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venerdì 19 maggio 2017

La dimostrazione è già nella richiesta di dimostrazione.



Io posso influenzare la traiettoria del suo futuro… Farebbe bene a tenerlo presente…
Billions
Ilmondo (la realtà manifesta ‘qua così’)” è appeso ad un filo o, meglio, ad un “punto di sospensione” che annulla persino se stesso, rimanendo “valore universale”, cardinale, non ruotando né avendo alcun “verso”, ossia, rimanendo sempre e solo se stess3
Non risultando parte dell’opera ispirata…
Questa è la compresenza immanifesta dominante. 
La ragione fondamentale alla “forma” conseguente.
La leva che “solleva il mondo” e che la memoria frattale espansa, nonostante tutto, continua a “segnalare (in codice)” tutto attorno e dentro a te.
“Te”, che non ti accorgi; che sei interferit3 e che decodifichi, poi, in maniera deviata rispetto all'asse dell’assoluta “verità (anch'essa senza rotazione, direzione, verso: globale ad angolo giro)”.
Quale “è” la verità assoluta, relativa al “qua, così”?

giovedì 18 maggio 2017

In medio stat virtus.



“Qua, così” sei senza una parte di te
Sei senza una parte, più generale e generica, se preferisci.
Sei, quindi, con un vuoto, dentro, riempito d’altro. Sei senza memoria relativa all’assoluto momento di “è già successo”.
Hai dimenticato il “trauma”…
L'obiettivo viene lucidamente formulato:
ottenere per la logica lo stesso rigore della geometria...
Con finissima sensibilità assiomatica Saccheri raggiunge pienamente lo scopo, prima impiegando, tra gli altri, un assioma del tutto plausibile, ma, diremmo noi, "extra-logico"; poi riuscendo a eliminarlo con un elegante procedimento deduttivo (la via nobilior).
Una pari lucidità è dispiegata nel trattamento del problema delle definizioni, anche in questo caso con un salto di livello rispetto a ogni trattazione precedente.
Ma l'opera, forse troppo audace negli scopi e nei metodi, dopo l'iniziale diffusione e varie ristampe nei primi anni, misteriosamente non fu più utilizzata, sembra, dallo stesso autore e fu riproposta solo postuma come affettuoso omaggio di allievi...
Logica dimostrativa - Gerolamo Saccheri
Dopo che Giovanni Vailati, in un celebre saggio del 1903, richiamò l’attenzione sulla Logica demonstrativa di Gerolamo Saccheri, quest’opera fu ben presto avvolta da una sorta di "aura mitica".
Per lungo tempo, la rarità del testo e il ruolo peculiare che in esso era attribuito alla regola logica della cosiddetta consequentia mirabilis, ne fecero un’opera di culto, che molti menzionavano ma che pochissimi avevano letto.
In quest’edizione, per la prima volta, si situa la Logica demonstrativa nel contesto storico-culturale che le fu proprio, mettendo in rilievo i suoi legami con la tradizione logica del tempo, finora in gran parte inesplorata.
Il testo tradotto in italiano è ampiamente commentato e corredato da documenti sulla vita e l’attività filosofico-teologica di Saccheri. L’introduzione e le note forniscono una bussola che consente al lettore di orientarsi nei meandri di una dottrina per molti aspetti desueta, che però ha costituito per secoli lo standard dell’insegnamento della logica nella cultura occidentale.
Logica dimostrativa - Gerolamo Saccheri 
Tuttavia, sei sempre con la possibilità di recupero di ogni informazione, dal livello di reale potenziale ed attraverso “l’aiuto da casa” della memoria frattale espansa (una forma sostanziale di simbolismo del tutto particolare, che passa per mezzo di tutto o di niente, se non te ne accorgi e se continui ad auto disinnescarti).

martedì 16 maggio 2017

Il salto logico.



Se talvolta inclinassi la bilancia della giustizia, fa’ che ciò avvenga non sotto il peso dei doni, ma per un impulso di misericordia…” .
Don Chisciotte
Praticamente, da qualsiasi “epoca” giungono sino a te le “voci” di una situazione che non è mai cambiata
Qualcosa con a “capo” una sorta di ingiustizia, non meglio interpretabile dal momento in cui… “hai sempre le mani legate ‘qua così’”. 
Molto spesso, la popolazione conosce bene tale “giustizia di parte”, potendola ricollegare alle situazioni locali e, dunque, più vicine e prossime alla comprensione “sulla propria pelle”. 
Insomma, la lottizzazione storica del tempo, copre ciò che non sembra più “una sol cosa”.
Infatti, la storia (deviata) umana è una narrazione del sangue occorso per giungere sino alla forma reale manifesta di oggi. Qualcosa di nuov3? No.
Purtroppo, per te, no.
Una “linea di sangue” che ha trasformato ogni “nuova” generazione, nella sostanziale continuazione di quella precedente, senza memoria alcuna, relativamente al “come è iniziato” e, dunque, al “è già successo”.
Non evidentemente, uno “shock” ha sepolto tutto all’interno delle pieghe della mente, compreso se stesso. Che cosa ti rimane, “ora”, di tanto capace ed utile al fine di ricordare?
La memoria ambientale infrastrutturale frattale espansa:
un “registro” del (per il) funzionamento
una codifica del passato (sempre compresente)
la simbologia sostanziale dei fatti (del “successo”).

venerdì 12 maggio 2017

Quella realtà più vera di “te”.



Non usare tutti i muscoli, ma solo quelli che desideri mantenere”.
The space between us
“Qua, così” quali “muscoli” hai manutenuto?
Cosa si è già atrofizzato?
Immagina un processo, “intelligente”, mentale. 
Immagina uno spazio circoscritto, con dentro un puntino (che sei tu). 

  
Immaginalo prendere direzione, e mantenerla per inerzia – come nello Spazio – in funzione dell’ultimo “impatto” subito, venendo a contatto con altre forze, compresenti. 
Ogni “urto” imprime nuova direzione, miscelandosi alla fase di spinta precedente e generando nuove angolazioni. 
Ad ogni sospinta, l’attività di intelligenza elabora nuova informazione, utile per la propria sopravvivenza, utilizzando proprio la sollecitazione come input e ricavando nuovo “carburante (motivazione)” al fine di continuare a credersi esistente (cogito ergo sum). 
È logico che lo “schema” utilizzato per l’elaborazione è sempre lo stesso (il “proprio” credo), così come un navigatore satellitare impiega sempre lo stesso software e le stesse mappe al fine di calcolare tutto quanto concerne la propria attività (funzione).
Uno schema centrale, utilizzato per interpretare ogni cambio d’informazione estern3, ricevut3.
Quindi, una sorta di “fissità”, che genera sempre “movimento”, in funzione degli “urti” con l’ambiente, interpretati in maniera statica o “dinamica quanto si crede (nella sostanza, 'qua, così', sempre staticamente)
Ogni “novità (qualcosa che è uno scambio d’informazioni, di stato, di direzione e di condizioni ambientali, di tentativo di hackeraggio in movimento, di abbordaggio, etc.)” fornisce potenzialmente nuova spinta ma, nello Spazio inerziale ogni “novità” viene subito auto disinnescata e convertita in una “trasformazione dell’esistente”, che non cambia nulla a livello sostanziale.