lunedì 31 maggio 2010

Il cambiamento.






Concludo una serie di articoli finanziari, con una breve carrellata di notizie rilevanti, nello stesso ambito. Con la prima notizia, prendiamo nota del connubio, mai mancato, tra industria delle armi e banche. L'immagine dell'Italia nel mondo non riconduce assolutamente a questa realtà nascosta, semmai l'Italia è vista sempre sotto ad altri aspetti, anche stereotipati, ma mai agganciata, dai più, a questa spietata forma di tecnologia applicata all'industria della morte globale. Riflettiamoci sopra, perchè non siamo poi così tanto avulsi al concetto bellico:

Imprese, +61% export armi italiane 2009.
FIRENZE. Le esportazioni di armamenti italiani nel 2009 sono cresciute del 61% nonostante la crisi secondo il rapporto 'Finanza e armamenti'. Lo studio dell'Osservatorio sul commercio di armi (Oscar) e' stato presentato oggi. Nel 2009 in Italia le banche 'si sono ripartite - spiega il rapporto - operazioni di incasso vendite dell'industria di prodotti per 'sicurezza e difesa' pari a 3,79 miliardi su un totale di commesse alle aziende pari a 4,9 miliardi (+61%). E' il record ventennale di crescita.
Fonte: Yahoo

La notizia che segue, mette in risalto come tutto possa cambiare da un momento all'altro, anche di fronte ad una tradizionale e consolidata serie di anni di attivi finanziari:
 
Bp: in dubbio il destino del gruppo inglese.
MILANO. Sono sempre più numerosi i commentatori dubbiosi sulle possibilità di sopravvivenza del gruppo petrolifero inglese. La critica più dura è quella del presidente russo, Dmitry Medvedev, che ha detto senza mezzi termini: "Nessuno sa cosa accadrà nel Golfo del Messico. C’è persino incertezza sul destino del gruppo" riferendosi a BP, perchè "la natura delle responsabilità è tale da distruggere chiunque".
Così, si legge in un articolo di Milano Finanza, mentre BP cerca ancora di bloccare la falla nel suo pozzo offshore, ormai si comincia a discutere apertamente del destino del gruppo inglese. Un’azienda che fino all’incidente dello scorso 20 aprile sembrava inattaccabile dall’alto dei
230 miliardi di dollari di fatturato del 2009.
Il dibattito si muove su più fronti, mentre il colosso petrolifero è impegnato a gestire anche una crisi di immagine senza precedenti, che potrebbe in futuro rendere molto costoso se non proprio impossibile l’ottenimento di nuove concessioni. E non solo negli Usa.
Fonte: BorsaItaliana

Ecco, poi, come le “corporazioni” difendono i diritti acquisiti nel tempo, di fronte ad ogni tipo di nuova evidenza e di mutamento delle condizioni sociali; questo è il modello “Fiat”, per intenderci:

Manovra: Racca, chiuderanno 3000 farmacie. 
MILANO. Se la manovra passerà come è oggi chiuderanno più di 3.000 farmacie, quasi il 20% di tutte le farmacie italiane.'' Lo afferma Federfarma. La federazione che raccoglie 17.500 farmacie private sul territorio nazionale. ''Ne conseguiranno, ha osservato la presidente, Racca, gravi problemi occupazionali. La manovra, infatti, costerebbe alle farmacie 428 milioni di euro l'anno e il taglio sarebbe del 30% dell'utile lordo. Per le farmacie a più basso reddito, come le rurali,la chiusura è certa.
Fonte: Yahoo

E poi ecco il solito Ministro Tremonti, esternare una delle sue “ondeggianti” rivelazioni degne del migliore veggente:

Finanziaria: Tremonti, senza stabilità si rischia crollo.
ROMA. Non siamo dentro una di quelle solite congiunture negative, che tante volte abbiamo visto nei secoli e nei decenni passati. Siamo ad un tornante della storia. E questo processo è avvertito più dal basso che dall’alto, più dai popoli che dalle elites".

Grande frase questa che, detta da uomo che occupa una simile posizione, è molto ma molto lungimirante. Prestiamo attenzione all’uomo Tremonti, perché quando è in “giornata” esprime delle rare e “pesanti” verità.