martedì 11 maggio 2010

Mentre guardiamo altrove, si scrive il futuro.





“I mercati europei salutano con decisi rialzi l'accordo tra i ministri delle finanze dell'Ecofin per un piano di aiuti che potrebbe arrivare fino a 750 miliardi di euro e porre un freno alle tensioni che hanno investito l'area euro sull'onda della crisi del debito greca”.
Fonte: Yahoo

I ministri delle finanze europee si riuniscono una domenica, facendolo sapere a tutto il mondo, ed il lunedì successivo i mercati finanziari fanno +10%; potenza delle illusioni, vero?

Certo, perché stiamo parlando di illusioni, in quanto in una domenica non si possono mettere in atto le misure previste, e trovare i soldi necessari per “aiutare” le sorti dei paesi europei più malandati. A meno che “tutto” faccia parte di una immane manipolazione, ribasso compreso. Fin qua tutto “normale” dunque. Noi viviamo con l’orecchio a quello che i media ci raccontano e che Tremonti confessa, a singhiozzo, o ai TG o sui suoi libri: due verità diametralmente opposte.

Per vendere dei libri, si sia occorre avere il “nome” ed i contenuti, meglio se “piccanti”. Ecco dunque spiegato l’andamento oscillante del nostro ministro delle finanze. Un uomo che non riesce completamente a svolgere il solo ruolo istituzionale, ma che “tende” anche a sviscerare quello che, in coscienza, percepisce come la “madre di ogni pericolosità”; il senso di responsabilità verso il genere umano futuro, probabilmente, morde alle “caviglie” l’uomo Tremonti; eppure non riesce a svincolarsi dal gioco della politica, del potere, delle connivenze, etc. Ma anche ciò non descrive nulla di nuovo.

Pensiamo a come siamo fatti noi, nella nostra “media”; se lavoriamo in Telecom Italia, ad esempio, difendiamo la “nostra” azienda di fronte al mondo intero. Perché? Perché dipendiamo da lei, dallo stipendio elargito. Ma se dobbiamo dare dei ladri alla concorrenza non esitiamo minimamente; eppure tra le aziende dello stesso genere non c’è differenza ormai. Se prendiamo azioni della Monsanto, ad esempio, tiferemo per le politiche “malsane” di questa azienda. Perché? Perché cerchiamo di guadagnare dal rialzo delle azioni, fregandocene della modalità con la quale questa azienda fa profitti. Se beviamo Coca Cola, lo facciamo perché è buona, ma non abbiamo la forza di farne a meno pur essendo consci che non fa bene e che le politiche aziendali, in certe aree del mondo, sono completamente antietiche e immorali.

Il discorso è che “occhio non vede, cuor non duole”: ma la coscienza prima o poi busserà alle nostre “porte”.

Chiediamoci se il rialzo delle borse è sano, se va nella direzione “giusta”, se è sostenibile; oppure se è solo un altro vano tentativo di mantenere un modello, un paradigma senza più futuro. Come al solito la responsabilità è solo nostra. Non aspettiamo che i ministri risolvano i problemi per noi. Essi devono stare al “gioco”. Le vere scelte sono quelle che possiamo mettere in “campo” noi…

Noi che siamo affaccendati a “fare altro” dalla mattina alla sera.