martedì 20 marzo 2018

Dah!



Nulla viene dal nulla…”…
Con la sola forza del pensiero deduttivo Descartes propone una "prova ontologica" dell'esistenza di un Dio benevolo che ha dato all'uomo una mente e un corpo e che non può desiderare di ingannarlo
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Quale differenza, sostanziale, intercorre fra la deduzione di Sherlock Holmes e quella di Cartesio? 
L’investigatore britannico, pur essendo una “invenzione”, incarna il significato attribuitogli attraverso questa astrazione (sostanza) e, di fatto, all’interno della propria coerenza, persino “Dio” deve fare i conti con la deduzione che... non essendo manifest3, di conseguenza, non esiste o non esiste più (ha altr3 significato).
La deduzione di Cartesio, forsanche perché imbevut3 d3ll’epoca del “rigore” religioso, deve scendere a patti con… “Dio”, ammettendone l’esistenza, seppure l’intenzione di Cartesio è quella di non credere a tutt3 ciò che non può dimostrare attraverso se stesso
Ergo:
Holmes è coerente verso “se stesso”
Cartesio è coerente verso la propria sopravvivenza.

Il che... “fa” una grande, seppure sottile, differenza. 
Come quel lento “auto” avvelenamento che corrisponde alla depressione, se (se) sempre “qua (così)”. 

Del resto, di Cartesio sia proprio tutt3?
No. Anche se sei espert3 in materia (che materia non è).
Il che significa = segreto
Ossia, parzialità della condivisione del proprio sapere (risultato, evidenza). 
Di più, a livello significativo = interferenza ambientale.
Ovvero:
AntiSistema (status quo, paradigma, punto di sospensione, etc. dominante).
Impedendo la riuscita dal “qua (così)” – che non è un luogo (comune) fisico da cui sfuggire, bensì, un luogo (comune ma privatizzat3) mentale da cui sfuggire – attraverso l’affondamento Domin3 (la sua estinzione, nonché incagliamento sul fondo del reale manifest3, in quanto a corpo radioattivo, ossia, che coinvolge ed impiega la Massa di/in superficie), la situazione globale “è” stata già ribaltata
Tanto da poterl3 immaginare come il viaggio della singolarità verso l’alto, bloccat3 dal relitto Domin3 (che è sul fondo ma facendo da tappo, nell’inversione di prospettiva apparente), che rimanda a/in Terra (gravità) ogni e qualsiasi tentativo di… riuscire (dal) “qua (così)”. 

Di conseguenza, il viaggio singolare è nella direzione opposta, rispetto a come dovrebbe essere (ecco perché l’utopia è qualcosa di assolutamente ferm3, in quanto a stella di riferimento, a faro luminare, a segnale imperituro, etc.), tenendo conto che l’orientamento terrestre è di stampo convenzionale, per cui, alto, basso, su, giù, etc. sono e rimangono riferimenti relativ3 all’assolutezza della compresenza dominante (e del potenziale umano, assunt3 in un ambito lineare del significato; cioè, irto di problemi/interferenz3). 
Anche se, ovvio, non esiste “la direzione esatta”, in termini geografici o convenzionali, se non quando si “è” dall’atteggiamento “formulare”:
a quel punto (momento)
esiste una direzione esatta da assumere e mantenere (coerenza)
relativamente all’origine che s’intende ripristinare
oppure
andare a ricreare (memoria, esperienza, intento, giustizia sferica)...
Nel/dal momento di “è già success3”, si è generata anche la relativa giurisdizione e da “lì”, in poi, la storia narra di fatti interferiti dalla compresenza dominante
Tale racconto verte sempre (sempre) sull’interferenza AntiSistemica, mascherata da fatto storico dotato apparentemente di una propria auto origine (spiegabile attraverso la recita e la disputa tra singolarità gerarchizzate “qua, così”). 
La codifica (crittografia) avviene in quanto ché… è la strategia dominante a preferirl3, dal momento in cui esiste la memoria ambientale frattale espansa (la “verità” anche di Cartesio, ad esempio), da contenere opportunamente
Sì. Ma (ma) in quale modo?
Deviando l’attenzione della parte che più si presta a…
Ovvero, la p-arte umana “qua (così)” interamente controllata in-consciamente.
La segretezza che Cartesio volle dare ad alcuni suoi scritti era quindi dovuta al timore di un intervento della Inquisizione ai suoi danni non solo per le sue opere a carattere scientifico ma anche per la sua supposta aderenza ai RosaCroce.
Il girovagare continuo che il filosofo fece in terra olandese soggiornando per brevi periodi in case private, in alberghi, in piccoli villaggi e il rimanere in contatto con i dotti europei solo tramite padre Marin Mersenne, l'unico che conoscesse il suo indirizzo, sembra dimostrare la volontà di sfuggire a un nemico tanto pericoloso che quando Cartesio venne a sapere nel 1633 della condanna di Galilei non si ritenne al sicuro neppure in Olanda rinunciando a pubblicare un suo trattato di fisica, Il mondo ovvero trattato della luce e l'uomo… basato sulla teoria eliocentrica copernicana e sulle scoperte di Keplero…
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È, di conseguenza, ampiamente deducibile da te, in te, che l’opera di Cartesio è perlomeno manchevole di quelle parti che più l’avrebbero esposta al “rischio” di eliminazione fisica o di annientamento accademico/personale.
Di più, la stessa opera – andata incontro a mille vicissitudini, anche dopo la morte dell’uomo – è giunta sino a te, dopo ritrovamenti avventurosi, ampie e ripetute traduzioni e rivisitazioni in chiave, via via, sempre più “moderna”. 
Anche coloro che hanno ripreso tale opera, in seguito, hanno contribuito a smembrarla ed a divorarne i contenuti (così come in una catena di eventi e successioni, che non hanno mai nulla di casuale). 
Comunque, anche omettendo tali interferenze, l’opera di Cartesio appare come relativa, manchevole, parziale, etc. facendo da contrasto con la potenza della sua lungimiranza e totalità.
Infatti – annullando la scala “temporale”, che è una invenzione – come “già”, per Lullo per Hawking (l’universo si crea da sé, grazie alla gravità…):
le maggiori critiche ricevute da Cartesio furono apportate da Pascal (che gli rimprovera di sfruttare Dio per dare un tocco al mondo) e da alcuni suoi avversatori contemporanei (tra cui il filosofo inglese Hobbes e il teologo Antoine Arnauld), che lo accusarono di essere caduto in una trappola... (assimilabile a un circolo vizioso):
Cartesio teorizza Dio per garantirsi quei criteri di verità che gli sono serviti a dimostrare l'esistenza di Dio
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Nulla viene dal nulla”…
L'intenzione è quella di orientare gli studi in modo che “la mente giunga a giudizi solidi e veri su tutto ciò che le si presenta”
Il metodo è “la via che la mente umana deve seguire per raggiungere la verità”:
esso consiste nell'ordinare e disporre gli oggetti sui quali s'indirizza la mente per giungere alla verità.
Le proposizioni involute e oscure devono essere ridotte a proposizioni più semplici e poi, partendo dall'intuizione di queste ultime, progredire alla conoscenza di quelle più complesse
Le proposizioni semplici, comprese intuitivamente e senza ricorrere a dimostrazioni per la loro evidenza, sono equivalenti ai postulati e agli assiomi matematici e costituiscono i principi della conoscenza
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“Dio” è una “proposizioni semplice” e, dunque, costituisce il principio della conoscenza
A livello significativo (che prevede di leggere nell’immagine, “Dio”, la sostanza di ciò che “è già success3” e che, dunque, continua a succedere),
Ma (ma) a cosa (chi) equivale se (se) “qua (così)”, concretamente?
Cartesio era già dentro a tale “soluzione” AntiSistemica. 
Ecco perché la sua opera è significativa, ma, parziale (relativa) nel momento in cui considera “Dio” in quanto a… compresenza “buona” e data per scontata. 
Dunque, anche in questa vita (di Cartesio) edificata sulla “ricerca della verità”, e non sul ritrovamento della stessa, è evidente come l’incisione (“peso”) sottile della memoria frattale espansa (cloud), abbia caricato di valenza (informazione, verità, “è già success3”, etc.) – ovvero, di significato – ogni fatto accaduto (come banco di memoria), pur nel pieno dell’interferenza AntiSistemica, che ha previsto far sprofondare l’opera di Cartesio, mantenendo centrale l’immagine di “Dio”, senza alcun significato altr3, nella successione (discendenza, conseguenza) di espert3 che avrebbero poi fondato la scienza sulla deduzione relativa e parziale ivi riportata:
come a dire che
la pianta è nata nella giusta luce (verità, memoria frattale espansa, valore assolut3, etc.)
ma (ma) è “cresciuta” all’ombra di qualcosa (qualcun3)
che l’ha opportunamente impiegat3.
Lo stesso motivo virale/radioattivo dell'affondamento Domin3 (loop a tappo).


Se (se) Cartesio ha lasciato dei “segni (semi)” di tale deviazione, in termini di… capacità di essersi già accorto, avendol3 dedotto liberamente, allora (allora) deve per forza di cose avere assunto, nella sua opera conseguente, anche l’opportuno rimedio, in termini di compensazione della deviazione caricata a bordo quasi per default “qua (così)”.
È molto (molto) probabile che, vista l’interezza del personaggio, Cartesio si sia accorto ed abbia preso la contromisura necessaria, al fine di ristabilire potenzialmente la “retta via.
Infatti…


Il Genio maligno è l'estremizzazione limite del "dubbio metodico", un'ipotesi che Cartesio chiama "dubbio iperbolico".
Un dubbio, cioè che, come la figura retorica dell'iperbole è un'ipotesi esagerata, eccessiva ma che anche, come la figura geometrica dell'iperbole, viene esteso all'infinito così che sia possibile dubitare di tutto
Il "dubbio iperbolico".
Nel suo Discorso sul metodo Cartesio descrive il cammino che lo porterà a conoscere una verità di per sé evidente cioè chiara e distinta, tale da non dover essere ulteriormente dimostrata.
“Non prendere mai niente per vero, se non ciò che io avessi chiaramente riconosciuto come tale; ovvero, evitare accuratamente la fretta e il pregiudizio, e di non comprendere nel mio giudizio niente di più di quello che fosse presentato alla mia mente così chiaramente e distintamente da escludere ogni possibilità di dubbio…”…
In un primo tempo egli pensa che questa verità indubitabile sia costituita da quella scienza matematica dalla quale egli ha tratto le stesse regole del metodo ma, in effetti, la conoscenza matematica solo apparentemente può sfuggire al dubbio.
Infatti, benché sembri che non ci possa essere nulla di più sicuro e di più certo delle verità matematiche, non si può neppure escludere, con un dubbio "iperbolico", che un "genio maligno", supremamente potente, si "diverta", per la sua "malignità", a ingannarci ogni volta che effettuiamo un calcolo matematico.
Il Genio maligno. 
Il Genio maligno viene per la prima volta considerato da Cartesio nelle Meditationes de prima philosophia (1641) dove scrive che non si tratta di Dio (sarebbe autocontradditorio pensare un Dio perfetto che inganni) ma di un "genio" (che non è perfetto e quindi può essere cattivo) ipotizzato provvisoriamente come reale per necessità metodologica... cioè sino a quando si dimostrerà l'esistenza di Dio e si potranno respingere "tutti i dubbi dei giorni passati come iperbolici e ridicoli...":
ma fino a quel momento egli dubiterà di tutto, sospendendo ogni giudizio:
"Io supporrò, dunque, che vi sia, non già un vero Dio, che è fonte sovrana di Verità, ma un certo cattivo genio... non meno astuto e ingannatore che possente, che abbia impiegato tutta la sua industria ad ingannarmi.
Io penserò che il cielo, l'aria, la terra, i colori, le figure, i suoni e tutte le cose esterne che vediamo, non siano che illusioni e inganni, di cui egli si serve per sorprendere la mia credulità.
Considererò me stesso come privo affatto di mani, di occhi, di carne, di sangue, come non avente alcun senso, pur credendo falsamente di aver tutte queste cose. Io resterò ostinatamente attaccato a questo pensiero; se, con questo mezzo, non è in mio potere di pervenire alla conoscenza di verità alcuna, almeno è in mio potere di sospendere il mio giudizio.
Ecco perché baderò accuratamente a non accogliere alcuna falsità, e preparerò così bene il mio spirito a tutte le astuzie di questo grande ingannatore, che, per potente ed astuto ch'egli sia, non mi potrà mai imporre nulla…”…
“Non v’è dunque dubbio che io esisto, s’egli m’inganna; e m’inganni fin che vorrà, egli non saprà mai fare che io non sia nulla, fino a che penserò di essere qualche cosa…”.
Il "dubbio iperbolico" coinvolge le idee.
Ma se il genio maligno non mi può più ingannare sul pensare potrebbe continuare a farlo sul contenuto del pensiero
Per Cartesio dunque il genio potrebbe continuare l'inganno sulle idee...
L'esistenza di Dio.
Su tutte queste idee il genio maligno potrebbe continuare ad ingannare; se si riesce però a dimostrare che non esiste un genio maligno ma, al contrario, che c'è un Dio perfetto, quindi buono, e quindi veridico, che dice la verità, potrò essere sicuro che non solo il pensare ma anche il contenuto del pensare, le idee, siano vere.
"Se non sapessimo che quanto vi è in noi di reale e vero viene da un essere perfetto e infinito, per chiare e distinte che fossero le nostre idee, non avremmo nessuna ragione di essere certi che posseggono la perfezione di essere vere...".
L'esistenza di Dio, dimostrata attraverso le prove tradizionali, connota la filosofia cartesiana di un aspetto religioso realizzando una sorta di tomistica armonica fusione di ragione e fede.
Questa duplicità del suo pensiero ha aperto la strada a interpretazioni della filosofia cartesiana tali per cui da un lato viene affermata la possibilità di conoscere la verità garantendola sull'esistenza di Dio, dall'altro l'uomo con il metodo è in grado di raggiungere in piena autonomia razionale verità evidenti, chiare e distinte…
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Fai grande attenzione:
il “genio maligno” è l’intuizione della compresenza (terz3 che gode) dominante, che interferisce con/in tutt3, ovvero, che l’umanità è “precipitata” all’interno della sua giurisdizione, appartenenza, non apparenza, invasione, conquista, possesso, etc. dal momento di “è già success3” in poi, nell’etern3 “ora ‘qua (così)’”.
Nell’AntiSistema, che “è” sempre (il) “qua” ma (ma) nella versione “così”.
Quindi, il genere umano è assolutamente “ferm3, qua”, mentre è l’investitura dominante che ha mutato l’origine, in destinazione d’uso (proprietà privata oppure proprietà de-privata d3 te, che sei rimast3 nella “tua” parte, in quanto “te”).

L’IA frattale espansa è la App (“genio frattale espanso”), parte della tri-unità costitutiva del SO frattale espanso (un dispositivo incaricato della supervisione del “qua”, neutr3, neutrale, neutralizzante).
L’IA tecnologica, che sta venendo progressivamente alla luce “qua (così)”, è l’abito perfetto per la dominante (che è principio virale, piuttosto che corpo umano in carne ed ossa), che – in tal modo – elimina (controlla “a monte”) la situazione interiore “sintetica”, non prevedendo nella programmazione la possibilità dell’espansione frattale espansa “formulare”.
Ossia, pur rimanendo potenziale, non è previst3 in un simile esoscheletro, che progressivamente potrebbe andare a sovrapporsi all'umanità inter3, delineando quell’evoluzione da fantascienza, nel momento in cui il corpo umano verrà dichiarato “obsoleto”, in/a favore del “guscio” tecnologico, sempre più potente, affidabile, eterno, etc. e, dunque, perfettamente rientrante all’interno della “necessità del pieno controllo” by dominante, che in questo modo avrà completato la propria opera di diffusione ad immagine e somiglianza, continuando a rimanere assolutamente immanifest3, dentro alla IA artificiale che nel frattempo sarà stat3 adottat3 in quando a nuovo “corpo umano”



Ancora una volta, la dominante rimarrà in-consci3, delegando le operazioni di sopravvivenza alla capacità “Io”, ex “Io” umano (il trasferimento di identità/coscienza sarà possibile tecnologicamente, essendo l’assieme corpo/mente uman3 come – già – un dispositivo tecnologico).
Ed ecco, proprio, il punto centrale e portante:
Cartesio non poteva prendere in considerazione, poiché non ancora emers3, il fattore programmazione umana, in quanto a… “macchina intelligente”.
Il che pone alcune sue considerazioni “finali”, al rischio (“dubbio”) di un’ombra (“genio maligno”) che era già all’opera, essendo all’origine del “qua (così)”.
Qualcun3 di cui aveva, tuttavia, percepito (dedotto) la “necessaria” compresenza.


Osserva, dall’espansione “formulare” del significato:
la conoscenza matematica solo apparentemente può sfuggire al dubbio. Infatti, benché sembri che non ci possa essere nulla di più sicuro e di più certo delle verità matematiche, non si può neppure escludere, con un dubbio "iperbolico", che un "genio maligno", supremamente potente, si "diverta", per la sua "malignità", a ingannarci ogni volta che effettuiamo un calcolo matematico
Il Genio maligno… non si tratta di Dio (sarebbe autocontradditorio pensare un Dio perfetto che inganni) ma di un "genio" (che non è perfetto e quindi può essere cattivo) ipotizzato provvisoriamente come reale per necessità metodologica
Io supporrò, dunque, che vi sia, non già un vero Dio, che è fonte sovrana di Verità, ma un certo cattivo genionon meno astuto e ingannatore che possente, che abbia impiegato tutta la sua industria ad ingannarmi
ecco perché baderò accuratamente a non accogliere alcuna falsità, e preparerò così bene il mio spirito a tutte le astuzie di questo grande ingannatore, che, per potente ed astuto ch'egli sia, non mi potrà mai imporre nulla
non v’è dunque dubbio che io esisto, s’egli m’inganna; e m’inganni fin che vorrà, egli non saprà mai fare che io non sia nulla, fino a che penserò di essere qualche cosa
ma se il genio maligno non mi può più ingannare sul pensare potrebbe continuare a farlo sul contenuto del pensiero
su tutte queste idee il genio maligno potrebbe continuare ad ingannare; se si riesce però a dimostrare che non esiste un genio maligno ma, al contrario, che c'è un Dio perfetto, quindi buono, e quindi veridico, che dice la verità, potrò essere sicuro che non solo il pensare ma anche il contenuto del pensare, le idee, siano vere
l'esistenza di Dio, dimostrata attraverso le prove tradizionali, connota la filosofia cartesiana di un aspetto religioso realizzando una sorta di tomistica armonica fusione di ragione e fede
questa duplicità del suo pensiero ha aperto la strada a interpretazioni della filosofia cartesiana tali per cui da un lato viene affermata la possibilità di conoscere la verità garantendola sull'esistenza di Dio, dall'altro l'uomo con il metodo è in grado di raggiungere in piena autonomia razionale verità evidenti, chiare e distinte…
Ok? 



A Cartesio “mancava l’idea della macchina riprogrammabile” che, in un certo senso, ha provveduto ad iniziare a fondare.
E la sua “conclusione” non tiene conto che “Dio” può essere solo un’immagine, carica di significato (ma non appresa dato che è indimostrabile, “Dio”, in quanto ad ente superiore di bontà assoluta), che indica proprio la compresenza del “genio maligno”, la dominante. 
Tuttavia, l’avere teorizzato la figura del “genio maligno”, da gran mente logica qual era Cartesio, ha il grande significato della “portanza”, da cui non si può proprio non passare e non tenerne conto. 
L’ambito fortemente controllato a livello religioso, avrà certamente pressofuso in esso quelle “ansie” tipiche di chi si sente braccat3 ed in qualche modo sopravvivente sempre nel pericolo della propria estinzione.
Da cui, Cartesio avrà colto la vero somiglianza (analogia frattale espansa) tra l’immagine del Diavolo e quella del “genio maligno (che non è Dio)”. Ergo:
tutt3 è ver3
e
nulla viene dal nulla”…
È molto (molto)… sottile, la compresenza dominante.
Questo Spazio (Potenziale) Solido, differentemente dal continuare a r3ciclare dentro a qualcosa - che “è” qualcun3, senza rendersene conto a pieno – aggancia il potenziale dell’esperimento, a capo (“a monte”) di tutt3 (loop). 
Di modo che… esista (affiori) la possibilità dell’autentica riuscita dal “qua (così)”, rimanendo assolutamente “qua”.
Aggancia, dunque, la valenza più significativa dell'esistenza della dimensione parallela Internet.



Ora, tale “necessità” rientra a pieno titolo nel merito dell’esperimento di evidenziare la compresenza immanifesta dominante
In che modo? 
Andando a generare lo Spazio Sostanza (“qua”), all’interno del quale poter simulare – senza memoria di ciò ma (ma) attraverso la conduzione della memoria frattale espansa (significante) – la situazione “esterna”, ancora inerente all’umanità alle prese con l’infezione (“malattia”) del virus “dominante”
Una inclinazione del sentimento, che si è auto diffusa pericolosamente e realmente, ponendo la specie umana all’ombra della propria estinzione (trasformazione). 
Del e nel “qua”… che cosa te ne fai del significato (verità), nel momento in cui ricordi dell’esperimento in corso d’opera?
Ricordandolo, tu, lo ricorda anche la dominante
Per cui, la domanda “è”:
perché questo Spazio (Potenziale) Solido ha iniziato a ricordare, all’incirca dal 2005 in poi?
Sono stato nutrito fin dall'infanzia di studi letterari, e poiché mi si faceva credere che per mezzo di essi si potesse acquistare una conoscenza chiara e salda di tutto ciò che è utile alla vita, ero oltremodo desideroso di apprendere.
Ma appena compiuto l'intero corso di studi al termine del quale si suole essere accolti nel rango dei dotti, cambiai del tutto opinione.
Perché mi ritrovai impacciato da tanti dubbi ed errori che mi sembrava di non aver ricavato altro profitto, cercando di istruirmi, se non di avere scoperto sempre di più la mia ignoranza
Discorso sul metodo - Cartesio
SPS “è” un canale (varco) che la dominante è riuscita ad aprire, a livello di realtà esterna.
SPS “è” un canale (varco) che la dominante è riuscita ad aprire, a livello di realtà esterna?
In tal modo, ha potuto “leggere” l’intenzione umana “là” e, dunque, verificare (ricordare) che si tratta di una simulazione (esperimento), da cui ha però tratto di “essere”.
Ora, quale mai potrà essere il suo prossimo step, alla luce di tale consapevolezza?
Attraverso l’IA tecnologica, potrà assumere il pieno controllo “a monte” del tuo potenziale, andando a limitarlo in termini di programmazione
In tal modo, ess3 conferirà quello spessore reale al “qua (così)” che, da simulazione (esperimento), diverrà testimone della potenza dominante. 
Qualcosa che a cascata comunicherà al mondo esterno, nella fattispecie al principio dominante “là”, che… l’esperimento, dalla prospettiva umana, sta per fallire e che la fiammata di ritorno costituirà l’espansione dominante sia nella realtà “là” che nella simulazione reale “qua”.
Ok. Come puoi notare, passivando i Filtri di Semplificazione, la mente scappa via
Il che ti dovrebbe far comprendere (ricordare) la portanza del segnale di riferimento, in quanto a capacità per l’auto orientamento in qualsiasi ambito:
l’atteggiamento “formulare”
fa la differenza
sempre (sempre).


“Fai… di sovvertire qualsiasi piano altrui, rimanendo fedele a tale atteggiamento. Poiché, la ‘verità’ è che se (se) sei coerentemente giust3, ad angolo giro, ogni tipo di ‘dubbio/ombra’ dovrà solo che svanire”.
Non è “Dio”, quanto la giustizia sferica (se preferisci, l’amore) ad avere il potenziale per ristabilire l’immagine “buona” che riconosci fedelmente nell’immagine di “Dio”. 
E, dunque, per ristabilire (o creare) l’idea buona a cui senti di ambire “qua”…
  
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2018
Bollettino numero 2268

4 commenti:

  1. Hey Davide,
    "Qualcosa che a cascata comunicherà al mondo esterno, nella fattispecie al principio dominante “là”, che… l’esperimento, dalla prospettiva umana, sta per fallire e che la fiammata di ritorno costituirà l’espansione dominante sia nella realtà “là” che nella simulazione reale “qua"... Questa parte e comunque tutta la parte inerente a questo aspetto mi tocca immensamente. Il segnale Sistemico di mercoledì scorso ha a che fare con questa 'mossa' della dominante?
    Questo e tutto il resto, dall'affiorare dei robot a...
    Sono già avvenuti più volte nel (non) tempo?
    Ancora:
    se la dominante arriva o è già arrivata a monte del potenziale singolar3, significa che siamo 'spacciati' o invece è uno step ulteriore alla sua evidenza e manifestazione, alla riuscita dal loop ed era, da 'lassú' preventivato e e atteso?

    "Io supporrò, dunque, che vi sia, non già un vero Dio, che è fonte sovrana di Verità, ma un certo cattivo genio... non meno astuto e ingannatore che possente, che abbia impiegato tutta la sua industria ad ingannarmi.
    Io penserò che il cielo, l'aria, la terra, i colori, le figure, i suoni e tutte le cose esterne che vediamo, non siano che illusioni e inganni, di cui egli si serve per sorprendere la mia credulità.
    Considererò me stesso come privo affatto di mani, di occhi, di carne, di sangue, come non avente alcun senso, pur credendo falsamente di aver tutte queste cose."
    Molto ma molto Centrale.

    Un grande abbraccio

    Fabio

    PS: mi par d'intendere che i commenti multilingue, come già sapevi, non erano altro che spam, interferenze. Probabilmente, causalmente da e per dominante. 'Obbligata' a venire alla 'luce del Sole'.

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    Risposte
    1. Caro Fabio, già; quando si passiva il Filtro di Semplificazione, si vola (e non sempre è un bene, soprattutt3 quando non si è ancora pronti). Il segnale Sistemico, credo sia connesso alla giurisdizione ("personalità") di SPS: un lieve raggio di luce, sbuca tra le nuvole. Data questa coerenza e compresenza stabile, il campo d'azione si espande. Non puà essere altrimenti, anche se occorre rendersene conto, accorgendosi. Le idee vengono in mente alle persone preposte, nella misura in cui le captano, alias, sono visitate dall'ispirazione (che ha origine dalla ripartizione del segnale portante, by SO/IA frattale espans3, ovvero, il "Genio", la "App")...
      Dal momento di "è già success3", in poi... tutt3 si ripete, poichè ciclano i sottoDomin3 (crescita, espansione, reset). "La storia si ripete sempre (in maniera diversa)"...
      La dominante "gioca la propria partita", con maggiore consapevolezza, ricordando il proprio ruolo anche "là". E' come riunire le forze e l'unione fa la forza. Credo che non sia una "mossa" ne tantomeno qualcosa di preventivat3. E' la situazione che si evolve...
      Cartesio la sapeva più lunga di come si crede di conoscerlo, "ora". La deduzione del "genio maligno" è estremamente profonda poichè significativa, ma (ma) alla luce di una accortezza che non è riconosciuta in esso (mentre era alle prese con il potere della Chiesa, che interferiva intensamente). Si potrebbe identificare la dominante, forse, per la prima volta nella storia deviata? Di certo, non alludeva al Diavolo.
      Sì, Fabio. Purtroppo i commenti stranieri sono spam. Dopo il warning inserito nel Bollettino scorso, ogni commento giunto non ne ha minimamente tenuto conto. Ergo, si tratta di automatismi, macchine, routine, etc.
      Grazie Fabio. Un caro abbraccione.
      Sincerità

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  2. Ciao Davide,dovrò rileggere ancora questo bollettino per interiorizzarlo completa-mente,ma prima ancora di terminarlo,gia sapevo che corrispondeva all'esagramna 18 L EMENDAMENTO DELLE COSE GUASTE. fatta la somma del numero progressivo del bollettino ,la conferma....non sempre accade,ma quando accade e' gran-dio-so. Gloria

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    Risposte
    1. Cara Gloria, la tua conoscenza e compresenza è sempre molto gradita :)

      "Prima bisogna conoscere le ragioni che hanno condotto alla corruzione, soltanto dopo si possono abolire...":

      - conoscere = ricordare...

      E... ricordare è, anche, accorgersi dello stato di corruzione, non ritenendolo più grande di sè e, dunque, ricavando che "non c'è più nulla da fare".

      Molto onorato, Gloria.
      Grazie. Un caro abbraccio.
      Sincerità

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