venerdì 8 maggio 2015

Una recita senza/a memoria.

  
Luna.
"Jack Frost si sveglia privo di memoria in un lago ghiacciato. L’unica cosa che sa è il suo nome, glielo dice l’Uomo Sulla Luna"...
Link
Beh... da "lassù" si gode di un'altra prospettiva (più lungimirante) ed inosservata. Un ottimo punto per "guardare e controllare".

La Nasa oggi non ha un programma spaziale, lo devo dire. È certamente deludente:
42 anni fa ho lasciato le mie impronte sulla Luna e in questo momento gli Stati Uniti non possono mandare un uomo nello spazio con una propria navetta.
La Nasa ha parlato di costruire nuovi razzi ma non ha missioni né obiettivi nello spazio...
Eugene Cernan - l’ultimo uomo sulla Luna

La Luna è lasciata in "pace"? Le sue risorse non interessano?

Molto ma molto... strano.

La Luna è un pezzo della Terra, che (ri)corda la testa di Frankenstein (un mix di naturale, preso qua e là e di artificiale, per tenere tutto assieme).
Un attore non può sempre recitare. Qualche volta deve anche lavorare…”.
Hollywoodland
Chi è… l’attore?
E… cosa “recita” l’etichetta?
Alla luce della domanda:
che cosa è già in grado di fare, la scienza deviata”?
Metti che (perché è già successo):
un certo “modello di dominio ha raggiunto la totalità, relativa(mente) al controllo della situazione Planetaria”.
Allora, che cosa eserciterà sulla/nella realtà (con)seguente (status quo), in maniera tale che… “tutto continui esatta(mente) ad essere sotto al controllo”?
Tutta una serie di “concessioni apparenti”, che… narrano una vicenda di(versa), rispetto alla sostanza che “muove tutto”.
Da “qua”… giunge – dunque – 1) tutto quello che sai 2) il cosiddetto “futuro” 3) lo sviluppo sociale, culturale, tecnologico, filosofico, etc. dell’umanità intera 4) la separazione 5) la paura 6) tutto ciò che alimenta l’essere umano, etc.


Ciò è il “collo di bottiglia”. La posizione strategica e dominante, attra(verso) la quale controllare, condizionare, (pre)vedere, (man)tenere, far passare, filtrare, (de)motivare, alimentare, limitare, etc. l’umanità intera.
  
Nucleo Primo “docet et impera” (parallelamente a: “divide et impera”).
Gli umani recitano perché sono dei “(replica)nti”. Essi hanno necessità di una direzione, di un senso, di una (p)arte e, pronta(mente), “et voilà”: ecco che un bel copione subito appare.
L’educazione imprime e “battezza”.
L’etichetta è l’atto finale di una analisi:
che ti porti sempre “dietro”.


Che cosa è già in grado di fare, la scienza deviata?
In biologia molecolare una etichetta proteica, a volte anche chiamata in inglese tag, è una breve sequenza di aminoacidi o anche di acidi nucleici. Riferendosi alle proteine il termine si riferisce a pezzi di proteine aggiunte tramite ingegneria genetica sulla proteina di interesse.
Quando si tratta di acido nucleico il termine si riferisce a brevi sequenze rappresentative di un gene o mRna…
Link
Fra l’altro:
pezzi di proteine aggiunte tramite ingegneria genetica sulla proteina di interesse…
Quindi, anche se leggi una “etichetta” – apposta bella(mente) su ogni alimento in vendita – che cosa puoi capire/vedere, in riferimento anche e soprattutto ai:
pezzi di proteine aggiunte tramite ingegneria genetica sulla proteina di interesse…”?
He He…
Nulla di nulla. I livelli informativi che ti raggiungono, non ti dicono nulla di ciò... che ti continua a sfuggire.
Hai voglia a modificare continua(mente) le etichette, secondo codici dell’informazione “di superficie”.
Che cosa accade, in te, a livello “invisibile”, ossia… genetico?
L’etichetta non te lo dice.
Devi essere un “esperto”, per saperlo e molto probabil(mente)… devi essere “fra coloro che hanno ideato… la 'piccola aggiunta'”; pena il non capire allo stesso modo, per via della estrema vastità del panorama genetico d’insieme.
Ergo:
queste “aggiunte” ti ®aggiungono in modi, che non sono da te (pre)visti.
“Qua, così”… (di)pendi da una conoscenza che è, ormai, “altrui”. Che “prendi così come viene”.
L’intero dibattito pubblico “serve” solo per alimentare “venti di superficie”, che non scalfiscono af(fatto) tutto ciò che lavora in profondità, alla “radice”.


Nella lingua italiana il termine galateo definisce l'insieme di norme comportamentali con cui si identifica la buona educazione:
è un codice che stabilisce le aspettative del comportamento sociale, la norma convenzionale.
Alcuni sinonimi della parola possono essere etichetta o bon ton…
Una questione di "etichetta".
In molti paesi, il termine impiegato per indicare il galateo è connesso con l'italiano etichetta, lo spagnolo etiqueta e il francese étiquette. È molto suggestiva, anche se non corretta, l'etimologia popolare della parola "etichetta" come diminutivo di etica (quel ramo della filosofia che si occupa di ciò che è buono, giusto o moralmente corretto):
viene infatti spontaneo pensare che si tratti di un'etica "minore", applicata non ai grandi problemi della vita morale, ma ai semplici problemi della vita di ogni giorno
In generale il galateo è un codice non scritto, anche se in alcuni casi può dar luogo a codificazioni scritte…
Link
Sei tu ad essere “etichettato”, ovvio, a tua insaputa. Qualcosa che ti continua a (ri)ac(cadere) anche, ad esempio, attra(verso) Internet (non a caso chiamato, anche… la “Rete”. Ciò che ti "tagga").
Le (ri)connessioni più profonde av(vengono) “sotto alla tua soglia d’attenzione, conoscenza e veglia”.
Ossia, “passano ad un livello non intercettato dalla tua ‘presenza’”.
Come, per esempio, il segnale radiotelevisivo che si presta a fare da “Cavallo di Troia”, permettendo di lavorarti ai fianchi, inviando al tuo “(in)conscio” (il “genio riprogrammato”) segnali a frequenze non rilevabili attraverso la tua normale situazione di “monitoraggio/consapevolezza”.
In(somma), non sai cosa “ti succede (d)entro”, perché non sai “come funzioni”.
Non sai chi/cosa sei. Non sai nulla, se non tutto quello che “serve”, che tu sappia. In fondo, relativa(mente) alla "tua" salute, non chiedi forse sempre consigli al "dottore"?

Dove sei andato/a?
Trova il modo di accorgerti... che manca sempre, a tutto ciò, l’attore principale… senza il quale, nulla ha un autentico senso di (s)fondo. L’attore che ti conferisce l’esatta f(orma) concettuale (chiave) in grado di rendere il reale manifesto… intelligibile (“che può essere compreso con facilità”):
  • da “destra verso sinistra”, così come viceversa
  • da “sotto verso sopra”, così come viceversa
  • senza che cambi mai il senso sostanziale della dinamica fonda(mentale), alla quale il reale (ri)emerso è interconnesso.
Il punto prospettico con(fonde) se non “lo abiti” central(mente).
È una questione di memoria, di esperienza, di “terzo stato”.
È una trasparenza che devi acquisire, al di là di ogni (f)orma di possesso (“ho”, “non ho”).
Terzo stato:
  1. ho
  2. non ho
  3. “ho” e “non ho” (insieme. Non un paradosso bensì… lo stato originario di un “Creatore”, che ha tutto in sé e ricorda anche il modo per manifestare all’occorrenza, tutto quello che necessita, senza dipendere da regole/limitazioni di sorta, che auto esistono solo quando esce/i dal terzo stato).
Il dubbio (paura) di un Creatore, crea… la limitazione (separazione dalla propria memoria).
Ora, visto che non sei solo/a… significa che esistono “altri”, a te (com)presenti. La visione di un batterio, però, è a te diretta(mente) accessibile?
No. Sai che esiste perché te l’hanno detto. Perché qualcuno, che non sei tu, l’ha messo a fuoco attra(verso) strumenti apposita(mente) creati per un tal scopo. Molto probabilmente… in seguito ad una “intuizione”.
Ebbene, questa “intuizione”, che ha portato qualcuno ad immaginare che esistessero anche i batteri, che cosa è, a livello altro?
È… frattalità.
A partire da quello che vedi… giungi a (ri)cavare “analoga(mente)” anche quello che non vedi.
Ok?
SPS, allo stesso modo, ha “osservato e messo a fuoco, il Nucleo Primo”.
L’umano è, in pratica, formato da batteri.
Ed il “cenere sei e cenere ritornerai” viene sempre dopo alla (con)formazione iniziale batterica.
La cenere è ancora qualcosa che “vive”, ma – secondo ciò che sei portato/a a pensare – la cenere è lo stop, perché è ciò “che rimane di te”. Per quanto tu non sei il corpo… e lo puoi capire anche solo rimanendo all’ambito “religioso”.
Vero?
Ci sono all’opera più fonti vettoriali, che sembrano operare diversa(mente), ma – nella reale conformazione degli atti – esse sono tutte sottintese ad un principio di controllo unico, che le rende di(verse) solo per “esigenze di copione”; ossia… per il “tuo” auto (in)trattenimento “qua, così”, nella brodaglia dello status quo.
Pensioni: Padoan, rispetteremo sentenza Consulta e regole Ue.
"Ho accennato a Jeroen Dijsselbloem i contenuti della sentenza" della Corte Costituzionale sulle pensioni e "gli ho confermato che il governo sta lavorando nel rispetto della sentenza su misure che minimizzino l'impatto sui conti pubblici, anche nel rispetto degli obblighi imposti dalle regole Ue"...

Link
Ciò che tu p(rendi) come “oro colato”... per via di ciò che rimane attivo di/in te, dopo il trattamento (Anti)Sistemico, che da millenni e millenni è il “programma di base, emanato dal segnale (im)portante del Nucleo Primo”.
E tutto… funziona alla stessa maniera (frattalità).

Cerere e le "sue" macchie luminose (ancora in bianco e nero).
Crateri e misteriose macchie, Cerere visto da vicino
''Man mano che ci avviciniamo, capiamo che Cerere ci ha incantati senza svelarci nulla di sè'', afferma il responsabile della missione Chris Russell.
''Ci aspettavamo di restare sorpresi, ma non così confusi''…
Link
Scoperto un buco nero 'impossibile' e antichissimo.
Sembra impossibile, ma esiste:
è un gigantesco buco nero con una massa 12 miliardi di volte quella del Sole e nato all'alba dell'Universo, appena 900 milioni di anni dopo il Big Bang…
"I buchi neri… crescono 'mangiando' i materiali che li circondano, polveri o stelle, e per essere così grande SDSS J0100 + 2802 deve aver mangiato tanto e molto in fretta. Non solo è uno dei più grandi buchi neri che conosciamo, ma è anche molto giovane".
Un rapidità di "ingrassare" che mette in discussione molte teorie che spiegano la crescita di questi oggetti.
Esistono infatti in queste teorie dei limiti ben precisi, superati i quali il buco nero "collassa":
"una sorta di limite di 'indigestione'"…
Il quasar SDSS J0100 + 2802 è un vero gigante dell'universo:
con una luminosità pari a 420.000 miliardi di volte quella del nostro Sole, questo nuovo quasar è 7 volte più luminoso di quello ad oggi più distante.
"E pensare che finora la sua vera natura ci era sfuggita - ha precisato Fontana - invece di un buco nero supermassivo in piena attività, ai confini dell'universo, pensavamo che SDSS J0100 + 2802 fosse una 'semplice' stella".
Link
Il Buco Nero ha… “una luminosità pari a 420.000 miliardi di volte quella del nostro Sole, questo nuovo quasar è 7 volte più luminoso di quello ad oggi più distante
E pensare che finora la sua vera natura ci era sfuggita…
La “sua vera natura” è nella frattalità.
Nella simbologia di quello che replica e che “è”, nella sostanza.
Se (ri)assumi da questa prospettiva, il tutto, allora puoi by passare la necessità di sapere se ogni dettaglio è vero o falso, così come la (di)pendenza dal sapere altrui che non è mai il tuo, etc.
Perché, a (pre)scindere da quello che ti raccontano, la frattalità parla sempre lo stesso linguaggio, che ti raggiunge al di là della tua (pre)parazione, ceto, religione, credo, sapere, etc.
Tutto ciò che “emerge nel reale manifesto” è sempre intelligibile (“facile da comprendere se…” sfrutti la decodifica della frattalità, in quanto “testo unico in dotazione alla scuola del reale”).
Ad esempio:
  • se una persona è chiamata in causa in 30 processi
  • significa che “qualcosa ha fatto”.
No?
Esiste la possibilità che questa persona sia “scomoda per il potere in auge”.
Ma, se questa persona è anche stata al potere… allora tutto cambia, perché…
Se sei “scomodo/a”… non ci vai mai al potere e se ci vai, al limite, ti “fanno fuori”.
La vera “scomodità” risulta dannosa per lo status quo.
La vera “scomodità” ha, dunque, “vita corta”.

La persona che è continua(mente) chiamata in "causa" è, anche, “parte in causa”, ossia, fa (p)arte della recita ad un livello necessario per la continuazione dello status quo.
Impara a decodificare a livello frattale, il reale emerso.
Dietro, inizierai a vedere ciò che lo alimenta indiretta(mente), non local(mente), in leva, auto ispirando il genere umano, che ha sempre e solo l’impressione di “fare tutto da sé”.
Spazio, dalla sonda Dawn le prime rivelazioni sul passato di Cerere.
Partendo dalle foto scattate negli ultimi mesi, la Nasa elabora una mappa a colori della superficie del pianeta nano…
Le foto scattate da Dawn mostrano che la superficie di Cerere ha moltissimi crateri, come ci si attendeva, ma quelli di grandi dimensioni sono in numero inferiore alle previsioni.
A catturare l’attenzione degli studiosi sono stati in particolare dei punti brillanti le cui origini sono ancora misteriose.
Ne sono stati identificati una decina, due dei quali particolarmente evidenti a poca distanza uno dall’altro in un cratere di una novantina di chilometri di diametro.
Le indagini sono in corso…
Link
Partendo dalle foto scattate negli ultimi mesi, la Nasa elabora una mappa a colori della superficie del pianeta nano
La (ri)colorazione delle foto (1), le rende interpretabili anche da altre prospettive (2). Ad esempio:
  1. Link  (il link al film non è più operativo. Trovalo in Google, perché certamente esiste ancora, da qualche parte della Rete. Jose escamilla - Moon Rising)
  2. Link (He He...).



Le foto (ri)colorate della Luna indicano “presenza” all’interno dei crateri (cosa che il bianco e nero... elimina all'apparenza).

Luna.
Allo stesso modo, la (ri)colorazione delle foto di Cerere, per(mette) l’emersione di una analoga (f)orma di luce, anche se "dette foto a colori di Cerere" sono alquanto rare da trovare in Rete e, quelle che si trovano, sono abil(mente) rese inutili.



Ovvio, “la luminosità di alcuni punti, sarà di(mostrata) essere una fonte luminosa naturale”. Ma a SPS non (im)porta, perché qualsiasi sia la natura dello scenario, ricorrendo alla visione frattale… non rischi mai di prendere una posizione sul singolo fatto, ma interfacci il dettaglio all’insieme (triangolazione), che non (di)pende dal dettaglio ma che, semmai, trova solo un eventuale approfondimento.
È un modo di “viaggiare” che (ri)conosce tutto, anche se (il tutto, dettaglio per dettaglio) è (tra)vestito d’altro aspetto.
L’indipendenza "è", dunque... a (pre)scindere dall’orografia del territorio.
In questa maniera, puoi anche “(ri)salire la corrente”.
Andare oltre alla Fisica, seppure rispettandola... nell’ambito di (p)arte, che si è ritagliata e dal quale (ri)emerge come “fonte naturale… di un particolare artificiale del potenziale, che sorregge la formazione di ogni sfumatura del/di reale conseguente”…





Queste ultime notizie, in “chiaro scuro”, (ri)mescolano il nero con il bianco, l’ombra con la luce, la notte con il giorno, il colore con l’eliminazione del colore… in maniera tale da rendere apparente(mente) altro, ciò che “si vede con occhio umano, by passato dalle frequenze che non sono scansite dalla programmazione ‘naturale’”.
Rimani, a questo punto, più vicino “a casa”… perché è, frattal(mente), la stessa cosa.
I deodoranti per ambienti avvelenano l’aria di casa.
Quando la gradevole fragranza di un deodorante per ambienti penetra nelle nostre narici cosa stiamo respirando veramente? Un’insidiosa mistura chimica che minaccia la nostra salute…
Link
Complottismo? He He…
Nel lungo periodo, saremo tutti morti…”(?).
John Maynard Keynes
Fatalità? He He…
Naa. Limitazione (l'alias del "controllo").
Tu sei un (ri)tornante. (Ri)torni sempre, perché sei in un loop.
La morte è una fine provvisoria, apparente (come tutto del resto, se… non ti accorgi del principio primo che ti mantiene “qua, così”).
Ti viene fatto credere che…”.
Come SPS lo sa? Beh… perché funziona tutto così “qua, così”.
No?
È “solo” frattalità.
Ed ora, veloce(mente)… che cosa (per)metti che entri in te, ogni giorno per più volte al giorno?
Di tutto. In una maniera del tutto… (in)consapevole.
L'olio di palma provoca gravi danni alla salute.
Ormai la comunità scientifica è concorde:
l'olio di palma fa male alla salute.

La conferma arriva anche da un recente studio italiano condotto dalle Università di Bari, Padova e Pisa, in collaborazione con la Società Italiana di Diabetologia:
l’olio di palma è in grado di distruggere le cellule del pancreas che producono l’insulina, provocando così danni irreversibili, tra i quali patologie del sistema cardiovascolare e diabete mellito.
Perchè fa male alla salute.
Se consumato ogni giorno, più volte al giorno, l'olio di palma può creare problemi in particolare a cuore ed arterie, a causa della presenza eccessivamente alta di acidi grassi saturi, che spesso sono pari a circa il 50% del totale…
Attenzione a cibi e quantità.
Assumere eccessive quantità di olio di palma è molto meno difficile di quanto possa sembrare, in particolare per i bambini:
questo grasso saturo è difatti contenuto in moltissimi prodotti, come ad esempio snack, cereali, prodotti per la prima colazione, biscotti (anche quelli della prima infanzia), crackers, panini, gelati e merendine.
Il pericolo dei prodotti confezionati.
In pochi sanno che circa l'80% dell’olio di palma prodotto a livello mondiale viene utilizzato nell’industria alimentare e viene indicato in etichetta come "grasso vegetale":
ebbene, nel 90% dei casi si tratta di olio o grasso di palma.
I prodotti per la prima infanzia.
L'olio di palma è contenuto anche in molti prodotti per la primissima infanzia, come ad esempio il "latte di proseguimento" ed i biscotti che si sciolgono nel biberon.
Olio di palma integrale e raffinato.
L'olio di palma integrale ha un elevato contenuto di precursori delle vitamine A ed E e di sostanze antiossidanti ma, una volta raffinato, "perde quasi completamente queste sostanze benefiche, diventando dunque dannoso per l'organismo" ha sottolineato Renato Bruni, ricercatore in botanica e biologia farmaceutica dell’Università di Parma…
L'importanza dell'etichetta.
Se, fino allo scorso anno, la dicitura sulle etichette di alimenti composti con l'olio di palma era decisamente generica (oli e grassi vegetali), da dicembre dovrà invece essere indicata chiaramente sull'etichetta del prodotto.
Link
Ora leggi insieme "tutto d'un fiato" e (ri)connetti frattal(mente):
  • l’olio di palma è in grado di distruggere le cellule del pancreas che producono l’insulina, provocando così danni irreversibili, tra i quali patologie del sistema cardiovascolare e diabete mellito
  • se consumato ogni giorno, più volte al giorno, l'olio di palma può creare problemi
  • assumere eccessive quantità di olio di palma è molto meno difficile di quanto possa sembrare, in particolare per i bambini
  • l'olio di palma è contenuto anche in molti prodotti per la primissima infanzia, come ad esempio il "latte di proseguimento" ed i biscotti che si sciolgono nel biberon
  • una volta raffinato, "perde quasi completamente queste sostanze benefiche, diventando dunque dannoso per l'organismo" (a livello frattale, che cosa è la “raffinazione”?)…
La raffinazione è un processo per purificare una sostanza chimica disponibile come risorsa naturale e già utilizzabile in tale stato ma che per altri usi è preferibile avere in forma più pura o migliore.
Durante il processo si ottengono residui con interessanti proprietà che trovano impiego in altre applicazioni.
In senso lato il processo include lavorazioni che possono mutare radicalmente l'aspetto della risorsa
Link
SPS ti lascia “spazio”.  Che cosa emerge in te, leggendo ciò che (ri)trovi?
E... alla luce di tutto ciò, come giustifichi l'imprenditore che (ri)corre all'olio di palma, riducendo il tutto ad una questione economica?

Dove sei?
Nuoce gravemente all'ambiente: la verità sull'olio di palma.
L'olio di palma fa male non solo all'uomo, ma anche al nostro pianeta:
fra petizioni, informazione e azioni ecco le verità di Greenpeace Italia sulle coltivazioni della palma da olio.
L'olio di palma fa male alla salute.
Questa è ormai una verità condivisa dalla comunità scientifica.
Tra le petizioni lanciate per dire no all'utilizzo di questo olio da sempre mascherato dietro la dicitura "olii vegetali", l'azione di Greenpeace ha aperto un varco di informazione e azione...
Chiara Campione, senior toxics and forests campaigner di Greenpeace Italia, ci spiega come proteggere la foresta dalla minaccia della palma da olio (e cosa possiamo e dobbiamo fare anche noi).
Partiamo dall'inizio, perché l'olio di palma fa male all'ambiente?...
Mettiamola così:
non c'è niente di più dannoso per la foresta di una piantagione di palma da olio...
Link
Se reputi la notizia citata e tagliata in questo modo, come “di (p)arte” o “fine a se stessa” o chissà cos’altro… allora stai solo cadendo in preda a ciò che ti controlla (forse non arrivi nemmeno a tanto. Infatti, viene più naturale snobbare la notizia)...
Perché, a (pre)scindere dalla “natura di SPS”, tu – nel momento in cui sei nel tuo terzo stato “lato tuo” – (ri)esci a by passare ogni (f)orma di controllo su di te “tutto (ri)com(preso)”.
Ok?
La sincronicità "soffia" solo dalla tua (p)arte, quando:
Sei Uno/a con Te Stesso/a”.
Altrimenti, la sincronicità è un “teatrino, ispirato dalla fonte più autorevole, che di fatto ne è anche la proprietaria”.
La (com)provazione di ciò sta, ad esempio, nella non confutabile “presa d’atto” che… la pubblicità rende omaggio sempre al produttore che paga, per sentire dire a tutti… ciò che è stato pattuito in sede di contratto.
Che cosa sai?
Fino a pochi mesi fa l’olio di palma non era nemmeno indicato esplicitamente sulle etichette.
A partire dal 13 dicembre 2014 è divenuto obbligatorio indicarlo ed è stato possibile anche per i consumatori rendersi conto di quanto sia onnipresente nei cibi che acquistiamo.
Questa volta però il problema non è se sia o meno nocivo alla salute umana (ed eventualmente in quali quantità) ma quanto la sua coltivazione sia dannosa per il Pianeta.
Dal momento che alcune aziende che ne fanno uso nei loro prodotti sono anche sponsor di Expo e che Expo fa della sostenibilità dell’alimentazione umana il tema principale della manifestazione l’attenzione ai metodi di produzione dell’olio di palma è del tutto giustificata.
Come sempre accade quando una materia prima è molto richiesta dalle multinazionali e la sua produzione avviene in paesi poveri dove la possibilità di poter uscire dalla miseria hanno la meglio sulla conservazione dell’ambiente, le piantagioni di palma da olio hanno causato la distruzione della foresta pluviale in Indonesia e Malesia (due tra i principali esportatori di olio di palma).
Cinque anni fa Greenpeace denunciava i danni che il massiccio utilizzo di olio di palma da parte dell’industria alimentare stava provocando all’ecosistema indonesiano minacciando con la deforestazione l’esistenza degli oranghi…
Dobbiamo fare i conti con la realtà:
è vero che la domanda di olio di palma sta distruggendo diverse aree del Pianeta ed è vero che le coltivazioni di palma da olio stanno impoverendo le aree di produzione ma è anche vero che fare a meno di questa materia prima non farà magicamente scomparire il problema.
Un consumo consapevole è un consumo che tiene conto dei costi in termini ecologici del nostro stile di vita, senza nascondere la testa sotto la sabbia in attesa del prossimo disastro da denunciare del prossimo nemico da combattere.
Perché il nemico siamo anche noi, e non gli “altri”.
Link
È un mix, “guidato non local(mente)” e, dunque, che “non ti puoi accorgere se… continui qua, così”.
Cosa c’è (d)entro alle “cose”?
Beh… c’è quello che sta “dietro alle cose”! (Frattalità)…
Cosa c'è dentro le caramelle gommose?
Diverse case di produzione delle caramelle gommose hanno confermato il materiale presente all'interno di esse:
resti di animali morti e tanto altro…
Link
Come giudichi il fatto che, di tanto in tanto, “emergono dati relativi a verità nascoste”?
He He (non ti aspetti, forse, che ci sia in atto un movimento Globale umano, indirizzato verso l’evoluzione ed il “miglioramento sociale” sotto ad ogni aspetto?).
“Ogni aspetto” è stato reso (di)pendente dal “grado tecnologico”, che ti rende – progressiva(mente) – sempre più “utente consumatore”; svuotato (d)entro dalla necessità di sapere (come funziona, come si costruisce e, dunque, “cosa è” ciò che usi/mangi/bevi).
Certe aperture di verità “servono” per continuare ad alimentare questa (con)vinzione generale.
Ment®e, in realtà, “quando l’umano viene aperto ad una verità… significa che è solo sorpassata dal livello successivo della necessità (Anti)Sistemica di (man)tenerti nello status quo”.
Tutto è ragionato, calcolato, ordito perché…  (pre)visto:
il vantaggio “temporale” (del Nucleo Primo) su di te, del resto, è non indifferente.
Etichette nutrizionali: come cambiare e come renderle più comprensibili...
In Francia si dibatte da tempo sul miglior sistema da adottare per rendere comprensibili al consumatore le informazioni sulle confezioni. Il ministro della Salute, Marisol Touraine, in un recente comunicato ha dichiarato che l’etichetta nutrizionale volontaria in cinque colori, verso cui si sta indirizzato il governo, è stata voluta dal mondo scientifico e dalle associazioni dei consumatori.
Recentemente, però, una di queste associazioni, Foodwatch, ha fatto un passo indietro, considerando di non facile interpretazione l’etichetta con cinque colori e lettere, alla A alla E, dal verde al rosso.
Foodwatch ha proposto invece una soluzione come quella applicata dalla britannica Food Standards Agency, che utilizza i tre colori del semaforo:
verde per i prodotti sani, giallo per quelli da consumare con moderazione e rosso per quelli da evitare.
Il semaforo inglese, però, si riferisce ai soli ingredienti e non alla complessità del prodotto e diversi Paesi, con l’Italia in testa, sostengono sia penalizzante nei confronti di prodotti tipici di alcune aree, come quella mediterranea, tanto che lo  scorso ottobre la Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione.
L’etichetta multicolore francese non piace nemmeno ai produttori alimentari riuniti nell’Ania, l’Association Nationale des Industries Alimentaires, che l’hanno bollata come “semplicistica e discriminatoria”.
La bocciatura è arrivata anche dalla grande distribuzione, sotto l’ombrello della Fédération des Entreprises du Commerce et de la Distribution (Fcd), che ha avanzato una controproposta promuovendo la soluzione già lanciata nell’ottobre 2014 da Carrefour:
frecce di quattro colori per indicare la frequenza con cui un prodotto deve essere consumato all’interno di una dieta equilibrata (tre volte al giorno, due, una, occasionalmente).
Ma il mondo medico ha duramente criticato il sistema di Carrefour, perché “indifendibile sul piano scientifico” visto che “le soglie, la forma e i messaggi sono stati decisi senza alcuna validazione da parte di esperti indipendenti e dei consumatori”.
Link
Ti trattano come un perfetto idiota! Coi "colori" (dipendenza e controllo).


Questa specie di “lotta” e-segue solo una “guerra tra poveri”, ossia:
tra f(attori) con(seguenti), senza memoria e recitanti la propria (p)a®te.
E, anche se "ti dicono che…", tu non “unisci ugual(mente) i punti frattali”.
 
Un esempio; su una confezione di un famoso marchio “Bio” (di fette biscottate), puoi leggere che:
  • le fibre alimentari sono… che il nostro organismo non è in grado di digerire né di assimilare (è, dunque, come usare uno scovolino artificiale, per ripulire qualcosa che si sporca, per motivi vari… tipo un utilizzo sbagliato/deviato del suo insieme nativo)
  • tuttavia sono importantissime all’interno di una dieta equilibrata (sono importantissime all’interno di…)
  • la dose giornaliera consigliata per un adulto è di circa 25 grammi di fibre...
  • 25 grammi al giorno?
Bene.

Ma, se:
  • nella confezione intera ci sono 20 fette
  • e ogni fetta ha 0,43 grammi di fibre
  • anche mangiandole tutte in una sola volta, ottieni solo 8.6 grammi che, rispetto ai 25 grammi giornalieri… sono solo un terzo circa.
Ok. Queste fette biscottate non sono le uniche fonti di fibra giornaliera e fungono da integrazione a tutto il resto che mangi, però… a livello del singolo individuo: 
  • che ragiona a livello di “messaggio subliminale ricevuto con la pubblicità”
  • che cosa accade?
  • beh… come minimo, che “mangia più fette biscottate”.
He He.

(Ri)fletti anche su questo:
  • due programmi cardine, che vanno in onda da decenni su Rai e Reti Mediaset
  • come “Linea Verde” e “Mela Verde” (che fantasia)
  • non sono altro che “pubblicità per/ad aziende”, mascherate da programma d’intrattenimento ad "alto valore aggiunto" (ci sono milioni di persone che “guardano” costantemente).
Ciò che è “tradizione” e che “vuoi sentirti dire”… ti dicono!
Ma resta sempre e solo una “pubblicità”.
Qualcosa che, magari, fra qualche anno… ti verrà a dire l’esatto opposto. Tanto… chi se ne (ri)corda?
Ora va di moda il “verde (il colore convenzionale della natura)”.
Quale sarà la tendenza fra dieci anni?
Quando sull’etichetta ci sarà scritto tutto il contrario rispetto ad oggi e, nella sostanza, non sarà cambiato nulla…

Fatalità?
Charo veggenza?

Naa… basta solo accorgersi della “direzione” (im)pressa al “carico umano”, all’interno del solco dell’aratro.

F(r)attalità…
Non è evidente, come la gravità, solo perché non ne vuoi prendere atto.
Accorgiti: non continuare a recitare a/senza memoria.

È “diabolico”…


Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com