giovedì 21 maggio 2015

Giustizia o convenienza?




- Io sono il segretario di stato. Offerto da Carl's Junior.
- Perché continui a ripeterlo?
- Perché mi pagano ogni volta che lo dico! Eheh! Eheh! Eheh!

Idiocracy
Se af(fermi) qualcosa, nel limite del tuo diritto di “poterti esprimere libera(mente), ma… solo a casa tua”, allora puoi (ri)tenere che tu viva in una società dav(vero) libera?
Un famoso “motto”, recita:
"la mia libertà finisce dove comincia la vostra"...
Uhm. E dove inizia la “vostra”?
Se una simile "domanda" non conduce a una risposta univoca/esatta, allora diventa una diatriba da tribunale, che - lo sai già - dove ti condurrà, in un reale manifesto che si sor(regge) sulla “forza ed il potere del denaro e della complicità”.
La "risposta esatta" esiste, ed è un mix nozionistico... che propone sempre termini alla moda, come:
  • moralità
  • giustizia
  • etica
  • valori
  • rispetto
  • civiltà
  • equilibrio, etc.
Ma, un simile tipo di risposta è sempre e solo “vuoto ed inapplicabile nel luogo reale emerso dove vivi”.
Nella sostanza… “la pratica vale più della grammatica”, e “qua, così”… sei (ri)chiamato alla “pratica del tacito (con)senso”… anche se hai, magari, l’impressione di essere un:
  • ribelle
  • rivoluzionario
  • anti (qualcosa), etc.
He He… non è, di certo, il tuo tatuarti, il tuo vestire in maniera "strana" (ma pur sempre alla moda), il tuo (di)mostrarti “(di)verso e migliore”, che può fare la differenza tra te e coloro che giudichi unilateral(mente), attraverso una famiglia di epiteti che identificano, frattal(mente), più te che la Massa (o il potere)... che ti illudi di auto (de)scrivere.
Anche tu – che ti credi ribelle (e migliore) – sei sotto allo stesso tipo di “cielo”, che auto (con)tiene il genere umano per intero.
Anche tu non sei (di)verso/a nella sostanza di questo reale, che ti anticipa sempre, (pre)vedendo a monte tutto quello che fai e farai…
Tu non sei (di)verso/a, solo perché “vesti strano”.
Solo perché “parli strano”.
Solo perché “spendi denaro in maniera strana”.
Solo perché “ti illudi di avere capito tutto”.
Solo perché “tu non farai la fine degli altri, tuoi genitori (ri)com(presi)”.
Il termine (così come lo propone graficamente, SPS) “(p)rendi”, è molto ma molto indicativo. Perché?
Perché illumina, coloro che sono in sintonia, a proposito di cosa significhi, sostanzial(mente), “credere di essere libero/a, in un contesto di reale intera(mente) sotto al Dominio di un Principio Unico, (com)presente seppure non manifesto”.
(p)rendi = prendi + rendi…
Alias:
  • in ogni caso
  • ciò che “prendi… rendi”
  • in termini che usual(mente) tendono a sfuggirti.
  
Dunque:
  • se esprimi una “tua verità”
  • e lo fai “a casa tua”
  • ossia, senza l’ausilio dei riflettori pubblici
  • allora sei “libero/a di farlo”
  • ma, se lo fai “pubblica(mente)” (in una maniera che non sia solo scrivere in un Blog, che non legge nessuno, tranne i tuoi amici)
  • allora, aspettati che la “mannaia dell’interesse, derivante dallo status quo”… cali su di te.
  • a maggior ragione se, il canale attraverso il quale “parli”, gode di un grande “ascolto”
  • e se tu sei un personaggio “(ri)conosciuto dal pubblico in linea”.
Ciò significa, forse, che se tu “non sei famoso e non parli da un canale pubblico, dal grande share”… puoi considerarti libero/a?
He He… (beh, sei libero di esprimerti nei limiti del decoro e del rispetto altrui… Sei libero/a di affermare il tuo pensiero e la tua verità, anche se non servirà a nulla se la Massa non amplificherà ciò che hai da dire. Infatti, come SPS insegna – attraverso ciò che rappresenta e che cade ogni volta nel nulla di fatto mediatico – non serve a nulla l’articolo quotidiano se, la Massa non è raggiunta e/o non è resa abile per raccogliere il significato più profondo, che SPS denuncia sì, pubblicamente, ma in una maniera disinnescata a monte, per mezzo della forma di reale manifesto, che condiziona tutto e tutti, in maniere “bio diverse” e concretamente narcotizzanti).
SPS può scrivere libri su libri. Il materiale, la passione, la forza, non mancano. Ma, a cosa servirebbero?
A “sperare di fare soldi”? A che pro? Per avere “spalle più grosse”? Per cosa? Per difendersi dalle querele?
Per pagare “i migliori avvocati”? Per diventare, nel tempo, un “opinionista famoso” e sempre più “fermo (d)entro”? Per diventare come tutti? Per permettersi una Vita “migliore”? Per “essere felice”? Per “essere se stesso”? Per… “realizzarsi”? Per avere una bella macchina e una bella casa (ossia, una bella famiglia)?
Naa… l’ambiente corrompe. È pieno di muffe, ruggini, virus, batteri, agenti “atmosferici”, etc.
Perché è diventato così? Beh… perché eviti sempre di (p)rendere in considerazione la (com)presenza del Nucleo Primo?
Ecco il punto:
sino a quando SPS scrive di “questo o quello”… la denuncia è persino gradita (perché è di moda), ma quando leggi di "Nucleo Primo", pensi subito che allora SPS tratti di fantascienza e molli il colpo senza ombra di dubbio.
Il firewall ambientale è coerente con la sua (ri)programmazione e, volente o nolente, anche tu ne fai (p)arte. Tu sei l’Agente Smith…

Ergo... SPS "guarda a sè".
Mentre e(segue) il "download del nuovo sistema operativo":
  • se SPS fosse aperto, oltre ad una certa percentuale, verso di te... allora significherebbe favorire il disinnesco, che è già respirabile nell'aria.
La libertà è una sottigliezza “qua, così”.

Fabio Volo, bufera per una frase: “Il latte fa male”
Fabio Volo ha sollevato una vera e propria bufera per un’affermazione fatta lo scorso 30 marzo durante il suo programma su Radio Deejay Il volo del mattino, durante il quale ha sostenuto in modo chiaro e netto che il latte fa male, citando a supporto della sua tesi lo studio di Colin Campbell sulla connessione tra caseina e cancro, studio smentito dalla letteratura scientifica.
L’intervento non è piaciuto al presidente di Assolatte Giuseppe Ambrosi, che al Corriere ha rilasciato la seguente, furiosa dichiarazione:
"Il diffondersi sui media di notizie infondate che considerano il latte alimento dannoso sono un danno enorme per tutto il settore, visto che per tutti gli alimentaristi è una componente fondamentale della dieta".
A Radio Deejay è stata anche fatta recapitare una lettera in cui si paventava la querela.
Così Fabio si è visto obbligato a fare ammenda, come riporta Il Giornale:
"Ho detto che il latte fa male e ho sbagliato, ma non ho mai detto 'non bevete il latte', anche perché io lo bevo. Non direttamente, ma mangio il gelato e le mozzarelle".
"Il presidente Giuseppe Ambrosi è a Brescia – ha aggiunto. Abbiamo anche un’amica in comune che mi parla sempre bene di lui. Mi scrive che bisogna stare attenti perché potrebbero agire in sede giudiziaria… Giuseppe Ambrosi ti prego ho un bimbo di un anno e mezzo, una donna incinta, ci ho messo tanto a comprare quella casetta… ti do la possibilità di chiamare qui in diretta così non solo rettifico che non è vero che il latte fa male, ma tu puoi intervenire e mi insegni anche qualcosa".
"Non è vero – come c’è scritto nella lettera di Assolatte – che tutti i nutrizionisti sostengono che il latte faccia bene", ha poi ribadito.
Link
Studio smentito dalla letteratura scientifica... (sì. Ma quanto "vale/conta"? Conta solo in quanto "bias di conferma". Ossia, di recita per parte).

Il diffondersi sui media di notizie infondate che considerano il latte alimento dannoso sono un danno enorme per tutto il settore…
È l’interesse, che “sta (d)ietro”, la pietra dello scandalo.
Qualcosa che (ri)copre tutto, con un vago senso di appartenenza coatta e tradizionale (paradigma e oblio).
Le informazioni sul “bere latte” circolano libera(mente) anche in Rete. Lì puoi (ri)trovare di tutto, ma… sino a quando non interviene un “personaggio autorevole, in Tv… a dirti che il latte di mucca fa male”… non avrai orecchie per intendere.
Non ci crederai mai, anche se… la prima cosa che ti toglie il “dietologo” sono proprio i latticini.
Chiediti, allora, il perché!
Perché sei intollerante al “lattosio”? He He. Non c’è problema, in(fatti), magica(mente) sul mercato appare un latte senza lattosio, così puoi continuare a bere latte di mucca come se niente fosse.
Perchè l'interesse spinge verso questa direzione...

Bere latte fa male”…
Oppure, pensavi che l’unico caso di “mala alimentazione (in)coerente” fosse solo quello, del più recente, “olio di palma”? Bah. Sei proprio senza speranza.
Qua, così… è, solo, così”.
Ogni (f)orma di im(prendi)toria (ri)sente del “malaffare”.
In ogni luogo della Terra.
In ogni ambito.
SPS esagera? Mhm. E tu dove vivi?
L'avvocato vi guiderà nella scelta. Il vostro caso è unico:
i casi si assomigliano ma non ascoltate amici, conoscenti, blog e forum. Due casi non sono mai identici
Link
Quindi, come è possibile sostenere che:
La legge è uguale per tutti?”.
(Ri)fletti con la “tua” testa…
Idiocracy è un film del 2006 diretto da Mike Judge…
In questa commedia dall'ambientazione fantascientifica viene dipinto uno scenario distopico (la descrizione di una immaginaria società o comunità altamente indesiderabile o spaventosa… nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi… Link) del prossimo futuro dove, a causa della maggiore prolificità delle persone stupide, il livello di intelligenza medio raggiunge livelli talmente bassi da mettere a rischio la sopravvivenza del genere umano
Link
Attenzione: 
"stupido è... chi stupido fa".
Questo “film” ti (con)ferisce molto bene, l’idea del come sei messo/a. Di come sei stato/a "istupidito/a". Seppure intelligente...
Ti basta fermarti anche solo per un attimo, ad osservare gli altri. Come si comportano? Cosa fanno? Cosa dicono? Come si divertono? Come la pensano? Come li “giudichi”?

Poi, osserva te stesso/a:
credi di essere così sostanzial(mente) diverso/a?
Spesso la differenza tra utopìa e distopìa dipende dal punto di vista dell'autore dell'opera.
I testi distopici appaiono come opere di avvertimento, o satire, che mostrano le tendenze attuali estrapolate sino a conclusioni apocalittiche. Dunque la distopia si basa su pericoli percepiti nella società attuale, spostando però l'interesse su un'epoca e un luogo distanti o successivi a una discontinuità storica, come nelle opere fantascientifiche di H. G. Wells…
Link
Idiocracy rende molto bene l’idea complessiva ed autentica di “essere umano attuale” (non del 2505!).
Accorgiti.


- Conosco questo posto come le mie tasche, io ci ho fatto legge, qui.
- Da Costco?
- Sì! Neanch'io riuscivo a crederci, ho avuto il culo che mio padre era un ex-alunno, e aveva degli agganci.

Idiocracy
Dunque:
la finanza, l’economia, la scienza, la religione, la legge… costituiscono una “teoria” (paradigma), che ha preso il sopravvento su ogni altra (f)orma di “possibile”.
Una "teoria letale... per qualsiasi altra (f)orma di possibile, non (pre)visto".

Se tu non sei un “esperto/a”, allora non hai nemmeno il diritto di poter “discutere… con un esperto/a”, così sei sempre tagliato/a fuori da quell’ambito “creativo”, che “decide per tutti”.
Come può, SPS, che non è esperto in nulla, scrivere di tutto, di “questo e quello”… senza diffondere amenità, imprecisioni, approssimazioni, inesattezze, etc.? (In)fatti, SPS non ha studiato “questo o quello” e quindi non ha il “diritto” di andare a “mettere in croce” il sapere umano emerso "qua, così".
No?
Ok. Chiediti, però ed allo stesso modo… se questo “sapere umano” (pro)venga anche da te.
No! Vero? Tu non sei un esperto/a.
Le “cose” te le (ri)trovi, così... belle che fatte.
Ti vengono servite a tavola e le devi solo “prendere… come vengono”…
Tu non puoi, allora, sostenere una discussione con un esperto/a.
Perché sei sempre in “difetto”. La sua parola è oro. La tua non vale nulla.
Però, ti consideri libero/a di poter far valere i tuoi diritti!
Certo, non in quell’ambito tanto complesso e difficile, che rimane sempre “roba per chi ha studiato”.
He He. E se gli esperti non esistessero? E se gli esperti fossero una messa in scena?
Impossibile. Perché tu sei un esperto in qualcosa (se ci pensi bene).
Fosse anche solo nel giocare a "Fifa" sul computer… Al lavoro hai sviluppato doti particolari e sai tutto sulla tua mansione. Magari sei un elettricista, un idraulico, un ingegnere, etc. che conosce a menadito tutto quello che serve che tu sappia.
Magari sei un progettista della Fiat, della Nasa, della Nestlè
Magari sei un esperto commercialista, o (ri)cercatore scientifico. Magari studi legge. Magari guidi aerei. Magari sei sulla Iss. Magari amministri miliardi di euro. Magari decidi le sorti economiche dei cittadini europei. Magari sei il massimo esperto di robotica. Magari sei un asso della programmazione….
Magari sei un “esperto/a”. Quindi, sei (porta)to/a pensare che SPS stia scrivendo “assurdità”.
Ma, se (ri)fletti bene, il tuo essere esperto/a… in cosa consiste?
Cosa innovi? In che modo? Perché lo fai?
Come ti sei formato/a? Per chi/cosa lavori?
Dove vivi? Come vivi? Perché vivi?
Cosa sai? Cosa non sai? Cosa eviti di sapere? E… perché?
Pensi a cosa innovi? Quali (con)seguenze av(vengono) nella società, anche per mezzo tuo?
Perché non fai altro? Cosa ti (man)tiene “qua, così”?
Hai famiglia? Hai dei “valori”? Hai un… futuro?
E la tua famiglia... ce l'ha?
Accorgiti.
Tu sei il risultato di tutto ciò che hai “studiato”. Ma quello che hai “messo (d)entro di te”, che cosa esatta(mente) “è”?

Città o sandwich (ri)pieno?
L'uomo economico è un'evoluzione temperata dell'uomo belligerante.
E la finanza è una grande architettura per contenere l'avidità umana.
Smettiamo di lamentarci della finanziarizzazione del mondo. La finanza è una costruzione complessa, straordinaria, forse imperfetta, senza la quale la società sarebbe assai peggiore. In tempi di tempeste molti di voi alzeranno come minimo il sopracciglio a queste affermazioni, e con qualche buona ragione.
Ma se qualcosa non ha funzionato, questo non vuol dire che degli strumenti finanziari si possa fare a meno.
Eliminarli sarebbe come curare l'ansia con la lobotomia.
Queste in sintesi le idee che scorrono in un libro… Finance and the Good Society, scritto da Robert J. Shiller, professore a Yale, che con i suoi precedenti Irrational Exuberance e Animal Spirits ha spiegato come il comportamento umano, ben più complesso di quello razionale dell'uomo economico, abbia determinato i disastri della crisi infinita che stiamo vivendo.
La scommessa di Shiller sta proprio nel rivalutare la finanza partendo dagli istinti primari dell'uomo, adottando una prospettiva radicalmente diversa dall'idea dei mercati efficienti guidati dalla competizione tra individui intelligenti e razionali…
Insomma, la finanza è un sistema che permette alla nostra società di funzionare, non se ne può fare a meno. Ma bisogna aguzzare l'ingegno per farla funzionare meglio, come un clavicembalo ben temperato...
Link
Shiller... ha spiegato come il comportamento umano... abbia determinato i disastri della crisi infinita che stiamo vivendo... (molto comodo spiegarla così, la questione... Come se "il comportamento umano fosse artefice di se stesso e non una derivazione... ad immagine e somiglianza di...).
Per questo motivo gli è (per)messo di insegnare a Yale e di scrivere libri, che diventano subito dei "cult" e, probabil(mente) di tenere conferenze autorevoli.
La visione di Shiller è di (p)arte. La sua "originalità" lo rende un (di)verso bastione della medesima costruzione/fortezza, che (ri)conosci come (f)orma di reale unico e possibile...
"La scommessa di Shiller sta proprio nel rivalutare la finanza...", ossia, la sua funzione è un po' come quella del ciclico "nuovo" Papa, che sembra sempre un "caro nonnetto", che ha deciso di "dirti tutta, ma proprio tutta, la verità", annunciando qualcosa che sembra sempre nuovo, seppure sostanzial(mente) sempre identico a se stesso. 
Bisogna aguzzare l'ingegno per farla funzionare meglio, come un clavicembalo ben temperato…
L’ingegno? He He… “Qua, così”, per ingegno… leggi “status quo”, ossia, continuazione del malaffare, dal punto prospettico del “valore” e non certo dei “valori”.
Sei, tutto sommato, ancora a conoscenza (ricordo) dei “valori”, che - si dice - con(tiene) l’animo umano:
le… “solite cose”, sei portato/a pensare, riducendo ogni senso altro a qualcosa che, di fatto, “non esiste, perché non può più esistere… in una realtà tanto radicata negli stati dell’interesse”.
A “parole”… rammenti qualcosa, che è tanto distante da te… quanto la realtà fisica di un regno passato, che studi su/da un libro di scuola.
L'uomo economico è un'evoluzione temperata del l'uomo belligerante. E la finanza è una grande architettura per contenere l'avidità umana”.
Ah, sì?
Di “temperato ed evoluto”, che cosa c’è… nel comportamento dell’umano legato mani e piedi al controllo della finanza (interesse)? L'uomo belligerante è senzameno... più diretto e corretto, quando tenta di ucciderti! L'uomo economico, ti uccide... senza dare troppo nell'occhio, recitando una (p)arte (di)versa e, molto spesso, "amichevole". Il denaro che destina alla beneficenza ha lo scopo del risparmio sulle tasse.
La finanza è una grande architettura per contenere l'avidità umana…”, ossia, per (man)tenerla (ri)nchiusa e sempre viva, nell’ambito stesso in cui si (ri)modella la società umana.
La finanza è una grande architettura per contenere l'avidità umana…” (nella società umana)…
Un esempio?
La pena concordata, tra il pm Gaetano Ruta e la difesa, è stata considerata incongrua visto che Giorgio Magnoni, ex vicepresidente del Cda di Sopaf dal 2005 al 2012 e consigliere delegato dal 2007 al 2010, è ritenuto “il capo-promotore di un sodalizio criminale finalizzato” di reati giudicati molto “gravi” dal Tribunale.
Per i giudici è infatti “incongrua la pena base per la bancarotta fraudolenta”, che hanno ricordato nell’ordinanza di rigetto “può essere anche sanzionata con 10 anni di reclusione“.
Inoltre i magistrati non hanno ravvisato da parte dell’imputato “alcun ravvedimento positivo“, sottolineando che “non ha fornito apporto alle investigazioni” e che non ha mostrato alcuna “fattiva e concreta volontà di risarcire almeno in parte le parti danneggiate”.
Il presidente del collegio ha più volte rimarcato “l’estrema gravità” dei reati con particolare riferimento a quello di bancarotta che sarebbe stato caratterizzato  appunto  “da un dolo molto rilevante”…
Link
La "bancarotta fraudolenta" (ri)entra nell'ambito economico/finanziario dell'uomo economico (infatti, non si tratta solo di "Borsa").
Il "danno" causato da questa persona, (ri)guarda molti altri. Non solo. Questa persona non si rav(vede), non rimedia e non coopera.
Se Shiller definisce tutto ciò, come un comportamento "artistico" e meno "pericoloso" per il genere umano, allora siamo proprio alla "stregoneria" o al "perseverare che è diabolico".
Qualche anno fa, la cosiddetta "Primavera Araba" scoppiò (in quanto scintilla per l'innesco) per l'aumento improvviso del prezzo del pane, causato dalla speculazione coi Future che, come droni comandati a distanza, sono in grado di "colpire con precisione in tutto il Pianeta, seppure lontani dalla fonte di comando".
I Future sono ancora più sottili, perchè in realtà sono "oggetti virtuali", mentre il drone è anche fisico.
Frattal(mente) indicano lo stesso tipo di ordine e comando (e indirettamente anche l'origine dell'intenzione che li muove, senza essere manifesta).
Queste (le) persone sono piegate su se stesse, attorno ad una divinità convenzionale, che le (con)vince ad essere come non sono o non sarebbero se… fossero libere di poter scegliere diversa(mente).
La frattalità costringe ad essere così, ma… la frattalità non è “cattiva”:
la disegnano così. He He…

La frattalità è neutra, ma "co(stretta)" a replicare e (re)distribuire la grande concentrazione di massa del Nucleo Primo.
Se tu non sei nel tuo terzo stato, allora… sei in quello del Nucleo Primo “qua, così”.
Sei in “debito”. Sempre solo in… debito. Verso chi/cosa?
Non lo puoi capire se non (p)rendi in considerazione il Dominio, di questo reale.
Debito aggregato.
Il debito aggregato è la somma tra il debito pubblico, maturato da uno Stato nei confronti di vari creditori (pubblici o privati), e il debito privato, ovvero quello di famiglie e imprese
Link
Senti sempre parlare di “debito pubblico”. E quello privato?
Debito aggregato e servizio del debito
Il Debito Aggregato consiste nella somma tra il Debito Pubblico e il Debito Privato.
Il Debito Pubblico è definito come il debito del settore pubblico ovvero il debito accumulato da uno Stato nei confronti di determinati creditori. Solitamente i governi contraggono prestiti mediante l'emissione di titoli di Stato acquistati da istituzioni finanziarie.
Il Debito Pubblico italiano è formato, infatti, in gran parte dai titoli di Stato emessi dalla Repubblica Italiana.
Tipici esempi di titoli del debito pubblico italiano sono i Bot, i Btp e i Cct…
La spesa per gli interessi corrisposti ai detentori delle obbligazioni statali è detta "Servizio del Debito"
Il Debito Privato è definito, invece, come il debito delle famiglie e delle società…
Il commissario europeo per gli Affari Economici, Olli Rehn, ha… sottolineato, che sarà il parametro del debito pubblico a contare in prima battuta per decidere eventuali sanzioni.

La Commissione potrà considerare anche altri fattori (tra cui il debito privato) per avere una visione d'insieme sulla sostenibilità del debito.
Link
Quando il Ministro dell’economia, di turno, afferma che “il debito italiano è sostenibile”… lo (in)tende (a livello "sottile") dalla prospettiva del debito pubblico aggregato, ossia, considerando che le famiglie e le imprese sono ancora “depredabili” a livello di debito privato (c'è ancora ricchezza). 

Famiglie e imprese vengono chiamate in causa, (ogni volta) quando è necessario, dal punto di vista della "sosteniblità dello status quo". Ossia, di ciò che (ri)genera le "crisi" (causa non manifesta e, dunque, non vista nè indagata/risolta).

Quindi, il "debito privato" è (im)portante (anche "sotto" al livello di consapevolezza "ministeriale", che il debito è in realtà "finzione", visto che le banche centrali possono "sterilizzarlo in teoria ed in pratica").

L’Italia non è il paese più indebitato dell’Eurozona
Secondo quanto detto da Victor Costantio, nel suo intervento The crisis in the euro area, in veste di vicepresidente della Bce nel maggio scorso, l’Europa si trova nel bel mezzo di una crisi del debito privato.
I parametri di Maastricht però, tenendo conto soltanto del debito pubblico dei paesi, pone l’Italia ai vertici, con Grecia e Giappone, della classifica dei paesi di indebitati.
Crisi del debito privato.
Constantio di fatto ribalta le cause della crisi vissuta, in maniera differente, da tutti i paesi dell’eurozona:
"Penso che, per avere una storia più accurata riguardo le cause della crisi, dobbiamo guardare non solo alle politiche fiscali:
gli squilibri si sono originati per lo più nella crescente spesa del settore privato, finanziata dal settore bancario dei Paesi debitori e creditori.
Al contrario dei livelli del debito pubblico, il livello del debito privato è aumentato nei primi sette anni dell’euro del 27%".
In sostanza sarebbe stata la bolla dei debiti privati della periferia dell’Eurozona a determinare a partire dal 2009 l’attuale crisi economica.
La crisi del debito privato ha coinvolto anche gli Stati che hanno cercato di salvare le banche in difficoltà a causa del credito facile, generando l’aumento del debito pubblico.
È un po’ quello che è accaduto dall’altra parte dell’oceano.
La crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti alla fine è stata risolta facendo affidamento sullo Stato...
Al quindicesimo posto della classifica la Germania che ha un debito privato maggiore di quello pubblico. Sommando i due debiti il risultato del paese più virtuoso d’Europa sfiora il 200% del Pil.
Link
"Salvare le banche in difficoltà a causa del credito facile..." (il "credito facile" che cosa è? Non è forse stato, un guadagno speculativo enorme progettato dalle grandi banche Usa? Altro che... bolla dei debiti privati. Quello è "solo" l'effetto. All'origine c'è sempre l'entità che ha il potere per/di predeterminare il "cosa deve accadere")...
L’Italia “serve… qua, così”. Essendo un asset della Ue, ovverosia, degli Usa.
Essendo gli Usa il riflesso frattale della inosservata (com)presenza del Nucleo Primo.

Questa è la “spiegazione” del perché la realtà manifesta (quella che pensi di conoscere da sempre) ti appare in questo modo, diciamo, così… bizzarro? Naa… meglio, ingiusto, squilibrato.
In realtà, non c’è uno squilibrio... quando esiste un Dominio, che (p)rende tutto a propria “immagine e somiglianza”
Tutto è a debito: l’imprenditore ed il cittadino, per fare affari o per comprare casa, ad esempio, “vanno a debito”, anche se (anche se…) i soldi li hanno.
Nel caso del cittadino, i propri soldi sono “parcheggiati, ossia (in)vestiti”.
Nel caso dell’imprenditore, i proprio soldi “lavorano per lui, da qualche altra parte, ossia, sono (in)vestiti”.
In mancanza di denaro per “fare affari e/o comprare casa”… i cittadini possono trovarli “prestando se stessi”, nei confronti di quei circuiti che “non dimenticano mai”.

Una economia è sempre e solo (di)pendente da "valori interni"? Per niente af(fatto). La globalizzazione e la Rete, hanno aumentato quel meccanismo che a livello frattale, già esisteva da sempre. Un "ricatto sottile" che ha il sapore del comando (in)diretto e "senza fili", che guida da lontano.
Debito estero.
In economia il debito estero è una quota parte del debito totale, pubblico e privato, contratto da un Paese verso creditori privati, governi ed enti pubblici di un altro o altri Paesi.
Il debito estero è il debito collettivo contratto nei confronti di una nazione verso i creditori stranieri…
Composizione del debito estero.
Negli Stati Uniti circa la metà del debito pubblico estero è detenuta da investitori cinesi (agosto 2008)
In Italia il debito estero è circa il 35% del debito pubblico totale.
Link
Il “debito estero” è quella componente non locale ed in leva, che (p)rende tutto incomprensibil(mente/e), dal punto prospettico del cittadino e della Massa.
Il controllo indiretto, (in)somma.
Il controllo wireless, (ri)flesso sia per mezzo della tecnologia che per mezzo del controllo sociale.
Qualcosa che deriva ancora, frattal(mente), dal Nucleo Primo.
(In)fatti, tu (ri)conosci che esiste il Nucleo Primo?
No. Vero? Però, allo stesso modo, (ri)conosci che esiste Dio (un Dio per ogni cultura, nel Mondo).
Beh… è la stessa cosa, nonché un modo frattale per accorgerti che esiste, (in)vece, un “unico Dio, che non è mai quello in cui credi/pensi, bensì, è solo il Nucleo Primo” (solo… questo. He He)…
La società si (sor)regge su una (f)orma di “patteggiamento tra le (p)arti”.
Tra (p)arti che sono sott(intese) (d)al Nucleo Primo.
Sono imputato di un reato: mi conviene patteggiare o affrontare il processo?
No, la risposta non è "se sono colpevole, patteggio, se sono innocente no". Le cose sono molto più complicate.
E, ricordo, per stare al tema che dibattiamo, non stiamo parlando di "giustizia" ma di "convenienza". Se siamo imputati, una disgrazia già ce l'abbiamo:
doverci difendere.
Cerchiamo di capire come decidere.
Ovviamente, non c'è una risposta univoca, perché dipende da troppe variabili che non si possono descrivere una volta per tutte.
Senza dimenticare “l'innocenza” dell'imputato che è, ovviamente, assai importante, ma spesso non il fattore decisivo nella scelta tra una strada e l'altra
L'avvocato vi guiderà nella scelta.
Il vostro caso è unico:
i casi si assomigliano ma non ascoltate amici, conoscenti, blog e forum. Due casi non sono mai identici.
Link
Questa "complessità" è un linguaggio in codice, che tu non puoi capire.
Non stiamo parlando di "giustizia" ma di "convenienza"…
L’interesse è una corrente che (s)piega tutto, come solo una (con)seguenza.
Accorgiti!
Ciò è sempre al di là, di tutto quello in cui credi… di sapere e che, in realtà, è una (f)orma di (ri)cordo, di ciò che ti è rimasto in mente rispetto al potenziale e rispetto alla memoria integra relativa(mente) a quello che “sei”.
Il concetto di frattalità, (ri)emerso in SPS, è un vero e proprio “pericolo per lo status quo”, perché lo va a (ri)trovare proprio laddove esso si (ri)genera, in ciò che è un loop, ma che – nella sostanza – è una derivazione di/da qualcosa che non (ri)esci più a prendere in considerazione:
la (com)presenza deviante del Nucleo Primo.
Se proprio non ce la fai a digerire un simile termine, allora, alza ulterior(mente) il livello dell’asticella del Filtro di Semplificazione, rendendo il Nucleo Primo come qualcosa che più (ri)esci a “far tuo”.
La sostanza dei fatti non cambia:
  • il reale manifesto è “qua, così”
  • ad “immagine e somiglianza” del Principi,o che lo “disegna così” (immagina, intende)
  • per opera della frattalità espansa
  • ossia, della legge/strumento/memoria, che caratterizza lo scenario unico del reale manifesto
  • la scelta (ri)emersa, rispetto al potenziale (alternativa).
Quando il “credo SPS” sarà completo, allora, il Nucleo Primo potrà essere evidenziato in ogni caso.

Perché tutto “parlerà” per esso… e tutto lo indicherà con sempre maggiore rilievo e comprovazione fisica/naturale.
SPS esegue un “download quotidiano” dell’antica scienza drenata, della frattalità.
Qualcosa che “è” alla base di ogni (f)orma (ri)emersa nel reale (con)seguente…
Il (ri)flesso della “Causa Prima” o della “grande concentrazione di massa”, che non (im)porta se è presente o (com)presente, manifesta o non manifesta, evidente o meno; se te ne accorgi oppure no…
Perché, sino a quando rimane in proiezione sul reale manifesto, “essa ne è genitrice unica o, perlomeno, dominante”.

La tua speranza quale è?
Il (ri)cordo e la personificazione reale del/dal tuo terzo stato.
La possibilità sempre percorribile/aperta di (ri)tornare ad essere la più grande concentrazione di massa, in loco.

La speranza è, però, molto di più della semplice possibilità. È una certezza se… inizi ad accorgerti, fermarti e (ri)cordare.
SPS esegue il download della “nuova immagine” da caricare in/nel “Sé”.
Questa è "giustizia" e non certo una… "minaccia di convenienza".
 
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com