giovedì 21 giugno 2018

Il Pet che non ti aspetti.



Altro che Pet therapy; hai presente come sono trasportate le bottiglie di acqua, vino e bevande in generale?
Immaginati dei container, su ferrovia, o dei grandi camion (Tir) che scarrozzano miliardi di litri di liquidi da consumare, viaggiando ovviamente anche con luce solare (calore), soprattutt3 quando nei mesi più caldi la temperatura – all’interno degli ambienti di trasporto – raggiunge livelli da sauna, se non addirittura quando – nel momento dello scarico delle bottiglie, ai fini dello stoccaggio e della distribuzione locale - espongono al Sole il proprio contenuto (acqua e/o sostanze liquide di varia “natura”). 
Che cosa succede quando la temperatura aumenta considerevolmente, all’interno delle confezioni plastiche?

Innanzitutt3, è bene evidenziare che non è il Sole ad essere responsabile per ciò che accade, se non in termini di innesco dovut3 al fatto che la plastica utilizzata per la fabbricazione delle bottiglie, contempla l’utilizzo di sostanze chimiche, che reagiscono – appunto – all’aumento sostanziale della temperatura. Ergo:
non è il Sole ad essere “malat3”
bensì
è la plastica contenente Pet, a reagire (alterando la qualità dell’acqua trasportata, nonostante ciò che continua a recitare bellamente l’etichetta, che pubblicizza la tal marca).
“Ora”, il dibattito verte sempre sui livelli tollerabili dal corpo umano, sulla dimostrazione scientifica che tale reazione avvenga, sul fatto che realmente succede qualcosa all’organismo allorquando tali sostanze chimiche si scatenano, etc. 
Ovvero, è un dibattito inesistente, dal momento in cui a decidere non sei tu, ma (ma) delle Istituzioni preposte a tale compito (ormai, un processo Ue). 
E, come ben sai, tali organismi decidono in base al potere che, nella gerarchia sociale, ha il “peso specifico assoluto” maggiore; quindi, la lobby delle acque, in tal “caso”. 

Del resto, tali multinazionali possono deviare il corso di qualsiasi “studio”, dato che “qua (così)” ogni singolarità ha “necessità (e dipende, dunque)” di denaro (nonché di lavoro:
un binomio che può essere tranquillamente perdut3 in ogni istante, nonché qualcosa che quando accade, dà luogo alla reazione “chimica” della trasformazione e del rilascio deldebito o la conseguenza alchemica nella forma ambientale/industriale AntiSistemica).
È da molti decenni che - guarda non caso – il diritto universale all’acqua (qualcosa che è già stat3 privatizzat3 “qua, così”) appartiene a qualcun3 (proprietà privata), che si è auto ritagliat3 lo spazio per venderl3 a coloro che ne hanno, appunto, diritto ma (ma) a pagamento (e se non hanno denaro per…? Con buona pace del diritto universale, garantito dalle norme internazionali, sulla “carta”). 
Non solo; infatti, è passata la vicenda industriale dell’utilizzo delle plastiche, che ha sostituito progressivamente il ricorso ai contenitori di/in vetro. 
Di più, c’è plastica e plastica


Dunque, il famoso materiale “in Pet”, tanto utilizzat3 per le moderne bottiglie che custodiscono le bevande, tra le quali il diritto universale all’acqua (commercio), è potenzialmente dannoso per l’organismo degli esseri viventi. 
I dati confermano che il Pet non va esposto a temperature elevate, cosa che invece avviene spesso durante il trasporto e lo stoccaggio dell’acqua specialmente nelle stagioni calde.
Si ravvisa, pertanto, la necessità di verificare le condizioni di trasporto e stoccaggio delle acque in bottiglie di Pet prima che esse vengano messe in commercio…
Link 
Secondo te/“te”, tali controlli vengono eseguiti puntualmente?
Se credi ancora in Babbo Natale, molto probabilmente, sì.
Altrimenti, assolutamente, no.
E, poi, ti dicono che devi bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno,
Altro che controllo del residuo fisso. Altro che scelta del tal tipo di marca. 
Quando c’è qualcosa che vale per qualsiasi “diversità”, di conseguenzanon esiste alcuna diversità, se non a livello pubblicitario.
E... l’aumento della temperatura, alla luce del materiale in Pet costituente ogni bottiglia, rende la marca, la caratteristica oligominerale e la proprietà della tal acqua, del tutt3 secondaria rispetto a ciò che va a caratterizzare l’intero carico e dunque l’intera “scelta” commerciale.
Un anello per domarli. Un anello per trovarli. Un anello per ghermirli e nel buio incatenarli…”.
Poesia dell’Anello – Il Signore degli Anelli
Già. Ma (ma) questa volta, il “buio” corrisponde a ciò che ignori e che continua a succedere anche alla luce solare, se continui a non accorgerti (fare formularmente)”.
A volte non è male che capiti la cosa peggiore…”.
Billions
Sì. Ma... devi essere pront3. 
Pena il non renderti nemmeno conto di cosa esattamente “è già success3”. Per cui, certi suggerimenti lasciano il “tempo” che trovano, quando sono secondari rispetto all’evidenza – o all’inevidenza – delle “cose” e dell’atteggiamento singolare, alla luce dello status quo che “qua (così)” è assolutamente AntiSistemico, alias:
nuoce gravemente alla tua salute.
Non a caso, la società è sempre più ospedalizzata e molti ambiti sono rientrati nello status di “malattia, patologia, depressione, etc.”, molto spesso necessitando di cure continue che rendono chi rientra in tale “predisposizione” come col3i che si abbona al tal servizio, a pagamento. 
Qualcosa che ti permette di auto realizzare che, dopo tutt3, i due ambiti (malattia Vs abbonamento) sono equivalenti o, meglio, vertono in una condizione di analogia frattale espansa…
La “cura”, che è un abbonamento a vita, è sostanzialmente il canone mensile che paghi per usufruire del tal servizio. Così come il diritto universale all’acqua rientra nell’ambito della proprietà industriale che… ha già ottenuto di “venderti l’acqua che sgorga liberamente nell’ambiente naturale”.
Ovvero:
“è già success3” (Big Bang, Creazione, Diluvio Universale, etc.)
e per/con ciò
continua a succedere (status quo “qua, così”)…
Ti piace insegnare?
Sapendo che la pratica è così diversa dalla teoria e dallo spirito…
Ti sembra di mentire.
Dire la verità sarebbe peggio. Non ci servono avvocati già disillusi”.
Billions
È una dura verità questa AntiSistemica realtà manifest3. Vero
Te l3 “dimostra” sempre tutt3 ciò che ti raggiunge (“senti”), ma (ma) che non “ascolti”. 
Non importa se si tratta di un film, di un fumetto, di una pubblicità, di una notizia, di una qualsiasi pronunciazione, etc. perché sostanzialmente è portante l’informazione in sé (significato “formulare”) e non il tipo di informazione (ambito). 
Ciò che è “eco”, utilizza ogni e qualsiasi “mezzo” al fine di continuare ad auto diffondersi ambientalmente.
E, “qua (così)” il segnale portante è almeno binario:
AntiSistema
e
Sistema (utopia = come dovrebbe essere).
Ergo:
informazione di parte
e
informazione sferica.
L’un3 dentro all’altr3… Così come nel “caso” della dualità contenitore Vs contenuto:
bottiglia Vs acqua
Pet Vs purezza…
Se convinci… ad applicarlo, diventerà l’avanguardia. Prenderà decisioni umane rendendole però del tutto infallibili e muovendosi in microsecondi”.
Billions
L’automatismo è rivelazione e rilevazione frattale espansa (deviazione + memoria + esperienza):
“è già success3” e “continua a succedere”
moto perpetuo (finché dura)
dove... Tutt3 è ver3.
Auto decodifica tale verità sostanziale, da/in qualunque “fonte”. Ad esempio…
Usa si ritirano dal Consiglio per i diritti umani Onu.
Gli Stati Uniti si sono ritirati dallo Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Lo ha annunciato ieri l'ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Nikki Haley, sostenendo che l'organo delle Nazioni Unite "non ha più nulla a che vedere con il suo nome
Facciamo questo passo perché il nostro impegno non ci permette di essere parte di una ipocrita ed egocentrica organizzazione che deride i diritti umani…"…
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La strategia degli Usa, approfittandosi di Trump, ha trasformato ulteriormente il proprio passo, sottoDomin3. 
E con molta spavalderia – tipic3 de' “la miglior difesa è l’attacco” – hanno preso in contropiede chi dava per scontat3 la routine (del resto, tale Istituto è una creazione Usa).
 "Stai attento che come t'ho fatto, ti disfo...".
Andre Roncato
Durante la mia lunga vita ho sperimentato molte morti, ma una sola nascita. Tutto è iniziato”.
Forever
l'organo delle Nazioni Unite… non ha più nulla a che vedere con il suo nome (trattasi, dunque, di incanto e di automatismo, di eco/dominante, di continua a succedere)
facciamo questo passo perché il nostro impegno non ci permette di essere parte di una ipocrita ed egocentrica organizzazione che deride i diritti umani (detto dagli Usa fa molto ridere).
Così come l'acqua smette di essere ciò che è pubblicizzat3 in etichetta (non ha più nulla a che vedere con il suo nome...) anche se, comunque, l'etichetta continua a fare testo nel momento in cui ne leggi il contenuto, in sede di attenta decisione per l'acquisto.
Usa:
genocidio delle popolazioni native, schiavitù, deflagrazione atomica in Giappone, imperialismo e colonialismo “moderno” (globalizzazione), inquinamento mondiale di ogni “prova”, controllo indiretto dello status quo, speculazione (interesse) finanziaria senza freni, etc. dimostrano che ciò che è scritto sulla/nella “carta”… non ha più nulla a che vedere con il suo nome…
La Spi (Society of Plastic Industry) è l'organizzazione che ha definito la codifica standard internazionale con la quale vengono identificate le tipologie dei polimeri ai fini del riciclo.
Attualmente sono disponibili 7 codici, 6 indicano con precisione altrettanti materiali, l'ultimo fa invece genericamente riferimento a tutte le tipologie che non rientrano in quelle precedenti.
Vediamo quindi quali sono i polimeri oggi impiegati ordinandoli sulla base dei relativi codici Spi.
Pet.
Noto anche come Pete o estesamente come polietilene tereftalato o polietilentereftalato, rientra nella famiglia dei poliesteri;
si tratta sostanzialmente di una resina termoplastica che presenta caratteristiche di trasparenza e resistenza rivelandosi inoltre un'ottima barriera per i gas. Viene utilizzato in particolare per la creazione di tubi, bottiglie, vaschette, etichette e imballaggi…
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Fai attenzione:
polietilene tereftalato
utilizzato in particolare per la creazione dibottiglie
Ergo, di fatto:
il Pet è uno ftalato, utilizzato nella plastica delle bottiglie.


Interferenti endocrini, la Commissione europea non trova un accordo.
7 marzo 2017
È la terza volta che la bozza di riforma subisce una battuta di arresto:
l’accusa principale è quella di essere un regalo alle multinazionali come Syngenta, Basf e Bayer.
Gli Edc sono sostanze o molecole chimiche dannose per la salute che agiscono sugli ormoni e sul sistema endocrino, degli uomini come degli animali.
Sono presenti in diversi prodotti commerciali come ad esempio pesticidi, additivi alimentari, cosmetici. La votazione verte sugli Edc presenti in pesticidi e biocidi.
La proposta di regolamentazione della Commissione europea è stata presentata lo scorso giugno e su di essa si sono abbattute una serie di rilievi di non poco conto…
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Hai forse letto – in quel “ad esempio” - di Pet o di bottiglie di acqua? No.
Laddove “il caso non esiste”, significa che c’è un motivo cardinale “a monte” per cotanta… omertà (frutto del potente lavorio della lobby industriale, che riecheggia in quanto a Eco/dominante-sottoDomin3).
E il famoso Pet (utilizzato per le bottiglie di acqua e bevande in generale)? 
Non sembra esserci alcuna associazione d’idee. Infatti…
Stop dell’Unione europea agli Edc: così i disinfettanti saranno più sicuri
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Si trovano quasi ovunque, ma sono pericolosi per la salute. L’Ue vieta gli Edc: cosa sono
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Detersivi e saponi più sicuri, l’Unione Europea mette al bando gli Edc
Si tratta di sostanze chimiche nocive per il sistema ormonale dell’uomo con cui veniamo ogni giorno a contatto. Contenuti nei detergenti per il corpo e per la casa, sono accusati di provocare diabete, obesità e malattie cardiovascolari.
Dal 7 giugno scorso sono off limits in tutti i prodotti in commercio nell’Ue…
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Gli Edc più diffusi
Gli ftalati si trovano invece in smalti, plastificanti e pesticidi:
alcune tracce residue possono restare anche sulla frutta e sulla verdura che portiamo a tavola.
Studi sui topi hanno dimostrato la correlazione tra ftalati e danni a fegato, reni ed altri organi, mentre ricercatori americani hanno fatto emergere un legame con gli aborti spontanei e l'alterazione nello sviluppo dei genitali maschili...
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Detersivi: Unione Europea mette al bando quelli nocivi
Gli Edc più diffusi sono gli ftalati, il bisfenolo A, che fino al 2010 è stato utilizzato anche per produrre biberon, il disinfettante triclosano e i parabeni, che sono molto utilizzati anche in creme e prodotti cosmetici in generale…
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Ecco, però, il trait d’union:
gli Edc più diffusi sono gli ftalati
gli ftalati si trovano… in smalti, plastificanti e pesticidi…
Ma (ma), come hai già “vist3”, poco sopra:
il Pet è uno ftalato, utilizzato nelle bottiglie
Ecco la quadratura del cerchio:
ciò che non ti possono dire chiaramente
ciò che ti possono solamente rivelare
ciò che, comunque, puoi potenzialmente ricordare.
l’Unione Europea mette al bando gli Edc…
gli Edc più diffusi sono gli ftalati…
il Pet è uno ftalato, utilizzato nelle bottiglie…
Ergo:
l’Unione Europea mette al bando... il Pet? Non proprio...
ma... l’acqua (non solo... detersivi e saponi...) che vai a comprare è potenzialmente tossica.
Detersivi e saponi più sicuri, l'Ue mette al bando gli Edc.
18 giugno 2018
L’Unione Europea ha appena messo al bando, il 7 giugno 2018, una serie di sostanze nocive contenute in spray, detersivi, shampoo e saponi per le mani.
Si chiamano Edc, acronimo che sta per Endocrine disrupting chemicals, e sono traducibili come interferenti endocrini:
si tratta di sostanze che sono state usate per anni senza alcun bando e che oggi sono state finalmente vietate dal commercio, almeno nel nostro continente
Rientrano nei biocidi i disinfettanti, i disinfestanti, gli insetticidi, i fungicidi, i detergenti liquidi (shampoo e doccia schiuma), i detersivi per la lavatrice e per il bucato a mano, gli ammorbidenti, smacchiatori, saponi per i piatti, per lavastoviglie, per la pulizia della casa, gli spray per le zanzare, i pesticidi a uso agricolo…
I loro effetti negativi si studiano da almeno 20 anni.
Gli Edc sono centinaia e sono ovunque:
nell’aria, negli alimenti attraverso i pesticidi, in cosmetici e prodotti per l’igiene personale, in molti oggetti di uso quotidiano.
Bambini e adulti sono esposti a essi costantemente…
Tra i più noti ci sono:
gli ftalati (contenuti nelle bottigliette d’acqua)
Link 
Tra i più noti ci sono… gli ftalati (contenuti nelle bottigliette d’acqua)…
L’informazione è stat3, dunque, solo ora correttamente riportat3, nonostante l’intenzione della lobby che difende oltremodo il proprio interesse (i loro effetti negativi si studiano da almeno 20 anni... + altri decenni di libero utilizzo pregresso = quanto fa, in termini di danni diretti ed indiretti?).
Il Pet è un omopolimero lineare termoplastico, cioè rammollisce con il calore fino a completa fusione e solidifica per successivo raffreddamento…
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La temperatura è discriminante. E, con il trasporto, fa Bingo.
Anche se la pubblicità “è tutt3”… apparenza.
Acqua Sant’Anna viaggia su camion ecologici a Lng
Da oggi il trasporto dell’Acqua Sant’Anna sarà ancora più ecologico, grazie all’utilizzo di sei nuovi camion Iveco alimentati a Lng (o Gnl gas naturale liquefatto)…
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I mezzi viaggiano ecologicamente, ma (ma) nulla cambia a livello sostanziale, laddove l’acqua continua ad essere “trattat3” usualmente “qua (così)”.






Il problema delle bottiglie d'acqua esposte al sole
Bottiglie in plastica contenenti acqua, posizionate all'aperto sotto il sole cocente di questi giorni d'estate, conservate senza osservare le dovute precauzioni igienico-sanitarie dirette ad evitare che il prodotto possa subire un'alterazione che ne comprometta la genuinità o la commestibilità e il pericolo di contaminazione con le sostanze tossiche rilasciate dalla plastica sottoposta a stress termico
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7.000 bottiglie d'acqua lasciate per giorni al sole: sequestro dei Nas al Circeo.
I Nas di Latina hanno posto sotto sequestro settemila bottiglie d'acqua stipate all'esterno di un supermercato di San Felice Circeo, per un totale di novemila litri d'acqua.
Le bottiglie erano state infatti lasciate per diverso tempo al sole, col rischio di deterioramento della plastica ed un conseguente rilascio di sostanze potenzialmente dannose nell'acqua da bere.
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Per un “caso” risolto, quanta “acqua passa sotto ai ponti”?
Ecco dell’altra “pubblicità progresso”.
Il Ministero della Salute ritira un lotto di acqua "San Benedetto" - Fonte Primavera.
Il Ministero della Salute invita chi ha in casa acqua "San Benedetto" - Fonte Primavera, nel formato da 0,5 L Pet Naturale, imbottigliata presso lo stabilimento… con data di scadenza 16/11/2019, a evitare di consumarla e a riportarla al negozio dove è stata acquistata.
Il Ministero, in un comunicato diffuso oggi, informa che quel lotto contiene un'elevata prevalenza di xilene, trimetilbenzene, toluene ed etilbenzene.
Tutti gli altri lotti sono sicuri, precisa il Ministero.
Link 
Tutti gli altri lotti sono sicuri, precisa il Ministero (certamente).
E dell’associazione Edc, ftalati, Pet, bottiglie per l’acqua… nessuna traccia evidente?
Dove si trovano gli Edc.
I prodotti che contengono Edc sono un'infinità e moltissimi sono di uso quotidiano.
Fra essi vi sono saponi, detergenti, disinfettanti, cosmetici, bottiglie e contenitori di plastica, smacchiatori, ammorbidenti, detersivi per piatti e biocidi (pesticidi) in generale, come i comuni spray anti-zanzare.
Risulta praticamente impossibile riuscire a evitarli, dunque l'unico modo per proteggersi dalla loro tossicità è eliminarli del tutto dai prodotti in commercio, come stabilito dalla Commissione europea…
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Se (se)... intendi trovare, trovi e ritrovi.
Per cui, aguzza la “vista”, essendo una questione di atteggiamento “formulare”.

Il nemico invisibile
Gli Edc sono presenti ovunque:
nell’aria, negli alimenti, in cosmetici e prodotti per l’igiene personale, in molti oggetti di uso quotidiano.
Tutti ne siamo esposti a livelli costanti, bambini e adulti.
Sono centinaia, tra i più noti ci sono:
gli ftalati, il bisfenolo A (anche noto come Bpa, usato fino al 2010 per produrre biberon), il disinfettante triclosano, i parabeni (usati in creme e cosmetici, smalti per unghie).
Come ne veniamo a contatto nella nostra vita di tutti i giorni? 
Lo spiega Amalia Gastaldelli, ricercatrice dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa:
“possiamo rintracciare gli Edc in molti disinfettanti, ma anche in prodotti per l’igiene umana come shampoo e bagnoschiuma:
in questo caso li assumiamo tramite i pori della pelle.
Ma talvolta si ritrovano anche in alcuni tipi di plastica:
ad esempio lo sono gli ftalati contenuti nelle bottigliette d’acqua.
Ma gli interferenti possono anche essere ingeriti, inalati o assunti per contatto...” …
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Gli ftalati contenuti nelle bottigliette d’acqua…
Che cosa combinano una volta dentro al “tuo” complesso?
Interferenti endocrini
Con interferenti endocrini, chiamati anche perturbatori, ci si riferisce a una vasta categoria di molecole e/o miscele di sostanze che alterano la normale funzionalità ormonale dell'apparato endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, della sua progenie o di una popolazione o sotto popolazione dello stesso
Le conseguenze possono causare tumori, difetti (teratogeni) alla nascita, alterate capacità riproduttive e altri disturbi dello sviluppo in relazione all'apparato bersagliato dai singoli interferenti.
Recentemente (2015) The Endocrine Society ha pubblicato una dichiarazione sugli interferenti endocrini (Endocrine-Disrupting Chemicals, EDCs) citando specificamente l'obesità, il diabete, la riproduzione femminile e maschile, tumori ormono-sensibili nelle donne, il cancro alla prostata nei maschi, patologie tiroidee e dello sviluppo neurologico e neuroendocrino come bersagli biologici dell'essere esposti agli EDCs…
Link 
Ti succedono, dunque, cose d3 non poco conto. Vero
Ma (ma) di più, significativamente, ecco un’altra forma di “eredità”:
causando effetti avversi sulla salute di un organismo, della sua progenie o di una popolazione o sotto popolazione dello stesso
Chi agisce a livello industriale, da sempre “qua (così)” rientra nell’ambito del “dubbio”, il che significa già di per sé… che c’è qualcosa da nascondere, relativamente al proprio prodotto. 
Ovvio che non finisce certamente lì, la questione... essendo, di più, il riflesso del riflesso eco/dominante (AntiSistema).

Malgrado la presenza pervasiva delle plastiche nella nostra vita, il loro contenuto chimico rimane un mistero:
le aziende produttrici non devono dichiarare gli ingredienti sulle etichette e la maggior parte dei produttori non desidera rivelarli.
Il solo indizio riguardo all'identità chimica delle plastiche palesato ai consumatori è il codice della resina che serve a identificare i prodotti che possono essere riciclati…
Il Pet o Polietilene Tereftalato.
Ritenuta generalmente sicura, è il materiale più diffuso per la fabbricazione delle bottiglie di plastica per l'acqua minerale, le bibite, il ketchup, i collutori e dei contenitori per la conservazione o il riscaldamento al forno microonde degli alimenti.
Immaginatevi quindi le plastiche non sicure...
Vediamo di seguito tutti i pericoli del Pet:
- il riuso, sia per riscaldare gli alimenti sia per conservare liquidi, è altamente sconsigliato. Studi recenti ne hanno, infatti, evidenziato la pericolosità, dato che il Pet tende a deteriorarsi e a diffondendosi nell'alimento presente all'interno del contenitore.
In particolare, nei campioni è stata rilevata la presenza di una tossina detta Deha, sospetta di essere cancerogena e tossica per la riproduzione e il fegato.
- il Pet rilascia antimonio, un metalloide tossico, entro limiti fissati per legge se le bottiglie sono conservate a temperatura ambiente.
Qualora, invece, le bottiglie siano sottoposte a temperature più elevate e/o conservate a lungo, la quantità del metalloide può aumentare pericolosamente.
Contemporaneamente all'antimonio, è stata rilevato il rilascio dei notori composti brominati, fra cui i Pbde, un inquinante ambientale onnipervasivo con potenziali effetti di interferente endocrino e neurotossico.
- come evidenzia il suo nome, il Pet contiene ftalati, plastificanti che servono a rendere la plastica più flessibile, generalmente ritenuti innocui.
Peccato che uno studio tedesco dell'Università Johann Wolfgang Goethe di Francoforte, pubblicato on line nel 2009, oltre ad elencare numerosi studi precedenti che hanno rilevato ftalati ormono-mimici nell'acqua minerale imbottigliata in bottiglie di Pet... afferma:
"i nostri ritrovamenti forniscono la prima prova di un'ampia contaminazione dell'acqua minerale (imbottigliata in PET n.d.A) da xeno-estrogeni, tipicamente fra i 2-40 ng/l EEQ (estradiol equivalent = equivalente ad estradiolo – l'ormone sessuale prevalente nel sesso femminile).
Il consumo d'acqua minerale può pertanto contribuire all'esposizione umana agli interferenti endocrini.
Inoltre, è probabile che tale contaminazione derivi dal materiale di confezionamento di plastica perché l'acqua minerale imbottigliata in Pet e Tetra Pak è più estrogenica di quella imbottigliata in vetro.
Tale riscontro sostiene l'ipotesi che gli additivi - plastificanti o catalizzatori - migrino dalla confezione di plastica all'alimento che contengono...
È possibile che si sia individuato solo la punta dell'iceberg e che le confezioni di plastica siano una fonte primaria di contaminazione da xeno-ormoni di molti altri alimenti…"...
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Ancora…
Con il Pet (polietilene tereftalato, numero 1) vengono realizzate bottiglie e recipienti trasparenti per acqua, bibite e cibi.
Questo tipo di plastica per alimenti è sicura se impiegata per contenere prodotti freddi. Il calore, infatti, ne favorisce la degradazione, che può rilasciare sostanze nocive con l’antimonio e l’acetaldeide.
Questi contenitori sono concepiti per essere essenzialmente monouso, quindi, non dovrebbero essere riutilizzati a lungo…
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Non solo.
Other, O (7).
Con la “O” e il numero 7 sono contrassegnate le plastiche potenzialmente più pericolose (policarbonato, resine epossidiche e melammina), che possono rilasciare sostanze nocive come il bisfenolo A e la formaldeide.
Questi materiali sono utilizzati per produrre stoviglie, bicchieri, piatti e recipienti rigidi antiurto.
Questi oggetti non devono mai essere scaldati o entrare a contatto con cibi molto caldi.
La resina epossidica è impiegata nei rivestimenti interni delle lattine e delle scatolette, per isolare il metallo dal cibo contenuto.
La Francia e il Canada hanno vietato l’utilizzo, l’esportazione e l’importazione di oggetti nei quali sono presenti questi materiali. L’Unione Europea, dal 2011, ha proibito l’uso di queste plastiche per la produzione dei biberon...
Link 
Plastica per alimenti e sostanze da evitare.
In questa parte dell’approfondimento, cercheremo di saperne di più sulle sostanze dannose citate precedentemente, che possono rendere la plastica per alimenti non del tutto sicura.
La principale criticità è dovuta alla loro possibile migrazione nei cibi, aspetto che può essere favorito soprattutto dalle temperature elevate e dalla presenza di grassi negli alimenti.
Come sottolinea il professor Enzo Spisni, “si tratta di componenti tossici molto dannosi, anche in piccole quantità. Sono interferenti endocrini, ovvero in grado di mimare la funzione degli ormoni, influenzando negativamente l’equilibrio ormonale dell’organismo. Bastano livelli di contaminazione degli alimenti molto ridotti per causare danni rilevanti.
L’esposizione del feto nel periodo prenatale sembra essere la più pericolosa, correlata a problemi di infertilità. Inoltre, ci sono interrogativi sullo sviluppo di tumori e patologie neurologiche...”.
La presenza anche minima di queste sostanze, quindi, può avere ripercussioni nocive da non sottovalutare, specialmente nelle fasi delicate dello sviluppo fetale, neonatale e puberale.
Effetto cocktail ed esposizione a vita.
Da considerare con attenzione, inoltre, è l’alto numero dei componenti potenzialmente dannosi – che può favorire un pericoloso “effetto cocktail” – e la durata dell’esposizione alla quale siamo soggetti.
Spisni aggiunge che “ancora si deve capire come e quanto può pesare un’esposizione che di fatto coincide con la vita stessa degli individui.
Finora sono stati condotti esperimenti sui ratti, quasi sempre concentrati sugli adulti, o comunque sulla seconda metà della vita degli individui. Gli esseri umani, però, sono esposti continuativamente a queste sostanze, dallo stato fetale fino alla morte...”.
Resta il fatto che nella vita quotidiana molto difficilmente possiamo evitare l’esposizione a queste sostanze. Come ha riconosciuto l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), a oggi gli effetti di questi composti non sono del tutto chiari, e sono necessarie analisi più evolute e dettagliate.
Per questi motivi, la plastica per alimenti non può essere considerata totalmente sicura.
A tal proposito, Spisni puntualizza che “quello che sappiamo potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Ad ogni modo, sono sostanze che per quanto possibile vanno evitate.
Gli ftalati, ad esempio, erano presenti nei biberon e in tutte le plastiche ammorbidite, che li rilasciavano soprattutto nei primi utilizzi. Quindi, se il biberon veniva messo in acqua calda per alcune volte prima di essere usato, in seguito il rilascio di questi componenti calava sensibilmente...”
Mai coi cibi caldi.
L’intervistato mette in guardia sull’utilizzo improprio delle plastiche alimentari. “Nel caso dell’utilizzo di bicchieri o stoviglie di plastica con cibi o liquidi caldi, però, il problema rimane. I bicchieri sono marchiati secondo la temperatura che possono sopportare, ma spesso si usano oggetti non idonei alle alte temperature.
Anche la carta, che è comunque trattata, non è esente da questo problema. In generale, io sconsiglio gli usa e getta per le bevande calde.
Quando si può, è sempre meglio utilizzare il vetro o la ceramica...”.
Il professore sottolinea un’altra eventualità da considerare, che richiama alla memoria alcuni casi verificatisi in passato con i materiali considerati sicuri.
Non è escluso che la plastica per alimenti oggi ritenuta sicura, un domani si possa rivelare nociva. Da considerare, inoltre, le ricadute relative all’inquinamento dovute a un grande impiego di questi materiali...”.
In un articolo sulla presenza di microplastiche nel mar Mediterraneo abbiamo approfondito anche questo aspetto...
Link 
Il Bollettino odierno ha lasciato “parlare” soprattutt3 l’informazione
Del resto, il segnale portante SPS (Spazio Potenziale Solid3) è servito soprattutt3 a/per permettere di aguzzare la vista (“sentire”).
Così come è d’uopo accorgerti che qualsiasi ambito “sociale” è sempre significativamente “informazione (memoria frattale espansa), verità sferica”.
A parte la struttura AntiSistemica dell’articolo e della “rivelazione”, nota bene come la “forma” ch’emerge sia sempre quella di una Rete Frattale (frattalità espansa)”.
Scienziato italiano scopre l'ultima parte dell'Universo: nei gas la massa finora mancante
L'universo è finalmente “completo”:
è stata trovata la massa mancante, ossia la materia visibile prevista dai calcoli, ma di cui non c'era traccia in 10 miliardi di anni di storia...
Si nasconde nei filamenti di gas che attraversano il cosmo come una ragnatela
Link 
Certo. A confronto, il problema Pet non è affatto un problema. No?
Sei nell’AntiSistema, dove tutt3 (tutt3) è “veleno” per te, essendo incanto (Rete). Dove non tutt3 è alla luce del Sole, ovvero, dove esiste un/il... segreto (l'eco/dominante è onda = immanifestazione, se non a livello particellare - realtà manifesta qua (così):
qualcosa a cui non dai, però, molto credito).

Se (se) non cogli il nesso causale (fondamentale), ciò non toglie nulla al manto di verità sferica che, comunque, continua ad auto imperversare, nella misura in cui:
è
sia… verità sferica
che… verità di parte (privata, poiché privazione).
Per la serie: chi l3 fa, l’aspetti
“Fai… la cosa giusta: sii ‘formulare’”.
        
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2018
Bollettino numero 2332