giovedì 16 dicembre 2010

Senza la "panca" la capra dove va?




Si parla “spesso” dell’Uno. Metto il termine “spesso”, tra virgolette, perché scrivendolo mi accorgo che il suo utilizzo dipende dalla visione prospettica che ognuno di noi ha delle “cose”, dove per “cose” occorre intendere non il mondo esterno, ma il mondo interno proiettato all’esterno: miliardi di persone e dunque miliardi di mondi. Wow.

La Quantistica “spiegata” in quattro parole

La Quantistica quotidiana delle nostre realtà “unificate”. Al nostro esterno esiste un mondo unificato, o meglio, allo stato attuale interlacciato. Per ottenere ciò, però, occorre uno “scenario madre”, un livello che sia in grado di supportare la co creazione. Un qualcosa che sia stato progettato appositamente per sostenere le nostre esperienze percettive e, dunque, creanti la realtà. 

In questo ambito delle 3D, il costrutto energetico di base è come la pasta per la pizza impastata e pronta ad accogliere le “personalizzazioni”. Avremo delle Margherite, delle 4 Stagioni, delle Napoli, etc. 

Ma la “base” è sempre quella: farina, acqua, lievito, sale.  

Ecco. Lo scenario che ci accoglie ha una destinazione d’uso simile a quella di questo “impasto”, ossia quella di contenere e fare da supporto.
Le 3D sono simili anche al luogo che decidiamo, ad esempio, di raggiungere per fare le vacanze. Se vogliamo andare in Cina, ci informeremo su come è il clima e come sono le usanze, cosa c’è da vedere, etc. Le caratteristiche di quel luogo riconducono sempre alle stesse dell’impasto precedente. 

Per cui, quando l’Anima scende in Terra, incarnandosi, sa cosa l’aspetta e sa anche il perché è in quel luogo. È tutto chiaro a quel livello. Poi, le cose iniziano a cambiare non appena nasce in un corpo umano nelle 3D. Ciò che cambia è dovuto all’inserimento di una parte della sua energia consapevole, in un mezzo “finito” inconsapevole. 

Rientra tutto nel piano educativo delle 3D.

Come degli attori che recitano senza saperlo, queste proiezioni energetiche iniziano a “vivere” in un altro modo, respirando una miscela di sostanze chimiche naturali presenti nell’aria. Il collegamento con l’Anima si interrompe, proprio come il bambino lascia la madre, il primo giorno di scuola ed in seguito ogni giorno, per frequentare la scuola.
Ciò che succede è frutto delle condizioni a terra, è una conseguenza dell’impasto dello scenario. 

Questo scenario è atto, per le sue caratteristiche vibratorie, a sostenere la co creazione di ogni proiezione animica incarnata. 

È come un gioco interattivo ultra avanzato. Proprio come dice Morpheus: “una neuro-simulazione interattiva che noi chiamiamo Matrix”.
È come atterrare, dunque, in Cina, o meglio a Disneyland, dove i “proprietari” hanno preparato una città ad hoc per sostenere quello che faranno i “maghetti”, intenti ad imparare l’utilizzo dei loro poteri. La “città” preparata è nel reame dell’Antisistema ed, esso, ha il compito di gestire le infrastrutture dell’intera realizzazione di base

Questa "realizzazione" funziona, per come è stata progettata, da una certa frequenza ad un’altra: questi due punti cardine, o polarità, sono gli estremi massimi raggiungibili, al di la dei quali il “tutto”, la “città”, il “teatro”, scompare. Scompare perché la vibrazione dei contenuti gestiti, le esperienze create da ognuno di noi, avranno generato un insieme di realtà collimanti e rispondenti alla perfezione a ciò che “deve essere”, a ciò che deve rispettare alla lettera, a ciò che è previsto per poter superare l’esame “teorico-pratico”. 

Queste polarità descrivono, in questo modo, dei cicli. I cicli sono una conseguenza del “fare” delle individualità incarnate. Nella loro estrema numerosità, allo stato di relativa vibrazione, ossia di mancanza di senso di unione, lo scenario oscilla tra i picchi e non si stabilizza mai. Le proiezioni animiche incarnate sono sempre, complessivamente, a diversi livelli, proprio come in una scuola che prevede un iter che si dipana nel tempo, per andare dalla prima alla quinta classe. Mediamente, dunque, la vibrazione complessiva sarà sempre a livelli vicini alla metà dell’escursione della “scala”

Il risultato sarà quello di oscillare. 

Le esperienze individuali che raggiungono il livello di ascensione, concludono il loro “ciclo di studio ed esperienza in Terra 3D”. Così come le esperienze di gruppo che raggiungono lo stesso livello, come alcune leggende ci tramandano. 

I due poli raggiungibili esprimono le “colonne di Ercole” dello scenario. Ma ogni individualità incarnata può oltrepassarle in funzione del proprio fare esperienza. Al di sotto c’è l’involuzione oltre ogni aspettativa con relativa distruzione dello scenario. Al di sopra c’è l’evoluzione attesa con innesto nella fase di Ascensione, la quale altro non è che “il ritorno a casa”, verso il ricongiungimento con la propria madre animica.

Che cosa è, allora, l’Uno?

Cito da “Guarirsi da dentro”, di Deepak Chopra:

“Dopo aver dimostrato che la Natura non era divisa in compartimenti stagni come aveva creduto la scienza, la relatività aprì la porta a una possibilità ancor più sorprendente. Einstein suggerì che esisteva una zona nascosta come background di tutte le trasformazioni di spazio-tempo e di massa-energia. Ciò implica in Natura un livello di fusione totale: in altre parole esiste una regione di spazio-tempo-materia-energia”.

Questo è, ben intesi, “solo” il frattale che dimostra l’esistenza dell’Uno, ossia quella antica e presente unione d’energia creativa che racchiude il “tutto” ed il “nulla”. Anche un buco nero è una sorta di frattale o il nucleo infinitesimale dal quale la scienza fa risalire il Big Bang, una bella favoletta per semplificare e “dare un inizio” sul quale potersi applicare.

Tornerò ancora sullo splendido lavoro di Chopra. Ieri, in treno, l’ho riscoperto molto piacevolmente. 

 

10 commenti:

  1. Assolutamente geniale!

    mi sono "bevuto" ogni singola parola come fosse acqua fresca di sorgente, in una torrida giornata estiva :)

    Grazie,
    eremita

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  2. Caro Amico,
    ti ringrazio per il tuo pensiero :)

    Abbiamo una grande sete in comune.

    La domanda, ora, è: una volta capito il senso di questo scenario - è più facile "venire promossi"?

    Sapere che sei a scuola, cambia i risultati dei tuoi esami?

    Un grande abbraccio e buona Vita

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  3. Domandone!

    Io direi: ora, sapendo che siamo a scuola, possiamo finalmente pensare se è il caso di iniziare a studiare per terminare gli studi con, almeno, la sufficienza :)

    Non essendo consapevoli di essere a scuola gli esami non si passano (se non per caso), al contrario, sapendolo, ci si può almeno preparare.

    un grande abbraccio e buona Vita a te

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  4. Caro Eremita,
    le tue idee corrispondono anche alle mie, ma mi rendo conto che purtroppo sono troppo superficiali (lo scrivo con profondo rispetto).

    Secondo me non basta per essere "promossi" sapere di essere a scuola. Rimangono sempre molti altri aspetti da "ripulire"...

    Cercherò domani di abbozzare meglio questo percorso, sorto oggi.

    Grazie ancora Amico di viaggio.

    Serenità

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  5. Ciao Davide,
    anch'io penso che non sia sufficiente la consapevolezza di vivere in una scuola.
    Direi che questa consapevolezza è solo il punto d'inizio.
    Di qui in poi deve cominciare il lavoro su di sè per "raffinarci" e procedere lungo la Via.

    Grazie a te, è sempre un piacere leggerti sul blog di cui condivido totalmente l'impostazione logica dei post che scrivi.

    P.S.: ho appena letto il tuo post di oggi: condivido :)

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  6. Caro Amico,
    si legge spesso che quello che conta in Natura è la sopravvivenza della Specie. Sembra che tutto funzioni così. Però poi si comprende che ognuno di noi deve pensare a "salvare" se stesso per "salvare" il Mondo. Uso il termine salvare per dare una parvenza di "missione" da compiere, un senso alla Vita. Metti il verbo che vuoi, ma la "logica" non cambia.

    In questo scenario 3D siamo come dei turisti che albergano per un certo periodo di tempo in un dato luogo. Ora, il turista non pensa affatto a migliorare quel luogo che lo accoglie, ma ha altre necessità, come quella di rilassarsi, fare escursioni, divertirsi, etc.

    Quindi perchè dovrebbe essere diverso a livello spirituale? Devo rivedere anche il concetto di sopravvivenza della Specie, perchè secondo me, non c'è nessun pericolo a livello di Specie.

    In fondo ogni forma di Vita racconta della stessa energia d'Amore.

    Sembra allora che siamo qua per "studiare" e migliorare noi stessi, mentre tutto il resto viene di conseguenza.

    Sono troppo cerebrale? Ti garantisco che sto utilizzando altri "sensi" :)

    Grazie di Cuore e un grande abbraccione...

    Buona Vita Amico

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  7. Sperando di aver capito bene , direi che viviamo la proiezione di ciò che creiamo come vera , proprio come gli attori che nel loro recitare fanno vivere la loro stessa ombra. Ma quando la macchina si spegne ..pluff, tutto sparisce non vi è più nulla . Allora dove finiamo? dove ci porta l'altro gioco? c'è veramente una macchina? Non so Davide , a me sono venuti questi pensieri .è un bellissimo post complimenti , ben articolato. Si riconosce
    la tua mano molto ordinata.

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  8. Cara Loredana,
    secondo me la "macchina" non si spegne, se non per "decorso dei termini".

    Diciamo che non si spegne mai per semplificare.

    Ci sono "Livelli" a seconda della vibrazione. Oltre a questo 3D ce ne sono altri in cui siamo chiamati ad altre "prove": è come se ci stessimo forgiando per fare qualche cosa.

    Chiamala Evoluzione, sempre per semplificare.

    Esiste una macchina? Non proprio nel termine che pensiamo noi, Esseri 3D :)

    Garzie di Cuore e un abbraccione...

    Buona Vita

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  9. la macchina non esiste proprio Davide , dici bene , l ha creata la nostra impalcatura,fatta delle nostre proiezioni, che non appartengono alla realtà. Quando ho usato il verbo " spegnersi" intendevo il momento che finalmente non ci inganniamo più, e la funzione della macchina cade per sempre . Ho sbagliato a capire?

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  10. Tutto corretto. Però lo spegnersi è l'ultima cosa. Il "raccolto", cioè "noi", matura piano piano e non tutto insieme. Per cui lo scenario esiste sempre...

    Un abbraccio.

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