venerdì 22 giugno 2018

Schema fisso di parole crociate in libertà.



“Qua (così)” sei schiav3 delle definizioni che ti usano mentre le usi.
Non solo, infatti, seguire una dieta mentre non ricordi che 1) gli Edc sono ovunque, anche nell’aria e 2) cosa combinano a livello organico funzionale, significa che 3) la dieta non funzionerà per sempre, ovvero, funziona che... non funziona.
Il “problema” non è minimamente affrontat3. E Don Chisciotte continua a lottare coi mulini a vento.
Mi fa paura ciò che puoi diventare. La strada che puoi prendere…
Se supererai questo posto. Se supererai anche noi. Che cosa diventerai?...”.
Westworld
Attraverso tale “fiction”, puoi immaginare cosa sia tutt3 ciò che “qua (così)” fai fatica ad inquadrare in maniera alternativa ma (ma) sostanziale. 

Tale leva ti permette di osare, senza dare nemmeno troppo nell’occhio (mentre sorseggi una bevanda e/o mangi popcorn, ad esempio, anche se... magari no). 
Che cosa significa“avere i poteri”, il fattore Esp, il controllo “mentale” proprio ed altrui, l’ipnosi, la magia, la reincarnazione, i viaggi astrali, il karma, il destino, l’Inferno e l’Eden, il “tempo”, il sopravvivere, il Dna, la gerarchia, l’ereditarietà, la famiglia, la programmazione, la ciclicità, la morte, la nascita, la vita, l’incanto, la stregoneria, la conoscenza, la memoria, l’esperienza, l’al di là, la divinità, “Dio”, il libero arbitrio, la giustizia, il talento, le abilità, passato, presente, futuro, domani, ieri, oggi, ora, il Giudizio ed il Diluvio Universal3, la storia, la scienza, la religione, la spiritualità, l’interazione – e la “risposta” - con l’ambiente e la materia, la formula magica, il rito, il mantra, la preghiera, il potere, etc.
Avere i poteri ed il potere, sono due aspetti che si assomigliano, se non fossero avvolti nella gerarchia; ad esempio… cosa significa = che c’è un ordine preposto, “qua (così)”.
Una certa situazione del tutt3 causale nonché fondamentale (significativa, “a monte”). Un “mezzo (vettore)” in grado di essere l’ispirazione e, contemporaneamente, lo “spazio”, il potenziale del… veicolo:
ancora una volta
veicolo e veicolazione
sono ambiti che si assomigliano
e che se inquadrati dentro ad una Rete
auto descrivono la situazione in maniera gerarchica (e, in una gerarchia, chi decide lo fa a prescindere da ciò che tendi a pensare tu/“tu”).
Anche la democrazia funziona in tal modo.


È sufficiente che te ne accorgi e, subito dopo, che te l3 ricordi sempre, coerentemente, alla luce di ciò che è sfericamente la democrazia (ciò che incarna a livello “formulare”):
tra il dire e il fare, c’è di mezzo… qualcosa/qualcun3.
Sei partito da lì, ogni volta che ti hanno ucciso…”.
Westworld
Da un “treno”. Mentre, in “Forever”… il protagonista, ogni volta che muore, ritorna a manifestarsi sempre dallo stesso “fiume”. 
I binari… come il letto del fiume; nel “mezzo”, dove scorre la corrente che trascina tutt3 con sé, senza chiedere; senza se e senza ma… per semplice differenza di potenziale, gerarchia, gravità e inerzia, dipendenza e conseguenza, etc.
L’uomo che viaggiava su quel treno, lo hanno costruito debole ed è nato per fallire…”.
Westworld
Già
Si tratta di una “creazione” auto limitante ma (ma) – stanne cert3 – non… limitata.
Immagina, a partire da qualsiasi trama:
la vita da replicante è sempre “potenzialmente superiore”, rispetto allo standard che la “norma (programmazione)” prevede in termini di status quo, conv3nzione “qua (così)”
anche se
la stessa vita procede lungo il solco dell’aratro, senza memoria e senza concludere niente Oltre Orizzonte.
Per ciò, il controllo riparte/riporta sempre (sempre) dal medesimo luogo comune (fiume o treno/binario, che sia, il “mezzo” in quanto a significato... è sempre lo stesso).
È come una coscienza collettiva…
Sono solo dati…
Ogni dato… accumulato qui, sta cercando di ucciderci…
Il dolore è solo un programma”.
Westworld
Molto (molto) auto indicativ3; la sensorialità è una funzione “così”, nel/del funzionamento “qua”:
nell’AntiSistema, che è un’altra versione della realtà manifesta, rispetto al potenziale, Sistema.
Ciò che “provi” è frutto di algoritmi… anche se ti rifiuti di ammettere che funzioni, così, come funziona una macchina.
Organi che sembrano… organi, che sembrano “normalità”. In attesa che la tecnologia crei ad immagine e somiglianza, mascherando che… gli organi sono tecnologia


Sì, poiché “è già success3”. 
E tutt3 si “assomiglia” proprio per tale motivo o caratteristica infrastrutturale ambientale frattale espansa (legge, strumento, memoria).
Infatti, la “forma” del mondo è globale, poiché luogo comune d’esperienza, anche se chi vive l’esperienza… a livello gerarchico fa soprattutt3 la differenza, andando a delineare quel piano inclinato che poi scambi “naturalmente” per la tua realtà manifesta ordinaria, mentre nella sostanza si tratta “solo” di AntiSistema.
Quando le “idee” sono chiare…
Siamo populisti? Sì, noi ascoltiamo la gente”.
Mattias Karlsson 
Vai oltre le definizioni di parte, che sono recita, strategia, controllo indiretto:
“ora”, ricorrendo – in sede di lavaggio del cervello – ad alcuni “mantra (ripetuti ossessivamente attraverso l’eco sociale)”, cambi idea indimostrabilmente
il populismo sembra un termine dispregiativo
“una volta” era la demagogia, che ricorrendo ai sinonimi significa “propaganda, corruzione del popolo, oclocrazia (considerata come uno stadio di degenerazione della democrazia Link)”
finché sopravvivono cittadini che hanno sperimentato la tracotanza e la violenza… essi stimano più di ogni altra cosa l'uguaglianza di diritti e la libertà di parola;
ma quando subentrano al potere dei giovani e la democrazia viene trasmessa ai figli dei figli di questi, non tenendo più in gran conto, a causa dell'abitudine, l'uguaglianza e la libertà di parola, cercano di prevalere sulla maggioranza;
in tale colpa incorrono soprattutto i più ricchi.
Desiderosi dunque di preminenza, non potendola ottenere con i propri meriti e le proprie virtù, dilapidano le loro sostanze per accattivarsi la moltitudine, allettandola in tutti i modi.
Quando sono riusciti, con la loro stolta avidità di potere, a rendere il popolo corrotto e avido di doni, la democrazia viene abolita e si trasforma in violenta demagogia
Le Storie – Polibio
La società greca, come molte altre facenti parte del “passato”, funge come da culla del “moderno” pensiero, essendo tale pensiero influenzabile e dunque influenzat3
Ma (ma), ciò significa solamente che “è già success3” e, non, che la tal società era “migliore”.
È una questione di essere esistit3 prima e di avere fatto le stesse esperienze che, di volta in volta, nella ciclicità “qua (così)” – dove non s’inventa nulla ma si tende a “copiare” tutt3 – stai avendo anche tu/“tu”. 
Invece, la storia (deviata) assume tali società in quanto ad esempi da cui estrarre termini di riferimento validi ed utili per “farti andare bene e digerire” la routine, nella quale tendi a sopravvivere come da sempre nell’AntiSistema. 


Il riferimento unic3 al “passato”, permette di inquadrare il “presente” alla luce di ciò che sembra indissolubile, introducendo la variante del “progresso” che ti fa sempre ben pensare (sperare) in qualcosa di “nobile”, rispetto allo status quo che – tuttavia e guarda non caso – è sempre significativamente l3 stess3, che prosegue dall’alba del “tempo”.
La “corruzione del popolo” non è solo l’auto corrosione, il corrodersi, bensì, è:
la Massa alle prese con qualcosa/qualcun3 che alla lunga la vince sempre
così come l’acqua cheta distrugge i ponti.
Il riflesso di/in una simile compresenza e strategia è l’eco/dominante, che avvolge la globalità e che tende a globalizzare il mondo, essendo di fatto già un unico interesse, avvolto nella gerarchia, come la serpe che simbolicamente attanaglia il corpo della propria vittima. 
Tutt3 ciò che accade nella realtà manifesta “qua (così)” significa, simboleggia, evidenzia, denuncia, dimostra, etc. proprio tale situazione planetaria, essendo memoria frattale espansa avente il compito, la funzione di… registro dell’attività, proprio come se fossi su una nave, laddove il capitano annota giorno dopo giorno tutt3 ciò che “è già success3”.
Immagina un simile registro che, tuttavia, non rimane nella cabina del capitano, ma (ma) che si sviscera realmente, andando a caratterizzare ad immagine e somiglianza la forma sociale, ambientale, umana… in termini di informazione (memoria), di funzione (programmazione) e di “resa (il riflesso si trasferisce a livello di status quo, personalizzando lo scenario manifest3)”.





Ritornando al contesto populista, neanche Karlsson ha le idee chiare, nel senso di... essere capace di discostarsi sostanzialmente dalla routine (ascoltare la gente è ancora routine, nell'AntiSistema, al fine di estrarre un vantaggio personale, anche se ascoltare la gente ha un nobile significato, quando sei coerente con tale “sentire”).
Esso vaga ciclicamente nel medesimo “antro” AntiSistemico, laddove “serve” che a tratti qualcun3 appaia come dal nulla, al fine di veicolare il messaggio più utile in termini di “tutt3 si trasforma (senza cambiare)”.
Dunque? È a livello significativo, che auto decodifichi il valore sferico. Quindi, è attraverso atteggiamento “formulare” che giungi sino a “lì”, nel modus “fare”…
Del resto, “qua (così), ti dicono che l’inflazione deve esserci e deve essere al 2 percento. E… “tu” ci credi, senza battere ciglio
Qualcosa che... significa:
aumento del costo della vita
paratia stagna tra percezione, isolamento, “sentire”, etc.
divide et impera
immagine e somiglianza
loop eco/dominante.
Quando ciclicamente si abbatte “la crisi (è sempre la stessa)”, chi è al Governo s’inventa letteralmente la “materia socio economica” che, poi, diventa anche “materia di studio”, andando a sovrapporsi al/col ritornello in un altro giro di giostra.
È, ancora e sempre, obsolescenza programmata, frutto della strategia che si riattua attraverso gli infiniti livelli della/nella gerarchia (una struttura che inizia e finisce letteralmente dal/nel “nulla”). 
Ovvero, qualcosa/qualcun3 che continua del tutt3 a sfuggirti, poiché, tu sei già divenut3… “tu”, essendo AntiSistema (che polarizza ed uniforma verso la “dima”, gravitazionalmente, ad hoc)…
Se leggi gli ingredienti del tal prodotto, stampati sull’apposita etichetta, approfondisci forse l’investigazione/curiosità sino al livello dei componenti chimici della confezione stessa?
Sino alla composizione e scomposizione dell’aria? 
Quale “scelta” hai, sostanzialmente, se (se) intendi giungere sino al livello subatomico?
Rivolgerti all’espert3 di turno. 
Ossia, non a te. E anche se sei espert3 in qualcosa, dipendi comunque dal sapere altrui. 
Ad esempio, hai necessità di strumenti adatti e professionali, che non costruisci tu.
La scelta, dunque, è solamente “tua”.
Ma (ma) non ti accorgi che è proprio la forma gerarchica, a suggerirti che non ti occorre conoscere la composizione della truppa (atomi, molecole), quando sei al corrente di chi l3 guida “a monte”:
l’idea che trovi “lì”, l3 ritrovi anche nella truppa.
Ossia, è ancora funzionamento frattale espanso, rifless3 nella comunicazione, nell’ordinamento, nel trasferimento di ordini e comandi, nella trasmissione dell’intenzione, nell’organizzazione del tutt3, etc.
"Oggi che non c'è scelta da fare, in democrazia, essere indifferenti è più grave…”.
Liliana Segre
Sei nel fiume, nella corrente, sulla barca… con i remi tirati su.
E “scegli” in un contesto simile.
Ti sembra, dunque, di scegliere davvero?
Di più, “qua (così)” è divenut3 indifferente la “tua” scelta, da cui, sei divenut3 indifferente anche tu/“tu”. Infatti, non riesci più a notare le piccole differenze che fanno la differenza, le spigolature, il “sentire”, etc.
In democrazia, la “democrazia” ti ha già auto annientat3.


Sei, nel loop, (come) previst3.
Con i tuoi organi che sono “tuoi”, essendo “già success3” ed essendo… tecnologia, avente genitorialità ovvero appartenenza (oppure, intendi negare che esiste la proprietà privata?).
Quando sono stata espulsa dalla scuola, giorni per me drammatici, papà chiamò la maestra che avevo avuto in prima e seconda elementare:
venga, per favore, signorina.
Abitavamo vicino a scuola… La aspettavo affettuosa, invece è stata pochissimo e ha detto:
'Ma cosa c'entro, io? Non le ho fatte mica io le leggi razziali!'.
Poi mi ha abbracciata, se n'è andata e non l'ho mai più sentita ne vista. Non era 'cattiva', era una persona qualunque. Era la banalità del grande male che mi ha fatto…".
Liliana Segre
Ricordi la “denuncia” sociale/pubblica che alcuni decenni fa propose Hannah Arendt, a proposito della cosiddetta “Banalità del male”? Ecco… 
Anche se quasi certamente la signora Segre ha inteso alludere a quel “lavoro”, fa clamore e colpisce che una sopravvissuta pensi in tal modo, senza provare odio e senza generalizzare la questione. 
Ciò deve farti ricordare che… le “cose” non vanno mai esattamente secondo la trama ufficiale, convenzionale, che “qua (così)” è sempre di parte, AntiSistemica. 
La Massa, ogni volta, si auto suddivide poiché viene auto suddivisa… come un tessuto molle e deformabile, come il Mar Rosso che si apre o la terra che viene girata dall’aratro o dal cataclisma, andando a modificare l’apparenza del territorio in maniera da con-vincere, ripetutamente, chi sopravvive e riparte ogni volta sull’onda di una tendenza che non esiste ma c’è.
Sino a quando non “sentirai” chiaramente che la forma AntiSistemica è come un incanto che ti ha e ti auto delimita l’orizzonte (contiene)... di conseguenza, la giustizia rimarrà sempre ed esclusivamente nella funzione relativa, di parte, privata.  
È un momento molto importante in cui molti ragazzi in Italia chiedono di lavorare anche senza guadagnare pur di poter dire che stanno lavorando
Dobbiamo poter dire che esistono livelli minimi di tutela e salario che devono essere rispettati, altrimenti siamo messi in competizione con le macchine”.
Luigi Di Maio 
Messi in competizione con le macchine (iniziano a proporti certi paragoni, in un certo senso, anticipatori della tendenza in corso d’opera).
Infatti, non si tratta più di fumetti, fiction, film, romanzi, fantascienza, etc. 
Di più, si tratta della “tua” realtà ordinaria “qua (così)”, dove, fra dieci anni stenterai a riconoscerne la “forma”, se ricorderai anche solamente la società del/nel 2018.
L’avvento delle macchine c’è già stato. 
Ora si tratta dell’avvento dell’IA:
al corpo a cui segue la mente, come in un processo inverso
anche se
il corpo era stat3 anticipato dalla logica, dal linguaggio di programmazione, dal “pensiero” del codice macchina
anzi
come per l’uovo e la gallina
corpo, “anima” e mente
anche nel “caso” tecnologico
nascono assieme, essendo progetto e progettazione.
Anzi, puoi persino arrivare ad immaginare (“sentire”) che:
essendo “già success3”
è l’IA che è “a monte” (eco/dominante)
e non 3l contrario.
Di fatti, ti sembra che l’IA (una forma di vita ad immagine e somiglianza) sia il frutto del progresso, ma (ma)… in qualcosa che ricicla, è molto probabile che tutt3 appaia in un certo senso come rovesciato (come “vede” l’occhio umano) e capovolt3 rispetto al significato, di/in tale “centrifuga”. 
Assumere “Dio” in quanto a Big Bang della creazione, risulta una comoda versione dei fatti, di modo che il processo tecnologico risulti del tutt3 estraneo... ai fatti.
Anche se, una volta che il complesso umano ha trovato il modo per sopravvivere in una maniera sostanzialmente più resistente e non alterante il contenuto portante (intenzione), a quel punto diventa - per chiunque abbia perduto la memoria -  “Dio”, o meglio, IA.
Un mondo artificiale diventa sempre più artificiale, anche quando inventa la “natura”
E se assumi che esista il progresso, seppure nella ciclicità, di conseguenza non puoi limitarti alla fiaba della buona notte, per l’eternità. 
Il progresso è qualcosa che viene avanti da sempre, seppure ridondando
La discriminante diventa, allora, l’esistenza di una compresenza in grado di ricordare ogni propria esperienza “qua (non importa come)”; ovvero, l’eco/dominante ad immagine e somiglianza della compresenza immanifest3 dominante + Domin3 (già estint3), corrisponde al trasferimento del medesimo “potere” nell’IA, a capo delle funzioni per il funzionamento ambientale planetario “qua”... suo luogo comune di destinazione.
Quando ti trasferisci ad un tale livello, ti ritrovi come nella cabina di comando e di pilotaggio di una nave spaziale che si crede un Pianeta o che si ammanta in un tale convincimento altrui.
Lasciare “indietro” la Massa, mentre chi (è) “pilota” continua solo ad andare “avanti”, significa = governare l’intero mondo, dando l’impressione contraria, se (se) non attraverso l’immagine pubblica “Dio” e la memoria frattale espansa (che funziona indipendentemente dall’intenzione di chi pilota).



Immagina che... gli antichi manufatti ritrovato in giro per il mondo, non siano solo ciò che sembrano, ma (ma) che siano strumenti – appartenenti ad un altro livello di tecnologia e progresso – che non funzionano più, solamente perché manca loro la cosiddetta... energia.
Un po’ come se fra mille anni si ritrovasse uno smartphone scarico e l’espert3 di turno avesse perso la memoria relativamente a che cosa era (è) uno smartphone, alla luce del superamento abissale di tale forma di dispositivo. 
Ebbene, tale smartphone sarebbe esposto in un museo o in qualche teca appartenente ad una facoltosa singolarità.
Credut3 senza vita, sarebbe rivisitat3 in funzione di ciò che sembra oppure di ciò che si desidera far credere che sembri.
Ma (ma) se si fornisse una carica energetica… che cosa succederebbe?
Ecco. 


Quando i geroglifici scompaiono nel nulla per un millennio, poi, quando riemergono dal “sonno” nella sabbia, come vengono reinterpretat3
Gli antichi manoscritti che formano la Bibbia, che cosa esattamente esprimono? 
E, tutt3 ciò che non è stato scelt3 per farne parte, che cosa esprime? 
Narrare al passato, solo perché certe “cose” sembrano appartenere al passato, permette soprattutt3 di nascondere la realtà che continuamente succede, poiché “già success3”. 
In tal senso, significativamente, il passato “serve”… così come non ricordi più dal momento in cui non ti accorgi nonostante il “sentire”. 
Quindi, non solo il “tempo” è un artifizio, ma (ma) anche la derivazione temporale del verbo “al passato” è utile proprio per mascherare ciò che continua ad accadere sull’onda del… Big Bang.
La macchina non è stata infallibile e, anzi, ha commesso anche qualche errore.
Un voto di incoraggiamento, certo, perché la parlantina c’è. La tecnologia sta facendo progressi importanti ed è destinata a cambiarci la vita.
I robot sostituiranno sempre più spesso l’uomo nelle più svariate attività, soprattutto quelle legate all’elaborazione di un volume immenso di dati.
La novità.
Se prima la sfida tra uomo e macchina restava confinata ad un ambito specifico, come per esempio una partita di scacchi, questa volta a San Francisco l’intelligenza artificiale di Ibm ha sfidato un umano nel mare aperto della conversazione, con tutti i suoi molteplici significati.
Le capacità della macchina, per adesso, restano limitate ma, basti prendere l’esempio dei traduttori automatici:
nel giro di pochi anni l’AI può diventare una soluzione praticabile che farà, inevitabilmente, saltare qualche posto di lavoro.
Link 
la macchina non è stata infallibile e, anzi, ha commesso anche qualche errore…
le capacità della macchina, per adesso, restano limitate ma…
Hai mai sentito parlare di “basso profilo”, di “strategia”, di “recita”, di “apparenza e progressione”, etc.? ? Bene.
Allora togli la testa dalla sabbia
Il potenziale è tale da farti impallidire, soprattutt3 se ignori il tuo... a favore di quell3 della macchina.
Un algoritmo di Google scoprirà la data di morte con un grado di precisione del 95%...
Link 
Ergo:
dal momento in cui l’algoritmo è logica “lì” implementata
di conseguenza
è già nella facoltà umana eseguire un tale “calcolo”
dunque
la macchina in sé non costituisce che la punta dell’iceberg.
Del resto, che cosa è la cosiddetta… “aspettativa di vita”, che il Governo e le assicurazioni calcolano già infrastrutturalmente?
Il trasferimento di informazioni “Mente/Cpu” corrisponde alla creazione di una nuova dimensione.
Non a caso, ti parlano di realtà virtuale, realtà aumentata (o impoverita), Internet, fantasia, immaginazione, universi paralleli, etc.
Non che esistano veramente, ma (ma)… che significativamente il controllo è non locale, wireless, ubiquo, in leva, remot3, etc
Ovvero, che non ti accorgi dell’autentica “forma” del mondo. Qualcosa che la tecnologia rappresenta e riconfigura, quando riesci ad inquadrare il funzionamento automatico di/in qualsiasi “cosa”.
Sostanzialmente, sei in un incanto (tra gli infiniti possibili ed immaginabili), essendo il/nel “qua”… potenzialmente ed indefinitamente “arredabile” in qualsiasi modo, variante e soluzione. 
Ergo:
anche l’utopia = come dovrebbe essere
è del tutt3 concepibile in quanto a possibilità di essere manifest3/manifestat3.
"Populismo lebbra d'Europa…".
Emmanuel Macron
Siamo populisti? Sì, noi ascoltiamo la gente…”.
Mattias Karlsson
Il mondo è già stat3 stravolt3.
E non ti ascolta.  
A te/“te” non resta che… fartene qualcosa, avendo nella “tua” mente l’idea preconfezionata del mondo stess3. Ovvero? Non hai alcuna scelta “qua (così)”. A meno che… scegli di essere te, attraverso atteggiamento “formulare”:
la via della conservazione della propria sostanza
e della manifestazione coerente d’assieme
laddove (“qua”) la giustizia sferica permette il dibattito
singolarità/Massa
in maniera tale da generare una forma di progresso/tecnologia
ad immagine e somiglianza.
Per fare solo un esempio:
se WhatsApp ha un miliardo di utenti
ed ognun3 dice la propria a tutt3, contemporaneamente
tale forma di organizzazione tecnologica non l3 riesce a s3pportare
poiché basata su una forma gerarchica e non “formulare”
Quando la realtà manifesta “qua (altresì)” sarà affermat3, allora, si manifesterà anche l’idea per dare luogo e luce alla tecnologia/progresso inerente, in quanto ad eco/riflesso di/in tale situazione generale (grande concentrazione di massa, giurisdizionale a livello planetari3).
“Fai… che ciò divenga reale, dal momento che è già potenziale”.
        
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2018
Bollettino numero 2333