giovedì 8 ottobre 2015

L'Arte dell'auto determinazione.



 
Cosa è... “Arte”?
Di solito “riassumi, come da definizione” (quando e se ci pensi, perché – usualmente – non ti soffermi nemmeno a “pensarla, nel senso di… che cosa sia/è”).
L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza.
Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e "messaggi" soggettivi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione.
Nel suo significato più sublime, l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità umana. Rispecchia le opinioni dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico.
Alcuni filosofi e studiosi di semantica, invece, sostengono che esista un linguaggio oggettivo che, a prescindere dalle epoche e dagli stili, dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti, tuttavia gli sforzi per dimostrare questa affermazione sono stati finora infruttuosi.
L'arte può essere considerata anche una professione di antica tradizione svolta nell'osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo.
In questo senso, le professioni artigianali – quelle cioè che afferiscono all'artigianato – discendono spesso dal Medioevo, quando si svilupparono attività specializzate e gli esercenti arti e mestieri vennero riuniti nelle corporazioni.
Ogni arte aveva una propria tradizione, i cui concetti fondamentali venivano racchiusi nella regola dell'arte, cui ogni artiere doveva conformarsi
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Una definizione che, in pratica, “ti dice tutto, il contrario di tutto e, quindi, niente”.
SPS è in grado di agganciare questo “concetto astratto” e di riportarlo nel “qua, così”, alla luce della propria consapevolezza relativa all’esistenza del Fattore di Dominio.
Un simile “calcolo fattoriale”, ti permette di rimanere stabile, mentre tutto il resto ruota attorno/dentro allo status quo.
Ossia:
  • tu rimani al centro
  • così come, per molto tempo,
  • gli umani hanno disegnato/sostenuto la Terra al centro dell’Universo (una “metafora” che cela del valore aggiunto: l'individuo al centro di sè. Una vicenda “esterna”, che ora risulta come insabbiata nella struttura portante ed auto suggestionante, temporale). 
  
        

  • l’arte, nel suo significato più ampio (aggancia “ampio” e apri la tua prospettiva)
  • comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente (aggancia “ogni attività umana” e pensa anche a ciò che ti sembra impossibile, solo perché alla luce della convenzione)
  • che porta a forme di creatività e di espressione estetica (“che porta a…” – dunque – “a forme di…” realtà possibili, perché si manifestano per la Massa)
  • poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza (“poggiando su… esperienza”. Il Dominio è tutto questo e sopra a tutto è: esperienza, perché a differenza tua… non ha mai dimenticato nulla relativamente al proprio passato, anzi, ne ha fatto “Arte”)
  • nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e "messaggi" soggettivi (questo è l’uso dell’Arte attuale, dopo averla disinnescata ad hoc)
  • tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione (esatto. Per cui esiste anche ciò che ora non sei più abituato/a a concretizzare)
  • nel suo significato più sublime, l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità umana (sbagliato. L’Arte attuale è: una copia che scala d’ottava, rispetto a ciò che gli individui “vedevano, una volta… quando l’Arte era qualcosa di diverso, perché molto più vicina ad un comportamento piuttosto che ad un ‘codice’”)
  • rispecchia le opinioni dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico (rispecchia, quindi, qualcosa che è solo una “opinione personale, fatta moda, nel tempo”)
  • alcuni filosofi e studiosi di semantica, invece, sostengono che esista un linguaggio oggettivo che, a prescindere dalle epoche e dagli stili, dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti, tuttavia gli sforzi per dimostrare questa affermazione sono stati finora infruttuosi (certamente lo “stato dell’Arte” è infruttuoso, perché così serve al Dominio. Seppure l’intuizione sia giusta e sensata, non arriva mai da nessuna parte, se non sempre “qua, così”)
  • l'arte può essere considerata anche una professione di antica tradizione svolta nell'osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo (l’Arte è diventata una “professione”, che progressivamente ha dimenticato l’origine alla quale si era ispirata per auto generarsi. L’antica tradizione non è l’origine, bensì qualcosa che aveva già ridotto ad esempio grafico, marmoreo, un più ampio ambito sostanziale, costituito dal comportamento del Dominio)
  • in questo senso, le professioni artigianali – quelle cioè che afferiscono all'artigianato – discendono spesso dal Medioevo, quando si svilupparono attività specializzate e gli esercenti arti e mestieri vennero riuniti nelle corporazioni. Ogni arte aveva una propria tradizione, i cui concetti fondamentali venivano racchiusi nella regola dell'arte, cui ogni artiere doveva conformarsi (ridotta d’ottava la “verità osservata, perché una volta osservabile”, tutto si riduce di conseguenza nella portata del proprio messaggio. Il che permette, poi, di suddividere e separare ciò che si auto confonde nel tempo, per una mancanza di chiarezza sottostante. Una divisione che sfocia nel conseguente raccoglimento delle “briciole di ciò che è rimasto”. Una visione unilaterale che senza capacità di rilettura e riformazione frattale espansa, lascia il reale manifesto “qua, così” come unico e senza alternativa, con la sola speranza che mantiene vivo “il lumicino del bruciatore”).
Lo “Stato dell’Arte” è questo reale manifesto. Qualcosa che non puoi cambiare, sino a quando rimane inalterata la sua “fonte pre artistica dominante”:
  • l’Arte nasce quando qualcuno decide di “incidere quello che è un comportamento esatto, che vedeva”, riassumendolo in un ruolo simbolico secondario, come se… bastasse ostentare l’oggetto artistico lavorato, al fine di riprodurre nell’ambiente domestico o nella propria persona, le medesime caratteristiche “viste nel Campione di riferimento”
  • un comportamento preciso, isolato ed “immaginato in forma oggettiva/materiale”
  • una interpretazione di parte, distorta dai propri limiti, che diluisce la portata precisa di ciò che “il duplicatore vedeva esattamente”.
 


Un disinnesco, nonché una dimenticanza o, meglio, ciò che prometteva di essere dimenticanza temporale, perché tale era la strada intrapresa mediante l’opera della “riproduzione in copia, senz’anima, senza capire a fondo cosa sarebbe successo (*) ma solo vedendo il comportamento altrui, molto ambito e per questo da replicare... egoicamente”.
Ciò mette in luce un tempo nel quale il Dominio era visibile.
Ciò mette in luce, anche, un tempo nel quale qualcosa di molto “vicino” al Dominio, era visibile.
Ciò mette in luce, altresì, un tempo nel quale qualcuno che aveva “copiato il comportamento veduto in termini di ‘potere’”, si era illuso di poterne fare una propria “scienza o forma d’Arte”.
Il comportamento è codificabile? Sì. Essendo di fondo, un programma.
Per questo, all’inizio l’Arte era tanto “esatta”.
Il che significa che i primi “Artisti” erano dei dotti scienziati.
Che sapevano quello che facevano? Che sapevano che il tempo avrebbe fatto solo inabissare tutto, senza capire a fondo cosa sarebbe successo (*), se un certo bagaglio d’esperienza non fosse stato agganciato, in qualche modo, alla memoria visibile umana.
Perché il Dominio stava "immergendosi", facendo sprofondare tutto nella perdita della memoria (Atlantide & Co., il "mito", ricorda un po' questo processo).

Il Dominio spariva dalla scena, ma non per quanto riguarda la continuazione del Dominio stesso nella scena manifesta.
Quello fu il tempo della consapevolezza del Dominio, di cosa poteva esattamente fare/essere… assumendo una configurazione precisa, secondo la regolazione frattale espansa, che aveva assunto dal proprio cammino, a livello circuitale, venendo a conoscenza dei meccanismi che permettono il funzionamento e l’emersione di una forma “esatta” di reale manifesto, a partire dal serbatoio infinito del reale potenziale.
A propria “immagine e somiglianza”, in somma.
La sua “forma d’Arte” fu quella di comportarsi alla maniera frattale espansa, con il conseguente risultato di:
  • sparire dallo scenario manifesto
  • sempre più replicante l’intenzione/ispirazione del Dominio
  • conferendo alla Massa l’idea deviante e scomoda di Dio
  • diventando lo scenario manifesto.
  
 
Un distacco dalla consapevolezza (altrui) di ciò che “è” e che sarebbe rimasto “nei secoli dei secoli”, sino a quando il “qua, così” non sarebbe cambiato.
Che cosa sai? Quello che non ti dicono. Chi? Quale risposta ti aspetti? Tu, che vivi di "fantascienza, di spettacolo, di gossip, di forme d’Arte impoverite" e che servono solo ad auto intrattenerti nello status quo di competenza.
Le scelte non sono mai “tue”. 


Le “tue” scelte sono relative ed apparenti, ma fisiche, deviazioni dal tracciato comune, che poi - lungo il tempo - non più osservate, ti riportano ancora e sempre nel tracciato comune.
Ok?

Vai a destra o a sinistra?
Che importa se… poi… ritorni sempre “qua, così”?
La via è unica, dentro a ciò che ha previsto tutto.
   

L’Artista è il Dominio, il quale comportamento (strategia) è sì codificabile, ma… senza la tua memoria non c'è coerenza, costanza, ricordo, lungimiranza, attecchimento al progetto che, guarda non caso, serve per pazientare... mentre i frutti del proprio “essere” fioriscono alla luce condensata dal Sole, dando luogo al reale manifesto, ossia, colorandolo ad hoc; caratterizzandolo del carattere dell’Artista.
Il “simbolo” ha ancora potere, relativamente alla sua forma originale ritratta, estratta ma astratta. Ma... qualcosa dal “sapore” odierno di… pilota automatico (sede dell'eggregora, ossia, del parassita che occupa lo spazio lasciato libero e/o vuoto, ma ugualmente polarizzato e dotato di direzione frattale, radioattiva, simbolica).
Il simbolo funziona ancora, essendo di fatto una codifica frattale relativa al Campione di riferimento, il quale - in origine - non dipingeva, scolpiva, ritraeva nulla, ma… “era uno con il proprio comportamento”.
Il Campione lo è per “meriti propri, sul campo, mediante la propria immagine, figura, esempio, azione, portata, etc.”.
Se, poi, qualcuno pensa di “copiarne le gesta”, l’opera codificata inizia a divenire frutto anche della mano che ha ritratto, dando luogo al processo della perdita della memoria originale.
Il Campione "sparisce", nel tempo, rimanendo il suo ricordo sempre più scialbo.
Qualcosa che, in seguito, diventa solo un quadro, una statua, un oggetto da collezione, un oggetto di “valore” perché ritradotto nella moneta di scambio, d’epoca in epoca.
Ma l’autentica preziosità è altra, ossia, quella contenuta nella quintessenza della replica di ciò che era ed è un comportamento esatto, preciso, centrale, “giusto”, etc.
Le piramidi, da questa prospettiva, che cosa rappresentano?
Visto che sono sparse per tutto il Mondo, che cosa possono indicare, se non qualcosa che è, di conseguenza, anche Globale?
Un attento comportamento mantenuto dal Campione, che non è mai passato di moda, perché tendenzialmente atto a conservarsi per vie frattali espanse (la ragione della ciclicità apparente, delle “onde” che vanno dalla morte alla rinascita continua).
Perché esiste il segreto di Stato? Perché esiste il segreto. Perché esiste una copia di qualcosa che si è, così, secretato (secreto = nascosto, succo, sostanza. Segreto). Perché esiste la radiazione di qualcosa che “non esiste solo perché non lo vedi/ricordi più”.


Volkswagen, Epa al Congresso Usa: No alla divulgazione dei dettagli dell'inchiesta.
Due alti funzionari della Environmental Protection Agency degli Stati Uniti, l'autorità ambientale federale, hanno riferito in una testimonianza scritta depositata per un'audizione al Congresso Usa che non possono rivelare ulteriori dettagli dell'inchiesta su Volkswagen senza mettere a repentaglio la loro indagine.
Nel documento i funzionari Epa accusano inoltre Vw di aver tentato di nascondere lo stratagemma utilizzato per manipolare le emissioni dopo che sono stati scoperti i livelli di inquinanti superiori a quanto consentito dalla legge.
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È, ancora una volta, oltre ad essere un capro espiatorio… un “sacrificio sull’altare del Dominio”.
Si "brucia" un certo tipo di informazione passata, per garantirsi fonte unica di approvvigionamento delle informazioni sempre presenti, perché riproiettate avanti nel futuro... in attesa di essere raggiunte dal “bastimento inconscio umano”, che viaggia lungo una direzione prevista e, dunque, preparata ad hoc per essere trattata di conseguenza e trattare di conseguenza…
Addio a Bobbi Kristina, morta proprio come Whitney Houston.
28 luglio 2015
Questa notte è morta Bobbi Kristina, 22 anni, l’unica figlia avuta da Whitney Houston con il cantante R&B Bobby Brown.
Per un tragico destino la sua vita è finita come quella di sua madre, Whitney Houston:
in una vasca da bagno.
Lì infatti è stata ritrovata lo scorso 31 gennaio, priva di sensi. Non si è mai risvegliata dal coma, causato forse da un’overdose di farmaci
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Per un tragico destino…”? Il caso non esiste.
Questo è tutto… “materiale artistico”. Fonte d’ispirazione per creare attesa, per vendere, per sfruttare il nome a livello simbolico, etc.
Non ti confondere quando SPS cambia il livello della prospettiva. Ci sono “cose/comportamenti” del Dominio e ci sono le relative risposte frattali dei Punti di Riunione AntiSistemici. Ma la sostanza non cambia. Stanne certo/a che la sostanza non cambia mai, “qua, così”.
La percepisci la tristezza che s'emana da questa vicenda “madre/figlia”?
È come un “prodotto esatto”. Una formula precisa, al gusto di
Qualcosa che viene riservato e riversato su/in te (sulla/nella Massa).

 
Usa, scoperta causa morte Bobbi Kristina Brown, resterà segreta.
La causa della morte di Bobbi Kristina Brown - figlia della stella della musica black Whitney Houston - è stata determinata, ma i risultati dell'autopsia sono stati secretati.
Il tribunale di Fulton, nello stato Usa della Georgia, ha infatti ordinato al medico legale di Fulton di non rivelare l'esito dell'esame
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C’è sempre un senso “nel tutto, che succede”… ed è, precisamente:
  • sempre e “solo” un senso unico
  • nel quale ti muovi
  • con fare impreciso “lato tuo” e preciso “lato altrui”.
Non sei, al fine, mai fuori luogo. Ma sei sempre esattamente dove devi stare per… garantire che il reale manifesto continui ad esistere, per come l’hai sempre “conosciuto”.
Ovvio… e per come non l’hai mai “riconosciuto”, tendendo ogni volta a perdere la memoria e a resettarti, per ragioni fondamentalmente “aliene rispetto a te ed alla tua originale intenzione”.
Esistono realtà diverse, all’interno della stessa realtà (insiemistica).
Qualcosa che perdi di vista, non appena sei portato/a a pensare che “è normale così”.

 
Dopo “questa è… Sparta!”
“Qui non si gioca a calcio!”, l’arbitro di rugby gela il simulatore.
“This is not soccer”:
questo non è mica il calcio, questo è il rugby!
L'arbitro gallese Nigel Owens ha voluto sottolineare ancora una volta, con un gesto eclatante, la superiorità etica, nel comportamento in campo, dei campioni della palla ovale rispetto ai “cugini” calciatori, considerati evidentemente (in molti casi a ragione) dei teatrali simulatori.
Durante la partita di dei Mondiali Scozia-Sudafrica al St. James Park di Newcastle, Owens ha ripreso seccamente lo scozzese Stuart Hogg, reo di aver finto in modo plateale di essere stato colpito duramente da un avversario. “Se vuoi giocare a questo modo, hai sbagliato sport. Torna tra 15 giorni, qui giocheranno a calcio”, ha tuonato l'arbitro di fronte a uno Stuart Hogg visibilmente scosso…
Owens lanciò il fortunato slogan “This is not soccer” - finito poi su tazze e t-shirt - dopo aver ripreso il mediano del Benetton Tobias Botes per aver protestato eccessivamente:
“La prossima volta che ti sento urlare finisci fuori - gli disse - Questo non è calcio”.
Chissà se il messaggio sarà arrivato forte e chiaro anche alle orecchie dei calciatori specialisti del “tuffo”, che ogni domenica si esibiscono in performance molto creative nelle aree di rigore.
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Owens lanciò il fortunato slogan “This is not soccer” - finito poi su tazze e t-shirt (ecco la riduzione sterile “lato tuo”, derivante dall’Arte assecondata alla funzione simbolica commerciale di riferimento).
Basta una “tazza da the”, detenuta sulla mensola di casa tua, per renderti più “etico/a”?
No. Perché quella tazza è "disinnescata", rispetto al comportamento originale, che sei tu che devi incarnare.
Sì. Se, tuttavia, quella tazza è costituita da materiale radioattivo, ma in quel caso… ti ammalerai nel tempo, dando la colpa a tutto ed a tutti, tranne che al materiale costituente la tazza stessa (non “visibile” alla luce della tua totale inconsapevolezza).
Sì. Se quella tazza è un simbolo frattale espanso. Anche nella riduzione d’ottava, rispetto al comportamento originale, il simbolo emana la medesima lunghezza d’onda frattale. Che interferisce con te, dando luogo a processi di possessione o di conflitto o di resistenza e, comunque, di “stress”.
Fai attenzione a cosa ti porti a casa ed ostenti al suo interno.
Questo discorso non è campato per aria, non è quantico, non è scientifico deviato, non è religioso, non è spirituale, non è quello che credi, ma… è solo e dannatamente “frattale espanso”:
  • una dimensione diversa da tutto quello che “sai, perché non ricordi”
  • una dimensione altra, rispetto al “tuo” credo
  • qualcosa che funziona, perché così funziona il reale manifesto, come diretta emanazione dalle circuiterie, regolate dalla legge, strumento, memoria… frattale espansa.
Legge “eterna” che è stata copiata e codificata in molte opere artistiche:
soprattutto in quelle che ritraggono Dio in ogni forma ed immaginazione diverse, ma sostanzialmente e frattalmente… sempre "identiche nella sostanza".
La frattalità espansa è usata, per “delegazione”, dal Dominio:
  • il quale è raffigurato anch’esso a livello artistico
ad esempio
  • quando vedi la statua di Giove, coi fulmini nella mano (quella energia opera non tanto sul proprio impero fisico, quanto sullo stato di conservazione dell’impero stesso, ossia, a livello frattale espanso).
  •  
Movimenti di "separazione", all'interno di altri "movimenti d'insieme".
Waldio è un acronimo che sta per Write Ahead Logging Direct IO, e sostanzialmente si basa sull'idea di ridurre le operazioni di scrittura/lettura sulla memoria del telefono.
In questo modo si usa meno energia, e per di più si ottengono maggiori prestazioni e anche un minore deterioramento delle stesse nel tempo.
"La base di questa nuova tecnologia è minimizzare la quantità di dati registrata da un dispositivo", spiega il responsabile del progetto prof. You-jip Won, "Questa tecnologia renderà possibile usare memorie flash economiche per molto tempo come quelle più costose".
Sì, perché Won e la sua equipe partono dal fatto che con il tempo la memoria all'interno degli smartphone di deteriora e tutto tende a diventare più lentopuò volerci più o meno tempo a seconda di quanto intensamente usiamo il dispositivo.
Riducendo la quantità di dati scritta sulle memorie stesse, quindi, si preservano le prestazioni ma si rende anche praticabile l'idea di usare memoria flash meno costose.
Numeri alla mano, si parla di velocità aumentata di 20 volte e +40% di autonomia. Un sogno, anzi praticamente un'utopia, ma d'altra parte tutte le ricerche in corso dipingono scenari incredibili – ma ci passerà ovviamente parecchio tempo prima che trovino un'applicazione pratica…
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  • Won e la sua equipe partono dal fatto che con il tempo la memoria all'interno degli smartphone di deteriora e tutto tende a diventare più lento – può volerci più o meno tempo a seconda di quanto intensamente usiamo il dispositivo (ok? Quale è il punto di “partenza” considerato come “normale”?)
  • riducendo la quantità di dati scritta sulle memorie stesse, quindi, si preservano le prestazioni ma si rende anche praticabile l'idea di usare memorie flash meno costose (ecco che, allora, la “memoria” è sempre meno “completa”, alias, nel tempo tendi a perderla… perdendo la capacità di raggiungerla per vie diverse. Le “prestazioni” aumentano? Quale tipo di prestazioni? Oggi la Vita media si è alzata, ma… perché? Le persone sono tutte sane e felici?)
Arte = copia di qualcosa che esisteva (Campione); trascrizione visiva.

Impoverimento:
nella copia si perde inevitabilmente qualcosa (la chiave di attivazione, il senso di ciò che era visibile)
nella copia vive un livello inferiore, rispetto all’originale... che era “simbolo vivente, comportamento, azione, intenzione”.
L’arte ritrae il simbolo vivente, trasformandolo in oggetto passivo e depotenziato. 
Accumulo frattale d'informazioni. (1) un modello che fa da riferimento, (2) Nutella, (3) Cocaina = droga/dipendenza/riferimento, (4) "chi vuole accoglienza la chiede perchè ci guadagna soldi" (status quo).
Il caso non esiste. 
Non è Lapo ma John... Elkann: anche se è "uguale"; infatti il cognome è lo stesso (famiglia, estrazione, direzione). L'azione è la medesima. La simbologia è identica...
Come decidi da te, per te?
“Qua, così” come puoi?
Le dipendenze sono infinite.
Le scelte sono apparenti e filtrate, ossia, previste e già disinnescate.
Quale alternativa sostanziale?
La legge “lavora per lo status quo”.
Le Autorità “mantengono lo Status quo”.
Tu sei reso/a… quello che non avresti mai inteso, per te.
Lo stato di precarietà “corrode dentro”.
Nel futuro, sempre più tecnologico, il potere dell’apparenza sarà tale da indurti a fidarti del solo impatto emotivo, relativo al tipo di informazione che ti raggiunge in casa o sullo smartphone di turno.
La realtà fisica sarà sempre più distaccata da quella virtuale, di comodo, in maniera tale da sovvertire il processo:
  • giudicherai in base alle immagini che la tecnologia trasmetterà
  • giudicherai in maniera tale che sarà "naturale", poi, funzionare in tal modo.
Esiste Obama? Come lo puoi sapere se per tutta la tua Vita non avrai mai occasione di vederlo “live”? Come credere a tutto ciò?
Lasciandoti andare per non impazzire o, meglio, per non essere mal giudicato dagli altri, per non perdere il posto di lavoro, per non perdere la “coincidenza”.
Esiste quel 11 settembre 2001? Ciò che fu un gran banco di prova, costituisce il capo saldo alla guerra ad oltranza, Globale, contro il terrorismo Planetario, condotta da una Nazione e dai propri alleati, contro qualcosa che “non sai nemmeno se esiste”.
Tutto come un gigantesco ed unico grande “esperimento” a cielo aperto.
Se funziona. Se continua a funzionare. E funziona, eccomeallora i Punti di Riunione AntiSistemici rincareranno la dose
Perché (1) conviene loro, (2) mantiene il potere nelle mani dei pochi (funziona), (3) sfrutta sempre più la Massa ed il proprio vantaggio, (4) migliora le “prestazioni”, l’utile e l’interesse, (5) permette di guidare meglio la direzione umana, (6) sull’onda di ciò che “emana” il Dominio.
La tua unica direzione alternativa di “spinta”, è quella che ritrovi in te, al “tuo centro”.
Non a caso, in te, il Dominio ha piazzato un’area inconscia, ossia, una “enclave” che controlla... da incontrollata
In geografia politica, un'enclave è una regione interamente compresa all'interno di uno Stato, che però appartiene ed è governata da un altro Paese
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Nel caso del “tuo” inconscio, quale è il “Paese” che lo controlla esternamente rispetto a te?
Il “Paese” è un non luogo. È un comportamento. Una proiezione costante su/in te.
Una risoluzione circuitale. L’avvolgimento del secondario, sul primario (il serpente biblico).
E questo “comportamento” è qualcosa di riferibile al Dominio (ossia, a ciò che “non esiste”). Wow... quale mirabile strategia.
L’Arte ha ritratto (copiato, trascritto) questo comportamento ma, nel tempo, il tempo e l’ispirazione dominante, hanno distaccato tutto dall’originale forma d’essere.
In Gurdjieff, nell’arte dei Sumeri, dei Maya ed in quella dell’Antico Egitto, ad esempio, c’è qualcosa di ancora molto vicino alla prima trascrizione del comportamento originale detenuto dal Dominio, quando era ancora manifesto.
Quando l’Arte ritorna ad essere quella che era:
la copia esatta (con la sola variabile relativa al primo “artista”, che tuttavia… vedeva ciò che intendeva rappresentare) di un preciso modello esistenziale
Allora, tu puoi ricordare.
E da un simile ricordo, riesci ad accedere a/in te stesso/a.
Al tuo centro, nel tuo terzo stato, lato proprio.
Che cosa significa, in soldoni, tutto ciò?
Tu che dici? E che cosa “farai”?
Questa non è fantascienza. La realtà manifesta è rovesciata rispetto a quello che “sei in origine”.
“A testa in giù”… funzioni meglio, perché “riassumi meglio (sei più concentrato/a”. Più sangue alla testa. Più trascritture. Più operazioni I/O. Meno prestazioni? Mettiti nella condizione di essere tu, eventualmente, a constatarlo. Lascia che sia tu a decidere. Prova, allora. Che aspetti?
Prova a far ché? A metterti a testa in giù?
Prova a “funzionare anche diversamente”:
  • cinque minuti oggi
  • cinque minuti domani
  • cinque minuti sempre più... “centrali”.
Trai da te le tue conclusioni, perché altrimenti potrebbe, un domani molto vicino, non esistere più niente di fisico attorno a te. Più nulla che puoi tastare con mano, prima di decidere…
Che ne sai, ad esempio, “che succede in Siria, al Governo, tra sindacati e parlamentari”?
Non sai nulla “di tuo”. Eppure ti fai una esatta opinione. Ma come ritieni di poter decidere equamente, in questa maniera?
In base a ciò che la tua “esperienza, sensibilità, percezione ed intelligenza”, ti dicono.
Ergo? Quale connessione esiste tra “il segnale che giunge in casa tua” e il tuo “bagaglio personale decisionale”?
Quale… se tendi ormai a confondere le due “cose”?
Il tamburo battente dei Media non è casuale. Irradia al ritmo corretto per “averti”.
Al tuo centro “lato altrui”, ricordalo sempre, ora c’è una enclave (inconscio) governata dal tuo esterno
Sei come un burattino, allora. Non c’è nessuna differenza se lo continui a permettere. Se almeno non ti accorgi.
Accorgiti che sei tu il “Campione”.
Non sei solo il “Campione Ri Prodotto”.
Sei il “prodotto dell’AntiSistema, qua, così”, ma non solo. In te conservi anche le tue “radici”, qualsiasi esse siano e qualsiasi funzione e costituzione abbiano.
Se non c’è nulla di te “oltre a tutto questo status quo”, crealo adesso anche se “qua, così”.

Auto determinati:
  • ri creati
  • “artistica mente”
  • a partire, però, dalla ferma consapevolezza che proprio il “qua, così” ti ha permesso di elaborare.
E non all'interno di questa "definizione":
il principio di autodeterminazione dei popoli sancisce l'obbligo, in capo alla comunità degli stati, a consentire che un popolo sottoposto a dominazione straniera (colonizzazione o occupazione straniera con la forza), o facente parte di uno stato che pratica l'apartheid, possa determinare il proprio destino in uno dei seguenti modi:
ottenere l'indipendenza, associarsi o integrarsi a un altro stato già in essere, o, comunque, a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico...
(c.d.: "autodeterminazione esterna")...
Link

A che serve? Se... "il prossimo Stato in Europa"?
Quale scelta autentica?
"Osserva" il comportamento frattale espanso del Dominio.

E “fai allo stesso modo” ma, per riagganciare il tuo "originale destino".

Lungo la “via di Dio” lo incontrerai presto, perché il Dominio è unico “qua, così”. Dunque, o cambia il reale manifesto o dovrà cambiare per forza qualche variabile o qualche costante e, perché no? Anche il Dominio attuale stesso.
Ma tu sarai “migliore” dell’attuale status quo?
O diventerai ancora e solo... Dominio?
Quella condizione è virale. Fai attenzione a non “ammalarti” nuovamente.

Perseverare è diabolico…
   
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com

2 commenti:

  1. dimenticare/si è umano,oggettivamente umano nella concreta realtà in cui veniamo "!formattati",deragliare,verso nessuna stazione,senza nesun binario,sarà,è possibile? Ciao Davide

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    Risposte
    1. Ciao Carlo, eviterei di "nasconderci" dietro alla configurazione "umana". C'è di più. La "formattazione", ad esempio, è qualcosa che va oltre alla condizione umana. Penso che l'umanità non è dispersa, bensì, come un gregge di pecore... è guidata da "cani e pastori" verso una direzione certa, sicura, univoca e unilaterale.

      Non c'è spazio "qua, così" per il caso!

      E il "dimenticare" non è casuale nè umano, proprio per il modo che caratterizza la Massa.

      Grazie. Un abbraccio.

      Serenità. Smile

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