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mercoledì 4 gennaio 2017

Qualcosa.



Questo spazio (potenziale) si sta aggiornando.
Se vuoi o lo credi… immagina tutto questo come “evoluzione”. 
Qualcosa che tocca tutto, temporalmente
E che, dunque, essendo nella funzione del tempo (per “maturare”) è soggett3 all'esistenza del tempo stesso.
Infatti, la società ha sempre più fretta e va veloce – attraverso la tecnologia fornita ad hoc – evitando di osservare nel dettaglio le questioni che succedono sempre più globalmente, come tempeste che sembrano generarsi dal nulla, ma che – all’opposto – hanno una causalità specifica, all’interno di un ambiente adatto, anche, a generarle (potenziale).
Allora: 
quale è la “natura” di tutto questo (che “ti succede”)?
In SPS è stata avanzata una “teoria”, in alternativa sostanziale (rispetto alla convenzione e, persino, alle “varie ed eventuali” sorte nel frattempo):
una teoria tra le tante?
No. Qualcosa che si va sempre più “completando”, dal momento in cui… le è stato riservato e dedicato, tutto il tempo occorrente, all’interno di una lungimiranza coerente con la centralità dell’osservatore SPS (Io), a sua volta centrat3 sul pieno rispetto della valenza ed essenza umana:
una questione del tutto violentata sin dall'alba del racconto storico deviato “qua, così”
una questione divenuta guerrafondaia, che ha sempre concepito “il resto” come carne da macello o, al meglio, come merce di scambio
una strategia, dunque.

lunedì 14 marzo 2016

La free energy de' noantri (3)



In “questo mondo, ci devi saper stare ('farti furbo').
In che senso?
In quello che... ti devi adattare per poter sopravvivere? Tutto qua? Si riduce a ciò, l’intero ambito della “tua” esistenza “qua, così”?
È lecito, allora, “semplificare” il tutto, paragonandolo ad una lotta senza fine di continuità e senza nessun “valore”, nemmeno in grado di scalfire la “cortina di ferro” del reale manifesto?
 
Presso gli antichi greci, esisteva il duopolio Atene/Sparta; pressi gli uni, si celebrava l’arte della “mente”. Presso gli altri, quella del “fisico”. Ossia, due espressioni facenti capo ad individui, del tutto identici, ma “diversificati per luogo di nascita (manifestazione)”:
  • era, infatti, “sufficiente” nascere qua o là (ed essere valutati “abili”, direttamente al momento dell’arrivo alla luce del Sole)
  • al fine di divenire “ateniesi o spartani”
  • assumendo, nel tempo auto educativo, la valenza una o altra.
Ma, prestandosi a questo, “dove andava a finire il cosiddetto ‘libero arbitrio’ individuale”? Dove… la relativa sovranità? Secondo quale “intento”, i neonati venivano destinati verso una precisa “direzione”?
Oggi, non è diverso. Se ci pensi bene, non è cambiato niente…
  

lunedì 5 ottobre 2015

Senza corrente funzioni lo stesso.


A "bocce ferme".
“Facendo 'tabula rasa' tutt’attorno a sé”… SPS ha perso (e perde in continuazione) “pezzi”. È qualcosa di necessario affinché risalti meglio il processo stesso in atto. Affinché affiori la “sostanza, valore aggiunto, quintessenza” del processo.
Quale processo?
Quello della propria manifestazione in chiave “a sé”, all’interno dello scenario reale manifesto e di riferimento nel “qua, ora”.
Perché “a sé”? E che cosa s’intende?
“A sé”, significa: libero di...
Libero/a da “che”? Libero/a da ciò che ha, da (ora) sempre, il “diritto di proprietà sostanziale” su di te.
Da ciò che “ha comprato l'essere che si è venduto” in qualche ansa del tempo e che “ora (da sempre o da soli 5 minuti, non fa differenza)”… ti “usa, sfrutta, devia, obbliga, schiaccia, pressa, comanda, ordina, controlla, etc. attraverso le qualità dovute proprio al ‘vantaggio’ che, un simile potere, gode indissolubilmente ‘qua, così’ su di te”.
Cosa è libero/a sostanzialmente? E cosa lo è… apparentemente?
Per ricordare la differenza, ti basta assaporare cosa s’evoca da/in te allorquando pensi ad una modalità di Vita “epico avventurosa”.
Che immagini pirati, nativi, esploratori, cavalieri, eroi, etc. non importa, visto che non è il “costume” a colpire i tuoi centri sensori/evocativi, quanto il percepire qualcosa che è in grado di baldanzosamente “vivere da fuori degli schemi”.
Siano anche, questi schemi, la ritenuta “giustizia/morale” – frutto dell’arcano semovente (moda ipnotica) del tempo – o maggior biglietto da visita del sotto potere dominante di turno, all’ombra di ciò che non è mai cambiato d’una virgola, relativamente alla propria natura di Dominio “sopra a tutto e a tutti”.
Un pugno "teso" calato sulla Massa, sul Pianeta, in tutta l’aria che respiri e che ti conferisce il “pass” per continuare a “non morire (sopravvivere)”.
   

giovedì 30 luglio 2015

L'utile dell'evoluzione: chi/cosa si evolve?



La "ciclicità" (con)serva. E "qua, così"... è tutto ciclico.

Come puoi sostenere che esista l’evoluzione del genere umano? Su cosa ti basi? Personal(mente), ti senti cambiato da quando sei in Vita? Certo che no, perché “ti dicono” che l’evoluzione av(viene) lenta(mente).
Ossia, che non te ne puoi accorgere e che servono così tanti anni, da rendere la tua attuale presenza come un qualcosa di “passeggero e fine a se stesso” (inutile).
Mentre tu “passi, qua, così” dovrebbe avvenire – tra le righe della tua organicità – qualcosa che ti rende “migliore rispetto a prima” (altrimenti, che evoluzione sarebbe).
Or(bene), così come per la fede religiosa e per quella scientifica… ti viene (ri)chiesto di limitarti a “credere che sia così”, continuando a vivere nello status quo (l'unico ambito che rimane inalterato e che, dunque, l'evoluzione non tocca. A meno che, l'evoluzione non sia... l'evoluzione dello status quo, in qualcosa di sempre più coerente e totale).
L'evoluzione della "stasi"? Lo status quo è... una palude? No.
È una "industria che (ri)genera utile"...

L’abitudine che ti “porta via”
un "piano edilizio" (progetto, costruzione, edificio) di(steso) su quello, più antico, della superficie terrestre.
Vivere in casa, al coperto, com(porta) che il tuo fisico sia pro(tetto) – ad esempio – dai dolori reumatici che, differente(mente), avresti assorbito vivendo “ai quattro venti”. Ma com’è che, allo stesso modo, le mani ti dolgono, le dita ti fanno male e si rattrappiscono… dopo decine di anni al “riparo” nella tua abitazione?
Non ti sembra che, in un certo senso, quello che “aggredisce” il fisico, nel vivere nella natura, av(venga) ugual(mente) anche abitando nella costruzione in cemento armato, che è la “firma” dell’evoluzione sociale d’insieme del genere umano?
Chi ha deciso che l’abitazione “moderna” debba essere come quella che ti “ospita”? Tu, in un simile processo, che p(arte) hai? Qualche tuo avo è mai stato, forse, interpellato in merito ad una simile progettazione? O, meglio, i tuoi avi non erano in grado di costruire da sé, in legno/pietra/terra, le proprie abitazioni? E tu, oggi, che sai fare a tal pro?
Non trovi che tu abbia smarrito/dimenticato qualcosa, in(vece) che di “esserti evoluto” (che in termini di “assonanza”, significa che dovresti avere aggiunto qualcosa)?
  

mercoledì 5 dicembre 2012

Il Primo ed il Secondo Tempo.




La mia mente, o qualcosa d'altro a cui non so ancora dare un nome, anche questa mattina, sembra un aeroporto per idee e intuizioni da‘mettere a terra’

L’ispirazione, nonostante il freddo, è ben calda ed il proprio tepore non smette di alimentare i circuiti del pensiero. Pensiero che respiro ‘già pre digerito’ e che contribuisco a raffinare ulteriormente, come se tutti insieme stessimo preparando, indirettamente, una mistura alchemica, per chissà quali scopi.

Potrei affermare che, frattalmente, il pensiero, che si alimenta di tutto il resto ed in definitiva, persino di se stesso, ricorda l’eco della società dei consumi in questo scenario 3d. 

Come dire che… tutto è replicato costantemente ed allo stesso Tempo, tutto è unico pur nella sua origine replicata e da replicante.

Ciò afferma sottilmente che, ogni nascita rappresenta un nuovo inizio; una ripartenza sulla scorta di un risultato intermedio dal quale trarre sostentamento in ogni senso. La figura del Karma ricorda un po’ quella di un seme; nel seme è contenuta la replica energetica della ‘forma’ che potenzialmente può vedere la luce.

Nel seme convive il passato ed una traccia iniziale di futuro, sull'onda di quel passato. 

Attraverso il presente, questa mistura di Tempo ed opportunità, si miscelano alla sfera dell’individuo, il quale determina la direzione non solo del proprio cammino ma… anche qualcosa di più:

una traccia convenzionale e biodiversa per un’intera specie.

Le due facce viaggiano sempre insieme. Il terzo stato quantico dell’essere, determina la leggera preponderanza dell’una sull’altra. Come dentro a dei giroscopi, viaggiamo alla ricerca di quell’equilibrio sostenibile, che ci permetta di procedere senza troppe cadute e ricadute.

Come si spiega questa società 'made in Mister Scrooge'?
 
Affermando che, ‘io non c’entro niente’, ‘l’ho trovata così’, ‘che cosa ci posso fare’, ‘chi se ne frega’?
 
Osserviamo il caso comune, che unisce un avvocato, al dibattimento di un processo:

come si esprime lo stesso avvocato nei confronti del proprio assistito? Come al proprio cliente.

Una qualsiasi persona, che si trova a doversi ‘difendere’ in un processo di qualsiasi tipo, necessita di un avvocato, ossia… l’individuo è un cliente. Sino a quando la ‘difesa personale’, in un contesto simile, si baserà su un concetto affaristico, la società sarà preda dell’attaccamento e della supremazia del denaro.
 
La giustizia dovrebbe essere un ‘affare d’altro tipo’.

Sino a quando i termini, coniati appositamente per disegnare un simile ambito, saranno l’equivalente di una guerra giocata su un altro terreno di scontro, dove vorremo andare?

Il cliente e l’avvocato: un Karma ben evidente di struttura piramidale irrisolta.

Abbiamo preso visione, nell’articolo di ieri, che:

Secondo uno studio dell'università di Stanford, l'uomo ha smesso di progredire cerebralmente ben 2000 anni fa, ovvero quando  l'evolversi della società e, quindi, della sicurezza, hanno causato una sorta di impigrimento dell'intelletto.

Paradossalmente più l'evoluzione 'sociale' avanza, meno il nostro intelletto lavora.

Secondo Gerald Crabtree, genetista dell'università di Stanford, progresso tecnologico ed evoluzione neurologica hanno fatto impigrire le abilità cognitive mano a mano che la vita è diventata più comoda.

L'interessante tesi scientifica, pubblicata su Trends in Genetics, abbraccia appieno le teorie darwiniane sostenendo che l'essere umano, prima del benessere sociale, pagava con la vita il prezzo della sua stupidità e di conseguenza l'evoluzione ha fatto sì che solo gli individui più furbi e capaci siano sopravvissuti.

Oggi, invece, grazie proprio al progresso, le possibilità di sopravvivenza ai nostri errori sono praticamente infinite e, di conseguenza, la nostra mente è meno stimolata allo sforzo, motivo per cui l'evoluzione dell'intelletto è praticamente annullata dal progresso sociale.

L'essere umano, secondo il parere del genetista, ha un sistema cerebrale molto fragile, che ha 'raggiunto il suo picco di intelligenza tra i 6000 e i 2000 anni fa'... 

Link 
 
Attenzione a:

l'uomo ha smesso di progredire cerebralmente ben 2000 anni fa, ovvero quando  l'evolversi della società e, quindi, della sicurezza, hanno causato una sorta di impigrimento dell'intelletto.
 
Ciò mette in evidenza un processo inverso o, meglio, percepito inversamente, visto che il punto prospettico dominante è quello della Massa. Massa che, occorre ricordarlo, è stata invasa e conquistata nell’inconscio, per cui il proprio punto dominante e co creativo è preda di un potere di Natura diversa.

Progresso tecnologico ed evoluzione neurologica hanno fatto impigrire le abilità cognitive mano a mano che la vita è diventata più comoda. 
 
Lo vediamo e capiamo molto bene, osservando e osservandoci attorno. No? 

L'evoluzione ha fatto sì che solo gli individui più furbi e capaci siano sopravvissuti. 
 
Accidenti, che ‘sassata’. Seguite bene questo discorso, che tiene molto bene anche in assenza di reincarnazione. L’evoluzione umana ha prodotto progressivamente una società di individui ‘furbi e capaci’ che, allo stesso Tempo, hanno creato una società in cui qualcosa d’altro si è arrestato:

il processo di progressione cerebrale? No. Il processo di co creazione basato sul Cuore.

O, forse, è meglio dire… che quel processo non c’è mai stato e non è/era ancora pronto.

Sembrerebbe, dunque, che il processo di ‘raffinamento’ dell’individuo e della società conseguente, sia indipendente da quello cerebrale. A livello di logica e raziocinio, per come li intendiamo oggi, prevale l’ottica radicale, ossia proveniente dall’eredità genetico/karmica da cui proveniamo.

L'evoluzione dell'intelletto è praticamente annullata dal progresso sociale.
 
Ecco perchè abbiamo conosciuto 'progresso sociale'. Siamo così prevedibili. Ma, non tutti i mali vengono per nuocere. Visto che il caso non esiste… i casi sono due:
  • o stiamo per estinguerci
  • o stiamo per conoscere un gradino inaspettato dell’evoluzione, che non dipende dalla ingombrante presenza della scatola cranica

Tutta la letteratura, d’ogni tipo, ci prospetta uomini del futuro e alieni dalla testa grossa, ossia dalla grande capacità mentale. E se fosse diametralmente opposto il futuro che è possibile dietro l’angolo?

Non che la testa debba sparire, però… che il tutto si riequilibri in maniera diversamente funzionale, ossia, un grande cervello al servizio di un grande Cuore

Sappiamo molto bene che non sono le dimensioni che fanno la differenza, tuttavia il Cuore ha proprio necessità, perlomeno, di un grande fuoco che arda vivamente dentro di noi. 

Occorre la Fede nel Cuore; non la speranza ma la lucida certezza.

L'essere umano, secondo il parere del genetista, ha un sistema cerebrale molto fragile, che ha 'raggiunto il suo picco di intelligenza tra i 6000 e i 2000 anni fa'. 

È ‘semplice’ ritenere la storia umana come piena di paradossi, che la ‘storia deviata’ tenta goffamente di spiegare, non trovando gli 'anelli di congiunzione'. 

Sembra che l’umanità abbia conosciuto, in passato, un grande periodo di splendore e saggezza. Tutto ce lo fa intuire. Eppure, gli storici e la comunità intera, di conseguenza, ritengono gli Antichi come dei bimbi cresciutelli e vagamente goliardici ed altamente superstiziosi.

Ma quanto stupore di fronte a certi monumenti o artefatti del Mondo Antico, del Mondo scivolato nel Mito e nella Leggenda.

L’affermazione di Crabtree ‘prova’ che l’umanità moderna deriva da un influsso genetico, accaduto nel passato ormai cancellato dalla memoria collettiva. Inutile scomodare Sitchin, vero?
 
Abbiamo capito a cosa alludo. 

Gli individui Antichi furono il risultato 'primo' della miscelazione genetica con esseri extraterrestri. Noi siamo il risultato 'secondo' di quell’opera d’ingegneria

la diretta prosecuzione dell'opera, miscelata alla nostra storia ed esperienza. Un qualcosa di ridacalmente nuovo e dal grande potenziale.
 
Come ogni processo derivante da miscelatura, c’è un ‘Primo Tempo’ e un ‘Secondo Tempo’. Il ‘Terzo Tempo’ lo dobbiamo ancora conoscere.

Ciò che aveva impattato fortemente con gli umani del Tempo, inducendoli alla saggezza del lato positivo, ha poi veicolato il lato negativo ad emergere gradualmente, progressivamente, mentre gli umani abbassavano la guardia.

Era tuttp premeditato e noi abbiamo proprio dimenticato tutto.

Non solo; gli umani hanno anche ereditato il Karma degli esseri che si sono miscelati a noi. Ricordiamo cosa riporta Castaneda a proposito dei Voladores:

la loro più grande strategia è stata quella di darci la loro mente.

Cioè; si sono miscelati a noi; e noi abbiamo ereditato il loro passato, lo abbiamo contestualizzato e ripristinato in Terra 3d e adesso lo stiamo perpetrando nei millenni… sino a quando?

SPS crede fermamente nell’evoluzione originantesi dal Piano Divino.

Stiamo vivendo solo una tappa del cammino.

L’inversione a cui ci siamo prestati è di Natura temporanea e relativa alla progressione e filtraggio del lato oscuro; al suo progressivo riassorbimento.

Per diventare Stelle si deve brillare di luce propria e per generare una simile 'combustione', è necessario tutto il proprio 'carburante', in termini di potenziale riunificato. La tappa umana serve per questo. 

Stardust è un ottimo film in tal senso

Vediamo un esempio d’inversione:
  • Roma
  • Amor.
Ossia, Roma rappresenta l’inversione del concetto Antico di conoscenza e saggezza. Non che Roma, né i Romani, sia il Diavolo ma, in quel luogo è raccolto il frattale dell’emersione del lato oscuro sulla Terra 3d.

Roma è uno dei luoghi di filtraggio e scrematura. 

Infatti, a Roma troviamo la sede di un potere di controllo secolare, come quello del Vaticano, oltre ad essere la sede di una miriade di palazzi del potere amministrativo della società del ‘Bel Paese’. 

Roma è la capitale di un impero che non si è mai estinto, anzi…

Certamente, Roma è sorta in una coincidenza programmata di date, eventi e geografia, del tutto dedicati alla sua funzione Chakra/Karmica collettiva.

Avrei ancora molto da scrivere, tuttavia mi fermo qua per oggi.

Il puzzle si va componendo sempre di più, in SPS.

C’è qualcuno oltre la linea web? Mi rivolgo a chiunque possa aggiungere particolari a questa cronaca della Terra 3d

Chi ha un’altra visione è solo ancora un po’ acerbo e starà sull’albero da frutta, sino a quando il proprio Tempo sarò addivenuto.

Che altro?

Dipende da noi. 
 
04122012 0 + 339 Beato Adolph Kopling  (Un sindacalista d’altri tempi) + 0

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com

mercoledì 31 ottobre 2012

Accorgersi di limitarsi a sopravvivere.



Fabrizio Clerici - La grotta di Prometeo
Nei fogli elettronici installati nei nostri computer, è possibile utilizzare funzioni complesse relative a ‘scenari’ od ‘obiettivi’, ma anche semplicemente legare ‘n’ celle tra loro attraverso le formule

Se all’origine della struttura logica, che abbiamo costruito, mettiamo una cella contenente un 'valore di innesco', quel valore e quella cella avranno un ruolo guida nel caratterizzare il risultato finale dell’intera struttura di calcolo elettronica.

Ecco definito il ruolo cardine del Nucleo Primo.

Andiamo oltre e cerchiamo di comprendere che il 'software' può anche avere più ‘fogli’.

Questi ‘fogli’ corrispondono a gradazioni dell’energia, ossia a dimensioni diverse.


Se nella dimensione ‘Livello 3D’ è il Nucleo Primo a determinare la caratteristica esperienziale umana, nei livelli superiori la ‘cella origine’ è certamente un’altra.

Attenzione: il 'mattone base', che regola la fruizione di valore aggiunto prodotta da un simile scenario, è l’individuo, in ogni caso. Evolvendo l’individuo, evolve l’intera situazione.

Gli Human Bit, ognuno di noi, hanno il compito specifico di raggiungere un livello particolare dell’energia ideale esprimibile attraverso il proprio campo morfogenetico, che può tranquillamente essere il veicolo Animico.

La 'dotazione di serie' (corr)isponde alla consapevolezza di essere una Ferrari, piuttosto che un vecchio macinino

Ieri ho ricevuto via e-mail un prezioso contributo dell’amico Filippo. Spero di fargli cosa gradita, pubblicando il suo profondo ed illuminato pensiero, che sento molto armonico ed affine; leggiamo cosa scrive:

Ciao Davide,
ti scrivo per fare alcune considerazioni, principalmente a me stesso, e mi scuso perché sei capitato come interlocutore. Come forse hai visto, ultimamente sono stato preso dalla ‘forma canzone’, un forma di componimento poetico che ho riscoperto studiando metrica da qualche parte in internet. 

In particolare la ‘canzone evoluta’, prende in considerazione cosa voglia dire evolvere

Evolvere è un sottoprodotto del divenire, però non è un fine o uno scopo, questo rimane amare o vivere, non evolvere

Quindi dobbiamo amare sia i nostri pregi che i nostri difetti, perché sono entrambi opportuni, invece il ‘mondo’ ci ha trasmesso questa fede nell’evoluzione, che è diventata il nostro creatore, il caso creatore, che dobbiamo venerare. 

Significa quindi che, secondo il ‘mondo’ il nostro scopo è evolvere, migliorare, e amare diventa un sottoprodotto

Mentre invece lo scopo è conoscerci per amarci/amare, non è migliorare.

Migliorare è un’ovvia conseguenza del conoscerci e del ‘campo morfogenetico’ del Piano Divino; non può essere il nostro scopo:

migliorarci/migliorare suppone un giudizio su quello che siamo (male) rispetto a quello che diventeremo (bene), rendendo il Piano Divino un conseguenza delle nostre azioni, e non una (con)causa (né attivo, né passivo, in greco c’è il medio)

Di fatto cercare di ‘migliorarci’ al massimo non serve a nulla, comunque è una ‘falsa flag’, mentre dobbiamo accettarci e lasciare che agisca in noi l’opera del Creatore

La citazione di 2 Corinzi 5 è in questa ottica: 

il mortale viene ‘ingoiato’ dalla vita, noi siamo modellati/ci modelliamo (medio in greco, verbo katergazomai – esercitarsi) qui per questo, e abbiamo in pegno lo Spirito Divino…
 
Filippo scrive quotidianamente ‘pensieri poetici ispirati, in varie forme’, nel suo Blog http://affiorandofrano.blogspot.it/
 
L’evoluzione è un concetto, un'idea, un costrutto logico, un termine, ma anche un campo guida energetico.

L’individuo è biodiverso e segue/capisce/comprende ogni ‘suono o verbo’ nella propria univoca maniera. Vivendo nel ‘Tempo di mezzo e sulla Terra di mezzo’ è gioco forza vivere ‘nel mezzo’, ossia in una sorta di limbo temporale ancora lontano dal concetto di ‘medio’ greco e di ‘virtù’.

Gurdjieff, quando esprime il concetto di onda massima, relativamente alla legge d’ottava, ispira me a capire che l’onda massima sia quella del Creatore. Lo scenario è dunque una funzione del Creatore, il quale ha la caratteristica di onda massima che non può ‘fallire’. Dunque, come scrive Filippo, ‘il Piano Divino non è una conseguenza delle nostre azioni, ma una (con)causa (né attivo, né passivo).

Però noi abbiamo la capacità di personalizzare il Piano Divino, potendoci muovere al suo interno in maniere biodiverse e secondo libero arbitrio. Il valore aggiunto prodotto da ogni sonda Human Bit ha un'alta capacità alchemica di modificare le concentrazioni degli ingredienti nell’equazione celeste. Come a dire che il pane cambia leggermente sapore in funzione della ‘mano’ che lo impasta e caratterizza.

Questa azione è il ‘100 che è sempre 100, ma con un qualcosa di diverso’.

Come se il suo sapore, aroma, profumo, etc. risentisse dell’apporto che ognuno di noi realizza mentre è impegnato a vivere nelle 3d.

Il formulario nel foglio elettronico del tutto, ci lega inequivocabilmente gli uni agli altri e alla Natura intera. L’Analogia Frattale è un seconda vista capace di attraversare anche i ‘muri più solidi’.

Quando facciamo una esperienza, cambiamo facendo perno su quello che si è vissuto. Se l’esperienza è passata da un trauma, come cambieremo di conseguenza? Se il Nucleo Primo determina traumi a catena, come ci modelleremo di conseguenza?

In SPS siamo passati dall’accorgerci che esiste l’Antisistema, le entità parassite e ora il Nucleo Primo. Tutto ciò concorre a far comprendere che esiste perlomeno una categoria di attori silenti caratterizzati da una grande capacità di determinare gli eventi planetari sulla Terra 3d.

Di tutto quello che è emerso dal filone del cosiddetto 'cospirazionismo', secondo me, nulla è arrivato vicino allo svelare la presenza del Nucleo Primo. Stiamo scrivendo di un’organizzazione totale, caratterizzata da principi di 'sicurezza e professionalità' estreme. Probabilmente divisa al suo interno, ma rispettosa delle regole decise dalla maggioranza. Perché posso esprimermi in un simile modo tanto deciso?
 
Per Analogia Frattale. Osservando la società umana è possibile svelare il contraltare che la sottintende.

Il Nucleo Primo è il corpo docente o il custode di questa dimensione

Anche indirettamente, ossia esso esprime un riflesso di una legge o di un intento superiore, anzi… mette in luce la presenza di un osservatore massimo che ha intessuto regole con obiettivi.

Quando si parla dell’Inferno, non si narra della popolazione dei Demoni come di coloro che lo amministrano? Con compiti del tutto simili a quelli che un umano ha nella società del lavoro? E un’ape o una formica cosa fanno? Si potrebbe affermare che l’intero costrutto energetico sia emerso per mettere alla prova un principio divino troppo lontano da sé. Quando si parla del Paradiso, non si narra della popolazione degli Angeli, come di coloro che lo amministrano?
 
Scrivendo con il sottofondo ispirante di colonne sonore di film, è come espandersi fuori e dentro allo stesso istante. Ciò che sento di scrivere passa anche attraverso la musica, le note miscelate ed intessute dalla ‘mano’ di un artista. Non per questo ne sono succube. Tutto passa; anche l’ispirazione derivante da una certa composizione, come se avessimo estratto tutto quello che potevamo prendere nello stato attuale della senzienza. 

Ciò corrisponde a quello che l’individuo può 'produrre' mentre vive nelle sue diverse fasi Temporali

La presenza occulta del Nucleo Primo la troviamo anche, ad esempio, nel mito della Terra Cava:

una Terra interna e una Terra esterna.

L’ago della bilancia determina la direzione seconda la convenzione. E la direzione non convenzionale cosa esprime?
 
Se nello scenario in Excel, ad esempio, mutiamo la destinazione d’uso della cella di riferimento, cosa accade? Che quella cella dipenderà da altri fattori. Se in questa cella, in luogo di un ‘numero’ inseriamo una formula, che dipende dal valore presente in ogni cella umana, cosa succederà?
 
Nel mio romanzo spirituale ‘Prospettiva Vita’ ho narrato della ‘Stanza dei Fili e dell’Anello di contenimento’. Che cosa sono? Strutture atte a trattenere le individualità al fine di alimentare qualcosa. Allo stesso Tempo, questi incantesimi servono indirettamente a permettere l’esperienza umana nelle 3d.

Non c’è dannazione. C’è il nostro punto prospettico e l’opera di convincimento sottile di ogni attore su di noi e di noi su ogni attore. Non c’è guerra. C’è un interlacciamento energetico naturale… 

Perché gli enti inutili restano sempre in vita?
Ci provano da oltre mezzo secolo, ma con modesti risultati. A dire il vero qualche passo in avanti è stato compiuto negli ultimissimi anni sulla spinta della crisi, che impone di alleggerire la spesa pubblica, anche se a conti fatti i risultati fin qui conseguiti restano molto lontani dalle previsioni

Stiamo parlando degli enti inutili, realtà pubblica che - a dispetto di un appellativo inequivocabile - non ne vogliono proprio sapere di lasciare la scena.

Una lunga battaglia.
La prima classificazione degli enti inutili destinati alla soppressione risale alla legge 4 dicembre 1956, n. 1404. Altri provvedimenti sono arrivati negli anni Ottanta e Novanta, fino alle misure degli ultimi tre anni, che promettevano di sciogliere i nodi fin lì rimasti irrisolti per rimpallo delle competenze tra i diversi livelli di governo. In tutto, sono state approvate otto leggi, frutto di decine di ore di lavoro tra le analisi dei tecnici e le votazioni parlamentari, eppure molti di quegli enti sono ancora in vita, o restano congelati ma continuano a drenare soldi dalle casse pubbliche.

Cala il sipario sui Monopoli e l'Agenzia del Territorio.
A fine mese spariranno due enti noti come l'Agenzia del Territorio e i Monopoli, da accorpare rispettivamente con l'Agenzia delle Entrate e quella delle Dogane, secondo quanto stabilito dall'ultimo Taglia-Enti disposto nel 2008. Da allora solo 49 strutture sono state effettivamente chiuse e un'altra ventina accorpate, circa un quarto di quelle previste. E pensare che, secondo diverse stime, gli enti inutili sarebbero circa 34mila.

Eppure resistono.
Sul perché di questa resistenza, le giustificazioni si sprecano. Ci sono casi come quello del Banco nazionale di prova delle armi da fuoco prima soppressi, quindi ripristinati anni dopo, per ricevere infine un potenziamento degli incarichi loro affidati. E ci sono decine di strutture che formalmente hanno completato la procedura di soppressione, a eccezione del sigillo finale, eppure continuano a costare milioni di euro allo Stato tra affitti e costo del personale (di cui si ignorano compiti e responsabilità).

Alla fine la sensazione è che molti di questi carrozzoni si mantengano in piedi grazie soprattutto ai cavilli sollevati dai loro presidenti e alla ricerca di conflitti di competenza a vario livello con l'obiettivo comune di salvaguardare poltrone di nomina politica, che evidentemente non vogliono mollare i lauti emolumenti.

Link

Tutto questo discorso, bollato nei commenti in Yahoo, come ‘stupido’, ha un fondo notevole di evidenza del Nucleo Primo, delle entità parassite e delle forme pensiero/eggregore/campi d’energia.

Perché gli enti inutili restano sempre in vita?

Perchè li si combatte e, dunque, li si rafforza.
   
Perché un batterio o un virus è ancora attivo anche dopo millenni sotto i ghiacci o in altre condizioni limite?
 
Perché sopravvive? Perché è vivo

Sembra strano a dirsi, nel senso di ovvio, eppure è semplicemente così. Un ‘ente inutile’ è una forma di Vita che intende solo e sempre sopravvivere. Una forma di Vita generata dagli umani e dunque che risente della paura umana di morire. Un ‘ente’ farà di tutto per continuare ad esistere. Cioè? Agirà sull’inconscio umano al fine di essere protetto da coloro che potrebbero anche decidere di estinguerlo.

Se non apriamo le porte della percezione almeno a questo livello, saremo sempre contenuti da quello in cui ‘una mano’ ci ha posti, per poi levarsi senza lasciare tracce sufficienti anche solo ad ipotizzarne l’esistenza.

La guerra tra poveri è quella condotta dal genere umano intero.

Tra le righe è scritto tutto.

Leggere tra le righe è, ad esempio, utilizzare l’Analogia Frattale’.

Meditiamo gente… Meditiamo.


  • considero il sopravvivere una grazia di Dio. (Giulio Andreotti)
  • il sopravvissuto dovrà vincere la sua vita di guerriero fino al momento della sua morte. (Metal Gear 2: Solid Snake)
  • in un arco di tempo abbastanza lungo l'indice di sopravvivenza di un individuo scende a zero. (Fight Club)
  • l'istinto di sopravvivenza, messo universalmente in pericolo oltre ogni dire, ci porta impercettibilmente a far fuori non come prima solo le cose brutte ma anche quelle belle, perché sono davvero troppo poche per avere qualche possibilità di restare a galla nel mare di quelle brutte da far fuori, da dimenticare, da non aver mai vissuto. (Aldo Busi)
  • la sopravvivenza dipende da due fenomeni o processi contrastanti, due modi di raggiungere l'adattamento. Come Giano, l'evoluzione deve sempre guardare in due direzioni: all'interno, verso la regolarità dello sviluppo e la fisiologia delle creature viventi, e all'esterno, verso i capricci e le esigenze dell'ambiente. (Gregory Bateson)
  • pensa veramente di lottare per qualcosa a parte la sua sopravvivenza? (Matrix Revolutions)

Dipende da noi.

 
30102012 V 00 304 Beato Angelo d'Acri (Il migliore) +0

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com

mercoledì 5 settembre 2012

La base della conoscenza.



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Quello che 'sappiamo' ha le basi nelle informazioni iniziali (input), fornite al grande elaboratore umano di esperienza. A partire da questa base si è costruita tutta l’architettura logica/deduttiva, che caratterizza la storia ed il pensiero giunti sino a noi nell’adesso.

Domanda: e se i dati di partenza fossero 'limitanti'?

Domanda: e se la storia insegnata fosse la descrizione di una ri-partenza?

Ho sempre più la sensazione che l’umanità sia come stata rinchiusa in una sacca temporale artificiale e lasciata, con qualche pezzo di verità, a maturare esperienza proprio come se fosse un campo di grano in costante attesa del proprio Tempo di mietitura, come il concetto di Giudizio Universale può anche fare intendere. Per carità, nulla di tremendamente ingiusto o insensato. Questa riduzione dello spettro mnemonico di massa, potrebbe avere le caratteristiche di una scuola auto educativa, chiusa a loop nella propria esperienza.

Domanda: da chi sarebbe gestita una simile infrastruttura? 

Domanda: è possibile accorgersi se siamo in una situazione simile? Secondo SPS, sì. Come? Mediante Analogia Frattale e Metodo Indiretto, ossia attraverso la nostra capacità sensibile di dedurre verità a partire da qualsiasi base di partenza

Perché in ogni ‘base’, pur povera che sia, esisteranno replicate le leggi e le regole del Piano Divino. È attraverso l’osservazione attenta e presente, che è possibile risolvere quegli strati di energia sovrapposta e densa, decodificando porzioni di codice/verità utili alla maggiore comprensione. Questo fenomeno è alla portata di tutti, però avviene solo quando l’individuo, e la specie di conseguenza, è/sono pronti

Domanda: quando si è pronti e perché?

Secondo la ‘Filosofia Unitaria del Tutto’, quando siamo in grado di produrre valore aggiunto, in qualità di allievi ma anche di sonde Human Bit, in grado di soddisfare sia il Terminale (noi) che la Sorgente (Creatore). La Sorgente è curiosa di equalizzare la propria struttura energetica, tramite l’apporto dell’esperienza di ogni Human Bit, conferendole una diversa organizzazione e copertura dell’arco espresso dalla propria inesplorata estensione, ossia della propria e sempre rinnovata risoluzione dell’equilibrio in ambito di ‘conoscenza di se stesso’. 

Ecco che si staglia nitidamente all’orizzonte la doppia corrente evolutiva che alimenta, come il sistema fluido presente sulla Terra 3d, ogni traccia e possibilità non ancora maggiormente sviluppata. È una questione Temporale, nelle dimensioni più dense, e di intensità dell’intenzione, nelle dimensioni più sottili. 

L’alchimia che sorregge l’esperienza 3d è atta a generare contemporaneamente più effetti concreti:
  • il ‘Conosci Te Stesso’
  • l’emersione e riconversione del ‘Lato Oscuro’
  • l’espansione, ad un livello sostenibile, dell’eguaglianza possibile = impossibile.
Tutto quello che è accaduto sulla Terra 3d nel corso della storia e della ‘storia deviata’, ha un unico denominatore comune: 

il fatto che gli umani non erano (sono?) in grado di poter amministrare equamente tutto ciò che deriva da quell’infinita area denominata ‘impossibile’ e allontanata sempre di più tramite il proprio comportamento medio, non ancora idoneo ad una gestione equilibrata del valore aggiunto derivante dal valore della ‘scoperta’

In questo senso, come in una sorta di Buco Nero, vanno a smarrirsi o ad accumularsi tutte le scoperte scientifiche che potevano (potrebbero) cambiare radicalmente la struttura sociale ed il paradigma in atto.

Allo stesso Tempo, il Male serve proprio per far sì che l’umanità si auto regoli di conseguenza, ma un simile comportamento lascivo umano serve anche per attirare allo scoperto il Male ed aiutarlo a ricomprendere se stesso. È un gioco paritetico e virtuoso, ma molto difficile da scorgere senza una diversificazione prospettica dell’osservato e dell’osservabile.

Dunque, a prescindere da ogni limitazione indotta o da ogni auto limitazione concepita, abbiamo sempre la possibilità di aggiungere valore alla nostra ‘soluzione energetica’, mediante deduzione attraverso Analogia Frattale. Non servono ‘ali’ o capacità semplificante di chiaroveggenza: 

serve essere svegli, liberi dalla Paura e altamente deduttivi. 

Allora l’intelletto ed il raziocinio, anche da ‘soli’, avranno potere di risoluzione. Se poi uniremo a loro anche la capacità di astrazione sensoriale (Spiritualità), allora potremo procedere secondo il vettore di unificazione degli emisferi, come segno della nostra 'ri-uscita' dall’Anello di Contenimento o loop esistenziale/esperienziale.

Come si esce da un qualcosa di sfuggevole (prigione)? Mediante risoluzione del luogo che ospita secondo un senso ben definito. Qual è il senso di una scuola? Educare e lasciare andare una volta promossi. Bene. E, allora, quale è il senso di una ‘Auto Scuola’? Imparare ad andare in macchina? In un certo senso, sì. Battuta a parte, è della nostra ‘macchina’, che si tratta:

auto(macchina) educazione. Auto educazione della propria 'macchina'. Non ci dimentichiamo che siamo energia in sonde Human Bit... 

Sarà per questo che, frattalmente, abbiamo chiamato ‘auto mobili’ le macchine che stanno inquinando il Mondo? La Vita genera altra Vita sempre a propria immagine e somiglianza. Vogliamo essere razzisti, o di parte, e non considerare Vita, anche il Tempo di esistenza di una ‘macchina’? Suvvia…

Torniamo agli inizi del presente articolo; il ‘Sistema Esperto’, che è ognuno di noi e tutto ciò che ci contiene, è regolato da una certa base informativa, a partire dalla quale si svilupperà tutto il ‘resto’. Cerchiamo di mettere nero su bianco, in maniera quasi schematica e minima, come potrebbe essere un simile processo elaborativo. Mi ‘lascio andare’ e vediamo che cosa accade. Riporterò, in parte, del materiale già citato e utilizzato poco Tempo fa per intessere un altro articolo, andando in questo modo 'avanti'.

Inferenza:
L'inferenza è il processo con il quale da una proposizione accolta come vera si passa a una seconda proposizione la cui verità è dedotta dal contenuto della prima.
Inferire è quindi trarre una conclusione.

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Si traggono conclusioni da ‘proposizioni accolte come vere’, ma frutto dell’attuale punto prospettico raggiunto, per cui non si può mai parlare di conclusione assoluta ma sempre relativa. Visto che ci piace datare il Tempo dalla crocifissione di Gesù, almeno nella nostra fetta di Mondo, allora potremmo trovare un ‘punto zero’ e chiamare tutto quello che è emesso in quel Tempo come ‘conclusione (0)’, a cui seguiranno ‘conclusione (1)’ e via discorrendo. Non si può assolutizzare nulla al nostro livello di consapevolezza e di prospettiva, perché siamo in un reame fluido, che scorre insieme ad ogni particella di Creazione

L’assoluto è fermo? No, nemmeno esso. Lo ‘dimostra’ la concezione di Creatore, espressa in SPS,  allo stesso modo impegnato ad evolvere. Ciò è facilmente desumibile osservando la storia di ogni umano, dalla propria Nascita alla propria Morte, descrivendo un processo di sublimazione della materia:

in ogni processo evolutivo c’è sempre una materia grezza che si trasforma e si affina…
Carlo Splendore
Nella logica, il Modus ponens (MP), accorciamento del latino modus ponendo ponens (modo che afferma) è una semplice e valida regola d'inferenza…

Il seguente è un esempio di argomentazione nella forma di modus ponens:
  • se piove, la strada è bagnata.
  • piove.
  • allora la strada è bagnata (e se è una strada coperta?).
Il fatto che l'inferenza sia valida non può assicurarci che ognuna delle asserzioni contenute sia vera; la validità del modus ponens ci dice che la conclusione deve essere vera se tutte le premesse sono vere

È bene ricordare che una valida Regola di inferenza in cui una o più premesse non sono vere è chiamata inferenza infondata, laddove quando tutte le premesse sono vere, allora l'inferenza è fondata. Nella gran parte dei sistemi logici, il Modus Ponens è considerato valido; tuttavia le sue istanze possono essere fondate o infondate

Una inferenza che utilizza il modus ponens viene chiamata deduttiva
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Domanda: quanto sono ‘fondate’ le modalità costituenti le regole, le leggi e le abitudini 3d?

Sistema esperto.
I programmi utilizzati dai sistemi esperti sono in grado di porre in atto procedure di inferenza adeguate alla risoluzione di problemi particolarmente complessi, a cui potrebbe, se posto in una dimensione umana, porre rimedio solo un esperto del settore disciplinare in cui rientra la questione da risolvere.

Ciò implica che tale sistema possa avvalersi in modo risoluto e autorevole delle istanze inferenziali, che soggiacciono al corretto funzionamento del programma, cosicché sia capace di superare le incertezze e le difficoltà su cui volge la propria attività…

Il sistema esperto si compone in sostanza di tre sezioni:
  1. una base di conoscenza, in cui sono accumulate le regole deduttive e i dettami procedurali di cui il sistema si serve nel suo operato
  2. un motore inferienziale, in cui il programma si occupa di applicare in concreto le nozioni contenute nella base dati
  3. un'interfaccia utente, che permette '’interazione fra il soggetto umano e il programma che deve dare risposta ai sui problemi.
nelle situazioni altamente complicate sarebbe troppo dispendioso analizzare ogni possibilità; si ricorre così allo stratagemma dell'euristica, che, tramite ragionamenti approssimativi (fuzzy logic), sacrifica la sicurezza dell'algoritmo per giungere a risultati altamente probabili, ma comunque fallibili.
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Si ricorre ad uno ‘stratagemma’, altamente probabile ma fallibile. È questo l’assunto sul quale si regge questa società. Lo riusciamo a vedere?
 
Euristica.
L'euristica (dalla lingua greca εὑρίσκω, letteralmente 'scopro' o 'trovo') è una parte dell'epistemologia e del metodo scientifico. È la parte della ricerca il cui compito è quello di favorire l'accesso a nuovi sviluppi teorici o a scoperte empiriche

Si definisce, infatti, procedimento euristico, un metodo di approccio alla soluzione dei problemi che non segue un chiaro percorso, ma che si affida all'intuito e allo stato temporaneo delle circostanze, al fine di generare nuova conoscenza. È opposto al procedimento algoritmico.

In particolare, l'euristica di una teoria dovrebbe indicare le strade e le possibilità da approfondire nel tentativo di rendere una teoria progressiva, e cioè in grado di garantirsi uno sviluppo empirico tale da prevedere fatti nuovi non noti al momento dell'elaborazione del nocciolo della teoria

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Interessante, vero? È come superare se stessi o ricavare da se stessi qualcosa che già si conosce ma che si è dimenticato. È un po' il concetto simil-paradossale, che per capire i geroglifici occorre prima conoscerli... 

Allora, seguiamo questa ‘pista’ e tracciamo la rotta. 

Qualsiasi termine noi si scelga di approfondire, magari nella canonica Wikipedia, avrà come sua introduzione la particella d’appartenenza a qualche periodo storico e a qualche personaggio storico. Ossia, ogni termine o classificazione deriva da una precedente esperienza, la quale adombrerà certamente ogni tentativo futuro di ‘andare avanti’. Nulla è per caso. Ok? Bene

Ma se questa sorta di 'pressione a posteriori', o ombra allungata sul futuro, dovesse essere quantomeno infondata? Abbiamo appena citato il percorso logico che alimenta un cosiddetto ‘sistema esperto’:

procedure di inferenza approssimate e fallibili (euristica) in cui l’intuito gioca una buona parte al fine di ‘prevedere fatti nuovi non noti in precedenza’.

Il sistema esperto si compone in sostanza di tre sezioni:
  1. una base di conoscenza
  2. un motore inferienziale
  3. un'interfaccia utente.
Praticamente il nostro Mondo, la nostra società, la nostra città, la nostra famiglia, noi, etc.
 
Il punto 1 è la ‘base’ che alimenta tutto il resto. Se carichiamo dati in un computer destinato ad eseguire operazioni basilari, ad esempio, di una serra totalmente automatizzata, il punto 1 delimita ciò che il computer conosce di quella situazione da amministrare. Il punto 1 fornisce l’esperienza mnemonica alla macchina operatrice. Il punto 1 costituisce il limite di libero arbitrio nel quale il computer può muoversi e prendere decisioni. 

Tutto il resto discenderà a cascata dal punto 1.

La nostra società è amministrata in questo modo. Deriva da questa limitazione di conoscenza. Ognuno di noi è auto limitato, al fine di rimanere il più possibile al gioco e fare esperienza autenticamente. È pazzesco, ma dipende da quale punto si osserva la situazione

Ora; chi determina il grado di conoscenza del punto 1?

Anche in questo caso esistono più livelli prospettici. Nella massima semplificazione sono almeno tre:
  1. livello tridimensionale
  2. livello sovradimensionale
  3. livello divino.
Noi riempiamo i tre livelli allo stesso Tempo, tuttavia in maniera consapevole sempre meno cosciente. 'Sappiamo ma non sappiamo', allo stesso Tempo. La luce si affievolisce e al livello tridimensionale l’esperienza esistenziale risulta come filtrata o auto limitata, proprio come precedentemente descritto per il punto 1.

È, quindi, una logica frattale/olografica, perchè siamo alle prese con una frammentazione

Chi determina il grado di conoscenza del punto 1, da fornire come input per il 2 e 3, a prescindere dal proprio livello di consapevolezza, in realtà è comandato a farlo da una intenzione superiore. Il raggio traente o campo morfologico superiore plasma tutto ciò che esiste al di sotto. Dona una direzione di massima, da riempire attraverso il valore aggiunto dell’esperienza 3d, da cui necessita alimentazione, come qualsiasi essere vivente che conosciamo.

Perché? Perché altrimenti non esisterebbero le dimensioni inferiori. È semplice deduzione.

Se prendiamo un bambino e lo collochiamo (nascita) in uno scenario delimitato fisicamente (Terra 3d), questa creatura, anche crescendo e maturando, non potrà giungere alla conclusione che esiste altro spazio fisico occupabile attorno a lui, perché la sua mente sarà limitata dagli input ricevuti nel corso dell’esperienza nello Spazio/Tempo occupabile in virtù degli insegnamenti ricevuti e dei sensi 'rimasti a disposizione'

La ‘mano che lo ha posto lì, si è ritratta, sparendo da quella regione fisica che conterrà l’individuo, ma non la mano’…

La ‘base’ sarà limitata, per cui tutto il resto si svilupperà di conseguenza. Se ci pensiamo bene, l’esperienza di Vita 3d sembra un esercizio:

quello di sviluppare ciò che manca al fine di ricomprendere il tutto (labirinto).

Ad ognuno di noi mancherà qualcosa di diverso.

Il risultato sarà la costante risoluzione dell’equazione, che sottintende il più elevato equilibrio sostenibile, ossia quello capace di dare luogo ad una esplosione di Luce simile a quella delle Stelle quando eseguono un balzo quantico, scambiato dalla scienza Antisistemica come la loro Morte.

Morire nella Luce è indicativo, vero?

Vivere o morire è relativo ad un punto di vista. Una stella esplosa è ancora visibile da altri punti dello Spazio per molto Tempo ancora. Cosa si vede in realtà? Il proprio presente corrisponde al passato della Stella. È illusorio e molto profonda l’implicazione:

quello che caratterizza noi può essere una gigantesca differita. Frattalmente posso immaginare la limitazione che mi circonda, l’apparenza sulla quale ragiono ed osservo. Eppure la Luce della Stella è vera e contiene esperienza e presenza da decodificare. Si potrebbe dire che la Luce sia la testimone dell’esperienza della Stella, il suo archetipo, il filo d'unione con ogni altro essere vivente.

Quindi, si deduce che non è importante/basilare, ai fini dell’estrazione di valore aggiunto dall’esperienza esistenziale, la base di partenza, quanto lo è il tipo di cammino che si farà al fine di innalzare la prospettiva. Tutto è apparente ma contribuisce a forgiare l’essere.

Che cosa è, in definitiva, la frattalità?

Lo capiamo molto bene osservando il parto creativo di un disegnatore. Se osserviamo, ad esempio, le caratterizzazioni di un qualsiasi personaggio del ‘Mondo delle Nuvole’, ossia dei fumetti, potremo notare come l’ideatore umano abbia impresso il proprio stile di disegno praticamente in tutto ciò che è andato a delineare. Egli ha come spalmato la propria caratteristica in quel parto di fantasia. E questa caratteristica la ritroveremo praticamente dappertutto.

Questa è la frattalità. Un tratto che si ripete all’infinito. Ovviamente, nel caso del disegnatore umano, la polarizzazione è a livello superficiale 3d, però se fossimo sufficientemente attenti, potremmo notare che, se la ‘superficie’ è ordinata in un certo modo è perché la ‘base’ lo è altrettanto. Infatti è dal livello sottile che emergono le 3d. Per cui la mano dell’artista è prima impressa a livello eterico, poi subatomico, poi 3d. La caratterizzazione è completa. Per capire ancora meglio, portiamo questa similitudine al livello massimo, ossia al livello del Creatore:

ecco che il tutto diventa a sua immagine e somiglianza; da ‘lì’ la legge dell’Analogia Frattale’

una semplice e diretta conseguenza...

È semplice e logica deduzione: un loop che risolve se stesso.

Il modo di guardare il mondo sta modificandosi. 
I modelli di Mandelbrot suggeriscono una Natura frattale e 'rugosa’ ma l'uomo ha sempre pianificato e costruito il suo mondo fondandosi sul pensiero lineare e liscio della geometria euclidea. 

Tutto è cominciato con il muro, per costruirlo diritto c'era bisogno del filo a piombo' spiega lo scienziato. ‘'Fino a quel momento tutto avveniva in un ambiente rugoso, la rugosità è nata prima della geometria euclidea, a cominciare dall'albero con cui l'uomo costruiva le capanne. L'evoluzione è rugosa. L'uomo è abituato al rugoso, per questo gli è molto più simpatico, familiare. Ma per costruire il muro ci voleva il filo a piombo’. 

Nasce il pensiero lineare e l'uomo vede nella geometria euclidea l'unico strumento per plasmare il futuro

‘Ma le cose stanno cambiando - dice Mandelbrot - È un cambiamento molto interessante perchè non si tratta di me o dei miei allievi, ma della nuova generazione di giovani che oggi hanno trent'anni, nati insieme alla frattalità’, un termine inventato dallo stesso Mandelbrot nel 1975. 

'E questi giovani - continua il professore emerito di Yale - non hanno mai conosciuto altro e per loro la frattalità non è qualcosa di strano o bizzarro'
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Dipende anche da noi la risoluzione.

N.B. La ‘Filosofia SPS’ è una semplificazione dell’intero percorso accademico, già scritto dagli umani stratificati nel corso del Tempo; un percorso difficile e praticamente accessibile solo ad una stretta elite. Ecco: questa complessità può essere risolta tramite Analogia Frattale, che a partire dal proprio punto prospettico, di qualsiasi Natura sia, ‘può intessere perle con quello che si è/ha’. Questa è semplice giustizia e libertà fuse insieme…E questo è un dono che nessuno può cancellare o portare via, perché semplicemente ‘non è previsto’. Potrebbe accadere nel ‘frattempo’, ma solo nel ‘frattempo’ e, comunque, non accadrebbe mai per caso…

04092012 V 24,5 - 248 S. Rosalia (La devozione popolare fiorì impetuosamente quando la città fu in preda al terrore a causa della peste) + +

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
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