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martedì 29 settembre 2026

Patriota.


“In piedi patrioti alle armi. Impegnatevi…”.

Ricordi? Il testo è “di uno” che ti dava dello “stupido, scemo, imbecille…”. E, “te” che facevi/fai? Andavi/vai a comprare la sua musica. Andavi ai suoi concerti. Perché? Bè, probabilmente perché non ti reputi “uno di quelli che l’artista prendeva di mira o denunziava”. Vero?  

Sì, ti senti diverso, “te”. Boom! 

“Quante stupide galline che si azzuffano per niente…”: 

“te” (laggente non solo Smith).

“La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi 
non viene dalle stelle… 
Alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena. 
Potete stare a galla 
e non è colpa mia se esistono carnefici 
se esiste l'imbecillità 
se le panchine sono piene di gente che sta male…”.
Up patriots to arms – Franco Battiato

Battiato ha usato il termine “patriota”, agganciandolo “ottocentescamente” alle armi. Ma ne’ “La voce del padrone” ha abbracciato il lato “commerciale” della professione. Uhm.


“La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi, non viene dalle stelle…” = le “stelle” esistono ma non ci sono, ergo, la “fantasia dei popoli…” è ispirata da chi non esiste; c’è.

Da chi ti è sempre d-avanti almeno di un “passo”, nel senso del paradosso di Achille e la tartaruga. Alias, un “vantaggio” è e rimane sempre lo stesso “vantaggio”. Qualcosa che è già successo, se non viene fermato, continua a succede_Re ma “niente” = l’AntiSistema ti ha, però hai sempre “bisogno delle prove”. 

Chi (ti) parla, or dunque (qua, così). No? 

Chi ti “ispira a…”. Perché sostanzialmente non decidi nulla. Perché sei “libero” solo all’interno di un recinto. Non sono domande, per inciso. Sono riflessioni financo Verità. 

“Miei fratelli d’armi
ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo
ma viviamo in diversi…
Ogni uomo è destinato a morire
ed è scritto nelle stelle e
in ogni linea sul vostro palmo della mano
che siamo davvero folli a fare le guerre
sulla pelle dei nostri fratelli d’armi…”.
Brothers in arms – Dire Straits

Sei in “grave difficoltà” (qua, così). Tanto che, ehm… ne sei avvezzo. Sei abituato, pronto. 

Rispondi sempre “presente!”. 

Ma, senza accorgerti essenzialmente. Come se fossi all’inferno, però “niente di serio…”. Ricordi? 

“Miei fratelli d’armi, ci sono tanti mondi differenti, tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo, ma viviamo in diversi…”:

chi ti “ispira” (qua, così)? 












“Noi abbiamo un solo mondo, ma viviamo in diversi…”. Ok?


In che modo “uno” può avere “un solo mondo…”, ma “vivere in diversi…”. Bè, ad esempio ma causalmente, quando sei “Dio” = l’oro. Quando ti puoi “esercitare” mediante le caratteristiche conferite a Dio. Le solite, dai. Quelle che la non solo tecnologia ha svelato oramai anche al grande pubblico (a “te”, laggente). 

Avatar docet. Dune docet. Star Wars docet. 

Un “pianeta natale” Vs la colonizzazione del resto o del “prossimo”. Di chi si tratta, dunque? Chi ti ha intubato nell’AntiSistema, nel quale dirige in toto l’intera orchestrazione. Il “digitale” a cosa ammonta, nella sostanza? 

Ed il cosiddetto “metaverso”?

La pianta labirintica è stata espansa, allargata, ampliata, resa ancora più “profonda”, etc. Mentre, il “patriota” è scomparso dalla scena, forse perché è lo “spettacolo” che s'è cambiato di/la scenografia. 

Dr. Ford docet. 




L'esperienza del Triennio repubblicano (1796-1799) rappresenta un momento di profonda frattura e rigenerazione politica per l'Italia. In questo brevissimo arco di tempo, l'arrivo delle armate napoleoniche provocò il crollo degli antichi Stati assolutisti e la nascita delle Repubbliche giacobine (come la Cisalpina, la Romana e la Napoletana), trasformando radicalmente il linguaggio e l'orizzonte concettuale della penisola. Il termine “patriota” divenne il fulcro di questa trasformazione, assumendo una forza e un'ambiguità del tutto nuove.
L'ambiguità e l'abuso del termine.
Prima del 1796, “patria” indicava spesso semplicemente la propria città natale o lo Stato regionale di appartenenza. Con la rivoluzione, il termine si politicizzò rapidamente, ma i suoi confini rimasero fluidi e fumosi per diversi motivi…
Eterogeneità ideologica: sotto la stessa etichetta di “patriota” convivevano figure moderate (favorevoli a riforme graduali e allineate alle direttive francesi) e radicali o giacobini democratici (che sognavano l'unità d'Italia, l'uguaglianza sociale profonda e la piena indipendenza da Parigi).
Opportunismo politico: con il cambio di regime, molti esponenti della vecchia nobiltà o della borghesia si proclamarono “patrioti” solo per conservare i propri privilegi o per fare carriera all'interno delle nuove istituzioni repubblicane, inflazionando e svuotando di significato la parola.
La dipendenza dalla Francia: per le masse contadine e i reazionari, il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore).
Un catalizzatore di energie senza precedenti.
Nonostante le sue contraddizioni, la parola “patriota” ebbe una straordinaria forza mitopoietica e mobilitante. Funzionò come un potente catalizzatore di energie politiche e sociali perché…
Creò una nuova identità collettiva: per la prima volta, superando il vecchio particolarismo regionale, un gruppo dirigente diffuso in tutta la penisola si riconobbe sotto un unico ideale. Il patriota non combatteva più per il proprio re o per il proprio campanile, ma per la rigenerazione della società.
Introdusse il concetto di “Nazione” moderna: il termine legò indissolubilmente la libertà individuale alla sovranità popolare e all'idea di un'Italia unita, o quantomeno confederata. I dibattiti del Triennio (si pensi al celebre concorso del 1796 su “Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d'Italia”) posero le basi teoriche del futuro Risorgimento.
Mobilitò lo spazio pubblico: essere patrioti significava partecipare alla vita politica attiva. Le energie si riversarono nella redazione di giornali, nella stesura di costituzioni, nella nascita dei club politici, nei teatri e nella creazione di simboli (come l'adozione del tricolore).
In sintesi, sebbene l'esperienza del Triennio si sia conclusa tragicamente con la restaurazione del 1799 e le feroci repressioni (come quella della Repubblica Napoletana), il concetto di “patriota” smise di essere una vaga astrazione letteraria. Diventò il motore di un'azione politica concreta, lasciando un'eredità ideale che avrebbe alimentato le lotte carbonare e risorgimentali dei decenni successivi…

Ok? Cotto, bollito, mangiato e digerito. Ops.

Per le masse contadine... il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore)…

Vedi che sono proprio le “masse contadine” che vedono le cose come stanno nella sostanza, seppure sempre esposte, alla mercé, del “sapere” Vs la “ignoranza”. Come da sempre va in onda (qua, così) fra “chi porta il progresso” e “chi se lo deve fare andare bene a forza”. 

Conquistadores Vs... conquistati. 




Gli Iafet-iti sono gli “ebrei”. Ok? 

Tutto il mondo è Iafet-ita, ma a livello di “alta gerarchia”. Di certo, non a livello di popolo = “te” (laggente). 

L’vnicvm ti ha da un certo “livello”, mentre al di sotto giunge “solo” l’eco, il comando, la delegazione, l’ordine, l’ispirazione, il “verbo”, il “futuro”, il “destino”, etc. etc. etc. 

Quando si dice “mira in alto”. No? 

“Punta al bersaglio grosso…”, ti lascia sempre per strada, in mutande, ad auto rimirarti da “te” in “te” (qua, così). Mentre, il “bersaglio grosso” in termini sostanziali è sempre tale “alta gerarchia” da cui si espande il co-ordinamento sulle “terre promesse” AntiSistemiche. 

In qualcosa ove è già successo anche tutto quello che “ti aspetti”. S-vantaggio. Ci sei? Cos’è un vantaggio se non si può abbattere sulla maggioranza in ombra. A chi giova, altrimenti. A che “serve”, se non ci sei “te” (qua, così). 

Se non c’è il (qua, così), alias, sia la “scena del delitto” che la “pistola fumante”. Il colpevole è il “maggior-domo”. Trovi?

Ed ora, “non c’è trucco, non c’è inganno…”, chi erano (sono) i “giacobini”, in termini di controllo da “a monte” = essenzialmente?

Gli Ebrei nei club dei Giacobini durante la rivoluzione francese del 1789… 
Zosa Szajkowski and D. L.
Link

Nella pagina che puoi non solo leggere online, noterai che gli ebrei sono sempre... la vittima predestinata. Peccato che sono gli “ebrei” a sfuggirti continuamente, essendo Oltre a quello che (ti) sembra, usualmente. Loro (“eletti”) agiscono in funzione l’oro (“Dio”), ad immagine e somiglianza, da un “vantaggio” che non viene mai meno, dal momento in cui esisti “te” (qua, così). Qualcuno ti può “passare” ogni sorta di “sapere”, or dunque. Ergo:

“la fantasia dei popoli che è giunta fino a noi
non viene dalle stelle…”.

È “ispirata” (qua, così).

Pro-viene da…


“Gli ebrei avrebbero dovuto diventare dei francesi, dei tedeschi, degli italiani...”.

Modello Hyksos. Ricordi? Risultato?

Sebbene abbia origini ebraiche, Sheinbaum si professa laica e mantiene un certo distacco istituzionale nei confronti del Cattolicesimo, affrontando le complesse dinamiche religiose del Messico con un approccio basato sulla separazione tra Stato e Chiesa…

Lo “vedi”? Ci sei? 

Infiltrazione sostanziale = “darti” la gerarchia, governandola dai “livelli superiori”. Ossia, una minoranza organizzata Vs il “resto del mondo” (qua, così). 

“L’interpretazione del passato diviene una profezia retrospettiva che lo rappresenta come una preparazione significativa del futuro…”.
Lowith Karl

Come in Dune: chi conosce il passato può prevedere il futuro...
Come per Malanga, quando cita la Derivata di Fourier.
Perché la solita “storia” si ripete? Perché è tutto frattale, da espandere però nella sostanza. Già (ti) è successo. Lo “vedi” (sostanzi) dal ciò che continua a…, ma al solito (qua, così), “niente”.



Una razza che... non si è mai estinta... = i Cain-iti.
I trans-umani o ibridizzati (con la tecnologia/conoscenza).

Il resoconto di un misterioso colloquio tra Sigismondo Arquer, insigne geografo cagliaritano condannato a morte dall'inquisizione e arso vivo nel 1571, e Onofrio Panvinio, priore agostiniano, avvenuto nel carcere di Toledo nel 1567, viene alla luce per caso nel corso di una ricerca condotta dall'autore. Arquer rivela che la civiltà che aveva popolato la terra prima dell'inizio della storia era stata in grado di elaborare conoscenze matematiche e astronomiche capaci di calcolare con precisione terribili eventi cataclismatici che si ripetono ciclicamente. Gli intervalli tra una distruzione e l'altra segnano e caratterizzano la società. Sostituendo lo spazio come dimensione da dividere, il tempo è in grado di determinare profondamente il destino dell'umanità e la sua profonda arcana conoscenza è il frutto proibito di cui parla la Genesi. Le influenze del tempo sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia, vengono utilizzate per soggiogare la società, incanalandola su binari predefiniti, grazie a un intervento progressivo nei processi formativi della cultura e delle idee in cui le coscienze vengono forgiate seguendo la traccia di una complicata architettura sociale, legata a precise sequenze temporali, collegate a congiunzioni astrali e a fenomeni geodinamici e magnetici…
“Il tempo della fine” – Sigismondo Panvini

Le influenze… sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia…:

ossia
Cain-iti (“conoscenza massonica”)
Vs
la “Arca” (diluvio universale)
nelle “terre promesse” = la “terra di mezzo” (qua, così).

Gli Iafet-iti sono loro (“eletti”). I Cain-iti sono l’oro (“Dio”).

Tutto il resto è “noia” ma soprattutto, potenziale (contemporaneo). Se vuoi, “speranza”. Ok? 

Ma se “sei morto dentro”, hai voglia a... di-sperare.

“Il termine ‘storia’, non trova nella lingua ebraica altro equivalente che ‘toledoth’: generazioni’…  Il calendario… segna l’inizio della storia…”.
Il tempo della fine – Sigismondo Panvini

“L'operazione degli Harkonnen è avvenuta all'improvviso. Senza dichiarazione di guerra...”.

Uhm. A chi “assomigliano”?




“E l'imperatore che ha detto? Niente... la sua inerzia mi è difficile da accettare... Mio padre è sempre stato guidato da calcoli di potere... La voce da un altro mondo...”.
Dune

El Bar-one. Il grande baro!

“Miei fratelli d’armi
ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo
ma viviamo in diversi…”.
Dire Straits

Che… dire? 

Per le masse contadine… il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore)…
Ora che non sei più nemmeno “massa contadina”, sei completamente auto esposto a tale “e-vento”: 

quello AntiSistemico che nemmeno registri, avverti, accusi, “senti”, etc. 

Figurati quanto disti dal sostanzia_Re. 

Patriota = ripotata (participio passato femminile singolare del verbo ripotare, che significa sottoporre una pianta a una nuova potatura…).

Ma anche, piratato = contraffatto, hackerato, craccato, abusivo…

E, senza “i”, bè…: tarpato! 

Il “verbo” è al passato ma “qualcosa che non cambia”, f-issato al (qua, così), con “te” come più valente “legame covalente”, in grado di auto manutenere fisso e stabile lo “arcano maggiore”. 

“I nostri obiettivi si misurano in secoli...”:
o in alcune traduzioni “in generazioni...”...
Una delle frasi più celebri pronunciate dall'Ordine Bene Gesserit, in Dune...
Quando la “Uè!” verrà percepita come... patria, dalle nuove ri/de-generazioni?

Ciao!

“O mia terra natia: per me il destino ha deciso che io sia sepolto dove nessuno a me caro potrà versare le sue lacrime...”.
Ugo Foscolo
Pur sapendo che le illusioni non hanno un fondamento razionale o trascendente, l'uomo non può farne a meno. Esse spingono ad agire, lottare e sperare. Le principali illusioni foscoliane. Le illusioni si incarnano in grandi ideali civili e morali...
La patria e la libertà: ideali politici per cui vale la pena battersi...














  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4288
prospettivavita@gmail.com


venerdì 25 settembre 2026

Tattica.


E, pre-tattica:

un comportamento strategico usato soprattutto nello sport per disorientare l'avversario tramite dichiarazioni, silenzi o pretese falsità prima di una gara… (certo, come no: usato soprattutto nello “sport” de noantri).

Nella “caccia alla volpe”, ad esempio. No? Solo che di “volpi” non se ne vedono più, in giro. Probabilmente (qua, così) sono rimasti solo “asini, maiali, conigli, cani, ratti, criceti, pavoni”. 

Circe docet. 

Ergo, “te” sei l’auto-trasformata d f(Te).
“Sei” quello che (ti) rimane.

Mentre lo “allenatore mantiene il massimo riserbo…” = mente spudoratamente pubblicamente.


Chi può adottare qualsiasi strategia e, comunque sia, è sempre un “successo”? Chi è in costante, non lineare, “vantaggio”. 

Infatti, se provi a clonare certi “premiati” atteggiamenti altrui, ti attacchi. Perché? Perché a “te” mancano gli appigli/appoggi cardinali lungo il percorso. 

Un po’ come vedere, in un “film”, l’attore protagonista che alla fine ha la meglio su ogni avversità, in un modo che se tenti di replicare nella realtà fisica, bè… ti rendi conto che è “fantascienza”. Cioè? Nella trama, la trama = il copione recita d’assieme una storia, nella quale è previsto di/che… Ma (ma), se ci provi “te”, non è la stessa cosa. 

Pessimismo cosmico? Certo! 

Nel “film”, tutto quello che può andare bene, va bene… anche se “solo” alla fine (dopo averti tenuto sulle spine per almeno il 98% della vicenda). Mentre nella “tua” vita (qua, così) sono le cosiddette Leggi di Murphy che (ti) dominano. Anzi: 

ecodominano, essendo sempre un copione già de-scritto, non visto che (qua, così) è già successo ma “niente”. 

Bla. Bla. Bla. No? 

No, infatti: a “te” non ti con-vince nessuno. Vero?

A “te” non ti…, non si dice.

Un po’ come “a me mi…”. Dunque, applichi la sintassi grammaticale, l’analisi logica (o quello che è) ad ogni discorso, non importa quale. Se prendi in mano la “Bibbia”, che fai? 

Controlli come è stata de-scritta?

La f-orma, lo stile, la tecnica, l'apparenza, etc. Uhm. E la sostanza? Quando “devi mettere da parte”, tutto quello che “sai”? 

Quando... ti accorgi di un “problema” che rimane sempre tale se (se) lo “affronti” = non lo affronti. 

Lo vedi il “salto mortale” sul posto? L’angolo giro. 

Qualcosa che ti ha, dato che è già successo ma non è solo “il passato”. Qualcosa che funziona. Qualcosa che (ti) ricorda in toto. Sì, ma qualcosa che non è “solo” la Verità o la “verità (sempre la Verità)”. Qualcosa che è qualcuno! Ok? 

Qualcuno che si avvale di una sorta di “manto dell’invisibilità”. 

Harry Potter docet. La rivelazione (qua, così).

Ossia, un “film” nel quale viene espressa anche la Memoria I-Ambientale, Oltre – rispetto al resto della “trama” – a tutto, ch’è sempre “tutto” se preso e/o ri-assunto (qua, così). 

Non si capisce. Bah. Forse perché non lo devi affatto… capire.

Qualcosa che “ti parla” ad esempio mediante la sinestesia: 

manco fosse Codice Morse. 


Quando c’è da capire, va capito = ogni attività sociale che implica l’interazione con il “prossimo”. Cioè, in un mondo che “va a denaro”, è lecito e logico “saper fare di conto”, altrimenti sei fregato (un’altra volta). Quando c’è da “sentire”, invece, ti riguarda in maniera altra. Ossia, capisci quello che occorre al fine di “rispettare la legge”, ma contemporaneamente “senti” che… ti stanno fregando; anzi, che ti hanno già fregato. Perché? Perché, se sei in un mondo simile e rimani fedele a quello che “senti”, bè… è come fare 1+1 ma a livello altro (Oltre).

Infatti, è sempre la “legge” (qua, così) che ti auto man-tiene nei paletti del “lecito o meno” (dal punto di vista di chi ha “ispirato” tale codice de-scritto). 

Dunque, “legge = codice”. Ma, “codice = Bibbia”. Ergo:

squadra che vince non si tocca, perché non cambia (avendo un certo “successo” che ti lascia continuamente in “s-vantaggio” = la “legge” ti ha ma, ehm: lo devi dimostrare).

Ecco come, fra l’altro, una situazione come quella di ieri è potuta andare in onda, ripresa a livello mondiale, come un megafono che amplifica esemplarmente qualcosa, che da quanto ap-pare, devi aver ben chiaro nel “tuo” cervello. Sì! 

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu:
Si tratta di genocidio? Assolutamente no. È l'opposto del genocidio. Quindi, a tutti coloro che diffondono queste menzogne sul mio paese e sui nostri coraggiosi soldati, che si trovino in questa sala o nell'ufficio del sindaco antisemita di New York, dico questo:
vergogna! Vergogna per distorcere i fatti. Vergogna per invertire le parti, vittima e aggressore. Vergogna per sputare in faccia alla verità…
@IntelSlava

Ok? Sai quantaggente (“te”) avrà cambiato idea, sentendo questo “sant’uomo” parlare da un simile pulpito. È una vera e propria logica auto impiantata in profondità, come non ci fosse domani. Chi decide se…? Quando muoiono, in quel modo, decine di migliaia di individui e quando una intera comunità viene spazzata via senza nemmeno potersi difendere, bah… mettila come vuoi metterla ma come la metti, la metti = rimane una strage. 

Anni e anni ad assistere allaTv!
Im-potente:
forse è per questo che non si fanno più figli in tutto il mondo, ad eccezione di...

Questi “signori” possono rivolgersi alla platea come e quando vogliono, ma (ma) a SPS faranno sempre un baffo. Il famigerato “7 ottobre” è stato sostanzialmente la ripetizione perlomeno di… “Pearl Harbour e l’11 settembre”. 

Strategia. E pre-tattica! 

Conan il ra-barbaro







Una potenza come “Israele”, non si fa sorprendere in quel modo, se non intendeva proprio essere “sorpresa-aa!”, al fine di, poi, scatenare l’inferno ad hoc ma “niente”. 

E, “su questo non ci piove”! 

Ci vogliono le prove? Che si fottano. Se Gaza avesse l’atomica, “Israele” se ne starebbe buono, buono, nell’angolo dove è stato collocato o installato. No? Se Gaza disponesse di una flotta di caccia di ultima generazione, “Israele” non avrebbe nessun vantaggio dall’andar lì in cerca di guai. Qualcuno (qua, così) ci sente solamente da un orecchio: potenza militare. Anche se, essenzialmente, il vero potere è insito nel controllo del modello economico, finanziario, speculativo. 

Non, del solo predisporre di denaro in gran quantità. 

Bensì, nel poterlo del tutto auto ri-generare, reggendone il “timone”, mentre “te” (laggente) non riesci nemmeno a rendertene conto sostanzialmente, proprio come se fossi carta da parati attaccata alle pareti di/in casa altrui. 


Sei (qua, così). Cioè?

“Sei” in casa del ladro. Le “terre promesse” = la “Terra”, sono infatti assegnate a loro (“eletti”), da l’oro (“Dio”). Bon!

Come lo devi sapere? Non lo devi sapere. Semplice. No? 

Non lo devi sapere, motivo per cui va “sentito”. Sostanziato! Lo sai che puoi funzionare in molti modi diversi. Vero? 

Come un “soldato professionista” dotato di ogni genere di dispositivi per la “visione in qualsiasi tipo di avversità”. 

Se (qua, così) qualcuno ha deciso di farti auto sprofondare unicamente nella “tua capacità logica o scienza”, significa che in tal modo ti sfugge tutto quello che “passa sotto al tavolo” = qualcosa/qualcuno che, tuttavia, puoi sempre “sentire”, proprio come avverti se nel solaio ci sono dei ratti. 

Ci sei? “Sentire”… 

Perché non attivi gli “infrarossi”? Perché non appena ti manifesti (qua, così) sei auto sottoposto ad un trattamento speciale, collettivo, che ti forgia proprio come “serve”: 

devi essere messo in “conformità”, un po’ come a Sparta gettavano giù dalla rupe i neonati che mostravano segni di “debolezza” (secondo il canone di chi l’aveva deciso e poi fatto applicare agli “organi preposti”, con laggente sempre alla finestra, genitori compresi).  

Trump e Xi Jinping hanno riso vicino a una targa dedicata a Biden nella “Hall of Fame dei Presidenti” alla Casa Bianca… Invece di un ritratto, l'esposizione presentava un'immagine di una penna, con una didascalia che indicava che si trattava della penna utilizzata per firmare documenti a suo nome. La targa definiva anche Biden come il “peggiore dei presidenti”.
@Intelslava

Il “peggiore dei presidenti” è stato, comunque “presidente” = è servito per portare avanti il giogo “Usa”, applicato al mondo. Ok? La cosa “risibile”, anche se è alquanto seria, è che quando “uno” vince le e-lezioni, rimane in carica per tutto il mandato, anche se poi si svela essere uno psicopatico. 

The “Trump”, docet. 







All’interno dello “Stato”, tutto si allinea affinché il p-residente sia assolutamente protetto, permettendogli di “svolgere al meglio il proprio lavoro”. 

Questa è la democrazy-a (qua, così). Gerarchia = vnicvm.

Un’arma a puntamento singolar-collettivo. 

Vedi che non esiste “corte, diritto, legge, regolamento, etc.” che può davvero fare la differenza, quando il “comandante in capo” lo è di fatto ma non nella sostanza = chi decide è sempre Oltre, rispetto a quello che puoi/devi “capire”. 

Ecco il perché sostanziale del “pensiero logico, scientifico, razionale, analitico, etc.”. Ecco le macchine cosa ti hanno s-combinato. 

Dsa docet. 1 o 0. Ok? Neanche, 1 e 0. Ci sei? 

Cosa ti tra-passa x la “tua” testa, nell’AntiSistema? L’AntiSistema. Cosa? Bè, non ti accorgi perché “ci vedi”, ma non vedi niente rispetto al “codice”.

Oltre al… codice, che ti ha ma “niente”.

Il Senato degli Stati Uniti ha respinto una risoluzione sui poteri in caso di guerra, volta a limitare l'autorità del presidente Donald Trump di condurre operazioni militari contro l'Iran, con un voto di 49-50 il 24 settembre 2026.
@IntelSlava

49 a 50... Uhm. Che bella partita! Che spettacolo, fosse stato rugby.

Sempre così, in “democrazy-a”. Altrimenti, darebbe troppo nell’occhio. Altrimenti sarebbe una “tirannide”. Sempre “di poco”, ma comunque sempre nella direzione sos-pinta (qua, così).

Che “caso”! Vero? 

Hai capito la tattica? Sì, per quello che concerne “tutto quello che devi capire”. Ma la tattica è in una strategia non lineare, che ti ri-lascia ogni “pista da seguire” ad hoc, senza mai per/con questo venire a capo di alcunché sostanzialmente. Sei or dunque continuamente auto depistato, nell’AntiSistema, dall’AntiSistema che infatti non esiste; c’è.

Se “non ti trovi” è perché “serve”. Stop! 

L’alternativa sostanziale, in tutto quello che “decidi = scegli sempre fra…”, è stata intercisa, schermata, rivelata, etc. Alias, indovina? Non esiste, anche se c’è. E non esiste proprio x “te”, che… dove ti trovi? 

Nell’AntiSistema. Boom! “Si vede il marsupio?...”. 

“Io ti vedo…”. Non solo Avatar, docet.


Samuel Harris Altman (Chicago, 22 aprile 1985) è un informatico, imprenditore e dirigente d'azienda statunitense, tra i co-fondatori… nonché primo Ad di OpenAI… Nato in una famiglia ebraica… Altman è stato nominato una delle 100 persone più influenti al mondo dalla rivista Time nel 2023… Dichiaratamente gay, Altman ha sposato il compagno Oliver Mulherin nel gennaio 2024… Il 23 gennaio 2025 annuncia sul social network X l'adozione di suo figlio…, dopo aver già reso pubblica la notizia in una precedente intervista…

Li “vedi” quali sono gli “ingredienti che vengono premiati (qua, così)”, ora?
Senza, non vai da nessuna parte. E questo è il “merito”. 

Quando ti si aprono tutte le porta, davanti. Vs, quando ti si aprono tutte in faccia! 

Nel gennaio 2025, il Ceo di OpenAI ha condiviso pubblicamente la notizia della nascita/arrivo del figlio… (lo “arrivo” del figlio = lo avrà co-ordinato da Amazon!).

Altman ha scherzato e raccontato in varie interviste… di utilizzare ChatGPT come supporto quotidiano per affrontare le sfide pratiche della paternità e i dubbi legati alla gestione di un neonato…

Apposto! Ecco-“te” (da dove “arrivi”).









 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4286
prospettivavita@gmail.com