martedì 3 agosto 2010

Il buio del Cosmo è luce trasportata.




Papà secondo te c'è qualcuno sugli altri pianeti?
Non lo so, però io dico che se ci siamo solo noi mi pare uno spreco di spazio!
 
Questa breve citazione dal film Contact introduce una riflessione, sicuramente non nuova, che però appare, almeno quando la si formula, piuttosto paradossale:

perché lo spazio cosmico è buio?

Perché lo spazio è buio o nero, mentre sulla Terra, di giorno, c’è luce? Lo spazio aperto che è più vicino al Sole rispetto alla superficie terrestre, è senza luce, mentre la grande fonte di luce cosmica, il “lampadario” del Sistema Solare, il Sole, dovrebbe illuminarlo a giorno sempre. Perché non è così?

Dopo un primo ed imbarazzante attimo di sospensione e senso di svuotamento, sono giunte delle “immagini” con delle possibili risposte. La creatività umana prontamente al lavoro! Con buona pace di tutti coloro che si sono cimentati nel passato a dare una plausibile spiegazione, arrivo adesso io, un “ignorante” ma senza fette di salame sugli occhi né interessi di parte. L’osservazione giunge dal mondo dei frattali e, più precisamente, dalla visione di come si propaga un’onda anomala negli spazi aperti oceanici; spazi aperti che ricordano molto, in scala, gli enormi spazi cosmici. 

In seguito di uno “shock”, come un terremoto, sotto la superficie delle acque, si libera un potenziale energetico che crea la potenza per trasmettere forza e direzione ad una certa mole di massa acquea. Questa energia è insita, mischiata all’acqua e sino a che si trova negli spazi aperti, rimane come appiattita sulla superficie, sul pelo d’acqua, viaggiando a raggio dal punto di “creazione”.

Sino a quando non incontra un ostacolo, come un’isola o la costa delle terre “ferme”, non ci accorgeremo nemmeno dell’esistenza di questo “treno” d’onda e, soprattutto, della potenza mascherata tra le molecole d’acqua. Giunta in prossimità dell’ostacolo, la profondità dal fondale diminuisce, permettendo all’energia “aggregata” di liberarsi in altezza.

Ciò che succede descrive il principio quantistico della duplice Natura dell’energia, la quale può essere un’onda oppure una particella, ma non tutte e due le “cose” insieme. Nel nostro caso i due stati equivalgono alla formazione dell’onda marina piatta, nascosta, e all’apparizione dell’onda in altezza, ben visibile e distruttiva in potenza.

In poche parole ciò che mi preme sottolineare è che l’onda o impulso d’onda è visibile quando c’è un ostacolo che lo riesce ad evidenziare, proprio come la costa terrestre o un isola. Secondo questo principio, nel Cosmo, che è costituito da onde d'energia, possono scorrere onde d’energia intensissima in maniera invisibile, sino a che “qualcosa” non permette loro di scaricare il potenziale “trasportato”, proprio come nel caso della luce solare.

Un “ostacolo”, come un pianeta, funge proprio da rivelatore di quella parte del “contenuto” dell’onda che istantaneamente è libera di manifestarsi, apparendo sotto forma di luce (in questo caso).

Stiamo dunque parlando di un vero e proprio sistema di trasporto, di trasmissione naturale di un contenuto e, tutto ciò, ricorda molto una parte della trama del film "K-Pax" con Kevin Spacey, nel quale l'alieno Prot giunge sulla Terra tramite un raggio di luce.

Dunque ecco la mia risposta al perché lo spazio è buio:

lo spazio è buio perché le onde viaggiano in “treni” ad alto potenziale che contengono l’impronta della luce solare, la quale non è libera ancora di manifestarsi sino a quando non trova un “riflettore”, un ostacolo proprio come la superficie terrestre e la sua atmosfera. Per cui avremo la situazione paradossale che sulla Terra, la riflessione continua tra la sua superficie e lo strato delle nuvole e delle varie fasce dell’atmosfera, eleverà la luce ricevuta riuscendo ad illuminare ogni ambito illuminabile.

Trovo questo fenomeno, spiegato in questo modo molto semplice, in estrema risonanza con i processi naturali esistenti sulla Terra che, dunque, insegnano a capire il “grande” dalla loro comprensione ed osservazione.

Cosa fa comprendere ancora questo meccanismo? 

Che ciò che non è ancora manifesto è tuttavia già “contenuto” nel potenziale di un “fenomeno”

Questo principio è molto vicino a ciò che esprime la legge d’attrazione quando evidenzia il comportamento che ognuno di noi dovrebbe avere nel momento in cui ha espresso il proprio desiderio: il lasciare andare vedendosi già in “possesso” di quello che desideriamo, perché quel potenziale è già presente attorno a noi ma non ancora manifesto. Il nostro punto di osservazione dovrà fare da “ostacolo” a quell’onda di potenziale, permettendo al potenziale stesso di evidenziarsi e, per così dire, fissarsi nella densità della materia tridimensionale e, in tal modo, apparire a noi.

Dato che il nostro occhio vede una parte molto limitata dello spettro della luce solare ricevuta, cerchiamo di intuire, in funzione di quello che abbiamo appena capito, quale sia l’enorme potenziale non ancora manifesto che è, tuttavia, già presente tutto intorno a noi.

Quel potenziale è ciò che si sta liberando in questi tempi, autorizzato dal nostro punto prospettico, dal cambio di vibrazione personale e globale, dall’aumento della consapevolezza del genere umano e dall’arrivo di treni d’onda sempre più ricchi di “valore aggiunto”.

La Vita è abbondanza.   
   
 

L'ubiquo e-Sprit (23).



(Cliccare sulla vignetta)

Termina qua, per adesso, la quotidianità della "striscia" immaginifica e dissacrante e-Sprit. Occasionalmente proporrò dei singoli "pezzi"; la produzione di 23 strisce termina con questa vignetta relativa all'unione, al senso della Vita umana innestato, fuso, "sposato" con le condizioni persino climatiche del pianeta, persino al senso omnicomprensivo del grande diluvio universale...

Spero di avere strappato qualche sorriso con questa mia "innocente" iniziativa :)

Grazie per la pazienza... 
 

lunedì 2 agosto 2010

Impastare saliva e terra...




Dopo avere scritto, tempo fa, un articolo sull’antica pratica dell’urinoterapia, raggiungibile a questo link  che Wikipedia contribuisce ciecamente a smantellare  qua, facendo capire in che ottica prendere materiale da essa, mi ritrovo di nuovo a dover parlare di una “sostanza” prodotta dal corpo umano: la saliva.

Cito direttamente da “Così curavano” di Daniel Meurois-Givaudan:

La saliva veniva usata regolarmente tanto dagli egizi quanto dagli esseni nei processi terapeutici, all’inizio di ogni seduta. Il terapeuta ne mescolava una piccola quantità con un po’ di terra che il malato prelevava nel luogo stesso in cui viveva.
Il miscuglio andava sistemato con dolcezza, come un’unzione, nella parte più alta della fronte, alla radice centrale dei capelli, oltre che sul punto del corpo che era sofferente, qualora lo si potesse localizzare con chiarezza. Se ne servivano localmente per creare un impatto, un’apertura.
La ragione era semplice: la saliva presenta una straordinaria concentrazione di prana. Buona parte dell’energia vitale di una persona è dunque focalizzata nella sua saliva, ed è una delle ragioni per cui gli innamorati provano il bisogno di baciarsi. Mescolare le energie fondamentali, anche soltanto a quel livello, rinforza il loro intero essere, stabilendo un ponte tra il sottile e il denso.
Mescolata a un po’ di terra, la saliva ne amplifica l’energia, la tonifica dal punto di vista vibratorio, aumentando così l’armonia che dovrebbe regnare fra la terra e il malato.
Il miscuglio di terra e saliva poteva provocare effetti davvero sorprendenti: di solito veniva spalmato sulla zona interessata seguendo dei lunghi e lenti movimenti di lemniscata (simbolo dell’infinito), un gesto moltiplicatore, un motore, un acceleratore diretto del ritmo circolatorio del prana; lo condensa.
Nell’insegnamento iniziatico di base dispensato dai sacerdoti, la lemniscata veniva descritta come una rappresentazione del motore cosmico del Grande Universo, costituito da due movimenti, uno di radunamento e l’altro di dispersione o dissolvimento. Un’inspirazione seguita da un’espirazione.
A modo suo, la lemniscata traduce il famoso principio alchemico “solve et coagula”, ossia sciogli e raduna.
L’impiego della saliva è diventato ovviamente una questione delicata, ai tempi nostri, soprattutto nella società occidentale: per ragioni igieniche la saliva viene immediatamente vista con sospetto, e di conseguenza, durante una cura, non la si può usare con la facilità di un tempo. Bisogna pensare che vada sistematicamente eliminata? Sarebbe davvero un peccato, perché le sue virtù sono incontestabili.
La soluzione starebbe forse nel chiedere l’accordo del malato, avendo il tempo di spiegargli il perché di questo metodo. Va da sé che un terapeuta, per poco che sappia di psicologia, saprà anche a chi potrà proporlo o no in seno alla terapia.
La regola d’oro è sempre quella di non suscitare né malessere né disagio, a meno che essi non facciano parte di un approccio globale basato sulla fiducia e sul libero consenso”.

Ecco, dunque, ancora una volta una “verità” che è stata completamente ribaltata da parte dell’Antisistema. Emerge sempre più chiaramente un contesto globale atto ad annichilire il potere individuale, insito nell’umano, di autoguarigione. Il mondo delle multinazionali del farmaco ha soppiantato il mondo a tuttotondo che ruotava attorno ad ogni individualità incarnata. Oggi, oramai, gli indottrinamenti sono penetrati talmente a tale profondità, che “vanno da soli”; la collettività s’è n’è fatta una ragione, pensa di avere capito, applica tali principi di allontanamento da se stessa.

Diciamo pure che la virtù sta sempre nel mezzo, per cui è logico pensare alla saliva ad un “mezzo” naturale prodotto dal costrutto fisico umano per provvedere in singola autonomia alla propria cura.

È molto importante l’affermazione di Givaudan relativa alla grande concentrazione di prana contenuta nella saliva, alla necessità di baciarsi degli innamorati, allo scambio energetico che si mette in atto durante l’atto del bacio: in quel momento si by passa completamente l’ostilità verso la saliva propria ed altrui, come se una o più barriere cadessero sotto all’azione dell’impulso feromonico e sessuale. In quei momenti si muta d’intensità, tutto è diversamente percepito.

Fantastico, poi, il riferimento alla lemniscata, ossia a quel procedimento “grafico” e funzionale, che descrive l’atto della creazione e del respiro universale, rappresentato in maniera frattale in ogni ambito dell’osservato: un motore! Ne avevo “parlato” in un vecchio articolo che è possibile leggere a questo link 

Le onde del mare descrivono proprio, a ben vedere, il simbolo dell’infinito.

In quel simbolo è racchiusa la chiave per capire e ottenere la libera energia del Cosmo; ne sono certo.

Un’ultima riflessione: nell’articolo relativo all'acqua ossigenata nelle orecchie per combattere l'influenza, è chiaramente emersa la verità insabbiata che i virus entrano nel corpo umano attraverso l’apparato uditivo, ma l’Antisistema ci racconta che, invece, occorre tenere sotto controllo le vie aeree come naso e bocca e tenere una perfetta igiene delle mani. Nessuna menzione alle orecchie; ricordo che negli anni 30/40 in Germania avevano chiaramente scoperto e dimostrato la correlazione tra influenza e virus/batteri che penetravano dalle orecchie. Scoperta che aveva portato poi all’utilizzo della “banale” e poco costosa acqua ossigenata per prevenire i sintomi dell’influenza. Oggi, di questa preziosa, acuta  e semplice scoperta non c’è più traccia, se non su alcuni blog e siti “coraggiosi”.  Penso che allontanare l’attenzione da questa verità, agganciata al passaggio dei virus dai condotti uditivi, completamente senza protezione, focalizzandola invece sui condotti relativi a bocca e naso, sia una gigantesca opera di allontanamento anche dal principio vitale e protettivo della saliva.

Infatti a causa di regole elementari di igiene, si dice, in questo modo la saliva viene colpevolizzata di essere una pericolosa fonte di impurità e rea di poter “ungere” le persone. Ricordiamo per esempio, parlando di AIDS, come sia ancora ritenuto pericoloso, dalla gente, il solo avvicinarsi e toccare un malato che soffre di quella malattia, inventata nei laboratori militari, o i casi, di qualche anno fa, relativi all’influenza aviaria, quando un paio di volatili morti trovati in un allevamento significavano una sistematica caccia all’unto da parte della collettività: non siamo molto distanti dalle bestialità medioevali.

Per concludere con questa attività di insabbiamento l’Antisistema, in un sol colpo, ha ottenuto almeno questi vantaggi:
  • disinteresse verso i condotti uditivi dai quali passano indisturbati i virus
  • demonizzazione della saliva come possibile causa di contagio ed altro
  • allontanamento dalle capacità insite nell’uomo di auto guarirsi e dal proprio “potere”
  • allontanamento dal concetto di prana
  • creazione di grandi interessi economici focalizzati verso l’industria del farmaco
  • ospedalizzazione della collettività e sua intossicazione ad opera di farmaci a base chimica
  • creazione di masse influenzali e business, che si rimbalzano da un continente all’altro senza fine di continuità
  • allontanamento da quei principi semplici e poco costosi a disposizione, come per esempio l’acqua ossigenata
  • autorizzazione conclamata di somministrazione di pseudo vaccini tossici anche nei bambini

Eccetera, eccetera, eccetera…