lunedì 16 aprile 2012

Dito medio alzato e scelta.





Entra nel futuro

Leggendo questa porzione di frase, in una pubblicità giuntami via e-mail, la mente ha ‘tradotto’, interpretando i ‘segni grafici’, col nome dell’azienda elettrica ‘Enel’:

En(tra) (n)el (futuro).

La cosa curiosa è che anche la simbologia presente nella pubblicità sembrava sincronicamente idonea alla rappresentazione della Natura del business di questa azienda. L’algoritmo presente nella mente, uno dei tanti, ha decodificato quella ‘simbologia’ in una maniera, per qualche verso, ‘conosciuta’.

Ciò significa che una certa ‘pubblicità’ ha la capacità di entrare nella mente e di radicarsi in maniera oltremodo pervicace.  

Io e la mia famiglia non abbiamo la televisione, ormai da circa due anni, e, comunque, è da molto più tempo che abbiamo tagliato la linea di continuità con quella 'scatola magica' e con tutto quello che ‘ne esce’…

Eppure, la ‘pubblicità ha svariati modi per ‘farsi largo’ nell’inconscio; infatti anche tramite Internet, la radio, le affissioni sui muri ed i giornali siamo assolutamente bombardati da slogan ed abitudini:

è sulla solidità che ruota il futuro (slogan Enel).

Futuro. Questa azienda si lega spesso al concetto di ‘futuro’; essa traccia la propria via nel futuro, ossia contempla un futuro, tra i tanti, nei quali essa ha ancora e sempre un ‘ruolo centrale’. In questa maniera essa profetizza il proprio avvenire, evidenzia una direzione vettoriale in cui essa è ancora ‘viva’c'è.

Perché essa è entrata nella ‘scatola magica’ dell’inconscio da cui si co crea la realtà 3d.

Benvenuti nel futuro.
Il futuro è trasformazione. Il futuro è ciò che Enel costruisce da sempre, con le proprie persone e le proprie tecnologie, rispondendo alle esigenze di oggi e anticipando quelle di domani.
 
Siamo partiti da questo assunto per sviluppare il nuovo calendario Enel.
 
Le centrali sono i luoghi in cui il futuro prende vita trasformando in energia elementi diversi:

l’acqua, il vento, il sole, la terra, le biomasse e l’atomo.
 
Scegliere di rappresentare questi luoghi significa dare visibilità al lavoro necessario per raggiungere il futuro che Enel stessa si impegna a costruire per le generazioni che verranno: 
 
un futuro sostenibile, pulito, vivibile, solidale.
 
E perché questo avvenga, c’è bisogno di tutta la nostra energia.
Link 
 
Perché questo avvenga, c’è bisogno di tutta la nostra energia – dove per ‘nostra energia’ si deve intendere proprio l’energia delle persone

Per sostenere un Mondo come questo e la sua proiezione futura, un Mondo anche ‘Made in Enel’ occorre che la Massa conferisca una buona dose di energia all’azienda Enel, in cambio di altra energia trasformata in un surrogato capace di riscaldare le case, illuminarle, permettere le comunicazioni, etc.

Da ciò si evince molto chiaramente che i veri generatori di ‘energia’ siamo noi e non le risorse naturali che vengono sacrificate come unica alternativa, che semmai frattalmente ci riflettono.

La volontà delle persone è nulla, in assenza di chiarezza e pura intenzione, per cui anche il management Enel rientra in questa verità e, dunque, anche i migliori propositi umani lasciano il tempo che trovano e vengono anch’essi sacrificati insieme alle materie prime terrestri.

Quello che ‘conta’ è la 'forma d’onda' che si è impadronita degli uomini e delle donne che lavorano in Enel, una direzione vettoriale sottile impressa da una presenza non manifesta ma molto efficace in termini di risultanti tridimensionali.

Questo articolo non dirà nulla a tutti coloro che leggono per la prima volta SPS… come è giusto che sia.

Leggiamo questa parola - 'lived' (tradotto letteralmente come 'vissuto') - al contrario:

devil (tradotto letteralmente come 'Demone').

Ciò dimostra la Natura ribaltata di questo piano 3d e il connubio indissolubile tra le polarità dell'Essenza. Noi 'siamo qua'. Non è accaduto nulla di 'sbagliato':

semplicemente siamo qua...

Adesso dove stiamo andando? E, soprattutto, dove intendiamo andare? Il 'vissuto' è come un limone spremuto per estrarne il succo, per qualche motivo specifico. Qualsiasi sua Natura fa adesso parte del 'sapore' di quel gusto corrispondente al cammino tracciato e riassunto nell'adesso:

un 'sapore' che cambia nel Tempo secondo leggi diverse.

Ciò che rimane del limone lo riportiamo alla 'terra' ma il suo valore aggiunto rimane in noi.

Il Mondo descritto dall'attuale paradigma è un limone destinato ad essere ridato alla 'terra'; ciò che rimarrà sarà il valore aggiunto, il succo di quello che 'è stato' e costituirà la base per quello 'che verrà'...

Si genererà un 'bivio' in cui ognuno di noi, il 'raccolto', verrà attratto secondo il proprio 'sunto magnetico', o completezza, verso una delle due 'direzioni':
  1. Rientro nel reset delle 3d
  2. Ascensione verso 'altro'.
Dipende da noi 'scegliere' in 'quale futuro entrare'...

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com

 

venerdì 13 aprile 2012

La mia prima volta.




Si dice che la ‘prima volta non si scorda mai’ o che ‘la prima volta è la più bella’: 

staremo a vedere

Domenica 15 aprile sono stato invitato dall’Amico Carlo Dorofatti, nella gradevole location di Palazzo Chintamani, luogo nel quale si concentrano le attività dell'Accademia Acos, ad esprimere il mio punto prospettico sul meraviglioso ‘senso’ dell’esistenza... (un secondo me). Wow… Che bella occasione per ‘emergere’ nelle 3d con altro impatto energetico, rispetto al consueto ‘vivere nelle caverne al silicio'.

I tempi sono talmente 'maturi' da avermi permesso di trovare la 'Forza e l'Insolenza' di accettare l’invito, by passando tutta una serie di ‘resistenze e interferenze’ che mi hanno sempre tenuto lontano dagli ‘altri’ e, in definitiva, da me stesso.

Parlare, di fatto di me, di fronte ad un pubblico è 'roba da fantascienza'. Lontano da ogni canone di 'professionalità e di competenza accademica', sarà interessante auto osservarmi mentre tento di comunicare un 'pezzo di profondità' che si è scrostato dal fondo arrugginito...

Ciò che è successo e che ho respirato, perlomeno negli ultimi 7 anni, ha provocato una vera e propria ‘rivoluzione’ attorno ad un nuovo Sole o, meglio, attorno ad un Sole che si è rinnovato grazie alla sua Luna

Questa ‘Luna’ ha iniziato a brillare di luce propria, in qualche modo sincronico, trasmutando anche i veli che coprivano il suo ‘Sole’. Le ragnatele sono state improvvisamente spazzate via dalla Luce di un Vento nuovo e una rinnovata ‘Fiamma’ ha iniziato a bruciare più intensamente nel ‘braciere’, come per Principio di auto mantenimento, frattale dell'abbondanza Celeste.

Per tutta una serie di motivazioni interiori, ora molto più radicate, cercherò di rimanere me stesso anche in questa nuova situazione, sintonizzandomi sulle frequenze di SPS, al fine di manifestare verbalmente ciò che sento.

La sensazione è di ‘totalità del potenziale’ e di mettersi comunque alla prova…

Ruoterò attorno ai tre assi della tematica emersa in questi due anni e mezzo di SPS:
  1. livello tridimensionale
  2. livello sovradimensionale
  3. livello ‘Divino’.
E, allo stesso modo, mi sento di dividere in tre ‘sezioni’ l’intervento:
  1. SacroProfanoSacro – visione globale spirituale
  2. Prospettiva Vita – visione Ascensionale della possibilità
  3. Emersione nelle 3d – visione ‘fisica’ dell’esistenza
Sarà per me un ‘buon giorno per… Essere’ e una probabile occasione per riflettere ed essere riflesso con ‘buona Luce’. Sul cammino del ‘Conosci Te Stesso’ e nell’insieme del ‘Tutto’, ri abbracciando ogni Principio separativo…

Illumina l’oscurità…
Bob Marley



Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com


giovedì 12 aprile 2012

Dal punto di vista dell'Entità Parassita.




Chi 'siete' usualmente, rispetto alla dualità espressa dalla luce?

il corpo o l'ombra?

Una domanda: 

perchè occorre per forza scegliere?

SPS è abituato a vedere il Mondo nella sua esatta ‘connotazione’ dipinta dall’attuale paradigma; quale?
 
Quella esattamente ribaltata a 180 gradi, rispetto al ‘come dovrebbe essere se... l’etica, la morale, la consapevolezza e, in definitiva, se il cammino dell’umanità l’avesse già condotta a lasciare andare tutto quello che corrisponde al solo attaccamento sulle frequenze della feroce sopravvivenza’.

Tra le notizie di questi giorni, una in particolare sta provando a dipingere il Mondo, o meglio una sua porzione frattale, secondo una nuova ‘tinta’, chiaramente risonante per l'opinione pubblica quanto una chitarra elettrica in un concerto di una filarmonica.

Questa ‘increspatura’ nel campo magnetico polarizzato terrestre, questa ‘distorsione’, corrisponde al tentativo di una certa ‘prospettiva altra’ di farsi largo tra le maglie molto fitte dell’abitudine sociale di ‘digerire’ di tutto, magari tappandosi il naso preventivamente, ma comunque sempre ‘disposti’ a lasciare correre per mancanza di palese alternativa

Quando, nel gergo mediamente popolare, si dice ‘piove Governo ladro’, che cosa s’intende nel profondo della propria senzienza?  

Ognuno avrà la percezione che gli compete, tuttavia il ‘colore’ di questa espressione è tale da avvalorare una comune sensazione di essere amministrati da una classe di persone, che si approfittano di una situazione divenuta perlomeno ‘imbarazzante’:

questa situazione corrisponde alla 'normalità', che scambiamo per unica e senza vie d’uscita, a ‘norma di legge’, impressa a ferro e fuoco da tutto ciò che la ‘Storia Deviata’ ci racconta e non ci racconta.  

Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione.
Paola Musu, avvocato cagliaritano, ha presentato un esposto contro i vertici dello Stato, compresi i ministri e il Parlamento. Hanno ‘sottratto la sovranità al popolo italiano’.
 
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano? Denunciato. Il premier Mario Monti? Denunciato. I ministri? Denunciati anche loro, assieme a tutti i parlamentari. L'iniziativa è di quelle destinate a far discutere. Paola Musu, avvocato cagliaritano, il 2 aprile si è presentata nella Procura nella sua città e ha denunciato i vertici dello Stato e l'intero Parlamento. I reati citati non sono certo roba di poco conto

attentato contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato italiano; associazione sovversiva; attentato contro la Costituzione; usurpazione di potere politico; attentato contro gli organi costituzionali e i diritti del cittadino; cospirazione politica mediante accordo e mediante associazione. 

Secondo l'avvocato Musu, con l'avvento del governo tecnico si è violato il primo articolo della Costituzione italiana, quello che recita che ‘la sovranità appartiene al popolo’.

Scrive infatti nella sua denuncia: 

‘Contenuto essenziale della sovranità di un popolo è dato dalla propria sovranità in materia di politica monetaria, economica e fiscale... Svuotare un popolo e la sua sovranità di quello specifico contenuto significa, e comporta, privarlo della sovranità stessa, in quanto lo si priva della facoltà e del potere di determinare il proprio destino ed il proprio stesso - essere - compromettendone la sua stessa esistenza’

Napolitano, Monti e gli altri denunciati avrebbero ‘consegnato la sovranità del popolo italiano in materia di politica monetaria, economica e fiscale... e, con essa, la sostanza essenziale ed intangibile della sovranità popolare, nelle mani di organismi esterni alla Repubblica (BCE, SEBC, Commissione), di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico e, tanto meno, repubblicano e senza che il popolo vi abbia mai manifestato espresso e formale consenso’.

Iniziativa coraggiosa... Partita quasi in sordina dalla Sardegna, la ‘crociata anti-politica’ a suon di carte bollate si sta rapidamente diffondendo. C'è già una petizione online e su Facebook sono nati due gruppi a sostegno che contano quasi 9 mila iscritti: 

in tanti vogliono emulare l'avvocato Musu e presentare la stessa denuncia nelle loro città. C'è persino chi vorrebbe portare la questione davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. E c'è chi, come il giornalista Paolo Barnard, oltre a dare il suo appoggio precisa che ‘Giorgio Napolitano, Mario Monti e Mario Draghi sono golpisti da arrestare e processare’. Sarà intanto la Procura di Cagliari a stabilire se l'esposto abbia fondamento o vada archiviato.
Link

Scommettiamo sull’esito di questa ‘diatriba’?

Esito a parte, quello che mi preme evidenziare è la prospettiva diversa che si riesce ad inquadrare attraverso questa polarizzazione della visione del cosiddetto ‘reale’. Ciò che succede, magari, in un piccolo Stato del Centr’America o dell’Africa o dell’Asia, dove possiamo ancora 'oggi' verificare che i ‘colpi di Stato’, le rivoluzioni, gli intrecci politico mafiosi, la corruzione più marcata, le disparità sociali, etc. costituiscono la realtà di ‘tutti i giorni’ e non la trama di un film ben fatto, lo possiamo finalmente anche riportare in un’ottica più vicina a ‘casa nostra’.

Perché in Italia non dovrebbe essere così? È impossibile? 

Se il Dittatore di turno, nel piccolo Stato anonimo, viene dipinto come tale addirittura dai Tg, volete che la sua esistenza sia il frutto del caso? Credete che egli sia una sorta di eccezione? E che ‘da noi’ si sia superata quella fase della storia evolutiva sociale? Credete di essere trattati in maniera tanto migliore?
 
Definire un tenero anziano, come il Presidente della Repubblica, che ci ricorda magari da vicino il nostro nonno preferito di quando eravamo fanciulli, ossia di colui che ci riempiva di affetto, cortesie e mance – ebbene - definirlo come un ladrone approfittatore ci suona tanto male?
 
Non penso affatto, infatti il ‘popolo’ è molto forte quando deve giudicare gli altri, davanti ad una tazzina fumante di caffè o ad un buon piatto di spaghetti e magari dopo avere trangugiato qualche bicchiere di vino. Ma poi? Che succede poi? Che cosa segue, poi?
 
Si direbbe quasi che la ‘chimica’, legata alla sensazione di 'relax e coccole' inerenti alla buona tavola o ad una ‘pausa’ inserita nella classica giornata lavorativa o al fine settimana tra intimi o tra amici, sia idonea a far sì che la persona si ‘lasci andare’. Ma a cosa, per la verità?  
 
Al giudizio, all’Ego, alla separazione, ma anche alla constatazione, di fatto.

Quando una persona si esprime in una certa maniera in riferimento al modello che lo avvolge, additando tuttavia altre persone in ‘qualità ‘di responsabili dello status quo ‘denunciato’ verbalmente, cosa sta facendo? In che maniera si sta comportando?

Vede solo gli altri, l’esterno al proprio Sé, il riflesso dipinto dalla possibilità dei giochi di ombre e luci.

Ma in qualche maniera prende in considerazione, anche per un solo istante, anche la propria presenza inserita nel contesto che sta analizzando? In quale misura anch’esso è responsabile di quello che è accaduto?
 
Qualcuno se lo chiede?

Ok. Molti, penso, se lo chiedono. Ma cosa fanno, poi? Che alternativa hanno o percepiscono?

Non accade, forse, che dopo qualche momento speso in questa modalità ‘tutto’ scemi improvvisamente e torni alla cosiddetta ‘normalità’? E non accade, poi, che sia la persona stessa a darsi del ‘toccato’ per quello che ha appena finito di affermare/pensare?
 
Perché accade questo fatto? Che cosa lo innesca? Come può succedere?

Qualcuno se lo chiede?

In questo nuovo step del ‘processo’, non so quanti individui incarnino un simile sentire. Solitamente accade che la ‘pausa’ finisce e occorre riprendere o iniziare, che il fine settimana termina e occorre ricominciare, che la serata giunge a conclusione e bisogna andare a dormire perché il giorno dopo c’è molto da fare

Ecco. C’è sempre qualcosa da fare, poi. Quel ‘da fare’ che al solo pensiero tutto spazza via.

Che cos’è questo impulso di ‘conservazione’?

Perché non si riesce a dare continuità al sentire precedente? Perché l’energia viene a mancare? Perché subentra il ricatto sociale del ‘poi’ o del ‘da fare’?

Doveri, responsabilità… oppure programmazione indotta proprio dal ‘fare’?

A giudicare da come è rappresentativa dell’umanità questa versione del Mondo, prodotta da noi tutti, la responsabilità e la consapevolezza sono alquanto latenti, eppure la gran parte dell’umanità si ‘piega’ usualmente per desiderare, cercare e onorare il proprio posto di lavoro, che poi mediamente giunge ad 'odiare'

Un fenomeno di massa che si fissa nel campo delle percezioni affermate, secondo consuetudine e ripetizione.

Ricordo il mio primo giorno di lavoro (e non solo il primo): 

mi sentivo come un deportato in un campo di concentramento nazista. A dire la verità lo sentivo anche a scuola, a militare, etc. insomma in tutte quelle circostanze in cui ero forzato a fare qualcosa che ‘mai’ avrei fatto se avessi avuto una possibilità di scelta ‘autentica’.

Per non essere troppo ‘fumoso’ o inconcludente, vorrei evidenziare che a tutto questo discorso manca il 'riflettore' in grado di illuminare un attore principale che sino ad ora è rimasto oltre la scenografia di tutta questa teatralità. Chi?
 
Ma come? Mi riferisco all’immancabile presenza non manifesta dell’entità parassita.

Colei che funge da Regista e da Impresario della ‘Compagnia’. Colei che preferisce rimanere dietro le quinte, perché sempre impegnata a controllare che tutto scorra secondo il copione, secondo la propria intenzione. Da quel ‘luogo’ al di fuori della portata sia delle telecamere che degli occhi, lontano dagli echi delle cronache, dal clamore della gente, etc. riesce a compiere l’opera più idonea alla sopravvivenza della ‘Compagnia’ e, in definitiva, relativa alla propria sopravvivenza.

La paura è quella di ‘non farcela’.

Lo sa che, prima o poi, succederà qualcosa a quelle Creature dimentiche di Sé. Ad una ad una le vedrà completarsi e dissolversi nel nulla, ma non come muoiono bensì come quando ‘non tornano’

Ella intuisce ‘dove vanno e ‘cosa succede loro’, a differenza di quello che tutti sembrano avere dimenticato per incanto. A dire il vero, quell’incanto ha contribuito anch’essa a rafforzarlo e perpetuarlo ma rimane comunque legato ad un Mistero e ad una Magia sempre molto affascinanti:

al 'sale' dell'esistenza.

Anch’essa desidera, in ‘Cuor’ proprio, che prima  o poi tutto quello che ha inteso giunga a conclusione; un desiderio che emerge solo quando è a ‘pancia piena’ e può contemplare con fare persino tenero e omnicomprensivo. In quei ‘momenti’ riesce ad agganciare qualcosa di nuovo persino per lei:

uno strano sentire, probabilmente molto umano, molto simile ad un lieve pizzicore nel campo energetico.

Quando lo 'accusa' è gioco forza osservare con maggiore profondità l’umanità riassunta nell’individuo al quale è agganciata. 

I propri simili hanno sempre 'fatto così', si sono sempre comportati in questa maniera con le razze inferiori. È l’unico modo che conoscono per sfamarsi e per sfamare la propria inesauribile paura di ‘sparire’ come non accade agli umani,  i quali ‘tornano sempre’ sino a quel momento in cui ‘non lo fanno più’.

Che cosa accade all’entità agganciata all’umano che ‘non torna più’? Le solite domande che la propria specie si pone da sempre. Le solite domande senza risposta, perché i suoi simili, che sono scomparsi insieme all’umano ‘non tornato’, non hanno mai, ovviamente, lasciato nessuna traccia dietro di Sé

Per questo motivo ella continuerà a fare quello che sa/deve fare, per paura che l’umano ‘vada via per sempre’.

Occorrerebbe un atto di coraggio da parte di tutti, entità e umani. Ma nessuno sembra fare il primo passo. Le posizioni sono congelate e si protraggono nel Tempo. Le forme pensiero programmate dalle abitudini sono molto forti e non lasciano spirare alcuna alternativa. Serve allora qualcosa di diverso per permettere l’emersione del ricordo nelle 3d:

serve che essa, l’entità, compia il proprio 'dovere', anche velato/scambiato per induzione/paura, perché quell’impulso prima o poi permetterà agli umani di svegliarsi come se qualcuno/qualcosa bussasse talmente forte alla propria ‘porta’ da destare l’inquilino anche dal più profondo dei sonni

La nave del Tempo è ‘Una’, seppure arricchita delle infinite possibilità dello ‘Spazio delle Varianti’.

Dipende da noi scegliere le modalità del ‘Conosci Te Stesso’ e tutto quello che interferisce, in realtà, rafforza.

Osservate come la prospettiva sia ‘bio diversa’:

Conoscere se stesso. Dopodiché diventa impossibile vivere insieme con se stesso.
Ennio Flaiano

Conosci te stesso. Massima tanto perniciosa quanto brutta. Chiunque si osservi arresta il proprio sviluppo. Il bruco che cercasse di ‘conoscersi bene’ non diventerebbe mai farfalla.
André Gide

Come si può conoscere sé stessi? Non mai attraverso la contemplazione, bensì attraverso l'agire.
Johann Wolfgang Goethe

Questa è ‘alternativa’ secondo biodiversità. 

È corretto che sia così, che ci sia ‘scelta’. Strano è quando nel Mondo questa possibilità di ‘scelta/alternativa’ sembra cancellata/non permessa.

È quello un segno che ‘qualcosa’ ha interesse a perpetuare un modello particolare della possibilità.

Sono proprio le soluzioni più semplici quelle che in genere vengono trascurate.
Sherlock Holmes

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com