martedì 3 marzo 2015

Release (app) ed evoluzione (app)arenza.


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Curiosa l'analogia tra il concetto di “release” e di “evoluzione/progresso”:
  • un software si rinnova, senza "cambiare"
  • la Realtà/Mondo si rinnova, senza "cambiare"
  • le (app)licazioni sono infinite e non basta una Vita per giungere a vederle tutte, ergo, ti fai solo l'impressione di quello che (ri)accade... per "decorrenza dei termini esistenziali" (auto intrattenimento ed auto corrosione, ment®e "tutto scorre").
Afghanistan, aumento record coltivazione oppio prima di ritiro occidentale.
November 13, 2013...
La coltivazione dell'oppio in Afghanistan ha raggiunto livelli record mentre la forza internazionale di stabilizzazione si prepara a ritirarsi dal paese dell'Asia centrale, hanno reso noto oggi le Nazioni Unite, preoccupate che i profitti dalla vendita della droga aiutino i signori della guerra anche in vista delle elezioni presidenziali del 2014.
L'espansione del papavero a 209.000 ettari sarà motivo di imbarazzo per i donatori di aiuti verso l'Afghanistan, dopo oltre 10 anni di sforzi per incentivare gli agricoltori a coltivare altro, combattere la corruzione e recidere il legame tra mercato della droga e insurrezione talebana.
"La prognosi a breve termine non è positiva", ha detto Jean-Luc Lemahieu, capo dell'Unodc, l'Ufficio Onu per le droghe e il crimine, in Afghanistan.
"L'economia illecita si sta stabilizzando, e sembra prevalere per importanza su quella lecita".
L'Afghanistan è il primo produttore mondiale di papavero, da cui derivano oppio ed eroina.
L'anno scorso, ha rappresentato il 75% del mercato globale, e secondo Lemahieu quest'anno potrebbe arrivare addirittura al 90%...
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Com'è stato possibile? Il "sorvegliatissimo" Afghanistan, che addirittura diventa il centro mondiale del mercato di questi tipi di "droghe"?
La droga è il simbolo della (di)pendenza. (Di)pendi perchè la forma frattale della reatà (ri)mersa è... inclinata.
Dal suo vertice (di)scende tutto, di (con)seguenza.
Beh, non ti imbarazzare. Non è, forse, così... l'intero corso della storia deviata, raccontata da tempo immemore in tutte le scuole, alla base della "tua" educazione? No? Non ci credi? Bah, ognuno è "libero" di continuare ad "urinare contro vento". Fai tu e, se ce la fai, continua a leggere SPS.

Un po' di "ginnastica prospettica mentale", male proprio non ti fa


Pensi che dall'"antichità" ad oggi, sia cambiato - nella sostanza- qualcosa?

Oppure, (ri)esci ad essere consapevole che... tratta(si) solo di successioni di versioni (release) "diverse", inerenti al medesimo tipo di "applicazione/attività" (core business, interesse)?
La schiavitù era ampiamente accettata nella gran parte delle civiltà antiche, ed era regolata dalle leggi e dalle consuetudini come ogni altra pratica economica.
Tra le antiche civiltà, quella romana ha rappresentato il culmine delle società schiaviste, nelle quali il lavoro degli schiavi rappresentava una componente essenziale dell'economia:
per i Romani uno dei più importanti frutti delle guerre di conquista era l'acquisizione di nuovi schiavi.
Anche l'antica Grecia basava gran parte della sua economia sugli schiavi, tanto è vero che ad Atene per lunghi periodi ci sono stati più schiavi che uomini liberi.
Per i greci la schiavitù era un istituto di "diritto naturale"; per i Romani, invece, l’uomo non era schiavo per natura, ma lo poteva diventare se la legge positiva l’avesse deciso.
Per questo lo schiavo romano poteva essere liberato e ottenere la cittadinanza romana...
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Per lo sfruttatore attivo nei paesi occidentali, oggi la maniera più efficace per sostenere il rapporto di schiavitù è probabilmente la minaccia di violente ritorsioni contro i parenti rimasti in patria.
Va inoltre detto che ancor oggi i debiti vengono usati come mezzo di pressione nei confronti della vittima.
Ovviamente, se nell'antichità la schiavitù era spesso il normale risvolto dell'incapacità di pagare un regolare debito, oggi la schiavitù si basa abbastanza sistematicamente su accordi di prestito abusivi, in quanto è in pratica impossibile estinguere il debito
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Esatto; come il debito "contratto", ad esempio, per mezzo degli organismi internazionali, che erogano per "salvare" ormai interi Stati, "misteriosamente"...  (resi) ex sovrani, dall'avvicendarsi delle "crisi", sempre più internazionali (simili a rituali epidemie di influenza).

Se perdi qualcosa è perchè "sei disposto a farlo". E, quando versi in una situazione di (di)pendenza è come se tu fossi (un) drogato.
Le Guerre dell'oppio furono due conflitti, svoltisi dal 1839 al 1842 e dal 1856 al 1860 rispettivamente, che contrapposero l'Impero Cinese sotto la dinastia Qing al Regno Unito al culmine di dispute commerciali tra i due paesi.
In risposta alla penetrazione commerciale britannica che aveva aperto il mercato cinese all'oppio dall'India britannica, la Cina inasprì i propri divieti sulla droga, e ciò scatenò il conflitto.
La sconfitta dell'Impero Cinese in entrambe le guerre costrinse il paese a tollerare il commercio dell'oppio ed a firmare con gli inglesi i trattati di Nanchino e di Tientsin, che prevedevano l'apertura di nuovi porti al commercio e la cessione di Hong Kong al Regno Unito; da questi eventi si fa iniziare l'era dell'imperialismo europeo in Cina.
Numerose altre potenze europee seguirono l'esempio e firmarono trattati commerciali con la Cina, dove questi accordi furono in maggioranza visti come umilianti e alimentarono un sentimento nazionalista e xenofobo che si sarebbe poi espresso nelle rivolte di Taiping (1850-1864) e dei Boxer (1899-1901)…
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La storia (seppure “deviata”) che “valore ha”?
Che cosa rappresenta per le generazioni dell’ora?
Ci sono delle caratteristiche che tendono a ripetersi:
  • il passato sembra non contare, in termini di consapevolezza espansa
  • perché il passato (ri)corda le “politiche” delle potenze che “ancora oggi” detengono il potere, ossia che a partire da questa storia hanno messo le mani su un modello di sfruttamento, che la storia stessa per(mette) di studiare, ma... senza rendersi conto che il prolungamento di ciò che studi è tutt’ora “esistente” in termini di “eredità”.
Il passato non è mai venuto meno ed è sempre attuale, essendo "fonda(mentale)"...

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Ergo, la storia è deviata – per mezzo dei "vincitori"e in(segna) a capire ciò che è successo ma non ad accorgersi che “nulla è cambiato”.
C’è una strana "alternanza di segnale" tra, ad esempio, le "secolarità" delle:
  • politiche della Chiesa e le sue “leggi papali”, promulgate cammin facendo
  • politiche delle potenze coloniali e le loro “leggi civili”, promulgate cammin facendo.
Qualcosa che (con)fonde gli animi. Qualcosa che non cancella il passato, né il prolungamento del passato nel presente, diretto usufruitore dell’interesse (rendita) per mezzo di ciò che è già (ri)accaduto.
Qualcosa che, allo stesso tempo, ne prende le distanze “civil(mente)”, come per dare atto alla teoria che annuncia una linea continua di progresso e civiltà, basata su convenzioni che (pre)determinano convinzioni di massa, (ri)formando una società d’insieme che si (ri)veste in maniera (di)versa, ma che non cambia mai nella sostanza dell’andamento direzionale Globale.
  • in risposta alla penetrazione commerciale britannica che aveva aperto il mercato cinese all'oppio dall'India britannica, la Cina inasprì i propri divieti sulla droga, e ciò scatenò il conflitto...
  • la sconfitta dell'Impero Cinese in entrambe le guerre costrinse il paese a tollerare il commercio dell'oppio
Ok?
L’imposizione dell’uso dell’oppio, in Cina (e, dunque, nel resto del Mondo) è di stampo britannico e "coloniale" (in generale):
il Regno Unito si trovava ad importare dalla Cina più di quanto esportasse, a causa della forte domanda interna di tè, seta e porcellana.
Come la Spagna, gli inglesi cominciarono allora ad esportare oppio già dal XVIII secolo.
L'esportazione ebbe fortuna e ridusse in breve il deficit, ma il dilagare della tossicodipendenza in Cina indusse l'imperatore Yongzheng a proibire nel 1729 la vendita e l'uso dell'oppio, e a permetterne l'importazione solo per uso medico.
Il commercio tuttavia continuò ad aumentare, controllato dalla Compagnia inglese delle Indie orientali dopo che gli inglesi assunsero il controllo del Bengala a seguito della Battaglia di Plassey (1757), che assicurò una posizione di monopolio anche nella produzione
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Vuoi che "oggi" sia (di)verso?
Nonostante tutto il "progresso" che, nel frattempo, è av(venuto)?
Naa...
  • l'esportazione ebbe fortuna
  • ma il dilagare della tossicodipendenza in Cina
  • indusse l'imperatore Yongzheng a proibire nel 1729 la vendita e l'uso dell'oppio…
Con la proibizione, giunge nella società l’esatto segnale opposto:
l’incoraggiamento (in)diretto.
Così, come le “leggi civili” vengono decise da coloro che hanno iniziato a diffondere il “virus”, solo quando esso è divenuto inarrestabile (virale). In questa maniera “salvi la faccia” nei confronti della storia (la quale viene sempre scritta dagli stessi).

La prospettiva salva “capra e cavoli”, ma solo dal punto di vista della “teoria”. Infatti, ti basta anche solo svolgere una piccola ricerca in Rete, per renderti conto che… “questa versione della realtà puzza da tutti i punti di vista”.
Non serve divenire un accademico. Serve solo avere l'intenzione di (app)rofondire “alla maniera propria” qualsiasi (con)testo, meglio se… dal proprio terzo stato (senza indugio alcuno).
La prima guerra dell'oppio, mettendo a nudo la debolezza militare della Cina e aprendola alla penetrazione commerciale europea, ebbe il doppio effetto di sconvolgere gli equilibri sociali su cui si reggeva l'Impero e di far convergere su di esso le mire espansionistiche di altre potenze.
Nel decennio 1850-60 la Cina si trovò, così, ad affrontare contemporaneamente una gravissima crisi interna - culminata nella lunga e sanguinosissima ribellione contadina nota come la rivolta dei Taiping - e un nuovo sfortunato scontro con la Gran Bretagna, coadiuvata questa volta dalla Francia.
Il conflitto, chiamato impropriamente seconda guerra dell'oppio, cominciò nel '56, in seguito all'attacco a una nave inglese nel porto di Canton, e si concluse nel '60, con una nuova capitolazione della Cina, costretta ad aprire al commercio straniero anche le vie fluviali interne e a stabilire normali rapporti diplomatici con gli Stati occidentali.
Il governo imperiale, paralizzato dai contrasti fra le opposte tendenze, si mostrò incapace di reagire in modo adeguato e fu costretto a sottoscrivere il trattato di Tianjin nel 1858 e quello di Pechino nel 1860.
In base al primo trattato la Cina, oltre a dover pagare una indennità più pesante rispetto a quella versata a seguito della prima guerra dell'oppio, dovette aprire altri porti e concedere la libera circolazione sul suo territorio a mercanti e missionari stranieri.
Con il trattato di Pechino, le potenze occidentali ottennero esenzioni doganali ed il libero accesso delle loro flotte alla rete fluviale cinese. E inoltre fu consentito di stabilire delle legazioni diplomatiche all'interno della capitale.
Nel 1890 l'importazione cinese di oppio dall'India britannica cessò del tutto, grazie allo sviluppo della produzione interna nella regione dello Yunnan…
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Nel 1890 l'importazione cinese di oppio dall'India britannica cessò del tutto, grazie allo sviluppo della produzione interna nella regione dello Yunnan…
Ecco che il “virus”, una volta inoculato nel “corpo, una volta sano”, si può auto alimentare da sé.
Il Nucleo Primo punta a questo, (ri)utilizzando ogni attore, piccolo o grande che sia, affinché l’illusione dei propri interessi d’insieme, vada a (ri)coprire l’interesse maggiore in gioco (causa a monte).
L’insieme degli interessi è uno spezzettino d’interessi caleidoscopico, che difficilmente per(mette) di “risalire la corrente” (c’è troppo contrasto). In questa maniera, l’interesse maggiore rimane completamente inosservato, allo stesso modo della (com)presenza maggiore, ossia, a maggiore tasso di concentrazione di massa e a minore spessore di manifestazione (d)entro al perimetro/area di (ri)ferimento Globale.
Ma… ciò che descrivono d’insieme i singoli interessi in gioco, stanno allo stesso modo de(scrivendo) anche l’interesse maggiore.
Per capirlo, non serve capire l’intero modello d’interesse relativo a tutti i partecipanti in scala, degli agglomerati di sottopotere che la storia deviata mette nero su bianco, e che ogni volta ti lascia completa(mente) nel dubbio, comunque.
C’è un sottile “modo di fare, di esercitare pressione, di per(seguire) interessi amorali, etc.” comune a tutti. Come una sorta di “malattia” che da qualche parte “è”, sorge e si diffonde per vie (in)dirette.
La frattalità espansa (azione di fondo, neutra) è alla base di questa diffusione “malarica”.
La legge/strumento (re)distribuisce, per “pesi e misure”, ciò che le diverse concentrazioni di massa rap(presentano) all’interno del panorama Planetario. E… come ora ben sai, la maggiore di queste concentrazioni di massa è proprio quella del Nucleo Primo, visto che gli umani (gli altri umani) sono stati resi dei singoli (di)staccati e senza memoria. La massa critica umana d’insieme è ben poca cosa, ridotta in questa maniera.
L’un verso ha reso iner(t/m)e l’altro verso.

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La strategia è resa ancora più funzionale, mediante la non manifestazione dell’attore principale (per concentrazione di massa) all’interno del teatro di (ri)ferimento o del… “campo da gioco (Anti)Sistemico”.
Anche se la grande ribellione indiana del 1857 aveva scosso il governo britannico, non lo aveva disarcionato. Dopo la ribellione, gli inglesi divennero più circospetti ma divenne chiara la necessità di coinvolgere maggiormente gli indiani nell'amministrazione del governo, senza tuttavia concedere loro eccessivo spazio
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Ma… il progresso ap(portato) dall’amministrazione britannica, ha corrisposto ad un maggiore livello di sostanziale libertà? Naa… nemmeno la rivoluzione pacifica di Gandhi ci è (ri)uscita. E nemmeno oggi, è così... in India.

He He… L'India fu irrorata di "progresso" e resa dipendente da quello "(S/s)tato".
L'esercito indiano venne completamente riorganizzato e venne privato delle unità di Musulmani e Bramini delle province di Agra e Oudh che erano stati il cuore della ribellione.
L'esercito indiano non subì ulteriori cambiamenti sino al 1947...
Vennero siglate in questo periodo anche delle leggi che garantirono grandi benefici all'agricoltura ed ai contadini
Nella seconda metà del XIX secolo, l'amministrazione britannica iniziò una vera e propria rivoluzione industriale in India che ebbe grandi effetti sulle economie della stessa India e del Regno Unito.
Gran parte dei cambiamenti a livello economico e sociale erano già iniziati prima dei moti del 1857, quando Lord Dalhousie aveva esportato le tecnologie occidentali nel paese.
Collegamenti telegrafici, ferrovie, strade, canali e ponti vennero rapidamente costruite di modo che materie prime come cotone e tè potessero essere trasportate in maniera più efficiente ai porti come Bombay e poi esportate nel Regno Unito.
I materiali grezzi venivano quindi lavorati e poi ritrasportati in India per essere venduti.
L'India veniva sfruttata essenzialmente per il grande bacino di tassazione e per i prodotti agricoli.
Nel 1920 venne completata la rete ferroviaria indiana, la più grande al mondo in quel momento, la cui realizzazione era durata oltre 60 anni.
Solo il 10% degli incarichi di responsabilità nella società costruttrice furono affidati a cittadini indiani…
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Difficile resistere al "progresso", anche se sostanzial(mente) "cambia tutto, per non cambiare niente".
Il 15 agosto 1947 l'India ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna, ma venne divisa in due governi indipendenti tra il Dominion dell'India e il Dominion del Pakistan in conformità alla volontà della Lega musulmana.[29] Tre anni più tardi, il 26 gennaio 1950, l'India divenne una repubblica ed entrò in vigore una nuova costituzione…
Link http://it.wikipedia.org/wiki/India
Una volta impiantato il “virus”, servirà sempre per auto mantenere il controllo da distanza, per mezzo di leggi, interessi finanziari, ricatti sottili, organismi internazionali, etc.
Demandando allo Stato “ospite”, il titolo di legislatore sovrano ma – di fatto – sempre sotto(posto) al controllo wireless del “vecchio potere di amministrazione”, che ha così (ri)trovato il modo di godere dei benefici pratici del possedimento virtuale, lasciando gli oneri allo Stato satellite, che in prima “persona” (non fisica) comanda legioni di individui (fisici) a lavorare per… chi/cosa?


Che ne è stato della Compagnia britannica delle Indie Orientali? E che cos’era?
La Compagnia britannica delle Indie Orientali (British East India Company), fino all'Atto di Unione del 1707 Compagnia inglese delle Indie Orientali, nacque il 31 dicembre 1600, quando la regina Elisabetta I d'Inghilterra accordò una "carta" o patente reale che le conferiva per 21 anni il monopolio del commercio nell'Oceano Indiano.
Prima delle compagnie commerciali europee create nel XVII secolo per conquistare "le Indie" e dominare i flussi commerciali con l'Asia, essa trovò il suo posto accanto alla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, la celebre Voc (Vereenigde Oostindische Compagnie), e prese il sopravvento sulla Compagnia francese delle Indie Orientali, che condusse alla rovina conquistando tutti i suoi possedimenti in India.
Essa segnò profondamente il futuro Impero britannico.
Società anonima, sarebbe divenuta l'impresa commerciale più potente della sua epoca, fino ad acquisire funzioni militari e amministrative regali nell'amministrazione dell'immenso territorio indiano.
Colpita in pieno dall'evoluzione economica e politica del XIX secolo, declinò progressivamente e poi scomparve nel 1874.
Dal suo quartier generale di Londra, la sua straordinaria influenza si estese a tutti i continenti:
la Compagnia presiedette alla creazione dell'India britannica, il cosiddetto Raj, fondò Hong Kong e Singapore, ingaggiò Capitan Kidd per combattere la pirateria, impiantò la coltura del tè in India, tenne Napoleone prigioniero a Sant'Elena, e si trovò direttamente implicata nel celebre Boston Tea Party che funse da detonatore per la guerra d'indipendenza degli Stati Uniti
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Ok? Questa “Compagnia” era alla base dei più im(portanti) movimenti sociopolitici e militari della storia. Era? He He…
Sì, perché ufficial(mente) “scomparve nel 1874”.
Chiediti, dunque:
in che cosa si è trasformata?”, visto che “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.
Il suo “potere” dove è (ri)confluito? La sua organizzazione, i suoi domini, le sue ricchezze ed influenze… dove sono andate a (ri)cominciare?
Società anonima, sarebbe divenuta l'impresa commerciale più potente della sua epoca, fino ad acquisire funzioni militari e amministrative regali nell'amministrazione dell'immenso territorio indiano…
Società anonima = la traccia frattale la “dice lunga” sull’origine e sulle fattezze di una simile “congrega d’interesse”.
Cenere sei e cenere (ri)tornerai”.
Nata dal “nulla” dell’anonimato, muore nel "nulla" della sua “scomparsa”. Ciò che ha lasciato è, però, solo il suo “involucro” (il nome commerciale, a norma di legge), (ri)assumendo altri panni meglio aggiornati ed allineati con il “passo dei tempi”.
Essa vive ancora oggi. Da essa sono nati nuovi “nomi”. Dalla sua “orbita” (compresenza) sono stati deviati molti “destini”… che tuttora ruotano attorno alla medesima concentrazione di massa o “seconda origine”.
L’anonimato è... l’essere “non visti, nelle proprie vere sembianze”.
Il Nucleo Primo è ancora più al di là:
non essendo nemmeno immaginato.
L’anonimato è una risposta frattale, diluita nella realtà (ri)emersa grazie alla frattalità espansa.
Una simile possibilità è caratteristica di un reame, che (cor)risponde ad una precisa “firma egemonica, (ri)assunta per legge e, dunque, forzata nella società (con)seguente”, dal momento in cui 1) non sei tu a decidere le leggi 2) non sei tu a scriverle 3) non sei tu a promulgarle 4) non sei tu a discuterle, etc.…
Tu sei limitato al/nel (con)seguire. Ok?
I profitti assai ingenti della Compagnia sui primi viaggi in India spinsero il re Giacomo I ad accordare licenze ad altre compagnie commerciali in Inghilterra.
Ma, finalmente, nel 1609 la patente della Compagnia venne rinnovata:
esse si vide concedere il monopolio del commercio con le Indie Orientali per un periodo indefinito, ma che includeva una clausola che prevedeva che esso sarebbe cessato se gli affari della Compagnia fossero divenuti non profittevoli per tre anni di seguito.
La Compagnia era dotata di un capitale iniziale dei 72.000 sterline suddiviso tra 125 azionisti. Essa era gestita da un governatore e da 24 direttori che formavano la Corte dei Direttori. Essi venivano nominati ed erano responsabili davanti all'Assemblea dei proprietari
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Se gli Usa "poggiano" su un genocidio e sulla schiavitù, l'impero britannico (loro origine) non si fonda su altre trame.

Dunque:
  • Re Giacomo I (la casa reale) e i rapporti internazionali con le altre “case reali”
  • 125 azionisti (assemblea dei proprietari)
  • 1 governatore
  • 24 direttori (corte dei direttori).
  • al di sopra il Nucleo Primo.
  • al di sotto milioni di km di amministrazione e centinaia di milioni di persone amministrate…
Lo vedi il vertice (di)staccato dall’edificio dell’interesse?

 
Certo che lo vedi, ma… non prendi atto (non ti accorgi) che in realtà, stai solo osservando (in questo modo) non una forma piramidale, bensì, un tronco di piramide, essendo il vertice autenticamente (di)staccato dal resto dell’edificio, in quantoché è il Nucleo Primo ad “abitarlo e caratterizzarlo”, dall’alto del piano inclinato dell’insieme d’amministrazione umana Globale.


Nel 1670 il re Carlo II accordò per decreto alla Compagnia il diritto di acquisire nuovi territori, di battere moneta, di comandare truppe armate e di esercitare la giustizia sui propri territori.
Essa si avviava quindi a divenire una formidabile macchina di potere, in India ma anche in Inghilterra.
Stanco del lobbismo politico e al fine di ridurre questa influenza, il Parlamento decise di rompere il monopolio della Compagnia e di permettere nel 1698 la creazione di una compagnia rivale, la "Compagnia Inglese per il Commercio verso le Indie Orientali" (English Company Trading to the East Indies). Ciò nonostante quest'ultima non sarebbe mai riuscita a competere con la "vecchia" Compagnia e alla fine le due si fusero insieme nel 1702.
Nel 1757, la vittoria di Robert Clive nella battaglia di Plassey, per conto della Compagnia, durante la Guerra dei Sette Anni segnò una battuta d'arresto alle pretese francesi in India, assicurando la supremazia britannica sulla penisola indiana e offrendo alla Compagnia il controllo del Bengala, la provincia più popolosa e redditizia.
Incoronato dall'aureola delle sue numerose vittorie militari, e dopo un ritorno di cinque anni in Gran Bretagna, Clive fu nominato governatore del Bengala nel 1765
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Perchè scoppiano le guerre?
He He… che cosa si cela dietro all’insorgere di un popolo oppresso?
Beh, l’oppressore stesso o coloro che intendono divenirlo, sostituendo il vecchio oppressore, il che significa “cadere dalla padella nella brace”.
La massa è amministrata, sempre… perché è senza memoria ed in costante svantaggio. Quando la massa si desta è perché è “punta ad esserlo”.
Essa è un mezzo vettore (esattamente come la frattalità espansa).
Attra(verso) di essa, si possono compiere ogni genere di azioni e im(prese) memorabili. Mediante il "sacrificio" di (p)arte della Massa, gli aggregati d’interesse conquistano nuove possibilità di controllare il futuro della Massa stessa…
Verso la metà del XIX secolo, la dominazione della Compagnia si estese infatti sulla maggior parte dell'India, sulla Birmania, su Singapore e Hong Kong, un quinto della popolazione mondiale passò così sotto la sua autorità...
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La Compagnia inoltre occupò le Filippine e realizzò la conquista di Giava. Registrando un problema di liquidità nei suoi acquisti di tè dalla Cina, lo risolse esportandovi oppio indiano:
gli sforzi della Cina per mettere fine a questo commercio scatenarono le due Guerre dell'oppio con la Gran Bretagna…
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  • registrando un problema di liquidità nei suoi acquisti di tè dalla Cina, lo risolse esportandovi oppio indiano
  • gli sforzi della Cina per mettere fine a questo commercio scatenarono le due Guerre dell'oppio con la Gran Bretagna…
Ti rendi conto? Te ne rendi conto? Ti (ri)porto ancora la situazione di base.
  • registrando un problema di liquidità
  • lo risolse esportandovi oppio indiano… (scatenando la guerra).
Sei alle prese con sottopoteri del Nucleo Primo, che (ri)utilizzano non solo le risorse Planetarie ma anche e sopra a tutto la Massa, proprio come “La Risorsa” numero uno, sempre disponibile per gonfiare e (per)seguire il proprio interesse.
Ma, per i sotto poteri del Nucleo Primo… quali sono gli interessi primordiali?
Sopravvivere = vivere sopra a… chi/cosa? Beh, che altro se non… “sopra a te” (alla gran parte dell’umanità)!
Tu sei una risorsa, per costoro e come tale sei trattato ed (in)trattenuto/(in)formato...
Puoi essere dislocato come meglio credono, mediante auto suggestione per “ispirazione” (l’educazione, da questa prospettiva… ti dice qualcosa in più?”.
Queste sono “cose” che sai, ma… per qualche motivo di “base”, non te ne (im)porta più di tanto. Il tuo disinnesco è totale e per questo te ne hanno persino parlato nelle trame dei film, nei romanzi, e nel romanzo dei romanzi della “storia deviata”…
Sembra tutto un film, una f(i/u)nzione letteraria e “non ci si crede mai a fondo”, limitandosi dunque a rimanere – "se stessi" – nella versione relativa (al)lo (s)fondo della forma di reale (ri)emerso/a.
Sullo sfondo, come risorse centrali accatastate in attesa di essere “bruciate” (im-piegate).
Come le foreste, i fiumi, gli animali, il Mondo subatomico… anche la tua Vita e la tue esistenza eterne di (ri)tornante sempre più… “senza memoria”.
Privata del suo monopolio commerciale nel 1813 e del commercio del tè della Cina vent'anni più tardi, la Compagnia perse infine le sue funzioni amministrative nel 1858 in seguito ai moti indiani del 1857 (chiamati anche "Rivolta dei Sepoy" o "Guerra d'indipendenza indiana" ).
Al principio dell'anno 1860 tutti i possedimenti della Compagnia passarono sotto il controllo della Corona. Il 1º gennaio 1874 la Compagnia delle Indie Orientali fu infine sciolta per decreto regolare
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Al principio dell'anno 1860 tutti i possedimenti della Compagnia passarono sotto il controllo della Corona…
Ecco dove è "andata a finire", ma non in cosa si è (ri)trasformata nelle fattezze incolori dell’interesse accumulato, dopo avere influenzato il futuro di buona parte degli abitanti delle terre (ri)emerse.
Come una marea, si è alzata e poi ritirata, lasciando sul campo gli effetti del senso della marea
La (ri)polarizzazione è l’impianto di qualcosa che è senza nome, senza corpo, senza presenza, ma che “è” ugual(mente).
Ciò che, da sempre, eviti di prendere in considerazione, perché reso cieco dalla convenienza (app)arente del rimanere “qua, così”.
“Ciechi si diventa e non si nasce”. Ok?
Ma, ormai:
“Sei cieco perché (ri)nasci cieco”…


Ma… cieco, in una maniera molto strana:
  • vai in giro (vivi) con due mani supplementari costantemente poste all’altezza degli occhi
  • vai in giro (vivi) con gli occhi depotenziati ed abituati a vedere “quello che sei abituato, perché devi vedere”
  • vai in giro (vivi) con gli occhi filtrati dalla (ri)programmazione by Dna
  • vai in giro (vivi) con gli occhi di una versione di te stesso, che non (corri)sponde più a “te, nella tua versione dal terzo stato”.
  • vai in giro (sopravvivi) pensando a ciò come se fosse "normale".
E “il vedere”, è divenuto un atto automatico che auto seleziona dall’interno il plausibile dall’(im)possibile, secondo una visione algoritmica (pre)impostata dal controllo del Nucleo Primo.
Qualcosa che mette radici in te, (d)entro di te, progressiva(mente), ment®e glielo per(metti) senza colpo ferire, pensando sempre ad altro… tipo, “che mi resta da fare? Non c’è alternativa!”.
Nella disperazione di una ipotetica “corsa al (dis)perdere tutto”, ti danni il futuro in attesa che (av)venga il peggio, sulle “note mass mediatiche” di informazioni ossessive, che non fanno altro che (ri)cordartelo sempre.


La "Compagnia": la prima multinazionale della storia?
Se sei in vena di classific(azioni), puoi anche pensarlo. Ma, in sostanza, nel livello di realtà che (ri)emerge, sei sempre alle prese con dei riflessi frattali di qualcosa che “plasma tutto di (con)seguenza”…
La (com)presenza a maggior concentrazione di massa, (pre)determina il tipo di (ri)forma di realtà sotto(stante), che è quindi una (con)seguenza della causa prima, non manifesta... ma pres(e/sa)nte.
Qualcosa che (ri)accade, sempre, se non cambi la sostanza dell’agente di (com)pressione "causale".
Iraq negozia per ripristinare quota statale in contratti petroliferi.
L'Iraq sta negoziando di ripristinare la quota statale dei contratti di produzione petrolifera in partnership con le società internazionali intorno al 20-25% e sta anche discutendo di cambiare i pagamenti da commissioni fisse per barile, secondo quanto ha detto il ministro del Petrolio.
Adel Abdel Mehdi dice, in una nota visionata da Reuters, che le proposte di pagamenti alternativi alle società petrolifere includono un legame al prezzo del petrolio o come le società riescono a ridurre i costi di produzione.
Il ministro ha aggiunto che il governo iracheno sta considerando queste opzioni perché ha affrontato una pressione finanziaria a seguito del calo dei prezzi del petrolio e scadenze accumulate dalle società straniere, che dovrebbero raggiungere 18 miliardi di dollari per il 2015 secondo gli attuali contratti di servizio.
Secondo precedenti accordi con le società la quota statale dell'Iraq, nei contratti di servizio, è scesa al 5% dal 25%.
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Parti anche solo dal titolo di questa citazione, che cor(risponde) ad un “fatto reale”:
Iraq negozia per ripristinare quota statale in contratti petroliferi…
Se l’Iraq fosse uno Stato sovrano, avrebbe necessità di “contrattare” con qualcosa/qualcuno che... "in casa sua", evidente(mente), lo ha invaso a “norma di legge” (propria)?
Naa. Per nulla af(fatto). Ecco dov’è, allora, andata a (ri)trasformarsi non tanto la “Compagnia”, quanto il mai venuto meno imprinting nativo, in grado di ispirare una, nessuna o centomila “Compagnie”
La (ri)trasformazione è del circuito terziario (ciò che emerge come effetto collaterale del circuito secondario by Nucleo Primo, che a sua volta è sul circuito primario, neutrale ed auto esistente in loco da prima del Nucleo Primo).
La (ri)trasformazione è sull’onda del circuito secondario, che sfrutta lo scenario di base del circuito primario (scenografia o “impasto di base per i vari tipi di pizza”).
Il circuito terziario è la “tua” realtà di (ri)ferimento.
Il circuito secondario è l’impero del Nucleo Primo.
Il circuito primario è la base dalla quale tutto “cresce” (il livello di base della programmazione, origine della Magia/Tecnologica).
Il circuito terziario cambia senza mai cambiare (nella sostanza), sino a quando il secondario rimane “qua, così” o “così com’è”.
Mentre il circuito primario è “solo” l’origine di qualsiasi (ri)formazione di realtà, che (ri)emerge di (con)seguenza…


SPS si è accorto anche del circuito primario, ma per ora è meglio lasciarlo “lì dov’è”, senza perdere troppa energia per trovare il modo di “capirlo”.
A Filtro di Semplificazione attivo, non ti manca nulla… anche (ri)trovando la medesima traccia nella forma di reale attuale. La codifica è (di)versa ma parla sempre la stessa “lingua”:
quella della frattalità espansa (una caratteristica nativa del circuito primario o legge/strumento).
La frattalità è in codice; un codice che cambia da livello in livello, senza mai perdere il significato di base del proprio “senso”. Un cambiamento che rispetta la platea auto osservante e ogni singolo individuo, a (pre)scindere dalla caratteristica degli osservatori.
La frattalità è sempre alla tua altezza e/o viceversa.
Da questa prospettiva non esiste ignoranza. Esiste “solo” la convinzione, l’intento di poter “capire” ed essere consapevoli. Se lo intendi, lo ottieni… perché la frattalità obbedisce di (con)seguenza (potenziale).

SPS ri(tiene) che tu abbia capito che:
  • la frattalità espansa “clona” la (com)presenza (caratteristica frattale) a maggiore concentrazione di massa, relativa ad un tipo di con(testo) (scenario di riflesso)
allo stesso tempo
  • la frattalità “te lo rende noto, se lo intendi” (che cosa? Lo stato di "verità" nel quale sei/(con)segui).
"Tutto è vero".
È così, in questo modo, che… il Nucleo Primo ha “capito/saputo/(ri)compreso” come (ri)utilizzare la legge/strumento, analoga(mente)... (ri)portando se stesso nel piano di reale (pre)ferito e, di (con)seguenza… (ri)emerso.
Il Nucleo Primo si è “accorto”, ha decodificato il significato più nativo della frattalità espansa e si è adoperato affinché esso stesso divenisse il centro di massa a più alta concentrazione, in maniera da diventare il (ri)ferimento unico, in questa area del possibile (piano dell’un-i-verso), iniziando a piegare il potenziale permesso dal circuito primario, affinché la realtà conseguente iniziasse a rimodellarsi secondo il proprio intendimento, ad “immagine e somiglianza”.
(Ri)tornando all’ultima notizia citata, l’Iraq è stato invaso e conquistato da quel potere che ora lo “Usa”.
All’origine, che cosa è av(venuto), in maniera sincronica e (pro)attiva alla legiferazione (permesso) degli attori internazionali d’insieme (Onu) – molto simili alla carta da parati sui muri di casa di una volta?
All’origine c’è stata la creazione per necessità di Al Qaeda, così che l’11 settembre potesse rendersi possibil(mente) incisivo... “così, com’è successo” negli animi delle persone di “mezzo Mondo”.
Per, poi, possedere Stati ex sovrani del medio oriente?
Per il petrolio?
Naa… questo è un altro effetto collaterale, sancito dai Media.
Il "simbolo" che oc(corre) notare è la (ri)colorazione d’insieme del Pianeta. Una (rin)corsa alla “sua” (ri)Uni-fic(Azione).
Il segno evidente è quello (Anti)Sistemico del Nucleo Primo, che spiana le differenze culturali, che sono servite per giungere sino a questo momento/livello della conquista e possessione totale.
Quando le differenze culturali saranno (ri)entrate nel piano che le ha e-messe per (con)dividere… allora, sarà il segno che il Nucleo Primo avrà portato a termine la conquista e (ri)polarizzazione dell’intero Pianeta.
A quel punto, visto che le “differenze servono per mantenere disuniti”, le stesse continueranno ad esistere, ma all’interno della cultura unica generale, in quantità di sotto correnti di “pensiero”, asservite al medesimo tipo di potere, senza alternativa di fatto.
Anche quando ci sarà un solo “colore”, esisteranno infinite “colorazioni”… ma tutte (ri)entranti nella “gamma” (per)messa dal “legislatore”.
Avrai sempre più diritti e vivrai sempre più in una società che si atteggia al livello della civiltà e del/nel progresso, nel rispetto altrui e nella reciprocità delle collaborazioni, etc.
La Costituzione sarà il tuo più grande vanto.
La legge sarà il tuo più fedele alleato.
E sarai sempre più cieco, perché (ri)nascerai sempre più cieco.
Al primo problema “esistenziale”, cadrai nella depressione… perché ti accorgerai che sei impotente, di fronte a qualcosa che ti sorride ma che, a quel punto, non ti convincerà più di tanto, dicendoti che “dipende da te”. Solo da te!
Al che… non ti rimarrà che di “andare avanti sull’unica via percorribile”, ossia… “quella sulla quale sei e che non avresti mai sognato di percorrere se, non ti ci fossi trovato sopra/(d)entro, così… per uno strano scherzo del destino”.
Un simile Mondo è già qua! Te ne accorgi?
Ne sei conscio/a?
Sì. E, allora, perché non ti accorgi anche della sua causa prima?
Fermati ad osservare quella “crepa”, che mina dalle fondamenta il tuo cammino esistenziale, la tua Vita “qua, così”.
La frattalità espansa “clona” anche la (com)presenza, che auto esiste al di là del Nucleo Primo:
  • anche solo per l’uno per cento
  • esiste ed è fedel(mente) (ri)portata.
Essa è ciò che tu chiami “speranza”.
Essa è alternativa, manifesta – oltre a ciò che può (ri)emergere da te (potenziale).
Essa è l’Oltre Orizzonte.
L’uscita dalla Caverna…
La tua “Stella”!


Inizia a brillare, or dunque.
  • dal tuo terzo stato
  • accorgiti
  • e
  • continua così
  • sino a…
  • fermarti.
A quel punto, ti accorgerai anche che non sei mai stato/a più in movimento. 
Un movimento su te stesso, generando luce propria, come una lucciola sulla Terra o, appunto, una Stella nel cielo.
Che cosa mai potrà (ri)accadere, in seguito?

He He… questo lo devi vivere te stesso, in te stesso.
 
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com