mercoledì 15 aprile 2015

L'angolo della memoria.



Memoria di Bergson.
Questo articolo è scritto nella versione di “memo”, essendo troppo il materiale “raccolto” quest’oggi. Questo tipo di “estensione degli articoli” è utile nella misura in cui “li si prende così… come giungono (primo momento)”, fiduciosi che – in un “secondo momento” – la memoria conservata “qua, così” giunga, ad ogni effetto, intera(mente) alla superficie, dando luogo ad un processo di “cottura”, che porta ad “ebollizione” l’intera struttura dell’inform(azione) così (de)codifica(nte/ta).


Gli “esperti” si turino il naso…
Anche se in SPS è quasi utopico che un “esperto, duri per più di qualche secondo” (He He).
SPS te lo (ri)chiede sempre:
che cosa sai?
  • che cosa sai, che de(riva) "diretta(mente) da te"?
  • che cosa sai, che “sai” in quella f(orma) di con(vinzione)… che non è solo un arrendersi alla dominante in corso d’opera?
  • che cosa sai, che "sei" disposto/a a mettere la tua mano sul fuoco?
Nulla. Se ci pensi bene. Se ci (ri)fletti “attorno”… non esiste nulla che abbia una simile “densità di carica”. Ciò che sai è una memoria, frutto di un download (scarico) che, progressiva(mente), attui/adotti vivendo “qua, così”.
Non è tutta “farina del tuo sacco”, che certa(mente) contiene molto più valore aggiunto. Tu sei solita(mente) esposto/a al vento di notizie "auto suggestionanti" come queste...
  


La luna piena non ha effetti sull'uomo (e sulla donna, invece?).
Luna piena ed aumento del numero di parti, un mito da sfatare:
ci ha pensato la University of California, con una ricerca che ha confermato come la correlazione tra luna piena e l'aumento delle nascite sia una convinzione priva di basi scientifiche:
"alcuni infermieri attribuiscono l’apparente caos alla luna ma decine di studi dimostrano che la convinzione è infondata" ha confermato Jean-Luc Margot, l’autore della ricerca poi pubblicata sulla rivista Nursing Research
Già 40 anni fa diversi studi, incluso uno condotto sempre dalla University of California, avevano dimostrato che non ci fosse nessuna correlazione tra luna piena ed un aumento del numero di parti, così come per quanto riguardava altri fenomeni, ovvero incidenti automobilistici, ricoveri ospedalieri, esiti di operazioni chirurgiche, tassi di sopravvivenza al cancro, mestruazioni, depressione e comportamenti violenti...

Uno studio spagnolo sembrava aver stabilito nel 2004 un nesso tra ciclo lunare e numero di parti e ricoveri, ma il dottor Margot ha rilevato errori e difetti nella raccolta e nell'analisi dei dati, spiegando anche come mai molte credenze infondate continuino a persistere nonostante la scienza confermi esattamente il contrario:
"questo fenomeno noi scienziati lo definiamo "bias di conferma", ovvero la tendenza ad interpretare le informazioni che confermano le proprie credenze tralasciando quei dati che potrebbero metterle in dubbio".
Un atteggiamento che rischia in taluni casi di essere deleterio, in particolare se applicato alla salute, come ad esempio il legame tra vaccini e autismo:
"I vaccini sono giustamente considerati uno dei più grandi successi della medicina in fatto di salute pubblica. Le malattie prevenibili attraverso di essi stanno però uccidendo molte persone a causa di false credenze che non trovano riscontro scientificamente".
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Questo fenomeno noi scienziati lo definiamo “bias di conferma”, ovvero la tendenza ad interpretare le informazioni che confermano le proprie credenze tralasciando quei dati che potrebbero metterle in dubbio"…
Eb(bene), il “bias di con(ferma)” è proprio quel “fenomeno” (strategia) messo in atto dalla scienza stessa (deviata dagli interessi), che “tralascia tutti quei dati che possono mettere in dubbio ciò in cui crede” (obbedienza al potere dell’interesse).
Ossia, la "scienza deviata" accusa chi non la pensa analoga(mente), (ri)correndo a delle conclusioni che si "laureano alla stessa scuola, che usa come arma per sbugiardare l'altrui pensiero/intelligenza". Ad esempio:
il “bias di con(ferma)” (uno "strumento" percorribile da entrambi i sensi di scorrimento).
La "scienza deviata ha già dimostrato... e pubblicato"! Tuona il tam tam mediatico, mentre tutto il resto... "tace". E... la "voce grossa" conta, eccome... in un ambito sociale tanto (con)seguente.
SPS non elenca nessun "anti"studio, a tal proposito… perché tu sei già sufficiente(mente) informato anche in tal senso. Lo sai.

Sponsorizzazione dell'ambito reale (interesse vs forma di esistenza).
Un frattale, che (di)mostra questo orientamento (polarizzazione) presente nella f(orma) di reale (ri)emerso? Eccolo qua...
Gratteri: viadotti crollano, opere costruite con terra e acqua.
"Le costruzioni crollano perché sono fatte in difformità al progetto": 
lo ha detto il procuratore aggiunto presso la Procura di Reggio Calabria Nicola Gratteri, ospite a di Martedì su La7, rispondendo a una domanda sulle recenti vicende dei crolli nelle opere pubbliche.
Secondo il magistrato è sbagliato "costruire con le gare al massimo ribasso. Si stanno costruendo opere con acqua e terra, mi auguro che non arrivi un terremoto di sesto o settimo grado", ha aggiunto.
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Si stanno costruendo opere con acqua e terra…
Questa immagine del reale non è "difforme rispetto al progetto".
Questa realtà non è approssimata, bensì è… speculata (ciò che accade è "conforme al progetto, che la immagina esattamente così. Solo che il progettista non è quello che firma le opere, ma è solo il "portatore sano", essendo solo un recitante convinto del contrario, visto che il Nucleo Primo non è manifesto"...
La speculazione è autorizzata dalla “legge della giungla”, dove si sopravvive ed il più “forte” impera sugli altri. Ergo, la “medicina allopatica” (come scienza del più forte... interesse in gioco) è un potere deviato, che non può prendere in causa tutto ciò che va a diluirne gli effetti, la portata, il vincolo (“bias di conferma” inverso).
La propria (p)arte confonde tutte le altri, che (con)seguono limitata(mente).
Ma, dato che… “non è sempre stato così”, in qualche ambito esiste un tipo di memoria a lungo raggio ed “indeformabile”, che rap(presenta) il “passato, così come è stato ed è tuttora conservato”.
Una espressione tipica, al (ri)guardo della memoria, è questa:
l’angolo della memoria.
Indossano la loro tipica uniforme nera e rossa con una corona rossa su di essa e devono conoscere a memoria ogni angolo della torre
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Conoscere a memoria ogni angolo della torre…
Perché si dice “conoscere ogni angolo” relativa(mente) ad un luogo, soprattutto, fisico?
Hai mai sentito dire così? “In un angolo della mente”.
L'angolo della memoria.
Questo spazio è un luogo riservato alle idee, alle riflessioni e alle proposte, allo scopo di condividerle con chiunque lo desideri e di conservarne la memoria
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Cioè, puoi dedurre che:
nello spazio, esiste dello spazio (un luogo) riservato a… (conservare un tipo di memoria/ricordo… o forma di “passato”, che seguendo questo filone della logica, è dunque… sempre presente).

Ok?

Dunque, una volta che ti sei “accorto”, che cosa puoi fare?

Puoi, ad esempio, “fermarti per (ri)cordare”. In che modo?
Beh… esistono delle "tecniche" che, però, se non vengono assimilate central(mente), “lato proprio” (terzo stato), “servono ad altro… rispetto a quello che pensi”.

L'11 settembre 2001 è una "immagine di memoria colletiva, ancorata in te... emotiva(mente)", che... "serve".

La mnemotecnica è l'insieme di regole e metodi adoperati per memorizzare rapidamente e più facilmente informazioni difficili da ricordare. Le mnemotecniche sfruttano la naturale capacità dell'essere umano di ricordare le informazioni se sono trasformate in immagini o storie, o associate ad eventi paradossali o ad emozioni consentendo quindi di aumentare la capacità naturale della memoria umana.
Sono state usate fin dall'antichità dai grandi oratori perché consentono, senza l'ausilio della lettura, di svolgere un discorso articolato precedentemente preparato.
Nei metodi di apprendimento moderni l'utilizzo delle tecniche mnemoniche è tenuto poco in considerazione. Tuttavia è possibile venire a conoscenza di alcuni sistemi che consentono di applicare le mnemotecniche allo studio…
Il nome deriva dalla dea greca Mnemosine, la memoria, madre delle Muse che proteggono l'arte e la storia. La dea memoria dà a poeti e saggi la capacità di tramandare il passato, e conferisce una forma di immortalità agli uomini le cui gesta vengono ricordate.
Le tecniche di memorizzazione erano molto importanti prima della diffusione dell'alfabetizzazione, poiché la conoscenza e la tradizione culturale venivano tramandate oralmente...
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  • sono state usate fin dall'antichità
  • nei metodi di apprendimento moderni l'utilizzo delle tecniche mnemoniche è tenuto poco in considerazione…
La “modernità” è un luogo comune di ®accolta, che per rimanere “qua, così”… necessita che tu (ri)cordi solo una versione della “storia”, ossia, di quella deviata dal potere dominante, che si prende anche la "cura" di educarti/(ri)formarti.
La “memoria” è centrale.
Solo dopo averne coscienza, puoi tornare a chiederti:
che cosa so?
Se sarai sufficiente(mente) accorto/a, noteria che tutto quello che sai è “perché ti hanno detto che…”. Ossia, l’intera parte emersa della “tua” memoria, altro non è che un processo finale relativo ad una astrazione di quello che “potresti sapere se… fossi libero/a di poterlo fare in autonomia” (ciò che caratterizza, invece, l’ambito di/in SPS).
Astrazione di von Neumann.
Nell'architettura di von Neumann, che rappresenta l'astrazione dei calcolatori elettronici usualmente impiegati, si vede come vengono impiegate le memorie nei calcolatori.
La macchina di Von Neumann è divisa in una parte destinata al calcolo, detta processore, ed in una parte destinata alla memorizzazione.
La seconda parte contiene sia i dati su cui la computazione opera, sia i programmi che istruiscono il processore riguardo quali computazioni effettuare
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La seconda parte (memoria) contiene sia i dati su cui la computazione opera, sia i programmi che istruiscono il processore riguardo quali computazioni effettuare…
È chiaro? La “memoria caricata in te” con(tiene) tutto quello che (ri)guarda la “computazione”, ossia, il “vivere”. Qualcosa che è l’alfa e l’omega e che rac(chiude)/(ri)copre tutto di (con)seguenza.


Imparare da "quello che viene detto"...
Lo “scout 22” (da rottamare) è usato come cavia, per testare una nuova intelligenza artificiale, che sarà poi da… “educare” (Humandroid).
Nel 1943 Riina, perse il padre Giovanni e il fratello Francesco (di 7 anni) mentre, insieme a lui e al fratello Gaetano, stavano cercando di estrarre la polvere da sparo da una bomba americana inesplosa, rinvenuta tra le terre che curavano, per rivenderla insieme al metallo.
Gaetano rimase ferito e Totò rimase illeso. In questi anni conobbe il mafioso Luciano Liggio, con il quale intraprese il furto di covoni di grano e bestiame e lo affiliò nella locale cosca mafiosa, di cui faceva parte anche lo zio paterno di Riina, Giacomo.
A 19 anni Riina fu condannato ad una pena di 12 anni, scontata parzialmente nel carcere dell'Ucciardone, per aver ucciso in una rissa un suo coetaneo…
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“Dove vivi”? “Come” vivi?
Chi ti educa?
Cosa introduce in te?
O meglio, come (ri)nasci già (ri)educato?
Sì. Ma, i “bambini” sono educati dagli “adulti”. E non è certo finito “lì”, il giro del fumo. Non è il solo ambito a “loop”, che ti dice tutto. No dav(vero).
Chi/cosa man(tiene) “qua, così” il/nel loop?
Chi/cosa alimenta tutto, rimanendo nell’ombra?
Nucleo Primo Docet… (l’analogia frattale te lo dice, ossia, te lo dici da solo/a se… “credi di poterlo fare”. Riconosci te stesso/a).
Esiste in te un “angolo della memoria”, che conserva le informazioni relative a qualcosa che ti è stato drenato via, progressiva(mente), ment®e sei divenuto stazionario nelle città, attratto da ogni centro di potere allettante (di che cosa necessiti ancora oggi? Di un… lavoro, per procurarti denaro, ergo, per poter continuare a vivere in questo tempo).
“Il tempo è denaro”… perché te lo guadagni con il denaro.
  • è rubare se è già stato rubato?
  • il tempo è la valuta in corso…
In Time
(Or)dunque… sai che cos’è un “angolo di memoria”?
Sai come osservarlo diretta(mente) nella “tua” realtà, anche, casalinga?
Te lo dice e fa vedere… il buon “vecchio” e caro SPS (He He).



Questi sono gli effetti dell'avere una stufa in casa. Il fumo, nei mesi invernali, ricopre le pareti. Ma nelle parti "angolari", il colore bianco sottostante, rimane inalterato (ossia, la memoria viene mantenuta e conservata angolarmente). Infatti, l'arrotondamento che caratterizza la parete con il soffitto non mantiene la memoria sottostante. 
L'angolo della memoria (in bianco, nel centro della foto).

In queste foto puoi capire perché esiste il detto “angolo della memoria”:
  • nell’angolo, tra le pareti, la “polvere” (sporco) non si accumula
  • nell’angolo rimane integra la memoria del “colore sottostante”
  • nell’angolo esiste un “campo di forze”, che man(tiene) inalterata la “memoria” (passato potenzialmente sempre presente)
  • nell’angolo si conserva un particolare stato origina(le/rio).
Ok?
Questo articolo è un “memo”. (Ri)cordalo. È una base sulla quale poter poi “lavorare” (ritrovare).
Memoria olografica.
Un… tipo di memorie secondarie, però ancora in fase di sviluppo, sono le memorie olografiche. Queste nuove tecnologie olografiche di archiviazione, avranno il pregio di poter memorizzare i dati non su una superficie (come fanno i supporti attuali) ma su un volume:
queste nuove memorie saranno dunque caratterizzate da una elevata capacità di archiviazione ed in più da tempi di accesso brevi.
Tra le varie idee, il modo più promettente per archiviare più immagini olografiche sullo stesso mezzo è utilizzare differenti angoli di divergenza tra i due laser.
Cambiando l'angolo di incidenza del raggio di lettura è possibile infatti leggere pagine diverse…
Il motivo principale che spinge i ricercatori alla realizzazione di queste memorie, è che la registrazione di dati su media magnetici ed ottici arriverà velocemente a scontrarsi con i limiti fisici dei supporti e quindi le memorie, che ora sono adeguate, potrebbero non essere più sufficienti per le necessità future…
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(Pro)segui per analogia frattale:
  • queste nuove tecnologie olografiche di archiviazione, avranno il pregio di poter memorizzare i dati non su una superficie (come fanno i supporti attuali) ma su un volume (le pareti di casa tua definiscono un volume interno)
  • tra le varie idee, il modo più promettente per archiviare più immagini olografiche sullo stesso mezzo è utilizzare differenti angoli di divergenza tra i due laser. Cambiando l'angolo di incidenza del raggio di lettura è possibile infatti leggere pagine diverse (le pareti di casa tua definiscono un angolo interno).
  • le memorie, che ora sono adeguate, potrebbero non essere più sufficienti per le necessità future (la conservazione dello "status quo", richiede sempre maggiore spazio. La sovra collocazione angolare, risolve la situazione, mantenendo il focus sul momento angolare attraverso il quale riesci ad identificare un livello di memoria piuttosto che un altro. In uno di questi livelli, esiste anche il “passato”. Una immagine del passato che, se carichi direttamente in te… la carichi anche nel “presente”).
Ad ogni angolo tridimensionale/fisico cor(risponde) anche uno “spigolo”:
angolo e spigolo esistono anche nella versione  “salva memoria” (bianco vs sporco)
Questo fenomeno frattale ed evidente, è ad ogni effetto una “forma di protezione del (ri)cordo”.
Ora, in natura è tutto al 99% arrotondato. Ossia, frattalmente, tutto è disinnescato “natural(mente)”.
Ergo:
che cosa sai, anche osservando la natura, se non la decodifichi attra(verso) il significato frattale “lato/angolo tuo”?

Prospettiva angolare. Inquadratura. Inclinazione...
Non sai ma… (con)segui.
Non sai, segui.
In matematica il termine angolo (dal latino angulus, dal greco ἀγκύλος (ankýlos), derivazione dalla radice indoeuropea ank, piegare, curvare) riguarda nozioni di larghissimo uso, innanzi tutto nella geometria e nell'analisi infinitesimale, che conviene considerare a diversi livelli di generalità.
Si definisce angolo la porzione di piano compresa tra due semirette aventi la stessa origine.
In realtà due semirette con la stessa origine dividono un piano in due parti (e quindi danno origine correttamente non ad un angolo bensì a due):
quella ricompresa tra le due semirette che determina un angolo convesso e ciò che "resta al di fuori" che è un angolo concavo...
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Occorre astrarre il processo di decodifica:
  • angolo la porzione di piano compresa tra due semirette aventi la stessa origine (ricomprensione nella stessa “origine/causa”)
che
  • danno origine correttamente non ad un angolo bensì a due
  • quella ricompresa tra le due semirette che determina un angolo convesso e ciò che "resta al di fuori" che è un angolo concavo.
Ciò che resta al di fuori” (Oltre Orizzonte? Naa, Nucleo Primo. Ciò che è dietro).
Angolo convesso e concavo, insieme… fanno 360 gradi (origine della deviazione, ossia... della costruzione dell'edificio circolare o loop).
L’Oltre Orizzonte è… oltre.
Ma ciò, allo stesso tempo, designa l’Oltre Orizzonte a livello frattale (simbolicamente suggerito).

Il termine angolo convesso riguarda una parte di piano definita da due semirette aventi l'origine in comune; le semirette… vengono dette lati dell'angolo e la loro origine… vertice dell'angolo.
Se le semirette sono diverse, ma appartengono alla stessa retta R, ciascuno dei due semipiani definiti da R muniti del vertice (che distingue le semirette) si dice angolo piatto.
In caso contrario il piano si tripartisce in tre insiemi
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  • angolo piatto (un angolo che “non si vede, ma sensibilmente esiste”)
  • in caso contrario il piano si tripartisce in tre insiemi (trinità degli eventi, riassunta dal “terzo stato”… il potenziale che accoglie il contenitore + il contenuto, in una scala di livelli).
 
Creazione "angolare", a partire da un centro di emissione/propagazione.
 
Angoli convessi e concavi sono, quindi, sottoinsiemi infiniti del piano, e quindi insiemi non misurabili attraverso una loro area (che avrebbe valore infinito)…
Il problema della misura di un angolo non può essere risolto attraverso una misura della sua superficie (che non è finita)…
Link
 
(Ri)fletti…
  • sottoinsiemi infiniti del piano
  • insiemi non misurabili attraverso una loro area
  • non può essere risolto attraverso una misura della sua superficie…
Lo sai perché è così?
Beh, osserva un grattacielo e l’ascensore che lo percorre “avanti ed indietro”:
e poi (ri)leggi le evidenze segnalate poco sopra (He He).
Come giungere a determinare l'ampiezza di un angolo ha certamente chiesto maggiori sforzi all'intelletto umano di quanti ne abbia richiesti la misurazione di lunghezze e superfici.
Misurare significa esprimere una grandezza "A" in rapporto ad un'altra grandezza data, ad essa omogenea, che funge da unità di misura, e se tale processo sorge abbastanza spontaneo per le grandezze spaziali, per le quali basta ripetere un segmento, o affiancare un quadrato, U per n volte fino all'esaurimento della lunghezza o della superficie (A=n*U), lo stesso diventa meno intuitivo per le grandezze angolari, dove pure la stessa elaborazione mentale di un'unità di misura adatta richiede un maggior grado di astrazione
Dunque soltanto capendo che la misurazione dell'angolo non può essere idoneamente compiuta quantificando un'area, si può comprendere che bisogna astrarre il concetto di angolo per non vederlo più solo come una parte di piano data, ma cinematicamente come una porzione di superficie coperta da una semiretta in rotazione sul proprio estremo, per potere misurarlo.
Si tratta di processo non semplice, forse perfino controintuitivo, ma non semplice deve anche essere stato per i primi uomini capire "cosa" rimanesse immutato in un angolo, nonostante variassero aree e circonferenze al variare del raggio del compasso.
Sebbene non immediata deve comunque trattarsi di una conquista concettuale antica, se ancora oggi il sistema comunemente più utilizzato per la misurazione degli angoli, il sistema sessagesimale, è giunto sino noi dall'antica civiltà babilonese invariato nei secoli
Nel sistema sessagesimale, analogamente al nostro esempio, l'angolo completo o angolo giro è suddiviso in 360 spicchi, equivalenti all'unità di misura convenzionale denominata grado sessagesimale, indicata col simbolo "°".
Tale nome deriva dal fatto che le sotto unità del grado, il minuto e il secondo, sono divise in sessantesimi; perciò, come nell'orologio, ogni grado è diviso in 60 minuti ('), e ogni minuto è diviso in 60 secondi (''), ulteriori suddivisioni di questo seguono invece il comune sistema decimale.
Tale stranezza deriva, appunto, dal fatto che nell'antica babilonia era in auge il complesso sistema numerico su base sessagesimale, giunto sino a noi, quale retaggio storico, nell'orologio e sui goniometri
Link
Astrazione:
  • dunque soltanto capendo che la misurazione dell'angolo non può essere idoneamente compiuta quantificando un'area, si può comprendere che bisogna astrarre il concetto di angolo per non vederlo più solo come una parte di piano data, ma…
  • sebbene non immediata deve comunque trattarsi di una conquista concettuale antica, se ancora oggi il sistema comunemente più utilizzato per la misurazione degli angoli, il sistema sessagesimale, è giunto sino noi dall'antica civiltà babilonese invariato nei secoli
  • tale stranezza deriva, appunto, dal fatto che nell'antica babilonia era in auge il complesso sistema numerico su base sessagesimale, giunto sino a noi, quale retaggio storico, nell'orologio e sui goniometri
Allora… quanto è “moderna” l’attuale epoca?
Che cosa sai? Quello che (ri)cordi angolar(mente) (inquadrando la realtà da una certa prospettiva, che mette in ombra tutto il resto della decodifica possibile ma non più... immaginabile, se non ricorrendo alla frattalità compresente e terra ri formante il "tutto")…
Astrarre è… estrarre/evocare (informazione e ricordo. Immagini ed… immaginazione. Un passato che non è passato ma solo conservato, perché “fatto passare di moda”, ossia, non più tenuto in considerazione, non più visto, non più attraversato, non più utilizzato e percorso per mancanza di abitudine; una equivalenza con la "preghiera").
C’è qualcosa che devia il corso della memoria.
Prendine atto il prima possibile…


La densità di carica elettrica (simile al concetto di densità di massa) indica il rapporto tra la quantità di carica elettrica presente in una porzione dello spazio e la regione stessa…
La densità di carica è massima in prossimità di spigoli e punte, dove è misurabile la maggiore concentrazione di particelle elettriche libere.
Il campo elettrico è conservativo.
Inoltre esso ha divergenza nulla nelle regioni in cui non vi è carica. Questo vuol dire che ivi le linee del campo elettrico sono fasci di rette parallele, che non divergono.
Su uno spigolo si accumulano le cariche "portate" dalle linee di campo che insistono sui due lati della punta. Il fenomeno è più rilevante su punte di oggetti piramidali o conici, dove è massimo il numero delle linee di campo che si incontrano nel vertice.
In base a questo principio, funziona il parafulmine che deve le sue proprietà non solo al materiale conduttivo, ma anche alla forma geometrica a punta
Link


Lo “spigolo” è all’opposto dell’angolo, come luce e ombra. Se tu li osservi insieme, però, essi diventano complementari, ossia, si completano.
  • su uno spigolo si accumulano le cariche "portate" dalle linee di campo che insistono sui due lati della punta
  • la densità di carica è massima in prossimità di spigoli e punte, dove è misurabile la maggiore concentrazione di particelle elettriche libere
  • il campo elettrico è conservativo
La f(orma) piramidale (controllo non locale e in leva) che cosa rap(presenta), dunque?
Nel “vertice/vortice”:
  • si accumulano le cariche "portate" dalle linee di campo che insistono sui due lati della punta…
  • ossia, dalla “base massiva” (ri)sale ciò che interessa al “vertice”, mentre l’intenzione dello stesso (di)scende la forma dell’edificio, dando luogo ad un effetto di "radiazione frattale a sua immagine e somiglianza", in termini di effetti dell’induzione o del “desiderio”, che intercorre lungo le pareti del piano inclinato del reale, che riemerge di conseguenza…
Come puoi (ri)cordare? Segui, per analogia frattale e non per… inerzia (conseguenza).
La tecnica dei loci.
Dal latino loci, luoghi.
Si posizionano le nozioni da ricordare collegandole mentalmente (in modo bizzarro) ad oggetti di un luogo familiare.
Per applicare correttamente questa tecnica, anche nota come palazzo della memoria, è opportuno richiamare alla mente dei "luoghi che conosciamo molto bene", come potrebbe essere la nostra abitazione, una via che percorriamo tutti i giorni o un qualsiasi altro posto, che non solo ci sia familiare, ma di cui ricordiamo anche i minimi particolari.
I luoghi che scegliamo per impiegare questo tipo di tecnica devono avere, possibilmente, "molti vani", così da poter collocare in ciascuno una parte del discorso o dell'informazione che vogliamo ricordare.
L'immaginazione in questa tecnica è importante poiché dovremo richiamare alla mente la via che abbiamo scelto o la casa di cui vogliamo servirci.
Stabilito il luogo, occorre ora individuare nel testo che vogliamo ricordare le "parole chiave". Fatta questa operazione, immaginiamo di posizionarci nella prima tappa del nostro tragitto, la prima parola chiave che abbiamo individuato; se invece avessimo scelto di utilizzare le stanze di una casa per memorizzare il discorso, dovremo suddividere ciascuna stanza in 4 porzioni, corrispondenti a ciascun angolo, in cui andremo a collocare, virtualmente, la parola chiave.
Per rendere più vivido il ricordo, è buona norma far interagire la parola chiave con gli oggetti che sono collocati nella stanza:
così, se devo ricordare la parola "procedura interistituzionale", e la colloco virtualmente nel primo angolo della mia camera in cui si trova la scrivania con il mio pc, posso immaginare di trovare questa parola scritta in carattere Tahoma, grassetto, con colore viola, sullo schermo del mio computer.
Ripetiamo quindi tutte queste operazioni, con tutte le parole chiave che abbiamo individuato nel discorso, "spostandoci" da una stanza all'altra nella casa o da un punto ad un altro della via che abbiamo deciso di percorrere, quando il discorso passa alla trattazione di un "argomento differente"…
Link
  • dovremo suddividere ciascuna stanza in 4 porzioni, corrispondenti a ciascun angolo, in cui andremo a collocare, virtualmente, la parola chiave
  • se devo ricordare la parola "procedura interistituzionale", e la colloco virtualmente nel primo angolo della mia camera in cui si trova la scrivania con il mio pc, posso immaginare di trovare questa parola scritta in carattere Tahoma, grassetto, con colore viola, sullo schermo del mio computer.
Analogia (ri)cordante.
Il tempo è una convenzione. Il passato non è mai vera(mente) passato
Perché esiste sempre la sua memoria e la tua facoltà di (ri)cordare, dopo esserti accorto e fermato a…
Palazzo del potere = conservazione della memoria e della continuazione del potere…
“Memoria” che, nell’abitudine, diventa auto suggestione = un modo per immaginare di “fare tutto da sé”, ignorando il principio altro, che spinge in una simile direzione…
La chiave del processo di identificazione di una persona con memoria eidetica (memoria fotografica) si basa nel fatto che, anche se le immagini non sono più presenti, essi sono in grado di ricordarle nei minimi dettagli come se le stessero osservando
Link

La memoria è immaginazione, ossia, è prendere una immagine e (ri)proiettarla nel/sul piano del reale, che (ri)emerge conseguente(mente).
Ma nel fare questo, deve sempre essere chiaro che:
  • esiste una "circuiteria" (una e trina) sottintendente al/il reale emerso
  • esiste la sede della legge/strumento della frattalità espansa
  • che (re)distribuisce proporzionzal(mente) nel reale (ri)emerso, le grandi concentrazioni di massa (com)presenti, sia che queste siano manifeste che non manifeste.
Se tu non diventi “uno/a con te stesso/a” (terzo stato), non sei una grande concentrazione di massa, per cui la frattalità espansa non ti “sente” e non ti (re)distribuisce prioritaria(mente) nel reale emerso.
Ergo, tu sei/rimani disinnescato/a all’origine…

Esiste anche la "bandierina" e la sua ombra.

Bergson non ha esitazioni a dichiarare la sua adesione al dualismo contrapponendosi a quello che lui definisce come il preconcetto della filosofia che ha sempre cercato, sin dagli inizi della sua storia, di superare il naturale dualismo, conseguendo l'unità del reale.
Sin dal titolo la sua opera "Materia e memoria", infatti sottintende quel dualismo che solo permette di evitare la confusione tra quelle che sono differenze di natura, per esempio in forme organiche ed inorganiche, riferendole invece, in nome dell'unità del reale, a differenze di grado all'interno di un unico piano di realtà.
È questa iniziale confusione e l'incapacità di accettare che gli oggetti del pensiero sono dei "misti", degli intrecci dualistici, che ha reso irrisolvibili quei problemi che mal definiti all'inizio e mal analizzati, hanno portato a grossolani errori come ad esempio il presunto dualismo ordine-disordine che ben analizzato si rivela invece come la differenza tra due differenti forme di ordine e così la differenziazione del possibile come ciò che si allontana dal reale mentre per Bergson il possibile è qualcosa che si aggiunge alla realtà
Anticipando forse le teorie dei pragmatisti  Bergson è convinto che all'origine di ogni problema irrisolto ci sia una errata formulazione del problema stesso, dovuta a una errata concezione della realtà. Vi è stato quindi un cattivo uso dell'intelligenza a cui dobbiamo porre rimedio adoperandola correttamente
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  1. Bergson è convinto che all'origine di ogni problema irrisolto ci sia una errata formulazione del problema stesso
  2. dovuta a una errata concezione della realtà
  3. vi è stato quindi un cattivo uso dell'intelligenza a cui dobbiamo porre rimedio adoperandola correttamente…
SPS va oltre, completando l’intuizione ed affermando che:
il Nucleo Primo è (al)l’origine di questo fenomeno (“errata concezione della realtà" e "cattivo uso dell'intelligenza") ubiqua(mente) (re)distribuito nella realtà di (ri)ferimento.
Ovvio, non si tratta di un “cattivo uso dell’intelligenza”, bensì… di un effetto preciso, chiara(mente) immaginato dal Nucleo Primo “qua, così”.

Oltre Orizzonte.
Intelligenza e intuizione.
Bergson è stato accusato di preferire l'irrazionale per una sua sfiducia nella razionalità. Al contrario egli riconosce la funzione dell'intelligenza come strumento di conoscenza ma si rifiuta di pensare che questo debba essere l'unico strumento del sapere.
L'intelligenza è sempre diretta all'azione, al risultato:
è come, dice Bergson, le forbici di un sarto che ritagliano di un intero tessuto, quella parte che serve a confezionare l'abito.
Siccome l'intelligenza è soprattutto analitica, essa poi procederà a ritagliare, ad analizzare, quella parte del reale che ha preso in considerazione:
così come farà il sarto per fare le maniche del vestito.
Ma il sarto prima di tagliare la stoffa l'ha considerata nel suo insieme, nella sua completa unitarietà:
questa è la funzione dell'intuizione "la simpatia per la quale ci trasportiamo all'interno di un oggetto" che precede ogni atto analitico dell'intelligenza ma che è anch'essa una forma di conoscenza.
Ma ora sorge la questione:
che rapporto c'è tra le due forme conoscitive, intuizione e intelligenza?
Non è possibile stabilirlo teoricamente, è come se si volesse imparare a nuotare prima di nuotare:
solo gettandosi in acqua s'imparerà a nuotare.
Ancora una volta siamo di fronte ad un "misto" dualistico di intuizione-intelligenza che rimanda al dualismo fondamentale tra spirito (intuizione) e materia (l'intelligenza analitica che mira alla realtà, le forbici del sarto).
È con l'intuizione che possiamo cogliere gli errori che l'intelligenza ha fatto nel definire i problemi che vuole risolvere, così come il sarto si accorgerà di non poter fare il suo vestito poiché ha mal calcolato la stoffa che gli serviva.
Il tentativo di ridurre lo spirito alla materia o viceversa, rifiutando la coesistenza delle due forme di conoscenza ha impedito al pensiero occidentale di capire la parzialità della conoscenza intellettiva analitica
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  • l'intelligenza è sempre diretta all'azione, al risultato: è come, dice Bergson, le forbici di un sarto che ritagliano di un intero tessuto, quella parte che serve a confezionare l'abito. Siccome l'intelligenza è soprattutto analitica, essa poi procederà a ritagliare, ad analizzare, quella parte del reale che ha preso in considerazione: così come farà il sarto per fare le maniche del vestito
  • ma il sarto prima di tagliare la stoffa l'ha considerata nel suo insieme, nella sua completa unitarietà: questa è la funzione dell'intuizione "la simpatia per la quale ci trasportiamo all'interno di un oggetto" che precede ogni atto analitico dell'intelligenza ma che è anch'essa una forma di conoscenza….
  • il tentativo di ridurre lo spirito alla materia o viceversa, rifiutando la coesistenza delle due forme di conoscenza ha impedito al pensiero occidentale di capire la parzialità della conoscenza intellettiva analitica
Intuizione... anch'essa una forma di conoscenza (Bergson si muoveva per analogia frattale. Se ne sarà accorto? He He).

Angolo di (ri)unione (proiezione):
Memoria abitudinaria e memoria pura in Bergson.
Bergson distingue... due tipi di memoria:
la memoria abitudinaria e la memoria pura.
Quando compio un’azione meccanica mi servo della memoria abitudine; quando penso invece a diversi momenti della mia storia personale, come ad esempio una serie di emozioni che ho provato nel vedere e rivedere un film, mi servo della memoria pura.
La memoria abitudinaria ricade esclusivamente nell’ambito dell’organismo; la memoria pura costituisce la sostanza spirituale della mia coscienza, identificandosi con quella “durata reale” nella quale la coscienza si risolve.
Ora nella percezione corporea entrambe le percezioni intervengono.
Quella che agisce immediatamente è la memoria abitudinaria che determina le risposte motorie, quindi a livello di reazione fisica, sulla base delle esperienze passate tradotte dall’organismo in meccanismi automatici. Ma quei meccanismi automatici che derivano da questo tipo di memoria in realtà non sono altro che una selezione di alcuni tra i numerosissimi ricordi contenuti nella memoria pura.
Per questo motivo fra le due memorie vi è uno strettissimo rapporto di interconnessione.
La memoria abitudine sembra essere la più immediata, in realtà essa non può sussistere se non fa riferimento alla memoria pura.
Allo stesso tempo però è grazie alla memoria abitudinaria che molti ricordi possono essere recuperati, riportati alla superficie e materializzati in ricordi-immagine.
La memoria abitudine che allora può essere considerata come espressione dei meccanismi del cervello dipende da quella materia che, coincidente con la durata reale della coscienza, è indipendente dalla sfera della materia ed appartiene esclusivamente alle regioni dello spirito.
In questo modo Bergson vuole dimostrare come sia impossibile ridurre la vita psichica e i processi mentali all’attività cerebrale
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In questo modo Bergson vuole dimostrare come sia impossibile ridurre la vita psichica e i processi mentali all’attività cerebrale
C’è dell’altro “dietro”.
Il meme (dall'inglese meme, dal greco mímēma "imitazione") è un'entità consistente in una informazione riconoscibile dall'intelletto, relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria, per esempio un libro, ad un'altra mente o supporto.
In termini più specifici, un meme sarebbe "un'unità auto-propagantesi" di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica quindi un elemento di una cultura o civiltà trasmesso da mezzi non genetici, soprattutto per imitazione...
  
Viralità e sua introduzione nell'ambiente del reale (in te, che riproietti il reale).

Fine del “memo”. Ci (ri)torneremo “sopra/attorno/dentro”.
 
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com