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giovedì 24 settembre 2026

Bagni Maria.


Sì; e “prezzi modici”.

Nell’AntiSistema (dove?) sei sempre a bagnomaria. In vacanza? Bè, non proprio. A meno che sottintendi di essere “vacante” (qua, così), “libero” come… svolazzare d’ape, di fiore in fiore. 

Un’ape è libera? 

Confondere lo spazio aperto e disponibile, per la libertà sostanziale è il solito luogo comune che ti ha ma “niente”. Anche un’ape è soggetta alle “regole assegnate a questa parte di…” Terra, nelle “terre promesse”. 

Terre r-assegnate a...

Sei, se vuoi, nelle “terre del bi-sogno”. Oppure, nel Far-West. Altresì, nella “terra di mezzo”. Nel perimetro “antartico” (d-El Signore degli Anelli), da cui non puoi proprio fuoriuscire. Nel “globo”, all’interno della s-quadratura del cerchio, che diventa un solido quadrato = El panopticon perfetto. Quale?

Quello che proprio x “te” (qua, così) o laggente non solo Smith, non esiste anche se c’è. 

Sei anche in “democrazya”. 

Pensa un po’ in quanti posti “diversi” sei contemporaneamente. O, meglio, “servi” in contemporanea. Non a caso, infatti, devi lavorare ma anche e-seguire un sacco di altre cose. No? 

Nel “piccolo”, c’è sempre anche il “grande” = il momento di è già successo che rimane ecodominante, venendo continuamente auto trascritto dalla Verità anche nel (qua, così). 

Come scultore e la relativa opera d’arte, a cui “manca solo la parola”. Peccato che se ci sei, bè… la Verità ti “parla” sempre. E anche se non ci sei = esisti e bon, la “verità” ti è continuamente prossima. 

Solo che, bah… “niente”. No? 


L’ultima parola è sempre la “tua”. Ergo, ecco perché fra le varie “cose”, sei proprio “te” (qua, così). Perché sei facilmente controllabile. Ed ecco il cortocircuito a cui ti sottopone SPS, chiedendo direttamente a “te” (qua, così) se è… vero. Vero? 

Dai retta alla... luna

Che cor-rispondi? A chi/cosa corrispondi? Perché fai sempre “corrispondenza”, anche se oramai insistono solamente sms, chat, e-mail, social, etc. C’è posta per “te”. 

Ma è un “richiamo all’ordine”. Quale? 

Quando la Verità viene scambiata, ad esempio, per “la tua anima”, probabilmente riesci ad auto concepire qualcosa di sostanziale. Ci sei?

Anima lo capisci? Sì, perché è fico. “Fa figo…”. No? 

Avere un’anima. Wow! Bello. Forte. Va sempre di moda, come tatuarti con ogni tipo di bozza che salta in mente, manco fossi un foglio sul quale scarabocchiare distrattamente. Uhm. Quando sei a bagnomaria, sei soprattutto in “te”. E se “sulla scena del delitto” sopravvivi proprio “te”, bè… significa che sei nell’AntiSistema, laddove “te” sei una “pistola fumante”.

“T’è capì? Pistola!...”. Taac!




Cosa è fico (qua, così)? Ignorare di essere nel (qua, così)? No. Quello è come “dato in omaggio”. D+:

è fico, crederti “diverso”. Da che? 

Diverso da come la realtà ti dipinge (qua, così). Essere “più forte”. Eh. Ma quando mai. Sì, è fico perché ti auto illudi, ma (ma) “niente” = finisce tutto “lì”, ogni volta. 

A livello (di) potenziale contemporaneo, però rimane assodato...

Ti puoi c®edere tutto quello che vuoi, però se sei nell’AntiSistema, vi sei “dentro” e basta. Senza “Fare…” nulla, rimani coi “tuoi bi-sogni in mano”, alias, con il classico cerino spento tra le dita. E sempre (qua, così). Dove sei continuamente pre-ceduto, pre-visto, preventivato, etc. 

Figo! Vero? 

L’oro (“Dio”) sono proprio “forti”. Eh sì. Nulla da ridire, così come non c’è nulla da ridere. Però, “devi pensare positivo”. Quindi, è fico persino aderire alla “chiesa di satana”. Perché no?

Del resto, ti piace fare il “ribelle”. 

“Sono un ribelle che fa shalalala…”.
Marco Giallini

Crazy! Oh-Yeah, Baby… No? Va di moda lo “inglese”. 

La parola inglese crazy (folle, pazzo) deriva dal verbo medio inglese craze, che significa fracassare o rompere, associato all'idea di una struttura o di una mente “crepata” e compromessa…
L'evoluzione storica.
Anni '70 del Cinquecento: significa malato o debole nel fisico (diseased, sickly)…
Anni '80 del Cinquecento: assume il senso di rotto, pieno di crepe o difetti (broken, cracked), riferito a oggetti materiali come il vetro o la ceramica (da cui l'inglese crazed)…
Anni '10 del Seicento: il significato si sposta gradualmente sulla mente, indicando uno stato di squilibrio mentale o demenza (deranged, demented)…
Anni '20 del Novecento: nello slang del jazz americano, il termine si rovescia in senso positivo per indicare qualcosa di esaltante, fantastico o “figo” (cool, exciting)…

Apposto proprio = ciaone!
Sei (qua, così) assolutamente... “compromesso...”.

El “Jazz”. Ok? Figo! Dai, fatti un altro tatuaggio, dato che hai ancora un cm quadrato libero sulla pelle. Tanto, “adesso, con il laser si possono anche togliere”. 

Amianto docet, però. 

Quindi, “darti del pazzo, del crazy” oramai è un complimento. Adoro! 

Sì, dipende dal come ti viene detto. Dipende dalla postura, dallo sguardo, dal tono della voce. E, soprattutto, dipende da chi te lo dice. Ad esempio, se sei dallo psichiatra, embè! Se te lo dice un “compagno di merende” è diverso. Lo puoi anche accettare. Anzi! Avercene...

“Prendi e porta a casa. Tiè!...”. 






Poi, lo puoi esporre sulla mensola, in camera da letto. O in cucina, così ogni volta che mangi, “te lo divori con gli occhi!”. Com’è potuto succedere tutto questo? 

Tutto questo, cosa?

Certo. Oramai SPS “parla da solo”. Ti sei accorto? Bè, SPS ti legge “dentro”. Sei come un libro aperto, infatti. Sei una chiesa sconsacrata (qua, così). Hai presente le rovine de Roma, disegnate dal Piranesi? Ecco. 

Questi sei “te”, nell’AntiSistema.
Mentre fai... scrolling. Attenzione che diventi cieco!

Ma, bada bene, questo non è l’AntiSistema che, a sua volta, alla faccia “tua”, è in uno stato di “splendore” = funziona perfettamente, “per come deve funzionare”, ovvero, non linearmente rispetto a tutto quello che ti viene da pensare e persino ri-pensare. 

Figo! No? 




Bella la demo-crazy-a. Trovi?

Ove, “uno” che diventa p-residente, può trasformarsi poi in tiranno, tanto… per un intero mandato nessuno lo può toccare. Pensa! Altro che impeachment de noantri. 

È la democrazya. 

Una strategia “bella e buona”, oppure molto, molto, fica. Peccato che ci sei dentro in toto, ma “che ci vuoi fare, così è la vita…”. E meno male che “devi pensare positivo”. Cioè, sei sempre in attesa di… “San Bartolomeo…” (qua, così). 

E, sì, “questo è ottimismo…”.

Gli algoritmi distruggono la democrazia?

Quale… democrazia? Vedi che è già successo. Cosa? “Niente”. No?

Il centro di ricerca della Commissione europea ha pubblicato un rapporto intitolato “la realtà frammentata”, in cui denuncia una crisi sistemica dello spazio informativo…
@evropar

Cioè, la “Uè!” denunzia, cosa/chi? Bè, se stessa, come minimo. Meglio: 

“se stessa”, essendo un golem. Ma, sì.

Gli autori hanno improvvisamente scoperto che gli algoritmi delle piattaforme non sono impostati sulla qualità delle informazioni, ma sul mantenimento dell'attenzione - e quindi promuovono intenzionalmente contenuti negativi, emotivi, conflittuali. Di conseguenza, i cittadini sono sempre meno in grado di concordare fatti comuni. Secondo il Edelman Trust Barometer 2026, in Germania, Francia, Paesi Bassi e Svezia solo il 25-30% delle persone legge occasionalmente fonti con una posizione politica diversa. Gli autori descrivono separatamente l'evoluzione della disinformazione: al posto della “menzogna specifica” è subentrato il “complesso industriale della fantasia”, un sistema in cui politici, media, influencer e utenti producono insieme versioni alternative della realtà. L'obiettivo non è più quello di convincere il lettore di qualcosa di specifico, ma di distruggere la possibilità stessa di un denominatore comune. 
Come si propone di risolvere la situazione?
Gli autori propongono tre livelli di soluzioni. A livello di contenuti - sostenere piattaforme alternative sul modello di Wikipedia, introdurre “pausa di consapevolezza” prima di ripubblicare e ampliare il finanziamento di sistemi di verifica indipendenti. 
A livello di modelli di business - introdurre un'imposta progressiva sulla pubblicità digitale, creando incentivi per passare dal modello “massimo coinvolgimento” a formati in abbonamento, oltre a dare agli utenti il diritto di scegliere l'algoritmo di presentazione dei contenuti. 
A livello di geopolitica - investire nella propria infrastruttura digitale dell'Ue, come piattaforme decentralizzate (FediVerse, Mastodon), potenze di cloud europee e modelli di IA propri.
Gli autori giungono alla conclusione che, finché Facebook, X e TikTok sono controllati da attori al di fuori della giurisdizione europea, nessuna legge europea sull'informazione potrà funzionare a pieno regime. E, appena lamentatisi della totale dipendenza dello spazio informativo dalle decisioni di determinati individui, propongono immediatamente la creazione di un qualche organismo di regolamentazione, ma all'interno delle strutture europee - cioè, invece di un recinto, costruirne un altro, ma più corretto.
@evropar

Fottuto sei (qua, così). Figo!

Te lo vedi “Dio”, mentre “manda il diluvio”, pensare contemporaneamente, “Ficata assoluta!...”. Mé!

Durante gli scavi nel villaggio di Hujut Rabua (vicino a Baghdad, nell'Iraq moderno), sono stati nuovamente trovati vasi di argilla sigillati con resina, con un tubo di rame e un nucleo di acciaio al loro interno. L'età del vaso è del II-III secolo a.C. Se si riempie il vaso di acido (aceto, vino), genera una corrente di circa 1,1-2 V. 
Presto, quindi, verrà scoperto anche un antico scooter elettrico, con il quale i Romani distrussero Cartagine. Ma cosa faranno poi con la scrittura cuneiforme e le tavolette di argilla?...
Ex-tratto dalla Rete Telegram

Lo “vedi”? In tutto questo, non sai più “cosa pensare”. È la tua capacità di andare Oltre, ad essere schermata, intercisa, tarpata, rivelata, etc. 

E, ad esempio ma causalmente, SPS diventa una delle tante fonti per la “disinformazione”. 

Anche se, “sai una cosa?”. 

Probabilmente lo è! Però, lo è in termini di marea AntiSistemica (tutto quello che insiste qua dentro è AntiSistemico). Cioè, il messaggio non il messaggero. La Verità che è anche Memoria I-Ambientale, si codifica in ogni situazione anche se (qua, così). Ergo, se SPS è AntiSistemico, non importa, dal momento in cui sei “te” che puoi “Fare…” la non differenza di potenziale. 

Sì ma “te” non lo “Fai…” mai, perché non sei f(Te). E allora? Ti basta essere “te” in procinto di…, per “Fare…”. 

Figurati quando ritornerai o sarai f(Te). Wow! 

Questo sì che è figo. Potresti volare? Certo. Anche gli asini volano. No? Le “regole assegnate a…”, non sono eterne, non sono divine, non sono tutto quello che pensi “te”. 

Ma lo possono essere se a “te” sconfinfera = se ne sei con-vinto. 

Quindi, “quelli che…” ti dicono che “dipende tutto da te”, bè… linearmente “servono” l’AntiSistema. Non linearmente, esprimono la “verità” ossia la Verità, ma solo se sostanzi il “dato”. 

In questo “dipende da te”. Ok?

Altrimenti, rimani a bagnomaria, ove… se lo fanno tutti, belli e brutti, ehm… “buona vacanza, vacante”.

“Una quota delle risorse generate dalle scommesse sportive, che si sviluppa direttamente sulla competizione calcistica, debba poter tornare anche a favore di chi quella competizione la organizza…”.
Il presidente della Lega Serie A

I miliardari chiedono più soldi. A chi? 

Chi… è l’ultima ruota del carro che, tuttavia, fa girare tutto quanto? “Siore e Siori, non siamo qui per vendere ma per regalare… Accorrete….”. Affrettati mentre sei affettato sul posto. 

Laddove anche i “comici” contribuiscono a friggerti il cervello.

“Mi è mancata tanto la famiglia... Era così forte la mancanza, che infattamente in questi anni me ne sono fatto un’altra!...”.
Cetto La Qualunque

“Guarda, qui sono arrivati ad arrestare un gentiluomo, un galantuomo, solo perché ha sparato a un vicino! E non è che si chiedono se questo vicino è un infame, è un caino...”.

Imprenditore

Caino. Ok? Fatti due conti… Assumi un po’ di “canoscenza…”. 

Tutta “roba buona”.

“Io sono stato a Rimini e a Riccione, e ho scoperto cosa muove una regione progredita come la Romagna: 'u pilu!...”.
Cetto La Qualunque

“Ah, bastasu... Ah, caino!...”.











 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4285
prospettivavita@gmail.com


mercoledì 13 agosto 2025

Colore stupore.


Generata (non creata) dall'IA

Quando? Ove sei... più stupitdo che perplesso.

Nel Bollettino di ieri s’è visto come qualcuno decide, ogni volta, il “colore dell’anno (o della stagione)”. È la… “moda”. E, soprattutto, laggente (che con-segue). 

Il “successo” di tale ferma imposizione ma “niente”, è dovuto a “te” che sei sempre disponibile online ad e-seguire ogni “comando”. Come? Quale comando? Bè, quello che – per l’ennesima volta – non esiste; c’è (analogamente a l’oro). Ove, per analoga-mente s’intende l’auto caratteristica frattale espansa o “magia” che anche in tale versione della Terra, imperversa funzionalmente. Del resto, qualsiasi cosa sia, chiunque sia, è (qua, così), nell’AntiSistema = nella negazione del Sistema o come dovrebbe essere, oppure l’utopia im-possibile (potenziale). 

Il potenziale che per forza di cose richiama proprio Te: l’appeso al chiodo, sulla parete. L’agnello sacrificale. Ciò da cui viene estrapolato, raffinato, prodotto e manifestato (qua, così), “te”. 

Te dice niente Jekyll & Hide. 

E lo “sdoppiamento di personalità”. E la sud-divisione della “mela di Platone”. E… il “divide et impera”. Niente? Sostanzialmente, infatti, sembra proprio niente, mentre altresì è “niente” = tutto. 




I colori son, dunque, essi stessi... sfumature (di qualcosa di unico, totale).

I colori, or dunque, cosa significano. Che sostanziano. Quale indicazione o, meglio, “indicazione” ti… ispirano. E, perché mai, all’arcobaleno i globalisti hanno levato un colore. Uhm. 

È un caso? Figurarsi. 

Con una “costola di Adamo” qualcuno fece “Eva”. Ergo, attraverso qualcosa, qualcuno. L’ad immagine e somiglianza, cosa (chi) indica essenzialmente.  

Iniziai a comprendere l'importanza del colore circa ventidue anni fa, quando intrapresi lo studio e la pratica dello yoga: a quell'epoca cominciai infatti a occuparmi di anatomia sottile e dei colori ad essa correlati, simili a un arcobaleno in costante mutamento. Ne rimasi affascinata e, in qualità di maestra di yoga, decisi di in-segnare ai miei allievi a visualizzare il colore, oltre che a praticare le varie posizioni, in modo da ottenere un effetto terapeutico maggiore. Iniziai contemporaneamente a interessarmi di riflessologia e imparai così che le piante dei piedi e le palme delle mani rappresentano l'immagine speculare del nostro corpo: in tali sedi terminano infatti i dieci canali energetici che percorrono interamente quest'ultimo…
Riflessologia e terapia del colore – Pauline Wills

Calligaris docet. 

Se stanzi in un locale tutto color… rosso, e desideri dormire, embè… No? Con il rosso, al limite, ci fai ben altro. Cosa richiama il rosso? Ergo, partendo da auto constatazioni individuali che padroneggi “sulla tua pelle”, puoi meglio comprendere, accorgerti e, in seguito, espandere questa conoscenza singolare un po’ a tutto quanto l’arco o meglio la sfera. 

Il corpo/mente sviluppa qualcosa simile ad essenza che, senza ombra di dubbio, può essere correlata ad un colore o ad un mix (assieme) colorato. Dunque, se riesci a vedere tale manifestazione esterna e sei al corrente del significato – agganciato alla personalità-atteggiamento della singolarità – avrai chiaramente davanti a Te una sorta di “impronta digitale” o specifica dell’individuo (o di te stesso), che lo (ti)... precede. 

Zamperini dichiarava che il corpo “emette” anche chakra esterni = manifesta qualcosa, come se fossero vibrisse animali o sensori “naturali”. Poi, “sei a conoscenza” del discorso col-legato alla “energia”. 

No? Cioè? 


Hai nozioni relative alla “anima”. Ovvero? 

E sei perfettamente conscio che il corpo elimina ogni “scoria” oramai ritenuta inutile. Ergo? Or bene, ciò che rilasci – guarda un po’ – “serve” ad altro/altri per, ad esempio, “concimare campi” che in seguito daranno “frutti” che, tuttavia, dovrai andare a comprare al super-mercato, in cambio di denaro nemmeno più frusciante (alla Paperon de’ Paperoni) ma… digitale = ? 

Cos’è (il) digitale. A chi ammonta. Chi lo ha deciso. 

L'informatica è senza movimento apparente. Eppure funziona.
Consuma...

Sei sempre “lì” ossia (qua, così). In balia delle “mode” che sono, poi, la moda (l’oro). SPS mette ordine nel divide et impera, spolverando questo “spettacolo”, lasciandolo lindo per quello che è: un unico impero, un’unica gerarchia, il Re e tutto il resto. 

Quale “colore” potrà mai avere l’imperivm. 

Tutti i colori del “mondo”. Quelli che meglio lo rappresentano. La fuzzy logica è l’araldica l’oro. Lo spezzettino o patchwork o mosaico o puzzle, etc. che tuttavia è una… sol, “cosa” = sempre l’oro, in qualsiasi salsa la metti questa versione del mondo AntiSistemico. 

“Strega comanda color…”. Ecco! 

Chi “comanda” (qua, così). Chi pilota? Il “verbo” indica meglio (sostanzia) l’intera situazione: pilota-Re. È il Re che pilota l’AntiSistema, ossia, “te” (qua, così). E chi è mai questo Re. Chi c’è. Chi decide. Chi è già successo e, dunque, continua a succede-re. 

Sei come in un incanto (qua, così). 

Sei, sia lo spettatore che l’attore. Ciò che rende sensato l’AntiSistema, altrimenti orfano del successo (scopo). In-somma, “servi” in toto, all’esse-Re (esserci). 

Di “te” o meglio, Te, non si butta mai via niente.
Nella totalità, è totale anche il servire!

Anche ciò che scarti ha “valore” x l’oro, essendo Te/“te” un laboratorio ambulante alchemico-chimico, sostanziale. Per questo a Te è già successa l’auto trasformazione in “te” = l’et, la coniugazione “aliena” che permette un po’ tutto quanto, l’oro, hanno in testa. 

La meta-fisica, ossia, l’altra “metà” della Fisica (quella rivelata) ti introduce in un “mondo superiore”, per siffatto motivo “bloccato, sbarrato”. Ma, d+… la “metafisica” indica un cammino fisico (tipico del “post mortem” egizio), una direzione di marcia com-portante l'Oltre, rispetto ad ogni “senso” (qua, così) acquisito e dato per scontato. 

Se Athon Veggi ha sostanziato che il tal Faraone “se ne è andato via vivo, con tutto il corpo...”, che colore ti viene da visualizzare? Che sapore ti rimane in bocca. Cosa senti a livello viscerale. Ecco…  

Il colore quando diventa calore, bè… “trasmette emozione” = ti coniuga, interconnette, emana direzionalità, (ti) ricorda, (ti) riporta, etc. etc. etc.

Questo tipo di “comunicazione” non ti dice proprio niente se… a “te” non dice “niente”. Però, come qualcuno che non comprende un altro idioma. Ok?

Come si esprime Bumblebee? Attraverso ogni canale della radio...

La Verità s’in-cide, comunque. E se non “capisci” e non “senti”, bah… tale incisione assume qualsiasi f-orma che può, comunque, sempre esserti utile, al fine di… ritorna-re, Te. 

È ovvio che l’oro pilotano anche la Verità, dal momento che per auto manutenerti informato, diventa “verità”. E la “verità”, si sa… s’esprime in ogni modo, in tal modo. Risultato? 

Anche la Verità è im-piegata (qua, così), pur rimanendo sempre, costantemente, coerentemente, la Verità = ciò che è già successo, memoria, “dato”, etc. etc. etc. 

Che colore ha/è la Verità? 

Tutti ma, soprattutto, quello che più “ti dice qualcosa”. In tal modo, ci sei sempre vicino. E, di conseguenza, la Verità ti è sempre prossima, nonostante “tutto” e persino “te”. 

L’arcobaleno senza un colore? 

Bè…, è come se ti avessero levato una “costola”. Nessuno fa niente x “niente” (qua, così). Tutto ha un senso, non visto che l’oro hanno uno scopo. 

Tutto con-segue; “te” segui. 

L’oro eseguono per indiretta persona, wireless, da remoto, non localmente, non linearmente, non esistendo; essendoci. 

“Il colore è un dono innato, ma l'apprezzamento del valore è semplicemente un allenamento dell'occhio che tutti dovrebbero essere in grado di acquisire…” 
John Singer Sargent



 
 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4010
prospettivavita@gmail.com


martedì 12 agosto 2025

In tondo, dentro, attorno al futuro crepuscolare.


Ah; passare dal caravanserraglio del “posto fisso” al nomadismo del “precariato”; che meraviglia. Com’era? Le comunità “primitive” passarono dall’essere erranti allo stanziarsi. Uhm. Proprio il contrario. Com’è? La “moda” è qualcosa che qualcuno (ti) ri-propone ciclicamente, passando per l’intero arco dello “arcobaleno (ora, orfano di un colore)”. 

Quest’anno che colore “va di moda”?

Proprio come si evince dal colore dell'anno che Wgsn ha scelto per il 2025: Future Dusk. Si tratta di una tonalità scura e profonda, lunatica e intrigante, che si colloca tra il blu scuro e il viola e si rifà ai temi del mistero e dell'evasione…
Worth Global Style Network, è un'azienda specializzata nel trend forecasting, ovvero nell'analisi e previsione delle tendenze di mercato, in particolare nel settore della moda, del design, della bellezza e del lifestyle…

Dunque:

Wgsn ha scelto per il 2025… Future Dusk…
ma
Wgsn… è un'azienda specializzata… nell'analisi e previsione delle tendenze di mercato…

Chi fa “analisi e previsione delle tendenze di mercato…” come può “scegliere” il colore 2025. Come se fosse laggente a determinarlo, tra le righe; però, dipendendo in toto da ciò che viene “proposto al mercato dal… mercato”. 

Sì, Wgsn analizza le tendenze che le aziende impongono al “mercato”.
Ok. 

Non è laggente che, al solito, con-segue. Vedi che ti hanno talmente con-fuso che “niente”. Cosa? Cosa, “cosa?”. No? Esiste ma non c’è il “mercato”. Non esiste ma c’è il… mercato (l’oro). Dove? Bè, (qua, così). Ovvero, ancora una volta “niente, nessuno, da nessuna parte, etc. etc. etc.”. 

“Niente. Non facciamo niente. Non siamo neanche in giro…”.
Alla ricerca (sì, e quando lo ritrovi) di Nemo

“Zitto e nuota, nuota e nuota; zitto e nuota… e nuota e nuota…”.
Dory

Silenzio: si gira. Darwin docet.

Quindi, “giri sul posto”, non importa se… fisso o mobile (“fluido”). In un film di animazione “girato al contrario” si sente dire, “lui segue il flusso, è flussevole…”. Ecco. Qualcosa che, però, ha due sensi in uno:

lui è flussevole… = chi segue il “pifferaio magico”
lui è flussevole… = chi esegue; il “pifferaio magico”, cioè “lui è il flusso”.

Visitatore Utente

Nelle “non solo parole” vige il significato = ciò che è, non importa se a “te” sembra ben altro. Ossia, la sede sia di chi decide, sia della Verità. Ciò che ad esempio Andreotti si è “portato nella tomba” per sua stessa ammissione. 

Un “vampiro”, quando inscena la propria morte, che “Fa…”? 

Ti fa c®edere che è morto. Notizie sui giornali ed in Tv, funerale, belle parole, etc. Ma, nella “commozione generale”, uhm… egli “si rifà una nuova vita”, oppure “ritorna da dove è venuto”. 

Fantascienza? Assolutamente no: sostanza. 


L’industria dell’intrattenimento continua a sfornare “storie” di individui dotati di “poteri”. Questo, significa (al di là di ciò che deve sembrarti, ogni volta). 

Questa è la Verità. Quale? 

Va da sé che (qua, così) qualcuno ha potere; il potere di decidere financo per tutti. Il potere di rifilarti il “tuo” destino = il proprio scopo. Ciò che nel Modello Utility funziona come Cavallo di Troia, ergo, che ti sembra sempre “una figata”. Anche se nella sostanza non hai più alternativa sostanziale e, infatti, scegli sempre fra…, non decidendo mai alcunché. Libero arbitrio, karma, fato, etc. sono tutti derivati, nonostante incorporano sempre la Verità. Un po’ come la “privacy” e la “democrazia”. 

Si può cogliere questo aspetto di fondo:
la “polvere magica” vista in Trilli (ciò che fa “volare”)
assomiglia (indica) al mix tra “ciò che ti sembra o sai” e la Verità (che “mette le ali ai piedi”). 

La “polvere” di/in Queste oscure materie. No? Il “cenere sei e cenere ritorni”. Ciò che ti compone e ti tiene “assieme” è simile al Transformio. Qualcosa che può essere “ri-animato”. Da… chi/cosa? Bè, da… quando ne sei il “pilota”. La grande concentrazione di massa. Il Re (Te). 

Oppure, l’oro.

“In direzione ostinata e contraria…”.
Fabrizio De André

Uhm. 

Se hai sempre fatto le cose in un certo modo e non hanno mai funzionato, è il momento di cambiare. La ripetizione di azioni fallimentari senza modificare l'approccio porta inevitabilmente agli stessi risultati negativi. Per ottenere qualcosa di diverso, bisogna sperimentare nuove strategie e approcci...

Un “famoso” che fa. Raggiunge la “isola dei famosi” e, poi, vi soggiorna (da Re). Nulla a che vedere con il famoso programma Tv, ove sull’isola si sopravvive, di certo, alimentando qualcosa di non direttamente misurabile, non visto che è non lineare. 

Il “programma” stesso lo testimonia. L'audience.

Con la “produzione” alle spalle. E i “soci” che non esistono (sull’isola) anche se ci sono (comodamente altrove). Pro-cedere “in direzione ostinata e contraria…” nell’AntiSistema com-porta “guai a non finire”. Poiché la “cosa” non è strutturata = è il frutto di una “moda”, anche se chi è in prima linea è con-vinto del contrario. 

Ogni volta che scoppia una guerra, si manifestano i “volontari” e i “mercenari”, oltre ai “soldati”. Tutti as-soldati, ovviamente.

Ogni volta che lasci o ti cadono delle briciole sul pavimento, si manifestano le formiche. No?

Re-azione: azione e Re-azione. Tutto lì? 

Per carità: è solo il ripetersi di qualcosa (di un e-vento o “momento”) che è già successo, ma… non esiste; c’è. Ergo, la ragione fondamentale è sempre “a monte” sia della causa che dell’ovvio effetto. 

Gli “stati fondamentali” sono tre. 

Anche se è uno a decidere per tutti, a… contare, mentre il “prossimo” conta pecore e guai a profusione. Laddove, un “guaio” è sempre tale, soprattutto quando non ti sembra affatto. 
Contrario = ostile (la “vita”, quando sopravvivenza, è un cammino ad ostacoli, letale). Mentre, se sei “contrario”, embè… sei come una pistola caricata a salve = un “pistola”! 

Sei o diventi come un… ventilatore da 14 euro, con le pale che si girano indietro (flettono) sotto al peso dell’umidità (afa). 

Provare per c®edere. 


Quando questo “ventilatore” diventa assolutamente necessario, bah! Te lo puoi mettere anche a due centimetri ma… “non sentirai nulla”. Proprio come la “inflazione”, che agisce sui prezzi, su tutto… Come una marea oscura o, meglio Future Dusk:

una tonalità scura e profonda, lunatica e intrigante, che si colloca tra il blu scuro e il viola e si rifà ai temi del mistero e dell'evasione…

Ci sei? Tutto (ri)torna. Tutto è uno = l’oro o “Dio”, da/in cui “tutti per uno e uno per tutti…”. 

In-Oltre, tutto è Verità. 

Ecco i due caposaldi che nell’AntiSistema non mancano mai: l’oro e la Verità. Con Te, l’appeso al chiodo, che emana “te” (qua, così): 

la sostanza o materia oscura che “serve” per tenere assieme l’intero “spettacolo”. 

Ecco perché “te” vali. Figurati Te, or dunque. 

Il potenziale è insito, “dentro”: per questo motivo “non si vede”. Anche se c’è. Come puoi “vedere”, la regola è come la morale: sempre la stessa.

Quindi, l’unico aspetto su cui puoi sempre contare è la Verità! 

E Te, anche sei attualmente sei in-dimostrabile (potenziale). Ciò che puoi “evocare”, allora, non è né “Dio” né il “Diavolo”, bensì… assolutamente Te. 

Rifatti il trucco, hombre! 

Altrimenti, la rivelazione continua ad averti ma “niente” (qua, così). Gli altri son sempre l’oro.

The Others (Los Otros)…
Nella casa adesso ci sono alcuni intrusi, i vivi…
Link

Chi si considera vivo, seppure sopravvive, è “vivo” o, meglio, esiste ma non c’è, a differenza l’oro.





Non solo = sullo stesso posto, s’intersecano + “dimensioni”. Ergo? Sempre quel “cappello” che se lo indossi vai Oltre, altresì, rimani in loco. Sostanza. Il dispositivo a cappello altro non è che Te quando sei Te, in Te, per Te, con Te. Quando ci sei, sei totale, sei ad angolo giro, un doppio/contiguo arco a tutto sesto, etc. etc. etc. 


“L’uomo è indispensabile al compimento della creazione; anzi egli è addirittura il secondo creatore del mondo, colui che solo ha dato al mondo un'esistenza obiettiva, senza la quale esso, non sentito, non visto, silenziosamente nutrendosi, dando nascita e morte, facendo muovere teste per centinaia di milioni di anni, sarebbe precipitato nella profondissima notte del non essere, verso una fine indistinta. La coscienza umana ha creato l'esistenza obiettiva e il significato, e così l'uomo ha trovato il suo posto indispensabile nel grande processo dell'essere”.
Carl Gustav Jung

Come puoi, forse, vedere… “te” (qua, così) “servi”, essendo il “secondo c-reat(t)ore”. Dunque, chi è il primo? Dio, che è “Dio”? Uhm. Sei stato creato, dunque… in assenza dell’accorgersi sostanziale, rimani quel “pezzo di legno” intagliato che oc-corre come carburante per il moto-re (l’oro):
lo “mondo”
ciò (chi)… che
senza lo “uomo asservito”
non sentito, non visto, silenziosamente nutrendosi, dando nascita e morte, facendo muovere teste per centinaia di milioni di anni, sarebbe precipitato nella profondissima notte del non essere, verso una fine indistinta…

(Ti) trovi? 

L’oblio dell’AntiSistema rende l’oro vacui, inutili, inabili, etc. come spettri o timore infondato o paura padroneggiata.
Qualcosa che hai sempre “nelle corde”, se agganci Te, seppure “te” (qua, così). V’è in ogni inizio, l’intero percorso della Verità: partire è (già) ri-uscire, se ci sei. Certo, perché hai (già) deciso, finalmente. Altro che queste balle, assolutamente da sostanziare alla tua luce (Te, la Verità):

Il detto “partire è un po' morire” significa che ogni partenza, ogni separazione da un luogo, da persone care, o da situazioni familiari, comporta una perdita, un cambiamento, un distacco che può essere paragonato a una piccola morte. Non si tratta di una morte fisica, ovviamente, ma di una morte simbolica, della fine di una fase della vita e dell'inizio di una nuova, con tutto ciò che questo comporta in termini di cambiamento, di perdita di certezze e di adattamento al nuovo…

Non lasciarti continuamente auto ingannare.
Quando decidi, bè... No?

Nella sostanza, la “morte simbolica” è la tua rinascita, l’accorgerti essenzialmente. Il ritornare a “contare”. Mentre, tutto quello che ti sembra di perdere, lo “perdi” = se perdi zavorra, resti più leggero. 

Vai + “lontano”. 

 Ma, se questo ti sembra “rimanere al verde”, bè… frena e “buon” Future Dusk.






 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4009
prospettivavita@gmail.com