lunedì 31 ottobre 2016

Sempre possibile poiché potenziale.




Fuori dalla cassaforte, il buio…”.
Frase attribuibile a Paperon De’ Paperoni
È la prospettiva dell’osservatore che ridefinisce la realtà.
Il “valore”, contenuto nello status quo, lo è per la parte dominante, la quale crea anche la realtà esterna “a propria immagine e somiglianza (spesso... attraverso le paure, replicandole)”.
Al tempo dell’impero romano:
fuori da Roma, le tenebre…”.
Al tempo dei filosofi greci:
fuori dalla luce di Atene, la notte…”.
È sempre la stessa “cosa”. La stessa situazione di fondo. Qualcosa che si ripete, nel tempo. Al di là del cambiamento, la trasformazione. Il “qua, così”.
Espressioni come “tra i due litiganti, il terzo gode”, “la storia si ripete”, “nulla succede per caso”, “tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il mare”, “squadra che vince, non si cambia”, etc. dipingono una situazione esatta:
la ragione fondamentale, dominante, “qua, così”
il terzo che “gode” (all'ombra dei litiganti)
la storia che si “ripete” (all'ombra della memoria)
la connotazione del “caso” (all'ombra della consapevolezza)
il mare che è “di mezzo” (all'ombra dell’evidenza)
la squadra che “vince” (all'ombra di tutto).
Ciò chegode, ripetendosi, causalmente, attraverso il vincere (affermandosi)” …

È come se una immane tempesta fosse perennemente sopra ad una certa “località” che, nella fattispecie, corrisponde all'intero pianeta, poiché “qua, così” non v’è nessuna “zona” esclusa da una simile giurisdizione.
La “zona” è sia mentale che fisica (territoriale), poiché… la dominante impera ad ogni “latitudine (circostanza) del potenziale”, dato che il reale manifesto è come la punta dell’iceberg… provenendo da una proiezione metafisica (logica intenzionale), come è quella della mente.
Sì, ma… di quale “mente”?
È persino ordinario, non ritenerti sufficiente e necessari3, al fine di giungere a manifestare ordito reale manifesto.
Infatti, ti senti impotente e non all'altezza (se non per ambiti delimitati nel formarti una famiglia, lavorare, spendere e/o risparmiare, decidere dove andare in vacanza ma, molto spesso, non potendo decidere nemmeno il periodo ideale per te, idealizzare la carriera in ambito scolastico, professionale, etc.).
Ergo, “tutto ciò che lasci, viene ripreso”.
Lo snodo, forse, più importante (che proprio non ce la fai ad “allineare sensatamente”) è come – allo stesso tempo – sia possibile che sette miliardi di individui possano creare la propria realtà (ognuno al meglio per  e per tutti gli altri).
Qualcosa che risulta come impossibile, soprattutto se… pensi a questa enorme massa di esseri umani che, riesce ad ottenere tutto quello che desidera, contemporaneamente.
Proprio non riesci ad immaginarlo, poiché sei decadut3 preda di una prospettiva che delimita, suddivide, riduce, scarnifica, nega, etc. piuttosto che il contrario.
Le risorse sembrano sempre troppo poche e limitate (scarse), pur nell'abbondanza, per poter giustificare un benessere comune, generale, totale… con la giustizia ad angolo giro.
Le scienze deviate più “razionali”, hanno sviluppato una logica dello sfruttamento, partendo dall'assunto fondamentale che “le risorse sono a scadenza (limitate)”, mentre la Massa cresce sempre di più (limitandosi a sfruttare tutto quello che esiste, in quando “dono naturale e/o divino”).


La matematica “conta” e non genera nulla, se non astrazione impalpabile ed assolutamente al di là di ogni “mal di pancia (per via della fame provata)”
Tutte queste “scienze”, si limitano a conseguire ed a “contare” solo sugli effetti procurati dalla strategia dominante, che “non esiste ma c’è” o viceversa.
Gli esperti osservano la realtà manifesta e traggono le loro conclusioni, mixando l’osservazione più diretta e pura (originale, neutra, propria) con, ad esempio, l’interferenza principale derivante dal finanziamento delle “loro” ricerche, da parte di lobby di potere che “hanno tutto da perdere, da un tipo di scienza che sia completamente indipendente dal potere dell’aiuto finanziario, poiché ne hanno sempre bisogno (dipendenza, ricatto, pressione, deviazione)”.
Ok?
E tale “osservazione”, di conseguenza, tende sempre ad auto mantenere stabilmente in “orbita ‘qua così’”, lo status quo... derivante da una simile situazione di fondo, che è sino ad un certo punto un loop, essendo – di più – una forma piramidale a vertice distaccato, che è sede della ragione fondamentale dominante, che è divenuta grande concentrazione di massa, che per delegazione frattale espansa (leva), esercita quella “pressione” sul sistema operativo frattale espanso… tale da “costringerlo programmaticamente” ad… obbedire.
Comanda padrone…”.
Se (se) tutto ciò è troppo astratto, per “te” … non importa, poiché continuerà ugualmente a succedere, dato che “è già successo”.
Se ritrovi un briciolo di lungimiranza alternativa sostanziale, non potrai non accorgerti che:
se qualcosa continua a succedere
è perché
“è già successo” a monte di tutto.

Prendi in considerazione la teoria del Big Bang, ad esempio:
ancora adesso, tutto è dotato di rotazione, spinta, direzione, orbita, etc.
per via dell’iniziale primo “scoppio”
che autorizza (alimenta) tutto
conseguentemente
a muoversi in una certa modalità che definire propria è quanto mai distorcente la ragione fondamentale, a capo di ogni “caratteristica di serie”, per ogni “corpo celeste” facente parte della teatralità di fondo, universale “qua, così”.
Ora, SPS (Io) non credo che il Big Bang te la dica tutta, se non assumendolo da una prospettiva (ottica) frattale espansa (lente) “lato mio/tuo/umanità, centrale”:
come una enorme analogia frattale
a ricordare simbolicamente
l’accaduto dominante “qua, così”
il… “è già successo”.
Ciò che ha già provocato il “tuo” futuro che, invece, credi di poter incidere attraverso le “tue” decisioni.
L’orbita di un pianeta, per gli antichicorrispondeva al destino di tutti coloro che sono “ospiti” sul/nel/del pianeta stesso.
Il Destino predeterminato era proprio delle persone, dei re, delle nazioni e degli stessi dèi, persino della Terra e degli altri pianeti (il cui “destino” era l’orbita assegnata a ciascuno) …”.
Le cronache terrestri rivelate - Zecharia Sitchin
Tutto consegue e raffigura una simbologia, che addirittura “emana” sempre e comunque.
Una sorta di radioattività propria, che narra un po’ di tutto (soprattutto, a livello sostanziale, di quello che gli è già successo e della stessa ragione per la quale, ora, tutto continua ad accadere in un certo modo, come… pre assegnato, deciso a monte, “naturalmente e/o divinamente” o, meglio, fondamentalmente).
Dall'osservazione della “ragione reale”, la Massa ha escluso (dimenticato) la dominante
O, meglio, l’ha solo “chiamata diversamente”, dato che la memoria frattale espansa è sempre all'opera, attivamente e funzionalmente.
Per cui, si è – nel tempo – affermata la “visione” religiosa, spirituale, scientifica (storica, comportamentale, filosofica, psicologica, tecnologica, sociale, economica, etc.).
Così, la dominante si è “trasferita” di livello, rimanendo sempre costantemente in proiezione, indisturbata, mentre miliardi di persone si sono auto convinte (piegate ed impiegate) che la loro origine sia qualcosa di non facente parte di quel piano della comprensione ordinaria “tutto attorno ad ess3”.
Infatti, dall'osservazione ambientale proviene solamente “qua, così”, la conferma delle teorie in voga.
Ossia, della strategia della distrazione di Massa, by dominante (il “fantasma nella macchina”).
La “sostanza”, che anima tutto, è qualcosa che ha una sola forma ed origine “qua, così”. E, anche se… all'opera vi è un gran complesso di “ragioni diverse”, ad un certo punto (semplificando “lato tuo/umanità, centrale”) la ragione fondamentale è solo una:
certo
questo non risolve la situazione, introdotta dalla prospettiva “cosa c’era prima dell’avvento dominante
anche se
quando hai caldo, ti liberi di volta in volta dai vari strati di indumenti che ti ricoprono, mentre te li porti dietro e ti sembrano persino caratterizzare, andando a modificarti apparentemente anche nella “forma”.
Il cardine è sempre quello:
ritenere la caratteristica frattale espansa, come ambientale (totale, ubiqua)
ergo
poter “tagliare la forma d’onda” attraverso il Filtro di Semplificazione (tanto, le informazioni non mancheranno mai, per via della memoria frattale espansa)
così da
riuscire, in ogni “caso”
a
osservare, accorgersi e risolvere sostanzialmente/fondamentalmente
“lato tuo/umanità, centrale” con la giustizia ad angolo giro
la situazione del/nel “qua, così”
dominante... ricompresa.
Lo schema logico (mentale, App, programmazione) è, tanto per iniziare, questo (che già conosci):


Attraverso questa “lente (ottica)”, puoi osservare la realtà manifesta con “altri occhi”
Mettendo da parte ogni condizionamento “convenzionale (di parte)”.
È come affinare la vista, aguzzare l’intuito, annusare sottilmente, assaporare finemente, toccare con mano, etc.
Qualcosa che non ti sembra possibile, è sempre possibile poiché è potenziale (è in attesa di te, del tuo innesco).



Indire un referendum, di solito, significa “proporre qualcosa di significativo (motivo per il quale si ricorre ad un simile ‘strumento’)”. 
Già il fatto che esista una proposta di… in una realtà sensata “lato tuo/umanità, centrale” significa “votare per il Sì”.
Perché, di solito, il referendum è (deve essere) qualcosa che viene avanti per intento popolare.
Ergo: sentito, giusto, esatto.
Ora, il prossimo 4 dicembre dovrai esprimere il “tuo” voto. Sì o No?
Il No lascia tutto “così com'è”.
Il Sì, che cosa propone?
Di cambiare qualcosa.
Ma, la proposta è qualcosa che, in seguito (alla possibile vittoria del Sì), andranno a “discutere” i soliti ignoti.
Cioè, la Massa è tagliata fuori dal processo decisionale, ad eccezione che per la modalità di voto (la “parte” della Massa che resta buona... pensando di essere in democrazia).
Dunque?
Non vi è alcuna differenza sostanziale, perché sempre “qua, così”. Ma (ma)… votare Sì significa, comunque, andare a modificare qualcosa, concretamente (anche se l’impianto AntiSistemico rimane tale e quale).
Ok?
Per cui, SPS (Io) dico sì.
In ogni “caso, una modifica si auto avvera, seppure sempre “dentro a…”.
Ed è molto meglio, a livello frattale espanso “lato tuo/umanità, centrale”, che dire No.
Per poi, sperare che le parti si mettano d’accordo tra loro (lavorino) al fine di portare delle modifiche che, stanne certo, non saranno mai significative “qua, così”.
È il più classico dei “dalla padella alla brace”.
Ma “dire Sì” alla modifica della Costituzione è a livello simbolico (potenziale, frattale espanso), molto più “centrale, lato tuo/umanità”.
Certo, perché la Costituzione è un blocco, un vincolo, unvicolo cieco. E va senza ombra di dubbio, “superata”.
L’andare a modificarla, sull'onda della spinta popolare, seppure all'interno dell’AntiSistema, è un buon segnale frattale espanso, lanciato per l’ambiente.
E, il sistema operativo frattale espanso, è molto “sensibile” ad un simile tipo di irraggiamento della copertura ambientale.
“Fai”.

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2016
Bollettino numero 1932