mercoledì 16 novembre 2016

Il compassato futuro compresente.



Proust ascolta i suoni che provengono dal passato, Benjamin quelli che anticipano un futuro che intanto è divenuto esso stesso passato.
A differenza di Proust, Benjamin non vuole liberarsi della temporalità, non vuole contemplare le cose nella loro essenza astorica, ma mira ad una esperienza e ad una conoscenza storiche; è però respinto nel passato, in un passato, tuttavia, che non è concluso, ma è aperto e promette un futuro.
Il tempo verbale di Benjamin non è il passato prossimo, ma il futuro anteriore in tutta la sua paradossalità:
di essere un futuro e tuttavia anche un passato
Speranza nel passato. Su Walter Benjamin - Peter Szondi
Essere un futuro e tuttavia anche un passato…” = quel “tuttavia” è un “allo stesso tempo (contemporaneamente)”. 
Ciò significa che il tempo è come un indice o, meglio, dalla prospettiva dominante… il rendere eterno un punto di/nel passato, che serve da riferimento unico, globale, collettivo (nella misura in cui diventa una cieca imposizione, senza apparente genitorialità), al fine di ancorare ogni altro possibile punto di presente (futuro) all'unico “filo del discorso”, che sembra – “qua, così” – possibile scegliere di percorrere.
Hai presente quando leggi un libro (cartaceo) e, ad un certo punto, pieghi un lembo di pagina a mo’ di “segnalibro”? Ecco…
Da un punto di (mai autenticamente) passato (è già successo), la dominante “piega” tutto alla propria intenzione che, di più, è la facoltà concessa alla grande concentrazione di massa, di poter – in delegazione frattale espansa – interagire (passare ordini di comando) con il sistema operativo frattale espanso:
l’autentico “pennino” in grado di descrivere (manifestare, arredare, governare) la realtà manifesta, secondo l’interpretazione che ne fa, la dominante (“qua, così”)
oppure
quella parte che riassume in sé gli “attributi” per divenire il “pilota”.
Da “lì”, immaginare che la realtà manifesta possa, anche, essere giusta ad angolo giro “lato tuo/umanità, centrale”, In Comunione… diventa pressoché impossibile. Almeno, sino a quando “vive e regna, nei secoli dei secoli” una visione dominante, di stampo “legge della giungla” o “Modello Far West”.
SPS (Io) ho espanso (ricordato), altresì, la possibilità potenziale di poter incarnare sempre (parte per parte) la caratteristica appena poco sopra esposta:
il “lato tuo/umanità, centrale”
con la giustizia ad angolo giro
In Comunione.
Questo può succedere (succede) quando l’essere umano 1) smette di avere paura, timore del futuro e 2) la dominante viene meno (in quanto, essa è una fonte continua di virale compresenza, immanifesta, di tipo inerente al caratterizzare con la “malattia” il genere umano, in toto.
Alias:
quando ricordi chi/cosa già sei, anche ora, nel “qua, così”.

Qualcosa che 1) non sai come fare, 2) non sai da dove iniziare, 3) non sai più niente, 4) non lo credi nemmeno possibile, 5) non pensi che possa essere così “semplice”, 6) non ti sembra possibile, etc. proprio perché è la compresenza immanifesta, stessa, della dominante a condizionare il “tuo” cammino, orientandoti in maniera tale che sia te stess3 ad illuderti di scegliere in assoluta libertà.
Se togli dai “tuoi” dubbi la particella “non”, improvvisamente scopri (ti rendi conto) che “tutto cambia di polarità”.
E, anche se non ti sembra – sostanzialmente – cambiare niente, invece cambia potenzialmente tutto.
Tempo al tempo (ovvio), però.
“Qua, così” c’è come una sorta di “ritardo”:
il tempo. 
Qualcosa di assolutamente strategic3, da ogni prospettiva sufficientemente “accorta (consapevole, auto ricordante)”.


Tutto quello che ti dicono “qua, così”?
È falso (tendenzioso).
Nella corrente, la corrente.
E tutto questo scorrere è quell'apparire, quel “ti sembra che…”, nel quale “sei” ma non sei. Da “lì”, tutte le analogie relative al “dormire, sognare (o avere un incubo), risvegliarsi, etc.”. Ok?
Se ti sembra impossibile ma, comunque, “senti che è potenziale (un bel ‘perché, no’?)”… allora, getta le basi per un simile germogliare.
Immagina, quando in pieno inverno ti sembra che la natura sia solo che “morta”. Come potresti pensare che, invece, da lì a pochi mesi arriverà la primavera e, con sé, la natura ritornerà a sbocciare?
Lo devi sapere.
Lo devi ricordare (di più).
Nella ciclicità c’è anche il promemoria
Allo stesso tempo, nella ciclicità la ciclicità (il loop della schiavitù sostanziale).
Qualcosa che si è come annodato in/su se stesso.
In realtà, l’effetto collaterale (azione e reazione) alla ragione fondamentale dominante. Ma, anche (e soprattutto “lato tuo/umanità, centrale”)… memoria frattale espansa, che è ovunque ed utilizza tutto, in qualsiasi “salsa”, in maniera da caratterizzare e riportare l’informazione neutra, neutrale, originale… relativa a ciò che ti “è già successo ‘qua così’”.
Un formidabile “memo”. Nonché, una potenziale “sveglia”. 
Ossia, il potenziale allo stato puro, inalterato, inviolabile, sacro profano sacro
Essere un futuro e tuttavia anche un passato…” passando per l’ago e filo del compresente, presente:
il motore di composizione/decomposizione
dipende dal come lo “utilizzi”
dalle parti in “gioco/giogo”
alias
dalla consapevolezza una e trina.
Passa attraverso a tutto, poiché tutto è, sopra a tutto, una simbologia vivente, relativa a ciò che “è già successo” e a ciò che hai “già dimenticato ‘qua così’”.



Ad esempio.
È fuori da ogni questione (dubbio) che la compresenza di “virus”, all'interno di macchine informatiche, avanzate, come gli smartphone e i computer… sia solo ed esclusivamente un “malessere originante da uno stato dominante di malaffare”.
Perché, in assenza di una simile “regia”, i dispositivi creati non potrebbero subire una tale “invasione, di parte”. Ok?
Oppure, credi che le macchine si possano “ammalare (prendere un virus)”? Suvvia.
È un “giogo forza”. Che altro? 
C’è un solo “altro” che regge il confronto con quanto appena riportato. E cioè, che:
tutto questo sia una simbologia (frattale espansa)
una memoria
relativa proprio allo stato nel quale, “ora”, sei tu “qua, così”.
Ossia?
Che tu (l’umanità intera) sei preda di qualcosa (il “virus” è un organismo trasversale ad ogni “reame”) che “ti ha (già posseduto, caratterizzato)”.
Quindi, che la realtà manifesta è predominio di una componente umana (a Filtro di Semplificazione attivo), che coabita con te ma da una prospettiva diversa, altra e certamente prioritaria/proprietaria (nella fattispecie, nel vertice distaccato della forma piramidale che, anche da sola, ti dice già tutto).
Andando oltre (avanti), puoi evincere anche da te il come è possibile rendere ed auto mantenere sostenibile, un simile status quo “qua, così”. Lo puoi comprendere attraverso un altro esempio frattale espanso:
in un epoca (“era”) moderna, come quella “sempre attuale (dalla prospettiva interna)”
non è più ammissibile, perlomeno in “occidente”
che le persone venganoregolateda modelli guerrafondai, ormai, superati e di vecchio stampo (che sono serviti, e potrebbero sempre e comunque ritornare “buoni”, in un’altra fase del tempo)
ergo
è stata concepita una infrastruttura, sempre più totale ed avvolgente, come la città ed il convivere socialmente, “regolati” dal modello del denaro/lavoro, stress e… malattia, pensione e futuro, etc.
da cui deriva la condizione di “medicina”, di cura, alimentazione "sana", benessere, serenità, famiglia, futuro, etc.
ossia
le persone vengono consumate, allo stesso modo del come “le persone consumano”, dentro a qualcosa che è gerarchico (pesce grande mangia pesce piccolo).
Non ti possono più uccidere, coinvolgendoti in una azione/scenario di guerra? Non importa, perché la guerra è diventata (fusa) proprio il vivere socialmente la “tua” vita.






E, in un simile stato perenne di tensioni, sviluppi tutto quello che la guerra genererebbe in te, in pochissimo tempo (ed in una maniera, perlomeno, comprensibile immediatamente). 
Sviluppi tutto questo “malessere” nel tempo necessario, prima, a farti lavorare e, così, a “renderti utile” per la causa inconscia dominante.
Pensando al “futuro”, non pensi ad altro che alla pensione. Ma… quale tipo di futuro è, mai, questo?
È un passato mai passato del tutto.
Un sempreverde compresente, proiettato su un futuro che è, ancora una volta, lo stesso tipo di passato… reso intergenerazionale nel tempo convenzionale “qua, così”.
Il “virus” che è sempre presente, in ogni tipo di ambito… ti “parla” della compresenza immanifesta dominante:
della ragione fondamentale
sia della causa che dell’effetto.
Una macchina non avrebbe nessun “virus”, se tu non fossi in una situazione virale. Ok?
Infatti, in uno “Shuttle” – controllato capillarmente – hai mai sentito parlare di “virus Informatici”?
Se tu hai il controllo del processo, non può essere previsto nessun tipo di “virus”. Quando succede, è perché “hai già perso il controllo”
Il “virus informatico” ti parla sempre molto chiaro, a livello frattale espanso:
solo che per comprenderlo e decodificarlo ad hoc, essendo un segnale di tipo auto informativo, per te (memoria frattale espansa)
necessiti di perlomeno “un punto fermo (fisso) di/in te”
il “lato tuo/umanità, centrale”, etc. etc. etc.
Da “lì”, infatti, puoi meglio triangolare l’informazione ricevuta in quanto sovrimpressione (codifica) ambientale, globale, comunque e quantunque.
Altrimenti, essa scorre viarimanendo sempre “lì” – unitamente alla corrente AntiSistemica, in attesa perenne, proprio, di te, della tua attenzione, del tuo rammentarla, etc.
Come puoi accorgerti se non ricordi
Accidenti:
sentendo”. No?
Qualcosa che per la “tua” mentalità da “metodo scientifico deviato”… non riesci proprio a sviluppare/espandere e “lasciarti così andare”.

Tu funzioni in maniera molto più variegata, rispetto a quanto la scienza deviata ti annuncia, ogni giorno.
Qualcosa che, comunque, ti puoi accorgere ugualmente… variando la prospettiva “lato tuo/umanità, centrale”.
Tutto cambia, assumendo una nuova posizione/configurazione.
Tutto riacquista un valore simbolico, sostanziale, differente dallo stato convenzionale, usuale, ciclico a mo’ di “gabbia trasparente”.
Cosa significa “vivere meglio”? Significa, per te,  forse… questo?
I Paesi in cui si vive meglio.
Dove sono i ricchi nel mondo?
Risponde la settima edizione di "Allianz Global Wealth Report", il rapporto sulla ricchezza finanziaria dei privati, che analizza asset e indebitamento delle famiglie, escluse le proprietà immobiliari, in più di 50 Paesi del mondo.
Nel 2015 le attività finanziarie globali sono cresciute del 4,9 per cento, appena di poco sopra il tasso di crescita dell'attività economica. L'Italia è quindicesima nella classifica globale degli asset finanziari netti pro capite…
Negli Stati Uniti il patrimonio pro capite netto è di 160mila e 950 euro
Link 
Domanda (retorica):
se (se) “negli Stati Uniti il patrimonio pro capite netto è di 160mila e 950 euro…” significa che tutti (tutti) godono di una simile caratteristica?
Assolutamente, no. Nevvero?
La democratica patria del “sogno americano”, è il simbolo dell’ingiustizia globale che, essi stessi, hanno disseminato nel mondo “ad immagine e somiglianza” della dominante.
Gli Usa “fanno della media di Trilussa, un autentico caposaldo”, ma… sei tu che non te ne rendi conto, che non fai tua una consapevolezza altra, che consegui dipendendo auto convint3 di/che…
Trump intende “cacciare via tre milioni di ‘manodopera’ necessaria, solo perché ‘clandestina’”?
Suvvia.
I Media hanno sempre necessità di scrivere.
Non a caso, sono un megafono del potere. Quale indipendenza? Quale libertà? Quale autonomia? Quale… prospettiva? Quale scelta? Quale intenzione?
Sempre quella


“Qua, così” devi lavorare tutta una vita, per poter ambire ad un tuo “diritto”
la pensione. 
Qualcosa che ottieni attraverso un altro “tuo” diritto:
il lavoro.
Lavoro che “non c’è”? No. Lavoro che “se propri intendi trovarlo, lo ritrovi sempre”. Ergo:
l’auto schiavitù è servita a tavola, usualmente.

Infatti, rendendo “scarsa, una 'risorsa'”, la stessa acquista “magicamente (causalmente)valore (rilievo)”. 
E, in una forma piramidale, la strategia “paga sempre”, dalla prospettiva del vertice distaccato, che si assicura proprio quella sorta di “attenzione generale, individuo per individuo”, che auto mantiene la “tensione” al livello giusto, per 1) utilizzare, mentre 2) le parti si auto consumano e, così, 3) necessitano di una sostituzione (come nel più che "perfetto" modello di obsolescenza programmata, che è sempre una risposta frattale espansa del tuo trattamento “qua, così”).
La “pensione” è la tua meta? Il tuo obiettivo?
Pensioni, Poletti: circa 100mila persone all'anno useranno Ape.
"Considerando tutte le tipologie di intervento, abbiamo calcolato che potranno utilizzarle circa 100mila persone all'anno".
Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti parlando delle norme che regolano l'Anticipo pensionistico (Ape)…
Poletti ha ricordato che chi sceglie l'Ape ha comunque 30 giorni di tempo per ripensarci.
Link 
Pensioni, Palazzo Chigi: l'Ape costerà un quinto futuro assegno.
È quanto si evince dalle slide della legge di bilancio relative agli interventi sulla previdenza, pubblicate sul sito della presidenza del consiglio e curate dal team economico di Palazzo Chigi coordinato dal sottosegretario Tommaso Nannicini.
L'intero pacchetto previdenza vale 6,8 miliardi di euro nel triennio 2017-2019 (24,3 mld fino al 2026).
Le rate per l'Ape volontaria potranno variare tra il 2% e il 5,5% per ogni anno di anticipo secondo la percentuale dell'assegno chiesto.
Se l'anticipo è massimo (3 anni e 7 mesi rispetto al requisito di vecchiaia) si dovrà rinunciare a un quinto della futura pensione, il 20%, per la rata ventennale da restituire, sui cui graveranno anche gli interessi bancari e il premio assicurativo.
Le tabelle del team di Nannicini analizzano gli effetti delle norme per diversi casi. Per esempio, chi chiederà un anticipo dell'85% vedrà il suo assegno pensionistico futuro tagliato del 4,6-4,7% l'anno
Link 
si dovrà rinunciare a.. (come al solito “qua, così”)
sui cui graveranno anche gli interessi bancari e il premio assicurativo (ecco qua il consueto “giogo” o interesse sottodominante. Le parti interessate a… sono sempre le stesse).


Che cosa "ti bevi" usualmente, "qua, così"?
Integratori e bevande energetiche: non sempre sono di aiuto.
Tutti li abbiamo provati:
bibite colorate dal gusto fruttato, integratori vitaminici che promettevano di aiutarci negli allenamenti quotidiani, combattendo in primo luogo la disidratazione.
Ma siamo sicuri facciano davvero bene?...
Purtroppo, ormai è assodato, la ricerca scientifica può essere fortemente influenzata dall'industria alimentare
Il problema della disidratazione, è un mito nato negli anni ’70:
è in questo periodo che vediamo la nascita dei primi sports drink…
È in questo periodo che vede la nascita uno degli sports drink più famosi al mondo. Il Coach dei Florida Gators aveva bisogno di una bevanda che aiutasse i suoi ragazzi a reidratarsi al meglio nelle giornate più calde. Un team di ricercatori si mise subito al lavoro e quando i Florida Gators vinsero il titolo, i meriti vennero dati ovviamente alla bevanda
La verità però è che non vi fu nessuna evidenza scientifica del legame tra la bevanda energizzante e il successo della squadra. Al punto che nemmeno i test effettuati su un esiguo campione di 10 giocatori può dirsi scientifico…
Con l’istituzione della Maratona di New York, nacque una nuova generazione di maratoneti, figli del mercato degli sports drink venduti come ultima frontiera dell’idratazione. Un mercato nuovo e pronto per essere aggredito
Negli ultimi anni il tema degli sports drink è stato a lungo dibattuto. Nel 2011 l’Efsa ha pubblicato un’opinione scientifica nella quale venivano messe in luce le proprietà idratanti delle bevande. Proprietà che però, precisa Albert Flynn, capo del comitato, riguardano solo atleti che si sottopongono a lunghi allenamenti, non chi va in palestra qualche volta a settimana
Per tutti loro, i corridori della domenica, basta e avanza una bella bottiglietta d’acqua
Link 
Ormai è assodato, la ricerca scientifica può essere fortemente influenzata dall'industria alimentare (è “assodato”). Ok?
Lo “schema” è sempre lo stesso (virale).
Gli alimenti da non mangiare secondo l'Oms.
Scegliere i cibi che mangiamo è molto importante per la nostra salute, così come ci sono alcuni alimenti essenziali, ci sono altri che non si dovrebbero mai mangiare.
In questa galleria presentiamo i 10 cibi che possono causare, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i maggiori problemi di salute.
Sarete sorpresi di vedere che molti sono normalmente raccomandati per perdere peso, mentre in realtà sono altamente pericolosi per l’organismo…
Carni lavorate.
Mangiare 50 grammi al giorno di carni lavorate come pancetta o salsicce, aumenta del 18% le probabilità di cancro al colon, secondo l’Oms.
Questo a causa delle sostanze chimiche utilizzate nella sua fabbricazione
Link 
Quindi, l’Oms vigila sulla “tua sicurezza”?
No. Questo “lo sembra”, solamente… 
Perché, invece, autorizza tutto un “parco di scelte (possibili)”, che immediatamente fungono da “vasodilatatori” della pressione dominante, attraverso quella sottodominante.
Le persone devono ammalarsi sempre di più, per poter contare sullo sviluppo della “medicina e della farmaceutica”.
Qualcosa che serve per controllare la popolazione e per mantenere stabile la relativa pressurizzazione sociale, ivi contenuta e regolata... attraverso il lavoro, la pensione, il diritto (una forma di giustizia relativa a…), ad esempio.
Non ti possono più uccidere in guerra. Per cui, ti uccidono in “pace”. Ma dopo averti sfruttato ben bene...
Il modello pensionistico deve rimanere “sostenibile”, per cui – ad un certo punto – le persone non possono usufruirne per molto tempo, dopo essere andate in pensione. E, anche se la vita media dura di più, questo non significa che prima tu vivessi di meno:
in precedenza
non ricordi, infatti
nemmeno cosa è” già successo”.
Ed il confronto lo fai tra “l’era primitiva (qualsiasi tipo di passato storico deviato)” e l’oggi (che appare sempre meglio, rispetto a...).
Un confronto cieco, impari, artificiale… proprio come la media di Trilussa, ad esempio.

Anche la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica ritiene che un'alimentazione per essere sana, soprattutto nei bambini, debba essere obbligatoriamente equilibrata e variata, come avviene ad esempio nella corretta applicazione dei principi della Dieta Mediterranea.
"In quest'ottica, il ruolo delle carni non va né sottovalutato, né al contrario sopravvalutato:
l'uomo è da molte decine di migliaia di anni, un animale onnivoro, nella cui dieta, dunque, è opportuno siano rappresentate tutte le classi di alimenti", ha spiegato Andrea Vania, Componente direttivo Sinupe e Dirigente di I livello e Responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica del Dipartimento di Pediatria dell'Università La Sapienza di Roma.
La Società di Nutrizione Pediatrica ritiene quindi che "le carni, bianche, rosse, trasformate, mantengano la loro validità nell'alimentazione in tutto l'arco dell'età pediatrica.
L'accortezza che è necessario mantenere, in particolare nel bambino e ancor più quando è piccolo (nei primi mille giorni di vita), starà nell'assicurare la loro varietà, ed un loro consumo contenuto ed adeguato ai fabbisogni del bambino in crescita, che variano come è ovvio col variare dell'età e delle fasi di sviluppo attraversate", ha raccomandato…
Link 
Come avviene ad esempio nella corretta applicazione dei principi della Dieta Mediterranea (appura, da te, a questo link cosa non ti viene consigliato di assumere. Tra questi “ingredienti” ce ne sono alcuni che sono proprio centrali nella famosa “dieta mediterranea”, guarda non caso)…
Infine, per oggi, un altro “caso spinoso” tipicamente AntiSistemico:
l’inquinamento, nella fattispecie, da rifiuti plastici.
Ormai, “qua, così”… ti sei abituat3 a prendere atto che ci sia e che, di più, è un problema 1) sociale e, quindi, anche 2) tuo.
Machi sono i diretti responsabili di tutto questo?
Sono le “industrie” che hanno sviluppato questo “concept”. Sono i politici e la legge che lo hanno permesso, nel tempo e nel nome della “modernità (interesse)”. No?
Tu che cosa c’entri?
Tu che nasci, dopo/durante?
Che parte ti viene assegnata “qua, così”?
Quella di “pagare” per questo scempio, travestito da “problema sociale (scaricato sulla globalità)”…
E le industrie, i loro “capitani”, i politici, la legge, etc. che ha approvato tutto questo?
Niente di niente li riguarda. Anzi... sono già in "pensione".
Sì.
Hanno dovuto, nel tempo, modernizzare i macchinari per inquinare di meno. Hanno dovuto pagare le tasse. E alla via così, ma… nella sostanza, i veri responsabili sono coloro che hanno reso possibile tutto questo inquinamento.
Le persone, che hanno usato regolarmente quanto trovato in commercio? No.
O, perlomeno, nell'incanto che le ha “rincoglionite”, la loro responsabilità è non paradossalmente, minore… rispetto a quella che proviene dai piani superiori della forma gerarchica.
L’inquinamento, ricordalo, è un riflesso frattale espanso della forma più inquinante, per eccellenza:
la dominante.
Così… nel “qua, così”, poteva e doveva solo emergere questa caratteristica, a livello di memoria frattale espansa.
La responsabilità massima è quella dominante. A quel "livello (stato), infatti, "tutto è massimo".
A seguire, arriva quella delle sottodominanti, inconsce (il motivo per il quale “non è mai colpa di nessun3”).

Limitandoti al livello sociale, emerso “qua, così”, dal “lato tuo/umanità, centrale”, l’ammenda è a carico della politica e dell’industria.
Dato che il loro interesse è maggiore rispetto al tuo, che peraltro non esiste nemmeno, visto che “hai solo da perdere, sopravvivendo in un mondo inquinato alla radice, in profondità”.
Ora, montagne di plastica ammorbano anche gli oceani.
E sciogliendosi molto lentamente, la plastica entra nel ciclo (catena) dell’alimentazione, motivo per il quale (tra l’altro) “hai voglia ad essere l’Oms, per sostenere un modello sano di alimentazione”, non visto che l’inquinamento è penetrato nella “ciclicità virale artificiale, del ciclo ‘naturale’”.
Tu sei inquinat3, ormai “qua, così”. E l’inquinamento è un “marchio”:
quello dominante.
Ma, ovviamente, per te questo non vale. Vero? Nota la percentuale degli inquinanti, plastici...
Legambiente: è plastica il 96% dei rifiuti galleggianti.
Ben il 96 per cento dei rifiuti galleggianti nei nostri mari è costituito da plastica.
Un fenomeno angosciante se si pensa che la plastica degradandosi dà luogo al cosiddetto micro-litter, ovvero a frammenti e filamenti chimici che - date le dimensioni del fenomeno - entrano in modo massiccio e inevitabile nella catena alimentare di animali e uomini.
E dire che gran parte dei rifiuti plastici galleggianti potrebbero essere in realtà avviati a riciclo se gestiti in modo corretto al momento dello smaltimento. Ma serve il coraggio di scelte lungimiranti e non banalizzanti di politica economica
"I dati che emergono sono di una alta densità dei rifiuti galleggianti in mare con circa 60 detriti in ogni chilometro quadrato monitorato, in tutti i mari nazionali - spiega Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente.
Sono rifiuti già in frammenti, ovvero che si stanno degradando, e sono elementi provenienti in gran parte dalla mala gestione di rifiuti urbani. E questo è un dato importante perché ci permette di ragionare su come prevenire".
Riuscire a ricostruire l'origine dei rifiuti plastici presenti nel mare e nei laghi è infatti il primo e più importante passo per arrivare a definire azioni di reale contrasto e prevenzione dell'inquinamento.
"Il problema del marine litter e delle microplastiche nei laghi ha diverse origini - aggiunge Ciafani - da una parte abbiamo un inquinamento primario, ovvero quelle microplastiche presenti nei cosmetici, o frammenti di plastiche usati in diverse lavorazioni che vanno negli scarichi e quindi confluiscono nei mari e nei laghi.
E poi in gran parte sono generate dalla degradazione dei rifiuti presenti sulle spiagge o che galleggiano sulle acque.
Quindi questo ci deve far capire che bisogna intervenire sul sistema produttivo, e quindi a monte. E soprattutto anche sui rifiuti stessi per evitare che si degradino"…
Ricordiamo che il PP e il PE rappresentano, ancora oggi, i materiali polimerici più venduti al mondo e che il packaging, da solo, rappresenta il settore che utilizza circa il 40% dell'intera produzione europea di materiali polimerici:
59 milioni di tonnellate nel 2015".
Otto miliardi di euro all'anno è l'impatto economico mondiale del marine litter stimato nel rapporto 2016 Marine Litter Vital Graphics di Unep (United Nations environment programme) e Grid-Arendal.
Su scala europea, invece, secondo uno studio commissionato ad Arcadis dall'Unione Europea, il marine litter costa 476,8 milioni di euro all'anno. Una cifra che prende in considerazione solo i settori di turismo e pesca perché non è possibile quantificare l'impatto su tutti i comparti dell'economia.
In particolare, il costo totale stimato per la pulizia di tutte le spiagge dell'Unione Europea è pari a 411,75 milioni di euro, mentre l'impatto sul settore pesca è stimato intorno ai 61,7 milioni di euro.
Le linee di intervento possibili, secondo quanto si è discusso a Ecomondo, seguono tutte un principio fondamentale:
prevenire il danno prima che colpisca l'ambiente.
"Sicuramente bisogna ripensare il consumo di plastica, il modo in cui produciamo gli imballaggi e il modo in cui li utilizziamo - argomenta il direttore di Legambiente - bisogna poi intervenire con una buona gestione dei rifiuti, perché l'abbandono e la mala gestione dei rifiuti urbani è una delle fonti del microlitter che più delle altre incide sul problema.
E infine bisogna puntare a norme che vietino le microplastiche nella produzione di tanti prodotti, a partire dai cosmetici, in tutti i settori merceologici in cui sono presenti".
Link 
questo ci deve far capire che bisogna intervenire sul sistema produttivo, e quindi a monte
prevenire il danno prima che colpisca l'ambiente
sicuramente bisogna ripensare il consumo di plastica, il modo in cui produciamo gli imballaggi e il modo in cui li utilizziamo
puntare a norme che vietino le microplastiche nella produzione di tanti prodotti, a partire dai cosmetici, in tutti i settori merceologici in cui sono presenti…
Ormai “il dado è tratto” e, anche se il pianeta ha capacità sorprendenti, il riflesso frattale espanso indica che l’inquinamento ti è entrat3 dentro:
che la dominante “ti ha”.
La legge, i politici, l’industriale… non cambiano mai, sostanzialmente, perché la situazione è fondamentalmente (dentro e fuori) preda della ragione fondamentale immanifesta dominante.
La memoria frattale espansa la “illumina” sempre, comunque… ma sei tu che devi “fartene una ragione”.
Tu che, invece, pensi alla pensione ed a come conseguirla, dipendendo sempre di più.
Chi rompe paga e i cocci sono suoi”?
No.
Chi ha già rotto non ha pagato e i cocci sono tuoi”…
Il compassato futuro compresente “qua, così” è una retroingegneria by dominante.
“Fai…”.
   
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2016
Bollettino numero 1943

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