martedì 6 ottobre 2015

Tu che sei l’unica variabile che può impazzire.



 
Scagli la prima pietra chi è senza peccato…”.
Famose “parole grosse”. Una vera e propria sentenza contro il giudizio di parte, frutto dell’interesse e dell’Ego.
Qualcosa che non era una novità nemmeno ai tempi che furono, visto che la storia (deviata) umana è un racconto fiume, costituito da un flusso continuo di violenza, prepotenza, sopruso, ingiustizia, immoralità, etc.
Da "sempre".
Non c’è che dire: veramente un bel “quadretto”.
Una situazione d’insieme che “non salva nessuno”. Una morale che, costantemente, “manca”. Qualcosa che è, via via, diventato sempre più influente – nel tempo – ha preso il sopravvento su tutto il resto, che ha continuato, all’opposto, ad arrancare sempre di più… e non solo per vie “naturali/casuali”.
Stai attento quando combatti un mostro. Potresti diventarlo a tua volta”.
L’attacco dei giganti
C’è un “essenza muta forma… qua, così”, che se la combatti... ti assorbe sempre di più. Che cos’è?
È… la frattalità espansa, quando viene comandata da una grande concentrazione di massa che, così, lo intende.
Io credo semplicemente che quello che non ti uccide, ti rende... più strano.
Joker
Perché esiste la “metafora”:
più combatti qualcosa e più lo rafforzi?

Perché se alleni la “muscolatura”, questa diventa sempre più forte. A maggior ragione se tu diventi l’allenatore di una forza aliena rispetto a te.
Essere contro la guerra, significa “rinforzare il potenziale dal quale rinvigorisce la guerra”.
Quando “è il pesce a puzzare dalla testa”, allora tutto il corpo progressivamente “puzzerà”. Ciò indica che c’è un inizio per qualsiasi comportamento mascherato a valle. Che c’è una ragione non vista mascherata a monte. Che c’è un senso che regola ogni “cosa, comportamento”.
Ciò che, guarda non caso, sfugge in continuazione nel “qua, così”.
Perché certe situazioni non cambiano sostanzialmente, mai?
    
Per capirlo, devi chiederti e ricordare… “cosa è già successo?”.

È già successo che:
il pericolo sei tu” e, nel passato, qualche “tuo simile” è diventato il Dominio.
Il “passato”, però, non è quello a cui accedi normalmente, ripensandolo, ossia… immaginandolo in funzione dei modelli di riferimento di cui, ormai solamente, disponi. Il “passato” non è quello o non è solo quello.
È come se esistesse un “binario alternativo e fantasma”, al quale non hai accesso usualmente. Ed  è come se… su quel binario scorresse l’intenzione e la sede del Dominio.
Semplicemente… non più avvertito per mezzo dei “tuoi” sensi rimasti a disposizione, dopo l’invasione e la conquista dei dominatori, di coloro che hanno condotto in porto l’ultima vera e propria “campagna di possesso del tuo essere e della realtà sottostante”.

Visto che tutto è regolato dalla legge, strumento, memoria… della frattalità espansa, puoi “vedere l’accaduto” attraverso l’inquadramento della stessa “immagine sostanziale”, in qualsiasi ambito AntiSistemico caratterizzante il tessuto del reale manifesto (status quo = tutto ciò che ti sembra normale, naturale perché possibile).
Per cui, anche decidendo di osservare solo il “Mondo del Calcio”, puoi giungere a conclusioni valide a 360 gradi, in ogni ambito della realtà emersa “ad immagine e somiglianza” della forma di Dominio in auge.
Qualcosa che "si guarda bene" dal rendersi intenzionalmente manifesto, per via dell’infinito gradiente di vantaggio che, da una simile “posizione, prospettiva”, può godere sull’intero genere umano ivi (qua, così) “conservato”.
Il Calcio non è più sinonimo di “sport sano”, da molto tempo.
Il Calcio è sorretto da organizzazioni via via crescenti, sino ad abbracciare organismi Mondiali, come la Fifa. E la Fifa si è rivelata “ampiamente corrotta”, ergo:
ecco ancora il pesce, che puzza dalla testa.
Ma, bada bene, il pesce puzza dalla “sua” testa, ossia:
  • la testa non è la sua
bensì
  • quella “fantasma”, che viene proiettata dal “binario morto e parallelo” del Dominio.
La “testa del pesce, vera e propria” è stata ammorbata (sostituita) nel tempo
La gerarchia rende interdipendenti, ossia tutti/o dipendenti/e, dal vertice di quella che è una organizzazione aziendale:
il cui lavoro corrisponde alla generazione di utili aziendali e personali.
Il mezzo vettore “Calcio” serve per la continuazione di un simile business senza frontiere, di fatto.
All’interno del Calcio si annidano gli stessi interpreti che formano e forgiano anche il suo “esterno”, ossia, la “tua” realtà manifesta.
Calcio Internazionale - Coca Cola e McDonald’s contro Blatter, ma non si dimette.
I due sponsor hanno chiesto al presidente della Fifa di lasciare il proprio posto per non danneggiare l’istituzione, immediata la replica piccata:
"Non aiuterebbe il processo di riforme".
La Coca-Cola Company ha chiesto al presidente della Fifa Sepp Blatter di dimettersi immediatamente, dopo che la autorità svizzere hanno comunicato di aver aperto un'indagine penale sul capo dell'organo di governo del mondo del calcio. "Ogni giorno che passa l'immagine e la reputazione della Fifa continua a offuscarsi", ha detto la società in un comunicato.
Dopo la Coca-Cola, anche McDonald's ha chiesto ha chiesto a Blatter di dimettersi immediatamente...
"Gli eventi delle ultime settimane hanno continuato a far diminuire la reputazione della Fifa e la fiducia del pubblico nei confronti della sua leadership", ha detto la società in un comunicato.
Non si è fatta attendere la reazione di Blatter, affidata al proprio legale. “La Coca Cola è uno sponsor di valore per la Fifa – si legge nel comunicato – ma il signor Blatter dissente rispettosamente con la posizione presa e crede fermamente che lasciare il posto adesso non sarebbe la scelta migliore nell’interesse della Fifa e non aiuterebbe nemmeno il processo di riforme. Per questo, non si dimetterà”.
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Ognuno difende coi denti il proprio “fortino”.
Ma nessuno può davvero “scagliare la prima pietra”, perché tutti hanno le “mani in pasta”, ossia, dipendono dallo status quo (Dominio).
Coca Cola e McDonald's, a loro volta, si comportano alla stessa maniera di Blatter, ognuno nei relativi business di appartenenza (e tutti insieme si danno la mano, sotto all’insegna inconscia del Dominio).
Il Calcio è corrotto. Se non parla nessuno, è perché nessuno “se lo può permettere”. Nemmeno i vari “monumenti viventi” Maradona e Pelè, a parte certe uscite che lasciano sempre il tempo che ritrovano.
Certo, perché andare a schiacciare i piedi a certe realtà, significa anche correre il serio rischio di finire anzitempo quella che è una Vita, tutto sommato, ricca di soddisfazioni personali.
Dunque, a parte un certo Gossip, certamente “permesso”, non cambia nulla nella radicale sostanza dei fatti. Lo status quo rimane inamovibile, sino a quando l’umano è nel solco dell’aratro pre tracciato dalla macchina dominante.
O sino a quando rimane nel “fiume della Vita”, nel quale tutto scorre di conseguenza alla pendenza di una forma di reale... concepita artificiosamente proprio per “dare l’dea del cambiamento, mentre tutto rimane sempre e solo ‘fermo, all’interno di una forma prevista da terzi’”.
Al di fuori del Calcio, la Massa stenta a vivere e, così, sopravvive, si trascina. I Governi studiano sempre strategie per continuare ad illudere, non ponendo mai seriamente le basi per qualcosa di “nuovo, perché diverso, fuori dal coro”.
Arriva il piano-povertà del Governo Renzi: da 80-120 euro a persona per le famiglie indigenti
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Che differenza fanno 100 euro al mese, in più?
Pensa, invece, a quale differenza farebbero 1000 euro al mese, in più.
E, pensa, ancora meglio, a quale differenza farebbe se… non esistesse più il denaro né la sua dipendenza virale (debito compreso).
 
Pensa alla Comunione:
che differenza farebbe?
Tutta la differenza di questa Terra ed oltre…
La Comunione che cosa è? Per capirlo, pensa paradossalmente al Mondo militare:
  • quando fai parte dell’esercito
  • l’esercito pensa a tutto, per te
  • e, se devi frequentare un corso di aggiornamento, non lo devi pagare
  • perché il tuo miglioramento, migliora l’esercito stesso
  • che investe su di te (non essendo una spesa, perché semplicemente impiega delle risorse che già sanno, per insegnare a coloro che intendono imparare).
Ora, lascia perdere tutto il corollario e le ripercussioni derivanti dall’esempio militare e, rifletti, invece… su ciò che significa poter disporre liberamente di ciò che gli altri “sanno/fanno”, quando anche tu ti comporti alla stessa maniera
Senza nessun obbligo.
Senza nessun distinguo.
Senza nessun interesse trasversale, in maniera tale da permettere a chiunque di essere se stesso/a.
Come può una mancanza artificiale (come quella del denaro) condizionare le Vite di ogni essere umano? Ma chi l’ha deciso, visto che  il denaro è una invenzione di parte?
E perchè, ora, tu... consegui senza alcuna altra alternativa... 
visto che non esiste o esiste, come esiste il denaro finto del Monopoli?

Sino a quando “non ne riesci”, non puoi fare null’altro che trovare il modo di guadagnare denaro a sufficienza, per poterti permettere di partecipare al tal "corso", che sarà – di conseguenza – solo e per forza maggiore, a pagamento.
Il Dominio ha concepito questa realtà e te l’ha messa sulle spalle.
Ora “che hai la bicicletta, devi solo pedalare”.
Il Calcio è stato progressivamente “invaso e conquistato” dalla medesima forma d’onda, perché “qua, così” la frattalità espansa è un “discorso chiuso sul Dominio in auge”.
Tommasi boccia la riforma di Tavecchio: "Le rose a 25 sono un passo indietro, servono le seconde squadre".
Il presidente dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi, boccia la riforma delle rose di Serie A voluta da Tavecchio:
"È un passo indietro, servono le seconde squadre".
In questa stagione è divenuta effettiva la riforma delle rose delle squadre di Serie A, fortemente voluta dal presidente della Figc Carlo Tavecchio, e dal suo braccio destro, il presidente della Lazio Claudio Lotito, che ha fissato in 25 il numero massimo di giocatori tesserabili da ciascun club.
Gli effetti della novità non piacciono però all'Assocalciatori, che attraverso il proprio presidente, Damiano Tommasi, ha voluto sonoramente bocciarla, chiedendo invece l'istituzione delle seconde squadre.
"La riforma della rosa a 25 giocatori, come temevamo, ha avuto effetto contrario di quello che si voleva - ha tuonato il presidente del Sindacato dei calciatori poco prima dell'inizio del consiglio direttivo all'Expo - È un passo indietro della Federazione e credo manchi una spinta verso un cambiamento, che sia lungimirante e non pensi solo all'immediato".
"C'è meno posto per i nostri giovani - ha proseguito l'ex centrocampista - si vanno a pescare gli Under 21 all'estero. Già l'anno scorso le liste delle italiane in Uefa avevano il 70 per cento di stranieri".
Ecco dunque che andrebbero percorse, secondo Tommasi, altre strade:
"La rosa a 25 non è una soluzione, - ha sostenuto - dispiace aver ragione. Non ha portato i frutti sperati. Le seconde squadre, con i giusti vincoli, aiuterebbero le nostre Nazionali e l'utilizzo dei nostri talenti. Dispiace vedere gli Italiani non curati come potrebbe essere, perché anche la Nazionale avrebbe di conseguenza una maggiore scelta"...
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  • la riforma della rosa a 25 giocatori, come temevamo, ha avuto effetto contrario di quello che si voleva
  • è un passo indietro della Federazione e credo manchi una spinta verso un cambiamento, che sia lungimirante e non pensi solo all'immediato
Riesci a leggere la “parola (concetto, sostanza)”:
status quo by Dominio?
Oriali denuncia la serie A: "Ci sono pochi italiani nelle big".
Il team manager della Nazionale italiana, Lele Oriali, riflette sul calcio attuale:
"Non stiamo attraversando un buon momento e ci sono pochi italiani".
La Nazionale, così come tutto il calcio italiano in generale, è alle prese con il problema dei tanti stranieri presenti nelle squadre di serie A. È Lele Oriali, team manager degli azzurri, a denunciare per l'ennesima volta questo problema.
L'ex dirigente dell'Inter ha dichiarato a "Radio Anch'io Sport" su RadioUno:
"È un momento delicato, la difficoltà non è andare a vedere i giocatori italiani che giocano all'estero ma trovare quelli che giocano nel nostro campionato".
E ancora:
"Abbiamo visto diverse partite in pochi giorni e contato sulle dita di una mano i giocatori in campo. Sei partite per vedere 10 giocatori della nostra Nazionale"…
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La difficoltà non è andare a vedere i giocatori italiani che giocano all'estero ma trovare quelli che giocano nel nostro campionato
I “nativi”, da sempre, tendono a sparire, ossia, ad essere fagocitati. Del resto, la spinta della globalizzazione tende a mascherare i confini, portandoli dentro agli individui.
È apparenza l’abbattimento dei termini territoriali, perché in realtà il Dominio “spazza il Mondo intero”. Per questo non esistono i confini tra Stati (e non esistono nemmeno, di fatto, gli Stati):
perché lo Stato è unico ed… “Uno solo con se stesso”.
Se pensi di pensare “male”, non sei strano/a né “malato/a”. Anche se tutto attorno a te ruota facendoti “supporre questo”.
Quando andare dallo psicologo.
Anche la tristezza ricorrente può essere un campanello d'allarme:
ne parliamo con una rappresentante della Sipap, la dottoressa Emanuela Vallero…
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La “tristezza ricorrente” è l’effetto dello status quo (che, poi, diventa anche un problema tuo).
A che serve lo psicologo? Solo a spingerti a “fartene una ragione (sopportare “meglio”)”. Lo psicologo è un lavoratore, come te.
Egli bada al proprio tornaconto, perché inserito anch’esso nella “ruota della dipendenza dal denaro”.
Se di “malattia vuoi intendere”, si può dire che... sia tu che lo psicologo siete ammalati della stessa malattia:
  • quella mancanza cronica di denaro
  • che spinge potenzialmente a fare “di tutto”, pur di colmare un vuoto incolmabile.
Così, come vuoto è il tuo stomaco, tanto che devi sempre badare di riempirlo, anche se questo si svuota costantemente per ragioni “naturali”.
Ogni forma di sotto potere del Dominio è inconscia ed è, anche, parte in causa delle relazioni dominanti, ognuna relativamente al proprio livello. Se applichi il “modulo” al segno di ogni parte (valore assoluto), elimini la componente del giudizio e rimani fedele solo al messaggio frattale espanso che, nella funzione di memoria, rispetta sempre la Prima legge di SPS:
Tutto è vero”.

Quindi, omettendo ogni “segno”, rifletti anche su queste “parole”.
La lettera di Andrea Agnelli agli azionisti
Gli evidenti progressi della Juventus sul fronte della gestione non sono stati tuttavia sufficienti per avviare una profonda e definitiva riflessione a livello nazionale sul futuro del calcio italiano.
Da più parti, importanti esponenti del mondo del calcio invocano per il nostro movimento la dignità di essere considerati a pieno titolo un comparto industriale che contribuisce allo sviluppo del Paese sia con il gettito fiscale sia con il cosiddetto indotto.
Ma il calcio italiano, purtroppo, non sta trovando al suo interno le risorse umane adatte a rilanciarlo e ricollocarlo al centro del dibattito politico. All’interno del nostro mondo si realizzano posizioni di rendita ingiustificata, godute da soggetti che non sono né protagonisti né finanziatori. Si tratta di realtà che hanno saputo con scaltrezza “generare” il consenso di un sistema autoreferenziale
L’auspicio è che le prossime scadenze olimpiche, alla fine del 2016, portino ad un’accelerazione della spinta riformatrice nelle componenti costitutive del calcio italiano, favorendo il naturale ricambio degli uomini, delle competenze e delle modalità di gestione del potere. Si tratta di una riflessione che le Leghe, i calciatori e i tecnici devono saper cogliere per non passare altri cinque anni, da oggi al 2020, a elencare quello che si dovrebbe fare ma nessuno fa
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All’interno del nostro mondo si realizzano posizioni di rendita ingiustificata, godute da soggetti che non sono né protagonisti né finanziatori. Si tratta di realtà che hanno saputo con scaltrezza “generare” il consenso di un sistema autoreferenziale… 
Si tratta di una riflessione che le Leghe, i calciatori e i tecnici devono saper cogliere per non passare altri cinque anni, da oggi al 2020, a elencare quello che si dovrebbe fare ma nessuno fa
È lo status quo by Dominio. Come lo puoi cambiare se, sempre “qua, così” e, dunque, se sempre al suo interno?
Iniziando ad accorgerti che (1) esiste, anche se (2) non lo vedi più, perché (3) non ricordi (sei stato/a conquistato dentro, per cui ora hai una parte inconscia e, guarda non caso, dominante sul conscio, ossia, su/in ciò che ti rimane).
Perché il prezzo dei giocatori sale sempre di più? Lo puoi capire meglio ricordando il perché era salito a dismisura il prezzo delle case:
  • speculazione
  • intermediari sempre più avidi
  • legge che sostanzialmente “lo permette”
  • consenso generale, sino a quando le “vacche sono grasse”.
 
L’ultimo grande rialzo dei prezzi del mattone, ha corrisposto alla generazione della grande crisi dei mutui subprime. Qualcosa che “paghi tu”, mentre i “soliti ignoti” continuano a guadagnare puntando al ribasso.
Calciomercato - Affari sporchi, ecco il perché dei prezzi folli del mercato.
L'indagine di un Gruppo antiriciclaggio e la confessione di un procuratore pentito portano alla luce un sistema di criminalità organizzata, un congegno in grado di fruttare oltre 5 miliardi e mezzo di dollari grazie allo sviluppo di società che, sfruttando i paradisi fiscali, siano in grado di incrementare il valore dei calciatori.
Agli occhi più attenti appassionati di calcio non può essere sfuggito il vertiginoso aumento di trasferimenti a cifre folli o comunque ritenute inadeguate di giocatori, specialmente in Europa ma anche nel resto del mondo.
Naturale:
i procuratori traggono vantaggio dal trasferimento dei propri assistiti e si appropriano di percentuali sempre più cospicue dell’investimento.
In realtà quello a cui ci troviamo di fronte sarebbe un vero e proprio sistema di riciclaggio dei soldi della criminalità organizzata, una macchina in grado di formare un sempre più incontenibile bottino di denaro “sporco”.
È ciò che emerge dallo studio di alcuni documenti accuratamente collezionati dal Gaft, intento a mettere in guardia le alte cariche ai vertici di uno degli sport più popolari al mondo, minacciato da traffici illegali.
Il Gruppo anti riciclaggio del G7 ha infatti portato alla luce un vero e proprio congegno in grado di fruttare oltre 5 miliardi e mezzo di dollari grazie allo sviluppo di società che, sfruttando i paradisi fiscali, siano in grado di incrementare il valore dei calciatori e avere effetti sugli organi internazionali, sulle loro decisioni e in generale nell’ambito politico.
La conferma dell’esistenza di una sempre più consolidata strategia per indirizzare ingenti somme di denaro dove e come non previsto dalle leggi vigenti arriva dalla testimonianza di un “procuratore pentito”, i cui fondi risultano oggi bloccati in seguito a un errore nel bel mezzo delle operazioni che stavano portando un calciatore sudamericano in una squadra europea.
Oramai tutti si appoggiano a società estere, – spiega – la pressione fiscale italiana è insostenibile per il calciomercato. Esiste un pool di avvocati che, anche legati al mondo politico, è in grado di costruire un reticolo di società offshore, dietro a cui gestire il giro di denaro derivante dai trasferimenti”.
Il meccanismo attuato da società e procuratori è molto intuitivo:
“la società che detiene il cartellino del giocatore, estera o italiana, riceve dal club che acquista il giocatore i fondi per il trasferimento e ne trattiene una quota. Il giocatore, in realtà, vale meno di quanto riportato dai giornali, una parte della torta va ai procuratori e ai direttori sportivi che acquistano e vendono.
Come per magia, quel giro di denaro non può essere sottoposto al fisco”.
La Federcalcio non ha i mezzi per infliggere le sanzioni necessarie, il sistema è troppo collaudato.
“Una delle nuove frontiere per produrre denaro è acquistare società calcistiche all’estero, in modo da creare un portafoglio buono a riciclare i fondi sporchi.
Non è conveniente investire in Italia, gli asset si spostano via via all’estero”.
Lo zampino del crimine organizzato, del narcotraffico e di procedure che portano all’inquinamento criminale del calciomercato e alla fuga di capitali è stato ripetutamente messo sotto la lente d’ingrandimento dalla Fifa e dal gruppo antiriciclaggio. L’Italia è compresa nel novero dei paesi, principalmente europei, in cui tutto questo è oramai normalità, una consuetudine criminale che permette da un lato ai procuratori e agli agenti di godersi grossi guadagni generati dallo “spostamento di pedine” di loro proprietà e dall’altro spinge il crimine organizzato a servirsi di uno sport come il calcio (dalle strutture più che vulnerabili) per nascondere entità e reale destinazione finale di immensi patrimoni.
La libertà dei “rappresentanti dei calciatori” nel sopravvalutare il valore del cartellino dei propri assistiti sta alla base di una delle più diffuse tecniche di lavaggio di denaro sporco, analogo al sovrapprezzo di beni e servizi.
Parallelamente alla creazione di fondi pare che, mascherata come trasferimento di giovani e promettenti calciatori dall’Asia e dall’Africa, stia prendendo piede il traffico di essere umani, un fenomeno che, oltre a generare sconforto, si sta espandendo a macchia d’olio con particolare interesse nell’area dell’Europa dell’Est.
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  • un vero e proprio sistema di riciclaggio dei soldi della criminalità organizzata
  • il traffico di essere umani.
Non è conveniente investire in Italia, gli asset si spostano via via all’estero… (ecco svelato l’arcano. La Serie A è sempre più povera di italiani, perché le “pressioni” spingono in tal senso).
Quale mistero c’è, in tutto ciò, quando basta leggere in Internet, alla luce del Sole, per trovare gli esatti motivi che stanno alla base di una simile risultanza?
Forse che, le Autorità preposte a porre un rimedio, sono “stolte”?
No. Le Autorità sono le stesse che hanno preparato il terreno, affinché questo esattamente succedesse nel tempo.
Come puoi fare qualcosa, quando sei, di fatto, “solo/a”?
Lasciando perdere direttamente il reale manifesto “qua, così” e dedicando il tuo tempo a te stesso/a. Sì, perché… il Dominio è diventato tale diventando la grande concentrazione di massa (spingendo ad inventare il denaro, ad esempio) ed assumendo il ruolo guida per la legge della frattalità espansa che, per “delegazione”, ha continuato a “lavorare per esso”.
Ad un certo punto del “lavoro”, puoi vivere di rendita (in leva e... wireless)… quando hai accumulato sufficiente (che cosa?):
grande concentrazione di massa (influenza).
Il Dominio è, ormai, esistente in questa fase:
per cui, temporalmente, si è anche chiamato fuori dal contesto che amministra (il reale manifesto), pur facendone sempre parte.
Ora, che non lo "vedi" più, non lo ricordi nemmeno (conseguentemente).
Ma, il Dominio ti ha invaso e conquistato da fuori a dentro, per cui, è già successo. E ciò che è successo ti ha lasciato “cicatrici dentro e fuori (trauma, shock)”.
Dentro ci sono le paure e l’inconscio (la zona off limits, nella quale è stato radunato il dispositivo che ti controlla).
Fuori c’è questo tipo di realtà manifesta, che senza alternativa sostanziale, ti lascia costantemente “senza fiato”.
Turandoti il naso”, puoi assumere valenza frattale da qualsiasi contesto.
Prima di entrare in Lega, De Laurentiis ha… detto la sua riguardo all'ingresso di Doyen Sports:
"Il fondo Doyen? I fondi in Italia sono proibiti. Mi sono fatto l'idea che nel calcio ci sono troppe regole non uniformi".
Poi ne ha anche per Lotito che non sarebbe entusiasta (eufemismo) a una riduzione dei club in Serie A:
" "Lotito frena sulla riduzione del club. Ma perché? Ha bisogno dei voti di chi? Ha la spinta della serie B? Con chi ti sei messo d'accordo? Perché in questo paese ci vogliono tre anni a fare le cose?".
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Perché in questo paese ci vogliono tre anni a fare le cose?
Perché sei nello status quo by  Dominio.
Ma per “te”, fasciato come sei da/in questa “realtà”, non significa nulla.
Anche in Italia è arrivata e sta continuando ad arrivare la… globalizzazione:
  • lo stesso “contesto” che caratterizza il resto del Mondo
  • perché il Mondo è “Uno, se… qua, così”.

Mister Bee Taechaubol nelle scorse settimane si era limitato a definire Nevio Lucas, numero uno del fondo d’investimento Doyen Sports, un semplice amico che lo aiutava in questa fase della trattativa per il Milan, in realtà è molto di più.
Basta leggere la nota pubblicata dal celebre fondo d’investimento per capire che Doyen Sports Global è un vero proprio partner di Mister Bee che avrà il compito di occuparsi della politica sportiva del Milan nel caso in cui il broker thailandese riuscirà a chiudere la trattativa… con Berlusconi:
Doyen Sports è orgogliosa di essere stata scelta da Bee Taechaubol per la politica sportiva del Milan
Doyen Sport conferma i contatti e una volta conclusa l'acquisizione da parte di Mister Bee Taechaubol, darà un contributo con la propria conoscenza del calcio mondiale per costruire una squadra vincente"
Spesso demonizzata per il modo di agire non sempre trasparente, Doyen in questa nota tiene a precisare che:
“Doyen non sarà coinvolta nelle operazioni finanziarie per l'acquisizione del club e non sarà una parte centrale della struttura societaria. Doyen agisce come una fonte di finanziamento e non ha facoltà di decidere sul futuro dei calciatori.
La decisione spetta sempre ai proprietari dei cartellini, che sono i club, e ai calciatori in questione. Tutto questo va precisato in segno di rispetto per squadre e calciatori che sono stati accostati al Milan dalla stampa sportiva.
Confermiamo che si tratta soltanto di speculazioni.
Con l’esperienza e la passione rossonera di Mister Bee insieme alla nostra consulenza siamo sicuri che il Milan tornerà vincente”…
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Confermiamo che si tratta soltanto di speculazioni…” (esattamente).
Doyen-Milan, così i fondi comandano nel calcio.
La nuova collaborazione di calciomercato dei rossoneri scuote l'Italia. In Sudamerica è un fenomeno che esiste da decenni
Ora tutti parlano dei fondi d’investimento nel calcio, quasi sorpresi. Chi per mestiere non può esserlo è Stefano Malvestio, legale nello studio Bichara e Motta, il più famoso su temi di diritto sportivo in Brasile, quello che si è occupato delle operazioni di Neymar al Barcellona, Thiago Silva e Lucas al Psg, Fernandinho al Manchester City
Come detto, esistono varie forme di acquisizione di diritti economici. La forma conosciuta in Europa è il modello, visto che se ne parla tanto, Doyen:
l’investitore finanzia, in parte o integralmente, l’acquisizione di un calciatore in favore di un club, con l’obiettivo, poi, di rivenderlo una volta valorizzato, ricavandone una percentuale; è ciò che ha fatto il Porto negli ultimi anni.
La critica mossa a questi fondi è che sottrarrebbero capitali al calcio: ad esempio, quando il Porto trasferisce un calciatore, solo una percentuale del ricavo rimane al club portoghese. Ci si dimentica, però, che a fronte del lucro finale, vi è stato un apporto, spesso significativo, iniziale del fondo, senza il quale il club probabilmente non avrebbe potuto nemmeno acquisire tale giocatore
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L’articolo qua sopra citato, se letto per intero con “fare frattale”, è una miniera di informazioni a tutto campo e spiega bene cosa ci sia “dietro/oltre” ad un semplice trasferimento di un giocatore da una squadra ad un’altra…
Una dipendenza dalla malattia del denaro. L’intenzione del Dominio, che collega tutto.
Ci si dimentica, però, che a fronte del lucro finale, vi è stato un apporto, spesso significativo, iniziale del fondo, senza il quale il club probabilmente non avrebbe potuto nemmeno acquisire tale giocatore (e se il giocatore, senza la compresenza del fondo, costasse molto ma molto meno?).
È un loop, del quale non ricordi più l’origine.
Quando ci sei dentro, consegui.
Senza memoria. Senza senso tuo, nel senso pre imposto altrui.
Il fondo che sta cambiando il calcio in Europa.
Cos’hanno in comune miniere e palloni?
Nulla, all’apparenza.
Eppure il mercato odierno del calcio globale insegna che tra il calcio e attività che con esso non c’entrano nulla, i legami ci sono eccome.
Come quello con il gas della Gazprom, ad esempio, main sponsor della Champions League e di alcuni top club europei. Tutto questo per dire che anche le miniere c’entrano, a loro modo, con lo sport più seguito al mondo.
C’entrano grazie alla Doyen, società brasiliana ma con sedi anche a Londra, Istanbul e Malta. Occhio, perché questa connessione potrebbe ingrassare il calcio europeo. Compreso quello boccheggiante (di soldi e di tecnica) della nostra Serie A
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Se ti va, approfondisci l’argomento, leggendo per intero l’articolo e facendoti una ragione del motivo per il quale “le cose vanno così”.
Quali altri attori sguazzano in questa palude reale manifesta “qua, così”?
Quanti soldi muovono i procuratori? Inghilterra davanti all’Italia.
Mino Raiola vorrebbe prendere il posto di Blatter sul trono della Fifa, ma in attesa di capire cosa succederà a livello politico, il potente agente Fifa continua a essere uno dei più influenti procuratori a livello internazionali.
Un ruolo, quello dell’agente, che attira sempre molte critiche, ma resta uno dei capisaldi nel mondo del pallone.
Ma quanti soldi muovono questi personaggi?
Lo ha svelato la Fifa, rendendo pubblici i dati relativi a tutti i trasferimenti ufficiali del 2014 che hanno visto protagonisti affari mossi appunto da agenti della massima federazione internazionale…
In tutto questo operano, come dicevamo, i procuratori. O intermediari. Un territorio in cui l’Inghilterra la fa da padrona.
Nel 2014, infatti, sono stati ben 116 i milioni di euro investiti solamente per pagare le commissioni agli intermediari. Inghilterra, nettamente avanti, con l’Italia al secondo posto ma staccatissima (48 milioni)  davanti a Germania, Portogallo e Spagna.
Ed è sempre l’Inghilterra a comandare quando si parla di numero di trasferimenti conclusi grazie proprio all’intervento di agenti:
225, contro i 139 sempre di un’Italia piazzata al secondo posto.
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Chi è disposto a perdere una simile “miniera d’oro” se (1) ne è a capo, (2) gode dei relativi benefici e (3) è sostanzialmente immune alla legge, che contribuisce a riformare?
Il “massimo” non lo molli nemmeno dietro alla richiesta della coscienza, qualsiasi forma abbia questo “massimo” e qualsiasi ingiustizia arrechi alla Massa, all’insegna del “Mors tua, Vita mea”.
La forma è piramidale. La gestione è, dunque, gerarchica. Il piano è inclinato. Le leggi sono “su misura”. Lo status quo è “perfetto così com’è (per il suo intenditore)”.
Quindi? Che cosa può cambiare e perché dovrebbe cambiare?
L’unico aspetto che cambia e si evolve è proprio e sempre, lo status quo stesso:
Mino Raiola vorrebbe prendere il posto di Blatter sul trono della Fifa... (ad esempio).
In "disattesa"… di “te”. L’unica variabile che può sempre, in ogni momento, “impazzire”.
Che aspetti? Dai un “calcio” a tutto ciò.

Dal tuo terzo stato, lato proprio (è la raccomandazione d’oro, di SPS).

Altrimenti, non andrai che a rafforzare proprio ciò che credi di combattere…
    
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com