“Non fecero la storia, la rubarono...”.
I banditi del tempo
È assodato. Chiedilo anche ad un sasso, qualsiasi. Se gli alberi e le pareti di casa potessero parlare, bè… ma non sei a Narnia. Nei “film” ti viene detto se non tutto, molto, nell’antica lingua sperduta del mondo: la Verità (sostanza).
Un “idioma” che si codifica, come la polvere:
qualcosa che ogni giorno devi “spazzare via”, ritenendola una compresenza sgradevole, portatrice, fra l’altro, di… “allergie”.
Polvere che si forma dal “nulla”. Che è ovunque, nella realtà. Cosa che vedi molto bene quando la luce solare entra da una apertura, in casa, filtrando attraverso i raggi che mettono in evidenza l’aere ricolmo di granuli di cosiddetta polvere.
Cenere sei e… No? Cenere. Uhm.
L’ultimo Avatar parla di ciò, perlomeno nel titolo. La radice di qualcosa che ha attecchito (qua, così) molto, molto, “bene” = è ovunque ma non desta alcuna attenzione. Perché?
Perché è qualcosa a/in cui ti sei abituato.
Perché lo “fan tutti”. Perché va da “sé”. E, di conseguenza, ne sei immerso: ci vai a fondo, ci sei dentro.
SPS parla del “nulla”. Al solito.
SPS si espande ma senza risultato fisico. Ighina lavorava ai suoi “centri magnetici” sparsi in tutto il mondo, ma a livello “astrale”. Uhm. SPS, allora, è ovunque in tal senso, avendo approfondito ogni e qualsiasi “non solo direzione”. Ovunque è sempre (qua, così), nell’AntiSistema. Andarci Oltre è arduo. Lo vedi nei “Pirati dei Caraibi”, ad esempio, in alcuni frangenti, tra gli ordini apparentemente storditi di Sparrow e Barbossa.
L’isola che non c’è. No?
L’isola che c’è, non esiste x “te” (qua, così).
Ciò che “serve”, deve sempre servire. Se non muta la destinazione d’uso della Terra in tale versione rivelata da ben altro:
dall’opposto sostanziale e non solo.
Del resto, l’apparenza inganna. E l’abito non fa il monaco. Però, se ci credi, questo fa tutta la differenza del mondo, continuando a succede-Re. Continuando ad ignorare. Continuando… a far finta di nulla. Continuando… a pedalare, avendo voluto la bicicletta. Bah.
Diciamo che la “bicicletta” te la sei ritrovata sotto al sedere, come per incanto. Ergo, hai dovuto imparare a pedalare al fine di non continuare ad auto de-cadere. Scambiando lucciole per lanterne. Motivando tutto quanto attraverso una lente piuttosto imbarazzante: tutto casa, lavoro, denaro e inflazione o marea.
Con la Chiesa che nel durante c’è sempre, seppure i “lavori in corso” ora te la facciano vedere come tutta puntellata, motivo per cui ne puoi anche fare a meno, ad eccezione di ogni paura che s’emana dalla coltre di secoli che si porta dietro e tutto attorno. La paura è anche speranza di non “finire in Paradiso”. Sì.
Speranza talmente distante che si trasforma dunque in paura, perché più ti sembra di “avvicinarti” e più si rivela costantemente lontana la meta agognata.
Perché, poi, punti al Paradiso?
Perché non ti ci reputi già? Eh! Alquanto “parlante” la questione, che si auto esplica nella sostanza = la storia in-definita. La solita. Al solito (qua, così). Qualcosa che si fissa ancora una volta, ovunque: anche se sempre nell’AntiSistema. Qualcosa che lo mette in evidenza, allora. Che ne ricopre ogni “copertura”, ogni rivelazione. Quando qualcosa di nascosto, di “invisibile”, viene coperto da una sostanza manifesta, cosa succede? Cosa succede all’uomo invisibile, nel “film”, quando il pavimento ove cammina viene cosparso da qualcosa che se calpestato lascia tracce? Bè, vedi i suoi passi manifestarsi come dal nulla. Cioè, qualcuno non esiste (alla vista) anche se c’è (nella sostanza).
Il materiale sul pavimento, che lo ricopre, funge da svelatore della rivelazione. Allo stesso modo, attraverso la frattalità espansa (l’auto caratteristica I-Ambientale), mediante la “lente” dell’analogia frattale espansa (che necessita del relativo tipo di “atteggiamento” post esserti accorto sostanzialmente), la rivelazione viene meno, perfettamente s-piegata essenzialmente: in un’altra “lingua”, perciò, rispetto a “tutto” quello a/in cui sei esposto usualmente.
Tale “codice” è lampante, seppure a sua volta rivelato se (se) non te ne accorgi. È come dare attenzione a qualcosa, omettendo regolarmente tutto il resto. Non a caso l’occhio vede solo una piccola parte dello spettro della luce o sente relativamente poco rispetto all’intero arco del suono. Quando “fai una metafora”, stai già applicando l’analogia frattale, ma se non la espandi, “niente”: rimane tutto inalterato. Sempre nella sostanza, ch’è quello che conta, poiché è a tale livello che le “cose” succedono o no. La quantistica ha messo in luce quel “delta” che, a sua volta, svela o rivela l’ambito del potenziale. Se il “gatto è vivo e morto” lo è contemporaneamente = ecco il “Pozzo di San Patrizio” del potenziale. Solo quando ti esponi al contenuto della “visione”, bè… uno dei due stati prevale sull’altro, perché a livello di manifestazione fisica (binaria) è sempre richiesta l’unilateralità proveniente dal potenziale che, come una miniera senza fondo, non può manifestarsi in toto. Ok?
Portare ad “ebollizione” il potenziale, comporta la manifestazione dell’uno o dell’altro “stato”: caldo o freddo. Ed il tiepido, allora? Il tiepido non è una zona di mezzo fra caldo e freddo. Il tiepido è, a sua volta, l’esito di una decisione. Quindi, anche il tiepido fa parte di una coppia di valori da dividere e servire in parte a tavola, manifestandone una sola facciata (perlomeno, alla volta).
Tiepido Vs “freddino”. Ok? Divide et impera. Ovvio.
È ovvio, anche, quindi, che il potenziale non si può esprimere a pieno. Dove? In quale “stato”? Nell’AntiSistema = in tale particolare versione del SO Terra, by qualcuno che ne ha il totale controllo (“Dio”). Il potenziale, nel senso di “caldo-freddo” non può essere ubiquamente manifesto, perlomeno per quanto concerne l’attuale abitudine “terrestre”. Tuttavia, ci sono versioni del potenziale che possono essere “spalmate” sulla società, in toto: ad esempio, il concetto di “pace e benessere per tutti”. Ci sei?
Conta l'affermazione!
Proprio quello che ti viene promesso da mo’, ma (ma) non è vero (nonostante il raffronto con l’ipotetico segnale proveniente dal “passato”). Certo; dalle “caverne” a casa “tua” non c’è proprio partita. Un comodo paravento fa sempre il relativo s-porco mestiere, in leva. Se poi ci aggiungi che laggente è sempre predisposta a bersi di tutto e soprattutto di più, bè… il “Paradiso” lo hanno trovato proprio loro y l’oro: altro che America, dal momento in cui gli “Usa” sono il braccio operativo del sionismo mondiale, che ti fa c®edere di essere “piccolo, piccolo (Israele)”.
Il Paradiso può attendere.
Non a caso, per comandare un mezzo, anche il più grande sulla Terra, l’abitacolo del pilota è “piccolo”, progettato per uno o pochi. Se ci aggiungi il discorso relativo al wireless, poi: chiuditi o cielo!
Dove si trova il pilota-Re da cui il “Verbo”? Boh. No? Lo sai “te”? No. Cvd.
Tutto questo de-scrivere a che serve?
A “niente”. Nel piano cosiddetto “astrale”, c’è un gran fiorire anche di SPS. Quando potrà essere traghettato nella versione in auge (quella fisica o già digitale) della Terra? Bè: dipende da quanta decisione c’è. In questo, è SPS il diretto responsabile che non riesce ancora a… Ok?
Mentre, per quanto concerne la “seconda via”, quella dell’unione che fa la forza, è meglio soprassedere proprio. Ciaone proprio. Va da sé che è bastevole, allora, esercitare la massima presa su chi cova ancora in Sé un “sogno” altro, rispetto a quello usuale (qua, così) ed il giogo può proseguire in-definitivamente, sempre (qua, così).
Ad uno ad uno, staccati in tal modo da Sé, gli uni cascano tutti come frutti ancora acerbi dall’unico albero della “vita (potenziale)”.
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4110
prospettivavita@gmail.com
























_in_Chichen_Itza_(_-_(MeisterDrucke-996330).jpg)







