mercoledì 19 maggio 2010

Volevo un gatto nero.






"Con il termine superstizione si indicano credenze di natura irrazionale che possono influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che le fanno proprie, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale.
Superstizione è una parola che deriva dal latino superstitiònem, composto da sùper (sopra) e stìtio (stato), sulla base di "stàre" o "sìstere". Nel significato originario (Cicerone) indicava coloro che insistentemente si rivolgevano alla divinità con preghiere, voti e sacrifici, affinché li serbassero "superstiti" (cioè sani e salvi). Da qui il termine, come espressione di atteggiamento di pavido uso del soprannaturale con lo scopo di scamparla".
Fonte: Wikipedia

Le superstizioni non sono altro che frammenti, immagini, diapositive, di quello che rimane di una antica conoscenza. Anche in questo caso, come per leggende e miti, siamo in presenza di antiche verità “scomposte” dal vento del tempo; nella fattispecie:
  • utilizzo del terrore da parte dell’Antisistema
  • smagnetizzazione naturale dovuta alla gravità terrestre
  • involuzione pro evoluzione secondo le linee guida del Piano Divino
Cito dal bellissimo libro di Givaudan Così curavano”, gradito dono dell’amica Loredana che ringrazio, le parole del faraone Akhenaton sulla magia degli oli:

Un matrimonio di cui troppo spesso si ignora o si trascura l’importanza: quello del Sole e della Terra. È da questa unione che sgorga in effetti il grande principio dell’olio. Perché parlarvene? Perché è precisamente il punto di incontro ideale tra il sottile ed il denso, e li traduce entrambi con la stessa fluidità. Si, l’olio conosce le loro lingue rispettive, con eguale precisione. Contemporaneamente verticale e orizzontale, è il cobra che si intrufola ovunque. Eleva mentre eleva! Ecco perché vi chiedo di considerarlo un ricettacolo privilegiato del Sacro…”

Scritto questo, leggete ora cosa continuavano a fare, i sacerdoti “decadenti” di Amon:

“Se i sacerdoti di Amon continuavano ad usare le sostanze oleose durante i loto riti religiosi, di fatto ne avevano completamente perduto il significato. Oggi, potremmo dire che ungevano con l’olio le statue delle divinità, ma che quei loro gesti non erano affatto unzioni; ripetevano un meccanismo orami vuoto di senso”.

È già chiara e “visibile” la caduta in termini di conoscenza di questi uomini "chiave" della società di allora; essi già ricadono nella superstizione, nel continuare a seguire una prassi, un paradigma, senza saperne più neppure il perché. Un po’ come oggi nelle funzioni religiose si seguono dei cerimoniali tramandati nel tempo, ma senza più averne il controllo in termini di “princìpio” nativo.

Ecco il motivo per cui si usava ungere, invece, l’olio sulle statue che rappresentavano le divinità:

“Attraverso l’impiego amorevole e intelligente di una materia oleosa, riteneva dunque che si potesse facilitare o ampliare la discesa del Principio divino solare fino nel cuore della materia. Egli (Akhenaton) affermava che era d’altronde proprio per questo che gli antichi ungevano d’olio le rappresentazioni del Divino: con questp gesto, essi erano consapevoli di invitare dei Principi invisibili ad abitare progressivamente le statue, modificandone così il tasso vibratorio e trasformandole, secolo dopo secolo, in “batterie di energia””.

Lasciamo perdere se credere o meno; quello che intendo evidenziare è che l’antica conoscenza, era già dimenticata a quel tempo, lasciando però le proprie tracce ancora nei rituali puntualmente onorati in soli termini meccanici. Dal mio punto di vista questa è la superstizione: facciamo così perché si è sempre fatto e perché altrimenti rischieremmo di rompere una catena, un ponte, con il passato benefico. La paura si nasconde dietro alla superstizione.

Quando noi corriamo il rischio di “rompere” con qualcosa che emerge dal tempo, è perché siamo spinti a farlo per cause molto evidenti o forti, come il non avere alternative o l’essere considerati dei pazzi. Al giorno d’oggi questi “fili” che ci legano gli uni con gli altri al tempo, all’energia condensata, sono divenuti molto “spessi” e forieri di abitudini fredde e vuote; consuetudini dell’emisfero sinistro che, alla faccia della logica, segue pedissequamente atti e “cerimoniali” senza cuore, staccati dalla base di una antica consapevolezza che è “rotolata” disperdendosi a valle, nell’essicatoio delle nostre memorie.

Non passare sotto ad una scala aperta, gettare del sale alle proprie spalle, evitare di rompere uno specchio… la verità si è sparsa e dispersa per ogni dove, ma non ci ha mai lasciato.

Cosa mi ricorda la superstizione? Che i rituali antichi funzionavano senza necessità di tecnologia, per come la possiamo intendere oggi. Che l’atto di estendere una mano sopra ad una “sostanza” con l’intenzione di benedirla, funzionava e funziona ancora, se solo lo facessimo con ferma intenzione, fede e cuore. Ma un simile gesto, oggi è solo considerato un banale rigurgito di idiozia… una superstizione che, tuttavia ad esempio, il Papa esercita tutte le volte che impartisce una benedizione.

 

15 commenti:

  1. insomma vale la regola che non è quello che si fa ad essere importante ma come lo si fa.

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  2. Cara Loredana,
    esattamente!

    Anche se certe "cose" funzionano ugualmente; tipo i mantra in sanscrito che funzionano in base alla pronuncia, perchè sono basati sulla vibrazione...

    Certo che "fare" con consapevolezza sarebbe ancora meglio...

    Grazie di cuore...
    Serenità

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  3. La tecnologia è un'alleata pericolosa che cancella o trasforma la ritualità dell'incontrarsi e la sacralità della parola. Sta avvenendo un grave spostamento dell'energia della singola persona verso l'alto, verso la "propria" mente che viene nutrita piú di quanto sia mai accaduto in passato ( una psiche collettiva, se si pensa alla "rete" spaventosa). C'è un completo dominio del senso della vista-cervello con I dispositivi, e un assenza dell'esperienza fisica nello spazio ma un infinito spazio virtuale, che forse ha un suo solo parallelo antecedente storico solo nella classica spiritualità-ricerca di Dio. La gestualità si riduce peró ad un clic sulla macchina, la ritualità ad un rito mondiale, di anonimi, e collettivo. E Dio che era interiorità e rapporto col creato, prima di tutto, è invece ora una proiezione su schermo. Una portata senza precedenti. I colossi di oggi sono comunque simili ai colossi di un tempo:guidano ed hanno a cuore il profitto. Almeno un tempo, c'era peró una bellezza tangibile che il popolo ha creato ispirandosi a qualcosa che comunque li univa. Io credo almeno.. perchè l ho visto nelle opere del passato. Sentirsi oggi uniti, perchè usiamo la stessa app o chat e li ci incontriamo, penso sia un punto di non ritorno. E comunque cosa lascerà questa Era ? non lo so, una rete di informazioni per le generazioni future. Una bibbia scritto dal popolo..che metteranno a pagamento..i colossi del mercato. E se penso che un monaco con le mani e la voce puó guarirti, e se penso a Caravaggio. E se penso a facebook..penso sia incredibile.

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    1. Car3 Mk, hai ragione ma... c'è un motivo di fondo: la ragione fondamentale, dominante "qua, così" (non è "incredibile", se ci sei "lato umanità, centrale").

      Accorgersi è necessario e coerente. Poichè "è già successo".

      Pensa a quando tutto sarà sul cloud (servizio a scomparsa). Pensa a quando la "tua" vita, i "tuoi" ricordi, etc. dipenderanno dalla "corrente" che alimenta Internet:

      un blackout e la "tua" vita non è mai esistita
      poichè sarai senza "prove".

      Nel tempo dimenticherai persino tu, sempre più confuso, come se avessi tutto immaginato.

      Dove il genere umano sta andando? Dove spinge la "corrente".

      Grazie e un abbraccio.

      Serenità

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  4. Ciao) grazie. non mi è chiara la prima parte del tuo commento...In ogni caso è la storia dell umanità questa, più grande della volontà del singolo uomo. Sono d'accordo col rallentare, e da anni "stacco da tutto" quando voglio, anche dalla corrente elettrica, dalla frenesia. Conosco come meditare e tutti dovrebbero credo.. I ricordi sono sempre virtuali, anche senza pc, lo erano già prima. L'intera esistenza è virtuale quando l'uomo vive anche di intelletto, e il sentimento è virtuale, astratto. Prima di internet era la tv, e prima ancora gli spettacoli teatrali, in cui le persone si perdevano in un mondo non reale, ipnotizzati. Può sembrare spaventoso oggi, è vero, e non solo incredibile come la vedo io, lo so) specie per chi ha più di 30 anni oggi. Ma è inevitabile? Che il mondo vada cosi forse si . Ma che ognuno sia libero di vivere in piccole comunità ad altri ritmi, in mezzo la natura e "Dio" privandosi di questa "rete fognaria" , perchè un po lo è, che è internet, è ancora possibile. Ma pensiamo bene prima di fuggirà da cosa fuggiamo, perche il "virtuale" è dentro di noi, è la nostra psiche memoria etc, è nelle parole, nell eco dei gesti nostri. Prima ancora che in rete. L'uomo ha da sempre timore dell astratto perchè ha a che fare con la morte. Credo Ci si debba moderare nell impiego della tecnologia, senza allarmismi eccessivi peró. L'uomo ha sempre vissuto nel limbo tra presunta realtà, e astrazione, sempre. E la memoria del tuo pc è un estensione della tua, non ti deve rappresentare, nn bisogna sentire il panico se non c'è, anche se purtroppo può soffrirne una qualche astinenza. Esattamente come la psiche di una persona è estensione della tua, ma non sei del tutto "tu", il pc non sei tu. E non muori se tutto si cancella. Il tuo cervello è miliardi di volte più potente, mille miliardi almeno. Perdere memoria poi, non dimenticare chi sei dico, non è poi grave. La natura ci cancella per creare il suo ciclo di eternità..e dimenticare libera spazio e può dare pace...

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    1. Caro Mk, certamente è come "scrivi" tu. Hai ragione. Facevo notare che se ti convinci a mettere tutta la memoria della "tua" vita, ad esempio, nel cloud... in assenza di corrente elettrica è come se avessi sognato tutto (pensa a quando avrai 80 anni e oltre. E non avrai più la possibilità di accedere a fotografie, video, etc. che raffigurano fisicamente quello che hai vissuto; pensa se sarai solo, senza familiari; pensa che coi soli ricordi, che hai nella mente, non ci farai praticamente nulla). L'analisi è ovviamente frattale espansa (alias: spezza una "cosa" e ogni singolo spezzone la riprodurrà ancora, in maniera tale che disponendo anche di un solo pezzo, tu puoi risalire all'intero, se... ci sei "lato tuo, centrale").
      Per il resto, è chiaro che è tutto virtuale "qua, così".

      Se sono stato poco chiaro, scrivendo questo:

      c'è un motivo di fondo: la ragione fondamentale, dominante "qua, così" (non è "incredibile", se ci sei "lato umanità, centrale"). Accorgersi è necessario e coerente. Poichè "è già successo"...

      E' perchè hai letto "poco di SPS" :) Me ne scuso.

      La "natura", allo stesso modo, è artificiale. Rifletti bene su questa tua espressione:

      la natura ci cancella per creare il suo ciclo di eternità... e dimenticare libera spazio e può dare pace...

      Questo è oblio, incanto, AntiSistema... dominante.

      Dimenticare è rimanere nel "qua, così".

      Ricordare è la chiave. Ricordare "chi/cosa"?

      Quello che "è già successo", nonchè la ragione fondamentale, per la quale "hai già dimenticato tutto, compreso chi/cosa sei".

      Rispondo al tuo commento qua sotto e ti saluto :)



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  5. Me lo chiedo anch'io dove sta andando..e non lo sappiamo. È sempre stata una scommessa quello in cui l uomo ha creduto..che sia dio o il denaro. I ricordi li porti con te e anche l esperienza, se non vivi superficialmente le cose..un blackout fa poco , almeno a me. Viviamo qui ed ora )) un abbraccio intanto

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    1. Eccomi.

      Le domande senza risposta, che ho postato la volta scorsa, erano retoriche.

      In buona sostanza, le risposte le ho già tutte. Ovvio, sono le "mie".

      "Qua, così" non è manifesta la ragione fondamentale della "forma" reale manifesta. Ergo: manca qualcosa di centrale. E sino a quando la situazione sarà questa, sarà per sempre "buio".

      E questo "buio" non è un black-out...

      Non si tratta di "vivere superficialmente" o meno. Si tratta di essere al cospetto della dominante, che non lascia nulla al caso.

      Ed è meglio "lato umanità, centrale"... accorgersi.

      Una cosa: questo articolo è datato. Ti consiglio di partire sempre dall'ultimo, a ritroso.

      Ti ringrazio di cuore.

      Serenità. Smile

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  6. Vero) nn ho letto altro del sito))) ci son capitato per caso su questo articolo) ritengo abbastanza anomalo la forma d espressione, e interessante il contenuto. Ed è vero) Dico oblio- antisistema. Ma così è . Noi possiamo aggraparci alla memoria, ma essa fa ció che vuole di noi. Noi abbiamo un potere, ma è solo una scintilla. Possiamo sforzarci per un lato-umanità centrale- ma guardiamoci attorno. E poi fino a quale punto bisogna sforzarsi di avere
    Umanità, per chi non ha umanità? , Ricordare ha senso per rievocare. Ma perchè farlo? Il nuovo si presenta ogni istante e cancella. E "sognare" ad infinitum, è anch essa una possibilità, una via di fuga necessaria. Come è l arte, o la musica, o la poesia. Tutti tentativi di fuga. Sarebbe bello che l uomo ammettesse la sua natura invece che mascherarla. Oppure, se egli crede nella gentilezza e compassione e umanità, che trovi in fretta riparo. Ma le volpi hanno tane, gli uccelli nidi, e l uomo invece, non ha di dove posare il capo

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    1. Ciao MK, "umanità, per chi non ha umanità"? Se hai chiara la situazione "qua, così":

      l'umanità è sotto ad incanto, per cui... come puoi giudicarla direttamente? E' molto sottile la "cosa". E Io me ne sono accorto. Tutto qua :)

      Ricordare, in SPS, significa:

      ricordare da prima del "momento di 'è già successo'". Ok? Non è ricordare a vanvera.

      E "prima", era tutt'altra "cosa".

      Non è nè un "tentativo", nè una "fuga". E': ritrovare.

      Sino a quando scrivi di "uomo", sei molto distante dal luogo comune (sostanza) "lato umanità, centrale". Hai dimenticato, purtroppo, anche tu.

      La "natura" riflette ciò che succede all'umanità, oggetto di attenzione della dominante. E' tutto "(de)scritto". Gli animali non hanno bisogno di tane, nidi, etc. Essi sono pervasi (come mezzo vettore) dall'informazione frattale espansa (la memoria del sistema operativo frattale espanso, pilotato in leva wireless dalla grande concentrazione di massa, dominante). Concordo con te:

      abbastanza anomala la forma d'espressione (leggi: originale)...

      Grazie. Un abbraccio.

      Serenità



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  7. :) CIAo e grazie. non lo so. Ionon giudico, rispondo dicendoti che non ha senso un lato umanità centrale, quando la natura dell'uomo è anche crudeltà, vendetta, o semplice difesa del "territorio". Gli animali sono pervasi dal tutto e lo so. Ma non è sufficiente neppure per Loro poichè devono"sopravvivere " a chi sta sopra di loro nella catena e nella legge. Io dico che umanità e rispetto-del territorio- ad esempio devono esserci . Ma se non c'è reazione all'attacco muori. La compassione non implica un non vedere l'avidità umana o il suo voler avere il sopravvento Sui piu "deboli". L'uomo è la piu complessa e un pó sciocca delle creature, invece la natura altra semplifica, e vede che si tratta solo di sopravvivenza, dietro c'è quella. Ma a noi piaciono le "sovrastrutture". Prrchè? Io so perchè. Io non ho "dimenticato" com'era prima. Ma questo prima, è un'ideale. Posso rievocarlo, possiamo ricordare. Ma siamo ora e qui, e le questioni dominanti del presente vanno viste per quello che sono, per la conseguenza che sono. La stessa società è costruzione infatti, fondata su atti di violenza, uccisioni e ruberie, stermini ai danni di popoli o tribu , per appropriarsi di terre e ricchezze, per noi. Accade oggi, ancora. E si perpetua. Ed è legge di natura. Umanità per difendersi dal ridursi a barbari la capisco. Ma mi pare che la nostra umanità cambi I "costumi" raffini i modi e I mezzi per praticare la stesse legge di conquista. Io non giudico ne me stesso, I carnefici o le vittime. Forse ho un giudizio, invece , sulla nostra Razza. Ma non è condanna. Quello che dico è di cominciare ad avere uno sguardo più "realistico" di chi siamo. Noi che mentiamo a noi stessi , che riscroviamo la storia per non vedere il male fatto. Magari, ci porterà a prendere strade migliori come umanità intera, aiutandoci , e affrontando e non eludendo la nostra natura-PREDatoria. Che non è per nulla dissimile dalle altre animali o vegetali, solo più espansiva, al momento...e piu virulenta. Per questo dico, smettiamo di fare la "buona poesia". Ma falsa. Perchè per quanto ami l'arte, per dire, avrei fatto a meno di capolavori di chiese e quadri, conoscendo quanto Dolore la chiesa abbia sparso per quelle ricchezze. Cosi per tutto oggi. E per quanto si possa non sapere, il sangue versato resta sulla coscienza di chi verrà, o di chi sfrutta tali vantaggi. Come oggi noi.
    Quel "prima" non esiste. Perchè è un "non Sapere"..quando gli occhi non vedevano. È un prima della caduta. Era bello si, ma non è meglio raccontare la verità ad un bambino? Che è più forte di noi proprio perchè tale. Piuttosto che fargli credere che Napoleone è un eroe? O siamo noi, che abbiamo bisogno delle Loro favole perchè è cosi brutta la realtà?

    Un abbraccio anche a te

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    1. Ciao MK, sai... potremmo andare avanti per "sempre", tracciando e conseguendo proprio la "storia deviata", ossia, quello che succede ancora (e succederà per sempre se "qua, così") tra fazioni impoverite dentro (alias: dimentiche della ragione fondamentale).

      Per cui, le nostre "distanze" rimarranno tali, a prescindere. Urge, allora, che uno dei due interrompa il "flusso" (visto il nulla di fatto che intercorre). Ok. Lo rompo io:

      secondo me (secondo me) l'ambiente in toto è una risposta frattale espansa, della ragione fondamentale. Stop. Lì dentro c'è anche tutto il resto, ma ingabbiato nella gerarchia della dominante...

      Tutto qua :) Lo so che a te non dirà nulla, tutto questo. Ma questo è quello che percepisco io e tant'è.

      Ti rispondo subito, anche per il commento successivo:

      la risposta è sempre quella più sopra... "Lì dentro c'è anche tutto il resto, ma ingabbiato nella gerarchia della dominante...".

      Il loop va gestito, mutando prospettiva.

      Grazie. Un caro abbraccio.

      Serenità

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  8. ...solo..non è sufficiente avere umanità ..per sopravvivere. Proprio no. Bisognerebbe tutti l avessero... E non è possibile. Perchè ognuno ha diverse soglie di tolleranza

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  9. Và bene. Il sito è il tuo giustamente))) il loop è il tuo)

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    1. La "provocazione" funziona sempre :)

      Il loop è della dominante. Io mi sono "solo" accorto.

      Un caro abbraccio.

      Serenità

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