giovedì 9 giugno 2011

Neutralizzare la gravità e il debito.





Che cosa è il Karma? Lungi da me l’idea di fare un articolo su questa ‘prospettiva’ umana auto educazionale, sulla quale non ho dubbi che ‘esista’ o meglio che ci ‘ombreggi’. No, è meglio cercare un’immagine, un frattale, un esempio che vada oltre alla teorizzazione del Karma

Karma che, dal mio punto di vista, dalla mia linea d’orizzonte sul ‘pelo dell’acqua’ o livello della consapevolezza, si riconduce ad una duplice Natura, rispetto al punto d’osservazione personale appena delineato:
  • al ‘di sopra’ il Karma non esiste
  • al ‘di sotto’ il Karma esiste.
Siamo, dunque, noi a decretare l’esistenza ‘fisica’ d’un potenziale, di un ‘sogno’, di un 'peso gravitazionale'. La collettività ha il potere di estendere lo stesso potenziale su vasti strati abitati, colorando lo scenario 3d d’una stessa tinta valida per tutti coloro che magneticamente si adattano.
 
Il Karma rappresenta una legge Celeste? 

Ad un certo livello dimensionale, sì. Oltre ad un certo livello dimensionale, no. È Gurdjieff a ricordarci che le leggi Universali aumentano progressivamente con la discesa vibrazionale, al ‘caos’.

Il genere umano ha permesso che questa legge divenisse forma pensiero inconscia e che si fissasse nel Mondo percepito come reale, dopodichè, la stessa legge è divenuta ‘viva’ perché alimentata dal genere umano stesso, anzi necessitante del genere umano al fine di auto alimentarsi. 

Zeland ce lo ricorda sempre attraverso la sua spiegazione dei ‘pendoli’, che io mi sento di poter estendere anche alle leggi cosmiche. Una legge a cosa serve, in realtà? A governare coloro che non hanno ancora raggiunto un livello di consapevolezza ‘indigeno’ sufficiente per esistere senza regolamentazione alcuna.

Da quel livello di ‘maturità’ in poi non ha più nessun senso la vecchia legge. Ok? Questa è evoluzione sul piano dello Spirito. Allo stesso modo mi sento di poter trattare il Libero Arbitrio.  Ciò che la famiglia umana ha permesso di radicare in Terra 3d ha poi preso Vita ed ha generato strutture atte al suo mantenimento, compreso il paradigma di Caste che amministrano in nome di quella ‘legge’ l’intero parco umano

Ciò che videro gli Antichi, come ad esempio i Veda, ha avuto tutto il tempo e l’attenzione necessaria della massa al fine di essere concretizzato nel tessuto temporale, nella scala del futuro comune. E ciò che videro non è detto che, nel tempo ‘esista’ ancora, dal momento in cui ‘tutto scorre’, ma sarà stato certamente opportuno.

Occorre liberarsi da ogni forma di oscuramento della luce e persino una legge cosmica si può prestare per una simile azione, o meglio la propria funzione può anche prestarsi per un occultamento della verità secondo un modello lungimirante di auto educazione  evolutiva. È come avere per padre un genitore molto severo che attua e persegue metodi perlomeno discutibili. 

C’è sempre un’altra via…

Con la prossima citazione vedremo come il Karma si è potuto espandere, ingrossare tra le fessure di un’umanità disarmonica ed in completa predazione dei sensi più fisici dell’esperienza 3d. Siamo nel 1400 circa e possiamo notare come già il modo di fare/essere umano fosse ben delineato sotto ad una evidente modalità arrivistica che non ha nulla da invidiare alla moderna mentalità legata al culto del denaro. 

In questa vicenda possiamo notare sempre gli stessi attori e l’impersonificazione della forma aggregante di ‘colui che può fare qualcosa per’, ossia la condensazione energetica della struttura bancaria, d’una parte, e la necessità di poter fare e dunque di ‘avere necessità di’, dall’altra parte:

Attorno al 1448 Gutenberg ritornò a Magonza, dove nel 1450 costituì una Societas con il banchiere Johann Fust, che contribuì con 1600 fiorini (o gulden), e l'incisore Peter Schöffer (o Schäffer), allo scopo di stampare la cosiddetta 'Bibbia a 42 linee' sulla base della Vulgata. 

Nel 1450 gli esperimenti di Gutenberg erano a buon punto: era già in grado di procedere alla composizione e alla stampa sia di fogli singoli che di libri voluminosi. Il progetto della Bibbia venne concluso il 23 febbraio 1455 presso la 'Hof zum Humbrecht' (oggi in Schustergasse, 18) e il libro messo in vendita a Francoforte. L'edizione (con tiratura di 180 copie) suscitò immediato entusiasmo per la qualità tipografica.
 
A Fust, però, non interessava tanto produrre un capolavoro quanto far soldi. I frutti del suo investimento stavano tardando ad arrivare. I rapporti tra i due soci divennero tesi e nel 1455 - proprio nel momento in cui le Bibbie venivano completate - Fust pretese la restituzione del prestito

Gutenberg non fu in grado di restituire la somma e perse il processo che ne seguì. 

Fu quindi costretto a cedere a Fust almeno parte dell’attrezzatura per la stampa e i caratteri tipografici per le Bibbie. Fust aprì la sua tipografia insieme a Peter Schöffer, capace operaio di Gutenberg. La loro impresa, Fust e Schöffer, raccolse i frutti del buon nome che si era fatto Gutenberg e divenne la prima tipografia commercialmente redditizia al mondo

L'impresa Fust e Schöffer stampò nel 1457 un'edizione del Libro dei Salmi. Questo presenta nuovi tipi in due altezze e la stampa bicroma dei capilettera.
 
Gutenberg cercò di continuare la sua opera aprendo un’altra tipografia. Alcuni studiosi gli attribuiscono altro materiale stampato che risale al XV secolo. Ad ogni modo, nessun’altra sua opera a stampa raggiunse la magnificenza e lo splendore della Bibbia delle 42 linee. Nel 1462 Gutenberg subì un altro duro colpo. In seguito a lotte per il potere all’interno della gerarchia cattolica, Magonza fu bruciata e saccheggiata. 

Gutenberg perse la sua officina per la seconda volta. Morì sei anni dopo, nel febbraio 1468.
Da Yahoo 
 
Da notare il nome del banchiere ‘Fust’, molto vicino a quel ‘Faust’ di trascorsa memoria, ambientato originariamente proprio 'attorno' agli anni in cui visse Gutenberg:

‘Con Faust ho preso un abbaglio... è stato un errore colossale, memorabile... Quel miserabile non ce l'aveva affatto l'anima, e per questo sembrava ne traboccasse: era posseduto soltanto da un'inestinguibile frenesia progettuale, del continuo fare e disfare, senza altro scopo che l'azione di per se stessa...’.
Fernando Savater, 1993, Creature dell'aria - Monologo XII Parla Mefistofele
Da Wikipedia 
 
Di quale Karma ‘soffriva’ Gutenberg per attirarsi addosso una simile sventura? E tutto ciò corrisponderà poi al vero? I suoi discendenti avranno ereditato anche queste sofferenze, molto simili alle ‘sofferenze’ che in gergo tecnico denunciano le banche allorquando parlano di crediti inesigibili

È tutto collegato. 

Nel Theta Healing ci insegnano che i nostri blocchi o problemi hanno diverse ‘Nature’, ossia che ereditiamo ciò che i nostri genitori non hanno saputo ‘risolvere’, proprio come se facessimo una corsa a staffetta ed il ‘testimone’ fosse costituito dal ‘peso del debito Karmico’; più peso uguale meno velocità come espresso molto bene per immagini e costrutto in ‘Up’

Anche il Dottor Gerard Athias descrive, per altri versi, la stessa metodica generazionale, di cui il ‘debito’ economico globale ed inviduale è la grande trasposizione sul piano fisico tridimensionale.

L’unico modo per eliminare il debito dal Mondo non è cassare la struttura bancaria più speculativa, ma agire su se stessi: conoscersi a fondo. 

A quel punto e solo a quel punto, il debito economico scomparirà dal  Mondo ed il Mondo potrà rifondarsi su basi diametralmente diverse. Capite cosa intendo? L’evoluzione 'passava', molto tempo fa da certi ‘lidi’, e qualcuno anticamente lo ‘sapeva’, consciamente o inconsciamente, e ha provveduto affinchè il tutto potesse realizzarsi; insomma qualcuno ha cavalcato l’onda contando addirittura  su un certo ‘favore’ dell’energia divina, la quale premeva secondo leggi strutturate per il piano dimensionale in questione: leggi certamente non immediatamente comprensibili dagli attori o dagli allievi partecipanti al ‘gioco’.

Da questo punto di vista, ‘tutto’ è sempre stato sotto l’estensione del Piano Divino, controllato all’Origine.

E la differenza sul piano della ‘partecipazione e non dell’appartenza’ o sul piano di una consapevole partecipazione/appartenenza è tutta descritta dal focus che siamo in grado di ‘fare’, mantenendo la prospettiva allargata oltre al piano di ‘sofferenza’ 3d, dal quale occorre evitare di giudicare.

Osservando da una montagna, il panorama è interamente visibile.

Ora, il debito globale Karmico è corrisposto dal debito globale economico che attende ogni nuovo nato: è un gigantesco frattale, abbiamo detto, che parla molto chiaro in merito alla situazione energetica/spirituale/evoluzionistica in cui si versa

Come possiamo pretendere di eliminare il debito economico se prima non risolviamo il 'debito' interiore che ognuno di noi si porta dietro? Abbiamo detto in precedenza che possiamo ‘osservare’ da almeno due punti diversi della prospettiva, rispetto alla linea del nostro orizzonte, per cui:
  • al ‘di sopra’ il Karma/debito non esiste
  • al ‘di sotto’ il Karma/debito esiste.
Da dove vogliamo iniziare a lavorare su noi stessi? Ha ancora senso arrabbiarsi con tutto il Mondo per la situazione in cui ci si viene a trovare nel momento in cui si inizia a ‘pensare’? 

Non è la prima volta che veniamo al Mondo e la responsabilità per il passato, che si riversa nel presente, con distorsione del futuro percepito, è di ognuno di noi, e questa è una dinamica Celeste: una legge e una precisa responsabilità.
 
Che cosa è un credito inesigibile? 

È un ‘qualcosa’ (energia) che abbiamo preso a prestito e che ad un certo punto dobbiamo ‘dare indietro’. Esprime una ristrettezza. Che cosa si è inventata la società umana? Una deducibilità del credito inesigibile. 

Cosa significa frattalmente? 

Secondo quanto disposto dal terzo comma dell'art. 66 T.U.I.R, le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso…se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali. Ai fini della deducibilità fiscale si palesano, pertanto, due fattispecie:
1) quella per cui il debitore è oggetto di procedure concorsuali (art. 66 T.U.I.R. e art. 11 DPR 42/88), ad esclusione dell'Amministrazione controllata la quale non rientra fra le procedure per le quali è presunta la perdita in quanto concessa nel presupposto della “comprovata possibilità di risanare l'impresa" (art. 187 Legge Fallimentare). In questa circostanza lo stato di insolvenza, ufficialmente dichiarato dall'Autorità Giudiziaria, costituisce garanzia indiscutibile per portare a perdita il credito, che da inesigibile 'di fatto' diviene inesigibile 'di diritto' e quindi totalmente deducibile.
 
2) Quella per cui il debitore non è oggetto di procedure concorsuali ma esistono elementi 'certi e precisi', diversi da quelli al punto 1, comprovanti l’irrecuperabilità del credito e la sua deducibilità, ma la cui fondatezza spetta al creditore dimostrare.
Link 
 
Si parla di ‘perdite’ che per essere considerate deducibili e non tassabili, devono soddisfare dei requisiti. In analogia frattale deduco che questi ‘requisiti’ identificano una possibilità sempre aperta di poter contare su una ‘remissione dei debiti’.
  
E rimetti a noi i nostri debiti 
come noi li rimettiamo 
ai nostri debitori...'.

Certamente, dobbiamo ‘fare qualcosa’ per meritarci questo 'perdono'. Che cosa? In ambito spirituale perseguire la via del ‘Conosci Te Stesso’, ottenere la conosceza di se stessi, maturare la consapevolezza di ‘essere’, essere l’esempio che vorremmo vedere camminare nel Mondo, cambiare se stessi per cambiare il Mondo…

Raggiunto quel punto: tutto muta d’aspetto. 

Il Karma viene trasceso. Ci troviamo sopra alla linea di demarcazione dell’orizzonte 3d e il ‘panorama’ cambia da una visione individuale ad una d’insieme. I frattali parlano così chiaramente!
 
Parlano una lingua che non ci 'soddisfa' più, purtroppo. Perché è una lingua avvolta nella semplicità di un concetto reso lineare proprio per fini di comprensione

Dall’alto le ‘cose’ si vedono meglio. 

Non nell’osservazione dello specifico ma in quella strutturale. Un fiume lo possiamo vedere alle prese con le diverse spigolature del proprio scorrere, possiamo vedere i punti dove si restringe e ‘soffre’ e i punti dove si allarga maestosamente: questa prospettiva conduce ossigenazione all’interno di noi, rende ‘vivi’ ed integrati nel contesto che ci vede 'grandi collaboratori’

La Matrice smette di ‘averci’.

Anche Einstein la pensava così a proposito del piano che ha creato un ‘problema’ e la nostra collocazione spazio/temporale. Da dove 'osserviamo'? Il gap è racchiuso per intero nella differenza di potenziale che ci contraddistingue, nel nostro proiettarci in un ambito piuttosto che in un altro... più ‘allargato’. 

La piramide esprime un concetto variopinto di significati, anche ‘negativi’, ma non solo. Quel vertice ‘staccato’ può significare ‘tutto’ sia nel bianco che nel nero, però la cosa certa è che identifica una ‘origine’ non relativa a questo piano dimensionale

Non di un altro Pianeta 3d, ma di un’altra dimensione. 

Man mano che si 'sale', riusciamo a comprendere come la struttura energetica, ad ogni livello, si compatti per infine divenire ‘una sol cosa’: un punto nel quale tutto converge.

Questo ‘punto’ lo possiamo vedere in ogni ambito, che sulla Terra 3d è sempre ciclico, quindi oscilla da un minimo ad un massimo proprio come un pendolo, dal ‘bene al male’ e viceversa, ad esempio:

Il cervello produce in ogni istante migliaia di segnali contraddittori in gara l’uno con l’altro. Ascoltarne il flusso e catturarne il senso è come registrare il frastuono dello stadio di San Siro in una domenica di derby e voler capire cosa sta dicendo il signore seduto in tribuna in settima fila al posto 34.

Siamo ancora ben lontani da questa precisione, ma lo studio ‘matto e disperatissimo’ di Riccardo Prodam ha già prodotto 35 variabili matematiche in grado di dirci se la curva sud esulta per un gol o maledice l’arbitrio cornuto. La teoria è racchiusa in uno speciale modello di analisi dei dati cerebrali, la pratica è un kit tecnologico che mette i brividi ai profani, sbalordisce i neurologi e oggi convince gli investitori. 

Quando però Prodam entra nell’ufficio brevetti la storia cambia passo e prende tutt’altra piega.
 
Il fatto è che ogni domanda di nuovo brevetto viene immediatamente trasmessa dagli uffici delle Camere di Commercio all’ufficio brevetti e marchi del ministero dello Sviluppo economico che, ancora prima di guardarla, la passa alla sezione brevetti del ministero della Difesa che ha il vero ‘jus primae noctis’ sull’invenzione (è l’art. 198 del decreto legislativo n.30 del 2005). 

Prima di finire sul tavolo dell’ufficio brevetti europeo che entra nel merito della brevettabilità dell’invenzione, ogni domanda di brevetto fatta in Italia rimane segreta per tre mesi durante i quali gli esperti di Palazzo Baracchini valutano l’utilità ‘difesa militare del paese’. Nel caso la tecnologia lo sia, come nel  caso dell’invenzione di Prodam, lo Stato può deciderne l’esproprio

All’inventore spetta naturalmente un compenso, ma può dare il bacio della buonanotte al controllo della sua idea…
Da Wired nr.110 – Te lo leggo nel pensiero. Chi vuole fermare Riccardo Prodam?

Esiste sempre un ‘punto’ unico di convergenza, inserito in una struttura a multilivello vibrazionale, in una spirale o vortice, che ha una funzione simile a quella del teletrasporto

All’interno noi ci muoviamo in funzione del nostro livello consapevole, utilizzando il ‘mulo’ o l’intenzione. La leggerezza richiesta per il volo è trascesa dalle api, ad esempio, oppure dal peso dei moderni aerei: leggero e pesante sono concetti fini a se stessi se non coronati da altre caratteristiche del costrutto vibrazionale, in primis la necessaria ‘presenza’ in noi stessi nell’eterno attimo presente. 

La gravità è fisica ma è anche una illusione in quanto bilanciando le forze la si rende neutra. La nostra ‘presenza’ è la forza


Posto qui una sorprendente analogia fra la lama dei Tarocchi ‘L'Innamorato’ e un bassorilievo del Tempio di Edfu (immagine in apertura di articolo). Il livello di interpretazione di questo bassorilievo è molteplice. Forse il più profondo si lega ad uno degli insegnamenti più importanti che lo Spirito, benedetto Egli sia, mi ha mai offerto:
 
Usare i due emisferi in sincrono... questa è la (funzione) totale.
 
Osservando bene Iside e Nephti, si nota come esse tocchino, ossia riattivino i due emisferi del Faraone, ovvero l'Iniziato. Ma se andiamo a fare un parallelo fra quest'opera in pietra e la lama dell'Innamorato, le analogie sono sorprendenti. 

Ergo, ne consegue che se le due donne dell'Innamorato (l'Iniziato) rappresentano quella a sinistra l'Amor Sacro e la Virtù, e quella di destra l'Amor Profano e il Vizio, altrettanto dicasi di Iside, la Sophia o Beatrice dantesca, e di Nephti, la donna profana. 

E ancor più, Iside è la parte nobile e divina dell'anima; Nephti rappresenta la Nephesh dei cabalisti (termini estremamente affini), ossia l'anima carnale
 
Tutto è Uno... per il miracolo della Cosa Una.
 
Traggo dai commenti all’articolo delle vere e proprie preziosità:
 
L'analogia è perfetta…Consultando un libro di significati geroglifici mi risulta quella di Iside corona reale con lo scettro, quella di Nephti rappresenta una figura reale; la cosa che incuriosisce è che il Faraone porta tutte e due. Questa è un'altra conferma che in lui sono in sincronicità entrambi gli emisferi-parti del cervello-anima. Veramente bello. Il messaggio esoterico dei Tarocchi è sorprendente... Chi ci pensava che l'Innamorato rappresentasse l'Iniziato, che deve equilibrare, intrecciare alla perfezione, portare alla sincronicità entrambe le parti di Sé? E non solo in un unico aspetto, ma in tutta la sua molteplicità. (Valerio)
 
È un ricevere da entrambe le energie rappresentate dalle dee. Per realizzare l'unità le due forze devono annullarsi quindi c'è bisogno di tutte due. Le due corone indossate dalle dee e riunite in una corona unica sul capo del Faraone, essotericamente parlando rappresentano l'alto e il basso Egitto, con l'unione delle due terre in un'unico regno le corone si assemblano e rappresentano l'unione. Esotericamente, per la legge del ‘come in basso così in alto’ le due corone unite rappresentano ‘l'unione delle due forze’ in un'unico centro (l'essere del Faraone) e le due dee ne celebrano il rito: toccano il capo del faraone con una mano mentre le altre, che non sono visibili nel bassorilievo, si stringono dietro le spalle del faraone per unire le due energie, annullarle, e trasmettere la forza nuova risultante dalla loro unione. (Laura) 
 
Si dice che all'atto dell'imbalsamazione di un defunto, alcuni organi venissero trattati con deferenza e immessi nei canòpi, mentre il cervello, estratto dal naso, veniva buttato nella spazzatura. Io penso che una volta che quest'organo abbia raggiunto un tot di potenziale energetico, diciamo così, finisca il suo compito e possa essere dato al gatto. (Lestat) 
 
Le dee non toccano il capo del faraone (sede del cervello) ma il copricapo, in un punto superiore alla posizione della testa cioè nel punto dove avverrebbe il ‘coronamento’ dei chakras (ecco perchè la corona) e il passaggio nella dimensione superiore... (Laura)
Tarocchi dell'Antico Egitto
 
Da tutto ciò si deduce anche che la forza di gravità è neutralizzabile da quell’essere che è in equilibrio dentro di sé. La Fisica si ‘sposta’ lasciando il passo ad un ‘passo diverso’, un passo vicino alle regole che strutturano l’energia in materia. Gesù, infatti, camminava sulle acque…

Che meraviglia.

Davide Nebuloni / SacroProfanoSacro 2011
prospettivavita@gmail.com

mercoledì 8 giugno 2011

L'equilibrio in ogni 'cosa'.




È importante fare bene quello che ‘facciamo’: ne va del nostro equilibrio

Facebook sta estendendo la disponibilità della tecnologia che consente l'identificazione automatica delle persone nelle foto, rinnovando i timori che le pratiche del primo social network al mondo violino la privacy.
Da Yahoo 
 
È un 'gioco' quello che voglio portare avanti oggi. Quello che ‘facciamo’ è un costrutto che mi è venuto in mente subito dopo avere letto la notizia, di cui un breve sunto ho appena sopra riportato ed un altro è appena sotto leggibile:

Tag Suggestions’ utilizza la tecnologia di riconoscimento facciale per accelerare il processo di identificazione degli amici che compaiono nelle foto postate su Facebook.
Da Yahoo
 
Il termine ‘facciamo’, relativo alla frase  che è emersa in me, s’interfaccia con la tecnologia del riconoscimento ‘facciale’ espressa nella notizia. È fuori da ogni dubbio che esiste una sincronia fine o ‘sottile’, che ci aggancia in qualche modo. Come una sorta di campo morfogenetico a monte del ‘pensiero’, una sorta di ispirazione superiore inerente proprio al nostro cammino: al Conosci Te Stesso.

Ho letto qualcosa relativo alla ‘faccia’ anche questa mattina presto, così… per caso:

La maggioranza della gente che ha superato il limite dei 42 anni, conserva i comportamenti acquisiti durante la sua vita passata, persino l’espressione facciale… La testa dell’uomo è fatta di 22 ossa: 8 craniche e 14 facciali.
Link

Mi sembra di poter comprendere che tutto quello che ho letto questa mattina, prima di scrivere anche solo una parola di questo articolo, fosse motivato al fine di insufflare qualcosa in me attraverso ‘ispirazione’:

Per quanto riguarda le composizioni artistiche, l'ispirazione si riferisce ad una irrazionale ed incomprensibile esplosione di creatività

Letteralmente il termine significa 'respirare su' ed ha le sue origini in Grecia. Nelle prime discussioni sull'ispirazione (nelle opere di Omero e di Esiodo) è fondamentale l'importanza riconosciuta al respiro di Dio. L'oracolo di Delfi, per esempio, così come altre sibille, riceveva dei vapori considerati divini da una caverna sacra ad Apollo prima di pronunciare la profezia.
 
Secondo il pensiero greco, un poeta era ispirato quando cadeva in estasi e veniva trasportato al di fuori della sua mente, a contatto con i pensieri di Dio...
 
Secondo Carl Gustav Jung l'artista è l'unico che dentro di sé porta ancora le tracce di una memoria razziale non acquisita con l'esperienza ma derivante dal patrimonio genetico, ed è colui che sente con maggiore forza, e quindi è in grado di esprimerlo, il conflitto tra l''anima' primitiva e l'ego civilizzato. Per questo l'ispirazione si configura di nuovo come una sorta di 'genio' che riesce a portare alla luce quanto è nascosto…
Da Wikipedia 
 
Quando mi accingo a scrivere, succede molto spesso, oserei dire sempre, che inizio a ‘scivolare’ dentro di me in una maniera diversa dal consueto, da tutto ciò che accade alla luce del Sole quando i sensi legano l’energia attraverso la filiera degli ‘altri’, del ritenuto vero, della realtà percepita come assoluta, densa, scolpita, fissa, immutevole. Questo scivolare è un atto molto simile all’inspirare, al portare dentro aria o energia o ‘ispirazione’: inspirare ispirazione

Azione che nasce dalla ‘testa’, dalla ‘faccia’, ma che necessita di una coralità al fine di generare un effetto concreto.


La prima ispirazione potrebbe essere quella che ha programmato in noi la respirazione, proprio come l’imparare a camminare precede il procedere alla corsa. Per cui, cosa avverrà, di pari passo, allo stesso modo, alla respirazione? Quale sarà la ‘corsa’ della respirazione per analogia alla corsa attuata attraverso l’utilizzo delle gambe? 

Secondo me, corrisponderà ad un’accelerazione vibrazionale instillata dall’aumento della ventilazione legata al respiro, alias un aumento dell’ossigenazione corporea, ossia un aumento dell’energia ‘portata dentro’; energia che è diversa da quella 'solita' degli anni trascorsi. Energia che incarna nuove intenzioni maturate anche per il genere umano, in qualità di rappresentante dell’immaginazione divina.

Sta per accadere qualcosa: ecco il messaggio. Attraverso la ‘faccia’

L’informazione ha molte ‘facce’, come un dado, come un segnale demodulabile in funzione del livello raggiunto da chi lo ha intercettato, come per esempio possiamo osservare in ‘Contact’. 

La stessa informazione rappresenta una codifica compressa crittografata di un sunto: un suono. Un ‘rumore’ che non è solo un rumore. Un comando, un ‘agire’ prima ancora di agire, un… sentire, una necessità.

Alla luce di questa modalità interpretativa o esplorativa, è possibile comprendere la modalità criptica in cui sono state accumulate le informazioni nei libri sacri o semplicemente ‘antichi’, che sono divenuti un patrimonio per l’intera umanità. Libri che vengono letti ed interpretati da ‘sempre’, libri che Steiner riconduce all’opera di 'entità negative' allorquando descrive la re-invenzione del libro stampato ad opera di Gutenberg

Libri come mezzi per… confondere e conquistare gli animi, libri che mantengono celate, tuttavia, le informazioni più rilevanti... per un tempo debito.

Nella notte più buia abbiamo due vie per procedere, la terza conduce al burrone o alla dispersione; le due vie sono quelle della visione personale e quella della visione ispirata che, alla fine, possono anche collimare, nel momento in cui abbiamo la certezza di essere sulla via risonante

Ciò che è scritto in un libro, che per via della sua ‘età’ è ritenuto sacro, non può fungere da ‘raggio traente’, da faro per la nostra illuminazione e io non mi metterei mai nelle ‘sue mani’. È un qualcosa di superiore che mi tiene lontano da una simile posibilità, ne sono certo.

Perché?  

Perché ne sono certo? Perché non lo faccio

Perché mi tiene lontano? Perché è opportuno e attraverso l’analogia frattale che lo si comprende molto bene: in Natura l’abbondanza è una caratteristica nativa e diffusa, per cui perché identificarsi con una specificità descritta in un libro? Ok, per me è sufficiente e ognuno resta libero di camminare secondo il proprio sentire.

È importante fare bene quello che ‘facciamo’: ne va del nostro equilibrio…

Quando in un film come ‘L’ultimo Samurai’, ad esempio, possiamo osservare come la gente dei piccoli villaggi esegua ogni gesto, anche comune, perseguendo la grazia e la perfezione, ebbene, si rimane come di sasso dal punto di vista occidentale moderno. 

Perché versano il thè con tanta eleganza e linearità, compostezza e gentilezza? Cosa li spinge ad essere in questo modo? Cosa vogliono dimostrare a se stessi? Dove vogliono arrivare?

Secondo me ‘intendono chiudere ogni cerchio che aprono’, senza lasciare indietro parti disperse del proprio Sé. Siamo perfetti per cui dobbiamo agire secondo perfezione, incarnando la perfezione, diventando perfezione pur essendo già perfezione allo stato di potenziale. Trasformando un potenziale in concretezza, in ‘evidente sublimazione’, oltre alla facilità di schiacciare un fiore inerme o un filo d’erba incarnante quello che diventeremo agendo con perfezione.

L’attenzione e la presenza, la consapevolezza e la responsabilità per quello che si ‘fa’ e per quello che si ‘è’: coerenza spirito materia.

La coerenza è un’armonia, un riflesso dell’alto, un punto di luce.

Il canto della coerenza è musica celeste, la danza ‘blinkante’ espressa dalle stelle… poesia.

Nell’arte ritroviamo tutto quanto, perché essa è direttamente ispirata e 'respirabile'. È un codice che s’inserisce nei sensi, raggiunti attraverso il respiro o gli ‘occhi’. Arguelles e i Wingmakers agiscono molto toccando queste ‘stringhe’ della modalità vibrazionale, ma non sono certamente i soli:

Secondo la teoria della scienza delle forme dell’arte indiana (Sadanga) tradizionale, la forma prodotta non esiste mai così come appare all’occhio fisico, ma come oggetto ‘conosciuto’, corrispondente ad un prototipo mentale

Perciò la forma non è mai valutata per ciò che è, ma solo per quanto serve a fornire esperienza di verità religiose o metafisiche. Ciò che si cerca nella forma è la presenza che vi risiede dentro, ‘l’anima’ imprigionata nella materia… 

La Proporzione Divina è la bellezza di Dio che si materializza nella forma. 

Quando l’occhio vede la Proporzione Aurea, ne rimane appagato e riferisce al cervello una sensazione di ritmo costante che si ripete all’infinito. Nasce così quell’intima soddisfazione psicologica che si prova quando si dice che un’opera è bella, e appare all’uomo come un insieme di armonici rapporti. Il corpo umano è a immagine della Basmala: l’ombelico è posto ad un’altezza che è in Rapporto Aureo con quella dell’individuo con una tolleranza di qualche percento. Il rapporto tra l’altezza (dal sacro alla cima della testa) e la base (dal sacro al ginocchio) dello yogi nella posizione del Loto (Padmasana) è in Sezione Aurea e genera un’immaginaria piramide il cui vertice è sopra il capo.
 
Il messaggio proveniente dalle scritture di tutte le maggiori religioni è che Dio è Uno, creò l’Universo dal nulla, e fendette l’inesistente generando forze ed elementi, lettere e numeri, spirali e geometrie. La Proporzione Aurea è in analogia con la relazione che Dio ha rispetto alla creazione

La Basmala è in tutta la natura, ed è applicata per comprendere la relazione di Dio con la creazione.
Link 
 
La ‘Basmala’ corrisponde nel mio immaginario alla ‘musica dei frattali’, ma vediamo come essa sia descritta:

La Basmala è nella lingua araba, la formula Islamica della frase ricorrente ‘Bismi-llahi ar-rahmani ar-rahimi’ (Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso). Questa frase costituisce il versetto iniziale della prima ‘Sura’ (o Capitolo) del Corano, ed è usata in innumerevoli occasioni dai Musulmani. È recitata parecchie volte durante le preghiere quotidiane dei Musulmani, e costituisce la prima frase nel preambolo delle costituzioni dei paesi Islamici…
Link
 
Adesso cerchiamo di comprendere questa prospettiva:

un numero può rappresentare anche un ‘Mondo’.

Il numero delle lettere componenti la Basmala è 19, valore pari al codice chiave del Corano. Il valore totale delle lettere di ‘Bismillah al-Rahman al-Rahim’ secondo il sistema numerologico Arabo è pari a 786… Alcune persone, soprattutto in India e in Pakistan, sostituiscono il numero 786 al Bismillah (‘Nel nome di Allah’ o ‘Nel nome di Dio’). 

Scrivono questo numero per evitare di scrivere il nome di Allah, o versetti Coranici su pezzi di carta normali (sarebbe un peccato se il nome di Allah cadesse per terra e qualcuno lo calpestasse inavvertitamente). Nella letteratura araba esiste anche un famoso poemetto intitolato ‘Bismillah al-Rahman al-Rahim’ formato esattamente da 786 lettere... Il 786 è altresì un numero sfenico, cioè un numero intero positivo (composto) dato dal prodotto di tre fattori primi distinti, ma il segreto fondamentale della Basmala del Corano è la Sezione Aurea o la Proporzione Divina che essa rappresenta e la sua relazione nelle forme visibili

La Sezione Aurea (nota anche come Rapporto Aureo, Numero Aureo, Costante di Fidia e Proporzione Divina), indicata abitualmente con la lettera greca phi, è uno di quei misteriosi numeri naturali che sono alla base della struttura del cosmo
 
Gli studiosi l’hanno definito il ‘Fenomeno Armonico dell’Universo’…
Link 
 
Sono come investito da un flusso vorticoso di informazioni ed è arduo metterle tutte in ‘ordine’;  si riversano in me ‘pezzi di frasi’, parole, umori, suoni, sapori, odori… difficilmente colori o immagini...

La 'numerologia' trova applicazione diretta nel linguaggio macchina alla base delle intelligenze artificiali. Un numero può corrispondere a mille cose. Può essere un’allocazione, un semplice indirizzo oppure esprimere il valore di un contenuto di una cella di memoria, o ancora… esprimere il nome di un intero programma sottinteso: un codice

La compilazione di un programma lo trasforma in una serie di numeri digeribili dalla macchina. 

Un intero programma viene richiamato attraverso la designazione del suo appellativo: il suo ‘nome’. Quando sentiamo parlare di ‘666’ a cosa pensiamo subito? Ad un codice che richiama qualcosa: ecco. Se noi esprimiamo un desiderio attraverso l’interfaccia del linguaggio, al fine di renderci comprensibili, cosa facciamo? Parliamo. Ci esprimiamo attraverso dei suoni che formulano dei versi tradotti in parole. 

‘Ho sete’ è l’espressione di un intero programma che si chiama in quel modo. Se assegniamo un codice numerico a quel concetto, ci avviciniamo all’essenza della crittografia, che non è solo di nascondere ma di compattare.

La compressione è inerente alla qualità della velocità di esecuzione degli ‘ordini’. Il codice nasconde un intero algoritmo alla visione superficiale.

Inserendo la combinazione della nostra carta bancomat, scateniamo una serie di eventi che conducono la macchina ad emettere del denaro fisico dalla fessura apposita: il nostro denaro e non quello di altri.

Intelligenza scatenata da un’azione, dalla digitazione di un codice da parte di un'altra 'intelligenza'...

Cosa è una forma pensiero? È energia condensata e caratterizzata da un certo ‘peso specifico’ o programmazione. Quale 'codice' la rappresenta? 

Essa avrà una combinazione vibrazionale che la rappresenta e agendo su quella ‘cifra’ potremmo spostarla o mutarla di destinazione. Questa modalità, alla Neo in Matrix, prevede che ogni aspetto definito come reale sia la rappresentazione ultima di una codifica super efficiente confacente alla Natura energetica del ‘tutto’. Padroneggiando il codice della Matrice possiamo semplicemente agire sull’energia dalla quale si plasma il Mondo 3d.

Come dice l’amico Carlo ‘A quel punto entri nella stanza è i nodi Hartmann si spostano da soli, senza nemmeno pensarci’. Ecco il punto: emanare codice secondo la propria ‘essenza’, intenzione modulata ed armonica con il proprio Sé… automatica ed istantanea, un nostro prolungamento naturale che plasma il contesto che contiene la nostra proiezione fisica senza mai possederla veramente.

Manca ancora qualcosa per raggiungere questo punto, vero? Troviamo qualche frattale che lo dimostri, anche se basterebbe il solo osservare il riflesso dell’umanità impresso nello scenario 3d Antisistemico: la proiezione 3d di questo Mondo.

I cabalisti affermano che, attualmente, una lettera è mancante nella Torah. Questa lettera dell’alfabeto non apparirebbe nel nostro eone e non è presente nella Torah. L’alfabeto divino primitivo e tutta la Torah poggerebbero su una serie di 23 lettere, e non di 22, di cui una ci è diventata invisibile e riapparirà in un prossimo periodo terrestre

Ed è solamente perché questa lettera manca adesso ovunque che noi leggiamo nella Torah dei precetti positivi e negativi
 
Ogni aspetto negativo è in rapporto con questa lettera mancante dell’alfabeto primitivo…
Link 
 
Esiste dunque una sorta di 'disarmonia'... Quando si cita la negatività la società ci dipinge come degli appestati e, nel fare questo, si vive come di ‘luoghi comuni’. Non si tiene in considerazione la Natura 3d dello scenario che ci ospita, della scuola auto educativa per eccellenza in cui ci siamo volontariamente inseriti come frequentanti. 

Si fa finta di non vedere (Adamo, dove sei? Chiede Dio). L’Antisistema è percepito come un termine negativo, un costrutto che non ‘paga’ in termini ‘pubblicitari’, che vende poco… eppure noi siamo divenuti l’Antisistema agli occhi del Sistema

Ma da chi è rappresentato il cosiddetto Sistema?

Vediamo questa foto tratta dallo splendido video che narra dell’esperienza del ‘Movimento 15M’, che nel maggio del 2011, in Spagna, ha dimostrato al Mondo silente della ‘brava gente’ che un’alternativa esiste. Un grazie all'amico Alessandro per la segnalazione:


Capite? Noi siamo dipinti come l’Antisistema.

Questa persona cerca di 'difendersi' da una definizione che gli è stata appiccicata addosso da un ‘potere’, al momento, più forte di lui. È bello parlare sempre di Sole e di allegria, ma quando si va a toccare i ‘fili’ che muovono i cardini del Controllo, allora le cose si trasmutano in ben altra evidenza; scattano le contromisure e si capisce dove siamo collocati, in quale luce o ombra

Questa collocazione è inconscia, è un programma inserito da tempo indefinito in tutti noi.

Noi siamo dipinti come Antisistema. Ma da chi? Chiediamoci, ‘chi si è impadronito del termine positivo’?
 
Il Movimento 15M ha dimostrato caratteristiche finalmente nuove nell’intenzione dell’autodeterminazione, quali? Vediamole:
  • una grande ‘modernità’, sunto di tutta la semina effettuata in migliaia di anni di ‘esperienza ed insegnamento’
  • rispetto, educazione, conoscenza, organizzazione
  • manifestazione pacifica del proprio ‘Io’
  • partecipazione massiva senza distinzione di provenienza
  • senso di uguaglianza e idee chiare sui punti da perseguire
  • eco sostenibilità del movimento e comunicazione real time tramite internet con gli 'altri'
  • condivisione
  • positività
  • consapevolezza che si è raggiunto un punto di massima sopportazione
  • grande partecipazione giovanile trasmutante vecchi concetti sminuenti, che hanno fatto il loro tempo
Insomma, tutti dovremmo vedere e sapere quello che è successo così vicino alle porte dell’Italia, in quella Europa unita, al momento, solo dai debiti e dalla possibilità di collasso economico ed esistenziale. Il video, molto bello, è raggiungibile da questo link 
 
Ringrazio Mikelee per il grande servizio realizzato: a buon rendere!

Tutto ruota in noi e fuori di noi: anche le ‘palle’ della gente che non ne può più. Ma che cosa fa la gente? Segue il principio della rana bollita e, sino a quando la massa non si risveglierà, sarà molto dura fare qualcosa a livello globale. Per ribaltare il concetto di Antisistema serve un grande appoggio, una grande leva

Altrimenti avrà la meglio quella sensazione che ho, inerente ad un cambio dimensionale in luogo di una trasmutazione dello scenario tridimensionale : la rana 3d bollirà emettendo un ultimo straziante lamento o forse nemmeno quello, ma dal suo ‘sacrificio’ una parte del ‘Raccolto’ potrà ascendere onorando il senso della Creazione e dunque, olograficamente, di tutti i partecipanti al gioco della Vita.

Un dato di fatto 'imbarazzante' è rappresentato dal comportamento degli Agenti delle squadre anti sommossa:
  • programmazione totale
  • violenza gratuita
  • completo anonimato e, dunque, licenza di 'tutto' e impunità
  • grande potenza fisica e di equipaggiamento
  • estraneazione dal contesto, dal solo chiedersi ‘Hey, ma cosa succede. Potrebbe esserci anche mio fratello tra i manifestanti’.
  • perdita completa del proprio ‘senso’
Certi astronomi moderni iniziano a credere che il nostro Sole potrebbe ruotare attorno alla stella Sirio, proprio come lo pensava l’antico popolo Sumerico, con un periodo di rivoluzione di ottocentomila anni. Durante questo periodo, la Terra si ritroverebbe diciotto volte esattamente allineata con il Sole e con Sirio... Il numero medio della respirazione dell’uomo al minuto è di diciotto…
 
I frattali sono sempre all’opera in quanto emanazione di verità e di ‘garanzia’. Tutto è rispecchiato nel ‘Tutto’. Ottocentomila anni ricordano quel numero di anni, o programma, a cui la scienza fa risalire il calcolo del ribaltamento degli assi della Terra. 

A questo punto mi chiedo: l’inversione magnetica dei poli corrisponde davvero ad un’inversione della rotazione del Globo? Mutando il senso di rotazione attorno al proprio asse, muterebbe anche il senso di rotazione attorno al Sole, ossia la Terra cambierebbe 'direzione'

Ma, la butto lì, se la Terra avesse un comportamento a giroscopio? 

E se tutto fosse una ‘prova d'equilibrio’? La Terra è un essere vivente in evoluzione… in cerca di equilibrio.


È importante fare bene quello che ‘facciamo’: ne va del nostro equilibrio…

Davide Nebuloni / SacroProfanoSacro 2011
prospettivavita@gmail.com

martedì 7 giugno 2011

Il 'giudizio' sarà universale?




La modalità del ‘giudizio’ comporta il prestarsi al ‘lato oscuro’ di noi. Se è opportuno che questo accada, accadrà, altrimenti ‘qualcosa’ ci farà comprendere attraverso i riflessi degli altri, di noi, che stiamo confondendo il senso della partecipazione con quello dell’appartenenza: il giudizio appartiene alla sfera egoica e non partecipa alla sua diluizione nella ‘sinfonia’ in cerca di equilibrio del Sé frammentato.

Il giudizio è come un’interferenza che pervade il tessuto esperienziale ed in quanto così diffuso, risulta ormai un ‘piatto forte’ della componente disarmonica dell’essere. La sua presenza nel campo umano è ‘storica’: scagli la prima pietra chi è senza peccato.

Trattandosi di un'attività umana che coinvolge gli interessi e la vita delle persone è spesso soggetto ad essere fallace e - quasi sempre - oggetto di valutazioni contrastanti sulla sua validità a seconda degli interessi in causa.
Da Wikipedia 
 
Il giudizio è un frattale che testimonia, in maniera ‘barbara’ ed ardita, quel che più in profondità l’essere umano si sente in diritto di esprimere, in virtù di un’origine ‘nobile’. È come una stretta modalità privilegiata di irraggiare sugli altri la propria luce o ombra. 

Il giudizio è un’etichetta che il genere umano addossa all’opera ‘finale’ del  Creatore, interpretando alla luce della propria ignoranza un volere superiore che ‘rifugge’ per inerzia, così come le creature 'fatate' rifuggono da noi a causa del nostro 'olezzo'

La condizione umana è ancora al di là del velo per poter esprimere un giudizio senza cadere nelle pieghe della propria incomprensione. Supporre qualcosa quando non si è ancora in grado di ‘camminare’ è un fatto decisamente immaturo ma delineante il campo morfogenetico di quello che, al fine, dovrà accadere: la piena padronanza di Sé. È tutto un gioco di corse e pause, di rimbalzi ed anticipi del come si diventerà:

Luce ed ombra sovrapposte all’ora di un eterno mezzogiorno, in perfetta identificazione.

Ognuno di noi ‘vede’ attraverso se stesso e, dunque, per mezzo di filtri personali in grado di alterare quello che si osserva, proprio come la Meccanica Quantistica ha dimostrato. Nel corso del tempo deviato, tuttavia quello che progressivamente ci ha indotto a guardare sempre più in maniera 'specializzata' o 'spersonalizzata', ha contribuito ad acuire questo concetto filtrato della realtà percepita come reale: paragonabile al guardare dal classico buco della serratura. 

Da una simile prospettiva, come possiamo comprendere quello che ‘accade’?

Potremo osservare solo una piccola parte del processo e, certamente, ci sfuggiranno le cause e le varianti più complesse, quelle che il nostro arco contemplativo non può raggiungere. Da questa ‘posizione’ è ancora maggiormente comprensibile come sia perlomeno inopportuno permettersi di giudicare qualcuno o qualcosa. Semplicemente sarà meglio lasciare sempre aperta la possibilità dell’opportunità. 

Mai dire mai.

Partecipare alla crescita evolutiva è rimanere in un concetto di non appartenenza alla crescita evolutiva stessa, ossia, per ovviare al labirinto emozionale scatenato dalle parole utilizzate per esprimere un concetto, è usuale ritenersi dei ‘diversi’ proprio al fine di non rimanere impantanati troppo a lungo nelle 'anse' della corrente polarizzata verso la luce

Nella biodiversità è insita la forza più diretta. 

Nelle mode, nelle tendenze, nelle abitudini si rischia il collasso circolatorio nei meandri vorticanti di 'rotondità'  del/nel tempo ma, in realtà, senza tempo, come trappole tese per fornire ‘cacciagione’ per tutte quelle forme energetiche disperse nel buio della propria ingnoranza, che soppesano la mancanza attraverso le proprie antiche forze, conservate in un contesto vario, in cui l’umanità non è osservata diversamente da una mandria di bisonti da ‘sfruttare’ per il proprio continuum, per la propria sopravvivenza.

Come sono distribuiti i ‘pesi e le misure’? 

In maniera talmente sfuggevole da far rimanere di sasso, se solo sapessimo. Quello che percepisco è un integrale ribaltamento di piani e di valori legati all’apparenza. Fare un esercizio di ribaltamento della prospettiva non è cosa affatto negativa. Cosa percepisce del ‘Mondo dei Grandi’ un bimbo? Oppure un appartenente di una tribù primordiale Amazzonica se portato, ad esempio, a New York?

Ecco cosa intendo: ribaltare un piano è osservarlo con limpidità interiore.

Come apparirebbero le strade piene di macchine? E i cieli solcati dagli aerei? Ed il fumo delle industrie? Ed il chiasso delle città, o una televisione accesa? Secondo me diverrebbero degli scorci di un Mondo diverso in cui ci si sente diversi, e quella diversità che sentiremmo galoppare dentro di noi è l'antitesi dell’opera di integrazione a quel Mondo, il cambiamento imposto dall'abitudine del vedersi in quel Mondo, il segnale morfogenetico del programma nativo, presente in noi, che risponde per adattamento ad un input che è cambiato improvvisamente: questa è l’appartenenza.

Il lasciare che si cambi per adattarsi ad uno scenario, anche in maniera inconscia, automatica, probabile. 

Il capire che è presente in noi una modalità automatica che ‘ragiona per noi’, al posto nostro. Perché? Perché abbiamo demandato il controllo della nostra ‘nave’ molto tempo fa e questa modalità di ‘pilota automatico’ sta ancora continuando a svolgere la propria mansione in maniera pressochè perfetta, come ogni aspetto anche 3d della Vita. 

Occorre recuperare il ‘controllo’ ma, in maniera paradossale, accettando quella condivisione del ‘potere’ tra parte conscia ed inconscia: questa è la partecipazione.

Immergiamoci nell’Antisistema adesso:

Deutsche Bank compra una facoltà.
La Deutsche Bank regala 3 milioni di euro all'anno alla Humboldt Universität di Berlino, e alla Technische Universität

Che male c'è? La prima banca tedesca aiuta lo studio e la ricerca.
 
Ma un azionista ha rivelato che dietro questa apparente semplice sponsorizzazione si nasconde un ‘contratto segreto’ stipulato nel 2006. Più che un dono, sembra piuttosto una sorta di acquisto.
 
La Deutsche Bank ha tutti i diritti, può decidere sui corsi, sulla ricerca e anche avere l'ultima parola sul personale, dai docenti agli impiegati. All'ateneo non resterebbe che eseguire gli ordini

‘La Deutsche Bank si compra la scienza’, commenta ironicamente Der Spiegel. E all'ingresso della Humboldt, in quella che era Berlino Est, innanzi alla piazza dove i nazisti bruciarono i libri proibiti nel 1933, campeggia ancora una frase di Karl Marx che esalta la libertà del sapere.
 
Dopo l'accordo preliminare, nel 2007 i due atenei e la banca hanno creato un nuovo istituto, il Quantitative Products Laboratory, interamente finanziato dallo sponsor e che si sarebbe dovuto dedicare alla ricerca sulla matematica finanziaria applicata, con due docenti. I due professori prescelti, Peter Bank e Ulrich Horst, avrebbero ovviamente dovuto organizzare i corsi secondo i desideri della banca

È evidente che gli studenti avrebbero ricevuto una formazione adatta per poi essere assunti in un istituto bancario. Sarebbero stati i funzionari e i dirigenti di domani.
 
Le università tedesche, come quelle nel resto del mondo, in Europa o negli Stati Uniti, hanno da sempre necessità di fondi. E gli sponsor sono sempre benvenuti. È evidente che un'industria finanzia corsi e ricerche nel suo campo, per poi sfruttare le eventuali scoperte. È inevitabile che chi paga milioni voglia essere consultato, e sapere quali professori vengono incaricati per i corsi, e il programma di insegnamento.  

Avviene di norma nelle facoltà di medicina e di ingegneria

Tuttavia, finora in Germania gli sponsor sono stati discreti, e hanno limitato le loro pretese a un generico diritto di essere informati: non hanno mai chiesto che diritti e doveri fossero precisati per iscritto, né tanto meno posto un veto alle scelte delle università.
A Berlino forse si è andato oltre: non si tratta di un contratto classico di collaborazione. La nuova facoltà sembra piuttosto una succursale della banca.

L'ateneo non può di fatto decidere nulla senza chiedere un'autorizzazione. 

Ed è sospetto che il patto, della durata di quattro anni, rinnovabile per altri quattro, sia stato tenuto segreto. La Deutsche Bank ha chiesto e ottenuto di partecipare con suoi rappresentati alle commissioni per la scelta dei docenti. E ciò non era mai avvenuto in nessun ateneo tedesco. La banca ha anche deciso la sede della facoltà: l'Istituto di matematica è stato aperto nella Alexenderstrasse 5, nel palazzo dove si trova l'Investment & FinanzCenter della Deutsche Bank. In modo, si spiega, che gli studenti possano passare facilmente dallo studio teorico alla pratica. 
 
La denuncia non è arrivata da un semplice azionista: si tratta del professore di scienze politiche Peter Grottian, noto per le sue denunce contro l'eccessiva influenza delle industrie nella ricerca. Un'università, commenta, non può limitarsi a preparare personale specializzato su misura per questa o quell'impresa o per una banca. 

Un laureato in matematica finanziaria dovrebbe essere in grado di giudicare anche in modo critico la politica delle banche, e domani magari essere assunto dall'amministrazione pubblica per controllare le scelte finanziarie dei privati.
Da Yahoo 
 
Per questo motivo alla scuola mancano i finanziamenti... Questa notizia ci parla di ‘partecipazione’ o ‘appartenenza’? Dipende (come al solito) dal punto prospettico da cui si guarda. Ma la cosa evidente è che le due parti non sono in equlibrio:
  • abbiamo un controllore
  • abbiamo un controllato
La prima fazione è molto meno numerosa della seconda. Da sempre questo meccanismo è stato all’origine del sopruso, perché basato su un concetto di appartenenza al lato umano dedito al ‘volere’, all’appartenenza della sfera del potere quantificata nell’energia densa del denaro. 

Ma cambiando la sintonia fine della vibrazione del controllo, tutta muta d’apparenza all’istante:

le strutture Antisistemiche si trasformano in virtuose possibilità di 'raggiungimento' della massa.

Tutto cambia e la prospettiva si ribalta all’istante. 

Il ribaltamento è il grande frattale all’opera in questi tempi. Il grande ribaltamento è quello della sfera terrestre. Ora, dobbiamo fare attenzione al come sono state ri-strutturate le parole che adattano i pensieri degli Antichi: e se il ribaltamento degli assi magnetici fosse una grande metafora inerente al ribaltamento di un grande paradigma?

Se avessero visto un grande cambiamento sociale?  Si comprende perchè il 'potere' avrebbe nel tempo oscurato il 'segnale'.

Semplicemente, calcolando la posizione del Sistema Solare all’interno della Galassia, alla luce dei passati insegnamenti ed alla luce della moderna tecnologia, è possibile capire che questa porzione di ‘spazio’ è caratterizzata da un’energia vibrazionale diversa da quella che era divenuta usuale ai fini della percezione di 'normalità' dal punto di vista etico, morale e 'sostenibile' umano

Chi lo dice? Chiedetevi piuttosto ‘Chi lo chiede?' Chi è che confuta ogni possibilità che ‘fuoriesce’ dal contesto della routine?

Impariamo a ribaltare i piani dell’osservazione!

La scienza ha osservato che ogni 700.000 anni circa la Terra inverte il senso della rotazione. Mi chiedo: ma questa modalità corrisponde ad uno sterminio della Vita, un reset che lascerà integro circa l’1% della razza umana, perché la massa d’acqua si fermerà solo dopo avere esaurito la propria direzionalità inerziale, il che significa l’immersione di gran parte delle Terre emerse: il ricordo ancestrale del Diluvio, per intenderci.

Che senso ha un evento simile?

L’unico che riesco a concepire è quello legato alla ciclicità di questo piano dimensionale, al concetto di ere, a ciò che scrive Steiner quando parla di cicli umani, alla similitudine dei vuoti e dei pieni, al consolidamento della crescita, alla semina per avere il raccolto, etc. 

È proprio il concetto di ‘raccolto’ che mi permette di agganciare un senso più allargato della ‘distruzione non fine a se stessa', della distruzione come modalità di consolidamento della creazione evolutiva. Quello che posso percepire è un qualcosa legato alle differenze vibrazionali dell’energia che, anche, ci contraddistinguono. 

Per cui mi sento di poter ‘sperare’ che esista un ambito dimensionale dell’evoluzione, ossia che attraverso l’Ascensione, una parte del ‘raccolto’ possa raggiungere uno stadio sottile dell’esperienza esistenziale: la quarta e la quinta dimensione.

Per uno scenario 3d che si resetta in funzione del proprio ruolo ‘scolastico’ evolutivo, un altro scenario 4/5d accoglie i ‘laureati’ dell’anno educativo appena concluso. Il ruolo dell’Ascensione diventa dunque persino secondario o partecipativo del grande lavoro compiuto dal singolo individuo piuttosto che da intere comunità

L'Ascensione come un mezzo per... ma con il biglietto acquisito tramite il proprio 'lavoro', tramite il 'Conosci Te Stesso'.

I veggenti scorsero qualcosa, molto tempo fa. Un grande cambiamento. La religione mutò questo ‘qualcosa’ in paura e dunque nel grande spauracchio di un Giudizio Universale e nell’avvento della ‘Bestia Apocalittica’. 

Oggi, ognuno di noi ha la possibilità di comprendere che il ‘tutto’ potrebbe essere molto più intimo e meno deflagrante del previsto e che il ‘cambiamento’ è inerente al coronamento di un passaggio vibrazionale a cui tutti noi siamo sottoposti: c’è la possibilità di una ascensione di massa.

Non intendo più inseguire ristrettezze d’ogni tipo o fare discorsi di Eletti o di Maestri: siamo in una grande sinfonia in cui la partecipazione e l’appartenenza si fondono insieme

Il frattale che può incoraggiare in tal senso è il grande numero di Anime incarnate che esistono in questo momento sulla Terra tridimensionale: come se stessimo per vivere un momento di quelli fondamentali nella vicenda evolutiva. Come se si stesse per aprire una grande ‘finestra’ nel ritenuto spazio vuoto che possiamo far finta di scrutare con gli atrumenti più avanzati che la tecnologia ci ha permesso di costruire.

Uno stargate cosmico.

Che cosa succederà? Non lo possiamo ancora sapere. Forse gli Antichi hanno lasciato testimonianze dell’analogia vissuta in altre ere, ma questo insegnamento è chiuso a doppia mandata nelle segrete del potere Antisistemico. Tuttavia ciò non deve corrispondere ad un dramma, bensì al nostro diritto (e volere inconscio e/o animico) di poter vivere quell’attimo in maniera personale, assoluta, veritiera, nuova, diversa, opportuna, singolare, etc.

La ciclicità è ‘vera’ ma noi la possiamo colorare della nostra presenza.

Carpe diem

Mentre parliamo il tempo sarà già fuggito, come se ci odiasse. Cogli l'attimo, confidando il meno possibile nel domani’.
Orazio
 
Carpe diem, letteralmente ‘Cogli il giorno’, normalmente tradotta in ‘Cogli l'attimo’, anche se la traduzione più appropriata sarebbe ‘Vivi il presente’ (non pensando al futuro) è una locuzione tratta dalle Odi del poeta latino Orazio (Odi 1, 11, 8). Viene di norma citata in questa forma abbreviata, anche se sarebbe opportuno completarla con il seguito del verso oraziano: ‘quam minimum credula postero’ (‘confidando il meno possibile nel domani’).
 
Si tratta non solo di una delle più celebri orazioni della latinità; ma anche di una delle filosofie di vita più influenti della storia, nonché di una delle più fraintese, nella quale Orazio fece confluire tutta la potenza lirica della sua poesia… Si tratta di una 'filosofia' che pone in primo piano la libertà dell'uomo nel gestire la propria vita e invita a essere responsabili del proprio tempo, perché, come dice il Poeta stesso nel verso precedente, ‘Dum loquimur, fugerit invida aetas’ (‘Mentre parliamo, il tempo invidioso sarà già passato’).
Da Wikipedia 

Cogli il ‘giorno’… ossia ‘vivi quell’attimo in maniera personale, assoluta, veritiera, nuova, diversa, opportuna, singolare, etc.’. Un doppio significato 'vicino e lontano'. Cogli l'attimo eterno sempre presente come se fosse quel giorno in cui il portale si aprirà... Adesso, ora, per sempre, come domani, come quel giorno.

Un grande allenamento esistenziale.

Davide Nebuloni / SacroProfanoSacro 2011
Prospettivavita@gmail.com