mercoledì 13 luglio 2016

Dalla giusta prospettiva, tutto si apre auto rivelandosi.


Questa è Manhattan, il "centro del mondo". Qualcosa che ha distrutto il territorio precedente (in ogni senso). Qualcosa di non naturale, se per te con "natura" intendi "rispetto per quello che credi essere la Terra". La Terra soffre per questo scempio di cemento ed acciaio, ma non può fare nulla nell'immediato, se non limitarsi a "sperare" che questa copertura di/in "ghisa" prima o poi... si levi di mezzo.
Io e la guerra ce la intendevamo. Credevo che avesse uno scopo. Facevo quello che mi sembrava giusto. Ma non era così. La gente può pensarla come vuole, ma alla fine un uomo deve decidere se quello che fa è giusto”.
Jonah Hex
Giustosecondo quale punto di vista?
Forse da quello: “facevo quello che mi sembrava giusto…”?
Forse, no. Meglio.
Forse, ignorando gran parte della “verità (la ragione fondamentale)”.
E... ignorando (non ricordando), che cosa succede?
Lo status quo…
SPS (Io) ha “saltato il fosso”. La prospettiva SPS (Mia) “è”. Ed “è”, anche, la chiave per l’interpretazione corretta “da una prospettiva ‘lato umano, centrale’” di ogni singolo dettaglio – sino alla relativa/assoluta sostanza – componente, partecipante, aggregante, costituente, realizzante, creativo e creatore… di questa realtà manifesta “qua, così”.
Ogni “tua” altra convinzione è una convenzione di tipo dominante e/o sottodominante, con la semplice e basilare differenza che:
  • la dominante non sei tu (nel “qua, così”)
mentre
  • la sottodominante puoi anche esserlo (allo stesso tempo, mentre rimani – comunque – dominato/a).
In una sola parola, “servi”.
  

E lo fai/sei come lo è il maiale (del quale “non si butta via niente”):
contando meno di zero, seppure conti molto in termini di economia, disinnesco, controllo, etc.
È una partita di scacchi tridimensionale…”.
Billions
Ok?
Lasciatelo “dire” persino dai telefilm che, in una infrastruttura polarizzata/saturata a livello frattale espanso, significa, in ogni caso, che tutto quello che ti viene “suggerito” è… solo che vero (visto che tutto ti riguarda).
Ergo:
nella "deviazione"
non esiste fantascienza, così come non esiste scienza.
Meglio:
esiste la verità frattale espansa (memoria e relativo/assoluto riflesso) di quello che “è già successo” e che vive come una eco di rumore di fondo, in ogni tipo di reale manifesto e che “qua, così” indica solo il nord magnetico della dominante, che danza sulle tue ceneri annerite, fumanti e sempre potenzialmente riattivantisi (come la Fenice).
Ma, basta così, perché la frattalità espansa è il tema principale di quello che, finalmente, SPS (Io) andrà a realizzare, ora che il tempo è stato liberato.
  
Il Bollettino Pillola deve essere sempre più “laser”. Un Buco Nero, talmente denso da lasciarti di sasso. Un colpo al cuore capace di ridestarti.
Per questo motivo, non può essere un trattato di scrittura convenzionale. Ok?
Oltre metà italiani non sceglie a chi destinare l'otto per mille
dunque a far la parte del leone è la Chiesa cattolica privilegiata da oltre l'80% di chi si è espresso…
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Come ti conoscono bene
Sanno già, da prima, come ti comporterai, perché il tuo atteggiamento è solamente “tuo”, ossia, una derivazione programmata del tuo atteggiamento, che rimane come in stand by o in orbita attorno a te, mentre “te” ruoti attorno alla dominante, come una nave spaziale senza memoria, in oblio o, meglio, all’inferno “qua, così”.
La consapevolezza da sola non basta. Serve autocontrollo
Tutti hanno accesso alle informazioni, ma noi sappiamo come analizzarle meglio
Il mare mosso là fuori, è perfettoper noi. Per l’investitore medio, tutt’altro. Sappiamo che quello che è male per lui, è un bene per noi, se… se… siamo furbi quanto riteniamo di esserlo.
In caso contrario finiremo squagliati come un cioccolatino al sole”.
Billions
  • serve autocontrollo
  • noi sappiamo come analizzarle meglio
  • in caso contrario finiremo squagliati come un cioccolatino al sole…
Estrai “lato tuo, centrale (accorto/a)” a livello frattale espanso:
  1. autocontrollo
  2. analisi (ambientale, frattale espansa. La tua memoria)
  3. potenziale.
Te lo vengono a dire? No. 
Non ne possono fare a meno.
Infatti, la dominante si avvale delle sottodominanti (che dominano da dominate, senza esserne consce. Eppure, molte di loro, sono “credenti”, solo che non leggono in questo, il segno/marchio frattale espanso… che indica una situazione totale di possessione, visto che il “loro” Ego impedisce di andare oltre alla strategia dominante della “compresenza non manifesta”).

Il robot "donna" è... femmina, ossia, mantiene i tratti femminili "qua, così". I tacchi sono incorporati e, molto probabilmente, retrattili come "artigli". Un caso? No...

Che cosa “ti vengono a dire”? Tutto…
Ci sono delle volte in cui poter essere più… umano. Solo che non ho ancora capito come esserlo e fare il mio lavoro allo stesso tempo. Capisci?
Far bene al cento per cento il proprio lavoro, ed essere al cento per cento umani. Se scopri come farlo, molliamo tutto e scriviamo un libro”.
Billions
Far bene al cento per cento il proprio lavoro, ed essere al cento per cento umani…”:
il “proprio lavoro” è, dunque, un programma applicato all’umanità, che diventa cosìnon umana (come, ad esempio, Manhattan).
È una questione di priorità, nella quale sei decaduto/a “qua, così”, per sostituzione della tua bussola (senso) interiore.
Proprio come può succedere solo ad una “macchina”.
Quali “regole” segui? In “cosa” credi?
  1. un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno
  2. un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge
  3. un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge….
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Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché... (ti hanno ingabbiato logicamente).

Di certo, la prima legge non la segui più da tempo. Oppure, più semplicemente, ne esiste una – ancora prima – in grado di by passare tutte le altre. Che ne dici?
La Legge Zero
0. un robot non può recare danno all'umanità, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l'umanità riceva danno.
Le altre 3 leggi vengono modificate di conseguenza:
  1. un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. Purché questo non contrasti con la Legge Zero
  2. un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Legge Zero e alla Prima Legge.
  3. un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Legge Zero, la Prima Legge e la Seconda Legge…
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Fai molta attenzione, poiché “è una partita di scacchi tridimensionale…”.
È sottile la “cosa”.
E, prima ancora di scendere nel dettaglio, percepisci come tutto sia “sostanza” e come il dettaglio serva solamente per confondere, perché di fatto… la scelta non è scelta, ma… scelta filtrata preventivamente, "per te", dalla compresenza non manifesta dominante.
Che ti conosce così tanto bene, essendo divenuto/a "qua, così"... a "sua immagine e somiglianza".
  

Oramai, la via è stata autorizzata. Il tempo è venuto… 
E, questo, per te significa solo che – se leggi a livello frattale espanso – la tenaglia AntiSistemica è pressoché totale.
Il divide et impera s’intensificherà ad un punto tale, da infilare tra te e te e tra te e ogni tuo simile, dispositivi intelligenti (come e più di te) di “auto controllo”, ossia:
che entreranno in casa tua e dentro di te, con ogni pretesto buono per un tuo maggiore agio, in ogni campo e settore della “tua” vita ed esistenza.
Questo può succedere solo perché “è già successo”, a livello macro e micro, sostanzialmente (allo stesso tempo):
  • questo significa a livello frattale espanso
che
  • la dominante ha già "vinto"
  • avendoti già invaso/a, conquistato/a e… posseduto/a (riprogrammandoti di conseguenza).
Perché, allora, succede ancora?
Proprio perché “la via è aperta” e nella ciclicità tu devi avere sempre l’impressione che esista fluidità, scorrimento, movimento, etc. nel quale vedere evoluzione, libertà, democrazia, diritto… umanità, etc.

Robotica, l'Europa studia regole per una convivenza sicura.
Robot industriali pensati per affiancare ma anche sostituire gli uomini, robot umanoidi dai tratti accattivanti per aiutare gli anziani nella vita quotidiana, protesi in grado di restituire la sensazione del tatto, droni da giardino, droni per il telerilevamento, droni per ogni occasione (o quasi), auto senza pilota.
Robotica e intelligenza artificiale sono destinate ad avere un ruolo decisivo nella nostra vita quotidiana e proprio per questo si pone con urgenza il problema di definire una normativa specifica che individui responsabilità, limiti, accesso, privacy e che garantisca una interazione sicura tra gli esseri umani e i robot.
Un fronte delicato, che coinvolge anche l'etica, a cui l'Europa sta dedicando attenzione con un gruppo di lavoro ad hoc chiamato a elaborare in tempi utili, prima cioè che la mancanza di un quadro giuridico per lo sviluppo della robotica porti all'invasione del mercato europeo da parte di robot provenienti da Paesi molto più avanti di noi in questo settore, una normativa ad hoc.
Proprio su questo si focalizza la scuola estiva internazionale "The regulation of robotics in Europe: legal, ethical and economic implications" promossa in Italia dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa grazie a un progetto formativo finanziato dalla Commissione europea con il progetto Erasmus+.
All'inaugurazione della summer school - che prende il via oggi e si concluderà il 16 luglio - hanno preso parte tra gli altri la parlamentare europea Mady Delvaux-Stehres, impegnata proprio nel gruppo di lavoro istituito dalla commissione Affari giuridici del Parlamento europeo sulla legislazione relativa alla robotica e la parlamentare italiana e docente di biorobotica alla Sant'Anna Maria Chiara Carrozza. A coordinare questa particolare attività di formazione Andrea Bertolini, ricercatore di diritto privato della Scuola Superiore, che di recente ha presentato proprio davanti alla Commissione Affari giuridici del Parlamento europeo le linee guida sulla regolazione della robotica frutto del progetto europeo "RoboLaw", coordinato dalla docente di Diritto privato della Sant'Anna Erica Palmerini, che ha analizzato lo sviluppo di robotica e intelligenza artificiale in vista di una regolazione normativa di queste tecnologie.
I temi trattati nel corso della summer school spaziano dalla responsabilità per i danni provocati dai robot, alla standardizzazione tecnologica, alla sperimentazione in ambienti urbani o comunque al di fuori dei laboratori, l'istituzione di un'agenzia europea per la robotica e questioni di carattere etico.
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Sono sempre un "passo" avanti a te. Sempre più dentro. Sempre più “amici”. Sempre più confortevoli… l’incanto si condensa, con te come suo basamento.
Il robot amico dei bambini con il diabete.
In Italia si chiama Nao, in Olanda Charlie, ed è amico dei bambini con il diabete. Il robottino interattivo chiama i piccoli pazienti per nome, si muove e balla con loro ed esprime emozioni, ma soprattutto insegna ai bambini come gestire il diabete di tipo 1 e li aiuta ad accettare la malattia. È stato programmato per insegnare, con l'ausilio di un tablet, quali alimenti mangiare e quali è meglio evitare; come muoversi in modo sano; in generale, come affrontare i problemi che la patologia impone.
Il diabete di tipo 1 obbliga a fare tre o quattro iniezioni di insulina al giorno e a pungersi anche sei volte ogni 24 ore per controllare il livello della glicemia.
"Dobbiamo insegnare al bambino a diventare autonomo nella somministrazione dell'insulina, da piccoli è una cosa che fanno i genitori, ma è fondamentale che i bambini capiscano il meccanismo e imparino a gestire il corretto dosaggio. Il robot in questo è molto utile" spiega il dottor Gerd Jan van der Burg che segue il progetto finanziato dall'Unione Europea in Olanda, mentre in Italia la sperimentazione è in corso al San Raffaele di Milano.
Il robot potrà essere utilizzato anche in altre patologie perché fa leva sulla naturale creatività e disponibilità dei bambini a imparare attraverso il gioco.
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Insegna ai bambini come gestire il diabete di tipo 1 e li aiuta ad accettare la malattia. È stato programmato per insegnare, con l'ausilio di un tablet, quali alimenti mangiare e quali è meglio evitare; come muoversi in modo sano; in generale, come affrontare i problemi che la patologia impone… (sono i bambini ad essere programmati, alfine).
Così si toglie loro anche la “speranza”.
Quale tipo di cibo mangiare? È una barzelletta? No. È la “tua” nuda e cruda, verità. In un mondo di pubblicità, interesse e... macchinazione.

La malattia deriva da qualcosa che ha caratterizzato (atteggiamento) chi ti ha passato il “tuo” corredo genetico
Ed, in questo, non vi è nulla da “accettare.
Dopo qualche generazione, le “nuove” generazioni ereditano la programmazione, installata prima – in tempi non sospetti – nei predecessori.
Un tipo di polarizzazione non locale e senza possibilità di essere provata davanti a qualsiasi tipo di tribunale AntiSistemico.
Il cibo spazzatura che hanno mangiato i “tuoi” genitori/nonni, si riflette anche nelle malattie “incurabili”, che ti vengono passate viralmente, piuttosto che geneticamente.
E, questa, è una riprogrammazione dell’intero genere umano.
Su questa scorta, puoi meglio intuire quello che ti è successo dall’alba dei tempi, visto che sei un prodotto convinto di avere una scadenza (mentre esisti in continuazione, ritornando sempre trasformato dal tipo di 'trattamento' che ricevi nel 'durante').
Se analizzi “lato tuo, centrale”, la realtà manifesta “qua, così”, ritroverai costantemente questa verità.
Data la complicatezza con cui il cervello funziona, spesso nemmeno i programmatori alla fine sanno con precisione cosa uscirà fuori dal loro lavoro, e per questo la U.S. Robots, si affida a persone qualificate e di fiducia per collaudare i loro prototipi freschi di fabbricazione…
Inoltre, per costruire un cervello positronico (nel 2021 A.D.), ci volevano circa 75000 operazioni diverse, e dato che esse dipendevano da un certo numero di fattori variabili che andavano da 5 a 105 (processo che venne però ampiamente migliorato e raffinato negli anni seguenti), era sempre in dubbio il risultato finale.
Addirittura una volta, a causa di questa incognita, venne costruito per errore, un robot con cervello in grado di leggere i pensieri
Applicando invece un modello di geometria frattale agli schemi del dispositivo, si può permettere ad un robot di sognare, e di far conoscere i veri desideri del suo subconscio
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Per “errore”, non accade nulla, visto che “il caso non esiste (se nulla lasci al caso)”.

Il Bollettino deve diventare sempre più... Pillola e, il presente, ancora non lo è.
Una maggiore sintesi, comporterà un maggior grado di incisività.
Ognuno si deve accorgere del "proprio... soffitto".
     
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro 2016/Prospettivavita@gmail.com
Bollettino SPS numero 1855
 

2 commenti:

  1. ciao davide, grande lavoro!

    prima di leggere il bollettino di oggi, stamattina pensavo come le tre leggi della robotica di asimov potevano essere applicate a noi umani. il punto è che dovremmo rivederlo così:

    1. Un essere umano non può recar danno a un programmatore né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un programmatore riceva danno.

    2.Un essere umano deve obbedire agli ordini impartiti dagli programmatori, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.

    3.Un essere umano deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.


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    Risposte
    1. Caro Prof., grazie :)

      Le tre leggi sono già realtà. La fantascienza è sempre stata una finestra aperta sul mondo, su quello che già succedeva, visto che l'ispirazione è frattale espansa, ossia, riguarda sempre qualcosa di reale (magari, solo compresente ma non manifesto).

      Nelle "tre" leggi il programmatore non è mai nominato. Sarebbe troppo comodo. No?

      Nelle "tre" leggi sembrano solo esistere le Masse (umane e robotiche), lasciandole a sventrarsi nella consueta "guerra tra impoveriti dentro".

      Divide et Impera. E... "tra i due litiganti, il terzo...".

      Ancora grazie e un caro abbraccione.

      Serenità. Smile

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