giovedì 7 maggio 2015

Status quo (tutto è "pubblicità").



Robin Williams.
Heath Ledger.
Philip Seymour Hoffman...

Tre attori, “a caso”, che si sono suicidati o che, perlomeno, sono morti in circostanze "strane". Tre attori che si sono calati nella (p)arte, almeno per una volta, di “un’ombra”.
Gli attori (e ogni umano è un "attore") che interpretano “parti da cattivo, con risvolti maniacali”… a cosa vanno, poi, (in)contro?
C’è un nesso tra la decisione di togliersi la Vita e la p(arte) recitata così tanto approfondita(mente)?
Di(pende) solo dalla propria “volontà”, un simile gesto?
Quanta “tecnologia/conoscenza” c’è “oltre/dietro”?
Quanta “industria/business/interesse” si annida al di là di quello che strombazzano i Media?
Quanto… l’immedesimarsi in simili (p)arti… non ti lascia mai più, segnando ogni giorno che segue al primo – nel quale hai “girato certe scene”?
Quanto la promessa del compenso, della fama, della gloria, di un… "premio", possono con(vincere), facendo perdere il senso di quello che autentica(mente) ci si presta a compiere e “si fa”?
L’umanità è come una “colonia batterica”, che (ri)produce qualcosa.
(Ri)com(prendere) ciò… è una memoria.
(Ri)cordare ciò… è centrale.
Perché?
Perché, se osservi anche solo superficial(mente), l’attuale f(orma) di reale manifesto… ti accorgerai che:
  • tutto ha un senso “finanziario”
  • tutto è (ri)condotto al “business”
  • tutto è sottinteso ad un modello unico di "auto (in)trattenimento", che si divide, all'apparenza, in un ventaglio di(verso) di scelte, opportunità, occasioni, necessità, etc.
In realtà, alla luce dei fatti, l’interesse è “uno solo”, il quale – a cascata – si (re)distribuisce nel reale 1) caratterizzandolo 2) dominandolo 3) sfruttandolo.
  

Il reale (ri)emerso è un “tronco di piramide”, facente (p)arte di un “edificio piramidale”.
Ossia, ciò che “vedi” è solo una parte di ciò che “è”.
Questo non è il classico esempio dell’iceberg, che è emerso per circa il 10 per cento del suo volume. No, questo è “molto di più”… in termini che ti interessano, anche se a te “non interessa” (He He).
Quello che “pensi” tu, non (im)porta.
Perché tu sei stato ridotto al rango di “con(seguitore)”.
Tu vieni sempre dopo. Sei in svant(aggio). Vivi una differita della tua Vita.
L’edificio del reale è una piramide. Tu ne vedi la gran parte (diciamo che è il contrario dell’esempio dell’iceberg), ma ciò che non prendi in considerazione è proprio il “suo vertice/vortice”, capace di trascinare con sé tutto il resto (per tacito assenso).
L’esempio dell’iceberg è ancora valido, anzi… rafforza la simbologia, in quanto il 90 per cento che si (ri)trova sotto al pelo dell’acqua, cor(risponde) al “valore potenziale effettivo del vertice/vortice, (di)staccato dalla propria opera creatrice. Ok?
Per (ri)assumere:
  • il vertice, (com)presente e non manifesto, della piramide (che sta alla forma del reale riemerso) “vale/conta/è”… almeno per il 90 per cento
  • relativa(mente) alla direzione/(di)pendenza (im)pressa al “territorio fisico/organico/energetico”
  • che gli umani (s)cambiano per… “destino”.
In SPS si (ri)trova ciò che è andato dimenticato, ossia, (quel)la capacità frattale di… “unire i puntini” in una maniera che ti sembra “paranoica/bizzarra”, solo perché ti sei abituato/a a (con)seguire “qua, così”.
Ti abitui a tutto. Anche a SPS (He He).
(Or)mai sai che cosa significa SPS. Anzi, credi di saperlo. Lo sai nella stessa maniera come “conosci tutta la storia umana, perché hai ‘fatto le scuole’, hai studiato, hai passato gli esami, hai comprato i quotidiani… che regalavano il primo numero dell’enciclopedia britannica, hai letto, leggi e leggerai, etc.”.

Gio(c/g)o per "bimbi".
Beh, tutte queste “nozioni” non ti servono a un granché. E, comunque, “servono” molto bene per auto (in)trattenerti nello status quo “senza fare nulla di mai sostanzial(mente)… di(verso)”.
Le solite cose. Vero? Bla. Bla. Bla. He He…
Lo sai? Sei una macchina sorprendente(mente) ottusa. Tanto intelligente da sfiorare il massimo della supponenza. Credi di sapere. Anche SPS “lo crede”… ma, tra le due f(orme) di “credo”, passa tutta l’acqua della Terra.
La storia deviata è “lì” ad indicarti, chiara(mente), quale sia stato il cammino umano, da “sempre”, nel corso del tempo (ri)cordato e (tra)vestito a “festa”... per l’occasione continua, che è questa rap(presentazione) scenografica/teatrale del “gio(g)o della Vita”.
Una festa a cui sei in(vitato) in “quantità di olio lubrificante del tutto”.
Senza di te, in(fatti), questo reale non può (s)correre.
Tu per(metti) che “tutto (s)corra”.
Tu per(corri) la (di)pendenza, che lo caratterizza.
Sei tu che la giustifichi e la rendi "sostenibile"...
Senza il tuo (con)seguire, non potrebbe esserci senso alla “(di)pendenza” messa in atto/scena, apposta per te e per il “tuo”… generare qualcosa, che (s)cambi per “vivere/esistere”.
Che senso avrebbe, di fatto, l’esistenza di una realtà simile, se… tu non ci fossi e non fossi “qua, così”?
Esiste una sostenibilità per un “Luna Park”, per una “Disney World” – ad esempio – se non è frequentata dalla clientela (in numero sufficiente per ritenere l’impianto… “profittevole”)?
Naa. Vero? "Qua, così"... proprio no.
Lo puoi capire da solo/a e anche con questa mentalità “affaristica”, che ti (ri)trovi.
Lo puoi capire anche senza (ri)correre né sviluppare, una “mentalità frattale”…
In(tanto), (ri)corda questo.
Pensioni: sentenza Consulta immediatamente applicativa.
Le sentenze della Corte costituzionale, come quella resa nota giovedì scorso in materia di pensioni, sono immediatamente applicative: l'articolo 30 della legge 87/1953, che regola il funzionamento della Corte, sancisce che "le norme dichiarate incostituzionali non possono avere applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione".
Non serve, dunque, presentare un ricorso per ottenere il rimborso pensionistico.
Link
Le norme dichiarate incostituzionali (dalla Corte costituzionale)… sono immediatamente applicative (e) non possono avere applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione (visto l’articolo 30 della legge 87/1953, che regola il funzionamento della Corte )…
Non serve, dunque, presentare un ricorso…
Questo è un “automatismo”.
Una volta che è concepito e reso attivo, in termini di (ri)conoscimento legislativo, esso “è”.

Un paio di "occhi" sulla corona.

Entra in (ri)circolo nel reale manifesto.
La “Corte costituzionale” è, dunque, qualcosa di estrema(mente) centrale/utile… anche dal punto prospettico della “creazione e manutenzione” della (p)arte della (f)orma dell’edificio del reale (ri)emerso…
La “Corte” è, però, “regolata dalla legge 87/1953” che, a giudicare da come sono andate le cose… anche solo prendendo come riferimento l’anno 1953 e a (con)seguire… non sembra proprio che (la “Corte”) abbia molto peso decisionale autentico, in termini di incisione del percorso sociale d’insieme, se non per (con)seguire.

Questa legge da chi è stata decisa e votata?
E poi… nel 1953, appena dopo 8 anni dalla “liberazione” (che è, SPS te lo ricorda sempre, una invasione e conquista mascherata d’altro), il potere degli “alleati” in loco, era praticamente totale, nonostante tutta l’apparenza che puoi immaginare “perché ti hanno ‘a tutto tondo’ convinto/a di…”.
L’Italia passa dall’essere una “dittatura fascista”, all’essere una “dittatura d’altro tipo” (diciamo, di tipo “evoluto”).
Un potere lontano – da “oltre oceano” – agisce, “non local(mente)”, sempre di più e, non a caso, l’evoluzione della tecnologia e nella fattispecie delle telecomunicazioni, rende possibile ciò che “prima” era svolto in maniera del tutto di(versa).
È frattalità. Qualcosa che “per renderti conto”… devi “crederci”.
Per “far tuo/a” un simile valore aggiunto (l’autentico valore di libertà e democrazia)… devi “accorgerti”.
Ma non è af(fatto) finita lì.
Al primo step ne seguono altri…
Piccoli grandi passi, che SPS ha già più e più volte abbozzato negli articoli quotidiani.
Il “terzo stato”: questo sconosciuto.
Che cosa è? Che cosa s’intende?
Nulla. Niente. Vero?
Tabula rasa (d)entro a/di te!
E, come tale… il “vuoto, che è in te” (derivante dalla mancanza di risposte e, dunque, di memoria) rimane riempito costante(mente) con/da altro. Un palliativo vaga(mente) ®assomigliante a:
un “fantoccio”.

Ne “Il mago di Oz”, puoi (ri)comprendere le varie tipologie di umani, che sono disperse in giro per il Globo (compreso il... "mago"; apparenza e sostanza). Chi è senza questo, chi è senza quello… in(somma), “tutti sono senza… qualcosa”.
Ergo, manca qualcosa anche a te!

Che non è “solo” il (ri)cordo, la memoria (per come sei abituato/ad "intendere").
È, anche, il “senso di quello che ci fai qua, così”.
E... senza senso… tu sei come “morto/a” (d)entro.
Ed in quanto tale, non ti rimane che (con)seguire la “corrente”, che – guarda caso – la (f)orma del reale manifesto ti invita a “lasciarti andare”, essendo proprio un “piano inclinato”, caratterizzato da una serie di “fenomeni naturali” che:
  • non sono altro che “app” (programmi)
  • che la frattalità espansa (ri)utilizza (riempie) per la ®ap-presentazione “qua, così”.
È come “soffiare il vetro, per conferirgli una forma voluta”…
Una tecnica. Degli strumenti. La conoscenza. Il (ri)cordo. La memoria... d'insieme.
Proprio ciò che, in(vece), tu hai perduto perché ti è stato drenato via, dal momento in cui, sei diventato/a stanziante in questo modello di status quo.
Cosa ha “insinuato l’inerzia”?
Il Nucleo Primo.
Ciò che rende un “nemico umano, ogni umano” dal punto prospettico di una “umanità senza senso” (dispersa in se stessa ed, al contempo, nel Mondo).
Sulla Terra, a sua volta, navigante nel buio dello Spazio.
E non certo libera di “andare dove intende”, visto il livello reticolare invasivo del modello gravitazionale in corso d’opera.
"Status Quo"... (sempre identici a se stessi, nella "sostanza").
Tutto ciò (de)scrive a pieno anche il tuo “status”.
Te ne rendi conto?
Oppure, per te, tutto ciò è solo “natura(le)”?
Perché ti sei ad(agiato/a) ad un simile “scoglio”?
In quale situazione ti sei (ri)trovato/a?
Chieditelo, perché è centrale…
Sia che tu dica di farcela sia che tu dica di non farcela, in ogni caso avrai ragione…”.
Henry Ford
Perché?
Perché, forse, (di)pende da te?
Tutto qua?
Sei tu, dunque, il tuo “Sole”?
Sì. Ma, anche… no.
Dunque?
Beh… la struttura nella quale sei… è complessa, ossia, è strutturata su più livelli.
Tutto è vero” (Prima legge di SPS).
Ma “cosa te ne fai”… di certe espressioni che “lasciano sostanzial(mente) il tempo che (ri)trovano”?
È una “formula”.
Puoi anche preparare un “buon piatto”, seguendo qualche indizio sentito qua è là, ma… se non passi dal “provare ciò che cucini”, non saprai mai “che cosa hai combinato” e – sopra a tutto – se non provi anche qualche piatto “fatto da altri”, non avrai mai il modo di poter “percepire una differenza”.
Il potenziale rimane esatta(mente) dove lo hai lasciato, ossia, al di fuori della tua “porta(ta)”.
He He…
In buona sostanza:
  • tu sei potenzial(mente) anche il “Creatore”
ma
  • tu sei, molto più vicino a/in questi tempi, solo il vassallo di un “Dio”, che non capisci mai a fondo... perchè tende a (s)fuggirti.
(Di)pende da te?
Naa. Perché “ci sei caduto/a (d)entro”!
E se… il (de)cadere è dipeso anche da te (in quanto origine), poi, non lo è più stato, nel momento in cui… “lo hai dimenticato, finendo in questo status quo, nel quale ora (di)pendi dal 'suo' proprietario”.
È come sentirsi “nobili dentro, seppure si viva in estrema povertà”.
È un potenziale, come quello della speranza… che non muore mai, ma che… “se vivi sempre in attesa o alla ricerca, allora… non ne esci mai”.
Ora, come puoi (ri)tornare ad essere un “Creatore”… se, sei confinato “qua, così”?
Beh, entra in gioco ancora il concetto di “terzo stato” (che cosa sarà mai? Bah)…
In breve, è come se:
  • “qua, così” (di fatto, sempre più senza neanche la speranza)
  • (ri)trovassi una “astronave”
  • che puoi usare come “mezzo” (link)
  • scoprendo che “la muovi con una facilità intuitiva”
  • e
  • che puoi anche fare cose "pazzesche"...
Ecco. Il terzo stato equivale a questo. Entrare in una tua (p)arte intima, nel tuo “sacrario/templio”, che è lì esatta(mente) ad aspettarti proprio dove l’avevi lasciato/costruito/usato l’ultima volta… probabil(mente) quando ne sei “caduto al di fuori”.
Che cosa sia successo è ora, franca(mente), qualcosa che (ri)siede solo nella memoria indelebile del tutto e nella memoria del Nucleo Primo, in quanto diretto testimone di quello che fu.
Sta di fatto che… ora sei “qua, così”.
Beh? Che cosa conti di fare?
Nulla, nella sostanza. Vero?
Nulla di nulla!
Ossia, (con)seguire.
Ciò che lasci, viene (ri)preso.

La corrente "spazza" tutto, lungo una sola direzione/destino (pre)vista.
La ciclicità è solo “app/arenza”, che serve per l’auto (in)trattenimento
E ment®e conti le primavere, ment®e celebri i solstizi… rimani “qua, così”.
La “festa” è sempre per qualcun/qualcosa d’altro.
Chi/che cosa “preghi”?
A chi/cosa (ti) (ri)volgi?
Non lo sai. Ma puoi solo “credere di/che…”.
Quale peso hanno le parole di un altro essere umano, (tra)vestito da “questo piuttosto che quello”?
Perché ti sembra sempre che contino più delle tue?
Perché questo (di)pendere?
Se non accetti di “mettere (d)entro” al gio(g)o del reale manifesto, la figura leggendaria del Nucleo Primo… allora “nulla torna, dal punto prospettico altro, del tuo percepire”.
E questo “nulla torna” significa, nella stasi attuale, che “tutto (ri)torna”
Squadra che vince, non si (s)cambia.
Sei tu che stai “vincendo”?
Sei tu, in questa “squadra... che vince”?
Se pensi di sì, solo perché hai un ottimo lavoro… o sei ricco/a, beh… “tanti auguri”.
La libertà, anzi… la Libertà… è un “dato di fatto, esatto” e non questo surrogato fine al… potere, che se ne è impossessato.
Non te ne accorgi?
Non “vedi” che sei auto contenuto/a in questa (ri)forma, sempre identica a se stessa, di reale?
Tutto cambia (moda) senza mai cambiare niente, nella sostanza.
E, alla fine, ti va anche bene così. Perché non hai più presente “cosa fare”. L’alternativa è scomparsa, insieme al Nucleo Primo.
Scomparsa, però, solo alla “vista” e, non certo, nella sostanza del potenziale e del reale manifesto ed allargato anche alla (com)presenza…
Tutto ti viene “offerto a pagamento”. E, magari… “sempre con un grande sconto” (una... occasione o "una proposta che non puoi rifiutare").
Hai perduto traccia anche della (Com)unione.
Ciò che “era” prima del baratto (l’inizio del processo di decadimento e di dipendenza dal “non avere”).
La Comunione:
uno stato nel quale “hai tutto”, perché tutti sono bendisposti verso di te, come tu lo sei verso tutti. Una (f)orma di polarizzazione di(versa).
Da dove nasce, allora, il seme della discordia?
Sei ancora alle prese con “è nato prima l’uovo o la gallina?”.
Lascia perdere “chi è nato prima”.
Accorgiti della polarità e del “modo per disinnescarla”.
Come?
Attra(verso) di te.
Ma non perché “tutto (di)pende da te”.
Non solo per questo.
Sopra a tutto, perché lo (ri)cordi.
L’opera deve avere un “senso”.
E il senso è con(tenuto) nel (ri)cordo... perchè "è già successo!".
Nella memoria di ciò che è accaduto e che (ri)ac(cade) sempre se… non agisci diversa(mente).
Le parole/il linguaggio, “qua, così” – con una (f)orma di 'status quo' tanto avanzata nel tempo della stasi – “servono”.
Servono al proprio “Signore”, per con(fondere), per (man)tenere (nel)lo smarrimento e nel titubare… Che cosa scegli? La via più… agiata. Quella più confortevole, più colorata, più tendenziale, più pubblicizzata, più strombazzata in giro, etc.
Nella struttura del pasto una bevanda ci vuole, e ‘Mangia con me’ (slogan della Coca Cola) ci invita a scegliere quella, non un’altra bevanda…
I messaggi pubblicitari funzionano quando riescono a uscire dalla dimensione ‘tecnica’ del mangiare e del bere, per coinvolgere l’emotività, i sentimenti, gli affetti che sempre circondano e accompagnano questo… gesto quotidiano”…
“Mangia con me”. Il cibo è sistema – Massimo Montanari
I messaggi pubblicitari funzionano quando riescono a uscire dalla dimensione “tecnica”… per coinvolgere l’emotività, i sentimenti, gli affetti che sempre circondano e accompagnano…
 
Ok?
Quando è lo scenario intero, del reale manifesto, ad essere tanto "coinvolgente", che cosa ti succede nel tempo?
Che (de)cadi in “quel tipo di auto adattamento/abitudine per auto suggestione”.
Fai tutto da solo/a!
Seppure, dietro, ci sia l’intenzione di qualcosa/qualcuno… che “spinge in una simile direzione” (il caso non esiste).
Ma, quello che conta (per te) – dal “tuo” punto prospettico, che misura tutto in termini di apparente “libertà e democrazia” – è sempre e solo il frutto di ciò che “ti sembra”.
E, dunque, cosa c’è di più “incisivo”... di un intero Pianeta (pre)disposto “qua, così”, per con(vincerti)?
He He…
Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate…”.
E ancora:
  • Nel mezzo del cammino di nostra Vita…”:
  • l'incipit del primo canto della “Divina Commedia”, nell’Inferno…
La Vita è il “mezzo”. È l’occasione che (ri)torna sempre.
Non è più una questione temporale, da “una botta e via”.
Cogli l’attimo”… al di là del concetto sterile di “ora o mai più”.
Sei in un loop molto più vasto rispetto a quello che ti hanno indotto a credere…
Molto ma mooolto più vasto!
Un vortice che (ri)com(prende) anche la morte.
Qualcosa “da non credere”. Vero?
Qua, così… “servi”.
Qualcosa che sta in un “punto di mezzo” tra:
  • origine
e
  • causa/effetto.
Le pareti della Caverna sono graffiate da tutti coloro che ne hanno misurato la resistenza.
La scienza deviata studia questi “graffi” e cerca sempre il modo per s(piegarli), secondo una prospettiva utile al (man)tenerti nello status quo, derivante dalla (com)presenza “non manifesta” della Caverna.
Chi controlla i controllori?
Perché lo Spazio è tanto “buio”?
Che cosa sono quelle luci “tanto lontane”?
Buchi nel soffitto della Caverna, riempiti d’altro… che esiste al di fuori?
Sì, nel significato frattale:
"e quindi (ri)uscimmo a riveder le stelle"...

No, in ciò che puoi (ri)cercare… perché se ti fermi a questo… sei nuova(mente) caduto dalla “padella nella brace” (loop).
Lo scenario d’auto (in)trattenimento è vasto tanto quello che “credi di vedere”. E, ciò in cui credi “qua, così” è ormai… l’opera di un programma di “simulazione” senza eguali
Il Nucleo Primo impera senza nessun’altra necessità:
perché gli sembra “naturale”, che sia così.
Senza ombra di dubbio, “è”.

E anche senza risposte, come te, che sei a “sua immagine e somiglianza”.
Il tuo "vuoto" è il suo. Perché il Nucleo Primo è umano, quanto te.
E tutto ciò che t’infarina, da sempre, è solo opera sua.

Che cosa sai?

Quello che il Nucleo Primo ha deciso per te.

Quello che “devi sapere, per sostanzial(mente) rimanere ed alimentare lo status quo”.

Perché?

Beh… rinunceresti tu, ad essere servito e riverito, “a gratis”... per sempre?

Il genere umano (ri)genera qualcosa che è molto prezioso:
lo status quo.
E l’auto adattarsi non è solo opera tua.
S. Borsellino: lotta a mafia non è priorità per nessun partito.
"Il governo e le istituzioni ancora oggi purtroppo non li sento vicini:
non c'è nessun partito che mette come dovrebbe essere fatto la lotta alla criminalità organizzata al primo posto del suo programma, alcuni non ne parlano neppure, ma sicuramente è il problema principale del nostro Paese".
Lo ha detto Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia, durante un incontro con i giovani delle scuole a Casorezzo, nel Milanese.
"È successa una cosa gravissima:
questo cancro, che è la criminalità organizzata, è nato al sud, non c'è dubbio, è un tumore che si è lasciato crescere in maniera incontrollata, si è lasciato che entrasse in metastasi, senza contrastarlo come si sarebbe dovuto.
E oggi io credo che non ci sia regione e soprattutto al nord, che sia immune dalla penetrazione della criminalità organizzata" ha aggiunto Borsellino.
"I capitali che sono in grado di immettere sul mercato per riciclarli drogano l'economia pulita, la guastano e anche quella che era pulita nel nord del Paese a poco a poco si sta inquinando".
Link
Quale p(arte) stai interpretando? Fai attenzione, perchè... se ti immedesimi troppo e/o per troppo tempo, poi... ti identificherai con ciò che credi di essere.
 
Qualcosa che, ovvio, è già ac(caduto).
    
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com