martedì 15 maggio 2018

Realtà interiore singolare Vs realtà esteriore plurale (attraverso l’interfaccia).



Solo i vecchi modelli scappano…”.
Blade Runner 2049
"Ho la coscienza pulita, sempre…".
Cristiano Ronaldo 
"Mai ho nascosto nulla ne ho avuto intenzione di evadere le tasse. Credo nella giustizia e spero che anche stavolta ci sia una decisione corretta…".
Cristiano Ronaldo 
"Non c'è nessuna struttura offshore creata per evadere le tasse…":
è quanto assicura GestiFute, società portoghese che cura, fra l'altro, gli interessi del fuoriclasse del Real Madrid e della Nazionale lusitana…”.
Link 
Real Madrid, patteggiamento record col fisco per Cristiano Ronaldo:
pagherà 30 milioni
Link 

È sempre lo stesso schema:
strategia
accusa
difesa
decisione del tribunale.
Causa ed effetto = responsabilità
In questo “caso”, poi, c’è addirittura il patteggiamento, il che significa… un accordo accomodante tra le parti:
Ronaldo si dichiara colpevole e paga (o pagano per lui) una sorta di indennizzo, scontato, al fisco
il fisco si dichiara soddisfatt3 per/di quanto incassato e dimentica il reato.
Ovvero:
le dichiarazioni precedenti di Ronaldo & Co.
sono una menzogna
diversamente
chi non si può permettere di pagare, è rovinat3
Qualcosa che va a finire nel nulla (per Ronaldo), come se non fosse nemmeno (già) success3. Si ricorderanno solo le gesta sportive di Ronaldo...
Qualcosa che ha permesso di far vendere più giornali e aumentato le visite ai vari siti Web, che si preoccupano di riportare le notizie. 
Così come per ogni Tg che narra di cronaca sociale, alla Massa. Giustizia è fatta, insomma. Vero
Perlomeno è ciò a cui devi pensare
Oltre a 1) prendere invidia, 2) rassegnarti o al limite 3) emulare e 4) godere/deprimerti attraverso simili notizie.
In realtà, qualcosa che risuona solo d’amarezza…
Individui, come Ronaldo, incarnano uno dei modelli da seguire; infatti, anche se sai di non avere la sua bravura sportiva, puoi sempre trovare il modo di applicarti – secondo le tue doti – analogamente, ossia, facendo una sfolgorante carriera, nella “mission” di raggiungere… cosa?
Il suo regime finanziario.
Ciò che si può permettere. Qualcosa che ti trasforma in una macchina “assetata di sangue, altrui”, pur di raggiungere l’obiettivo. 
Tuttavia, per altr3... tale esempio può risultare subito auto bloccante, allorquando la persona riconosce di non credere a/in se stess3, perché percepisce di non avere alcuna dote in grado di fare la differenza in tali termini. 
Puoi, ad esempio, avere una grande capacità di suonare la chitarra, ma (ma) “qua (così)” non hai alcuna certezza che possa fare la differenza, data la vasta platea concorrente e la competizione che, spesso, termina ancora prima di iniziare, attraverso il vettore dei rapporti di “conoscenza” oppure delle “mazzette” che possono aprire/chiudere ogni porta e/o finestra.
Insomma, nell’AntiSistema - e attraverso un simile atteggiamento - non hai mai la verità in tasca, anche quando sei dotat3 di un grande potenziale, poiché tale è la Rete - nella quale sei – e tale è la forma dis-organizzata, a capo di ogni decisione.
C’è un saggio su Lorenzo il Magnifico che narra della vita (sopravvivenza) ai tempi della Firenze rinascimentale, il cui ambito è così descritto:
un punto di riferimento nell’instabile equilibrio politico di un’Italia dilaniata dall’avidità dei Principi, dal nepotismo dei Papi, dagli intrighi delle monarchie straniere…”.
Ivan Cloulas

Ma (ma):
Firenze era una Repubblica (uno Stato, insomma)
non era Italia (che ufficialmente non esisteva ancora).
Era terra di conquista, di brame, violenza, soprusi, corruzione e… usurai. 
Di detta “magnificenza” se ne tiene conto, al giorno d’oggi
No. Così come per Ronaldo.
Eppure, puoi leggere intere schiere di trattati sull’etica, sulla morale, sulla giustizia, sull’onore, sul diritto, sul lecito, sul progresso, sulla storia e sulle scienze... narrat3 nel formato “di parte”, ampio garante dello status quo nonché portatore di interesse solidale alla gerarchia
La “brava gente” si è come smarrit3 in tutt3 ciò; nella forma sociale che si trasforma, lasciando inalterat3 proprio tale sostanza.
Coloro che nella storia sono come stat3 “vaccinat3” e resi immuni alla propria natura, lasciando le mosche bianche perfettamente auto isolat3, nella struttura d’assieme che divide e crea continuamente proselitismo (immunità di gregge).

Sì, perché… il nocciolo della questione sono coloro che continuamente “si manifestano (nascono)”. 
Ossia, quegli individui ancora dotati, non solo di potenziale, ma anche di una struttura che – prima di passare dal tritacarne dell’effetto emulativo attraverso l’educazione e l’abitudine – è neutr3 (ovvero, perfettamente riprogrammabile dall’AntiSistema nell’AntiSistema).
Le nuove manifestazioni risentono sempre di ciò che la genitorialità trasmette loro, ancora prima di venire alla luce:
l’inizio dell’ammorbamento auto indotto inconsciamente
dal momento in cui
nessun3 ha facoltà di accorgersi di ciò che viene “trasmesso” in sede genetica
anche se puntualmente il “fenomeno” accade
e dunque
è regolat3 attraverso meccanismi che sfuggono alla Massama (ma) non a chi ne detiene il controllo.

Per ciò è portante anche ciò che c’è in una classica merendina.
Per via chimica è possibile iniettarti quelle valenze sostanziali che, oltre al gusto ed al profumo, alla fragranza ed al motto pubblicitario, t’invadono con il “tuo” permesso, andando a vincolarti in profondità ed in modi che nemmeno immagini, non avendo lasciato nulla al… “caso ‘qua così’”.
E, mentre le parti recitano schierate all’interno di appartenenze “diverse”, il copione AntiSistemico prevede che, comunque, debba accadere ciò che è previst3 alias programmat3:
il controllo del paradigma
ad opera della compresenza immanifest3 dominante
attraverso la gerarchia Domin3, sottoDomin3, Massa, singolarità (ambiente interfaccia).


Al fine di giungere sino a te, senza dare nell’occhio, la strategia più efficace è quell3 della immanifestazione, che auto mantiene lontano da sé il tuo ricordo, la tua memoria e la tua esperienza diretta. 
Il che significa = scivolare in una diversa abitudine, caratterizzat3 da… ed auto caratterizzante, di fatto. 
Quindi, “ora”, sei alle prese con la giustizia amministrata nei tribunali ed auto regolamentat3 attraverso l’interesse (gerarchia). 
Il giudice è il giudice
ha studiato decenni per essere... giudice. 
E tu, se (se) non hai intrapres3 la stessa “via”, sei già tagliat3 al di fuori, perfettamente dentro (all’AntiSistema). 
Non solo; infatti, anche se sei laureat3 in giurisprudenza col massimo dei voti, ad esempio, non sei mai (mai) cert3 di poter diventare giudice. 
Non perché sia un “mestiere” migliore di altr3, ma perché… da “lì” puoi sentenziare la “verità” che va a fare diritto, a costituire un precedente, a fare testo, che passa in giudicat3, etc
Qualcosa che, poi, costituirà un esempio, una dima, il campione a cui riferirsi. 
In una tale ambito, si percepisce sempre tutto il peso e la valenza del termine “utopia (come dovrebbe essere)”. Vero? 
È come il detto “tra il dire e il fare…”. 

Alias, riconosci che c’è sempre di mezzoqualcosa.
Sai che nonostante tutt3, non è matematic3 che giustizia (sferica) sarà fatt3, poiché… “qua (così)”, vige la “giustizia uguale per tutti (al maschile)”:
una proprietà privata
che finge di essere pubblica
al fine di continuare a succedere a se stess3 (status quo).
Lo stesso discorso, analogamente, si può fare per una miriade di mestieri “diversi”, che promettono qualcosa – quando sei a scuola e quando inizi a lavorare – salvo poi dimostrarsi per ciò che “è”, nel momento in cui ti costruisci l’esperienza necessaria per apprendere che il giogo delle parti è una finzione scenica e che, sostanzialmente, la gerarchia prevede che tu stia e rimanga nella “tua” posizione assegnat3, senza alcuna possibilità di fare la differenza
Perché, allora, la storia deviata registra e narra di individui che hanno riformat3 il tale ambito, che hanno rivoluzionat3 il tale contesto, che hanno dato la vita pur di garantire che “ora” ci sia tutt3 ciò che viene propagandat3 a livello di Stato di Diritto?

Secondo te, possono davvero esistere dette persone (“casi”) se (se) in qualcosa che è (in) una gerarchia dotata di interesse particolare?
Non possono esistere, sostanzialmente (se non come parti del copione).
Ergo: 
possono esistere, in termini apparenti (come chi si mette un camice bianco, per recitare il classico spot del medico, del dentista, dell3 specialista, che ti fornisce consigli autorevoli per gli acquisti). E, ancora:
possono esistere, però, solamente tra le mosche bianche
che tuttavia
nel divide et impera
non costituiscono più alcuna significanza (se non in termini di potenziale, appes3 al chiodo).
Quando (se) ricorri all’analogia frattale espansa, ti accorgi e, dunque, sai (che è così). Altrimenti, continui come se niente fosse (sostanzialmente) a sopravvivere nell’AntiSistema.
Per esperienza personale, scaturita attraverso quest3 Spazio (Potenziale) Solid3… è possibile sostenere che:
al di fuori della singolarità
non esiste nulla che
nella singolarità sembra esistere
osservando e prendendo spunto dal sé della singolarità.
Che cosa significa = che esiste utopia (l’interno singolare), non rifless3 dalla realtà manifesta “qua (così)” o esterno massiv3.
Quindi:
la realtà manifesta AntiSistemica proviene da un cert3 interno singolare (intenzione, sogno, progetto, desiderio, etc.), trasmess3 massivamente all’ambiente nell’ambiente (che, dunque, è un loop che si auto perpetua ed auto perpetra, poiché “è già success3”).
Perché... un sol3 “interno singolare” ha avuto la meglio sulla rimanenza? Perché, da quel “momento (in poi)” ha preso il sopravvento, riuscendo a shiftare il “così” nel “qua”.
La gerarchia è la dimostrazione in tal senso, che non esiste; c’è.
Ovvero, l’esperienza di/in SPS ha permesso di giungere al punto (di non ritorno), nel quale ti sei res3 conto dell’autentica forma sociale/globale, nella quale sei “qua (così)”:
qualcosa di oltremodo già matur3
che ha assunto il controllo, dall’alba del cosiddett3 “tempo”
dove
la storia deviata rappresenta solo l’intreccio a livello di sottoDomin3
mantenendo costantemente protett3 la memoria sociale dalla ragione fondamentale
della compresenza immanifest3 dominante.


Al di fuori della realtà interiore singolare (desiderio), non c’è nulla oltre alla realtà esteriore singolare (dominante)
Non c’è niente, rispetto a ciò che tendi ad immaginare ed a credere. 
Non c’è assolutamente nulla di veritier3, ad accezione 1) della memoria ambientale frattale espansa e 2) del tuo potenziale.
Il che ti permette sempre (sempre) di… “sognare”.
Ma... se dormi sempre, il sogno rimane solo un... sognare.
Qualcosa che fa la differenza, però, solo quando diventi grande concentrazione di massa. Ti puoi rendere conto del come funziona la giurisdizione, quando ad esempio sei da sol3 in casa tua e… decidi cosa fare lì dentro. 
Sei, infatti, liber3 di decidere se bere o mangiare o dormire o divertirti o leggere o altr3.
E seppure in una certa situazione artificiale “casa”, a livello di analogia frattale espansa è una esperienza significativa, che “vale” soprattutt3 in leva:
immaginando tale portata ad un livello globale.

Il discorso è molto delicato, in quanto assomiglia – anzi “è” – alla “via” già percors3 dalla dominante “qua”.
Se (se) puoi decidere cosa fare da te in te, a casa tua, ed estendi tale portata all’interezza planetaria, significa che sei dominante, riuscendo ad auto imporre la tua intenzione anche ambientalmente:
perché succede (può succedere)?
Perché l’ambiente è uno scenario apparente (interfaccia), sottintes3 dall’infrastruttura (funzionamento) del sistema operativo frattale espanso
Se guardi dentro ad una radio, trovi (vedi) la musica? No. 
Allo stesso modo, la scienza deviata non riesce ad accorgersi del livello “funzionamento”, andando a trovarne le risposte in maniera alquanto “fantasiosa”, ovvero, coniugando l’effetto reale (fisic3) con le teorie e le “leggi” ricavate dalla realtà manifesta, che comunque non ne coinvolgono il “a monte”. 
Dunque, c’è sempre il “problema” dell’origine:
come è nata la vita?
Hanno trovato vie del tipo Big Bang ed evoluzione naturale (qualcosa che ha richiesto miliardi e milioni di anni per giungere sino a questo punto). E va bene, allora. Solo che dovresti assumere questa informazione, ponendol3 davvero come origine del tutt3 (diciamo così, per assurdo) e non ad origine della storia umana deviata:
quella che pone i Sumeri come prima forma avanzata di civiltà.
No
Tale origine deve riguardare tutt3, anche la formazione dominante che, dunque, in questa maniera puoi assumere in quanto ad “evoluzione” della strategia gerarchica “qua (così)”. 
Qualcosa che inizia ad evolversi da un simile “punto iniziale”, poi, crea regni, imperi, situazioni, avvenimenti, etc. non più riportat3 (ma non dimenticat3), illudendo la Massa che tutt3 sia iniziato sostanzialmente circa 7000 anni fa
Ma (ma) la dominante è molto (molto) più… datat3, essendo proprio la forma avanzata di una simile evoluzione (che, da come narra la scienza, necessita di molto tempo al fine di…). 
Quindi, se proprio hai bisogno di una origine comune, allora assumila perlomeno come iniziale per tutt3 (dominante compres3). 
Riportando dentro anche la compresenza immanifest3 dominante, riesci ad allontanarti dal limite imposto in questa maniera e ad espandere la tua capacità di andare oltre le Colonne d’Ercole (Oltre Orizzonte).




Ricorda:
l’evoluzione non parte dalla vicenda umana
bensì
parte dalla vicenda umana (compresa quell3 dominante).
La realtà interiore singolare non corrisponde alla realtà manifesta esteriore plurale, poiché… ci si auto adatta e basta. 
Qualcosa che succede per forza di cose, alias, per gerarchia, grande concentrazione di massa (dominante) e per funzionamento frattale espanso “qua”.
Un’altra tri-unità “funzionale”. 
Qualcosa che può assumere qualsiasi “forma”, però, dat3 il potenziale (interiore singolare).
Al tempo di Blade Runner (1982), come erano le città più moderne? E come sono oggi, che è uscito il nuovo Blade Runner 2049
Sono come ipotizzate nel 1982.





Non c’è molto di quell’epoca e quello che c’è… è una palude…”.
Blade runner 2049
Non cambia mai nulla.
Puoi anche essere nel “futuro”, ma (ma) ci sarà sempre informazione troppo difficile da reperire, poiché vetusta.
È ovvio, dato che le “cose” hanno data di scadenza e che tutt3 si trasforma.
Però, perché “manca” sempre la memoria?
I film di inizio millennio sembrano già appartenere ad un museo (lo capisci quando ne ritorni a vedere un3), per non parlare di quelli degli anni ’80 (che sembrano preistorici).
Dieci giorni di buio. Bloccò ogni macchina. Quando ritornò la luce ci ritrovammo azzerati. Foto. File. Ogni minimo dato: sparito…
Avevamo tutto sugli hard disk. Tutto. Tutto…”.
Blade Runner 2049
Che cosa sta già ampiamente succedendo anche “qua (così)”? 
Ciò che “è già success3” continua a succedere, ovvero, crea continuamente auto emulazione, riflessività (significato).
Di modo che, a “distanza” sufficiente per dimenticare quel “momento (Big Bang = avvento dominante)”, l’evento non rimane un caso isolat3, bensì, continua a rappresentare l’origine della forma “futur3”, attraverso il “continua a succedere”, in quanto a… inerzia, nella gerarchia che l’evento stess3 ha contribuito causalmente a creare. 
Il che significa = esistenza (compresenza) immanifest3 (dimenticat3) dominante (che ricorda tutt3, poiché proprio interesse).



Qualsiasi “espert3”, nell’AntiSistema, è convint3 di indagare sul tal fatto/ambito, ma (ma) sostanzialmente è deviat3 sempre, proprio da tale inerzia infrastrutturale (che corrisponde all’intenzione dominante, che è sempre nel proprio eterno presente, caratterizzando il futuro in quanto a continua differita della diretta perpetuazione/perpetrazione dominante).
Introducendo tale costante nell’equazione, tendi come a renderl3 stabile:
assumendo significato portante e centrale (“sostenibilità”, comprovazione, dimostrazione) poiché distribuit3.
La riflessività può essere interpretata come un fenomeno circolare, o un circuito di retroazione a doppio senso, tra le opinioni dei partecipanti e il reale stato delle cose.
La gente non basa le proprie decisioni sulla situazione effettiva che si trova ad affrontare, ma sulla propria percezione o interpretazione di tale situazione.
Le sue decisioni hanno poi un impatto sulla situazione (la funzione manipolativa), e gli eventuali cambiamenti che si verificano possono influenzare a loro volta la percezione dei partecipanti (la funzione cognitiva).
Le due funzioni operano simultaneamente, non sequenzialmenteÈ il fatto che i due processi si verifichino simultaneamente che crea indeterminazione sia nella percezione dei partecipanti che nell’effettivo corso degli eventi
Il concetto della riflessività afferma che esiste una cosa come la funzione manipolativa (formalmente la funzione partecipativa), e che il dibattito politico può essere utilizzato con successo per distorcere la realtà.
Perchè, allora, i politici dovrebbero privilegiare la funzione cognitiva rispetto a quella manipolativa? Questo vale per gli scienziati sociali, il cui fine è la ricerca della conoscenza, ma non per i politici, il cui obiettivo primario è quello di farsi eleggere e rimanere al potere…
I concetti di riflessività e fallibilità offrono un contributo importante alla nostra comprensione della realtà.
Non perchè siano nuovi od originali in sé ma perchè possono essere usati per identificare e confutare grossolani errori di giudizio. Uno di questi è quello che io chiamo l’errore dell’Illuminismo, che presume che il fine della ragione sia quello di produrre conoscenza.
Lo considero un errore perchè ignora del tutto la funzione manipolativa
Cattiva finanza - George Soros
Lo considero un errore perchè ignora del tutto la funzione manipolativa...
Analogia frattale espansa (significato):
anche Soros non se ne accorge
isolando una funzione assunta in quanto a fine a se stess3
e non riferit3 all’intenzione (ed al riflesso) dominante.
Nell'AntiSistema non c'è alcun errore.
Oltre Orizzonte, insomma, non ci va proprio nessun3 se (se) sempre “qua (così)”.
Le ha dato un nome. Deve essere speciale.
Rappresento il Signor Wallace…
Il Signor Wallace è un accumulatore di dati…”.
Blade Runner 2049
Ogni progresso della civiltà è stato costruito sulle spalle di una manodopera sacrificabile. Non abbiamo più lo stomaco per gli schiavi. A meno che non siano artificiali”.
Blade runner 2049
Il genere umano – è solo che “lì” da vedere (dedurre)” – è artificiale, dal momento in cui si narra sempre di “creazione”. Ergo?
È riflessione di quale entità genitoriale?
Non di “Dio”, che è una immagine caric3 dell’informazione ambientale frattale espansa (che cosa “è già success3” e chi è dominante “qua, così”). Né tantomeno del “Diavolo”, ovvero, un’altra immagine (memoria informativa).
Il Golem è fatto con l’argilla (“terra”). Ecenere sei e cenere ritornerai.
Quindi?
La “moderna” scienza genetica che cosa è già in grado di “fare”?
Domanda retorica, ovvio.
Quindi, il risultato logic3 non dipende che da ciò che deciderai di “calcolare (isolare ed agganciare)”, alla luce di ogni dato che, nonostante il segreto, è assolutamente e sempre disponibile auto deducendo attraverso ciò che sembra solo ambiente (memoria).
I modelli antichi danno una pessima immagine a tutta l’impresa…”.
Blade runner 2049
L’interferenza è ambientale, non a caso.
“Fai… di avere coraggio”.
Una volta buttat3 giù dal pulpito, ci puoi sempre risalire… ma (ma) non per fare la guerra e dominare a tua volta. 
Di più, al fine del ripristino del contesto “formulare”.
Se (se) non sai che cosa significa = rifletti.
      
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2018
Bollettino numero 2305