martedì 21 dicembre 2010

Tecnica per "desiderare" ed uscire dal "muro".





Conosci il vecchio adagio: "attento a quel che desideri”? - Tristan / Stardust

Stardust è un film del 2007 diretto da Matthew Vaughn, tratto dal romanzo omonimo di Neil Gaiman.
Il film racconta le gesta di Tristan che si avventura alla ricerca di una stella cadente da donare all'amata Victoria attraverso il regno magico di Stormhold, popolato da unicorni, streghe e pirati e separato dal mondo ordinario semplicemente da un muro”.
Da Wikipedia

“Un filosofo una volta si chiese: "Siamo umani perché osserviamo le stelle o le osserviamo perché siamo umani?" Quesito sterile. Le stelle poi osservano noi? Questa si che è una domanda! Ma sto correndo troppo; la nostra storia ha avuto inizio qui, 150 anni fa, presso l'accademia reale delle scienze di Londra, Inghilterra, all'arrivo di una lettera contenente un interrogativo davvero singolare. Lo aveva formulato un giovane campagnolo e lo scienziato che lo aveva letto pensò che si trattasse di una burla, doverosamente però aveva risposto spiegando con garbo che la domanda era insensata. Aveva poi spedito il tutto al giovane, che abitava in un villaggio di nome Wall, così chiamato, aveva precisato il ragazzo, per via del muro che lo costeggiava, un muro che secondo le leggende locali nascondeva un segreto straordinario” – Voce narrante".
Da Wikiquote

Dopo la serie degli ultimi tre articoli, inerenti allo scenario 3D, al senso dello starci sopra, alla consapevolezza di essere a scuola, ecco una intuizione, molto profonda a mio sentire, relativa a come fare per mutare polarità o ordine dei pensieri o modello del mondo reale che ci siamo costruiti a livello inconscio

Ciò che ci serve è osservare le “cose” in un’altra maniera. Da sopra o da sotto, fate voi, ma l’importante è spostarsi dal consueto piano di percezione degli eventi. Perché?

“Tale è la forza dell'abitudine che ci si abitua perfino a vivere” -  Bufalino Gesualdo

Ecco cosa ho percepito negli ultimi giorni. Ciò che mi ha portato ad un simile “disegno” è stata la mia volontà immaginifica di provare a cambiare l’ordine con il quale percepisco il mondo reale; per fare questo ho chiesto una modalità diversa di visualizzare il mio mondo interconnesso con il vostro e miscelato con il tutto.

Lo scrivo per punti, così è più semplice da seguire.

Il processo mentale circoscrive un muro attorno a noi (infatti come si chiama il villaggio degli umani descritto in Stardust? Wall)
I Veda, e molti altri, hanno “investigato” attorno al vuoto che esiste tra un pensiero e l’altro, determinando che, proprio in quegli “spazi” vuoti, c’è la possibilità di passare ad un livello diverso  della mente e, dunque,  anche di trascenderla.

Il “muro” cresce con noi e ci caratterizza, come una serie di incredibili circostanze tutte insieme, ma non per caso, lo hanno determinato
In Stardust come appare il “muro”? Come un cerchio che racchiude l’intero villaggio. Come un destino che circoscrive ogni singola molecola d’aria. Infatti il film si apre con Tristan che lavora a bottega, piegato dalla necessità pratica della Vita e della consuetudine.
Il “muro” appare anche in un  altro modo, però. Come? 

Con una bella breccia custodita. 

Colui che fa da guardiano è un uomo molto anziano. Chi mai sarà se non il nostro inconscio o l’Antisistema? Questo vecchio è molto agile, forte e determinato nonstante l’età, segno che l’apparenza inganna sempre colui che si lascia trasportare dalla sola volontà, pur nel fiore degli anni. E questa apparenza è in grado di bastonare realmente colui che non intende uscire dal “muro” senza l’apporto dell’immaginazione, dell’inconscio stesso. L’inconscio è il nostro grande mago e custode, colui che ci protegge dalla percezione della paura

Colui che protegge, col tempo e la dimenticanza, anche con le randellate, ammonendo a “non fare nulla per il nostro bene”.

Abituandoci alla consuetudine, il fisico diventa la mente. La realtà diventa l’abitudine.

Pensiamo per un attimo ai film cosiddetti di “fantasia”. Esistono sempre degli oggetti magici o degli esseri viventi perlomeno “strani” e quasi insignificanti che, a discapito dell’apparenza, hanno dei poteri e dei significati altissimi. Un esempio è il Maestro Yoda di Star Wars o la Spada di Re Artù, il Rospo che diventa Re, il Leone Aslan delle Cronache di Narnia, etc. 

Esistono oggetti che contengono le chiavi dimensionali per raggiungere altri mondi, come descritto abilmente in "Mymzi il segreto dell’Universo" o come la “polvere” descritta nella “Bussola d’oro”. 

Nei film vediamo sempre più spesso varchi, aperture, tunnel, unioni di mondi diversi invisibili l’un l’altro: cosa significa?
Non crediamo che siano solo favole per bambini. Cosa hanno visto Tolkien, Lewis, Dante, J. K. Rowling, H.P. Lovecraft, George Lucas, etc.? Hanno visto mondi paralleli a questo e li hanno descritti. Hanno visitato altre dimensioni. 

Come avranno fatto? Ognuno certamente in maniere diverse così come la biodiversità ci contraddistingue. Ma, allo stesso tempo, avranno tutti quanti trasceso il piano della mente. Sono “usciti” dal canonico punto di osservazione.

Mi rendo conto che questo articolo verrebbe molto lungo se non controllo la mia modalità di scrittura e di “download”, per cui vado al sodo

Non devo mica convincere nessuno, no?

Ancora una cosa, però. Nel mondo tecnologico è stato introdotto e creato il concetto di interfaccia d’utente. Cosa è? 

È semplicemente una modalità “amica” per dialogare con le macchine, come ad esempio un personal computer. 

I sistemi operativi evoluti come Linux, Windows, Mac Os, etc. sono delle interfacce molto conosciute ormai. Tramite di esse, pigiando un tasto o trascinando il mouse, si riescono a fare cose “magiche” che, senza quell’interfaccia uomo-macchina, non sarebbe poi stato tanto semplice eseguire. Infatti chi ha lavorato in quel mondo negli anni 70, ad esempio, può testimoniare che per fare la minima operazione occorreva veramente conoscere oscuri linguaggi molto vicini al “modo di pensare” delle intelligenze al silicio. Il Dos era già una sorta di interfaccia, ma ancora molto primitiva. 

Il linguaggio “capito” dalle macchine è, appunto, il linguaggio macchina, ossia una serie di 1 e 0 codificati in maniera “logica”

Ancora oggi funzionano così, però le interfacce garantiscono quella facilità d’uso che noi tutti abbiamo imparato così bene ad apprezzare. Le nuove tecnologie stanno avvicinando il concetto di sfera magica all’uomo moderno. Con i nuovi iPad,iPhone, etc. vedere una serie di foto è come sfogliare un vero e proprio album “reale”. E che dire delle nuove "console per videogiochi", basate sul movimento del corpo?

Ecco: queste interfacce esistono anche nel mondo “reale”. Cioè? 

Che cosa mai sarà l’armadio descritto nelle Cronache di Narnia? 

Quell’oggetto che permette a Lucy e ai suoi fratelli di entrare in Narnia è una interfaccia, una porta tra mondi, un varco, una breccia, un collegamento come sul desktop della nostra capacità visiva. I nostri stessi sensi sono una interfaccia che permette di interagire con il mondo esterno. Ok?

La tecnica è questa. Un momento: tecnica per fare cosa? La tecnica per immaginare ciò che vogliamo e desiderare ciò che vogliamo, al di fuori del Controllo. Eccola:
  • Ad occhi chiusi, visualizziamo un muro attorno a noi (Quel muro è la rappresentazione fisica, l’interfaccia che rende visibile il nostro circolo di pensieri e di abitudini che non è semplice oltrepassare. Abbiamo due dimensioni adiacenti, collegate dal “muro”. Dall’altra parte c’è la quinta dimensione, dove ogni nostro desiderio si avvera immediatamente per magia. Al di qua c’è la terza dimensione, lo scenario 3D, dove non è affatto semplice manifestare i nostri desideri. Che fare allora? Utilizziamo il potere della musica e mettiamo una bella sonorità tipica da colonna sonora di film fantasy. Un esempio? Il prologo di Stardust di Ilan Eshkeri - Prologue/Through the wall)
  • Ad occhi chiusi, visualizziamo un muro con una breccia attorno a noi (Quella breccia è il punto da attraversare per raggiungere l’altra dimensione e corrisponde al vuoto che esiste tra un pensiero e l’altro. Dobbiamo attraversare la breccia per desiderare, immaginare, visualizzare i nostri desideri, al di là del guardiano della breccia. Il guardiano è tutto quello che vi trattiene, compreso lo scetticismo che adesso sentite! Al di là è molto più semplice. Questo meccanismo corrisponde alla riprogrammazione dell’inconscio che si esegue nella tecnica della PNL)
  • Ad occhi chiusi, varchiamo la soglia e trasferiamo la nostra consapevolezza al di là (Da quel punto, che immagineremo come vogliamo, eseguiamo la nostra visualizzazione. In quel mondo è più facile. In quel mondo pieghiamo la nostra realtà tridimensionale).
  • Accettiamo di rinvigorire la nostra facoltà di pensare ancora come fanciulli: desideriamo il meglio.È nostro diritto.
  • Poi, torniamo indietro sereni e tranquilli. Giorno dopo giorno la realtà 3D muterà.

Ricordiamo sempre che:

“Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto - H.P. Lovecraft

Ma che il nostro CuoRe è in grado di illuminare con il suo AmoRe ogni singola via che abbiamo percorso, oltre l’ignoto.

Perché, è sempre più evidente, che “oltre l’ignoto” ci siamo già andati da tempo e non è più sensato avere paura nell’Inferno. Noi siamo una parte del Creatore che porta la luce per ogni dove…

Davide Nebuloni /SacroProfanoSacro 2010
 
 

3 commenti:

  1. Questo articolo è veramente illuminante!
    Mi hai aperto un varco nel muro che visualizzavo da un po' di tempo davanti a me...
    mi sentivo bloccata e pensavo che fosse il momento di restare ferma e pazientavo... invece devo scoprire la breccia e andare oltre come scrivi tu!
    Grazie sei un vero tesoro!
    Buon viaggio!

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  2. ottimo questa e´la modalita´di mettersi in
    un sincero rapporto di fiducia dal nostro
    CUO*RE per il nostro AMO*RE, il resto dopo questo atto di pura volonta´,non potra´che
    aprirci la strada per il nuovo sentiero,che senza ombra di dubbio,si realizzera´il nostro volere.con tantissimo
    AMO*RE a tutti i desiderosi del CUO*RE.
    grazie RE*DAVIDE per il tuo tempo dedicato alla grande OPERA.

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  3. Cari Amici,
    è un buon periodo questo per onorare il senso dello "stare qua". L'energia scorre forte...

    La cosa che posso confermare è che se il mondo interno personale è in un vortice senza equilibrio, ogni tentativo che faremo per controllare la nostra Vita darà esito negativo. E' come affogare lentamente e con gran profusione di forze ed energia...

    Ma se fermeremo questo vortice interiore polarizzando l'intenzione con la rotazione, riusciremo a riprendere il controllo anche del mondo esterno.

    Lo scenario 3D risponderà al nostro desiderio iscritto nei centri di potere inconsci e consci allineati...

    Se per noi, il varco conduce veramente in un'altra dimensione, allora così sarà! Eseguire dei Mantra da quella consapevolezza farà la differenza. E' come meditare a Stonehenge, ad esempio. In quella energia tanto particolare...

    Ciò fa la differenza...

    Un caro ringraziamento ad entrambi e tanti auguri per delle serene feste natalizie :)

    Buona Vita

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