da documenti sulla vita e l’attività filosofico-teologica di Saccheri. L’introduzione e le note forniscono una bussola che consente al lettore di orientarsi nei meandri di una dottrina per molti aspetti desueta, che però ha costituito per secoli lo standard dell’insegnamento della logica nella cultura occidentale.
Logica dimostrativa - Gerolamo Saccheri 
Tuttavia, sei sempre con la possibilità di recupero di ogni informazione, dal livello di reale potenziale ed attraverso “l’aiuto da casa” della memoria frattale espansa (una forma sostanziale di simbolismo del tutto particolare, che passa per mezzo di tutto o di niente, se non te ne accorgi e se continui ad auto disinnescarti).

venerdì 7 aprile 2017

Focus.



(Se) i prodotti che ti vendono sono sempre “i migliori sul mercato”, da sempre “senza questo e/o senza quello”, significa che (se fosse vero), tali prodotti dovrebbero 1) costare sempre meno (infatti, sono “senza…”), 2) essere evanescenti (talmente “leggeri” che/da…) e, nella sostanza, 3) nemmeno esistere (nel senso che “non te ne fai nulla”). 
Ma (ma) “qua, così” il fatto stesso di essere “senza…”, viene tradotto in una maggiorazione sul prezzo, poiché il processo industriale – concepito per “togliere” – costa e, quindi, s’incide sul/nel prezzo.
Non importa se quel “senza”, si deve applicare al prodotto nella sua forma “a monte” e, non, sul prodotto “già” concepito, convenzionalmente, per essere poi rilavorato (in maniera tale da “togliere”).
Un esempio è l’olio di palma. La corsa è, ora, a “eliminarlo”. Cioè, invece che semplicemente “non usarlo”, si fa passare la versione delle cose che “viene eliminato”, ossia:
c’è una lavorazione (attenzione), per “non usarlo”
e, quindi
c’è un costo maggiore da sostenere
che si scarica sul cliente.
Questa descrizione è opinabile quanto vuoi, ma – ciò – non toglie nulla relativamente alla sostanza della descrizione di quello che, comunque, avviene
Il costo del prodotto deve aumentare sempre di più, nel tempo. E sai perché? Perché, indirettamente, te lo fa capire la “politica strategica” adottata dalla Bce:
la preservazione di “cosa”?
del potere di inflazione, che deve esistere sempre, al fine di mantenere il mercato nella “stabilità”.

venerdì 17 marzo 2017

Una concreta illusione.



Le definizioni più stagionate (quelle, per intenderci, che finiscono nell'enciclopedia, nel dizionario, nel linguaggio ed, infine, nella mente delle persone)”, sono come dei “delimitatori di frequenza”:
circoscrivono, mentre descrivono il “territorio”.
E tu, di questa vera e propria tecnologia, te ne nutri ad ogni istante della “tua” vita “qua, così”, senza saperlo (ma, tanto, non serve che tu lo sappia, perché – in questa modalità – funziona molto ma molto "meglio", al fine di auto preservare il paradigma sempre attuale, reale manifesto)…
Ovvio che, se (se) esiste una certa tecnologia, allora deve (deve) esistere anche il motivo, il perché, la ragione fondamentale... attraverso la quale si è manifesta la tal tecnologia (che rivela strategia e, dunque, interesse).
Ma, di questa “origine” – “qua così” – non sembra esserci traccia e tu non sembri conservarne memoria:
quale “migliore” strategia.
L3 comprendi? L3 ricordi? L3 deduci? L3 ricavi per contrasto? 
Te ne accorgi, insomma?
Elaborando il riflesso della Massa, in termini di "feedback a questo spazio (potenziale)", la risposta è solo che:
no.
Infatti, lo sai che sei sempre (sempre) misurabile.
Vero?
Anche il “tuo” stare ferm3, non è un fare niente. Anche il “tuo” non fare niente, non è stare ferm3.
In ogni “caso”, c’è sempre un feedback:
volente o nolente
quantunque, ovunque e comunque
e questo vale per… chiunque (non solo “qua, così”).
Ma (ma), in prospettiva e soprattutto “in leva”, quel “poco” che dimostra feedback, vale tanto quanto un “fattore esponenziale”. Ergo:
“poco”
elevato esponenzialmente
“è”
un potere enorme…

giovedì 2 marzo 2017

Sull’esperimento.



L’immagine può “dire (rappresentare, incarnare, evocare, etc.)” di più di una intera enciclopedia, di un saggio, di uno studio, di quello che vuoi. Perché?
Perché, tale è la natura del simbolismo sostanziale frattale espanso... e la mente coglie degli aspetti particolari che rientrano nel campo dellinsieme d'assieme (qualcosa che va al di là della facciata convenevole apparente, frutto di una “appartenenza più o meno conscia”).
Un tipo di “insiemistica” che la scienza esperta deviata, ha tentato di mettere a fuoco, osservando la questione attraverso una certa, e data, mono prospettiva angolare. 
È come se, al fine di studiare un fenomeno, costituito da una infinità di altri complessi, si omettesse di approfondire la questione simbolic3 sostanziale frattale espansa, sia delle parti che dell’assieme. 
Detta così, sembra che la frattalità espansa sia già una materia universitaria. Vero?
Sembra (sembra) che… essa costituisca già il caposaldo, attraverso il quale s’inquadra e penetra il significato di tutto il resto, che è “solamente conseguenza (seppure 'creazione')”.
Infatti, lo sembra, ma non lo è (ancora), pur essendo e dunque “è (già)”…
Se (se) al posto della relatività ristretta e/o generale, di Einstein, ci metti la frattalità espansa, che cosa succede

mercoledì 14 dicembre 2016

Bollettino di raccordo (1).



I Vostri Onori dovrebbero sapere per esperienza che il commercio in Asia deve essere mantenuto e accresciuto sotto la protezione delle armi, e che le armi devono essere pagate con i profitti del commercio, così che non possiamo continuare a commerciare senza guerra, né continuare la guerra senza commerciare”.
Un proconsole olandese delle Indie Orientali ai suoi superiori, fine del XVI secolo.
I nuovi imperi. La mappa geopolitica del XXI secolo - Carmine Gianluca Ansalone
Tutto questo "commerciare" a cosa ti ha portato?
Hai almeno due “vie” da percorrere “qua, così”; 1) quella dove cerchi di capire (partendo, ogni volta, da quello che si/ti dicono le parti, perennemente in conflitto apparente… da ciò che desumi sentendo i Tg, leggendo i giornali, ascoltando/vedendo i programmi radio, televisivi e internet, nei quali i personaggi sfilano esprimendo concetti che, d’assieme, ti confondono costantemente e coerentemente – “lato tuo/umanità, dominato”) e 2) quella dove trovi il modo di comprendere (e ricordare) il “giro del fumo”, partendo da tutto quello che si auto manifesta dal punto 1).
Queste due “vie” sono una, dentro all'altra (raccordate dalla tua consapevolezza). Non te ne accorgi ma il “groviglio” esiste
Ed esiste, in quanto ché… esiste (è compresente) la dominante. Questo intreccio è la “prova” simbolica frattale espansa, di una intenzione, di una strategia, di un progetto “altro”, che esula dal destino umano, dato che lo “fabbrica e lo marchia” di conseguenza.
Comprendere quello che continua a succedere è, alfine, ricordare quello che “è già successo”; non è il “farti una idea”, ma… il “sapere, già, che è così”.

giovedì 27 ottobre 2016

La tua vera vita.



Ombre divergenti. Uniformità d'intesa (apparenza)...
Chi diavolo è, lei?
Qualcuno che non vi aspettavate…”.
Jack Reacher
Qualcuno che non vi aspettavate”. Uhm… in un mondo, reale manifesto “qua, così”, ecco uno dei punti cardine:
prevenire una simile eventualità, sempre possibile, poiché potenziale (più che immaginabile).
Ovvio, al fine di ritenere un simile pensiero, in maniera altrettanto possibile, occorre che tu possa prendere in considerazione un livello del controllo assoluto
Ma, usualmente, sino a “dove (chi/cosa)” arrivi?
Non riesci proprio ad immaginare la dominante, poiché essa è “solamente” compresente ma immanifesta (alias, scomparsa dalla “tua” memoria), strategicamente.
Ergo:
non puoi immaginare che la “prevenzione” possa essere, anche (e soprattutto), 1) assoluta, 2) costante, 3) coerente, 4) totalmente di parte, 5) prevedibile, etc.
Così, la funzione (espressione) “qualcuno che non vi aspettavate”, risulta sempre più distante dal caratterizzare l’aspettativa dominante, non visto che… la dominante ha il controllo, ormai, per il 99% del totale.
Una centralità giurisdizionale che abbraccia ed interessa l’intera Terra.
E se (se) ci fai “caso (ti accorgi)”, l’onda lunga che caratterizza – proprio a livello planetario – il sopravvivere “qua, così” è, appunto, qualcosa dalla caratteristica riunificante, ma sotto ad una sola “bandiera (una simbologia molto significativa, a livello frattale espanso)”.
Qualcosa che è, ad esempio, la globalizzazione, le multinazionali, i blocchi di nazioni continentali, gli organismi sovranazionali, i grandi business, le mode, la Rete Internet, il “sapere”, la prospettiva, etc.