giovedì 23 ottobre 2014

Legge e lingua (pugnali ed identità mascherate).


Lesotho Highlands Water Project - Acqua. 
Il progetto consiste nella costruzione di cinque dighe e di oltre 200 km di tunnel. Sostenuto dalla Banca Mondiale, vede la partecipazione dell’italiana Impregilo.
Gli ingenti danni provocati dalle dighe non sono stati risarciti alla popolazione locale
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Che cosa non è chiaro in ciò che si legge?
Che cosa impedisce di porre rimedio?
Che cosa convince che c’è sempre altro da fare e di più importante?
Che cosa distoglie in continuazione l’attenzione, non appena ti soffermi su qualche argomento che, in qualche modo, ti (ri)corda una (in)giustizia?
 
Solitamente, ciò che si legge o si vede (alla tv, ad esempio) (ri)guarda luoghi "lontani" e, dunque, distanti dalla propria realtà quotidiana fatta di (s)cadenze, obblighi, lavoro e… “responsabilità”.

Per cui non sembra nemmeno “vero” quello che si vede ma, evidentemente, non si “realizza con mano”. Viceversa, quando l’accaduto (ri)guarda “te”, le cose cambiano e si registra una tua attivazione che, progressivamente e mediamente, (ri)torni a spegnerti nel tempo.

Le linee di comportamento usuali medie, sono:
  • passività (routine)
  • innesco (notizia)
  • scoppio (reazione)
  • scarico (agitazione)
  • passività (routine).
Nel “mezzo” accade che “tu perdi qualcosa, in una maniera apparentemente senza possibilità altra”.
Alla fine di ogni ciclo, tu hai perso qualcosa (denaro, energia, speranza, etc.) e ad ogni nuovo ciclo… tu sei un po’ più “corroso/a”.
Tutto ciò (ri)corda le fasi di un motore a scoppio, che viene azionato per mezzo della “batteria” e di una serie di congegni che, elettricamente, lo pongono in una condizione di “accensione”. Una volta acceso, inizia a consumare il carburante, mischiandolo all’aria esterna.
Senza carburante il motore torna ad essere un insieme di pezzi artificiali senza Vita.
Il carburante permette la Vita del motore.

Tu, di quale tipo di carburante necessiti?


Beh… solitamente è il mangiare ed il bere (al fine di poter avere la forza di “respirare”).
Quindi, per un umano è centrale il “carburante” dell’alimentazione e del ciclo dell’acqua.
In una società di esseri umani, come questa, si registra la “necessità” della legge, perché non tutti gli umani sono rispettosi dei propri simili; la “leggenda”, ormai, recita così ed induce a credere che sia così.
È ovvio, tuttavia, che gli individui vivono alla mercè del tipo di atteggiamento “basale”, che sembra (ri)guardarli ogni volta che pensano al proprio futuro in termini di “sopravvivenza”.

Vivere in una simile frequenza (pre)vede che, alla fine, si diventi quella frequenza e, soprattutto, ciò che significa essere quella frequenza.

Se “sai” che devi sopravvivere, allora è implicito che vivi nella scarsità di ogni tipo di risorsa, per cui, cerchi di toglierlo agli altri prima che gli altri facciano altrettanto (e prima) con te. La corsa a tirare sera diventa una lotta sempre più aspra, nella quale s’impara sempre di più ad “odiare” e ad utilizzare l’intelligenza per scopi di difesa/attacco.
È ancora la storia del motore a scoppio, che non si è mai veramente evoluto, da quando è nato (oltre un secolo fa); la sua evoluzione (ri)guarda solo quegli aspetti di contorno e mai il suo tipo di funzionamento cardinale (la sua fonte di alimentazione e la capacità di generare più di quanto consumi).
L’intelligenza umana è (ri)utilizzata alla/nella stessa maniera (analogamente o frattalmente).
Essa è deviata/curvata, attorno ad una necessità centrale (sopravvivere), piuttosto che (ri)volta a (ri)trovare quell'altra "possibilità", solo sfiorata (im)percettibilmente, ma mai autenticamente approfondita o presa in centrale (ri)considerazione.
Ciò non accade perché una serie di "ombre" te lo impediscono:
  • non lo sai
  • non lo (ri)cordi
  • non puoi
  • non vuoi
  • non credi
  • non hai tempo.
La (com)presenza del Nucleo Primo è tutta da dimostrare? Beh… sino a quando non crederai all’Analogia Frattale, alla (ri)prova frattale che caratterizza tutto e tutti, allora continuerai probabilmente a “non crederci”:
 forse preferisci pensare al Diavolo e a chissà quali colpe ancestrali pesino su di te, per mezzo dei tuoi avi.
Ma, i tuoi avi, qualsiasi cosa abbiano fatto – non pensi che… in termini di responsabilità dirette, con te... c’entrino poco o nulla?
 
Giusto! Però qua entra in gioco il discorso di responsabilità genetica, di discendenza, di karma, di eredità, etc. 

Per cui, tu tendi a sentirti sempre parte in causa, per mezzo dei sensi di colpa che (in)direttamente ti sp(i)azzano, con buona capacità di coinvolgimento

Eppure tu sei un “egoista”, usualmente. Forse non tanto per quanto (ri)guarda la tua famiglia ma, con gli altri, eccome se lo sei. Inoltre, la religione cattolica cristiana nega anche che esista la reincarnazione, quindi tu sei veramente slegato da ogni forma di senso di colpa che, in ogni modo, (ri)cada su di te, pensando di essere stato tu, in un'altra tua Vita, a compiere il tal “misfatto”. E allora? 
Come mai ti senti così tanto responsabile per quello che hanno fatto coloro che ti hanno (pre)ceduto?
Un momento, però: tu non ti senti responsabile ma… ti senti di mandare a quel paese, i tuoi predecessori. No? Per cui, tu… tendi a comportarti nella stessa maniera (visto che l’hanno fatta franca), approfittandoti della situazione giusta... per ricavare un vantaggio (carpe diem).

Il motto diventa: “chi se ne frega. Tanto si vive una sola volta. Tanto vale vivere questa fottuta ed unica possibilità, al meglio… per me ed, al limite, per la mia famiglia”.
Tu sei disposto a tutto per i tuoi figli ma, allo stesso tempo, ammorbi sempre di più la realtà 3d di appartenenza; il luogo fisico entro il quale i tuoi figli continueranno a vivere anche dopo di te!
Un paradosso? Per certi versi, sì; per altri (nella sostanza)... no.


Tu (con)segui in questa “forma”; sei come un motore a comando non locale. La frequenza che ti guida (ri)porta informazioni (segnale portante) che ti inducono a “fare/essere”. 
La legge “serve” anche per questo. Tu la accetti perché ti sembra che serva, ed in effetti “serve”.
Serve a te ma... non solo (a) te. Ci sono livelli gerarchici per qualsiasi “cosa”.
La legge, al fine di essere inventata, deve essere prima “necessaria”, ossia, (ri)tenuta da te come necessaria. Per questo esistono i “problemi”, che non sono altro che “altre invenzioni”.
La legge si avvale della “lingua” al fine di essere (ri)compresa.
La lingua ha infiniti risvolti, però. E tu ne puoi capire qualcuno ma non tutti. Inoltre, la lingua si presta ad essere manipolata e strumentalizzata, guarda caso, proprio come la legge (simile attira simile ma simile attira anche contrario; dipende).
Lingua:
intenzione autentica e sue decodifiche (disinneschi).
La lingua e la legge sono costruite su una “verità di (s)fondo”:
reggente sullo stato di interesse della classe dominante (non solo il Nucleo Primo ma anche tutte le sue sotto infrastrutture frattali).
Se c’è una necessità di base (interesse gerarchico), allora serve una lingua al fine di instaurare una legge. Tutto ciò che (s)cambi per “civiltà” si regge, attualmente, su una necessità superiore rispetto alla tua.

Le infinite gradazioni di mezzo, della lingua e della legge, sono (pre)viste (tenute in debita considerazione, in sede di "intento/progetto"), ossia, il controllo conosce come funzionano le “cose”, in queste 3d. Lo sa che cosa accadrà, mediamente parlando. Ed è proprio il discorso medio che lo interessa, visto che le eccezioni sono tutte controllabili, caso per caso.

È il potere centrale della Massa che, invece, può destabilizzare veramente.

Anche se persino le “rivoluzioni” sono state strumentalizzate (molto spesso avvalendosi della strumentalizzazione dei singoli o delle "eccezioni"), al fine di perpetuare qualcosa che stava morendo, agendo preventivamente sulla leva massiva del Popolo, utilizzato come una mandria lanciata al galoppo (spaventata).

Quindi: lingua e legge (tienile saldamente sotto osservazione).
Legge 23 agosto 1988, n. 400.
Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
                               PROMULGA
la seguente legge:
                               ART. 1.
           (Gli organi del Governo Formula di giuramento)
 
  1. Il Governo della  Repubblica  è  composto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri e dei ministri, che costituiscono  insieme  il
Consiglio dei ministri.
  2. Il decreto di nomina del Presidente del Consiglio  dei  ministri è da lui controfirmato, insieme ai  decreti  di  accettazione  delle dimissioni del precedente Governo.
  3. Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima  di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica con la seguente formula: 
"Giuro  di  essere  fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi  e di  esercitare  le  mie  funzioni  nell'interesse   esclusivo   della nazione"...
Link
Il Governo della  Repubblica  è  composto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri e dei ministri, che costituiscono  insieme  il Consiglio dei ministri
"Giuro  di  essere  fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi  e di  esercitare  le  mie  funzioni  nell'interesse   esclusivo   della nazione"…
Questa è lingua e legge insieme.


Qualcosa di alchemico che agisce in te, non facendoti più capire nulla, relativamente – allora - a “chi sei” e “che cosa sei”; che cosa rappresenti all’interno dell’operato del Governo ed al di là di ogni versione di comodo/parte, che i “rappresentanti della legge” ti dicono... (ri)correndo alle infinite sfaccettature della lingua, al fine di (re)interpretare la necessità ed il significato della legge.
 
I “rappresentanti della legge” sono… chiunque. Non farti ingannare dal gioco delle parti, che è (im)mobile.

Lo sei anche tu un… “rappresentante della legge”.
 
È questa la genialità della trovata:
trasformare chiunque in un convinto sostenitore del modello sociale (con tutto ciò che c’è “dentro” compreso ma, assunto a scatola chiusa, sulla fiducia e senza capire), (pre)pensato come una "prateria per il galoppo del proprio interesse"...
Hai visto, precedentemente, come il ciclo dell’acqua sia centrale, rispetto al tuo tipo di “auto sostentamento vitale”. Dunque, un simile ambito deve essere assolutamente cardinale, centrale ed ogni legge deve agire al fine di preservare l’acqua e tutto ciò che la “interessa”.
Art. 2                            Usi delle acque
  1. L'uso dell'acqua per il consumo umano  è  prioritario  rispetto
agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o  sotterraneo.
Gli altri usi sono ammessi quando  la  risorsa  è  sufficiente  e  a
condizione che non ledano  la  qualità  dell'acqua  per  il  consumo
umano.
  2. Con decreto emanato, entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge, dal Ministro dell'ambiente, di  concerto
con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 17, comma
3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, è adottato il regolamento per
la disciplina delle modificazioni artificiali della fase  atmosferica
del ciclo naturale dell'acqua

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  • adottato il regolamento per
  • la disciplina delle modificazioni artificiali della fase  atmosferica
  • del ciclo naturale dell'acqua…
Come? Cioè?
  • modificazioni artificiali
  • della fase  atmosferica
  • del ciclo naturale dell'acqua…
Qualcosa che s’ammanta della medesima strategia camaleontica (ri)portata dalla/nella scritta, sugli alimenti, “aromi naturali”. Qualcosa che ti dice tutto ed, allo stesso tempo, nega sottilmente tutto, come dimostrando un leggero ed insistente ghigno ironico, rispettoso della legge e dell’ambiguità della lingua (un mix che, alla tua coordinata, diventa altro e, molto spesso, un derivato industriale preventivamente studiato per generare effetti, come da programma ed intenzione).
È nella “fase atmosferica” che s’interviene:
a monte di te.
E le “modificazioni” sono “artificiali” e metodiche (sorrette da una “disciplina”), nonché approvate dal “Governo della Repubblica”.

Ciclo dell'acqua.
Il ciclo idrologico o ciclo dell'acqua è la successione dei fenomeni di flusso e circolazione dell'acqua all'interno dell'idrosfera terrestre, e i cambiamenti del suo stato fisico (liquida, gassosa e solida).
Il ciclo idrologico si riferisce ai continui scambi di massa idrica tra l'atmosfera, la terra, le acque superficiali, le acque sotterranee e gli organismi.
Oltre all'accumulo in varie zone (come gli oceani che sono le più grandi zone di accumulo idrico), i molteplici cicli che compie l'acqua terrestre includono i seguenti processi fisici:
evaporazione, condensazione, precipitazione, infiltrazione, scorrimento e flusso sotterraneo.
La scienza che studia il ciclo dell'acqua è l'idrologia.
Descrizione.
Non c'è un inizio o una fine nel ciclo idrologico:
le molecole d'acqua si muovono in continuazione tra differenti compartimenti, o riserve, dell'idrosfera terrestre mediante processi fisici.
L'acqua evapora dagli oceani, forma le nuvole dalle quali l'acqua torna alla terra. Non è detto, tuttavia, che l'acqua segua il ciclo nell'ordine:
prima di raggiungere gli oceani l'acqua può evaporare, condensare, precipitare e scorrere molte volte...
La massa totale d'acqua del ciclo rimane essenzialmente costante, così come l'ammontare d'acqua in ciascuna riserva, quindi, in media, la quantità d'acqua che lascia una riserva è pari a quella che ritorna ad essa…
Regolazione del clima.
Il ciclo dell'acqua riceve energia dal Sole. L'86% dell'evaporazione globale ha luogo negli oceani, riducendo la loro temperatura per evaporazione. Senza l'effetto di raffreddamento così generato l'effetto serra porterebbe la temperatura superficiale a 67 °C, e ad un pianeta più caldo.
La maggior parte dell'energia solare riscalda i mari tropicali. Dopo l'evaporazione, il vapor d'acqua si innalza nell'atmosfera ed è allontanato dai tropici dai venti. La maggior parte del vapore condensa nella zona di convergenza equatoriale, rilasciando il calore latente che riscalda l'aria; questo fenomeno, a sua volta, fornisce energia alla circolazione atmosferica
Cicli geochimici.
Il ciclo dell'acqua è uno dei cicli biogeochimici. Altri cicli notevoli sono il ciclo del carbonio e il ciclo dell'azoto.
Mentre l'acqua scorre sopra e sotto la Terra essa raccoglie e trasposta suolo e altri sedimenti, sali minerali e altri composti chimici disciolti in essa, come degli inquinanti.
Gli oceani sono salati a causa del trasporto del sale così descritto, sale che rimane nel mare quando l'acqua evapora
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  • sale che rimane nel mare quando l'acqua evapora (che cosa rimane, invece, in te?)
  • non c'è un inizio o una fine nel ciclo idrologico
È la solita storia:
con chi sei indebitato, visto che l’Italia ha un debito pubblico enorme?
Com’è possibile che, allora, all’interno dell’Italia ci siano dei miliardari (in lire)? Se lo Stato è in debito, tutti dovrebbero esserlo, no? Perché lo Stato sei tu. Certo… una persona che ha più soldi rispetto a ciò che deve, pro capite a “qualcuno”, può anche essere ricco. Così si spiega il fatto che esistano anche i ricchi…
Ma, quando osservi che un ricco (ri)corre allo strumento del debito, per “investire” in un settore qualsiasi della realtà 3d sociale, beh… c’è qualcosa di dannatamente corrosivo alla base del modello economico di riferimento; qualcosa di costruito ad hoc, per (s)fruttare (interesse).
Perché i ricchi non utilizzano i propri capitali? Perché la legge e la lingua lo permettono.
Perché la legge e la lingua si fondano su presupposti volti a tutelare l’interesse ("meglio" se... dei potenti), rispetto a quello della Massa. In questa realtà 3d, funziona così… ma non è detto che “così” sia la formula migliore per tutti.

Infatti, la società è profondamente segnata dall’ingiustizia.

Se gli Usa sono la terra del “sogno americano” e chiunque viva là, può ambire a “realizzarsi” (in maniera certamente Anti Sistemica), allora che cosa è l’Italia? 
Il “sogno italiano” dov’è, anzi… qual è?
Vincere i mondiali di calcio?
Non lo sai o, meglio, non lo sai più.
Non lo (ri)cordi (o, forse, è meglio chiedersi: "da chi è sognata l'Italia").
  
Te lo sei dimenticato e anche se ci pensi, non ti sembra mai di avere avuto un “sogno”.

Sei in un vuoto, che ti sei abituato ad “arredare”, come vivendo sull’orlo di un precipizio ed abituandoti alla posizione (s)comoda, tuttavia, da rendere maggiormente digeribile, mettendo tendine colorate alle finestre, che celano lo strapiombo.
Cos’è il Progetto Pioggia - In pratica si tratta di questo
Ogni volta che c'è una nuvola in cielo con determinate caratteristiche (umidità, temperatura, quota), un aereo bimotore attrezzato con un semplicissimo diffusore si alza, raggiunge la base della nuvola e inizia la semina.
Miliardi di granelli di "polvere" vengono catturati dai moti convettivi dell'aria che li portano in alto, nel mezzo della nuvola. Lì, la costringono a cedere una quantità maggiore di acqua di quella che avrebbe ceduto in condizioni naturali.
"Tutto qui", dice il generale Nania, ex responsabile del meteo dell'aeronautica militare italiana e oggi responsabile scientifico della Tecnagro , associazione senza fini di lucro che da più di 15 anni studia e sviluppa questi sistemi arrivando, tra l'altro, a essere incaricata dall'Organizzazione Mondiale della Metereologia di avviare progetti per l'applicazione dell'inseminazione della pioggia in tutto il bacino del mediterraneo, paesi come l'Arabia Saudita, l'Iraq, l'Iran e altri del bacino Mediterraneo.
"Non si inquina, perchè il condensante è neutro, - spiega Nania - si ha un risultato misurabile con radar adeguatamente tarati e, soprattutto, non si ruba acqua a nessuno.
Noi miglioriamo l'efficienza delle nuvole, solo questo:
non è che se piove su A togliamo pioggia a B"…
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"Tutto qui"... Noi miglioriamo l'efficienza delle nuvole, solo questo...
Dopo avere alterato "tutto", si interviene per "migliorare l'efficienza" della natura, in maniera tala da essere acclamati e, dunque, per poter - in seguito - rendere sempre più profondo il controllo "a monte" (un lavoro di "squadra").
Non si ruba acqua a nessuno:
ecco la forma di paradigma dominante, basato sulla scarsità.
Ciò che convince le persone ad adoperarsi a/per fini altruistici e di "bene". Una (ri)formulazione di tutto quello che si può intuire, ma che sparisce di fronte alla necessità di uno stipendio, di una carriera, di un credo, etc.; caratteristiche indotte, che si fondano tutte su un'apparente (in)capacità di giudizio.
La legge e la lingua rendono “zuccheroso” qualsiasi ambito, camuffando la vera intenzione (controllo, interesse) attraverso le infinite spire della (ri)combinazione d’insieme, che accade per mezzo tuo e della tua ricchezza di "fantasia/(il)logica", nel ricondurre sempre al paradigma in corso d’opera qualsiasi “cosa” che va, letteralmente, in senso opposto. 
La tua dinamica flessibile (fantasia/(il)logica) viene (ri)utilizzata dalla legge e dalla lingua, al fine di convincerti a funzionare “modificato a monte”; in questa maniera “fai tutto tu” (apparenza) senza necessità alcuna – da parte del potere di controllo – di un diretto intervento (demandare).
“Basta pagare!”. È con questo grido disperato che alcuni commercianti di Gattinara, in provincia di Vercelli, hanno scelto consapevolmente di evadere alcune delle gabelle più importanti richieste dallo Stato:
c’è chi non versa più l’Iva, chi non paga la Tares e tutto non per spirito evasorio, ma per poter far quadrare i conti delle loro attività a fine mese...
La protesta dei gestori di negozi, bar e ristoranti del vercellese nasce da una scelta ben precisa: o chiudere o esporsi al rischio di controlli da parte di Guardia di Finanza ed esattori di Equitalia.
L’iniziativa si sta estendendo anche ad altre zone del Piemonte e di tutta Italia e le persone intervistate non hanno paura delle possibili multe perchè sono ormai disperate
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Queste persone, giunte a questo punto, cosa sono disposte a fare?
Beh… caspita, sono giunte al punto addirittura di “non pagare”.
Per quanto tempo? (Quanti sono degli autentici "nullatenenti"? Quanti hanno qualcosa ancora da perdere? Quanti ci marciano?).
Sino a quando qualcosa “sbollirà”

Perché non pensare seriamente, invece, al "Programma"? Il momento sembra quello giusto, no?
Naa… “abbiamo bisogno di cose concrete, mica di esperimenti mentali”. No?
E, allora, beccati la conseguenza del tuo agire d’insieme, (con)seguendo al mix della legge e della lingua (una specie di Sudoku, che da qualsiasi parte lo guardi, ogni colonna fornisce sempre la medesima cifra).
All’interno del tuo ciclo delle acque, che cosa accade quando “bevi una bibita alla moda”?
Acqua esterna che trasporta sostanze "misteriose e non direttamente controllabili, da te", dentro ad una dimensione di altre acque interne (c’è acqua e acqua, ossia, in ciò SPS osserva il frattale del trasporto inconsapevole e del prestarsi ad azioni di qualsiasi tipo senza saperlo/volerlo).
Cosa succede al corpo bevendo Coca Cola.
Ecco cosa succede al nostro organismo, nel giro di 60 minuti, dopo che abbiamo bevuto un bicchiere di Coca Cola.
Nei primi 10 minuti.
L’equivalente di 10 cucchiaini di zucchero colpisce l’organismo. La reazione immediata a questa dolcezza eccessiva sarebbe il vomito, che però viene impedito dall’acido fosforico, che ne diminuisce il sapore.
Dopo 20 minuti.
La glicemia sale e causa un massiccio rilascio di insulina. Il fegato risponde trasformando tutto lo zucchero che può “catturare” in glicogeno e grasso.
Dopo 40 minuti.
La caffeina è stata assorbita completamente. Le pupille si dilatano, la pressione del sangue aumenta e come risposta il fegato rilascia altro zucchero nel sistema circolatorio. I recettori cerebrali dell’adenosina si bloccano per prevenire la sonnolenza.
Dopo 45 minuti.
Il corpo aumenta la produzione di dopamina stimolando il centro del piacere del cervello. È lo stesso meccanismo di azione della cocaina.
Dopo 60 minuti.
L’acido fosforico lega il calcio, il magnesio e lo zinco nell’intestino, causando un ulteriore spinta al metabolismo.
Le alte dosi di zucchero e la dolcezza artificiale aumentano l’escrezione urinaria di calcio.
Le proprietà diuretiche della caffeina entrano in gioco.
Con le urine verranno eliminati il calcio, il magnesio e lo zinco che erano in realtà destinati alle ossa, oltre al sodio, a vari elettroliti e all’acqua.
Crollo della glicemia. C’è chi diventa irritabile o apatico, oppure entrambi.
Con le urine è stata eliminata tutta l’acqua presente nella bibita, ma non prima di averla infusa con preziosi nutrienti che il corpo avrebbe potuto usare per idratare i tessuti, rafforzare le ossa e i denti.
Tutto questo sarà seguito nelle ore successive dal crollo della caffeina.
L’elemento dannoso è la combinazione di dosi eccessive di zucchero unite alla caffeina e all’acido fosforico, combinazione presente nella maggior parte delle bibite gassate.
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  • con le urine verranno eliminati il calcio, il magnesio e lo zinco che erano in realtà destinati alle ossa, oltre al sodio, a vari elettroliti e all’acqua
  • con le urine è stata eliminata tutta l’acqua presente nella bibita, ma non prima di averla infusa con preziosi nutrienti che il corpo avrebbe potuto usare per idratare i tessuti, rafforzare le ossa e i denti
Dunque, è così stupido pensare di bere la propria urina?
 
Che schifo! Vero? Però se pensi che ti mangi anche le “balle del toro”, ad esempio… che ne dici di (ri)pensare a tutto quello che sei abituato a credere di pensare?
Chi mangia carne è abituato a mangiare dei cadaveri (che schifo!).
La carne, invece di imputridire… rimane invitante anche dopo molto tempo rispetto alla morte dell’animale.
Wow:
la cucina italiana è ricca di fantasia a tal proposito e basta guardare la Clerici a mezzogiorno, diffusa in diretta nazionale da “sempre”, per rendersi conto di quale inconsapevolezza e vuoto animi le persone…


Infine, leggi questa citazione (tratta per intero) sempre inerente al mix alchemico/chimico/reale di:
  • interesse
  • legge
  • lingua
  • corruzione
  • (ir)responsabilità.
L’acqua è un bene prioritario, per qualsiasi essere umano. Che ne dici di non avere acqua per te, vista la vicinanza di una fabbrica di bibite alla moda?
Che ne dici se il “tuo” Governo… nella sostanza, non impedisce alla fabbrica di continuare a drenare acqua dalla zona a cui, in seguito, viene a mancare per l’ordinaria prosecuzione della tua esistenza?
Una storia vera!


Coca Cola – Kerala (India).

Tipo di conflitto.

Lo stabilimento della Coca-Cola di Kerala preleva ingenti quantità di acqua e inquina le falde acquifere della zona. Abitanti ed autorità locali chiedono... la chiusura dello stabilimento…
Descrizione del Conflitto.
Nel 2000 viene concessa dalle autorità del distretto di Perumetty l’autorizzazione a costruire uno stabilimento della Coca-Cola nei pressi di Plachimada.
Da subito nasce una forte opposizione della comunità locale che denuncia abbassamento ed inquinamento delle falde acquifere.
Presto le autorità locali chiedono la chiusura dello stabilimento. A questa decisione si oppone il governo del Kerala. Il conflitto richiama l’attenzione di una ampia campagna internazionale.
Cause del Conflitto.
La Coca-Cola ritorna nel mercato indiano il 23 ottobre 1993 dopo 16 anni di divieto a commercializzare i suoi prodotti in India.  
Attualmente ha 52 stabilimenti d’imbottigliamento e di pompaggio delle acque in India ed ha il primato nella commercializzazione di bevande analcoliche.
Nel gennaio del 2000 viene concessa l’autorizzazione per istallare uno stabilimento alla Hindustan Coca-Cola Beverages Private Limited, la filiale indiana dell’azienda di Atlanta, a Plachimada, regione definita “il granaio del riso” grazie al suo ricco ecosistema ben fornito di acque freatiche. 
Lo stabilimento aveva l’obiettivo di produrre 1.224.000 bottiglie di Coca-Cola al giorno.
Per realizzare questo obiettivo le autorità hanno messo a disposizione 260 pozzi di acqua potabile. In cambio annualmente l’autorità locale riceveva 11.000 euro come tassa sull’immobile, 800 euro a titolo di licenza e 4000 euro come tassa professionale. L’azienda assicurava 150 posti di lavoro a tempo indeterminato e 250 stagionali. Il Governo del Kerala, favorevole all’azienda, stanzia dopo il primo anno di attività circa 2 milione di rupie (36.000 euro) a titolo di sovvenzione alla politica industriale regionale.

Impatti.

  • da subito le rese agricole della zona sono iniziate a scendere diminuendo del 10%;
  • la fabbrica assorbiva circa 1,5 milioni di litri d’acqua al giorno;
  • il livello della falda acquifera si è abbassato rapidamente passando da 150 metri a 500 metri di profondità;
  • l’azienda ha depositato dei materiali di scarto nei pressi dell’impianto che durante la stagione delle piogge si sono dispersi nei campi, nei canali e nei pozzi;
  • quando i 260 pozzi si sono esauriti, la Coca-Cola li ha utilizzati come deposito per le acque di scarto della lavorazione. Nel 2003 l’ufficiale medico distrettuale ha informato la popolazione che l’acqua non era più potabile. Le analisi delle acque hanno dimostrato alte concentrazioni di piombo, cromo e cadmio;
  •  uno studio condotto nel 1999 da All India Coordinated Research Project on Pesticide Residue (Aicrp), ha dimostrato che il 60% dei prodotti alimentari venduti sul mercato è contaminato da pesticidi e che il 14% contiene dosi superiori alla quantità massima autorizzata.
Breve cronologia del conflitto.

2000: autorizzazione alla costruzione dello stabilimento.

2001: inizia la protesta, soprattutto grazie all’impulso delle donne adivasi. Già nel 2001 organizzano una serie di dharna (sit-in), denunciando la “pirateria idrica” davanti ai cancelli dello stabilimento.
22 Aprile 2002: inizia un presidio permanente di protesta davanti allo stabilimento per chiederne la chiusura.
2003: parte da Plachimada la padhyatra – marcia - di un’alleanza indiana di lotte popolari, tra cui il Narmada Bachao Andolan che in due mesi di cammino interagisce con le popolazioni e le autorità locali in diverse parti dell’India.

7 aprile 2003: il consiglio locale di Perumetty decide di revocare la licenza con la motivazione che la fabbrica aveva portato al quasi esaurimento, e all’inquinamento, delle falde acquifere dell’area circostante. La Hindustan Coca-Cola si è allora rivolta al tribunale de Kerala High Court mettendo in discussione l’autorità del panchayat in materia.
31 marzo 2003: scade l’ultima licenza concessa alla Coca-Cola.
Maggio 2003: inizia un presidio permanente dei lavoratori dello stabilimento davanti al consiglio locale di Perumetty chiedendo il rinnovo della licenza.
17 novembre 2003: il Tribunale stabilisce che l’azienda spieghi le proprie ragioni proprio al consiglio locale di Perumetty. Il presidio di protesta davanti alla fabbrica arriva a 550 giorni.
Dicembre 2003: la Corte Suprema dell’India emette una sentenza che obbliga la Coca-Cola a rifornirsi da fonti d’acqua alternative e che la obbliga ad estrarre l’acqua nella quantità che estrarrebbe un coltivatore con 34 acri di terreno. Estratto della sentenza:
La dottrina della pubblica sicurezza si basa innanzi tutto sul principio per cui alcune risorse come l’aria, l’acqua del mare, le foreste, abbiano, per l’insieme della popolazione, un’importanza così grande che sarebbe totalmente ingiustificato farne oggetto di proprietà privata. Le suddette risorse sono un dono della natura e dovrebbero essere messe a disposizione di tutti in modo gratuito, indipendentemente dalla posizione sociale.
Poiché tale dottrina impone al governo di proteggere queste risorse, in modo che l’insieme della collettività possa usufruirne, nessuno può autorizzarne l’utilizzo da parte di privati o a fini commerciali [...]. Tutti i cittadini senza eccezione sono i beneficiari delle coste, dei corsi d’acqua, dell’aria, delle foreste, delle terre fragili da un punto di vista ecologico. In quanto amministratore, lo Stato, per legge, ha il dovere di proteggere le risorse naturale [le quali] non possono essere trasferite alla proprietà privata
2003: nel Forum Social Mondiale di Porto Alegre si crea un’alleanza internazionale contro la Coca-Cola che unisce in una campagna di boicottaggio mondiale i movimenti indiani con quelli colombiani e di molti altri paesi.
Marzo 2004: viene chiuso lo stabilimento di Plachimada.
20 gennaio 2005: in tutta l’India, attorno agli stabilimento della Coca-Cola e della Pepsi-Cola, sono state organizzate delle catene umane. Tribunali popolari notificano agli "idro-pirati" l’ordine di lasciare il paese. Nel Trimestre aprile-giugno 2005 le vendite dei prodotti Coca-Cola calano del 14%.
8 agosto 2005: la Coca-Cola riapre lo stabilimento ufficialmente per operazioni di “collaudo”.
15 agosto 2005: nel 58° anniversario dell’indipendenza dall’India una manifestazione di protesta viene bloccata ad un centinaia di metri dai cancelli della fabbrica. 43 attivisti vengono arrestati.
Settembre 2005: il Kerala State Pollution Control Board, Comitato di controllo sull’inquinamento dello Stato del Kerala, con un’ordinanza di 10 pagine ordina all’impianto di imbottigliamento della compagnia nel sud dell’India di “fermare la produzione di ogni genere di prodotto con effetto immediato”.
In collegamento con questa vicenda l’Ufficio Vigilanza e Anticorruzione del Kerala perquisisce le residenze del segretario-membro del Pollution Control Board K.V. Indulal in tre città in data 11 Agosto 2005. L’ufficio anticorruzione sta indagando su Indulal per aver accettato tangenti mentre era membro del Pollution Control Board.

Ottobre 2005: il governo del Kerala segnala Plachimada, nel distretto di Palakkad – dov’è ubicato lo stabilimento di imbottigliamento della Coca Cola – come luogo prioritario per la conservazione e protezione delle falde acquifere. L’ordine del Ministro per le Risorse Idriche, Tiruvanchoor Radhakrishnan, viene emanato e pubblicato sulla gazzetta ufficiale. Il provvedimento, che interessa anche altri distretti del Kerala (Thissur, Kannur, Kozhikode) è chiaramente contro lo stabilimento, chiuso dal marzo 2004.

Il panchayat (distretto amministrativo) del Perumatty nega la licenza per l’utilizzo del suolo alla multinazionale Coca Cola in mancanza di una chiara certificazione del Pollution Control Board, nonostante la richiesta in tal senso inoltrata della Corte Suprema.
Luglio 2006: The Hazards Centre ed il People’s Science Institute pubblicano un rapporto in cui affermano che, in base a studi effettuati su 9 campioni di acqua estratta nei pressi degli stabilimenti della Coca Cola a Palakkad, il sottosuolo e le falde acquifere sono inquinate
In particolare a Plachimada tutte le risorse idriche attorno allo stabilimento risultano gravemente contaminate.
Per ribattere al rappporto l’Hindustan Coca Cola Beverages ribatte che dal marzo al luglio 2006 studi compiuti su più di 20 campioni da esperti, autorità governative e laboratori indipendenti come il Kerala State Ground Water Board, la Central Ground Water Authority ed il Kerala State Pollution Control Board, hanno dimostrato che non ci sono casi rilevanti di contaminazione.
“Tutti i campioni analizzati mostrano livelli eccessivi di cromo, otto campioni mostrano livelli eccessivi di cadmio e sei di piombo”, replicano l’Hazards Centre e il People’s Science Institute.
Agosto 2006: il governo del Kerala proibisce con un’ordinanza la produzione, la distribuzione e la vendita delle bevande di Pepsi e Coca Cola. L’ordinanza - giustificata dall’interesse per la salute dei cittadini - non riguarda altre sostanze potenzialmente nocive ma unicamente i prodotti di Pepsi, Coca Cola e dei marchi ad esse affiliati.
Aprile 2008: uno dei leader del movimento indiano anti-Coca Cola realizza uno sciopero della fame di 48 ore per chiedere la chiusura definitiva dello stabilimento di Plachimada, accusando il governo di essere venuto meno alla promessa di chiudere in via definitiva la sede della multinazionale.
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L'ingente utilizzo di acqua potabile negli stabilimenti della Coca-Cola Company mise in pericolo la sopravvivenza di intere comunità Indiane:
in particolare, lo stabilimento costruito nel 2000 nello Stato del Kerala venne indicato come responsabile della drastica diminuzione qualitativa e quantitativa dell'acqua disponibile, a causa di un prelievo di 1,5 milioni di litri d'acqua al giorno, prelievo che lasciò a secco la popolazione locale.
La Compagnia venne inoltre accusata di inquinamento ambientale, e non solo, di non applicare il trattamento dei reflui industriali dello stabilimento, ma anche di vendere gli stessi reflui agli agricoltori spacciandoli per compost agricolo:
conteneva infatti metalli pesanti come il piombo, il cadmio e il cromo.
In seguito alle proteste degli abitanti dei villaggi indiani, nel 2003 la High Court del Kerala, stabilì che la Coca-Cola venisse assimilata, dal punto di vista del limite prelievo idrico, a una proprietà terriera di 34 acri (140.000 m²), e che pertanto il suo consumo d'acqua non dovesse superare il limite previsto per tale fascia.
Nel 2003 il consiglio del piccolo villaggio non rinnovò la concessione allo stabilimento, perciò l'Azienda fece ricorso, innescando una battaglia legale durata sette anni e conclusasi con un’inchiesta di una commissione statale che accertò le colpe della Compagnia, che dovrà risarcire i danni.
A seguito della denuncia dell'associazione indiana "Mayilamma", la Compagnia venne condannata a pagare un maxi risarcimento di 352 milioni di euro per inquinamento ambientale ai danni della falda acquifera del villaggio di Plachimada, nel distretto di Palakkad, nello Stato del Kerala…
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Aprile 2008: uno dei leader del movimento indiano anti-Coca Cola realizza uno sciopero della fame di 48 ore per chiedere la chiusura definitiva dello stabilimento di Plachimada, accusando il governo di essere venuto meno alla promessa di chiudere in via definitiva la sede della multinazionale

Una storia infinita (nonostante la realtà, ampiamente indicante lo stato di assurdità della lavorazione della Coca-Cola).

La fabbrica di “Coca Cola”, oggi, è ancora attiva a Plachimada? Sì? No? E nel resto dell'India? E nel Mondo?
Può una “multa” azzerare il co(s/n)to della storia? Azzerare le coscienze e ciò che è rimasto come (con)seguenza reale?
Ci si può lavare le mani in questa semplice maniera? Beh… sì, ma sino a quando ci sarà acqua per poterlo ancora fare…
 
Legge e lingua:
strumenti flessibili per velare l’intento unico, fissato alla loro base (cardine, occhio del ciclone, vincolo, interesse, causa, sorgente, intenzione).
Qualcosa che puoi anche giungere a vedere (in)direttamente ma, comunque, continuando ad ignorare, per qualche motivo di rassegnazione alla base…

Tu (con)segui passivo, drogato e disinnescato.

L’acqua, da cui dipendi, trasporta le sostanze microscopiche, che ti possono raggiungere senza che tu te ne accorga (frattale del tuo “auto controllo” wireless).
Eurozona: debito pubblico sale a 92, 7% Pil secondo trimestre
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Relativamente al "Programma" e, nella fattispecie, al Modello di (ri)circolazione monetaria virtuale alternativa LSD (Libero e Sovrano Denaro)... la sentenza della corte indiana può essere assunta in qualità di "Manifesto" abbreviato.

Eccola, nuovamente (ri)portata. Una simile dichiarazione universale dei diritti, deve essere posta come punto cardinale, numero uno, di qualsiasi legge e/o Costituzione (come la più bella Poesia, da ricordare sempre):
La dottrina della pubblica sicurezza si basa innanzi tutto sul principio per cui alcune risorse come l’aria, l’acqua del mare, le foreste, abbiano, per l’insieme della popolazione, un’importanza così grande che sarebbe totalmente ingiustificato farne oggetto di proprietà privata. Le suddette risorse sono un dono della natura e dovrebbero essere messe a disposizione di tutti in modo gratuito, indipendentemente dalla posizione sociale.
Poiché tale dottrina impone al governo di proteggere queste risorse, in modo che l’insieme della collettività possa usufruirne, nessuno può autorizzarne l’utilizzo da parte di privati o a fini commerciali [...].
Tutti i cittadini senza eccezione sono i beneficiari delle coste, dei corsi d’acqua, dell’aria, delle foreste, delle terre fragili da un punto di vista ecologico. In quanto amministratore, lo Stato, per legge, ha il dovere di proteggere le risorse naturale [le quali] non possono essere trasferite alla proprietà privata”...
LSD è una forma di denaro virtuale totalmente inventato (come del resto qualsiasi forma di denaro esistente nelle 3d), per cui è assolutamente "infinito", essendo parte del campo senza fine dell'immaginazione.
In uno "stato naturale dello Stato", LSD deve essere considerato come:
"... un dono della natura..." che deve essere messo " a disposizione di tutti in modo gratuito, indipendentemente dalla posizione sociale"...

Impara già, da ora, a considerare il denaro (LSD), come un dono della natura e, dunque, di proprietà di tutti... per cui tutti ne attingono quotidianamente, in maniera automatica sui loro conti correnti virtuali (sino a quando ciò servirà ancora)...

Ciò... cambia davvero la prospettiva! Fai esercizio, orsù.
 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com