lunedì 15 settembre 2014

Vedere il proprio condizionamento.


 
La maggior parte delle riserve della Banca nazionale svizzera sono in euro, il che significa che se l’euro vacilla, gli svizzeri avranno l’acqua alla gola…
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Uhm… che cosa abbiamo, qua? Beh… abbiamo il solito giro di/a “collo di bottiglia”. Qualcosa di strategicamente concepito in maniera tale da… controllare a monte una certa situazione.
In modo da controllare (in)direttamente, in maniera non manifesta, non palese per l’occhio “inesperto”, in maniera non locale eppure (com)presente, ubiqua, sottile e… con relativamente “poco sforzo”, visto che una volta costruita l’infrastruttura d’insieme, non ti rimane che “tirare i fili”
Con che cosa “tiri questi fili”?
Con la leva del denaro e l’utilizzo di strategie. Facendo perno sulla Massa e sulla relativa “ignoranza”, sulla non consapevolezza di essere parte attrice, perfettamente recitante proprio perché sconnessa dal proprio “passato”
Ora, che cos’è il denaro?
Oltre che ad essere una forma di “carburante” è... anche, virtuale, finto, frutto di una convinzione derivante da una convenzione respirata nell’aria, insieme all’aria.
Ossia, qualcosa di “arbitrariamente (da qualcuno) inventato al fine di poter svolgere scambi commerciali (di e tra esseri umani)”, al di là della forma arcaica del baratto e di una “stretta di mano” (cont-r-atto).
Qualcosa che “non esiste” (come una legge) appare nelle 3d, ad un certo punto, iniziando a regolare la Vita delle persone. L’(app)parire è frutto di una (ri)soluzione “evidente” ad/per un problema reale, misurato attorno al proprio esistere di tutti i giorni (il fare la spesa, l’intendersi, lo stare insieme, l’avere la necessità dei prodotti altrui, etc.).
Che cosa è diventata, “oggi”, una simile “panacea” che, ai tempi, deve essersi dimostrata tanto utile e necessaria, per progresssivo (auto)convincimento realtivamente ad un oggettivo problema di "(ri)comprensione nello scambio di materiale"?
La tua (ri)connessione all’(Anti)Sistema (un segnale portante):
la tua zavorra, il motivo per il quale sei sempre sotto controllo, (pre)visto ed anticipato.


Il denaro è “una cella di memoria” di/in un mainframe centrale (nel quale non ci sono differenze di classe, ceto, lingua, credo, etc.).
Quanto ne possiedi è (i)scritto lì dentro e, come tale, tu possiedi una informazione codificata in uno spazio invisibile ad occhio umano. Il “tuo” conto corrente necessita di una spesa annuale? Bene… questa è la (ri)prova che lo spazio digitale entro il quale è definita l’informazione che ti (ri)guarda è, in realtà, il “costo” che paghi alla banca per il “servizio”:
un canone di affitto, per uno spazio che esiste al di là della dimensione a cui sei abituato a guardare.
Una volta conferito il potere alla tal forma sociale di convinzione, in questo caso al denaro, il controllo passa anche da lì. Controllare il flusso di denaro permette, ad esempio, alle banche centrali di (pre)determinare “tutto” ciò che accadrà, in seguito, a valle.
Il caso non esiste. La realtà 3d è “solo” ciò che i modelli sociali alla moda, macchinano. Ma… tutto passa, prima, da una fase di progettazione (per ispirazione), ergo?
Tutto è controllabile ed è, dunque, controllato, perché… preventivamente concepito per adoperarsi ed aprirsi verso una manipolazione (in)diretta. A livello frattale significa che:
esiste un v(e/o)rtice di potere che non appare, visto che i modelli sociali sono interamente organizzati in strutture a “collo di bottiglia, in leva, non manifeste”.
La forma della piramide è la “gerarchia”. Sino a quando questa “figura” rimarrà tale (in proiezione sul Mondo e "adorata"), condizionerà tutto e tutti. Le 3d attuali sono, di fatti, piene di strutture piramidali...

Una realtà 3d piena di "simboli" che, agiscono (s)oggettivamente ad ogni livello, nella/sulla tua (com)presenza entro il medesimo piano di auto contenimento.

Le strutture a “collo di bottiglia, in leva, non manifeste”, non sono - appunto - piramidali, essendo le forme delle infrastrutture di base, entro le quali le simbologie piramidali si delineano fisicamente frattalmente.

Perché, ad esempio, vai a letto in un modo e ti (ri)svegli in un altro? Wow… che bellezza, vero!
È, in poche parole, ciò che può essere dedotto, ad esempio, dalla famosa espressione “da bar”:
alla sera leoni, alla mattina
Ma, in questo caso, il (ri)ferimento non è solo inerente al grado di "spasso della sera prima”. Naa, non è solo questo. Anche senza esagerare coi divertimenti, sei comunque soggetto ad una sorta di “reset/restore” del tuo “sistema operativo”. La tua memoria viene (ri)portata ad un punto medio, che funge da nuovo inizio. Al mattino ti (ri)svegli. Ti svegli ancora nelle medesime modalità di stanziamento ed (auto)intrattenimento.
E, di fatti, la Vita che ti attende è la solita di sempre.
Ciò che ti accingi a fare equivale, al livello frattale, a ciò che “subisci sottilmente”. La notte porta consiglio? Beh… lo porta nella misura in cui, il consiglio è inerente al rimanere agganciato al modello sociale di (ri)ferimento? Tu lo percepisci così, ovviamente, il “buon consiglio” è sempre qualcosa che (ri)guarda il rinnovo ed il mantenimento dello status quo, anche quando “parti con una nuova idea in qualcosa di nuovo”.
Tu sei “limato verso il basso” e non esiste nulla che ti “riempie” veramente, per cui… tu non sei realmente “sveglio” ed il tuo (ri)svegliarti, ad ogni mattina, è solo un automatismo che ti (ri)pulisce dentro e fuori, come una doccia giornaliera ti leva il sudore di dosso.
 
Che cosa utilizzi per lavarti? Sostanze chimiche che, unilateralmente, non produci tu ma compri al supermercato (o nel migliore negozio della “tua” città). Cioè, pur non sapendo cosa sia contenuto nel tal prodotto (non ne hai le competenze), conti sulla tutela che la legge (pre)vede per te. Per cui ti spalmi addosso creme, soluzioni, mix (al)ch(e/i)mici dalle qualità misteriose che, l’etichetta non può mai del tutto (ri)velarti integralmente.
La base di partenza è la tua ignoranza e il tuo stato di inconsapevolezza.
Tra le sostanze inerti ce ne sono di “attive”. Esse vengono assorbite velocemente dalla pelle e passano in circolo, dentro di te. Che cosa fanno?
Tu che ne dici?
Sarebbe sufficiente anche la "sola" chimica ma... hai mai sentito parlare di “nanotecnologie”? Certo che sì. Mica vivi su un albero! Sei “moderno e tecnologico”, no?
Allora (ri)pensa a che cosa sei aperto, sostanzialmente, ad ogni istante della tua esistenza.
E pensa anche a “che cosa sei/sai”, di conseguenza.
Tu credi che esistano davvero i “virus” nei computer? Credi che un insieme di “fredda” tecnologia possa… prendere l’influenza? He He He.

I virus sono stati progettati. Da chi? A parte le solite leggende metropolitane… sono stati progettati da esseri umani, i quali avevano idea di mettere a punto un nuovo business, ad immagine e somiglianza della Vita che colonizza ogni nuovo spazio disponibile.
Ora, costoro hanno tratto un beneficio personale, attraverso la creazione di "spazi d’affari" ma, non sono costoro il Nucleo Primo.
Il Nucleo Primo è colui che ha (pre)visto ed ispirato, perchè "serviva"...
Egli non ha mai necessità primaria di apparire direttamente. A che gli serve, se esiste sempre qualcuno disposto a svolgere ogni tipo di mansione/lavoro per esso?
È così difficile, per te, credere che esistano delle persone tanto sagaci e capaci? Delle persone dall’Ego che funziona diversamente da come credi, per le quali non serve apparire direttamente ma “godere in virtù dello stanziamento nel terzo stato quantico della possibilità”; quello che tu non percepisci più (guarda caso).
Nel Mondo ma non del Mondo…

  
Eppure, ti basta osservare meglio tutto quello che ti circonda, perché tutto funziona analogamente così.
I "punti di vertice" sono sempre sottili, nel senso che tendono a limitare la loro presenza fisica nella realtà sociale. Pensa anche solo in termini di “pericoli ai quali vai incontro se, sei ricco e popolare” (la scusante, ad esempio, per la quale in Italia è in vigore l’anonimato, relativamente alle vincite dei concorsi popolari gestiti dallo Stato ed ampia scusante, in realtà, per non distribuire affatto le vincite più rilevanti).
Chi controlla?
Chi controlla chi/cosa?
Lo Stato? See…

Lo Stato sei anche tu, ma tu… sei sempre impegnato a fare altro. Per cui… chi controlla che le “cose” sfilino esattamente per come la legge lo (pre)vede? Gli organi (pre)disposti e competenti, ossia?
 
Che idea ti sei fatto di questi “organi”?
Non ti sei, forse, fatto un’idea leggermente “pessimista”?
Non ti sembra che le “cose” funzionino un po’ stranamente?
Che taluni meccanismi (ri)sentano di  qualcosa che non ti convince del tutto?
 
Pensa: perché penso così? Perché (ri)tengo la società un “covo di serpi”?
È, forse, casuale?

Eppure non ti resta che “fidarti” ma, in una maniera mai del tutto convinta. Sei solo convinto di essere attento/a. Infatti, le cose continuano a succedere nella stessa maniera, lasciandoti ogni volta di “sasso”. Ma come? Ero attento/a… eppure, mi hanno fregato ancora una volta!


La cosa “bella” o diabolica è che ne hai solo una vaga percezione ma, in realtà, non sai nemmeno quantificare “cosa tu abbia perso”. Se vai ad un comando dei Carabinieri, che gli racconti? Se vai dallo psicologo, che gli racconti. E… se vai dal prete o dal dottore, cosa cambia? Forse un "buon" avvocato potrebbe dirti qualcosa di... sensato a tal proposito. 
E, allora, ci bevi o mangi sopra. La Vita è dura, sei portato a pensare… “nessuno regala niente a nessuno”.
Sopravvivi

Senza un motivo che valga da solo veramente la pena di “vivere”. Morto dentro. Bollito. Pronto per essere divorato piano piano. Tu fai fatica a comprendere che esiste una (com)presenza nel Mondo, che ti (ri)utilizza sempre…
Se ci (ri)fletti per bene, potrai percepirla con le medesime qualità che “tu” hai dato a Dio.
E… se sei sufficientemente “attento”, ti accorgerai che lo stato del Mondo 3d attuale, è meglio inquadrabile se “togli Dio” e metti il Nucleo Primo.

Dio come può permettere tutto questo?
Non è, forse, un tuo motto!
Dio (se ci fosse) non lo potrebbe permettere ma… il Nucleo Primo, sì.
- Sentite… non voglio offendere nessuno, ma credevo che foste un po’ più… eroici.
- Quello che il mio stimato compagno stava tentando di dire, a modo suo, è che… siamo antiquati. Siamo guerrieri, ma senza una guerra da poter combattere e allora beviamo, ci azzuffiamo, litighiamo con le guardie del Cardinale e poi beviamo di nuovo. Quello che ci serve è una causa importante… ma non ci sono più cause importanti…

I tre moschettieri
Quello che ci serve è una causa importante:
tu sei la tua causa importante. Ma tu sei un sonnambulo dentro a quello che credi di essere!
La “guerra da combattere” non è una “guerra 3d”, per come vedi da sempre al cinema. La “guerra” è un riflesso frattale di qualcosa che ti attanaglia in toto:
(senso figurato) situazione problematica tra due o più individui:
contesa, ostilità…
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La Guerra è... uno “scompiglio” in una situazione.
Il suo “suono” innesca un programma insito nella mente di ogni umano, da “sempre”… visto che ogni umano è connesso al segnale (im)portante di (ri)ferimento.
Apriti Sesamo”… e la montagna si apre (il programma si attiva).


(Ri)flessi condizionati di controllo. Il Tempo trascorso nelle 3d attuali, ha permesso l’intensificazione dell’intreccio, della trama ed “ora” sei nella totalità del tuo (auto)intrattenimento.
Nuova stretta su internet in Turchia.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha firmato e promulgato la legge approvata in settimana dal Parlamento di Ankara che rafforza ulteriormente il controllo di internet nel paese, nonostante...

le proteste dell'opposizione che ha annunciato ricorso alla Corte Costituzionale.
La nuova stretta, dopo quella di marzo, consente al presidente dell'autorità tlc, nominato dal governo, di chiudere entro 4 ore siti o piattaforme, senza decisione giudiziaria, per "ordine pubblico", "sicurezza azionale" o "prevenire un reato".
La Tib (presidente e autorità per le telecomunicazioni) è inoltre autorizzata a registrare e conservare i dati sul traffico in rete degli utenti.
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Serve altro?
 
Serve una “causa vera ed importante” per il tuo (ri)destarti.


Serve che tu ti accorga del tuo stato di condizionamento:
(ri)correndo alla frattalità è più “facile”, laddove non esiste, inizialmente, facile o difficile ma esiste solo il percorribile alla luce dello status quo. Qualcosa che abbisogna di un “innesco”.
Ultimamente, nei miei panni fisici, ho avuto momenti di consapevolezza accresciuta ed, immediatamente, essendo in mezzo alle persone, ho colto il senso originale di essere “sotto ipnosi” o “intenti nel proprio programma, ad eseguire "righe di routine" apparentemente diverse, eppure tutte accomunate da un qualcosa di superiormente collegante e sincronizzante”
Ognuno funziona secondo un proprio programma, all’interno di una “diversità” (pre)vista. Ogni vicissitudine entro la quale spendi del tempo, è una derivazione di un programma mentale, che la mente si limita ad interpretare, non aggiungendo altro che:
ciò che doveva aggiungere/produrre.
Il “lavoro” c’è sempre in questo ambito.
Il fatto di non (ri)cordare qualcosa, che è accaduto globalmente nel “passato”, significa che "ora ogni umano è diventato un Human Bit, un pseudo (ri)cordante limitato nelle proprie funzioni e sconnesso da quella parte di sé che dorme, isolata nella torre più alta del castello più inaccessibile"
Non (ri)cordando, tu diventi il più grande attore calcante il palcoscenico delle 3d, della Terra 3d intera (ognuno). Tu sei da “Oscar”. Tu sei fantastico/a, perché reciti con grande convinzione, appunto… per mezzo di quella convinzione convenzionale, che deriva dal non (ri)levare altre alternative praticabili, alla luce della “ragion logica e dell’intelletto che non puoi mettere assolutamente in dubbio”.
Il cervello classifica le parole durante il sonno.
Il cervello rimane attivo anche mentre dormiamo. Tanto che le persone sono in grado di classificare le parole durante il sonno.
A scoprirlo un gruppo di ricercatori dell'Ecole Normale Superieure di Parigi e dell'Università di Cambridge in uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology. Gli studiosi hanno sottoposto un test a un gruppo di volontari mentre erano svegli e hanno scoperto che essi continuavano a rispondere correttamente anche durante il sonno.
Attraverso l'utilizzo di un elettroencefalogramma i ricercatori hanno registrato l'attività cerebrale dei soggetti. Dai risultati è emerso che il cervello è in grado di eseguire compiti complessi anche mentre si dorme, in particolare se l'attività è automatizzata.
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Dai risultati è emerso che il cervello è in grado di eseguire compiti complessi anche mentre si dorme, in particolare se l'attività è automatizzata…
 
Lo conferma anche SPS. He He he… ma, in altra “salsa”.
Intervista al ceo dei Fondi salva-Stati: “Le riforme funzionano, chi le ha fatte ora cresce”
Se quei Paesi in crisi non fossero stati aiutati dall'Efsf/Esm ora vivremmo in un mondo molto diverso, l'Europa stessa sarebbe un posto diverso…
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Attenzione; leggi frattalmente:
  • le riforme funzionano, chi le ha fatte ora cresce”… (“chi” le ha fatte?)
  • se quei Paesi in crisi non fossero stati aiutati dall'Efsf/Esm ora vivremmo in un mondo molto diverso, l'Europa stessa sarebbe un posto diverso…
Un Mondo diverso? Wowche cosa ti sei perso. In  che cosa ti sei perso
Le infrastrutture ti tengono ampiamente sotto controllo. Non ne puoi fare a meno. La legge te lo impedisce, ossia, tutto ciò in cui (ri)poni la tua fiduca e che credi di avere “conquistato” (sviluppo, crescita, evoluzione) è ciò che, invece, ti rende docile e mansueto.
Apple Pay sarà davvero la fine del portafoglio?
Apple mira a controllare l'universo dei pagamenti mobili, diffondendoli, a scapito di Google e degli operatori mobili:
grazie a un mix speciale di sicurezza e usabilità.
È questa la lettura che un po' tutti gli esperti stanno dando ad Apple Pay, sistema annunciato il 9 settembre con l'iPhone 6 e l'Apple Watch. Per ora è previsto solo negli Stati Uniti (a ottobre), ma è quasi certo che il sistema arriverà in Europa e quindi (forse) anche in Italia. E sarà così:
avviciniamo il nuovo iPhone (il sesto) al Pos del negoziante, poggiamo il dito sul lettore di impronte digitali integrato e usciamo, senza fare altro.
Abbiamo già pagato:
con la carta di credito ospitata, in modo criptato, su un chip speciale del cellulare (il Secure Element); lo scambio di informazioni con il Pos avviene tramite onde radio (tecnologia Nfc). Ma con l'impronta digitale e Apple Pay potremo comprare anche online, al posto di digitare password o numeri di carta, come già possibile con Samsung.
Certo, Apple non ha inventato nulla di nuovo.
"Ma a dispetto dell'opinione comune, Apple non inventa mai un mercato. Piuttosto, si inserisce in quelli esistenti per ridefinirli, riuscendo a portarli verso il pubblico di massa", dice Ian Fogg, analista di Ihs.
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Ma a dispetto dell'opinione comune, Apple non inventa mai un mercato. Piuttosto, si inserisce in quelli esistenti per ridefinirli, riuscendo a portarli verso il pubblico di massa…
Proprio come fa un... "virus".
Queste sono ampie tracce frattali della strategia e (com)presenza del Nucleo Primo, pur non avendo nulla a che fare, direttamente, la Apple, con il Nucleo Primo.
Riesci a concepire un’alleanza con qualcuno/qualcosa, senza che una delle due parti lo sappia minimamente?
Ecco:
benvenuto nella tua (im)materiale forma di realtà 3d.
Benvenuto a “casa”. Una casa entro la quale ti rinchiudi (in)volontariamente, per sfuggire a giornate di lavoro e di “Vita” senza senso e senza “cause per le quali poter esistere autenticamente”.
Una corsa con il tempo per raggiungere il momento della Pensione, la tua vecchiaia.
Un paradosso che ti sembra normale.
Vivi sempre più velocemente per invecchiare prima.
Vivi con una serie infinita di “mezze verità/mezze falsità”, osservando comunque il bicchiere sempre pieno… a metà.
Mokusatsu: la parola che cambiò l'esito della seconda guerra mondiale.
Un errore di traduzione scatenò il bombardamento atomico su Hiroshima e Nagasaki. Ma è andata davvero così?...
Il 26 luglio del 1945, Stati Uniti, Cina e Gran Bretagna rilasciano la dichiarazione di Potsdam, dal nome del paese tedesco in cui Truman, Churchill e Chiang Kai-shek si trovano. Una lunga dichiarazione, divisa in 13 punti, ma il cui senso era uno solo:
"Se il Giappone non si arrende alle nostre condizioni andrà incontro a una rapida e totale distruzione".
Queste ultime parole chiudevano il tredicesimo punto della dichiarazione.
In quella data, Truman già sapeva che la gigantesca invasione del Giappone prevista per novembre non era più l'unica opzione:
la bomba atomica era operativa da poco più di una settimana.
Il giorno dopo, il primo ministro giapponese si trova a rispondere alla domande dei giornalisti in una conferenza stampa. E inevitabilmente gli viene chiesto un commento sull'ultimatum lanciato dai suoi avversari. La risposta fu un'unica parola, una parola che però potrebbe aver cambiato il corso della Seconda Guerra Mondiale e dell'intera storia:
"Mokusatsu".
Le parole spesso non hanno un significato univoco. O possono non avere una traduzione esatta e precisa in un'altra lingua.
In casi come questo, il modo in cui si decide di tradurre una parola può anche decidere della vita di centinaia di migliaia di persone. È il caso di "mokusatsu", parola che deriva in parte da "silenzio" e che può significare sia qualcosa di molto simile al nostro "no comment", sia qualcosa di molto più sprezzante, simile al nostro "non merita commenti", "da non prendere in considerazione".
È evidente, soprattutto in una situazione del genere, che fra le due traduzioni c'è una grande differenza.
Molto probabilmente il premier Suzuki intendeva semplicemente astenersi da ogni dichiarazione, perché sulla questione nessuna decisione era ancora stata presa:
si voleva attendere la reazione dei russi, capire se la "rapida distruzione" riguardasse solo l'esercito o tutto il paese, approfondire quali potevano essere le concessioni, se davvero c'era un modo di salvare la faccia; insomma:
c'era bisogno di prendere tempo.
Ma le agenzie di stampa internazionali decisero che la traduzione da utilizzare fosse la seconda: "Non merita commenti". Fin qui, quanto si sa per certo; dopodiché si entra nel campo del possibile…
Fu davvero solo quell'errore di traduzione a scatenare il bombardamento atomico da parte degli Usa? Non lo sapremo mai…
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È vero (e te lo dicono espressamente) che:
le agenzie di stampa internazionali decisero che la traduzione da utilizzare fosse la seconda: "Non merita commenti". Fin qui, quanto si sa per certo; dopodiché si entra nel campo del possibile…
Ossia:
  • da chi/cosa sono controllate le “agenzie di stampa internazionale”?
He He He… questa è una verità piena e non certamente una “mezza verità/falsità”:
fin qui, quanto si sa per certo
Metodo Indiretto: leggere tra le righe, tra “il non detto che, però, c'è sempre”.
Qualcosa che va al di là della versione soggettiva, in quanto è estremamente oggettivo ciò che questa citazione (ri)porta.
Estendendo l’analogia… è impossibile che, dunque, la decisione di sganciare le atomiche sul Giappone siano state il frutto di un fraintendimento.

Se il Giappone non si arrende alle nostre condizioni andrà incontro a una rapida e totale distruzione". Queste ultime parole chiudevano il tredicesimo punto della dichiarazione…
 
Le (pre)visioni sono una realtà, in questa realtà 3d.

I giapponesi facevano comodo, essendo dei grandi lavoratori per programmazione (auto)indotta a “dosi di cavallo” e, di fatti, giunse il tempo di invaderli e conquistarli, in maniera tale da (ri)organizzarli da dentro, levando quella componente di/da capro espiatorio che aveva, ad ogni effetto, fatto il suo tempo. La guerra era stata organizzata ed era finita proprio secondo programma

Ora non rimaneva che entrare nella fase successiva della (pre)visione.
Fai, anche, attenzione a come SPS si esprime, innovando il modo di porsi:
ora… non rimaneva (i due tempi coesistono, mettendo in luce qualcosa di unico e consequenziali, di sempre com-presente, seppure lo analizzi dal presente nel/dal passato).
Ora (a quel punto) non rimaneva che…

Leggi:
step 1
step 2
step (n).
Jiddu Krishnamurti: vedere il proprio condizionamento...
È possibile per noi esseri umani, esseri umani che vivono nel mondo terribile che abbiamo creato, trasformarci radicalmente?
Il problema è tutto qui. Alcuni filosofi e altri hanno affermato che il condizionamento umano non si può cambiare radicalmente; lo si può modificare, rifinire e migliorare, ma la qualità fondamentale del condizionamento non si può alterare. Sono in molti a pensarla così, gli esistenzialisti, ad esempio.
Perché accettiamo questo condizionamento?
State seguendo, spero, il ragionamento. Perché accettiamo il nostro condizionamento, che ha prodotto un mondo letteralmente folle, dissennato? Dove vogliamo la pace e vendiamo armamenti, dove vogliamo la pace e creiamo divisioni nazionalistiche, economiche, sociali, dove vogliamo la pace e tutte le religioni, le organizzazioni religiose, ci fanno sentire separati come lo sono loro.
C'è un'enorme contraddizione tanto all'esterno che dentro di noi. Mi chiedo se ci rendiamo conto di tutto questo dentro di noi, non di quello che succede fuori. La maggior parte di noi sa cosa sta succedendo fuori, non occorre un'intelligenza particolare, basta osservare. E la confusione esterna è in parte responsabile del nostro condizionamento. Ci chiediamo:
è possibile trasformare radicalmente questa situazione dentro di noi? Perché solo allora avremo una buona società, dove non ci si ferisce a vicenda psicologicamente o fisicamente.
Quando ci poniamo questa domanda, che risposta c'è nel profondo?
Siamo condizionati, non solo in quanto inglesi, tedeschi o francesi, ma condizionati anche da varie forme di desiderio, credenza, piacere e conflitto, ivi compreso il conflitto psicologico. Tutto questo e altro contribuisce al condizionamento. Prenderemo in esame l'argomento.
Ci stiamo chiedendo, stiamo riflettendo insieme, mi auguro, se questo condizionamento, questa prigione umana fatta di pena, di solitudine, di angoscia, di affermazione personale, di pressioni, di soddisfazione, e tutto il resto... questo è il nostro condizionamento, la nostra coscienza, e la coscienza è il suo contenuto... se tutta questa struttura possa essere trasformata.
Altrimenti non ci sarà mai pace in questo mondo.
Interverrà forse qualche piccola modifica, ma l'uomo continuerà a combattere, a scontrarsi, in perpetuo conflitto con se stesso e con l'esterno. Dunque questa è la nostra domanda. Possiamo rifletterci insieme?...
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Krishnamurti non si accorse della (com)presenza del Nucleo Primo, che rende tutto ciò un incantesimo e, come tale, che si ostina in maniera tale da mantenere lo smarrimento umano (per qualsiasi motivo e in qualsiasi modo sia sorto) sempre “attuale”.
In un simile “spazio” l’approccio umano non deve più essere solo “spirituale” (essendo un simile stato, “degradato” al rango di un termine e di un suono ormai senza senso, intercettato dal firewall 3d che mantiene tutto all’interno di un ordine predisposto ad hoc, per auto intrattenere), bensì – anche  e soprattutto, almeno nella fase di innesco – frattalmente stimolante, epico, eroico, stoico, potente a livello di rappresentazione energetica:
- Sentite… non voglio offendere nessuno, ma credevo che foste un po’ più… eroici.
- Quello che il mio stimato compagno stava tentando di dire, a modo suo, è che… siamo antiquati. Siamo guerrieri, ma senza una guerra da poter combattere e allora beviamo, ci azzuffiamo, litighiamo con le guardie del Cardinale e poi beviamo di nuovo. Quello che ci serve è una causa importante… ma non ci sono più cause importanti…
I tre moschettieri

Infatti, le attuali 3d alla lunga rendono "gobbo" il profilo umano e la relativa colonna vertebrale (sonora). Omettendo di inserire nella scena 3d, la figura dell'univoco “cattivo/nemico” (come invece accade regolarmente in ogni film o romanzo), anzi… facendolo solo “annusare” per televisione e sempre lontano dalla propria realtà e portata, la Vita interpersonale si riduce a qualcosa che ricuce pur sempre una simile presenza, al massimo, al rango del proprio “capo ufficio” o del “collega di lavoro” o al “dirimpettaio di appartamento”.
Ciò che sembra “buono” (segno della scomparsa della guerra dal proprio presente) è, invece (all'interno del  medesimo paradigma), un segno di una diluizione in una visione incantesimale della realtà 3d, entro la quale progressivamente non si ricaverà più nulla di valido, al fine di potersi manifestare con altro “impegno e presenza energetica”.
Trova il modo di comprendere queste parole:
  • SPS non sta inneggiando alla guerra
  • SPS sta agganciando un segnale diverso rispetto a quello che, ora, presti tutto te stesso. La “guerra” ha vari livelli di possibilità e, alla fine, stiamo solo (ri)correndo all’utilizzo di termini e, in definitiva, stiamo solo esprimendo "qualcosa attraverso qualcosa" (la meccanicità del linguaggio e, dunque, di un'altra infrastruttura controllata all’origine).
Se stessimo parlando, staremmo solo emettendo dei suoni.

È qualcosa d’altro l’intendersi (ad esempio, il segnale portante del Nucleo Primo è totale, pur non essendo evidente).

Qualcosa che, quando padroneggi, non corri il rischio di fraintendere. Ok?
Riesci ad immaginare ciò?
Se non ce la fai, considerati “(ri)mandato a settembre”. He He He
Non basta una (ri)lettura dei "classici" (di qualsiasi estrazione), per crederti migliore degli altri o della versione di stesso "meno uno" (il “prima”). Naa…

L’incantesimo è totale e, pur (ri)entrandoci anche SPS, SPS ti raggiunge anche per altri versi, perché SPS è agganciato anche ad un altro segnale (im)portante.
Ti lascio con una (ri)flessione molto profonda:
hai presente quando vivi stati di grande sensibilità? Quando tutto ti raggiunge in maniera più spiccata. Quando una situazione, sensoriale, ti rende triste, allegro, depresso, felice, di malumore o di buonumore… a partire anche da "solo" ciò che vedi (forma).
Ebbene, credo che tu stia misurando gli effetti di una tua esposizione ad un potere simbolico/archetipico, presente e testimoniato dalla/nella tal situazione (può anche essere un oggetto).

 

Cioè, hai la (ri)prova frattale e fisica di cosa significhi il concetto, sempre molto astratto, di “simbolo” (pensa anche alle forme dell’architettura, alle forme in generale) e del suo potere su di te, in termini di “sua influenza”.
È centrale accorgersi frattalmente, alla tua portata, di ogni “cosa/effetto”.
Da “lì” puoi meglio (ri)comprendere perché un edificio sia stato costruito con una certa forma, angolo, altezza, proporzione, etc.
Ossia, puoi renderti conto che il caso è, attorno a te, completamente bandito
Una casa con una striscia di verde, sul davanti, larga mezzo metro, a ridosso della mura di cinta, risalente agli anni 50/60 del secolo scorso, procura un profondo senso di “amarezza, sconforto, depressione, tristezza, etc.”.
Ora sai che potere ha quel “simbolo” sul tuo complesso.
Ora sai che tipo di potere ha il Nucleo Primo, che non lascia mai nulla al caso. Ora sai quali effetti non locali agiscono concretamente su di te. Ora sai perchè il Nucleo Primo non ha necessità di apparire e perchè le infrastrutture ti sono date in qualità di evoluzione e sviluppo...
(Ri)corda questa verità relativa a te…
E (ri)corda di destarti sempre più spesso dal tuo “programma”; dalla “tua” realtà piena di problemi, di (auto)intrattenimento ma, anche, di (ri)soluzioni...
Osserva gi altri da una situazione "tua".
Renditi conto di come siano sotto all'effetto di una programmazione collettiva e strategicamente volta a farli sentire unici (perchè lo sono ad altro livello) ma che, in realtà, è una sottoprogrammazione della programmazione centrale e principale, alla quale sono tutti connessi (segnale portante).
Da questa prospettiva, SPS (ri)assume la "forma" del Nucleo Primo in qualità di "causa importante", nonchè di "innesco" al fine di mantenere il contatto con quella realtà "altra", che è sempre presente dietro alla "cortina di nubi", che il Sole rappresenta in maniera tanto chiara ed esemplificatrice...

Il Nucleo Primo: la "forma" che trasversalmente... permette di (ri)destarsi.

(Ri)tornello/mantra:
e (ri)corda di destarti sempre più spesso dal tuo “programma”; dalla “tua” realtà piena di problemi, di (auto)intrattenimento ma, anche, di (ri)soluzioni...
(ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo, (ri)cordalo,  (ri)cordalo,  (ri)cordalo,   (ri)cordalo,   (ri)cordalo...   

Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com 


5 commenti:

  1. Ciao caro Davide sono Tiziano, volevo dirti che l'ultima parte di questo articolo è potentissima, le forme, la disposizione, il "panorama" complessivo, soprattutto di certi scorci di città che si svelano alla vista, veicolano sempre con sè qualcosa che si aggancia alle nostre corde (alle quali siamo appesi...inconscio?), sollecitano appunto stati d'animo, che ci rimandano indietro particolari emozioni, è vero, è una simbologia, non sono lì per caso.
    Purtroppo il riscontro per quanto riguarda gli ambienti di derivazione umana all'interno delle città/contenitori richiama spesso aliti di sconforto, di una gamma di sensazioni che riducono, che appiattiscono, che sanno di scontato, di già visto...e non digerito, perlomeno io non lo digerisco, preferisco "guardare" altrove.
    Tutto quello in un certo senso mi riguarda ma anche no!! Anzi, soprattutto NO!
    Però ho notato che, nonostante tutto ciò che di fastidioso, certi ambienti e oggetti (che fanno da corollario alle situazioni e ai modi di vivere per cui sono stati costruiti), fanno emergere in noi... un ruolo chiave lo gioca l'immaginazione, nel senso che un conto è sentirsi parte (abitudine) dello scenario che si sperimenta e un'altro è sapere questo, ma rivestire quello che si vede e che si vive con uno strato "colorito", alternativo, di immaginazione fantastica, nel senso di fantasia, (bè, da questo punto di vista, e nel senso che di solito viene additato al termine fantasia in rapporto alle vicissitudini quotidiane...direi che di "fantasia" c'è nè voluta tanta a costruire tutto questo c..so), con la quale lo scenario può essere estirpato dal suo contesto o proposito, per essere reintegrato all'interno di un vissuto, di una storia propria, appunto, fantastica, di qualunque genere, in base alle caratteristiche e alle "tensioni" dell'individuo particolare, ossia, basta che sia diversa da questa! Può essere comunque un arma a doppio taglio, quello che ferisce potrebbe essere per esempio il cosidetto "vivere tra le nuvole" (anche se su questo mi ci faccio una bella risata, quando viene detto a partire da uno stato di immedesimazione con questa "realtà") realtà che invece và tenuta in considerazione, nel senso che và tenuta presente, restando presenti, anche perchè è qui che fino a un certo punto si realizzano le possibilità di trasformazione, almeno, di miglioramento personale, ma questo concetto non esclude affatto la possibilità di far scivolare tutto nella realtà e nelle possibilità dell'immaginazione quando e come ci pare. E' tutt'altro che un nascondersi o scappare. E' trasformare, e questo vale per me. (continua...)

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  2. C'è la stessa differenza che intercorre tra l'ascoltarsi il solito e ormai scontato repertorio di canzonette pseudosentimentali e una bella colonna sonora che ti fà rizzare i peli sulle braccia e ti inonda di energia, di forza, di senso che proviene da altrove, una bella differenza direi.
    Ancora una cosa Davide, devo dire che non mancano comunque anche tante belle impressioni, proprio negli ambienti "artificiali" dei posti dove viviamo, come hai anche detto nel presente articolo.
    A patto che si sappiano riconoscere e apprezzare, magari anche solo dal punto di vista estetico, che secondo me riporta sempre indietro l'eco di qualcosa di svincolato dal contesto, come se un oggetto o un paesaggio appartenesse a più "piani di osservazione", come quello onirico per esempio, che viene a sua volta plasmato anche da un diverso modo di vedere le cose durante il giorno.
    Sò che parlavi di simboli oggettivi che rimandano a tutte le persone più o meno lo stesso effetto interiore, usati per i motivi che conosciamo, alla stregua del discorso "sull'arte oggettiva" di Gurdjeff, se non erro, in effetti, sono uscito dal discorso per farne, forse, uno più soggettivo e generico.
    Comunque sia (per me), le impressioni che sono evidenti discostarsi dal costrutto sintetico e manipolato dove viviamo sono indubbiamente quelle della natura dove tale costrutto trova appoggio, di più, molto spesso è proprio la diffusione della luce, il suo modo di cadere sulle cose, che riesce a donare significati diversi proprio a quello che appare più cupo, rendendolo addirittura sorridente, anche se solo per una manciata di minuti, segno che le cose di questa sezione di mondo trovano il loro senso altrove, in un esterno, laddove esiste ciò di cui non ricordiamo più.
    E' un piacere scrivere su SPS, sembra di fare ancora più parte di qualcosa di veramente diverso e intrinsecamente benefico. Grazie soprattutto a te.
    Presto risponderò alla interessante risposta che hai dato alla mia mail.
    Grazie di cuore
    Tiziano

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    Risposte
    1. Caro Tiziano, sei un fiume in piena e, sinceramente, non sono abituato a ricevere tanta abbondanza :) Bene! E' un buon segno dei tempi che cambiano... Te ne sono grato!

      Sei giustamente (secondo me) stato colpito dalla fine dell'articolo, relativamente al significato reale, su di te, della valenza simbolica emanantesi da qualsiasi "cosa". Come non rimanerne colpiti? E' importante capire cosa significhi, in soldoni, la presenza simbolica di ogni "(com)presenza". E' (im)portante!

      Si è troppo spesso "sopra alle righe", allorquando ci si illude di vivere in queste 3d (apparenza ed abitudine programmatica prevista/prevenuta).

      Sai, SPS (Io) esprime una teoria (riassumibile, probabilmente, attraverso la rilevazione del Nucleo Primo) e, come tale, in/per queste 3d, manca la valenza dimostrativa concreta/pratica: mancano le "prove". Ho già scritto che "pongo la mia fiducia", nel senso che... per me è valida già in questa forma frattale (perchè legge). Resta da dimostrarlo per tutti gli altri, visto che non abito da solo "qua"...

      Come fare? (ComE)... La risposta è implicita? Bah...

      Anche Einstein era un teorico e fu Paddington a dimostrare il suo lavoro immaginifico!

      E' una vera e propria rivoluzione attorno a se stessi, ciò che (ap)porta SPS (Io).

      Da solo combinerò ben poco, però. Attendo, dunque, che qualcuno compaia sulla "scena del delitto" :)

      L'Analogia Frattale Sincronico Istintiva, il Metodo Indiretto, il Doppio Specchio, etc. Tutto collima (strumentazione) al fine di (ri)osservare meglio l'osservato e l'osservabile. Il Nucleo Primo è ciò che, sino ad ora, non è mai (ri)entrato nello spettro illuminato della luce inquadrata dalla visione diretta umana.

      Pensa, l'intero scibile umano, prodotto e contenuto nei libri e, dove vuoi tu, è qualcosa che rimane al di sotto del Nucleo Primo, il quale ha permesso il fiorire di questo e lo sfiorire di quello... mai a caso.

      Nulla di quello che sai è autentico in se stesso. Tutto (ri)entra in una strategia lungimirante, che lascia sempre al di fuori della scena la sua Regia. Allora, da questa nuova prospettiva... che cosa puoi desumere?

      Grazie ancora e a presto! Un abbraccione. Serenità

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  3. Davide, sono io ad essere grato del tuo apprezzamento, perchè per me è un grande piacere contribuire a "fortificare" il già potentissimo segnale di SPS. Qualcosa in cui mi riconosco!!
    Sembra che le informazioni/nozioni a cui abbiamo accesso - e che qualcuno detiene a livello totale - siano "intelligentemente" centellinate, e distribuite alle masse solo dopo che queste sono già state "lavorate" in modo da digerire le informazioni potenzialmente "risveglianti" allo stesso modo in cui si lasciano entrare, per poi essere espulse, le nozioni, diciamo, più ordinarie, come se il programma di base che gestisce il nostro atteggiamento/comportamento, facesse continuamente piccoli refresh, durante il vissuto quotidiano, ogniqualvolta un individuo "drizza le antenne", livellando tutto nel perimetro prestabilito dall'attuale schema mentale o paradigma.
    Come è il caso per gli argomenti che trattano sulla spiritualità, che di fatto tendono a creare divisione, dando vita ad una spiritualità idealizzata e sganciata dalla vera base sulla quale la spiritualità dovrebbe essere "costruita" (la nostra esistenza fisica, intrattenuta e limitata in mille modi), così uno tende a farsi andare bene le cose come stanno (tanto le faccende cosmiche sono staccate dal contingente...ecco la divisione...), proprio laddove dovrebbe incominciare ad accorgersi di quel qualcosa che non ti permette di essere te stesso.
    Questo "modus operandi" mi sà che lo ritroviamo in tutti i campi, la tecnologia per esempio, che viene elargita step by step, peccato che questi step non abbiano un reale senso funzionale e servano soltanto a spremere il più possibile il target di destinazione.
    Ma come fanno le persone, mi chiedo, ad essersi abituate e immedesimate ad un modo di vivere così innaturale, così poco dinamico, così poco umano, così automa-tico.
    Dove sono finiti i veri guerrieri?
    E' mai esistita una versione del mondo dove l'interazione fra umani avveniva in modo spontaneo, "fisiologico", "mitologico", anche se rispondente comunque ad un senso trascendente?
    Se lo scenario del mondo fisico è mai stato un palcoscenico di qualche intelligenza superiore, (come credo sia stato fino ad un punto di un lontanissimo passato) da quando tale scenario è passato sotto l'egida di un gruppo di umani solo parzialmente e relativamente superiori, che hanno preso il posto "ai propositi", al senso e ai valori della Vera Intelligenza Superiore, abbassandoli di ottava, e riempiendo il conseguente spazio vuoto con pagliativi, tale scenario è diventato simile...ad'un plastico con tanto di soldatini e burattini in gessetto.
    E io non lo posso sopportare, anche se...da una parte, ne sono persin abituato...che situazione, in effetti la lotta è dentro di noi!
    Come hai detto tante volte, non c'è un mondo da salvare.
    A presto caro amico
    Tiziano

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    Risposte
    1. Ciao Tiziano, sì... a volte si è portati a pensare che "non esista nulla" oltre a sè (non sapendo nemmeno cosa si sia noi stessi). Come ci si è potuti abituare? Beh... è solo una questione di "tempo trascorso a bagnomaria, senza un'apparente alternativa". Ci si abitua a tutto!

      C'è un'origine a tutto. Ma... questa ultima origine davvero è stata cancellata dalla memoria e riempita con versioni di comodo.

      Davvero... ti basta sfogliare a caso un qualsiasi libro di storia e potrai leggere sempre la parola "guerra".

      Naa, questa non è Casa Mia :)

      Grazie. Abbraccione e serenità

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