giovedì 6 maggio 2010

Il mondo silente dei saggi Alberi.



Mentre facevo il mio consueto giro in bici, lunedì scorso (prima di questa due giorni di pioggia battente) mi sono fermato in un punto, per qualche minuto, cercando di entrare in simbiosi con l’ecosistema che mi circondava. Osservando gli alberi, o meglio i loro tronchi, è ormai consuetudine vederne l’alone eterico che li avvolge; una sorta di "orma" esterna che, se cercata, diventa subito evidente. 

Ebbene mi sono accorto che tra due alberi non molto lontani, questa impronta energetica si unisce a mezz’aria. Osservando bene, cercando con un po’ di concentrazione, è possibile vedere una sorta di rete, appena visibile, che fluttua nell’aria tra i due tronchi. A me capita di vederla meglio in determinate situazioni climatiche, tipo con il cielo un po’ grigiastro, oppure se sono particolarmente affaticato dalla pedalata. Gli alberi sono degli esseri viventi che, non solo creano una rete comunicativa tramite l’intreccio delle radici, ma anche con la loro energia irradiata via etere. Ighina, si dice, riuscì a ricavare energia elettrica da un tronco d’albero vivo. Questi nostri fratelli verdi e marroni, sono dei grandi saggi ed hanno una loro vera e propria personalità. Esiste infatti una "disciplina" chiamata Dendroterapia Energetica, ossia:

“La Dendroterapia Energetica, esperienza e armonizzazione con le Energie degli Alberi, nasce da un cammino personale e spirituale… Così ognuno vivrà la sua verità interiore arrivando, col tempo, a sentirsi parte di un tutto. Si tratta di cercare il sapere e non la conoscenza, poiché essa abita il passato. Il sapere è informazione in movimento, libera, spontanea, presente. Gli alberi saranno i maestri di questa apertura  che permetterà  sempre più spesso che la nostra energia  spirituale sia più vicina  al loro regno… fino ad arrivare , un giorno, a fondersi insieme. Infatti, se scegliamo gli alberi è perché essi possano dimostrarci il potere del nostro Amore poiché la loro riserva di forza è collegata alla nostra energia spirituale. Il nutrimento totale è reciproco”. 

Lunedì scorso mi è successa questa esperienza; ho fissato il manto erboso basso, verde, irregolare per via di un po’ di sterpaglia, qualche sasso, legnetti sparsi caoticamente. Dopo qualche secondo, la luce si è livellata aumentando d’intensità, trovando un equilibrio, probabilmente. Come succede se lasciamo l’otturatore della macchina fotografica aperto con un tempo lungo, la luce tende ad invadere la scena, a sovresporre l’immagine inquadrata. Alla stessa maniera, il bianco è “sorto” da ogni parte della scena da me osservata. Poi l’erba e l’intero contesto ha cambiato apparenza, descrivendo una nuova immagine geometrica; come una sorta di reticolo a rombi “disegnato” con ciò che, un attimo prima, era lo sfondo che i miei sensi interpretavano come lo scenario sopradescritto.

Ad un certo punto, per via delle emozioni, ho avuto un rigurgito di presenza fisica, per cui l’immagine geometrica formatasi, si è letteralmente trasmutata di forma in un istante, dando luogo ad un’altra struttura geometrica diversa, caratterizzata da una intensità più fitta delle “maglie”. Osservando tutto ciò con fare distaccato, sino a che mi è stato possibile, ho avuto chiaramente la percezione di essere l’osservatore che è in noi. 

Non ero più un punto prospettico dettato dal mio corpo, ma ero divenuto un qualcosa di più “ampio”. 

La luce che nasceva dai contorni dell’immagine osservata, era un qualcosa, un dettaglio non secondario, in grado di spostare le regole della fisica terrestre. Non è la prima volta che mi succede, anzi… ormai ricerco questo stato d’osservazione; a volte, quando sono particolarmente affaticato, sento il cuore battere e questo tam tam serve come segnale di “intesa”, di risonanza per il respiro e per la connessione con questo stato di pseudo meditazione allargata, ad occhi aperti. Il battito del cuore nelle orecchie, la brezza che sussurra ritmicamente, le pressioni laterali ai lobi, lo stato di sana stanchezza, la muscolatura che si contrae, la leggerezza della dispersione per quelle zone di luce: è tutto una meraviglia.

Tutto ciò mi ricorda che i livelli d'intensità della vibrazione dell'energia, comportano una modifica della struttura geometrica nell'intimità della materia; proprio come in quel video su internet che mostra la relazione tra frequenza e geometria dei granelli di sabbia.

Auguro a tutti voi di trovare la modalità di connessione al regno degli Alberi, al mondo vegetale… a voi stessi.

"Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c’è tra seme e albero"
Gandhi


 

10 commenti:

  1. Gli alberi sono dei meravigliosi frattali e un simbolo dell' unione fra cielo e terra. Dan Winter e un uomo di medicina della tribù dei piedi neri, che in questi mesi ho avuto modo di incontrare mi hanno dato un messaggio su questi esseri viventi che leggendo il tuo post ho scelto di condividere.
    Il loro messaggio è quello di non sottovalutare il potere degli alberi, che sono gli essere più puri e frattalmente perfetti sul pianeta, e la loro capacità di esserci d' aiuto a superare le difficioltà che possiamo incontrare sul nostro cammino evolutivo...

    RispondiElimina
  2. Caro Amico,
    il tuo commento mi onora e mi apre il cuore, perchè, anche se indirettamente, ho una esperienza in corso di questo tipo; un Amico fa da tramite tra me ed uno spirito elementale in un albero. Questo mio Amico, di tanto in tanto, mi gira via sms, essendo lontano da me, quello che questo "Albero" intende comunicarmi.
    Lo so che sembra una fantasia da infante, eppure credo che ciò corrisponda solo a "verità".
    Alberi e cristalli sono i nostri fratelli rimasti "indietro" responsabilmente, per permettere all'evoluzione di poter continuare contando sul loro appoggio energetico e vitale.
    Onore e merito al loro senso di finissima consapevolezza!
    Per quanto riguarda il tuo "incontro"; accidenti! Meraviglioso oserei dire :)
    Hai forse qualche suggerimento da darmi, dal momento in cui non riesco a percepire la "voce" di questo fratello che intende comunicare con me? Cosa può sigificare questa sua intenzione di farmi avere informazioni?
    Grazie di cuore Gabriel...
    Un abbraccio totale...
    Serenità

    RispondiElimina
  3. Sai Davide che intorno alle persone , intorno agli alberi si può vedere l'aura. E chi è molto addentro si puo vedere l'aura della Terra , ma quella è per pochi. Credo che tu abbia visto l'aura ma anche qualcos'altro. Un bel gioco di luci che può diventare la parola della natura.
    Avevo scritto in una poesia che occhi che mi guardavano avevano il mio stesso colore. Certamente era una identificazione con Dio che è in ogni dove, anche nei giochi della natura.
    Bellissime osservazioni. complimentoni

    RispondiElimina
  4. L'uomo di medicina mi ha suggerito di porre ai piedi dell'albero i miei dubbi, le mie domande. La risposta mi ha assicurato arriva sempre a chi sa ascoltare.
    Come ti ho detto ci aiutano ad evolvere e tu saprai sicuramente dal cuore qual'è la domanda da porgli e il nodo da sciogliere...

    RispondiElimina
  5. Ho un enorme rispetto e riverenza per i nostri maestosi "Amici", nutro questi sentimenti sin da piccolo. Ho avuto la fortuna ed il privilegio di vivere la mia fanciullezza immerso in aperta campagna e circondato da tanti alberi di varie specie. Quello a cui ero più affezzionato e allo stesso tempo affascinato era un maestoso albero di gelso bianco, era poderoso, alto, per noi bambini e compagni di gioco era il nostro gigante buono, sopra i suoi grossi rami, incespugliati di foglie, trascorrevamo delle lunghe ore, approfittando anche dei succulenti frutti che ci donava. Dopo quarant'anni ancora non dimentico l'odore dei rami di quel gelso che respiravo quando mi abbracciavo ad essi per abbrancicarmi su verso l'alto, che sensazioni! mi sentivo un tutt'uno con il mio amico gigante, ricordo ancora con amarezza il giorno del suo abbattimento per fare spazio al cemento, tutti noi, i piccoli amici riuniti per rendere omaggio per l'ultima volta al nostro compagno gigante, ormai disteso al suolo! Abbracciamo gli Alberi ed amiamoli, essi sono una parte di noi, del nostro essere un'unica cosa con il tutto! l'amore che gli volgiamo ce lo restituiscono con l'interesse! Grazie Davide per aver condiviso la tua sublime esperienza e grazie per l'augurio che volgi a tutti noi, un abbraccio di luce a te!

    RispondiElimina
  6. Gli Alberi, anche io, nell'infanzia, ho vissuto all'ombra di un grande albero, era l'olmo della mia fanciullezza, l'ombra dei miei giochi, la compagnia di pomeriggi indimenticabili.
    Ora mi ricordo di due versi di Khalil Gibran che amava tutto ciò che la Terra ci donava
    "Rivela il tuo segreto al vento
    ma non lamentarti se lo dirà agli alberi"
    Un caro saluto
    Gavino

    RispondiElimina
  7. Con gli alberi (molto di piu' che con gli animali) ho sempre avuto un rapporto molto particolare... li amo moltissimo.
    Mi ricordo che a sei sette anni parlavo con gli alberi e il vento... erano i miei consiglieri preferiti.
    Quando una mattina alcuni mesi fa hanno tagliato tutti i rami degli alberi davanti alla mia finestra di casa, mi sono sentita quasi mancare... era l'unico polmone verde su cui avevo l'affaccio... ora ci sono solo i tronchi... una vera amputazione per farli morire! Non riesco piu' a guardare da quella finestra...
    Un grande abbraccio

    RispondiElimina
  8. Caro Gabriel,
    grazie; proverò a fare come ti hanno suggerito!
    Un abbraccio...
    Serenità

    RispondiElimina
  9. Cari Erika, Vincenzo, Gavino,
    vi rispondo unendo i vostri tre splendidi commenti.
    Avete espresso lo stesso tipo di Amore per gli alberi, attraverso le vostre esperienze e sensibilità personali.
    Sono onorato dei vostri "riflessi"; anche io "avevo" un albero, di castagno, che ogni volta che andavamo a fare picnic, ci vedeva (me e mio cugino) scalarlo e sentirci "grandi" divertendoci sulle sue ampie "braccia".
    Sono effettivamente dei grandi saggi silenti che ci ricordano la connessione con la Terra e con il respiro del Cosmo. Quanta pazienza devono avere nel vedere il genere umano trattarli senza riguardo...
    Vi ringrazio di cuore...
    Splendido "ricordo" con citazione quello di Gavino :)
    Un caro abbraccione a tutti...
    Una Buona Vita

    RispondiElimina
  10. Cara Loredana,
    si, sto cercando una connessione attraverso quei luoghi di luce dove mi fermo.

    "Occhi che mi guardavano avevano il mio stesso colore" - meraviglioso!

    Ognuno di noi ha la propria modalità di "ascolto"; a me piace lasciarmi andare sui rumori. Ora che gli alberi hanno le foglie, quando c'è un alito di brezza, il loro "sciamare" è un richiamo alla connessione. Se chiudi gli occhi quasi puoi sentire il loro grande "calore". Sono certo che uno di questi giorni riuscirò a sentire la loro "voce" dentro di me. Perchè no?
    Grazie di cuore Amica mia...
    Un grande abbraccio...
    Tanta serenità

    RispondiElimina

Lascia, se lo gradisci, un segno di te...

Per favore, non lasciare commenti senza firma. Non voglio Spam. Grazie.
Please, don't leave comments without signature. I don't want Spam. Thanks.