martedì 12 luglio 2016

Attorno a cosa ruoti?



Il successo non dipende dal tuo esercito, ma dalla tua determinazione…”.
La battaglia degli imperi
La tua “fermezza” non è essere fermo/a
Bensì, è – prima di ogni altro aspetto – vorticare attorno a te stesso/a, “lato tuo, centrale”… mentre dai solo l’impressione di essere “fermo/a”.
Questa è la condizione di “allo stesso tempo”:
una (la) prospettiva ottica, che può incarnare differenti gradi di rotazione (rivoluzione).
Se ne mantieni fermo uno (preferibilmente, il “tuo lato, centrale”), tutto il resto prende a ruotargli attorno.
Differentemente, accadrà il contrario.
  
Altresì, puoi ruotare attorno a te stesso/a, ma da una posizione decentrata (lato tuo, dominato) ed allo stesso tempo, ruotare attorno ad un sole, ad una galassia, ad un altro… pianeta:
  • così che tu sia conseguenza e dipendenza
piuttosto
  • di essere ragione fondamentale (non causa, perché la causa è già di per sé – “qua, così” – atto di conseguenza, a partire dal momento di “è già successo”.
Quando ci incontreremo di nuovo?... Quando la battaglia sarà perduta e vinta
Non ho mai visto un giorno così brutto e bello”.
Macbeth

 
La condizione di “allo stesso tempo”, è gerarchica, temporale e... “tutto quello col quale pretendi di suddividere lo scordato”.
Così, essa risulta come il provocare la vibrazione che, in seguito, smuoverà la valanga sino a raggiungere la valle, a valle della ragione fondamentale, della causa e dell’effetto.
Vivete o siete qualcosa che l’uomo può interrogare?...
Esistono davvero le cose di cui parliamo. O ci nutre la follia, che la ragione fa prigioniera?...”.
Machbeth
Il caso non esiste”, per cui 1) tutto vive ed è interrogabile, 2) “esiste davvero” anche la dominante, anche se 3) non ne vuoi più prendere atto, come quel “reso sordo e cieco” dallo scoppio di un accadimento che, ora, si evita accuratamente di ripercorrere, proprio a causa di quello che “è già successo”.
  


È la mente che si chiude in/su se stessa, per "protezione (di chi/cosa, prioritariamente?)" ma… non solo per quello.
Infatti, esistendo la dominante, esiste anche la sua “ragione, strategia, senso”. Ergo:
quello che ti succede è una miscellanea di forze propagatrici, che puoi risolvere solo risalendo e ricordando la dominante (il “è già successo”).

"Arena"...
Se la sorte mi vuole Re. La sorte può incoronarmi senza che io mi muova…”.
Macbeth
Questa è la delegazione frattale espansa.
Solo che la “sorte” è la dominante, che agisce in leva, non localmente, ubiquamente, wireless, etc.
Oppure, se tu sei “lato tuo, centrale”, allora la “sorte… sei tu”.
Per ingannare il mondo, assumi il suo aspetto”.
Machbeth
La dominante è compresente, ma non manifesta (non la ricordi più).
Ella agisce da un certo "momento", in poi. Da quell’istante in cui è finita una certa “azione”, ovverosia, dal momento in cui si è trasformata in solida materia.


 
Una notte che darà, per le notti a seguire, sovrano impero e supremazia”.
Machbeth
È già successo…
E succede, ancora, perché continua a succedere da quel “momento (vantaggio)”. Chi/cosa potrebbe, del resto, rinunciarvi, dopo averlo raggiunto?

 
Ma torniamo a Macbeth. Egli è un valoroso generale. Agli occhi del re Duncan è un sole, una supernova, una stella di rara grandezza:
è coraggioso, valoroso, sprezzante del pericolo, leale.
Improvvisamente però s'accende il lui una smisurata ambizione, ed ecco che la stella esplode:
Macbeth diventa un buco nero.
Da quel momento in poi la sua "forza gravitazionale" attirerà ogni "astro" o "pianeta" che si avvicina troppo e lo annienterà.
Diviene un vortice distruttivo? E qui entra in campo quell'impetuoso vento che muove la sua incerta volontà:
Lady Macbeth…
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Dominio e dominante.
Fai attenzione a quello che succede e delineerai il “qua, così”.
Ancora lo stesso mondo, nel quale "credi" ma, allo stesso tempo, il mondo previsto per te dalla dominante. Ed è questo che ha il sopravvento su qualsiasi altro tipo di “mondo (realtà manifesta)”.
Accorgiti…
  
Il sole gira attorno ad un altro... sole.
Addio alla dieta mediterranea: dilaga il cibo spazzatura.
La dieta mediterranea è stata tradita. Anche in Italia, dove per secoli è stata la nostra carta d'identità nel mondo, dilaga il “junk food”, il cibo spazzatura.
Lo dicono gli esperti riuniti a Milano dalla fondazione internazionale che si batte per la sua diffusione...
Colpa della globalizzazione delle abitudini alimentari, indotta soprattutto dal turismo.
È lungo le coste infatti che si assiste al dilagare di fast food, con un aumento del consumo di carne, di suoi derivati, di prodotti a base di latte, di farine raffinate. Nelle regioni rurali, nelle campagne, la gente predilige ancora legumi, frutta, cereali, olio vergine d'oliva mangiando raramente carne, uova, pesce.
Un cambiamento di abitudini che avrà conseguenze a lungo termine sulla salute.
E in parte le ha già avute:
sono in aumento l'obesità soprattutto tra i giovani e con questa le malattie cardiovascolari, il diabete e i tumori proprio nelle aree dove la dieta mediterranea viene progressivamente dimenticata.
Il tutto nel “disinteresse” dei genitori, che sembrano sottovalutare il problema...
Un duro colpo, che conferma che tutti quei stili di vita che da decenni noi italiani abbiamo importato da oltreoceano, sono entrati prepotentemente nella quotidianità delle famiglie italiane a partire dalle diete di matrice nordeuropea e nordamericana…
È di qualche giorno fa la proposta di un “aggiornamento” della piramide della dieta mediterranea. A lanciarla è stata la stessa International Foundation of Mediterranean Diet (Ifmed).
Una nuova piramide che si fonda sulla ricerca scientifica nel campo della nutrizione e della salute.
Innanzitutto, c'è troppo poco pesce nella dieta a livello globale:
secondo le stime, infatti, nel nostro Paese l'effettivo consumo di proteine di pesce si attesterebbe su 40 grammi a settimana rispetto ai 60 g settimanali raccomandati…
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  • la dieta mediterranea è stata tradita
  • anche in Italia… dilaga il “junk food”, il cibo spazzatura
  • lo dicono gli esperti
  • colpa della globalizzazione delle abitudini alimentari
  • il tutto nel “disinteresse” dei genitori, che sembrano sottovalutare il problema
  • stili di vita che da decenni… abbiamo importato da oltreoceano
  • una nuova piramide che si fonda sulla ricerca scientifica nel campo della nutrizione e della salute. Innanzitutto, c'è troppo poco pesce nella dieta a livello globale
Leonardo Da Vinci definiva l’essere umano, come un “sacco” che cammina. E, questo "sacco", è pieno di “spazzatura”. 
Quale “bassezza” superiore? Gli umani come dei Troll...


Una nuova piramide... c'è troppo poco pesce nella dieta a livello globale
  
Davvero?
Nonostante il tonno in scatola sia la conserva ittica più comune nelle case degli italiani, ancora pochi consumatori sanno che una pesca eccessiva, indiscriminata e spesso illegale sta minacciando non solo la salvaguardia della specie, ma anche l’intero ecosistema marino.
Tra tutti gli alimenti inscatolati industrialmente, il tonno in scatola è sicuramente uno tra i più consumati nel nostro Paese:
secondo uno studio dell’istituto Doxa, almeno la metà degli italiani consuma il tonno in scatola una volta alla settimana; e, di questa fetta, almeno il 25% lo ha mangiato tra le 3 e le 5 volte negli ultimi 7 giorni.
Quello italiano è senza dubbio il mercato più redditizio, con 120mila tonnellate di tonno acquistate ogni anno.
Ma non siamo soli:
l’Unione Europea è l’unico continente in cui si registra un uso così spasmodico del tonno in scatola; infatti assorbe, da sola, più del 50% della produzione mondiale.
Nel resto del mondo, invece, le cose vanno diversamente. Negli Stati Uniti, per esempio, il tonno in scatola non ha mai riscosso un successo degno di nota:
il record di consumo si è registrato nel 1989 con 1,7 kg a testa all’anno, ma da allora l’utilizzo si è praticamente dimezzato…
La differenza tra queste due realtà va ricercata nelle radicate abitudini culinarie dei due continenti:
nella dieta mediterranea il tonno in scatola è abbondantemente utilizzato per preparare insalate, sughi per la pasta e secondi piatti sfiziosi
Il nostro Paese è il secondo più grande produttore in Europa oltre che uno dei più importanti mercati continentali per il tonno in scatola, con un consumo annuo superiore alle 140mila tonnellate.
Purtroppo però non esiste ancora un marchio 100% sostenibile e quest’industria spicca per la scarsa trasparenza, visto che nelle etichette non compaiono quasi mai le indicazioni che riguardano la tracciabilità e i metodi di pesca utilizzati. In pratica, cosa sia realmente contenuto in quelle scatolette resta perlopiù un mistero.
Sappiamo anche che il tonno in scatola è la conserva ittica più venduta sul mercato mondiale (volume d’affari intorno ai 20 miliardi di euro l’anno) e che anni di cattiva gestione e pesca eccessiva hanno causato la crisi della maggior parte degli stock di tonno
Questo consumo massiccio presenta un lato decisamente tragico per l’eco-sistema:
secondo i dati diffusi dall’associazione “International Seafood Sustainability Foundation”, la pesca del tonno sarebbe arrivata al suo livello massimo già da alcuni anni, raggiungendo quota 4,2 milioni di tonnellate all’anno.
Una quantità enorme, ma soprattutto al limite della sostenibilità ambientale; questo, infatti, è il pescato massimo che si può ottenere annualmente senza danneggiare in modo irreparabile la specie…
La pesca del tonno è purtroppo tutt’altro che sostenibile
Link

Quale “piramide” vuoi cambiare, se l’unica piramide che esiste è quella dominante, alla quale tu ruoti attorno, put ruotando su/in te stesso/a (Ego)?
Così, sei diventato/a come un moderno traliccio per l’incorporazione di tutti quei “sistemi”, per facilitare le telecomunicazioni col relativo (assoluto) segnale portante modulato in dominanza.
C’è una “equazione”. Sempre la stessa, anche se cambi ordine, valori, incognite e modelli di calcolo:
(X sta a Y) come (=) (Z sta alla dominante).
Un esempio? Eccolo:
  • il baratto sta all’uso del denaro (come) la dieta mediterranea sta all’alimentazione.
E... un passo prima?
  • il baratto sta all’uso del denaro (come) la frutta sta all’alimentazione.
A te la decodifica frattale espansa (significato fondamentale), possibilmente, “lato tuo, centrale”.
Questa “espressione” è veramente terribile (poiché estremamente autentica):
  • il tutto nel “disinteresse” dei genitori, che sembrano sottovalutare il problema (vedi questo articolo, di SPS, sulla Dsa, ad esempio).
A livello frattale espanso, ciò che continua a succedere (“per ingannare il mondo, assumi il suo aspetto…” Macbeth), corrisponde ad un vero e proprio incanto, nel quale tutto è ribaltato rispetto ad una origine dimenticata (così come tu sei diventato/a una rotazione perfetta, persino centrale ma… rispetto ad una grande concentrazione di massa “altro/a”, rispetto a te).
Per “amore”, i genitori consentono ai propri figli di “uccidersi lentamente nel tempo”, come del resto accade ai genitori stessi, dal momento di “è già successo”.
Quale che sia questa “determinazione”, non sei tu che vinci…
Accorgiti.
    
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro 2016/Prospettivavita@gmail.com
Bollettino SPS numero 1854