martedì 19 agosto 2014

(Ri)suono di… già sentito.


Durante una conferenza stampa, Obama ha spiegato che gli Stati Uniti devono fare meglio e di più per combattere le diseguaglianze che colpiscono le minoranze.
"Noi dobbiamo andare avanti insieme, cercando di unire tra loro le diversità e capirci e non semplicemente dividerci gli uni dagli altri", ha dichiarato Obama.
"Ci sono giovani uomini neri che commettono crimini - ha aggiunto Obama - Possiamo discutere sul perché accada, per la povertà in cui sono nati o per il fallimento di sistemi scolastici o per quello che volete. Ma se commettono un reato devono essere perseguiti", ha concluso Obama dicendo di essere vicino alla rabbia della popolazione e di non giustificare la violenza da parte delle forze dell'ordine
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È un loop:
osservalo bene ma, prima, trova il modo di “vederlo”. 
Qualcosa che lascia il Tempo che (ri)trova, ossia, la routine di questa realtà 3d; come se camminassi in un Nastro di Mobius sempre “avanti a te” (evoluzione, sviluppo, progresso) per,  infine, (ri)tornare dove? 
Ancora al punto di (ri)partenza.

Da “” non se ne esce. “” dentro, tu non puoi farci nulla…
  • SPS allora spegne ogni speranza? Ma di quale “speranza” vai ciarlando?
  • SPS è una esperienza e, in quanto tale, non ha nulla da “insegnare”
  • SPS è  qualcosa “solo” da comparare con tutto quello che supponi di sapere/conoscere e, per “contrasto”, (ri)comprendere che… tu viaggi sempre in ritardo rispetto a qualcosa che costantemente ti precede.
Vivi in una sorta di “solida fiction” entro la quale gravano leggi auto imposte per tacito assenso, entro la quale può anche scoppiare la guerra ed entro la quale puoi anche essere ucciso, oltre che morire per “cause naturali”.

Un gio(g)o sulle note di quei parchi tematici fondati sulla (ri)produzione "hd" della paura...

La Guerra che accade “oggi”? 

Una "finzione convenzionale", vista la potenza disponibile negli arsenali

E, in un epoca di interventi economici non convenzionali, che diventano poi convenzionali per “abitudine”, che cos’altro potrebbe accadere di diverso? Beh… ecco come “camminare sulla uova”, dribblando molto abilmente le centralità e puntando (in)direttamente al “riempire lo Spazio/Tempo di una intervista o della pagina che la ospita”…
Dalla guerra giusta alla necessità di fermare l'aggressore ingiusto, con una forte indicazione di multilateralismo e del ruolo dell'Onu.
Ancora la denuncia della "crudeltà inaudita" dei conflitti non convenzionali e della tortura.
Infine una constatazione:
"Siamo nella terza guerra mondiale, ma a pezzi".
Si può sintetizzare così la visione del Papa davanti al precipitare della situazione irachena e del conflitto in Terrasanta, mentre è in volo da Seul a Roma dopo il terzo viaggio internazionale del pontificato.
Papa Francesco riceve una domanda molto diretta:
"È d'accordo se gli Stati Uniti bombardano l'Iraq per prevenire il genocidio?".
"In questi casi dove c'è un'aggressione ingiusta posso solo dire che è lecito fermare l'aggressore ingiusto, sottolineo il verbo, dico fermare, non bombardare o fare la guerra", e "i mezzi con i quali fermare l'aggressore ingiusto dovranno essere valutati"…
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Dribbling secco sul posto, finta e via…


Certo; esiste anche la guerra convenzionale
quella che uccide solo i soldati e che, magari, risparmia anche le costruzioni cittadine. Certo, come accadeva nel passato, quando le due “orde” si affrontavano “tête-à-tête” lungo l’estensione di verdi campi o di valli sufficientemente scenografiche.
La guerra è una proprietà di queste 3d, una sua caratteristica innata. Un programma insito nella struttura della pagina di realtà in cui ti sei auto installato

La guerra avviene secondo modalità diverse che, comunque, d’insieme si (ri)collegano ad una sorta di centralità naturale della guerra, che tu credi essere lontana ma, in realtà, che ti raggiunge sempre ed in ogni caso. 
La guerra genera schiavitù e, spesso, parte da una condizione di schiavitù, (ri)elaborando e tracciando il consueto "giro di walzer", entro il quale "sei". Una guerra in corso c'è sempre, anche se non la registri attraverso i consueti canoni a cui ti sei abituato...
E... quando certe (ri)flessioni si avverano, a breve giro di Tempo, condensandosi nella "roccia" della solida realtà… si rimane sempre di stucco. Ad esempio, la prossima citazione è davvero notevole e giunge proprio a fagiolo, relativamente all’immaginato ed all’immediatamente riscontrato (domanda e risposta, feedback):
Kramer: "Noi calciatori trattati come schiavi".
Il centrocampista campione del mondo con la Germania alza la voce…

"Nel calciomercato di oggi siamo trattati come schiavi".
Lo ha detto, in un'intervista concessa a "Der Spiegel", Christoph Kramer, 23enne centrocampista tedesco della nazionale campione del mondo e del Borussia Moenchengladbach, in prestito dal Bayer Leverkusen.
Il giocatore è stato cercato da diversi club, fra i quali il Napoli di Rafa Benitez, ma il direttore sportivo del Bayer Leverkusen, Rudi Voeller, lo scorso mese ha detto:
"Non intendiamo vendere Kramer, resterà un altro anno al Borussia Moenchengladbach e poi tornerà nella nostra squadra".
"Se io non voglio giocare in un club non sarò obbligato a indossare quella maglia. Mi rivuole il Leverkusen? Sono stufo di andare avanti e indietro", ha precisato Kramer, titolare nella finale di Coppa del Mondo, contro l'Argentina.
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Sarà colpa dei “postumi del duro colpo alla testa”, accusato nei pochi minuti giocati nella finale di Coppa del Mondo in Brasile? Naa… non ridurre tutto al consueto giro di ballo mentale.
Ok, viene difficile pensare a degli schiavi tanto ricchi, eppure… esiste schiavitù e schiavitù, sotto varie forme e modalità di spinta.
Gli attuali “giocatori di calcio” sono prigionieri in/di un castello favoloso, che li mantiene a suon di denaro ma... in cambio di cosa?
Beh… è il solito e consueto minuetto: perché vivi?
  • cosa la “Vita” estrae da te?
  • cosa prevede  il “patto”?
Il dato di fatto, immediatamente (ri)levabile è quello della tua “data di scadenza per consumo”:
tu vieni letteralmente “divorato” da queste 3d, per cui “servi”.
Che cosa mantieni? Che cosa mantiene attraverso il proprio “lavoro”, un giocatore di calcio?

Che cosa si cela più oltre alla prima evidenza?

Affari. Business. Scommesse. La “bella Vita”, insomma. Cioè? Un altro aspetto che si (ri)combina al consumismo di qualcosa, perpetrato da altro, che non appare mai direttamente.

Alcool, vizio, droghe, sesso e dipendenze totali… “perdizione/divertimento”.

Il denaro, alfine, serve (ingaggio) solo per ottenere ciò?
Esiste anche la “sete di potere”, l’onnipotenza derivante dal proprio “circolo vizioso” e dalle moltitudini di genti genuflesse senza saperlo, verso la (com)presenza che riesce a regolare lo svolgere delle loro esistenze, senza “colpo ferire”.
Più a lungo Tempo vivi e tanto più riesci a (ri)fornire/(ri)pagare l’(Anti)Sistema by Nucleo Primo

In che modo?

Hemattraverso il tuo consumarti, scioglierti, diluirti, (ri)combinarti, al fine di (ri)generare continuamente (loop) le “eco/fondamenta” dell’attuale castello di carte dimensionale.

Il tuo ingranaggio, qualsiasi parte tu reciti, è ottimizzato per (ri)coprire una funzione. In pratica, tu sei come un artefatto industriale progettato ad hoc per “restare sul posto a (ri)suonare".
Come una guarnizione, una vite, un bullone, un chiodo, un oggetto plastico, un or, etc.
Lascia perdere il tuo Ego, in questo momento… e (ri)trova la memoria. Non hai nulla da proteggere. Non c’è nulla per il quale offendersi…
Tu sei uno schiavo, sottoposto ad una forma “moderna” di schiavitù. Tanto lungimirante e strategica da non essere più (ri)conosciuta. Ed, in questo, anche i giocatori di calcio lo sono in pieno. Anzi, di più… lo sono anche gli sceicchi, i miliardari di tutta la Terra 3d, lo è Obama ed il Papa, Putin e ogni altro che temi/invidi.
Analizza il Mondo del Calcio a livello frattale, ossia, (ri)dondante se (ri)portato ad ogni altro livello che ti (s)fugge...
Il presidente della Uefa non nasconde però qualche preoccupazione per quanto concerne i cartellini dei giocatori:
Ci sono molti calciatori i cui cartellini appartengono a imprese con base nei paradisi fiscali e sono controllati da qualche agente sconosciuto o fondo d’investimento. In altri termini, alcuni calciatori non controllano più le proprie carriere sportive, e cambiano squadra ogni anno per generare introiti per individui anonimi.
Sono assolutamente contro questo modello. Ritengo - continua Platini ad una intervista rilasciato al sito della Uefa - che sia una minaccia per l’integrità delle nostre competizioni.
La Fifa ha detto che sta studiando il tema, ma se non dovesse decidere, lo faremo noi. Non possiamo accettare che i cartellini dei calciatori siano posseduti da istituti finanziari. La Uefa proibirà la proprietà di terzi in piena sintonia con il Comitato Esecutivo”…
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La proprietà di terzi:
non si (ri)corre pubblicamente al termine, falsamente arcaico, di "schiavitù".
Kramer ha, dunque, ragione. Vero?
Non trovi veramente terribile questa realtà che appena affiora alla tua superficie/latitudine?
Non ci credi? Pensi che tutto sommato per "quei soldi" tu faresti veramente lo “schiavo”? Beh… è un problema tuo, anche se… sottilmente sei veramente “malato”, oppure sei molto più semplicemente il simbolo vivente di quello che sostiene/vede SPS!
L’invenzione del denaro ha comprato l’essenza delle persone. Qualcosa di virtuale ha avuto “carta bianca” e credenziali per infiltrarsi nell’intimo degli individui e “comprarli” o deviarli dal loro assetto precedente.
Sì, perché… esiste un “Tempo -1”, che precede un altro evento convenzionalmente posto al “Tempo 0” (ad esempio, il prima o dopo Cristo).
C’è sempre qualcosa che esisteva "prima", così come c’è sempre un e(s)terno... rispetto a tutto quello che ti sembra essere e costituire il “tutto”.

È il (ri)petitore della mente che permette che ciò possa accadere e che ciò possa essere mantenuto per auto alimentazione interna, attraverso di te.
La scatola mentale attira l’attenzione e mantiene costantemente distanti da quell’altro, che completamente inosservato continua ad irraggiare le 3d con il proprio segnale auto polarizzante (terra formante), che il (ri)petitore mentale si limita a ricevere e a (ri)trasmettere.

Sei uno strumento accordato molto "bene", in sintonia, in armonia con il “diapason” del Nucleo Primo.
Tu vibri alla medesima lunghezza d’onda e sei, dunque, schiavo/dipendente di qualcosa che non appare ma... che disegna un vuoto, che non esiti a riempire con figure incorporee pseudo divine e molto misteriose e, francamente, inconciliabili con quella sorta di (in)coerenza “logica” (accordata al paradigma in auge), che per il cento per cento ti anima durante lo scorrere del "tuo" Tempo.

Quel “vuoto” è lo spazio che ti separa da un’isola che non c’è ma che esiste.
  • puoi riempire con quello che vuoi, un distacco simile, ma non sarà mai sufficiente a (ri)colmare il gap, che ti (pre)vede costantemente “distaccato”
  • è la tua (ri)programmazione che mantiene questa verità in funzione
  • e gli incubi peggiori non fanno altro che avvisarti e sensibilizzarti su un simile stato di realtà
  • attraversi la strada senza mai (ri)uscire a raggiungere il marciapiede (sponda) opposto
  • alias: vivi in uno stato di impotenza
"Diciamo che il modello economico del Psg è unico e atipico - osserva Platini - Hanno un contratto innovativo con l'ufficio turistico del Qatar e questa è l'unica cosa che posso dire".
Il riferimento del numero 1 della Uefa è all'accordo che garantisce al club parigino introiti per 200 milioni di euro l'anno.
Platini si affida agli esperti in materia che dovranno stabilire se tutto è in regola e prosegue:
"Non si può dire che il Psg si muova ai limiti dei regolamenti, ho parlato con il presidente Nasser Al-Khelaifi e con Jean Claude Blanc e non è questo il loro spirito. Hanno scelto semplicemente un percorso per finanziare gli investimenti e raggiungere l'equilibrio. Se rispettano le regole del fair play finanziario? Non ne sono sicuro", dice Platini…
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Non ne sono sicuro”: 
Platini è sempre stato molto abile con i “dribbling” ed ora, che (ri)copre una carica “politica” è assolutamente centrale il rammentare di eseguire delle perfette finte e controfinte diplomatiche. Altrimenti… non sarebbe diventato quello che è diventato.
L'accordo che garantisce al club parigino introiti per 200 milioni di euro l'anno.
 
È un business
che altro? Beh… è anche un modello di schiavitù che, frattalmente, (ri)corda (in)direttamente a tutti la (com)presenza del Nucleo Primo che, di fatto, ha reso tutti suoi schiavi “risparmiando persino sulla necessità delle fruste”.
Leggi e medita…
Calcio scommesse - Coni: "Calcio ostaggio dei malfattori".
28 maggio 2012…

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Che cosa accade a quei “diversi” che osano uscire dai ranghi, ossia, dalla propria posizione pre assegnata? Semplice:
il contesto stesso li rende innocui (Agente Smith). I loro stessi “simili” evitano di "tirarsi la zappa sui piedi"...
Farina, il virtuoso del calcio, è senza squadra. Quindi?

Continua a far parlare la vicenda dell'ex giocatore del Gubbio, che aveva denunciato una combine:
ora il 30enne difensore è rimasto senza squadra, suscitando lo sdegno di molti. Ma perchè?
11 settembre 2012
È stato il simbolo del calcio pulito per aver denunciato una tentata combine eppure, nonostante abbia solo 30 anni, Simone Farina non trova squadra. Una cosa che molti pronosticavano, ma che tutti speravano non sarebbe successa.
Prandelli: "a Farina è capitato quello che temevo”
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È un segreto di Pulcinella, come al solito. Il Mondo intero che suppone di difendere se stesso, i propri “privilegi” e quanto lo lega al “patto” stretto e non (ri)cordato, eppure sempre attivo.


Da quale pulpito?
Calciomercato - Raiola si scaglia contro Fifa e Uefa...
31 ottobre 2012
Mino Raiola non è uno che le manda a dire. E in un'intervista al quotidiano svedese "Sport-Expressen" spara a zero contro Fifa e Uefa. Raiola parte dall'assegnazione del Pallone d'Oro, un premio "importante solo se lo vincesse Ibrahimovic. Avrebbe dovuto vincerlo già da diversi anni ma si tratta di un premio politico e corrotto".
E qui l'attenzione si sposta su Fifa e Uefa, "tutt'altro che trasparenti e che per certi versi potrebbero essere paragonate a organizzazioni mafiose".
E se Blatter viene definito un "dittatore demente", per Platini il giudizio non è meno tenero:
"il fair-play finanziario dimostra che è un incompetente.
Per Uefa e Fifa gli sceicchi del Qatar non possono sponsorizzare il Psg e allora come la mettiamo con gli sponsor della Champions?
Critica il Psg e gli ingaggi ma sono soldi che poi finiscono alla Uefa. Fossi io il presidente della Uefa pubblicherei il bilancio per mostrare dove vanno a finire i soldi e tutte le decisioni andrebbero prese a maggioranza ma non c'è nulla di tutto questo"...
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Rayola sputa nel piatto dove mangia? Sì, perché è a “pancia piena” e suppone di averne la forza. E, poi, lo sai molto bene che i Media devono vendere ogni giorno per auto intrattenerti.

Critica il Psg e gli ingaggi ma sono soldi che poi finiscono alla Uefa…
L'Uefa fa i conti della Champions league: la torta dei ricavi.        
03 dicembre 2013

La Uefa, lo scorso agosto,  ha presentato il sistema di redistribuzione dei ricavi per la stagione 2013/14. Le entrate commerciali lorde stimate per la Uefa Champions League e la Supercoppa Uefa saranno di 1,34 miliardi di euro…

Circa il 75% dei ricavi provenienti dalla vendita dei diritti televisivi e dai contratti commerciali stipulati dalla Uefa, fino a un massimo di 530 milioni di euro, sarà destinato ai club, mentre il restante 25% sarà messo a disposizione del calcio europeo e rimarrà in mano alla Uefa per coprire costi organizzativi ed amministrativi e garantire i pagamenti di solidarietà a federazioni, club e leghe.

Quindi, il 75% dei primi € 530 milioni relativi ai ricavi  da diritti televisivi e contratti commerciali conclusi dalla Uefa, è destinato ai club partecipanti alla fase a gironi della Uefa Champions League.
Per la parte in eccesso ai 530 milioni, l’82% va ai club e il 18% all’ Uefa.
Il meccanismo di ripartizione non è del tutto semplice e lineare, perché contempla i contributi di solidarietà a carico dei club partecipanti...
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Molti dei soldi (ri)tornano ai club. È il consueto giro forzoso e vizioso. È “logico”, visto che prospera
Ma è tutto ciò che scorre sotto la superficie che comporta le ricchezze più esagerate.
Champions League - I segreti di Fuentes: “Così preparavo le squadre di calcio”...
Il medico spagnolo, figura centrale dell’Operacion Puerto, promette di rivelare tutti i suoi segreti ai giornalisti. Basterà pagarlo...

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Basterà pagarlo. Di quale tipo di coscienza è dotato il personaggio in questione? Diciamo di quella “standard”, no?
L’Operation Puerto finisce in farsa: pene blande e nessuna nuova d’indagine.
La sentenza sulla più grande inchiesta sul doping parla chiaro:
un anno di carcere con sospensione della pena per Eufemiano Fuentes, assolto Manolo Saiz e nessuna autorizzazione per indagare sulle 200 e passa sacche di sangue sequestrate...
Liga - Il calcioscommesse fa tremare tutta la Spagna.
Il quotidiano iberico “Marca” scoperchia il vaso di Pandora rivelando uno scandalo che potrebbe travolgere tutto il calcio spagnolo…
29 maggio 2013...

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Potrebbe… infatti è stato tutto "dimenticato", come del resto è già accaduto nella gran parte dei campionati di “mezzo Mondo”.
Champions League - Corruzione dilagante, falsate 380 partite.
L'Europol ha smantellato una rete criminale capace di coinvolgere ben 425 persone tra calciatori, dirigenti e arbitri. "Abbiamo scoperto un'attività di combine mai vista prima", ha ammesso Rob Wainwright. Falsata anche una gara di Champions League giocata in Inghilterra…

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Questo è solo lo strato di “ruggine” che aveva intaccato l’infrastruttura 3d. qualcosa che doveva essere “grattato via” per, poi, poter tornare a (ri)tinteggiare di nuovo la facciata del meccanismo.
Champions League - Ex arbitro accusa: “Sorteggio quarti truccato”.
Dalla Turchia arriva una clamorosa voce: il recente sorteggio dei quarti di finale di Champions League sarebbe stato truccato.
21 marzo 2013…
Cakar, per dar forza alla sua tesi, si è anche esibito in una dimostrazione, ottenendo lo stesso esito di venerdì senza apparenti inganni...

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Nulla di fatto. Tutto tace… Silenzio.

Intanto “lo spettacolo deve andare avanti”.

Da un'altra "dimensione"...
Calcio - Mondiali 2014: staccati più di 2 milioni e mezzo di biglietti.
La Fifa ha reso noto che finora sono stati staccati, tra vendita e altro, 2.577.662 tagliandi per i Mondiali del Brasile...

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Quanto fa, solo in questo contesto, 2.577.662 x il prezzo medio di un biglietto? Fa, esattamente, una... esagerazione!

Perchè i giocatori hanno iniziato a costare sempre di più? Non è certo un fenomeno casuale... (Ri)porto integralmente i prossimi due articoli, in maniera tale che le informazioni siano tutte integralmente disponibili e che non (ri)sentano dell'Oblio Temporale da Internet...

Il fondo che sta cambiando il calcio in Europa.
Cos’hanno in comune miniere e palloni? Nulla, all’apparenza.
Eppure il mercato odierno del calcio globale insegna che tra il calcio e attività che con esso non c’entrano nulla, i legami ci sono eccome. Come quello con il gas della Gazprom, ad esempio, main sponsor della Champions League e di alcuni top club europei. Tutto questo per dire che anche le miniere c’entrano, a loro modo, con lo sport più seguito al mondo.
C’entrano grazie alla Doyen, società brasiliana ma con sedi anche a Londra, Istanbul e Malta. Occhio, perché questa connessione potrebbe ingrassare il calcio europeo. Compreso quello boccheggiante (di soldi e di tecnica) della nostra Serie A.
In Europa, il Doyen Group ha la sede centrale sulle rive del Bosforo e la finanziaria su quelle del Tamigi. Metalli, minerali, gas, carburanti
grazie alla joint venture con la NuCap ltd, la Doyen è attivissima nel settore energia, compresi fertilizzanti e uranio.
Gas e fertilizzanti:
gli stessi business nei quali sono rispettivamente impegnati i grandi magnati russi che negli ultimi anni hanno investito soldi del calcio europeo, da Roman Abramovich nel Chelsea a Suleiman Kerimov nell’Anzhi.
Per far fruttare ancora di più i ricavi dal settore energetico, la Doyen da tempo si è buttata nel calcio, diventando in poco tempo il punto di riferimento per quanto riguarda i fondi d’investimento sportivi.
La “miniera” brasiliana.
Essendo nata in Brasile, la Doyen ha posto le basi del proprio business pallonaro della terra del fùtbol. Tramite un metodo molto semplice ma redditizio:
l’acquisto dei cartellini di giovani (e promettenti) calciatori brasiliani.
Il modello è molto lineare: 
investono in un calciatore comprandone i diritti sportivi a poco prezzo e lo parcheggiano in una squadra sudamericana. Se il giocatore si mette in mostra, entro un paio di stagioni viene conteso da alcuni club europei, che ne acquistano il cartellino direttamente dal fondo, che a sua volta lascia una parte della cifra ricevuta alla squadra che se ne vede privato.
Il business funziona, tanto un grande calciatore brasiliano è prima o poi destinato a venire a giocare in Europa:
basti vedere Neymar, ceduto al Barcellona nonostante i proclami del giocatore, che diceva di voler restare in patria fino al Mondiale.
In Brasile, nel tempo, molte società si sono dedicate agli investimenti player trading
ancora oggi, i cartellini di alcuni giocatori brasiliani in Europa appartengono a catene di supermercati carioca, piuttosto che a bracci sportivi di gruppi petroliferi:
celebre in questo senso fu il caso di Carlos Tevez, che al Cortinhians fu potato dal fondo Media Sport Investment dell’affarista iraniano Kia Joorabchian.
Lo sbarco in Europa.
Un business talmente redditizio che il Doyen decide di fare il grande salto e di sbarcare in Europa
Aprendo un braccio sportivo di rappresentanza e chiamandolo Doyen Sport Investment. Del fondo si comincia a parlare nel calcio europeo nel 2011, quando in Liga Spagnola alcuni club come Atletico Madrid e Sporting Gijon esibiscono su maglia o pantaloncini il suo logo. Ma non si tratta solo di una sponsorizzazione. La Doyen comincia a elargire presiti ad alcuni club, aiutandoli a comprare certi giocatori che altrimenti non si potrebbero permettere

Una sorta di equo scambio:
tu compri un buon giocatore, migliori la tua posizione in Spagna (e in Europa) e ci guadagni da premi classifica e diritti tv; io ti pago quel giocatore e dai tuoi risultati ci guadagno sulla rivalutazione (in rialzo) del cartellino del calciatore stesso, nel momento in cui lo rivendi, intascandomi la maggior parte dei soldi.
Complicato? No, visto che all’Atletico Madrid la tecnica l’hanno imparata bene

Su Linkiesta ve l’abbiamo raccontato tempo fa. Piccolo riassunto. 

Nel 2011, l’Atletico Madrid è reduce da un’annata deludente:
settimo posto in campionato e fuori dall’Europa League (da campione uscente) ai quarti. La conseguenza è che il club ottiene pochi introiti legati ai risultati, a fronte di un pesante debito nei confronti della Fiscalidad spagnola (215 milioni di euro) e del personale (51,6 milioni). Per fare fronte ai debiti, raggranella 91 milioni dalla vendita di alcuni importanti giocatori. Il club però torna a sorpresa sul mercato, facendo grandi acquisti. Dal Porto arriva l’attaccante colombiano Radamel Falcao, per 40 milioni. Il 55% dell’operazione viene finanziato dal fondo Doyen. Che nel 2013 guida la cessione del giocatore al Monaco per 60 milioni di euro, di cui solo 15 vanno nelle casse dei Colchoneros.
Lo stesso Monaco che ritroviamo coinvolto in affari con il Portogallo, altro terreno fertile per gli affari della Doyen. Tra Lisbona e Oporto, il ricorso ai fondi d’investimento è un escamotage che, ad esempio, sta gonfiando di soldi le casse del Porto.

Il bilancio 2012/13 evidenza notevoli plusvalenze legate alle cosiddette Tpo (Third party ownership, ovvero i fondi che fanno da intermediari) e derivanti dalle cessioni al Monaco di Moutinho e James Rodriguez. Due calciatori assistiti, per dire le coincidenze, dalla Gestifute di Jorge Mendes, potente procuratore lusitano di big come Cristiano Ronaldo e Josè Mourinho
Negli ultimi 5 anni fiscali, il Porto ha nel frattempo realizzato grazie a vari fondi d’investimento plusvalenze per oltre 200 milioni di euro.
Se la Doyen ha fatto un affarone a Oporto grazie a Falcao, a Lisbona l’elenco dei calciatori del fondo si è arricchito del nome del giovane talento olandese Ola John, il cui cartellino è di sua proprietà per l’80%.

Tra Spagna e Portogallo, l’elenco dei giocatori del fondo Doyen è nutrito:
Negredo, Reyes, Botía, Kondogbia, Baba Diawara, Manu Del Moral, Barrada, Pedro León, Rubén Perez, Labyad e Rojo sono solo alcuni nomi di una lista che ingrossano il business che da una parte arricchisce il fondo stesso e dall’altra permette alle squadre di iscrivere a bilancio valori gonfiati dei cartellini.
Destinazione Italia.
"Come testimoniato dalla realtà spagnola e portoghese, fondi e società di investimento rendono le società sportive maggiormente competitive, facilitando la raccolta di risorse finanziarie e migliorando le condizioni contrattuali relative ai contratti di acquisto e cessione dei giocatori", spiegò lo scorso maggio al Sole 24 Ore Nelio Lucas, Ceo di Doyen.

Che confermò l’interesse del gruppo a sbarcare in Italia, con la promessa di investire 200 milioni di euro a margine delle operazioni di calciomercato dei club di Serie A. Un campionato, il nostro, che sta cercando di rimettersi in sesto dal punto di vista finanziario
cambi di governance e nuove strategie di marketing (Thohir e Pallotta), stadi di proprietà (Juve, Udinese e Roma) sono le vie battute. Ma servono soldi freschi per il mercato. E chi meglio del fondo Doyen, disposto a mettere subito il 50% del piatto a disposizione delle nostre squadre.
Sottoforma di prestiti, come fatto già con l’affare Porto-Atletico.
Non solo. Un altro 20% verrà girato ad alcune squadre, con l’intento di dare loro un aiutino nella ristrutturazione di quei bilanci che dipendono ancora così tanto (il 60% del totale) dai diritti tv.
La stessa formula che Doyen vorrebbe perseguire in Inghilterra

Anche per la Premier League, il fondo avrebbe pronto un piani di investimento da 200 milioni di euro, anche se la stessa lega calcistica ha preso le distanze dalla possibile operazione:
"Crediamo che questa pratica minacci l’integrità delle competizioni, riduca il flusso dei ricavi provenienti dai trasferimenti e abbia il potenziale per esercitare un’influenza esterna sulle decisioni dei giocatori". 
Ma questo non sta impedendo comunque alla Doyen di fare affari con il mercato inglese. Prendete il caso del trasferimento del difensore francese Mangala dal Porto al Manchester City
dei 40 milioni pagati dai Citizens ai Dragoes, 18 se li intasca Doyen. Alla faccia del Fair Play Finanziario e delle squadre coinvolte.
Link 
 
Calciomercato - Affari sporchi, ecco il perché dei prezzi folli del mercato.
L'indagine di un Gruppo antiriciclaggio e la confessione di un procuratore pentito portano alla luce un sistema di criminalità organizzata, un congegno in grado di fruttare oltre 5 miliardi e mezzo di dollari grazie allo sviluppo di società che, sfruttando i paradisi fiscali, siano in grado di incrementare il valore dei calciatori. (L'indagine è a cura de L'Espresso)...
Agli occhi più attenti appassionati di calcio non può essere sfuggito il vertiginoso aumento di trasferimenti a cifre folli o comunque ritenute inadeguate di giocatori, specialmente in Europa ma anche nel resto del mondo

Naturale:
i procuratori traggono vantaggio dal trasferimento dei propri assistiti e si appropriano di percentuali sempre più cospicue dell’investimento. In realtà quello a cui ci troviamo di fronte sarebbe un vero e proprio sistema di reciclaggio dei soldi della criminalità organizzata, una macchina in grado di formare un sempre più incontenibile bottino di denaro “sporco”.
È ciò che emerge dallo studio di alcuni documenti accuratamente collezionati dal Gaft, intento a mettere in guardia le alte cariche ai vertici di uno degli sport più popolari al mondo, minacciato da traffici illegali
Il Gruppo anti riciclaggio del G7 ha infatti portato alla luce un vero e proprio congegno in grado di fruttare oltre 5 miliardi e mezzo di dollari grazie allo sviluppo di società che, sfruttando i paradisi fiscali, siano in grado di incrementare il valore dei calciatori e avere effetti sugli organi internazionali, sulle loro decisioni e in generale nell’ambito politico.
La conferma dell’esistenza di una sempre più consolidata strategia per indirizzare ingenti somme di denaro dove e come non previsto dalle leggi vigenti arriva dalla testimonianza di un “procuratore pentito”, i cui fondi risultano oggi bloccati in seguito a un errore nel bel mezzo delle operazioni che stavano portando un calciatore sudamericano in una squadra europea.
 “Oramai tutti si appoggiano a società estere, – spiega – la pressione fiscale italiana è insostenibile per il calciomercato. Esiste un pool di avvocati che, anche legati al mondo politico, è in grado di costruire un reticolo di società offshore, dietro a cui gestire il giro di denaro derivante dai trasferimenti”.
Il meccanismo attuato da società e procuratori è molto intuitivo:
La società che detiene il cartellino del giocatore, estera o italiana, riceve dal club che acquista il giocatore i fondi per il trasferimento e ne trattiene una quota. Il giocatore, in realtà, vale meno di quanto riportato dai giornali, una parte della torta va ai procuratori e ai direttori sportivi che acquistano e vendono. Come per magia, quel giro di denaro non può essere sottoposto al fisco”.
La Federcalcio non ha i mezzi per infliggere le sanzioni necessarie, il sistema è troppo collaudato. “Una delle nuove frontiere per produrre denaro è acquistare società calcistiche all’estero, in modo da creare un portafoglio buono a riciclare i fondi spochi. Non è conveniente investire in Italia, gli asset si spostano via via all’estero”.
Lo zampino del crimine organizzato, del narcotraffico e di procedure che portano all’inquinamento criminale del calciomercato e alla fuga di capitali è stato ripetutamente messo sotto la lente d’ingrandimento dalla Fifa e dal gruppo antiriciclaggio.
L’Italia è compresa nel novero dei paesi, principalmente europei, in cui tutto questo è oramai normalità, una consuetudine criminale che permette da un lato ai procuratori e agli agenti di godersi grossi guadagni generati dallo “spostamento di pedine” di loro proprietà e dall’altro spinge il crimine organizzato a servirsi di uno sport come il calcio (dalle strutture più che vulnerabili) per nascondere entità e reale destinazione finale di immensi patrimoni.
La libertà dei “rappresentanti dei calciatori” nel sopravvalutare il valore del cartellino dei propri assistiti sta alla base di una delle più diffuse tecniche di lavaggio di denaro sporco, analogo al sovrapprezzo di beni e servizi.
Parallelamente alla creazione di fondi pare che, mascherata come trasferimento di giovani e promettenti calciatori dall’Asia e dall’Africa, stia prendendo piede il traffico di essere umani, un fenomeno che, oltre a generare sconforto, si sta espandendo a macchia d’olio con particolare interesse nell’area dell’Europa dell’Est.
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Kramer ha sempre più ragione

Servono altre parole? È ancora il "Modello Far West". Potrai dire anche che non c’è nulla di strano. Perché no? Così come è normale che tu ti possa essere fumato qualsiasi cosa… è la stessa (il)logica. Che vuoi?

Il Caso - Il calcio si apre al tetto salariale.
11 febbraio 2012.
Per combattere la crisi economica, il Levante ha deciso di auto-imporsi un tetto salariale sugli ingaggi, con valore massimo fissato a 500.000 euro:
non saranno più tollerate "escursioni" al di sopra di questa cifra. Il club… è il primo a fissare una soglia ben definita: svolta nel calcio?
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C’è stata la “svolta”? Sì. Dal 2012 il Mondo del Calcio ha svoltato definitivamente verso l’ingresso della “fanta finanza”; la stessa che quando entra... distrugge poi tutto, consumando persino le “ceneri”.

E del Levante che ne è stato? Bah. Tu che dici?
Uefa: che guadagni per Real, Atletico e Barcellona.
Il sito ufficiale della Uefa ha pubblicato i premi in denaro che hanno conquistato le squadre che hanno partecipato alle competizioni europee la scorsa stagione.
Il Real Madrid, vincitore della Champions League, ha guadagnato ben 57,4 milioni di euro, mentre l'altra finalista, l'Atletico Madrid ha incassato circa 50 milioni di euro. Il Psg grazie ad un contratto con la televisione francese ha guadagnato 54.7 milioni, mentre il Barcellona 41.795 milioni…
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Dove si trova il “tetto”? Probabilmente l’architettura sportiva moderna è (ri)corsa all’utilizzo di “silicone”, per alzare e gonfiare sempre di più la propria "estensione"...
Ed ora, attenzione a come i bilanci – alla fine – siano sistemati ad hoc per confondere la gente e sembrare quello che non sono.
9 persone su 10 non sono in grado di capire se il bilancio ha generato utili, oppure no.
Ci vuoi provare anche tu?
La Champions spinge il bilancio dell’Uefa. Nel 2012/13 i ricavi salgono a 1,7 mld.
La Champions League si conferma una vera e propria macchina da soldi, non solo per i club europei che prendono parte alla competizione, ma anche per la stessa Uefa. 
L’organizzazione presieduta da Michel Platini, grazie agli introiti legati alla commercializzazione centralizzata dei diritti tv delle principali competizioni calcistiche europee (Champions ed Europa League) ha infatti chiuso l’esercizio 2012/2013 con ricavi pari a 1,69 miliardi, in forte crescita rispetto agli 1,4 miliardi del 2011/2012 (il dato, per omogeneità di analisi, non tiene conto dei ricavi relativi ai campionati europei di Euro 2012).
Questo aumento dei ricavi, si legge nel bilancio dell’Uefa, approvato nel corso del congresso generale tenutosi nelle settimane scorse ad Astana, è legato prevalentemente ai maggiori proventi ottenuti grazie ai contratti sottoscritti con i principale broadcaster mondiali per la trasmissione delle partite della Champions e dell’Europa League per il triennio 2012/2015 e per i contratti di sponsorizzazione delle due manifestazioni.
Nel dettaglio i ricavi complessivi della Champions League per la stagione 2012/2013 sono stati pari a 1,42 miliardi a fronte degli 1,16 miliardi dell’edizione 2011/2012. Dall’Europa League, invece, l’Uefa ha incassato complessivamente 242 milioni, in crescita rispetto ai 219,6 milioni della stagione precedente.


Questo maggiore volume di ricavi ha avuto riflessi positivi anche per i club partecipanti alle due competizioni e per le federazioni associate all’Uefa. Circa il 71% di quanto incassato dall’organizzazione europea del calcio nel corso del 2012/2013 è infatti stato girato alle società che hanno preso parte alle competizioni. Se in percentuale l’incidenza è analoga a quella dell’esercizio 2011/2012, in valore assoluto di tratta di circa 200 milioni in più. La quota distribuita alla federazioni nazionali è passata invece da 20,9 a 32,6 milioni.

Complessivamente le uscite dell’esercizio 2012/2013 sono state pari a 1,57 miliardi, in crescita rispetto agli 1,33 miliardi dell’anno precedente. Il risultato operativo (considerato sempre al netto di Euro 2012) ha mostrato così una crescita importante passando da 66,9 milioni a 123,2 milioni.

Il risultato netto è negativo per 21,4 milioni, ma non rappresenta un segnale particolarmente negativo. Non tanto perché l’Uefa è un’organizzazione non governativa e che pertanto non ha finalità di lucro (questo non significa che non debba chiudere i bilanci in utile), quanto perché il rosso è inferiore a quanto stimato nel budget dell’Uefa stessa e che potrà essere agevolmente coperto con gli utili che saranno generati nel 2016 grazie ai campionati europei in Francia.
Basti considerare che nell’esercizio 2011/2012, considerando in questo caso anche l’impatto di Euro 2012, il risultato netto dell’Uefa è stato positivo per 128,8 milioni.
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Il risultato netto è negativo per 21,4 milioni, ma non rappresenta un segnale particolarmente negativo.
Non tanto perché l’Uefa è un’organizzazione non governativa e che pertanto non ha finalità di lucro (questo non significa che non debba chiudere i bilanci in utile), quanto perché il rosso è inferiore a quanto stimato nel budget dell’Uefa stessa e che potrà essere agevolmente coperto con gli utili che saranno generati nel 2016 grazie ai campionati europei in Francia…
Un altro bel loop, non c’è che dire! Ma... la Uefa è ricca o è povera? He. He. He...

A cosa ti sei abituato? Al (non)capire e al lasciar perdere, tanto…
La tua rassegnazione si (ri)solve in tacito assenso nonché in (com)partecipazione, però, nel ruolo di… agnello sacrificale. Perché il denaro e l’auto intrattenimento sono meno reali rispetto alla tua condizione di schiavitù tra le righe.
Il volo MH370 abbattuto da un missile e poi l’MH17 sparito dai media
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Sparito dai Media:
è una sinfonia. La senti?


Ti stanno “suonando” e tu… (ri)suoni.

E... in effetti, un po' "suonato" lo sei.
 
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com 

2 commenti:

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