lunedì 12 ottobre 2015

Una realtà a guida automatica.


Chi sta... "guidando chi/cosa"?
La "guida automatica" è, ovvio... a trazione frattale espansa. E la realtà manifesta, perchè conseguente... è un "giogo delle parti".
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Con l’introduzione della nuova legge, i siti/blog Internet hanno dovuto adeguarsi, introducendo la soprastante “etichetta esplicativa, in home page”:
  • qualcosa di già visto
  • qualcosa di nuovamente desueto
  • qualcosa che non cambia nulla
  • qualcosa che “toglie le castagne dal fuoco” ai fornitori degli spazi blog ad ai gestori dei siti Web; nella fattispecie, la raccolta dei dati personali degli utenti, alias, la questione apparente della “privacy”, nonchè, ciò che riguarda la "guida automatica del navigante".
Un "giro di fumo" che cela l’interesse che le aziende nutrono per coloro che vengono attirati nelle ragnatele digitali/virtuali, predisposte proprio per “far lavorare l’utente, come un ape pungolata dal colore dei fiori”.
Un’attività sempre più “robotica” (per tacito assenso o “con senso unico”).
Dopo le “dichiarazioni di consenso al trattamento dei propri dati”, che non chiedono ma obbligano, altrimenti la navigazione non prosegue, arriva il trattamento della privacy in maniera indiretta:
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È un ulteriore passo “in avanti” verso l’automazione decisionale dell' attore/attrice Web.
  
L’etichetta ammonitrice, ormai, deve sempre comparire (sempre esserci) ma, al pari di una “frase jettatrice” - che compare su un pacchetto di sigarette “moderno” - non serve a nient’altro, che a rendere più sottile la modalità di assunzione della “pillola di reale manifesto, qua, così”.

È tutto un apparire. Anche la presunta tutela democratica della “tua” libertà di scelta.
L’ambito è “solo che… frattale espanso”:
  • deviato alla sua base
  • in maniera impalpabile
  • ubiquamente diffuso
  • perché… unico (qualcosa di diverso, rispetto al concetto illusorio di “Uno”, di derivazione “spirituale”).
 
La legge, strumento e memoria… della frattalità espansa è una dispensatrice delle caratteristiche di base (intenzione), della grande concentrazione di massa... della “personalità dominante”:
  • un nucleo uncio di potere, che esiste
  • anche se non sei più abituato/a a “vedere/credere”.
La sua “dematerializzazione”, ad esempio, la puoi constatare in quello che sta accadendo, non a caso, al denaro che, da oro fisico è diventato soprattutto… virtuale (alias, digitale).
Internet stesso permette di renderti conto di come esista una dimensione non fisica, agganciata a quella fisica, nella quale “sopravvivi”.
E, bada bene, la virtualità sorgente di una possibilità... la rende, al pari di una dimensione fisica, anche, “ficcante, agente sul piano della derivazione, in termini di effetti concreti, sulla tua persona, area di competenza, volontà, identificazione, futuro, etc.”.
La legge che, ora e sempre di più, viene spesa per regolamentare l’uso e lo sfruttamento del “FarWeb” è, nella realtà della sostanza dei fatti, qualcosa che, più di ogni altro aspetto infrastrutturale, “regolamenta l’uso e lo sfruttamento, altrui, della tua identità digitale… alla quale fai capo tu, nelle vesti della ‘tua’ persona fisica”.
Insomma, non è un gioco ma è “solo” un giogo.
Tu entri nella “tua” parte ed inizi ad interpretarla, secondo le regole decise dalle Autorità, per cui, “tu non entri nella tua parte, bensì, in quella decisa per te o messati a disposizione, da qualcosa d’altro rispetto a quello che continui a considerarti e rispetto a quello che continui, tutto sommato, a ‘sentire a proposito di te’”.
Il “pilota automatico” è una conseguenza dell’intelletto umano? Dell’evoluzione tecnologica? Della cultura scientifica umana?
No. È, "ancora prima"... piuttosto, un effetto collaterale (1) della compresenza del Dominio, (2) espressa per frattalità espansa e (3) “radioattività” del principio nascosto alla guida dell’umanità.
Doveva emergere, nel tempo, e così “è (stato)”.

I Punti di Riunione AntiSistemici (i sotto poteri inconsci del Dominio, che mantengono coesa/densa/attiva la sostanza infrastrutturale dell’impero), concordano con una simile prospettiva e la incoraggiano, alias, autorizzano, rendendola possibile:
perché, dalla propria prospettiva, tutto ciò corrisponde ad un maggiore e potenziale “ritorno sull’investimento (utile)”.
Ossia, la stessa “cosa” che accade al Dominio (conscio), ma ad un livello di “ottava” più basso (inconscio). Cioè, invertendo gli ordini di appartenenza, emergendo nel reale manifesto ad hoc:
la stessa “cosa” che accade a te (inconscio), ma ad un livello di “ottava” più basso (conscio).
Il “conscio” del Dominio ed il “tuo”, raccontano di due "stati d’animo" diversi e separati dal livello di consapevolezza:
  1. l’uno è fonte
  2. l’altro è conseguenza.
Per l’uno è intenzione.
Per l’altro è “moda”.
Non è l’inconscio... il vero centro del potere ma, in te, è nell’inconscio l’area blindata del centro di potere.
La stazione ricetrasmittente, governata in maniera non locale, wireless, ubiquamente… dal Dominio.
Per il quale è “conscio” tutto ciò che “intende e decide, senza bisogno di ispirazione alcuna”.
A Filtro di Semplificazione attivo, “SPS chiude a questo livello, il circuito”, perché andare oltre – ora – è solo che inopportuno (uno step alla volta).
Il conscio è il livello emerso, consapevole ed il più possibile “originale”.
Quando qualcosa, che è avvenuto/a tempo prima, predetermina il valore aggiunto rimasto a livello conscio, allora si viene a formare l’apparenza strategica dell’inconscio, che da un lato (ricevente) accoglie informazioni funzionali (ispiranti) dal conscio predominante e dall’altro lato (trasmettente) emana informazioni “ad immagine e somiglianza” al conscio conseguente.
 
Inconscio...
L’inconscio diventa, allora, una forma di enclave, rinchiusa su/in se stessa e governante “le terre consce/emerse… a livello di risposta frattale espansa, rispetto all’ordinamento intenzionale che le prevede non a caso ‘qua, così”.
Le conseguenze per te?

Una strutturata e ben governata, dalla corretta prospettiva, “tua” confusa esistenza e forma di reale manifesto, autorizzata sempre a livello “altro”, specifica nella propria “onda lunga” di effetti scaturenti dall’esatta dima preventiva, situata al di là di ogni tua “volontà di capire”.
Auto senza pilota
L’Europa… si sta preparando all’introduzione nel mercato delle auto a guida autonoma.
Lo scorso aprile è stato approvato un emendamento per la modifica dell’articolo 8 della Convention on Road Traffic, trattato internazionale siglato nel 1968 e in vigore dal 1977 che detta le regole del traffico a cui i settantadue stati partecipanti alla convenzione devono adeguarsi con leggi nazionali specifiche.
Nel dettaglio, l’articolo che in precedenza dicevaOgni guidatore deve, in ogni momento, poter controllare il suo veicolodivieneOgni guidatore deve essere sempre presente e abile a prendere il controllo del veicolo, i cui sistemi devono poter essere scavalcati o spenti in qualsiasi momento”.
L’articolo è stato cambiato in modo sottile, ma decisivo, affermando che i guidatori delle auto a guida totalmente o parzialmente autonoma possono sollevare le mani dal volante, cosa finora esclusa dal testo originale, a patto che si possa escludere il sistema elettronico.
Questo apre decisamente alle auto autonome senza pilota...
Secondo l’Ing Pier Paolo Porta, PhD Sales Director and Board Member del VisLab la tecnologia è pronta e per i Paesi pionieri (non solo da un punto di vista tecnologico ma soprattutto normativo) si può parlare di driverless car in contesti semplici (autostrade) già poco dopo il 2020 e per contesti più articolati come può essere il centro di una grande città come Roma o Milano non prima del 2035…
Per questo esperimento su strada il VisLab ha dovuto chiedere autorizzazioni partendo dagli enti locali per arrivare al ministero per poi ripercorrere a ritroso lo stesso percorso burocratico facendo passare mesi e mesi; nello specifico sono stati interpellati la Direzione Centrale della Motorizzazione Italiana, il Ministero dell’Interno – Polizia Stradale, Anas, Comune di Parma, Polizia Municipale e Camera di Commercio di Parma.
“La ricezione da parte delle persone con le quali abbiamo interagito è stata positiva, ma essendo una cosa non usuale il solo capire quale poteva essere la procedura da seguire ha richiesto mesi e mesi”, ci confida Pier Paolo Porta.
La cosa non banale non è formulare una richiesta, ma sapere a chi farla, capire chi è l’interlocutore giusto. Bisogna capire di chi è la giurisdizione e la responsabilità“.
Sulla responsabilità civile di un veicolo anche lo stesso numero uno di Nissan-Renault (nonché presidente dei Costruttori europei) ha spiegato:
Il problema non è la tecnologia, ma la legislazione e tutta la questione della responsabilità relativa a queste auto mentre se ne vanno in giro. Soprattutto, va capito chi è responsabile quando a bordo non c’è più nessuno”…
Link
  • “Ogni guidatore deve, in ogni momento, poter controllare il suo veicolo”
diviene
  • “Ogni guidatore deve essere sempre presente e abile a prendere il controllo del veicolo, i cui sistemi devono poter essere scavalcati o spenti in qualsiasi momento”.
  • l’articolo è stato cambiato in modo sottile, ma decisivo
  • il solo capire quale poteva essere la procedura da seguire ha richiesto mesi e mesi
  • la cosa non banale non è formulare una richiesta, ma sapere a chi farla, capire chi è l’interlocutore giusto. Bisogna capire di chi è la giurisdizione e la responsabilità
  • il problema non è la tecnologia, ma la legislazione
  • soprattutto, va capito chi è responsabile quando a bordo non c’è più nessuno (a prescindere dal contesto… “a bordo non c’è più nessuno” eppure l’automobile va da sola, funziona, si muove con intelligenza. Inoltre se “a bordo non c’è più nessuno”, tu chi/cosa sei? Nessuno).
 
Farti portare in giro dagli automatismi è comodo, “figo”, alla moda, etc.
Ma, a cosa corrisponde a livello frattale espanso (sostanziale)?
Che... non sei più tu a decidere, intimamente, “cosa fare e come fare”.
Sei tu che imposti le coordinate di guida? Sei tu che decidi? Puoi sempre intervenire nel processo di guida? Puoi togliere e levare l’automatismo?
Certo. Almeno sino a quando “tutto ciò non sarà giudicato più pericoloso del più semplice ‘governarti in automatico, a norma di legge’”.
Una questione di tempo. Solo ed esclusivamente di tempo.
La tendenza è quella. Perché tu sei già guidato/a.
È già successo. E quello che sta per succedere, a sua volta, “qua, così” è solo la conseguenza frattale espansa, nella funzione di memoria frattale.
Qualcosa che... non ti può essere proprio nascosto, per emersione “naturale della verità”. Ma qualcosa che, ugualmente, tu non puoi comprendere… perché non accetti di farlo. Perché? Perché il Dominio, allo stesso modo, non te lo permette e la frattalità espansa agisce ancora ma, a livello di legge, strumento… deviando la tua “concentrazione (di massa)”.
Tutto risulta, così, “ammorbato”. Cieli e terra ricompresi.
L’inquinamento è un’altra risposta frattale espansa, relativamente alla condizione sostanziale nella quale “versi (non sei)”.
Etc. etc. etc.


Quale novità nello "scandalo" delle emissioni truccate Wolksvagen?  
Quale novità, quando è nella prassi.
Scoppia il caso degli ascolti tv. Inquinati i risultati dell’Auditel.
Un baco nel software avrebbe svelato l’identità delle famiglie campione.
Il Cda dovrà decidere se interrompere le rilevazioni.
Un pasticciaccio brutto di cui all’Auditel avrebbero fatto volentieri a meno:
il campione di 5.600 famiglie da cui dipende quel numerino entrato anche nel linguaggio comune e che tanto potere ha, il sacro share, è stato “inquinato”.
Problema tecnico minimizzano alcune voci.
Questione di tasti spinti per errore o vero e proprio baco del software. Per ora non si sa. Anche perché ieri, dopo riunioni concitate ai massimi livelli dell’Auditel, si è deciso, anche per questioni legali, di fare finta di nulla in attesa di capirne di più.
I panni sporchi verranno lavati nel consiglio di amministrazione in agenda per mercoledì prossimo...
Link
  • per ora non si sa
  • anche perché ieri, dopo riunioni concitate ai massimi livelli dell’Auditel, si è deciso, anche per questioni legali
  • di fare finta di nulla in attesa di capirne di più…
Fare finta di nulla”.
Ok? Tu rimani “qua, così”… perché “al di sopra di te… fanno finta di nulla, in attesa di…”.
È accettabile, per te, tutto ciò?
Chi/cosa sono le “Autorità”, per by passarti in questa maniera?
Non sei, forse, tu che hai conferito loro un simile potere, "votando"?
Un momento:
  • a chi/cosa ti riferisci?
  • di chi/cosa intendi?
  • a chi/cosa pensi?
  • il solo capire quale poteva essere la procedura da seguire ha richiesto mesi e mesi
  • la cosa non banale non è formulare una richiesta, ma sapere a chi farla, capire chi è l’interlocutore giusto. Bisogna capire di chi è la giurisdizione e la responsabilità
  • il problema non è la tecnologia, ma la legislazione
  • soprattutto, va capito chi è responsabile quando a bordo non c’è più nessuno
A “bordo di te”… non c’è più nessuno?
No. C’è il Dominio, che ti comanda “senza fili”, deviandoti per mezzo conscio/inconscio (frattalità espansa, nella sua tripartizione legge, strumento e memoria… alla luce dell’intenzione dominante by “la più grande concentrazione di massa”).
Chi c’è, ancora?
Ci sei “tu” (quello che rimane, alias, quello che "sei")… imprigionato nella “torre più alta del castello”, che corrisponde alle “segrete più oscure della mente”.
 
Il nostro servizio oggi è gratuito e garantisce la massima trasparenza soprattutto perché noi non mettiamo a disposizione esperti, non vendiamo consulenze, mostriamo solo portafogli scelti dagli iscritti che sono legati a dati oggettivi.
Siamo insomma totalmente liberi da conflitti di interessi"...
 
Per questo, tutto il resto... non è "così".

Il nostro servizio oggi è... (e "domani"?).
 
Le “fiabe” ti raccontano, d’insieme, molto meglio di quanto te stesso sia portato/a a pensare e, quindi, a capire… senza accorgerti.
Sia che tu voglia “salvare la principessa”. Sia che tu “sia in attesa del principe azzurro”… c’è sempre un “drago (status quo), di/nel mezzo”.
Accorgiti.

Il "drago" è diventato... l’abitudine, che ti incatena all’oblio di/in un vivere unico e senza alternativa manifesta, nel “qua, così”.
    
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com

2 commenti:

  1. ciao Davide , si può chiamare il Dominio anche Condicio sine qua non ?
    ciao Loredana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lory, certamente, volendo dire:

      "condizione senza la quale non [si può verificare un evento]"... Da Wikipedia.

      O meglio, il Dominio è "quello che hai scritto... qua, così".

      E' quello che fa rientrare in quella condizione, ma... non è essenziale, nel senso che può anche non esserci. Però c'è "qua, così".

      E' la condizione che permette il verificarsi del "qua, così".

      Ok? Grazie. Ottimo spunto :)

      Serenità. Smile

      Elimina

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